La pergamena distrutta Romanzo del secolo XVI

Part 24

Chapter 24 3,687 words Public domain Markdown

--E null'altro diceste a quel signore?

--Lo pregai a rendermi due lettere, che di me possedeva.

--Tale domanda era giusta: e che vi rispose?

--Che le aveva sopra di sè quando rimase ferito a Lepanto, e più non le trovò allorchè esci dal delirio.... Crede quindi averle smarrite colà....

Il duca esitò un poco: indi:

--Di una di queste lettere, disse, potrei darvi notizia io....

--Voi? chiese ella attonita.

--Sì, eccola.

E trasse quella, che gli era stata inviata dalla principessa.

--Date qui, disse donna Livia arrossendo un poco... Come mai capitò in vostra mano?

--Or ora ve lo dirò.... Lasciate prima che vi dia un'altra occhiata....

--È lacerata!

--L'ho lacerata io!... Perchè.... vi sono delle frasi... che non mi garbano.... Qui per esempio è scritto:--Nessuno potrà mai forzarmi ad un altro nodo, che mi sarebbe odioso.

E la guardò sorridendo.

--Si scrivono tante cose, diss'ella.... Io non pensavo allora ciò che penso adesso.... Via, non mi tormentate.... Abbruciate quella lettera, aggiunse con qualche imperio.

Il duca attese un poco, chè gli piaceva tenerla perplessa. Egli era molto originale.

Finalmente si alzò; accostò i due pezzi della lettera alla fiamma d'una candela, della lumiera che li distrusse.

--Mi rammento, disse tornando al suo posto, quando voi abbruciaste la pergamena.

--Che! ne parlerete ancora?...

--Perchè no?

--Feci male forse?

--Comincio a credere che faceste bene.

--Ma in qual modo vi giunse quella lettera?

--Mi fu inviata da donna Maria.

--Ella?

--Sì, guardate la sua accompagnatoria.

E le mostrò la lettera della giovane principessa.

Donna Livia la scorse.

--Ah! vostra sorella ha creduto che avessi inviato il conte, sapendo chi era il figlio del cavaliere dell'Isola?

--Se non lo ha creduto finse crederlo.

--Ma voi sapevate dunque dell'abboccamento, che io ebbi col conte al castello?

--Sì....

--Donna Maria pensa che vi abbiate assistito....

--E infatti.... un poco....

--Come mai non me ne parlaste? chiese sorpresa donna Livia. Non udiste quale ne era lo scopo?

--No; intesi discorrere di donna Rosalia e del principe.... Sentii anche che l'amore del cavaliere per voi era affatto platonico e senza speranza.... Ciò mi bastò e ritornai a Catania.

--Se udiste quanto mi diceva il conte.... perchè dunque?...

--Ne mostrai talvolta gelosia?... Oh perchè.... vi vedevo sempre pensierosa; riflettei che potevate cangiare....

--Spero però che in avvenire non diffiderete più di me.

--No, no....

Ed aggiunse con sdegno:

--Ma il conte ha mentito, mi ha deriso.... Mostrarmi un ordine del gran Maestro! Indegno! Me ne renderà ragione....

--Oh non fate questo!

--Che! vi preme anche il conte?

--Mi preme che non affrontiate inutilmente la vostra vita.... D'altronde io stessa gli consigliai quell'artifizio....

--Voi?...

--Non so che dire, ma è così: dunque non pensateci più.

--Veramente, disse il duca sorridendo con ironia. deve essersi divertito assai nell'obbedirvi.... Corse fino a Milano, a quanto ne udii.... Mi sembra vederlo quel povero conte cavalcare per le strade della penisola dietro alla sua impresa.... impresa, da vero cavaliere di Malta....

--Quando il vedrete non lo stuzzicate. Ei non lo fece per me soltanto, ma perchè gli pesava molto la responsabilità lasciata a tutti, ed a lui in particolare dal padre vostro.... Dunque pacificatevi con lui....

--Non vi basta quanto feci?

--Molto faceste, ma molto vi rimane ancora. Se volete che io vi ami ingentilitevi, moderatevi, don Francesco.... Datemi un'altra prova dell'amor vostro pacificandovi col conte.

--Volete dunque che io non tragga più la spada?

--Inutilmente no.

--Eh via! voi siete coraggiosa! Guardavate alla morte sì freddamente....

--Era un caso diverso; promettetemi pacificarvi col conte!...

Il duca esitò un poco, indi:

--Sì, via; farò anche questo per voi.... D'altronde quando penso all'esito della sua impresa, al vantaggio che ne ottenne.... non posso adirarmi seco.

--Basta.... sono contenta....

Poi, gettando gli occhi sulla lettera di donna Maria, che teneva sulle ginocchia:

--Ah! disse, vedo, sua moglie gliel'aveva involata.

--Oh! non credo vogliate pigliarmi a confidente ora!...

--Dissi così, perchè pensavo che donna Maria potrebbe possedere anche l'altra, e che vorrei ricuperarla.

Il duca si annuvolò.

--È vero! colei è capace di mostrarla a tutta Catania per vendicarsi e deridermi. Lasciate fare a me.... Che gli scrivevate nell'altra lettera?

--Che mio padre aveva dato il suo assenso, e che egli poteva presentarsi a lui.

--Infatti il marchese mi disse che avevate condotta la cosa in modo, così abilmente, che gli era stato impossibile rifiutarsi.

--Come potete tenermi ora tali discorsi? disse sorridendo donna Livia.

--Perchè pensavo che vostro padre aveva ragione nel dirmi che, quando vi eravate fitta una cosa in capo, o per una via, o per l'altra vi giungevate sicuro.... Lo so per prova.... E ditemi, aggiunge con quella curiosità, che in lui era un po' eccessiva, ed anche per rischiarare un suo dubbio; vi dolse, eh! il sapere che quel signore aveva moglie?

--Compresi che non mi aveva amata quanto credevo; però vi prego persuadervi che il dispetto non mi fu consigliere, e che non avrei esitato egualmente a fare quanto feci.

--Lo credo, ma confessate che rimaneste offesa nel non trovare in lui una fedeltà eguale a quella, che voi avreste voluto serbargli.

--Ebbene non lo nego.

--Vedo dunque che questa vostra grazia, così difficile ad acquistarsi, ed io lo so, si può anche perdere.

E siccome ella taceva, proseguì:

--Quante volte, donna Livia, non fui per istancarmi!....

--Non parlate più del passato. D'altronde non potevo essere tranquilla.... Mio padre, con qualche frase un po' pungente, aveva quasi spinto vostro cugino a recarsi a Lepanto, ove avrebbe potuto esimersi dall'andare.... Cosicchè io provavo anche come un rimorso della sua morte.

--Bene, bene, non parliamone più. Io affretterò il riconoscimento; farò che presto i figli del cavaliere dell'Isola riprendano il loro nome....

--Egli si recherà subito dopo nell'Italia superiore.

--Lo spero. Possa trattare ogni cosa col procuratore di quel cappuccino, che parte domani, e lo preferisco perchè anche quel frate mi è riescito antipatico. In pochi giorni tutto sarà finito.

Ed aggiunse:

--Donna Livia, io vi ho creduto.... ma, finchè costoro si tratterranno a Catania, voglio che non lasciate il vostro appartamento....

Voglio! era una parola, che suonava sempre un po' male all'orecchio indipendente di donna Livia, che tante volte l'aveva udita dal duca.

E rispose:

--Oh! l'avevo già pensato; comprendete che non desidero vedere alcuno.

--Va bene. Ora mi occuperò della vostra lettera. Se donna Maria la possiede dovrà renderla.

Si alzò, si fece portare da un servo un tavolino coll'occorrente per iscrivere e sedette un po' più lungi.

«Cielo! ti ringrazio, pensò allora la duchessa, di avermi data tanta forza!... Ah! se avessi ascoltato quel movimento di passione, che mi destò in cuore la vista di Federico, che sarebbe avvenuto di me?... dove sarei caduta?... Ed invece potei escire da una situazione pericolosa, ed evitare quel duello fatale!... Sono tranquilla, quasi lieta!... Ah sì! si deve saper vincere sè stessi....»

Tale impresa ella l'aveva compiuta ed era degna di lei....

«Poi, pensava, ebbi prove dell'amore del duca; sarei ingrata se non lo riconoscessi!... Ed ora che cominciò a cedere, spero poterlo cangiare intieramente, e condurlo al bene....»

Donna Livia potrà sembrare a qualcheduno un po' fredda, un po' severa. Vi è chi dice che il preferire l'onore alla passione è troppa riflessione, od è egoismo.... Ma allora è un virtuoso egoismo, un egoismo eroico, che innalza al disopra della materia....

Che rimane poi d'un amore colpevole? Taluni persino lo strazio di dover arrossire dinanzi a chi ne fu oggetto.

Da alcune donne tale strazio non può venir sentito, come non ponno venir sentiti i rimorsi.... Ma certo la duchessa non aveva con costoro somiglianza alcuna.

Mentre ella rifletteva, ecco che cosa scriveva il duca a donna Maria:

«Sì, sono ancora ingiuste le vostre accuse, e perfide ancora le vostre insinuazioni.

»Nulla mi apprendeste di nuovo. Sapevo che la duchessa aveva amato un guerriero veneziano chiamato Chiarofonte, il quale le aveva salvato la vita. Me lo aveva detto ella medesima prima di accettare la mia mano.

»Non vi dico che le era impossibile sospettare che ei fosse figlio del cavaliere dell'Isola, poichè sono persuaso che lo sapete benissimo.

»Donna Maria, ci conosciamo ................................................................. .................................................................

E qui seguiva una lunga interruzione, che ad una giovane di spirito come la principessa doveva dire assai...

Indi:

»Sapevo della missione affidata al conte, ma non è per dirvi tutto questo che io vi scrivo, chè certo non vi devo spiegazione alcuna.

»Voi dovete possedere un'altra lettera di donna Livia, nella quale si parla dell'assenso del marchese del Faro....

»Mandatemela dal servo, che vi porterà questa mia, altrimenti domani vostro marito me ne renderà ragione.

DON FRANCESCO

Suggellò il foglio e lo consegnò egli stesso al suo cameriere, ordinandogli di non ritornare senza risposta.

--Se donna Maria ha quella lettera non dubito vi sarà restituita fra poco, disse quindi alla duchessa.

--Lo desidero.

--Ora, riprese don Francesco, ho voglia di veder terminato tutto. Fra pochi giorni la terra di S.... colle sue dipendenze sarà resa ai figli del cavaliere dell'Isola.... Siete contenta?

--Sì certamente; vedo che vi sareste poi pentito della vostra ostinazione.

Il duca credette bene non rispondere.

--Il voto di vostro padre moribondo sarà appagato, continuò donna Livia.... Egli vi benedirà dalla sua tomba....

--Lasciate le tombe, cara duchessa; ora sono felice, e non voglio pensare ad esse.... Ma qui fa un caldo soffocante.... Volete respirare un po' d'aria in giardino?

--Volentieri.

Ed ella si alzò, ed escì con lui dalla sala.

Vi rientrarono qualche tempo dopo.

Il cameriere attendeva in piedi con una carta in mano.

La porse al duca; egli la scorse, indi:

--Va bene.

Ed il servo escì.

--Eccovi la vostra lettera, disse don Francesco alla duchessa, che la prese.

--Donna Maria ha creduto conveniente, continuò egli, non aggiungere nulla del suo.

Guardava intanto donna Livia, che stava abbruciando la lettera.

Ella dava con quell'atto al passato un eterno addio; e quando quella carta fu consumata volse lo sguardo al duca, il quale, ad onta della sua incredulità, provò per lei una sincera ammirazione:

--Siete davvero una donna eccezionale, le disse: ed in avvenire, lo spero, sarete anche felice....

XI.

Lo stesso giorno, appena inviata la prima lettera di donna Livia al duca, la principessa degli Alberi si volse a Camilla, colla quale era ritornata nella sala, ove poco prima avevano stretta la loro precipitosa amicizia.

--Sentite, signora, le disse, non bisogna perder tempo; ogni istante è prezioso. Ov'è il cavaliere di Malta?

--Ad una sua terra vicinissima, discosta appena una mezza lega dalla città.

--So, so.... Bene: scrivetegli tosto che venga qui all'istante.... Lo manderò a prendere con una mia carrozza chiusa di campagna, ordinando al cocchiere di non dirgli che è mandato da me. Così entrerà in palazzo senza esitazione, deve ignorare ancora il mio matrimonio.... È inutile dirvi perchè faccio questo.... Capite.... Diffida di me, mi odia, perchè sa che non posso soffrire la sua dama.... quella che oggi sarà perduta.... Vado a dare gli ordini.... Egli deve attendere con ansietà qualche notizia.... Scrivetegli che tutto va bene; ma che vi è indispensabile vederlo un momento in segreto.... Credetemi, è necessario.... Se venisse a sapere la catastrofe, che colpirà la duchessa senza esserne prima disingannato, se la prenderebbe con noi; farebbe mille pazzie, provocherebbe vostro marito, il mio.... Egli è un famosissimo spadaccino....

Ed escì precipitosamente.

Camilla, seguendo il consiglio della giovane principessa, scrisse tosto al conte poche parole, che dovevano deciderlo a venire subito.

Ed alcuni istanti dopo la carrozza di campagna partiva per la terra del cavaliere, trascinata con vivacità estrema da due focosi cavalli.

--Voi vi tenete dunque certa dell'esito? domandò Camilla a donna Maria.

--Sì, non ne dubito. Se conosceste il duca non dubitereste voi pure. M'immagino il suo furore, la rabbia, i trasporti brutali, orribili.... Vel dissi, Donna Livia è perduta....

Un sorriso di malvagia gioia sfiorò le labbra della bella dalmatina; gliene fece riscontro un altro più impercettibile, ma anche più fino della seducente catanese.

Per qualche, istante esse tacquero.

Attendevano....

--E mio marito? disse poi Camilla; potrò nascondergli sempre che possedevo quelle lettere?

--Lo spero.... Ma che? tanto lo temete?

E donna Maria sorrise, che a lei certo Federico non metteva paura.

--Oh io non temo di nulla! rispose Camilla con indifferenza. Ma lo amo, ve lo confesso.... Vorrei, se fosse possibile, che ignorasse.... Del resto, aggiunse con alterigia, ciò non mi avrebbe arrestata.

--Lo credo. Per compiacervi non feci sospettare al duca che vostro marito potesse essersi recato da donna Livia.

--Ma non vel dissi, principessa? Mio marito è valorosissimo, tenuto per uno dei primi schermidori.... Ha avuto molti duelli, e sempre riescì vincitore.... Se si batteva col duca, poteva ucciderlo prima ch'ei punisse sua moglie.

--Sì; ciò mi decise, benchè il duca abbia fama di essere la prima spada di Sicilia.

--L'esito di un duello tra due avversarj egualmente esperti è incerto sempre, osservò Camilla.

--Sì, comprendo; feci bene a non comunicare al duca i nostri sospetti.... D'altronde non avrebbe trovato vostro marito da donna Livia.... Ella è custodita con tanta gelosia!... Le sarebbe stato impossibile, se anche egli avesse tentato vederla, di riceverlo. Era correre incontro alla morte; per quanto ella sia originale, non la credo pazza a tal segno.

--E il duca riceverà presto la vostra lettera, principessa?

--Non so; nel palazzo di mio fratello una lettera passa per cento mani prima di giungere a lui.... D'altronde, quando gliel'ho inviata, sarà stato col principe e col superiore; gli verrà consegnata dopo.

--Se egli sa che sua moglie ha amato un guerriero veneziano, se ne conosce il nome, che dirà nell'udir pronunziare tal nome, o nel vederlo scritto?

--Credo si sentirà strozzare dalla collera.... Basterebbe questo per perdere la duchessa; ma la mia lettera colmerà la misura.

--Se tanto si adira, lascerà dunque soli il principe ed il superiore per correre da sua moglie?

--Oh! si conterrà in faccia loro; non lascerà scorgere il suo turbamento, dovesse averne poi un accesso di bile. Prima che umiliarsi, dar a ridere di lui, morrebbe lì.... Ma non sopporterà lo scorno... È così superbo!... Davvero sono curiosa vedere quanto accadrà... Desidero molto anche l'arrivo del cavaliere di Malta.... Gli si fece fare una bella figura!...

E donna Maria si alzò; fece qualche giro nella stanza, poi tornando al suo posto, e con un sorriso amichevole a Camilla:

--Da sì poco vi conosco, cugina, le disse; tante cose importanti avemmo a trattare, che non ebbi ancora il tempo di narrarvi come donna Livia istessa abbia distrutto l'atto, che diseredava il cavaliere dell'Isola e conteneva la di lui rinuncia.

--Che dite?

--Mio fratello voleva fosse serbato il silenzio, come anche quella carta....

--Se mio marito sapesse questo, troncherebbe ogni trattativa. Già di mala voglia, e soltanto per obbedire agli ordini di suo padre, si era deciso ad accettare ed a lasciar Milano.... Ma ora ne comprendo il motivo: temeva trovar qui questa donna Livia; paventava i suoi rimproveri....

--Infatti ei non fu un modello di fedeltà, disse sorridendo la principessa; e donna Livia deve trovarsi un po' burlata; ma vostro marito era sì giovane ancora.... si sa.... un militare, un così brillante cavaliere non poteva serbare eterna costanza come un pastore!... Perduta la vostra rivale, sarà forse possibile evitare un duello col duca, e potrete vivere sicura.... D'altronde non vi preferì egli a lei?...

Camilla non rispose; chè, se Federico l'aveva amata un tempo, ora ne sembrava alquanto annojato.

Ed ella, cosa strana in una donna di tal carattere, soffriva crudelmente della trascuratezza dell'ufficiale; tanto crudelmente che, prima di vederlo amare un'altra e divenire per lei affatto indifferente, preferiva farlo uccidere dal duca.

--E questa vostra cognata, mia cugina, che donna è? le chiese poi donna Maria.

Certo, parlare della povera Gabriella non poteva piacere molto a Camilla; ma interrogata, dovette rispondere:

--È una buona giovane, disse, semplice, semplice; capite, principessa....

--Sì, sì, una sciocca: vedo che non soltanto nei tratti rassomiglia a donna Rosalia, mia sorella.

--Ah ella pure?...

--Sì, sì; è così anche lei, un misto d'insulsaggini e di fanatismo. Ora è novizia a Messina.

Ed alzandosi di nuovo:

--Ma il cavaliere non dovrebbe tardare.... quei cavalli volavano.... È tanto vicina la sua terra; non vorrei che diffidasse....

--Oh è impossibile! sarà stato forse assente.

--Sarà andato a sospirare nella campagna. Vi mancherebbe questo....

Passò molto tempo....

Finalmente donna Maria esclamò:

--La carrozza torna.... udite!

--Sì.

E Camilla si alzò parimenti.

--Entra in palazzo, disse donna Maria. Di qui non si può vedere: vi sarà egli?

Entrambe attendevano.

Apparve un servo. Prima che donna Maria lo interrogasse annunciò il conte di San Giorgio.

La principessa provò una maligna gioja.

Quell'uomo, che l'aveva sempre evitata, il protettore di donna Rosalia, l'amico devoto della duchessa, stava per pagarle cara ogni umiliazione.... Ella non aveva dimenticato le parole sprezzanti, indirizzatele da lui dopo la distruzione della pergamena.

Ah come gioirebbe della sua confusione!

Il conte un po' agitato mosse verso Camilla, che prima aveva veduta, perchè stava dinanzi alla principessa, alquanto nell'ombra.

--Spiegatemi, signora, disse alla moglie di Federico, il motivo pel quale voleste vedermi, e come mai vi trovate in casa del principe degli Alberi....

Si arrestò vedendo donna Maria, che lo salutava.

--Oh donna Maria, voi siete già sposa?...

Ma era confuso; la vista di quella giovane non gli annunziava nulla di buono.

--Sì, rispose con un sorriso equivoco la principessa; da quasi due mesi son maritata. Ed ora ho il piacere di ospitare questi nostri parenti, che la duchessa v'inviò a cercare.

Ohimè! pensò il conte: che vuol dir ciò? Ella forse... è tanto astuta!... immaginando, supponendo il vero, gli ha fatti parlare.... Certo fu il superiore a condurli qui.... Mio Dio! che avverrà?

E siccome non era nè sarcastico come il duca, nè subitaneo e vivo come Federico, rimase perplesso, silenzioso.

--Oh voi sapete? disse a donna Maria dopo un istante di pausa....

--Certamente! ne so anzi più di voi, cavaliere.

Camilla taceva; che la principessa le sembrava giovane da non aver bisogno d'ajuto.

--Che volete dire, donna Maria? chiese il cavaliere di Malta alquanto accigliato.

--Molte cose ho a dirvi: sedete, e tutto vi narrerò.

Il conte obbedì; gli sembrava non poter far altro. Sedette tra donna Maria e Camilla.

--Ho a rivelarvi cose gravissime, cavaliere, continuò la principessa.

--Parlate, rispos'egli seccamente.

--Voi, riprese la giovane, avete sempre dimostrato per me dell'allontanamento.

--Che dite?

--Il vero, e lo sapete; trattavate me con una freddezza che doveva offendermi; ma io però vi ho perdonato.

--Oh....

--Vi sorprenderà che, in faccia a questa nostra cugina, conosciuta da sì poco, io vi parli così:... ma ella sa ogni cosa....

--Non comprendo a che vogliate venirne.

--Lo comprenderete, non dubitate. Voi, conte, pensaste sempre, il so, che ingiustamente io odiassi la duchessa; ora vi proverò che, ritenendola falsa ed ipocrita, non mi ero ingannata.

Il cavaliere si fece di fuoco.

--Voi offendete donna Livia! esclamò, la moglie di vostro fratello!

La giovane principessa si volse a Camilla, come per dirle:--Vedete se si scalda.

La dalmatina rimase immobile.

--Cavaliere, continuò donna Maria, siete in mia casa; non dimenticherete certo quanto mi dovete.... Ma non voglio offendermi di queste vostre parole, e le perdono come dettate dalla passione.

--La passione?

--Oh mio Dio! credete non si sappia che voi amate donna Livia?... Bel segreto!

Il conte non potè rispondere....

--Sì, voi l'amate, proseguiva la principessa; ed ella si rise di voi, come del resto si rise anche del duca.

--Spiegatevi chiaramente, donna Maria; o che io esco all'istante dal vostro palazzo.

--Cavaliere, perdono i vostri trasporti, già il dissi, alla passione; e mi spiegherò tosto, come chiedete.... La duchessa aveva amato il figlio del cavaliere dell'Isola, amato perdutamente sotto il nome di Chiarofonte.

Il conte si turbò grandemente.

--Non è possibile, mormorò; giammai crederò quanto dite.

--E se io ve ne fornissi le prove? disse donna Maria alzandosi.

Il cavaliere rimase confuso; indi:

--Quali prove?

Tutto si attendeva, fuorchè quel colpo.

La principessa andò tranquillamente a prendere la lettera di donna Livia a Federico, quella, in cui gli annunciava l'assenso del marchese del Faro alle loro nozze, e mostrandola al conte:

--Conoscete voi i caratteri della duchessa? gli domandò.

--Sì; ho veduto qualche suo scritto, balbettò egli.

--Tenete allora.

Il conte un po' tremante prese la lettera, che gli stendeva la giovane principessa.

Riconobbe tosto i caratteri di donna Livia.... Eppure si chiese se i suoi occhi non l'ingannassero.

Rimase atterrato. Lesse con un solo sguardo prima; indi volle accertarsi ancora.... Non potè profferir parola.

--Ah! disse donna Maria; vi ho io ingannato?

Il cavaliere richiamò la sua ragione, la sua calma.

--Ingannato, rispose, nel farmi supporre che la duchessa mi avesse inviato a cercare il cavaliere dell'Isola, sapendo che egli aveva assunto il nome di Chiarofonte.... Sì, ingannato in questo, lo giurerei.

Donna Maria provò un vivo movimento di collera, di dispetto.

--Neghereste voi ch'ella lo ha amato? chiese con crudele ironia. Questa lettera non è della duchessa?

--Sì, è sua: comprendo ch'ella, lo amò, ch'ei fu il suo fidanzato, che le salvò la vita:... null'altro io comprendo.

Camilla e la principessa si ricambiarono uno sguardo di rabbia per loro, di compassione pel conte.... Ma egli è pazzo! pensavano.

Il cavaliere sorprese quello sguardo; si volse alla moglie di Federico, e con accento severo:

--E voi, signora, le disse, come poteste ascoltare e tacere? Voi, la sposa, che sarebbe offesa.... Voi, che sola possedevate le carte del cavaliere dell'Isola ed il suo segreto?... che sapete come vostro marito si fosse sempre creduto figlio di un nobile veneziano senza fortuna, e come nemmeno sospettasse la sua origine?...

Questa domanda era un'accusa.

Camilla lo comprese. Per un istante se ne spaventò. La gelosia comprometterebbe forse i piani orditi da tanto tempo, e con tanta pazienza condotti? Per riescire nei quali non si era arrestata dinanzi al delitto?... La sua confusione però non durò a lungo.

--Io dissi questo alla principessa, rispose con dignità; ma siccome mio marito, nell'udir qui casualmente il nome, il casato della duchessa, rimase come percosso dalla folgore; siccome tal nome era quello apposto a due lettere di una sua innamorata, che io gli avevo involate nascostamente, mentre era in mia casa ferito; così è naturale che abbia concepito mille sospetti.... Io non sono come voi, signor conte; amo, ma dubito.

La principessa approvò questa risposta, Camilla meritava davvero d'esserle amica.

--Sembra, disse il cavaliere di Malta alla dalmatina, che voi tacciate vostro marito di mentitore. Credete dunque ch'ei conoscesse la sua origine?...