La Repubblica di Venezia e la Persia
Part 13
Scrissi ancora un'altra mia in data 12 luglio da Erzengian, per avvisarla come questo ill.mo signor avea fatto cazzar dito ambasciatore dell'Ottoman senza dargli udienza; e come a certi spioni turchi ha fato tajar la testa e taccarla al collo e così mandar all'Ottoman dicendogli ch'el vegna presto; et come pure abbia fatto venir me alla sua presenza e dissemi: _Ambasciator, tu intendi, l'Ottoman vien con tuto el so poter contro de mi, et ha abandonà tutti li luoghi che tiene in ponente per venir più potente contro di noi. Scrivi alla tua illustrissima Signorìa ed all'imperator et al re d'Ongheria, che facciano tutto el so poter di andar a distrugger l'Ottoman in Europa, perchè in questa parte d'Anatolia vojo andarlo a trovar, et coll'aiuto di Dio distrugerlo, et così voglio che faccian quelli Signori di ponente acciò el dito Ottoman non si possa più refar, et che totalmente el sia distrutto et che il suo nome no se abia più a menzionar_; et comandami scrivessi alla magnificenza del capitano spazzasse presto una galia per dar ricapito a ditte lettere, et così quamprimum scrissi una lettera al capitano che mandasse una galia in Dalmazia, et così mandai la lettera alla Maestà Cesarea dell'Imperatore, et altre d'Ongaria; le copie delle quali mandai a Vª Serenità et altre cose come avrà inteso per quella mia.
Addì 13 luio ricevetti lettere dalla magnificenza del capitano, e di mess. Josafat Barbaro ambassatore date a dì 3 jugno in Porto di S. Teodoro, et con quelle lettere direttive a questo ill.mo signore, et al signor Caramano, per le quali fu informato della magnificenza del capitano, come Sua Magnificenza era zonta lì, con potentissima armata, e del Sommo Pontefice, e del re Ferdinando, et che avea zente, molte bombarde, munizion, maestri schiopettieri, et presenti per essere dati a questo ill.mo signore; et come Sua Magnificenza aveva mandato da Vostra Serenità di stare ad obbedienza di questo ill.mo signore, et che molto Sua Magnificenza desiderava intendere li felicissimi progressi di questo ill.mo signore, ed aspettavalo con gran desiderio alle marine, per far qualche solenissimo fatto insieme con lui; et che intanto avea preso et consegnato a Kasim bei i tre castelli alle marine. Quamprimum fui alla presenza di questo ill.mo signore, e li significai quanto Sua Magnificenza me commetteva, e li apprestai la lettera che scriveva la magnificenza del capitano, et il Barbaro, il ditto ill.mo signore, me le feze lezere, e lette che le have, subito sua signoria ill.ma feze sonar le zambalare per tutto el campo in onor, gloria e trionfo di Vostre Eccellenze, e della magnificenza del capitano, dicendo: questi sono uomini da fatto, e che non stanno oziosi con tante sue galie. Il ditto ill.mo signore molto ringraziò Vostra Serenità della obbedienza che aveva commesso al magnanimo capitano, e delle bombarde, munizion, maestri scoppetieri, e presenti che si era per dare a sua ill.ma signorìa, e ringraziò molto la magnificenza del capitano di aver consegnato per suo nome a Kasim bei li tre soprascritti castelli.
Sua ill.ma signorìa mi disse: _Ambassator, intendo il tua magnanimo capitano colle zenti di Kasim bei sono andati al Candelaro e sono huomini molto soleciti, se Dio li concede grazia di avere il Candelaro, scrivi al tuo magnanimo capitano nol consegni ad alcuno che sel tegni per lui, e scriverli che non si parta da lì, ovvero dalle terre del Caraman, perchè col nome de Dio seguirò loro alle marine e faremo colla Dio grazia qualche rilevata cosa_. Questo ill.mo signor come ho scritto di sopra, voleva mandar avanti so fio contro l'Othoman con cavalli 150,000; ora ha deliberato non vada avanti, ma sua ill.ma signoria vuol andar in persona con tutto l'esercito a trovar l'Othomano. Da questo campo sono 300,000 cavalli ben in ordine armati, et per lo simile li huomini di ora in ora si vanno grandemente impassando. Questo ill.mo signor ha fatto comandamento a tutti li uomini di queste montagne che vengano in campo, li quali di ora in ora giungono. Questo ill.mo signore solecita il cammino per andar a trovar l'Othomano, spero in Dio non sarà troppi zorni si toccheremo li fianchi. Pregherò l'Altissimo Iddio per sua clemenza ne doni vittoria; ogni zorno vien persone dell'Othoman, che scampa per questo campo. Questo ill.mo signore li vede volentieri, e li fa doni e veste; oggi son venuti signori quattro dall'Ottoman, li quali sono fuzìti.
Sono stato dal signor Caraman al quale ho data la lettera che gli scrive la magnificenza del capitano, e di m. Josafat Barbaro ambasciatore, il quale mi ha fatto lezere. Sua signorìa ringrazia molto la Vostra Signorìa di tanto beneficio li ha fatto la magnificenza del capitano, lo qual sommamente lauda, e dice tutto il suo stato essere in Vostra Serenità, et di quello essa disponga come del suo proprio.
Delle condizion di questo ill.mo sig., l'è poco tempo che sua signorìa non aveva altre che cavalli 30,000 et presto si ridusse in cavalli 300,000, s'ingegnò di rubar da suo fratello una terra grande, e che avea mura belle e grosse come quelle de Costantinopoli. Dopo comenzò ad aquistar il paese, e star sempre in campagna come fa al presente. Là el mandò domandare molte cose in tributo, fra le quali el domandava 30,000 garzoni, a Gihan Shah; questo ill.mo signore fu contento darli ogni cosa, eccetto li garzoni, dicendo non poterlo far; li comenzò a romper guerra, e mediante la Dio grazia, lo vinse sora Tauris, et havuta Tauris il soldan Baiesit qual era di sora Tauris li mosse guerra. Questo ill.mo signore l'andò a trovare, e suo fiol Ugorlom bei, il quale al presente è qui in campo, el prese e conquistò tutto il paese che è sora Tauris a zornate 50 fino al mare di India; dall'altra parte tien a confini de Tartari: et tien paese fino al monte di Bakù, da quella parte di sopra tutto è pacifico, et nulla dubita. E come scrissi a Vostra Serenità dì 12 lujo l'è venuta a questo ill.mo signore una solenne ambassata del Tartaro, et ha portato presenti nove ferri da taiar, nove scimitare, una sella, una brenna, do fanali, e 200 persone cariche di peletterie, zoè martori, zibellini, faine, armellini, dossi vari e volpi: et ha mandà a dire a questo ill.mo signore come el pretende stare con sua signorìa in pace, come l'è sta finora, sicchè di fora delle parti di levante, per la Dio grazia sta sicurissimo, verso tramontana confina col re di Zorzania e da queste parti nulla dubita, e sono in pace. Dalla parte destra confina con Bagdad, zoè Babilonia la grande, et confina con Arabi, colli quali è in pace, et molti sono in campo con questo ill.mo signore. Quando l'andò verso Aleppo tutti li Arabi si movevan per venir in favore di questo signore, sicchè da parte destra nulla dubita. Verso ponente confina col Soldan e con l'Othoman; col Soldan, come dirò de sotto, credo sarà d'accordo, nel mezzo del suo paese l'aveva il signor di Bitilis, dove el mi mandò l'anno passato, il quale aveva castelli 20 et assaissime montagne li qual si chiama Kurdi, valorosissimi huomini et dividono il paese di questo ill.mo signore in do parti, cominzando da un luogo chiamato Kirmanchà che va fino a Tauris ch'è sotto alle montagne, et divide il paese in do parti, da confini dell'Othoman fino a Tauris. Allora quel signor di Bitelis si rese con tutti li castelli e genti, in modo che tutto il paese s'è ridotto di questo ill.mo signore, con assaissime città e tutte ben condizionate, castelli assaissimi, le quali città e castelli molti ho visti, per essere andà per mezzo del paese di Tauris, e da Tauris ho circondà tutto il paese, come per altre mie ho scritto a Vostra Serenità.
Questo illustrissimo signor, se vol, el farà un milion de huomini; da suoi signori ha una grandissima obbedienza; li principali signori ha di grazia andare al suo padiglion, avanti al quale stanno sentadi in terra, et essendo nel padiglion niuno osa parlare, et il Signor parla, e quel sua ill.ma signoria dice tutti conferma, et nullo li basta l'animo di dirli contro di quello el dice di che l'ha un'obbedienza grandissima. Questo campo pare un santuario, nullo si lamenta. Questo ill.mo signor non ha far altro se non attendere all'Othoman, perchè da tutte le altre parti l'è benissimo condizionato. Per tutto questo paese sono Armeni cristiani assaissimi, fanno chiese a suo piacere, il signore li concede in un luogo chiamato Galguch sia fatta una chiesa di Nostra Donna in volto: ha coperto do chiese, una di Simeon Apostolo, l'altra di S. Zuan Battista con tre cappelle, et li dà il modo di farle al modo italian, e così hanno fatto.
Delle sue entrate non posso bene intendere: tol la decima di tutte le entrade; gli Armeni pagano uno ducato per testa che sono grandissimo numero. Li signori, a beneplacito di questo signore, li mette e dismette alle sue zenti e castelli, li quali secondo la signorìa che hanno, quando il signor li chiama sono obbligati di venir con certo numero di cavalli et huomini secondo le sue rendite, e così vengono; le zente d'armi sono pagate a ragion di anno, et hanno le paghe di mesi sei in mesi sei, et da per homo col cavallo da ducati 40 fin a 60 secondo li homini, all'anno; et benchè dica, Serenissimo Principe, che questo illustre signore potrà fare un milione di huomini et al presente abbia in campo homini 300,000, di questo la non la si meravigli: perchè come ho detto la lettera di V. Serenità de 9 Fevrer 1473 non fu lettera, ma fu lo Spirito Santo. Questo ill.mo signore non pretendeva per lui venir zoso, ma andar alla volta di levante; et ho saputo per buona via da principali signori, che questo illustrissimo signore, la venuta del veneto ambassador reputava un sogno, per essere il paese della Signorìa lontanissimo, et dopo che venne questa santissima lettera, il signore che avea allora persone 100,000, veduta la ditta lettera, la quale ricevè addì 12 jugno, si deliberò di venire contro l'Othoman.
In questi zorni è venuto un ambassator del Soldan a Ongurlu bei fio di questo ill.mo signore, et al signor Caraman, ad esortar quelli s'interpona con questo ill.mo signore di far paze col Soldan, e vuol far tutto quello piace a questo ill.mo signore, l'ha mandà al Soldan un suo ambassatore per questa facenda per quel che mi dice il Caraman, ma temo la pace non seguirà. Nec alia. Alla grazia di Vostra Serenità mi raccomando. Data nel felicissimo Campo di Ussun Cassan in le campagne di Erzignan addì 27 luio 1473. Excellentissimae Dominationis vestre, Caterinus Zeno.
_Cronaca Sanudo. Ms. Cicogna._
DOCUMENTO XII.
_Relazione della battaglia di Terdshan._
Magnifici et generosi domini post commendationem, etc. Le ultime mie scritte a Vostre Mag. fo de XXVII lujo, per le quali significai a quelle come questo ill.mo signore andava in persona a trovar l'Ottoman, e che non saria tropi zorni che i sariano a le mano. A hora significo a Vostre Mag. come a dì primo avosto questo ill.mo signore se acostò a lo exercito de l'Ottoman, et el detto Ottoman era, con persone da cavalo e a piedi 150m, ben in ordene de chari, bombarde e schiopetieri e fanterie. Questo ill.mo signore haveva da persone a chavalo 300m, e lasò con el suo chariazo de le done, puti e suo haver, da persone 100m. El ditto Ottoman visto esserli venuto arente, dubitando, serò tuto el campo suo con chari e bombarde. Questo ill.mo signore commenzò subito principiar la bataglia, e sempre era vincitor, e fo morto de l'ottoman Asmorat bassà de la Romania, e Amirbei capetanio de la Morea fo prexo: l'Ottoman mandò uno suo subaschi a questo signore per far pace. Questo ill.mo signore per niente volse pace, per la fede el me aveva dado per nome de la nostra Ill.ma Signoria. Questo signore mandò Ugurlonbei suo figlio con el signor Charaman de sopra el campo de l'Ottoman con gran numero di chavali, mandò ancor l'altro figlio suo nominado Seinel beg da una banda del campo de l'Ottoman e Bajandur beg dall'altra banda con gran numero de chavali. Questo ill.mo signore romase a lo incontro de sotto da l'Ottoman con grande exercito, in modo che lo exercito de l'Ottoman era tuto circondà da la zente de questo ill.mo signore. Questo ill.mo signore voleva strenzer l'Ottoman; l'Ottoman vedendose circondà cercava de voler con lo exercito fuzir, e mosesi per do fiade. A dì X volendo fuzir l'Ottoman, questo ill.mo signore volonteroso de esser a le mano in questo dì X, a hora de nona montò a chavalo, e commenzò ad intrar contra l'Ottomano e sempre venzando, et essendo l'Ottoman in fuga, fono da una parte e dall'altra molti et assaissimi morti, e per questo ill.mo signore fo presi de quelli dell'Ottoman e morto Duranamet fio de Amirbei capetanio de la Morea, Agybey, Cuzuxenan, Penzin, Enzingalar, uno principal signore haveva l'Ottoman in Constantinopoli è stato morto, el qual era christiano et al fradel de Mamut bassà, tutti i soprascripti grandissimi capetanj frambulari da 50; e accostandose questo ill.mo signore a li chari de l'Ottoman, l'Ottoman comenzò a cargar a dosso a questo ill.mo signore con bombarde, spingarde e con molta fantaria, con schiopeti in modo che le zenti de questo ill.mo signore comenzò fuzir. Intanto che tuti fuzino, et lassono tuti i pavioni e gambeli, i quali fono tuti tolti per quelli de l'Ottoman, e tuto el bazaro, e questo campo fo rotto. Mi che sempre seguiva el signore, miracolosamente Dio per sua misericordia me ha salvà, al qual rendo immortalissime gratie. Questo ill.mo signore fuzì e tute le sue zente per le montagne, e tuti son reduti dove i lassorno i pavioni de le loro done, puti e suo haver. El signore è salvo, e do suo fioli e el signore Charaman e Baiandurbey.
Non par da conto de questo ill.mo signore sia manchà alcuno, tute le zente sono redute. Questo ill.mo signore è in pè, e su la reputation e non par rotto. L'ha mandà in Syras che è mexe uno de zornade sopra Tauris per el fiol grande, el qual è potentissimo, chel debi vignir zoso con tuto el suo poder, et ha fatto commandamento per tuti suoi luoghi che tuti se meta in ordene. Questo ill.mo signore va ordenando el paexe suo, e va verso Tauris, e dice che a tempo novo el vol andar contra l'Ottoman, el qual torna nel suo paexe.
A dì VII de questo, vene in campo do ambassadori del serenissimo signor re de Hungaria, con i qual fui a la presentia de questo ill.mo signore, et udita la sua ambassada, dissi a la sua ill.ma signorìa voleva mandar uno mio homo a la mag. del capetanio zeneral, e quel piacesse commandar a sua ill.ma signoria che la commandasse. Sua serenità me disse non mandar el tuo homo, ma voglio tu vadi da la to ill.ma signoria insieme con questi ambassadori del serenissimo re de Hungaria. Mi come tuti i miei sano, haveva deliberado remagnir infina uno altro anno ad intender e veder quello era per far questo ill.mo signore. Habiandome dà licentia questo signore non posso far manco de non me partir, et in nel nome di Dio, con questi mag. ambassadori del re de Hungaria torò el mio chamin. Priego Dio me condugi a Venexia a salvamento per seguir mio debito ho scripto questa a Vostre Mag. aziò quelle de tuto sia informade de quanto è seguido. Priego Vostre Mag. a tutti me arecomandati.--Nec alia.--Data nel campo de Ussun Cassan zornade quatro lonzi d'Erzingan die XVIII, Augusti MCCCCLXXIII.
CATHARINUS GENO _Orator_.
_A latere:_
Magnificis et generosis viris, dominis Petro Mozenico procuratori, capit. generali maris, ac provisoribus classis, nec non Josaphat Barbaro oratori Ill.mi DD. Venetiarum ad Ill.mum D. Ussonum Cassanum dignissimis.
_Dai Codici Foscarini._
DOCUMENTO XIII.
+ _Jesus MCCCCLXXIII die XVI Octobris in civitate Caffe._
In nomine Domini amen. Haec est quaedam tranlatio de lingua persica in lingua latina seu italica, cuiusdam literae magni et potentissimi Assanbech, directe ill. dominationi venetiarum, translata de dictis linguis vid. arabica et persica in idiomate italico, de mandato spectabilis domini Christophori de Calle, honor. consulis mercatorum venetorum in civitate Caffe. Instante ac requirente magnifico domino Catarino Zeno veneto oratore Ill. D. Venet. ad prefactum dominum Assanbech ac oratore prefacti domini Assanbech ad Summum Pontificem, ad Ser.mum imperatorem Romanorum, ad Ser.mum Ferdinandum regem Siciliae, ad Ser.mum dominum Cassimirum regem Poloniae, ser. D. Mattiam regem Hungariae, nec non ad prefactum Ill.mum dominum Venetiarum per me Constantinum de Sarra artium liberalium magistrum, et specialiter ad hoc negotium cancellarium electum per prefactum dominum consulem, tamquam suum confidentem, de verbo ad verbum et verbum pro verbo, nihil addito vel mutato quod mutet sensum, aut variet intellectum, nisi forte forent alique dictione in illis linguis: quae per propriam italicam dictionem non possent transferre, quas dictiones exposui pro propinquiorem dictionem, quae potuit confirmari tali arabicae, sive persicae dictioni. Quae translatio facta fuit interpretante Choza Goli armeno docto viro et perito in dictis linguis, ipso interpretante et me transferrente mediante patre Giorgio de ordine unitorum perito in lingua armenica et tartarica, verba illa mihi exponenti in lingua italica.
Et q. littera habet signa sex rotunda, videlicet unum in fine litterae a parte interiori et reliqua quinq. etiam in fine litterae a parte exteriori.
Quae translatio talis est, scripta tamen per alium mihi confidentem.
In nomine omnipotentis Dei, _litteris aureis_.
Unus Deus, _litteris aureis_. Haec sunt verba risplendentis atque fortissimis Assan, _litteris nigris_.
Grandissimo honorandissimo Gran Signor, Signor de grandi Signori, relucentissimo signor Sultan su la fede christiana Nicola Tron doxe di Venexia, cum la man a la gola me inchino e a le bone parole non torno in driedo: ma anchora me inchino.--Ahora ve fasso assaper come sultan Othoman per mal far vegniva suxo el mio paese: e l'è vegnudo a le contrade de Erzingan; et nui a pocho a pocho semo venuti al intorno del detto Erzingan. Pochi delli nostri huomeni sono scontradi cum quelli a volto a volto: cum la nostra benediction adosso i nostri nemici li avemo superati de cinquanta sei milia homeni de quelle dell'Othoman avemo tagliati a pezzi, et cento e cinquanta subaschi et trentacinque capitanii grandi havemo prexi vivi. Dentro de questi xe Absmorat. L'Othoman de queste cose ha fatto gran pensamento, et tuto intorno avea facto fossi, et haveva grande pensier: el fundamento so è de gran signor. Ma alquanto sono tornado in driedo, et quelo l'altro zorno è tornado in driedo a la parte del so paese ha dato, el suo volto, et nui asì havemo seguido driedo. Tanto havemo seguido apresso che presto l'è uscito fuora del nostro paese. Da poi alquanti zorni andassimo alla volta della caza et andar a tanfaruzo per el tornar fece indriedo queli, havemo cavalcado, et una parte dei miei huomeni senza la mia parola cazete intorno de quelli et fece battaglia. Pocho de rota n'ha facto mancamento come cossa fortuita. I Othomani de simil cossa se han fatto per lor grande favore et nome. Et sono tornadi indriedo. Nui semo in riposo in nostro paexe in paze. Dentro el mio spirito zorno et nocte è che questo primo tempo, cum la vostra union et con la volontà de Dio, cavalcheremo addosso a l'Othoman, et non sapiate altramente perchè questo è el mio voler. Io ho manda sul mio paexe Irach, Fars, sin a la porta de Condustam, e mio paexe Taharsam, Masanderam, Ghilam, Sarahath, Aderbigian, Bagdad. Questi tutti miei paexi et in tuti miei luoghi dove sono zente d'arme, e quando comandarò tuti serano a mi. Sapiè non sarà altramente. Bixogna queste cose non metter in dubio, perchè la mia parola xe una, e la vostra disposition senza falo avviseme, et che le vostre lettere no manchi, de quel vui deliberè et che me fassa assaver, che non manchi che li vostri homeni venga a mi de continuo et d'ogni cossa savarè de Catharin Zen ambassador. Data a la nostra porta dei primo lune mensis augusti MCCCCLXXIII.
Nos Christophorus Calle per la nostra S. S. de Venexia consolo in la presente Città de Caffa de la prenominata inclita natione, affirmamus omnia suprascrita; et ad robur omnium premissorum vissimus has sigillo gloriosi evangelistae Sancti Marci impressione muniri manu propria.
Ego Constantius de Sarra, artium liberalium magister et pubblicus imperiali autoritate notarius, tamquam confidens praefacti domini consulis, suprascriptam literam transtulit ut supra, et ad veritate proemissorum, signum meum notarj apposui consuetum.
_Commemoriale XVI, p. 27. Arch. ven. gen._
DOCUMENTO XIV.
_1474, 11 Febbraio. Commissione ad Ambrogio Contarini, ambasciatore veneto in Persia._
Nicolaus Marcellus Dei gratia dux Ventiarum etc.--Comittimo a ti, nobel homo Ambrosio Contareno dilecto cittadin et fedel nostro, che tu vadi ambassador nostro al illustrissimo signor Uxon Cassan, et quanto più presto te sia possibile per via de terra vadi a Caffa e di lì passi el mar Mazor e desmonti in quel luogo che tu intenderai esser più apto e più vicino a le provincie et dominio del prefacto illustrissimo signor.
La via toa de qui a Caffa zudegemo più segura per Polonia, per esser le provincie più pachate, et anche perchè cum el favor de quel serenissimo signor re del paexe suo fino a Caffa sarà più tuto l'andar tuo, et in la terra propria più riguardado et reservado che altramente per la autorità et reverentia ha sua maestà et per lo paexe è in la terra.
Zonto adunque in Polonia te conferirai a quella città o luogo dove intenderai esser la regia sublimità, a la qual te presenterai e porte le nostre lettere de credenza e fate le consuete et observante salutation et offerte, et prexentato el don et prexente li mandemo per ti, dirai a la maestà predicta ti esser mandato da nui per esser al cospecto del soprascripto illustrissimo signor per animarlo, persuaderlo, et ridurlo a l'imprexa contra el Turcho, come coloro che cum tuti i nostri pensieri e forze ricerchemo la liberazion de la fede et religion christiana dal pericolo de questo immanissimo inimico di Christo, et non cognoscemo niun più accomodato rimedio che la ritornata del soprascripto potentissimo signor a l'imprexa, el qual ritornando serà a christiani facil cosa spinzerlo de l'Europa, et molto più facile al soprascripto signor opprimerlo in l'Asia, et per questo modo liberar el mondo de questa peste et pernicie. Et sapendo nui la autorità e reverentia grande che necessariamente ha la prefacta regia sublimità, cussì per tuto el paexe fino a Caffa come anche in la terra propria, et ricordevoli de la singolar benevolentia et amor che dicta maestà ci porta et de la observantia et culto nostro in quella, havemo prexo questa confidentia de mandarte a la presentia soa e richieder e pregarla che in beneficio de le cosse christiane et in nostra precipua complacentia el te faci accompagnar et scorzer fino a quella città, et per mezo de suo proprio nuntio o letere efficacissime, anche in quella, et al passar de lì te presti ogni possibel favor et ajuto, declarando ti esser suo proprio ambassador mandato per sua regia sublimità al predicto potentissimo signor, la qual cosa a ti sarà de grandissimo comodo et segurtà et a la maestà predicta non potrà esser se non grandemente honorevole.
Impetrato adonque tutto quello favor e de quella qualità potrai obtener, spazandote prestissimamente de Polonia prosiegui el tuo cammino a Caffa, e de li oltramar, nel qual passazo e camino non te demo più uno comandamento che un altro, perchè bixogna che per zornata tu prendi i partiti siano a più tuo seguro, et anche prestissimo andar per ritrovarte a la presentia del soprascripto potente signor. Nui te dicemo de Caffa e de passar al mar perchè existimemo che tal via et transito sia apto et idoneo per information havemo, ma se alguno miglior partito te occorresse o per ricordo et favor del soprascripto serenissimo signor re, o altramente, volemo che sia però in tua libertà prender quel partito sia più accomodato presto e seguro, perchè el nostro final desiderio è che tu gli vadi, e sia per qual via se vogli, pur che là te conduchi.