La prigione; Acqua sul fuoco

Part 3

Chapter 33,637 wordsPublic domain

Non mi guardare! Guarda le stelle là! Che meritano d'essere guardate!

GAIA

(_girando gli occhi lucidi di lagrime_)

Come son grandi!!

ROMANO

Vedi? vedi che fa bene piangere?... Dopo, si vedono le stelle più grandi!...

GAIA

(_a un tratto con sùbita gioia_)

Oh!

ROMANO

Che?

GAIA

N'è caduta una! Hai veduto?... di settembre... è raro!

ROMANO

Meglio! Segno che è caduta proprio per te!... A che pensavi?... di' la verità...

GAIA

A niente... guardavo là... le rose...

ROMANO

... e pensavi al rosaio?... Di' la verità che pensavi al tuo gran rosaio! Al tuo nido di rose?!...

GAIA

Questo che viene è mese buono per il trapianto... lo sai?

ROMANO

(_con infinito strazio_)

Lo so!

GAIA

Sono una gran chiacchierona eh? Non ti lascio scrivere... Ti volevo far vedere il mio lavoro... guarda! (_apre la cartella e mostra a Romano due stemmi dipinti ad acquarello_).

ROMANO

Ah, benissimo! Lo stemma dei Piccolomini. Ed il nostro.

GAIA

Perchè ridi? Ho messo qualche errore nel latino nel nostro?

ROMANO

No, no, cara. Va benone. (_Ridendo con sarcasmo_) «Semper invictus»! «Semper invictus»!... Non ti pare un po' troppo pretendere... da un povero professore di storia, come me?

GAIA

(_senza dar peso alle parole di lui_)

Babbino mio! (_lo bacia in testa_)... E questa è la settima tavola, sai?

ROMANO

Brava... brava...

GAIA

Altre quattro, poi ho finito... quindici giorni al massimo!... E tu?... (_guardando le cartelle scritte da Romano_).

ROMANO

(_confuso_)

Eh!... Io sono un po' pigro...

GAIA

(_impressionata_)

Più nulla?... da una settimana?... Anche tu?... Dal giorno che è partita Selvaggia!...

ROMANO

Eh?!... ma tu sbagli!!! (_alzandosi e camminando_) Assolutamente sbagli.

GAIA

Tutti quei telegrammi...

ROMANO

Affari!... Affari di Lorenzo!...

GAIA

M'hanno detto che il signor Ricotti non è in Siena...

ROMANO

(_turbato_)

Lo so!... è... a Napoli... ebbene?

GAIA

Davvero?!... Ma io ho paura, babbo!

ROMANO

Paura di che?

GAIA

Che stia male... e che non me lo vogliate dire...

ROMANO

(_con sollievo_)

Male? Selvaggia?... Ma nemmeno per sogno! Ma perchè?... Perchè non ti risponde?... Vuol dire che non ti vuol bene!...

GAIA

No, babbo!

ROMANO

(_con grande strazio_)

Sì! Perchè non vuol bene a nessuno! A nessuno!

GAIA

No, babbo! Non lo dire! Non lo posso sentir dire... Non è giusto... Perchè è partita, poverina, proprio per accontentar te!

ROMANO

(_da sè, mentre cammina agitato_)

Sgualdrina!

GAIA

Perchè l'hai fatta partire?... Se non potesse resistere lontano dalla persona che ama?

ROMANO

Ma non la vuoi capire che sta benone?

GAIA

Non è vero dunque, che sta male?

ROMANO

Ma no! Povera Gaia mia! Ti dico di no!

GAIA

Sareste andati a vederla? È vero?

ROMANO

Ma sicuro! Vedi? Questa è la prova migliore che non è successo nulla di quello che pensi... diamine!...

GAIA

Hai ragione.

ROMANO

Va, va a dormire, creatura mia... va a sognare!...

GAIA

Il bacio! (_Romano la bacia sulla fronte_) Buon lavoro!... Addio! (_esce dall'usciolo di fondo_).

SCENA SECONDA

_ROMANO la guarda uscire, poi va alla finestra; prende tra le sue mani una rosa, aspira fino a empirsi i polmoni del suo profumo._

LORENZO

(_entrando da sinistra_)

Buone notizie!

ROMANO

(_precipitandosi verso di lui_)

Li hanno trovati?

LORENZO

Oh! No!... Di quelli là, ancora niente, purtroppo.

ROMANO

(_con un gesto di sdegno_)

E di che cosa allora, per Dio!... Che diavolo di buone notizie vuoi portare!... Che cosa ci può essere di buono per noi finchè non sappiamo dove ce l'ha portata quel mascalzone?

LORENZO

Non ti fidi delle ricerche di mio suocero?

ROMANO

Se non me ne fidassi, chi m'avrebbe tenuto qua?

LORENZO

E dunque?

ROMANO

Dunque che cosa?

LORENZO

Poichè abbiamo la certezza che tutto il possibile si fa per ritrovarli, mi pare che sia precisamente inutile di buttarsi tutti sdraiati a piangere su questo guaio, e non pensare più agli altri.

ROMANO

Qualche volta, Lorenzo, la tua praticità... ha ragione Luisa... è inumana!

LORENZO

È più umano, per lei, far finta di non capir più niente; perchè non le si mostrino più i conti, perchè non si riparli più del palazzo...

ROMANO

(_con gran fuoco_)

Finta!... Finta!... Ma chi ti autorizza a credere che tutto sia finto qua dentro, per Dio! È una vergogna che un figlio non creda al dolore della madre!

LORENZO

Io non ho detto che sia finto il dolore. Non ammetto che un dolore debba impedire di ragionare...

ROMANO

Dio non te lo faccia mai provare!

LORENZO

... Non posso ammettere che, per esempio, a causa di Selvaggia, non si debba poter discutere subito l'offerta che m'ha fatto l'Harlem, oggi! Un'offerta enorme.

ROMANO

Ah! Ci siamo!... Credi che non l'avessi capita la manovra di questo invito a pranzo... a te solo?... Ha già sentito odor di morto... Il corvo?

LORENZO

Il corvo... il corvo!... Ma siete buffi, per Dio! Vi riducete alla fame dentro queste gabbie di pietra, e poi, se qualcuno ve le cambia con del pane, lo chiamate corvo!

ROMANO

Perbacco! Che difesa calda! Si vede proprio che la ricchezza è cosa sacra per te!... Guai a toccartela!

LORENZO

Ma se la nobiltà non è buona ad altro che a vendere, per Dio, bisognerà pure che... la borghesia comperi!

ROMANO

Hai ragione. Infatti Serdoni non s'è vergognato di vendergli la villa dove i suoi antenati avevano accolto i Medici...

LORENZO

Sfido io! È un corvo che paga bene quello!

ROMANO

Diventa un piacere farsi spolpare!... eh? (_ridendo convulso_) Compra anche la vergogna!... che?... Ma Romano Della Lizza non è Pippo Serdoni!...

LORENZO

Babbo: (_avvicinandoglisi_) Tre-cen-to-mi-la lire!

ROMANO

Ah! Ah!

LORENZO

Assai più del valore reale... in fondo!... Io stesso son cascato dalle nuvole!

ROMANO

(_ridendo c. s._)

Vorrebbe dire... una cinquantina di mila lire per la vergogna?!

LORENZO

No, babbo... non scherzare... è una cosa seria!...

ROMANO

Ma insomma gli hai sì o no detto che il palazzo non si vende?

LORENZO

Nemmeno per sogno! Ma non son mica matto io...

ROMANO

(_violento_)

Gli hai detto di sì?!

LORENZO

Di sì!... Di sì!... Non mi gli son mica buttato al collo!... Ma come si fa a nascondere la propria soddisfazione di fronte a un'offerta simile?... Ma babbo! Via!... Dimentica per un momento le utopie della mamma... Facciamo un po' di conto all'ingrosso. Con duecentomila lire cassi la partita passiva e ti sistemi... Ti restano la bellezza di centomila lire!... un patrimonietto perbacco!... Oggi il denaro ha degli impieghi che tu non ti sogni nemmeno!... Prendo io impegno di farteli fruttare il sette per cento nella mia industria... 7000 lire all'anno! più le 6000 del tuo stipendio!... senza la piaga di questo palazzo! senza altro pensiero che quello del tuo lavoro... Oh! Vivaddio! Non rispondi!... Segno che ci pensi: eh?... segno che rientri in te!... Vogliamo buttar giù una bozza di compromesso?... Eh?... Poche righe!.. tanto perchè le parole non se ne vadano al vento!.. Penserò poi io a farle firmare presto dall'Harlem... (_guardando l'orologio_) Guarda. Son le nove. Abbiamo giusto mezz'ora, chè alle nove e mezza devo veder Piero.

ROMANO

Piero? perchè?

LORENZO

Oh bella! non siamo amici da ragazzi? Ci troviamo al «Centrale» per fare due chiacchiere.

ROMANO

M'hai promesso di non parlargli della faccenda della dote!... Siamo intesi eh?

LORENZO

Intesi... intesissimi!... (_ironico_) Glie ne parlerai tu... quando compirà cinquant'anni!...

ROMANO

Glie ne parlerò più presto di quel che tu non creda!

LORENZO

(_guarda un po' fisso Romano per penetrare il vero senso delle sue parole_)

Come sarebbe a dire?

ROMANO

Ho detto che glie ne parlerò presto... (_finto_) Meglio... Non è vero?... (_pentendosi a un tratto di fingere_) Ma insomma... poi... alla fine! È o non è un debito anche questo? Ho dato o non ho dato la mia parola per quest'ottobre? Una volta che i denari ora ci sono, chi può negarmi il diritto di dotare mia figlia?

LORENZO

(_contenendo un impeto di contrarietà_)

Mah... Questo... del resto... si vedrà... è una questione secondaria... L'importante è non fare sfumare l'offerta... Non ti pare?

ROMANO

Ebbene, avanti per Dio!... (_correndo, quasi, verso il suo banco_) Gettiamo questo maledetto dado!... Che non sia più possibile tornare indietro!... Vendiamo!... Vendiamo! Vendiamo!... Succeda quello che vuol succedere! (_cerca febbrilmente un foglio_) Che cosa debbo scrivere?

LORENZO

(_chinandoglisi vicino_)

La solita formola: «Tra i signori Romano Ferruti Della Lizza, e Tommaso Harlem»...

_A un tratto Romano tende l'orecchio all'usciolo del fondo, impallidendo._

Che c'è?... Qualcuno per la scaletta... vero?

ROMANO

(_coprendo in fretta la carta con un grosso volume e quasi tremando_)

Luisa? Sei tu? (_bussano_).

LORENZO

Avanti. (_Entra Maddalena_) Ooh!

ROMANO

Si risente male?

MADDALENA

No no, signor Marchese. Stia tranquillo. Anzi, questa sera, pare proprio che vada benino, grazie a Dio, la signora Marchesa!

LORENZO

Che c'è, insomma? Di' presto.

_Maddalena fa per levar qualcosa dalla tasca del grembiule._

ROMANO

Un telegramma?

MADDALENA

No, no, signor Marchese. Un biglietto. Scusi eh? Non ho trovato il piattino... Me l'ha dato la portinaia... Dice che è un signore in automobile...

_Romano leggendo ha un gran sussulto: poi resta lungamente con gli occhi fissi sulla carta da visita._

LORENZO

Chi è? (_guardando_) Eh?! Alla larga!!... (_a Maddalena_) Digli che il padrone non è in casa. Subito.

MADDALENA

(_tentennando_)

Devo dire che il signor Marchese non è in casa?

LORENZO

Sì, sì, sì! Va!... (_Maddalena esce_) Al diavolo! Ci mancherebbe questo!... Non te l'avrei voluto dire, ma... anche a Torino è venuto. Quest'aprile. Reduce dalla Russia... Albergo Europa... Amante... Automobile al portone... A fine di Maggio allontanato dal _Club_! Vinceva troppo, anche là!... Le solite spavalderie, le solite sfide, il solito giurì che non osa... Due duelli... e poi via!... partenza per altri lidi!...

ROMANO

(_alzando finalmente gli occhi_)

Maddalena! Dov'è Maddalena? Maddalena!

LORENZO

Ma l'ho mandata giù io, a dirgli che non ci sei.

ROMANO

A chi? A mio fratello? Dopo cinque anni che non lo vedo? Ma tu sei matto! (_Precipitandosi fuor dell'usciolo del fondo_) Maddalena!

MADDALENA

(_dal fondo della scaletta_)

Signor Marchese?

ROMANO

Fallo salire!!

LORENZO

Lo vuoi ricevere?... Credi che lui venga per rivederti. Ma quello viene per bussare a danaro: ci scommetterei la testa!

ROMANO

Non aver paura che io possa dargliene: non ne ho.

LORENZO

Non importa. Quella gente lì sa cavarne anche dalla sabbia! Sta in guardia!... Non ti scappi detto di questa fortuna che ci offre l'Harlem. Se quello sente odor di quattrini siamo fritti! Ci vuole un reggimento di cavalleria per metterlo fuori di qua!... Pensa a quello che fai! E spiccialo presto, chè tra un'oretta ritorno... Giudizio! (_esce in fretta da sinistra_).

ROMANO

(_andando, agitato, incerto, poi decidendosi a sedere al suo banco_)

In fondo... dopo tutto... siamo uguali!... Siamo due disgraziati!... Niente altro che due disgraziati.

MADDALENA

(_entrando dal fondo_)

Il signore ha voluto salire per la scaletta. È pratico della casa!... S'accomodi. (_esce_).

SCENA TERZA

_JACOPO entra in abito da automobilista. Si scopre il volto. Dà un rapido sguardo in giro attraverso un monocolo, poi, spalancando occhi e braccia teatralmente, va verso Romano._

ROMANO

(_alzandoglisi incontro con cordialità non molta, ma sincera_)

Jacopo! Come mai?

JACOPO

Io?... Sempre la solita salute indecente, come vedi! (_facendo le corna per scongiuro_) Quest'inverno in Russia mi ero imbiancato un po' troppo... la gran neve, forse... Ma, non mi son dato per vinto. Ho preso del buon caviale!... (_mostrando i pochi capelli nerissimi e pettinatissimi_) Ah! io poi sono di parere che non bisogna prestarsi a questi scherzi da villana che suol fare Madre Natura. Niente, niente. Ognuno al suo posto. Madre Natura a casa sua. Noi a casa nostra. (_Romano ride_) Tu, per esempio, fai malissimo! «Shocking» andarsene con la testa come se ce l'avessero infarinata di carnevale!... Che cosa ne dice madonna Luisa?

ROMANO

Povera Luisa... Ha altro da pensare!

JACOPO

Che cosa c'è?

ROMANO

Oh! niente... niente... dico così... perchè è un pochino indisposta da qualche giorno.

JACOPO

Mi dispiace. Contavo di baciarle la mano in questa breve sosta... Sempre bella, eh?... Sempre regale!... E tu sempre innamorato morto... eh? Bravo, bravo. È un modo anche questo di farla in barba alla Natura; fare l'eterno sposino. O fermarsi al giorno prima delle nozze, o fermarsi al giorno dopo, è question di gusti. Purchè un bel giorno ci si fermi là, su due piedi! e si dica al Tempo: «tira pure quanto ti pare; io sto bene qui, e non mi muovo!»... Altro che paroline dolci: «Attimo fuggente, arrestati, sei bello!»... Bisogna farsi sentire per Dio!

ROMANO

Sempre allegro tu!

JACOPO

Questo credo che dipenda dall'essermi fermato al giorno prima delle nozze!... Ba!... Ba!... Ba!... Jacopino!... (_parlando al ritratto di guerriero e mirandolo con il monocolo_) _Comment ça va, donc?_ Che faccia!! Ti secca un po' d'essere dipinto eh?... Capisco; costretto a star così fermo dopo averne fatte tante!... Però consolati!... Se sapessi com'è difficile oggi la vita!... La tua famosa impresa di Serravalle, sai come te la chiamerebbero: quadruplo assassinio, premeditato, a scopo di furto e di ratto di minorenne!... Galera a vita!!! Galera a vita!

ROMANO

(_che ha levato dalla libreria una bottiglia di cognac e due bicchierini; riempiendoli_)

Devi sapere che quei Tolomei di Serravalle erano nipoti di quelli fuorusciti e traditori che nel '232 avevano osato prendere le armi contro Siena, d'accordo col vescovo d'Arezzo!...

JACOPO

(_vuota d'un fiato il suo bicchierino e lo tende a Romano perchè lo riempia_)

Per Bacco!... Che belle ragioni per rubarsi le ragazze c'erano a quei tempi!! (_sospira profondamente_) Ba, ba, ba! Qua un altro bicchierino!... Io non so come tu faccia a studiar storia dalla mattina alla sera, senza diventar matto furioso! Io, basta che mi ci accosti un momento, è fatta!... Mi sento subito sfumare il raziocinio. Sarei capace d'uscirmene fuori vestito di ferro, con lancia in resta, come Don Chisciotte! A rimettere il mondo a posto! per Dio (_beve c. s._) Poi ci bevo sopra, e mi passa!... E ritorno alle battaglie del _baccarat_!

ROMANO

Giuochi ancora? Giuochi sempre?

JACOPO

Che cosa vuoi che faccia?! Certo, qualche volta, sarebbe meglio che non giocassi. Ieri sera a Firenze m'hanno vuotato il portafogli!... E pur nonostante... vedi ironia del Destino!... ho dovuto noleggiare una maravigliosa _Rénault_ 60 HP., per venir qui, a caricare un imbecille d'un mio amico, e portarmelo a Roma!... Ragione per cui... non mi sentirei la forza di rifiutare... semprechè al munifico mio maggior fratello piacesse di largirmeli (_nell'orecchio_)... nemmeno cinque miserabili fogli da cento.

ROMANO

Jacopo mio, dimmi tu se ti ho mai rifiutato!...

JACOPO

Mai! Mai! Verissimo... Però ti piacerebbe incominciare da stasera...

ROMANO

No!... Non è questa la verità!...

JACOPO

... Bene, bene! «Niente di fatto!» Fratelli lo stesso! Passiamo ad altro.

ROMANO

Ma no! Voglio che tu sappia la verità. Non ce n'ho. In tutto questo palazzo ci sono cento lire.

JACOPO

Capisco... capisco... Sono capitato in un contrattempo...

ROMANO

Ma che contrattempo! è la miseria, per Dio! la miseria!

JACOPO

Romano?!

ROMANO

Ho voluto fare la mia smargiassata anch'io; ho voluto dare una lezione al Monte de' Paschi che m'è costata quindicimila lire! Le ultime!... avute, Dio sa come, dal Banco Fiorentino.. Gli ultimi spiccioli! Chi vuoi che me ne dia più! Non ho più un metro di terra al sole chi mi frutti uno staio di grano! Come la vuoi chiamare, se non la chiami miseria?

JACOPO

Romano?!... Ma lascia che ti guardi bene in faccia!!... Sei tu che parli così?!... Sei tu che, finalmente, mi credi degno di sapere un po' dei fatti tuoi dalla tua bocca?... Mi elevi alla tua confidenza?... Bisognava proprio che ti venisse addosso la miseria nera, per ricordarti che siamo fratelli!...

ROMANO

Io non l'ho mai dimenticato.

JACOPO

M'hai dato dei pranzi e dei denari...

ROMANO

T'ho anche parlato da fratello..

JACOPO

No! M'hai fatto delle noiose paternali, da precettore!... Niente altro. Questo sarebbe stato parlar da fratello; dimmi: sotto la severa apparenza d'amministrare un patrimonio, io amministro una rovina...

ROMANO

È questa la verità, Jacopo!

JACOPO

E perchè non dirmela?... Che cos'era quell'aria di superiorità che hai sempre usato con me! Perchè non dirmi: «Le forze non mi bastano: Aiutami! _Sacré Nom!_» Perchè negarmi la dignità e la gioia d'esser buono a qualcosa, su questo mondo?...

ROMANO

Forse sarebbe stata diversa la tua vita?...

JACOPO

O diversa o uguale; non è questo che m'importa! Qualunque vita è abietta se è fatta al solo scopo di vivere!... e qualunque vita è santa se un fine l'illumina!... Passare sul mondo, inutili, come una pioggia sul mare: questo è indegno! questo è vile! questo è disonesto!... Romano! (_stringendogli una mano con ambe le sue_) Due minuti fa t'ho chiesto 500 lire... Ma tu sai che, per me, è come per i marinai! dopo il mal tempo viene il buono!... Io son qua, pronto a mettere tutte le mie forze a tua disposizione...

ROMANO

Eh?... Oh! No, no, no!...

JACOPO

Con tutto il cuore, bada!

ROMANO

Troppo buono, Jacopo... ma: no... no!... Non è il caso... ecco!

JACOPO

Incomincerò col renderti le quattro o cinque mila lire che ti debbo. Fra tre giorni al massimo, saranno qua; per telegrafo, se vuoi...

ROMANO

Oh! Non c'è questa fretta. Il 27 devo riscuotere due mesi di stipendio...

JACOPO

C'è da stare allegri!... Ci vuol altro per rialzare una casa che crolla!... Su via, Romano. Approfittiamo di questo sportello di sincerità che si è aperto fra i nostri due cuori. Dimmi un po' bene come stanno le tue cose.

ROMANO

No, Jacopo! No, Jacopo!... È inutile... credi... ormai...

JACOPO

Più le cose son difficili e più mi piacciono anzi!

ROMANO

È impossibile!

JACOPO

Meglio!! È quello che cerco: l'impossibile!!

ROMANO

Insomma; no! no! Io m'ammazzerei piuttosto che... imporre dei sacrifici ad altri!

JACOPO

Sacrifici? Ma non capisci che lo faccio per la superbia di essere buono a qualche cosa?... E poi, per Dio, mi chiamo Della Lizza come te!... La rovina tua è anche mia! Se io porto a spasso la mia miseria in automobile, se io son diventato un acrobata del vuoto... se meno colpi di spada a destra e a sinistra... e qualcuno ne piglio anche!... (_scoprendo l'avambraccio e mostrando una lunga cicatrice_) ... non lo faccio per me solo: lo faccio per il nome che portiamo!... Che credi?... Perchè t'ho venduto da ragazzaccio che ero, la mia parte di palazzo, ch'io non ci senta sempre un po' di casa mia, qua dentro? La tua rovina vuol dire la rovina di tutta questa roba che è gloria tua, come mia... e abbiamo uguale diritto di salvarla!... E tu che vai dicendo di sacrifici?

ROMANO

Parlo di sacrifizi materiali; tu non ne puoi fare per me, come io non ne posso fare per te...

JACOPO

Ma io posso... invece!

ROMANO

Ma io non voglio, insomma! Jacopo: parliamo d'altro... sii ragionevole...

JACOPO

Devo riscuotere una bella sommetta in Borsa... a fin di mese... Sarò quasi ricco!

ROMANO

Anch'io!... anch'io!...

JACOPO

Cosa, anch'io? Sarai ricco anche tu?...

ROMANO

Sì! Sì!...

JACOPO

Mi rallegro!

ROMANO

Oh Dio!... Ricco!... Rimedierò... rimedierò alla meglio...

JACOPO

E come?... Se tu stesso m'hai detto che non puoi trovare più una lira di prestito?

ROMANO

Oh! Insomma! Insomma! Insomma!... Se ti dico che rimedierò, vuol dire che rimedierò...

JACOPO

E il come non si può sapere?... Un mistero?... (_Romano tace_) Si riserra lo sportello delle confidenze fraterne!... _Soit! Rien de fait encore!_... (_pausa_) E... così... tolta la lieve indisposizione di madonna Luisa, che auguro definitivamente guarita domani, mentre io volerò verso Roma... tutti bene in casa?

ROMANO

Tutti... sì, sì... tutti benissimo.

JACOPO

E... sarebbe lecito... non dico vedere, il che fia troppo per uno zio cotanto indegno!... ma almeno... sapere alcunchè di quella angelica creaturina bionda che, credi Romano... m'è rimasta qui negli occhi... da cinque anni... come la più bella cosa che abbia visto nella vita?...

ROMANO

(_tutto illuminandosi_)

Gaia?!

JACOPO

Sì! la nostra Gaia! Il fiore del nostro sangue!... L'ultimo fiore!... Perchè dal tuo Lorenzo, tutto quel che può venire... sarà un passabile mezzo sangue... arabo!

ROMANO

Ah! La mia Gaia!...

JACOPO

Che cosa fa? Che cosa fa, quell'angelo?... Gioca?... gioca ancora?...

ROMANO

Ah sì! Altro che giocare!...

JACOPO

Non aspetta più il suo Orlando innamorato che la liberi dagli Infedeli, facendo far da tenda saracena alla portiera del salone... e da Orlando a quell'affare là! (_indicando l'armatura montata_).

ROMANO

È venuto, il suo Orlando!... in carne ed ossa!...

JACOPO

Ah, sì?

ROMANO

Piero Della Turrita... il figlio del povero colonnello Ugo...

JACOPO

Oh! guarda! I Turrita?... Gli antichi nemici della nostra casata!

ROMANO

Già, già!...

JACOPO

Giulietta e Romeo, dunque!

ROMANO

Già, già!... (_sempre più beandosi_) Ma tu sapessi che miracolo d'educazione ha saputo compiere in quell'unico figlio la sventurata marchesa Orsola!... Non si poteva incontrare in un'anima più ben fatta, la mia Gaia! E non è solamente buono; ha un ingegno raro per le discipline filosofiche. Arriverà in su!... purchè possa lavorare in pace e in solitudine!... Non è nato per le lotte corpo a corpo della vita. Un po'... come ero io...

JACOPO

Ah!!! i tuoi sogni!... I tuoi sogni arcadici!... Me li rammento bene! Andavamo tutt'altro che d'accordo, allora!... Ma com'è poetico ripensarci adesso, in questa bella sera, in quest'angolo di reggia che è nostro! vero Romano?... dove tutto odora della nostra antichità, e non ci arriva il puzzo pestifero del nuovo!... Una vera ora di porto, per me, dopo tante burrasche!... Racconta, racconta, Romano... Dimmi ancora della nostra Gaia?

ROMANO

Si amano! Si amano! è tutto detto!... Quello che sogna lui, sogna lei. Hanno un cervello solo, un cuore solo! Piero ha una villetta e qualche podere in Valdelsa, carichi di ipoteche... ma, per bellezza, un vero paradiso! Riscattare quel poco, vivere di quel poco, là, in quella verde pace!... lavorare e amarsi!... Tutto il loro sogno!

JACOPO

Ha fatto qualche eredità, Piero?

ROMANO

Ma che! Non ha un soldo. Guadagna qualche cosa scrivendo... ma... capirai...

JACOPO

La marchesa Orsola?

ROMANO

Che vuoi che abbia! vive della pensione del marito... Tu vuoi sapere, insomma, chi è che paga le ipoteche?... chi è che riscatta il nido a questa coppia di allodole?... Sono io!

JACOPO

Tu?

ROMANO

Sicuro! Bastavano cinquanta mila liracce per tingere di rosa tutta la loro vita. Avrei dovuto negargliele? Io le ho promesse per dote a Gaia. Le ho promesse per quest'ottobre; e quest'ottobre le darò.

JACOPO

Bravo!! _Sacré Nom!_... Qui ti riconosco il segno della razza!!

ROMANO

Mi dai ragione. Tu mi dai ragione. Tu non mi dici, come Lorenzo, che son matto...

JACOPO

Che matto!... Che vuoi che capisca Lorenzo dell'anima nostra... lui che l'ha venduta alla tribù dei Levi!... Hai fatto mille volte bene! Mille volte il tuo dovere, di padre, e di Della Lizza!!

ROMANO

Tu mi capisci, dunque?

JACOPO

Ti capisco e t'invidio!... Fabbricare la felicità d'un angelo come quello... Farla ridere! ridere in eterno!

ROMANO

(_fissando lo sguardo in una visione di paradiso_)

Ridere... ridere in eterno!..

JACOPO

(_avvicinandoglisi_)

Tuttavia... Io parlo per mia lunga esperienza... La promessa, in noi, si sa, è come l'immagine, l'ombra sopravvissuta di quello che fu il più vivo bisogno della nostra razza: Dare! Dare! Dare a piene mani!... Ma per dare... bisogna avere. Per avere, bisogna prendere. Dove prendi le cinquantamila lire, tu?

ROMANO