La prigione; Acqua sul fuoco

Part 1

Chapter 13,258 wordsPublic domain

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ERCOLE LUIGI MORSELLI

LA PRIGIONE

DRAMMA IN TRE ATTI

6º migliaio

MILANO CASA EDITRICE VITAGLIANO

_DELLO STESSO AUTORE:_

«IL TRIO STEFANIA»

Casa Editrice Vitagliano — L. 6.

PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA

_I diritti di riproduzione, di traduzione e di rappresentazione sono riservati per tutti i Paesi, compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda._

_Per la rappresentazione delle presenti opere occorre il permesso della Società Italiana degli Autori — Milano, Corso Venezia, 6._

30-11-20-5

Copyright by CASA EDITRICE VITAGLIANO, 1920

Dalle Officine Grafiche SAITA & BERTOLA — Milano, Corso Romana, 113

LA PRIGIONE

_PERSONAGGI:_

Marchese ROMANO FERRUTI DELLA LIZZA LUISA, _sua moglie_ SELVAGGIA — GAIA — Ing. LORENZO, _loro figli_ JACOPO, _fratello di Romano_ Contessa ROSA TADDEI, _sorella di Luisa_ Marchese PIERO DELLA TURRITA, _fidanzato di Gaia_ Signor ROBERTO RICOTTI Marchese DEL SASSETTO CHIARA, _sua figlia_ Conte BUONINCONTRI Contessa BUONINCONTRI, _sua moglie_ MARTA — PIA, _loro figlie_ N. H. PIPPO SERDONI, _patrizio senese_ Donna FULVIA, _sua moglie_ Avvocato TONDI Signor MATTEI _Madame_ GEORGE ANTONIO — MADDALENA, _vecchi domestici di casa Della Lizza_ INVITATI.

_In Siena, nel palazzo dei marchesi Della Lizza, sul morire del secolo XIX._

_ATTO PRIMO_

LA SCENA

_Un grande salotto rettangolare: mobili dorati del miglior Settecento. Nella parete di fondo due bifore, di bel disegno del Rinascimento, si aprono alla luce di uno splendido pomeriggio di settembre, in cui ridono case senesi parate a festa, di giallo, di rosso e di verde. In ciascuna delle pareti laterali, una porta a due battenti verniciati di bianco, con stemma dorato. Presso le porte due piccole _consolles_ sormontate da specchi. Tra le due finestre del fondo un divano e poltroncine. Sedie lungo le pareti. Nel mezzo un tavolino col piano di porfido, vicino al quale sono altre due poltroncine. Portiere e tappezzerie di una seta chiarissima, verde, bianco e celeste. Sulla _consolle_ di sinistra sono vassoi di dolci e un grande servizio per cioccolata, elegante porcellana del Settecento. Ai davanzali delle bifore sono esposti ricchi damaschi verdi. Appesi alle pareti ritratti di antenati in parrucca. Quello appeso sulla porta di sinistra, deve essere d'uomo._

SCENA PRIMA

_BUONINCONTRI, SASSETTO, SERDONI in gruppo presso la finestra di sinistra parlano, bevendo la cioccolata. GAIA e PIERO nel vano della finestra parlano tra loro. ROBERTO, stando più sdraiato che può su una delle poltroncine presso il tavolino di mezzo, segue con maliziosa compiacenza i movimenti di SELVAGGIA. La quale, sapendosi guardata, si studia d'esser procace, mentre riempie una tazza di cioccolata, alla _consolle_ di sinistra._

SELVAGGIA

(_offrendo con un inchino scherzoso_)

E lei, _mister_ Ricotti, si degna d'essere servito da me?

ROBERTO

Bada che ti appiccico un bacio che fa epoca!

SELVAGGIA

Dopo! Quando passa la processione (_via da destra_).

SERDONI e BUONINCONTRI

(_scoppiando a ridere_)

Oh, bella, bella, bella!... Questa non la sapevo proprio! (_si stringono attorno a SASSETTO che continua a parlare sottovoce_).

(_Da destra il rumore di un moderato battimani, misto a un confuso suono di voci femminili_).

MATTEI

(_entrando da destra, soffiando_)

Roberto. Si va via?

ROBERTO

Nemmeno per sogno!

MATTEI

Tu ti diverti eh? briccone! Ma io crepo se sto un altro quarto d'ora in questo museo vivente!

ROBERTO

Come? L'inno sacro della contessa Buonincontri non ti è piaciuto?!

MATTEI

Adesso c'è di peggio! C'è un poema e di quella spaventa-passeri svizzera! Un po-e-ma! «_Les amours de Psyché et Cupidon_»!... Capisci? che cosa ha avuto il coraggio di scrivere?... Con quel muso!

(_Roberto abbocca un grosso pasticcino ridendo_).

SCENA SECONDA

_LUISA entra da destra seguìta dalla Contessa BUONINCONTRI, CHIARA, MARTA, PIA, SELVAGGIA, madame GEORGE e da altri invitati; ultima donna FULVIA, la cui modernità risplende in quello stuolo di anticaglie._

LUISA

(_traversando la scena_)

No, no,... vi prego!... onoriamo le nostre belle costumanze!... trasportiamoci nel salottino rosso... L'eco di quella poesia sacra non deve esser turbata dall'aurea classicità dei vostri poemetti, madame George!

Madame GEORGE

Oh! io sono molto profana!...

Contessa BUONINCONTRI

L'arte ha tutta in sè del sacro, illustre amica. (_Il gruppo esce da sinistra_).

Donna FULVIA

(_passando, con ironia_)

Buon appetito, signor Ricotti.

ROBERTO

(_senza scomporsi_)

Grazie mille, donna Fulvia!

MATTEI

È caustica. Segno che non ti ha ancora sostituito? (_sbadiglia_).

ROBERTO

Perchè non ci provi tu, invece di sbadigliare?

MATTEI

Proprio?...

ROBERTO

Che cosa vuoi che me ne importi!

MATTEI

Eh! capisco!... Ti sei dato a una caccia ancora più proibita...

ROBERTO

(_alzandosi e minacciandolo fra il riso e il serio_)

Linguaccia!

MATTEI

(_lo prende a braccetto e lo conduce verso la porta di sinistra_)

Vai a gonfie vele con la marchesina... Eh!... Ho visto... Ho visto!... (_escono_).

SCENA TERZA

BUONINCONTRI e SERDONI

(_a una voce_)

Eeeeeh?

SASSETTO

(_venendo avanti verso destra_)

... È grossa! lo so anch'io che è grossa... Ma ne ho colpa io se le nostre più antiche casate ruzzolano tutte così nel brago?... È scritto lassù...

BUONINCONTRI

(_sospirando_)

Dio ci abbandona! È stanco di noi!...

SERDONI

... perchè troppa gran parte di noi ha abbandonato Lui... vilmente!... come dice sempre Monsignore...

SASSETTO

(_scorgendo TONDI sulla soglia di destra_)

Oh! avvocato!... E così? Ha visto? (_guardando di non essere udito da altri_) Le nostre previsioni erano dunque fondate!

BUONINCONTRI

Più fondate del suo ottimismo!

TONDI

Perchè?

BUONINCONTRI

Il marchese non scende...

SASSETTO

Si è dato indisposto per non incontrar lei, naturalmente.

TONDI

Ma niente affatto: discendo ora dal suo studio... Mi ha fatto chiamare.

SASSETTO, BUONINCONTRI, SERDONI

(_ad una voce_)

Eeeeeh?

TONDI

Sicuro! e ho anche una buona lezione da portare alla Banca da parte del marchese!

BUONINCONTRI, SERDONI

(_c. s._)

Come? come?

TONDI

Io ve l'avevo detto che non avrebbe accettato una condizione simile... era un'offesa...

SERDONI

Ritira la cambiale?

BUONINCONTRI

Paga quindici mila lire?!!

TONDI

Le ha pagate già! Senza chiacchiere, senza frasi. Non vi pare una lezione da gran signore?

SERDONI

(_tra sè inebetito_)

Quindici mila lire?

BUONINCONTRI

(_come Serdoni_)

Quindici mila lire?!!...

SASSETTO

(_ghignando_)

Sfido io che è indisposto, allora!... Quindici mila lire così... su due piedi...

TONDI

Oh! no... Un po' di stanchezza. Lavora troppo. (_ROBERTO viene da sinistra verso il gruppo_).

SASSETTO

Ahi! ahi! ahi! Lavora sempre a quel benedetto «Quattrocento senese»?

TONDI

Già... credo... Perchè?... Le dispiace?

SASSETTO

Stiamo freschi!... Chi sa, come ce li concerà quei poveri antenati nostri! (_con intenzione_). Che cosa ne dice l'egregio signor Ricotti?

ROBERTO

(_con ostentazione_)

Li compatisco! Non tutti possono aver la fortuna di discendere da un nonno ciabattino, come me!

TONDI

Lui, gli antenati, se li porta qua!... (_accennando il portafogli_).

ROBERTO

Vedete un po'! Se invece di essere nato in questa miserabile Italia, fossi nato negli Stati Uniti, mio padre lo avrebbero chiamato il Re delle scarpe... e io sarei stato Principe!...

SASSETTO

... delle scarpe! già già. Verissimo! Verissimo! (_tutti ridono_).

SELVAGGIA

(_affacciandosi da sinistra_)

Signor Ricotti!

ROBERTO

Marchesina Selvaggia!

SELVAGGIA

E la zia?

ROBERTO

Non l'ho vista.

SELVAGGIA

Adesso vado a prenderla io! (_esce correndo da destra_).

ROBERTO

Brava! (_esce dietro a lei guardandola con compiacenza di conquistatore_).

BUONINCONTRI

(_a Sassetto_)

Si vogliono un gran bene, è vero, quei due?

SASSETTO

Uh! un bene straordinario!!... specialmente lei... credo!

BUONINCONTRI

Eh! eh!... La ragazza è saggia!... Quel calzolaio potrebbe rialzare le sorti economiche del «grande patriziato dei Della Lizza», come lo chiama la marchesa Luisa!

(_SERDONI e TONDI escono parlando da destra. Incomincia uno scampanìo lontano_).

SASSETTO

Pare assodato però che il nostro marchese professore non voglia neppure sentir parlare di lui.

BUONINCONTRI

Già... Già... Ma... perbacco!.., questo colpo delle quindici mila lire... farebbe credere...

SASSETTO

Ma no! Perchè andare a strologar misteri quando la verità è così semplice!... Si sa battere, prima di tutto... e poi... gli vogliono bene insomma! gli vogliono bene tutti! Ecco il gran mistero! Non vedi l'avvocato Tondi? «Se chiede denaro vuol dire che lo può restituire»: ecco che cosa dicono tutti. E seguitano a prestargliene!

CHIARA

(_di fuori, poi affacciandosi da sinistra seguita da MARTA e PIA_).

Ma sì! vedrete! adesso lo chiedo a papà... Papà!

SASSETTO

(_voltandosi_)

Tesoro!

CHIARA

È questo il segnale dell'uscita?

SASSETTO

Eh?... che uscita? Ah! Ah!... Sono sempre così distratto!... (_ascoltando le campane_) Scusate!... Sì... sì... sicuro, figlia mia.., in questo momento la processione esce dal Duomo.

MARTA, CHIARA, PIA

Uh! che bellezza!... Avete visto!... È questo! È questo! (_via tutte da sinistra_).

SASSETTO

È così. È così, caro Buonincontri!... Vuoi che ti riveli da che parte vengono quelle quindici mila lire?

BUONINCONTRI

Tu lo sai?

SASSETTO

Semplicissimo: dal Banco Fiorentino.

BUONINCONTRI

Eh? Dal Banco Fiorentino?! Così ostico sempre!

SASSETTO

Così stanno le cose, amico mio! Quest'uomo rovinato gode una di quelle fiducie... che noi a mala pena riusciamo a sognarci di notte... e... quando la digestione è in regola!... (_ride. Escono da destra_).

SCENA QUARTA

PIERO

(_avanzando nel vano della finestra_)

Tu sei un angelo, Gaia... tu non hai occhi fuor che per il bene!

GAIA

Il babbo soffre... è vero... me ne son avvista anch'io...

PIERO

E dunque?

GAIA

Ma non le dice nulla... mai... Non si lamenta mai con lei di questa vita di città... Con lei fa finta d'esserne beato!

PIERO

(_con dolce rimprovero_)

Ah! Gaia! Se io soffrissi per causa tua... dovrei dirtelo... perchè tu te ne avvedessi?

GAIA

No!... Piero!! L'indovinerei subito!!... Ma credi pure che li ho sentiti io tante e tante volte rallegrarsi tra loro d'aver salvato questo palazzo, che chi sa in quali mani sarebbe caduto...

PIERO

Di questo non dubito. Ma salvare il palazzo è una cosa, e viverci è un'altra. Lui, mia cara, aveva sognato di poter vivere con tua madre come vivremo noi, nella pace di una campagna, tra studio e amore... Unica felicità del mondo!!... Lui non parla, Gaia... Lui non dice nulla... Ma basta guardarlo!... Quando noi col nostro egoismo di ragazzi innamorati gli riempiamo la testa delle nostre felicità future... Oh! non piange, no! Ride!... Ma è più che se piangesse! Io giurerei che rivede quella sua antica «Villa Speranza» dove gli sei nata tu... e che non è più sua... che non ritornerà più sua!... Pensa se dovessimo rinunziar noi al nostro sogno, alla nostra piccola «Villa Gaia»...

GAIA

No!

PIERO

Se per un qualche destino avverso... non la potessimo più avere...

GAIA

(_prendendogli un braccio con terrore_)

No! Piero!

PIERO

(_ridendo_)

No! No! Non aver paura, mia reginotta dalle trecce d'oro!... Le fate guardano la nostra casetta... e ottobre è vicino... (_stringendole forte la mano, poi baciandogliela_) vicino! vicino! vicino!

MADDALENA

(_entra da sinistra, posa un grosso bricco di rame sulla consolle_)

Signorina, c'è una bella nuova!

GAIA

(_scendendo_)

Che c'è Maddalena?

MADDALENA

Indovini un po' chi è arrivato?

GAIA

Chi?

MADDALENA

Il signor ingegnere!

GAIA

Lorenzo?! (_felice_) Senti, Piero? è arrivato Lorenzo (_a Maddalena_) E dov'è?

MADDALENA

(_mettendosi il dito sulla bocca_)

Zitta!... Per carità! è salito subito subito su dal signor Marchese, e m'ha detto: Non lo dire a nessuno che son venuto.

GAIA

(_diventando seria_)

Perchè avrà detto così?

PIERO

Eh! non mi par difficile indovinarlo! Avrà fretta di ripartire... vorrà parlar d'affari col babbo... Sai che questi ricevimenti sono sempre stati un incubo per tuo fratello.

SCENA QUINTA

MOLTE VOCI

(_da destra_)

Ooooh! Finalmente! Oooh!

_PIERO riconduce Gaia alla finestra. MADDALENA vuota il bricco di rame in quello di maiolica, poi esce da sinistra._

SELVAGGIA

(_entrando da destra_)

Di qua, di qua, zia! È arrivata la cioccolata calda calda!

_ROSA, vestita molto antiquata e buffa, entra al braccio di SASSETTO. Seguono ROBERTO, BUONINCONTRI, SERDONI._

ROBERTO

(_a Selvaggia che è corsa alla _consolle_ di sinistra_)

Poca poca! Mi raccomando! Non si va in paradiso, a bere molta cioccolata!

ROSA

(_col suo fare da scema di mente_)

Che ne sa lei del paradiso? ereticaccio! Chissà quanta cioccolata bevono anche lassù, oggi! dico io!

SASSETTO

Sicuro! bisognerebbe essere scomunicati per non bere la cioccolata in questa ricorrenza!

BUONINCONTRI

(_offrendole_)

Qualcuno di questi pasticcini? (_continuando a tenerle dinanzi il vassoio anche dopo che Rosa ha preso con ambe le mani e mangia avidamente_).

SERDONI

(_offrendole un vassoio di biscotti_)

Questi son «riccioli d'angiolo»... non si possono rifiutare, contessa!

ROBERTO

Sarebbe un peccato mortale!

ROSA

(_a bocca piena, ingegnandosi a prendere_)

Uh! grazie... troppo buoni!

SASSETTO

Noi... o i pasticcini?

ROSA

(_risponde con un mugolìo espressivo, avendo la bocca piena_).

SELVAGGIA

Ecco la cioccolata, zia; ci ho messo cinque cucchiaini di zucchero. Va bene?

ROBERTO

Troppo poco! diavolo! cinque soli! (_prende una zuccheriera e gliene mette qualche altro_).

ROSA

(_schermendosi_)

No!... No!... No!...

_Giunge da sinistra il suono di un battimani come il primo._

CHIARA, MARTA, PIA

(_entrando da sinistra_)

Oh! oh! La contessa Rosa! Buon giorno! Come sta? L'aspettavamo! Perchè si è fatta aspettar tanto?

ROSA

(_risponde con dei mugolii a bocca piena e con dei gesti ai saluti, ai complimenti_).

CHIARA

Si ricorda la sua promessa, contessa Rosa? Ci deve recitare la morte di Poppea!

MARTA

Sicuro!

PIA

Subito allora! _Madame_ George ha finito il suo poema.

CHIARA

Si, sì, sì! Venga, contessa Rosa. Sia buona! (_spingendola verso sinistra_).

ROSA

Pronta! Pronta! (_mettendo in bocca gli ultimi biscotti che ha in mano e avviandosi_).

SELVAGGIA

Oggi è in vena!

MARTA, PIA e CHIARA

Evviva la Contessa!

SELVAGGIA

Evviva la zia!

ROBERTO

Evviva Poppea!

SCENA SESTA

_LUISA, con _madame_ GEORGE, appare alla porta di sinistra._

LUISA

Ma che cosa c'è dunque, di così bello?

ROSA

Ci sono io!! (_facendo una goffa riverenza_).

_ROSA esce da sinistra in mezzo al gruppo che ride. — SASSETTO e BUONINCONTRI vanno a stringere la mano alla GEORGE in segno di rallegramento. — SERDONI si avvicina a LUISA._

LUISA

(_a Serdoni_)

A mia sorella piace di scherzare sempre... Il contrario di me... che perdo il tempo... è vero?... a filosofeggiare alla maniera dei nostri nonni!...

SERDONI

Oh! non dite così, marchesa Luisa.

MARTA

(_riaffacciandosi_)

_Madame_ George! Venga a vedere la contessa Rosa! Venga!

__Madame_ GEORGE esce gesticolando con SASSETTO e BUONINCONTRI da sinistra dietro a MARTA._

LUISA

(_sospirando_)

Che cosa è lecito a noi miseri nepoti, fuorchè vagheggiare sogni di bellezze passate?!... Qualche volta però mi sembra che sorridano questi avi, delle mie fatiche...

SERDONI

Eh!... perchè mai?

LUISA

Sì! sì! Non m'illudo, Serdoni. Lo so bene che il salotto... il vero salotto nostro è morto. L'abate Chiari non torna qui a inghirlandare dei suoi madrigali il piedino della mia prozia Della Lizza, nè la vostra bisnonna s'imporpora più alle galanterie di questo famoso Lorenzo... (_indicando il ritratto sopra l'uscio di sinistra_) a cui nessuna, si dice, sapeva resistere...

SERDONI

Fama meritata quant'altra mai!

_MATTEI e donna FULVIA entrano da sinistra parlando sottovoce e ridendo: vanno alla finestra di sinistra._

LUISA

Era un logico invincibile.

SERDONI

(_distratto dal duo di sua moglie con Mattei_)

Dicono... già...

LUISA

Io credo che precisamente con la logica seducesse le donne...

SERDONI

Con la logica?!... Dio mio!... marchesa!... con logica sola?... mi sembra impossibile!...

LUISA

Mah!... Non sognamo troppo!... Contentiamoci di quella pallida visione che io mi sforzo di rievocare intorno a queste Cose... che hanno visto e udito!... che son tutta la nostra gloria... tutta la nostra grandezza!

SERDONI

Voi compite un vero miracolo!

LUISA

Oh! no! Non mi lusingate, Serdoni. Solo la viltà del secolo nel quale viviamo può esser di scusa alla mia impotenza!

SERDONI

Ah! i tempi! i tempi!... non ne parliamo, marchesa Luisa!... Non vi so dire quanto mi sia rincresciuto che Romano non sia sceso!... Almeno con lui si parla sempre di cose vecchie!...

LUISA

Se non fosse ormai così vicina la processione, vi direi di salire da lui... a distrarlo un poco. Lavora troppo!...

SERDONI

Sempre a quel benedetto «Quattrocento Senese». Eh? Eh?

LUISA

Precisamente. Io faccio di tutto per indurlo a riposarsi... Non vuol capire che gli anni passano!... In questa settimana due notti intere studiando!...

SERDONI

Per Bacco! Per Bacco! fino a disertare il letto matrimoniale! Non credevo mai!... Lo redarguirò! Lo destituiremo dalla carica di sposo modello! Eh! Eh!

LUISA

(_sorridendo, ma con mestizia_)

Povero Romano!

_Da sinistra scoppia un battimano condito di risate._

_La voce di_ ROBERTO

Giurabbacco! Sembra morta davvero! È un'altra Sara Bernard!

LUISA

Questo sguaiatissimo signor Ricotti si permette confidenze, che nessuno gli ha mai concesso!... Ecco i regali del gran '79! Ecco il veleno di cui muoiono i nostri salotti, Serdoni!... La volgarità! la volgarità che sale come un flusso di fango... fin dentro queste nostre torri!... e inquina... inquina!...

SERDONI

(_distratto sempre dal duo della moglie con Mattei_)

Terribile! Terribile!

LUISA

Volete venire al balcone?... La processione dev'essere per svoltare.

SERDONI

Volentieri. (_Escono da destra_).

MATTEI

Vostro marito m'ha lanciato una terribile occhiata di sfida!

FULVIA

Proprio a voi?

MATTEI

Perchè no?... Vi pare che non me la meriti ancora?

SCENA SETTIMA

_Si ode una lontana musica di banda che si avvicina, poi cessa._

GAIA

Ecco la processione!!... Quante bambine! Vedi Piero?...

__Madame_ GEORGE sbuca da sinistra e si slancia in mezzo ai due fidanzati per vedere. — ROSA traversa di corsa._

FULVIA

Contessa Rosa! Qua! qua! Vede che bel posticino le abbicano serbato!

ROSA

(_affacciandosi tra Fulvia e Mattei_)

Oh! Guardino! guardino! ecco don Giacomino con le sue figlie di Maria... uh!!! m'ha visto! m'ha visto!... (_salutando con goffo entusiasmo_).

SASSETTO

(_entrando da destra, mentre Chiara è entrata da sinistra_)

Vieni, vieni qua con me, cara... Signor Mattei! Vorreste cedere il vostro posto alla mia Chiaruccia?...

MATTEI

Immaginatevi!

SASSETTO

V'incomodo, donna Fulvia?

FULVIA

Anzi!

MATTEI

E dire che stamani pioveva!... e ora, che cielo smagliante!... eh?

ROSA

Bella meraviglia! Esce la Madonna, dico io! Non so se mi spiego!

SASSETTO

Infatti, egregio signor Mattei, non c'è memoria che in questo giorno abbia mai piovuto in Siena.

MATTEI

(_venendo via dalla finestra, trova Roberto sulla soglia di sinistra_)

Oh! Grazie, sai! Simpaticona davvero!

ROBERTO

Levati subito di tra i piedi... aspetto Selvaggia!

MATTEI

Di corsa!... (_esce da destra correndo_).

_ROBERTO fa cenni dalla porta di sinistra per chiamare Selvaggia che è nel salotto attiguo._

GAIA

(_dalla finestra di destra_)

Ecco lo stendardo del Sacro Cuore... quello che ha ricamato la zia Rosa!

Madame GEORGE

(_dalla finestra di destra_)

_Vraie merveille!!_

SASSETTO

(_alzandosi dritto sulla punta dei piedi dietro le donne_)

Dov'è, dov'è il capolavoro della contessa Rosa?

ROSA

Uh! Indegna... indegna...

CHIARA

(_indicando_)

Quello, papà! Guarda! guarda come son fatti bene quei raggi d'oro!

SCENA OTTAVA

_ROBERTO accoglie nelle braccia Selvaggia mentre un canto di bimbi passa lentamente nella strada._

ROBERTO

(_con voce soffocata: baciandola sul collo, sul viso, sui capelli, sulla bocca_)

Bella... bella... bella!...

ROSA

(_inginocchiandosi per prima, con voce commossa_)

Sembra proprio di essere in paradiso!

SELVAGGIA

Senti la zia?

ROBERTO

(_baciandola_)

L'ha detta giusta!!

SELVAGGIA

(_respingendo con paura Roberto, pronta a fuggire_)

Bada... qualcuno si è mosso... guarda!

ROBERTO

(_guardando di sotto la portiera_)

Ma che! Si sono inginocchiati... son tutti in estasi!

_Al canto dei bimbi segue ora un solenne sommesso canto di preti._

SELVAGGIA

Non dovranno sempre esser rubati così... i nostri baci...

ROBERTO

Credi che sarebbero così saporiti?!

SELVAGGIA

Cattivo... cattivo... cattivo... (_allontanando dal collo la bocca di Roberto_) Così no! ci rimane il segno!...

ROBERTO

Selvaggia!... Lasciami riprovare questa sera...

SELVAGGIA

Non posso Roberto! Mi stanno con cent'occhi addosso.

ROBERTO

(_appiccicandole un altro bacio_)

Serpente! ti diverti a farmi penare! aprimi stasera... via!

SELVAGGIA

Non posso... te lo giuro che non posso... mi spiano...

ROBERTO

Storie!... Alle dieci precise sono alla porticina della scuderia... Se mi vuoi bene davvero, m'aprirai...

SELVAGGIA

Bada... si muovono... va' via! (_sparisce da sinistra_).

SCENA NONA

_Si riode la musica, che ora lentamente si allontana col mormorio della folla. Tutti si sono alzati. SASSETTO, che stando in ginocchio dietro le donne alla finestra di sinistra aveva fatto sforzi per intender le voci soffocate sotto la portiera, si alza in fretta e viene rapidamente presso la porta di sinistra_.

ROBERTO

(_avanzandogli francamente incontro_)

Che bellezza eh, marchese? Che spiegamento di forze! (_via da destra_).

SASSETTO

(_lo segue con gli occhi masticando male_)

BUONINCONTRI

(_entrando da sinistra e mettendo una mano sulla spalla a Sassetto_)

Sassetto! il ricevimento dell'Arcivescovado è per le cinque, è vero?

SASSETTO

Perbacco! hai ragione, bisognerà licenziarci.

_Vanno verso Luisa che entra da destra. Intorno a lei si radunano tutti gli invitati accomiatandosi. Gaia e Piero restan soli di nuovo alla loro finestra._

SELVAGGIA

Signor Ricotti! (_Roberto lascia Mattei e corre_) Senti: sai che c'è Lorenzo?... Mio fratello... È arrivato da un'ora. Me l'ha detto Maddalena.

ROBERTO

(_per niente allegro_)

Ah... l'ingegnere?

SELVAGGIA

Sì. Resta. Te lo faccio conoscere. Non ha mica le fisime della mamma e del babbo... è un uomo pratico... guai a chi lo chiama marchese...

ROBERTO

Lo so... purtroppo!

SELVAGGIA

Purtroppo?!

ROBERTO

Io non vado a genio ai lavoratori... Vedi mio padre? Non mi può soffrire!...

SELVAGGIA

Ma Lorenzo mi vuol bene... Lo persuaderemo... Pensa che bellezza... esser fidanzati... poter fare il nostro comodo, come quei due là... Dà retta a Roberto, resta... sento che... (_Roberto fa di no col capo_) Perchè Roberto?

ROBERTO

Non posso...

SELVAGGIA

Ma perchè?

ROBERTO

Perchè... c'è mio padre... che non sta bene...

SELVAGGIA

Non me l'avevi detto... Possiamo telefonare...

ROBERTO

Lascia che lo vada a vedere... ecco... Poi ritorno subito... Sei contenta?

SELVAGGIA

Bada!... Mezz'ora!

ROBERTO

Mezz'ora.

SELVAGGIA

(_spingendolo verso sinistra_)

Va' subito allora, non perder tempo a salutare... scappa... (_Roberto esce. Selvaggia va nel gruppo del fondo_).

SCENA DECIMA

LUISA

Al prossimo mercoledì, dunque, gentili amiche! (_agli uomini con solennità_) Presentate a Monsignore gli ossequi reverenti della famiglia Della Lizza, testimoniandogli l'indisposizione di mio marito.

BUONINCONTRI

Sarete ubbidita, marchesa!