# La pergamena distrutta Romanzo del secolo XVI

## Part 23

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--Sì, sì; ah rabbrividii all'idea di un tal duello.... Federico, immaginatevi come la morte di uno di voi mi esaspererebbe....

--Addio dunque, cara donna Livia.

--Addio, rispose ella dolcemente, non dimenticherò giammai che vi devo la vita.

--Ed io mai scorderò che voleste darmi la vostra fortuna, voi stessa soprattutto....

La duchessa era commossa, agitata.

--Quel tempo fu un sogno, Federico.... devo pensare a mio figlio, al mio onore.... Ma ora non differite più oltre....

--Sì, sì, avete ragione.... Mai più vi rivedrò, lo giuro.... Lascerò la Sicilia per sempre, appena terminati questi affari....

--Vi ringrazio.

--Fui un po' leggiero, un po' incostante, donna Livia! perdonatemi.

--Attendete.... una domanda.... vostra moglie sa....

--Ignora tutto....

Donna Livia respirò, indi:

--Le mie lettere le possedete ancora, Federico?

--No, volevo mi seguissero nella tomba. Fui diversi giorni in delirio; quando rinsensai, ero su una galea; mi si conduceva a Venezia.... Cercai quelle lettere, che portavo sopra di me, più non vi erano...

--Pazienza!...

--State tranquilla, le avrò perdute nella battaglia, in mare forse....

--Addio dunque....

--Addio.

E l'ufficiale prese una mano della duchessa, e la baciò.

--Partite, diss'ella risolutamente.

--Perdonate.

--Tutto vi perdono, Federico, troppo vi devo per non farlo.... E la promessa, che da voi ora ottenni, aggiunge alla mia riconoscenza. Addio.... partite!...

Quante volte gli aveva detto di partire! Ma questa fu l'ultima!...

Donna Livia chiamò la governante, che con mille precauzioni accompagnò l'ufficiale alla porta, che metteva alla chiesa....

Egli si era al lontanato sospirando, dopo avere scambiato un lungo e triste sguardo con donna Livia....

La duchessa ebbe un istante di dolore, di vera angoscia....

«No, mai più lo rivedrò, disse quindi.... Dio! fate che io possa dimenticarlo!... pensai morire in vederlo!... Ma non mi ha amata quanto credevo!... Però non avrei esitato egualmente.... Ora non ho tempo da perdere.

Ed escì dall'oratorio.

Mentre attraversava il giardino:

«Ohimè! dicevasi, bisogna che io pensi a salvarmi per mio figlio.... Ah! non è che brami vivere!... Tante volte desiderai morire!... Devo rammentarmi ciò che dissi a donna Rosalia.... Amori, delirii, tutto passa, tutto finisce.... Dovrei aver riflettuto sulle passioni per gli altri soltanto e non per me.... Sì, mi farò coraggio.... Iddio mi ajuterà.... Mi salverà forse dall'ira del duca!... Altrimenti morrò!... Se egli sapesse che io vidi Federico!... Ah non mi lascerebbe nemmeno parlare.... Cielo!... ho d'uopo di molta forza!... Che avrà detto il duca, che avrà pensato udendo quel nome?... Egli così violento!... Pure per me s'ingentilisce talvolta!... Mi ama più di quanto mi amò Federico.... Non è amabile come lui, certo, pure molto mi perdonò....»

Intanto, continuando nelle sue riflessioni, entrò nella sala terrena già rischiarata, perchè la notte si avvicinava.

Donna Livia si assise.

«D'altronde da più di due anni, pensava, vivo col duca.... Ah se ei mi ama, come io amai Federico, quanto ha dovuto soffrire della mia indifferenza!... Io l'ho sempre un po' tormentato per verità..... Mi attendo a dei trasporti di collera.... E se venisse a sapere che io inviai il cavaliere di Malta!... Anche quel povero conte, quell'amico così devoto, che dirà di me?... Basta, cercherò conservare la mia calma, la mia ragione!... È il miglior mezzo per escire da ogni periglio.... Ora mi aspetto ad ogni istante veder giungere furioso il duca.... Salirà prima nel mio appartamento.... Se mi vi recassi?... Ma no.... Ma no.... Se mi trovasse sulle scale, sarebbe peggio.... Vorrei poterlo calmare.... Ha riparato quell'ingiustizia, io posso stimarlo.... Alfine è il padre di mio figlio, e assai mi ama!... Ah! lessi nell'animo di Federico!... È molto appassionato, molto gentile.... ma se fosse stato mio marito, avrei io potuto cattivarlo sempre come il duca?... No, lo temo.... Troppo presto si legò ad altra donna!... Ah Federico, morto a Lepanto colla mia memoria in cuore, mi era assai più caro che Federico ammogliato, amabile sempre, ma incostante e leggiero!...

»Quante accuse peseranno sopra di me!... Donna Maria potrebbe sapere ogni cosa, prevenire don Francesco!... Si sarebbe egli già recato in traccia di Federico, pria che venir da me?... Ed allora, se lo provoca, non resisterà.... Pur troppo anch'egli ha di quest'orgoglio ostinato, di questa manìa di trarre la spada ad ogni istante.... E se facessi chiedere io stessa del duca? Ma no.... lo conosco.... Direbbe che mi sono preparata ad una scena.... Lo attenderò qui....»

Ella volse il capo udendo dei passi in giardino....

Un uomo si avanzava rapidamente verso la sala....

Lo riconobbe tosto, ad onta del crepuscolo già avanzato.... Era il duca....

Il duca, pallido come la morte, minaccioso, terribile....

Per quanto donna Livia fosse coraggiosa, non potè a meno di provare un brivido....

Che le direbbe?... Ah! forse sapeva tutto....

Attese immobile....

X.

Egli aveva percorso molte stanze terrene; finalmente un servo gli aveva detto che la duchessa era stata veduta entrare nella gran sala, che dava nel giardino....

Don Francesco vi correva come un pazzo.

In un attimo fu vicino a donna Livia, le afferrò le mani, con esse le coprì il volto, come se ella avesse dovuto arrossire innanzi a lui.

Poi, guardandola tra la passione e la rabbia, con voce soffocata, tremante per la collera, per il dolore:

--Io so tutto, signora, mormorò, tutto mi è noto!

Un istante di confusione, di abbattimento, male interpretato da don Francesco, un grido solo, un solo gemito avrebbe perduto la duchessa.

Ella lo comprese; misurò la situazione.

Ah! le abbisognava un gran coraggio!

Tal coraggio, impossibile ad una donna volgare in quell'istante, donna Livia lo trovò.

Senza perdere un secondo, soffocando l'emozione immensa, che per tanti motivi sentivasi in cuore, si sciolse alquanto dal duca, e guardandolo con sicurezza:

--Ebbene? domandò.

Egli, che dal gran turbamento mostrato da lei poco tempo prima, nel riconoscere i caratteri di Federico, aveva creduto trovarla avvilita, disperata, che si era atteso a simulati deliquii, rimase attonito.... Si chiese un istante se ella fosse ancora la stessa donna, o se fosse impazzita per lo spavento.

La lasciò in libertà e la guardò immobile.

Non vi era provocazione nell'accento di donna Livia, non sfrontatezza ne' suoi begli occhi.

Ella si alzò.

--Quale colpa ho io commessa? disse al duca, quale errore perchè vi lasciate andar meco a tali trasporti?

La calma, il coraggio sono i soli ostacoli, nei quali dovrebbe urtar sempre il furore.

Quante volte non avrebbero essi evitate crudeli sventure!...

Il duca fissò severamente donna Livia.

--Quale errore?... Ma che! credereste voi di potervi giustificare?... V'ingannate, io so tutto, vel dissi.

--Nulla saprete, di cui io debba arrossire. Credevo non aver d'uopo di giustificarmi.

--Quale ardire!

--So che volete dirmi; il figlio del cavaliere dell'Isola.... Chiarofonte....

--Non profferite quel nome, odioso sempre per me, e insopportabile sulle vostre labbra.

«Ohimè! pensò donna Livia, come potrò io persuaderlo?»

Ma senza perder tempo:

--E che per questo? quando lo amai ero libera, potevo disporre di me. Avreste ragione di rimproverarmi se io vi avessi lusingato, se per isposarvi vi avessi celato il vero.... Ma io non v'ingannai, vi dissi ogni cosa. Mi rispondeste, il rammentate? che ciò non vi preoccupava menomamente.

--Perchè, rispose il duca un po' confuso, perchè credeva che colui fosse morto, signora.... chè altrimenti certo me ne sarei dato pensiero....

Ed aggiunse furioso:

--Ma ora.... ora....

--Ora, signore, io non lo rivedrò giammai, ve lo giuro.

--Perchè sapete che ciò non vi sarebbe possibile.

--Credete dunque che il solo timore mi abbia fatto prendere tale risoluzione?

--Eh, signora, vedo che non vi lasciate mai sorprendere.... Ma dovrete rispondermi di molte cose.

Ed appoggiandosi ad un mobile vicino, guardò la duchessa con sdegno.

«Di molte cose? pensò ella, sa tutto davvero.»

--Voi lo amate ancora colui, disse con rabbia il duca. Lo compresi quest'oggi..... ah, vi sentivate male?... vi si oscurava la vista, eh?... Avevate riconosciuto i suoi caratteri.... Lo amate!...

--Lo amai....

Egli la guardò sorpreso:

--Che volete dire?

--Che ora voglio dimenticarlo.

--No, no, voi mentite.... È per salvargli la vita che parlate così.... Ma non vi riescirà di farlo.... Quest'uomo, che odiai sconosciuto, che abborrii, benchè creduto estinto, quest'uomo, donna Livia, deve morire....

E si mise a percorrere la sala a lunghi passi.

La duchessa rabbrividì; per un istante si tacque, indi:

--Non morrà! esclamò risolutamente.

--Come?... E dite che volete dimenticarlo?

--Lo ripeto, ma non posso dimenticare che lo amai.... e....

--Tacete.

--Non posso dimenticare soprattutto ch'ei salvò la vita a me ed a mio padre.... Voi pure, se mi amaste, dovreste pensare a questo.

--Perchè non mi dite a dirittura che io gli devo della gratitudine?... Molta gratitudine!--aggiunse con amara ironia;--perchè preferiste sempre la memoria di lui, creduto morto, a me vostro marito, che vi amo, e che voi derideste in mille modi diversi.... Ah non credeva esser giuocato a tal segno!... No, donna Livia, non vi supponevo sì mentitrice!... Chiedermi oggi di chi sospettassi!... Voi, che avevate inviato, il cavaliere a mio dispetto.... in traccia di colui!...--aggiunse con furore.

«Ohimè! sa tutto, e si contiene a stento, il vedo!» pensò donna Livia.

--Saprete però, gli disse, che io non potevo sospettare ch'ei fosse figlio del cavaliere dell'Isola.... Sapete bene d'altronde che lo credeva morto.... Ditemi almeno che non pensaste questo di me.

--Questo no.... Ma non più una parola di colui;--aggiunse con imperio.--Oh! ma sarà risuscitato per poco, ve lo prometto io....

--No!

--Perchè?

--Non innalzerete tra voi e me il suo sangue; sarebbe una barriera, che io, ve lo giuro, non oltrepasserei giammai!

Ella aveva esclamato ciò con fuoco.

Quelle parole ferirono l'alterigia del duca.

--Eh signora, le disse, meno orgoglio! Che cosa sono queste minacce?... Son vostro marito alfine. Che potreste voi fare?

--Saprei morire.

--Morire!... Pria che veder perir lui, n'è vero?

--Morire, prima che veder un duello tra voi e vostro cugino.

--Non chiamate colui mio cugino! Oh indegno! Come suo padre era destinato a versar l'onta, il disonore sulla nostra famiglia.

--Onta! Disonore! In che cosa vi ha disonorato?

--Se io vi credessi, ciò non tarderebbe.

--Voi mi offendete.... Sono pronta a dimenticare un uomo, che ora non devo più amare, a non più rivederlo, ed è così che mi parlate? Prendendo tale risoluzione, nulla faccio più del mio dovere, il so e non intendo vantarmene con voi, ma speravo almeno aveste a riconoscere che io non esitai in compierlo. Ed invece m'insidiate!... Non dite più che mi amate.... Quando si ama, si crede....

--Si crede, signora, si crede, quando non si è già stati ingannati.... E voi, in cento cose mi avete mentito.

La duchessa credette inutile parlare allora del conte, della missione affidatagli. Comprendeva che don Francesco ne faceva un affare secondario.

Pensò tentare la via della tenerezza, non mai tenuta con lui, non certo sciupata, e che per questo doveva riescire.

E guardandolo con insolita dolcezza, e con una emozione, che però era sincera:

--Poi.... se in questo duello moriste voi?.... gli disse.

Il duca parve scosso.

«Che significa questo?» pensò.

--Eh signora, signora!

E siccome ella lo guardava ancora.

--Che?... davvero.... vi dorrebbe.... se io morissi?...

--Ne dubitereste?... E se moriste in tal modo, non me ne consolerei giammai....

--Sareste liberata da una catena odiosa, da un uomo che vi tiranneggia, che vi annoja!...--esclamò don Francesco tra la tenerezza e la rabbia.

E dopo un istante:

--Ammiro la vostra presenza di spirito, ma non m'ingannerete.... È la vita di colui che vi preme; quella sola.... lo comprendo.... Ma non riescirete a serbargliela, no.

«Ah, disse tra sè donna Livia, sarà assai difficile persuaderlo!... E se sapesse che ho veduto Federico! Cielo!... Eppure io ho dei nemici.... quelli, che gli narrarono del cavaliere di Malta.... Ah! forse non potrò salvarmi!»

E volgendosi al duca:

--Io dissi il vero. Se voi moriste in questo duello, quale esistenza mi rimarrebbe? Sarei straziata da rimorsi immeritati, e che pur nondimeno mi riescirebbero insopportabili.... Se morisse egli, che mi salvò la vita, non potrei più vedervi senza orrore....

--Orrore!

--Sì; dunque che mi rimane? Qualunque sia il risultato di questo duello, e voi sapete benissimo che non può essere certo nemmeno per voi, io sarei sempre infelice.... infelice tanto che prima eleggo morire. Vedrete che non lo dico invano! Il suicidio, dal quale abborrii sempre, nella posizione in cui mi trovo, è una necessità.... Vi ricorrerò senza esitare.... Iddio mi perdonerà!

E si assise dinanzi alla tavola, appoggiò il capo ad una mano e rimase immobile.

Il duca era un po' spaventato.

La duchessa era profondamente triste, ma risoluta.

«Ho timore faccia davvero!--pensò egli.--Non vorrei poi perderla!... E se fosse proprio disposta a dimenticarlo?... Ma pure di colui mi abbisogna il sangue.»

Si accostò un poco a sua moglie, senza profferir parola.

Per molto tempo durò il silenzio.

Vedendo che donna Livia nol romperebbe, il duca si decise di romperlo lui.

--Ma, signora, le disse con sdegno, dovrei dunque sopportare dinanzi agli occhi un uomo, che io odio?

--Non è soltanto un uomo, che voi odiate, è un vostro stretto parente spogliato sin qui, un uomo, che mi salvò la vita a prezzo del suo sangue....

--Tacete, non comprendete dunque che colle vostre parole, colle quali volete difenderlo, riaccendete il mio sdegno invece di calmarlo?

Ella tacque.

--Vi salvò la vita.... Vi salvò la vita.... sempre questo gran merito.... Se fossi stato nel suo caso, avrei fatto lo stesso anch'io.... Fu combinazione.... nulla più.

Attese un poco, indi:

--A che pensate?

--Che tutto è finito per me. Diceste che io desiderava esser liberata da voi, ebbene! sarete voi invece che rimarrete libero. Sposerete un'altra donna; sarà di me più dolce, vi renderà di me più felice. Mi duole, assai mi duole per mio figlio!... Ma sono risoluta. Dimenticherete presto una che vi derise, a quanto dite.... Eppure, nell'inviare il conte contro il vostro volere, feci soltanto quanto mi dettava la coscienza. Se dovetti ricorrere a qualche raggiro, fu mio malgrado.... perchè vi rifiutaste a riparare voi stesso, come ve lo avevo chiesto.... Pazienza, morrò!

--Eh via! disse il duca con una certa emozione, ed insieme con incredulità, eh via! che non morrete, e che io non isposerò un'altra donna, chè non potrei soffrirne alcuna.

--Se fosse vero, non esitereste a promettermi quanto vi chiedo.

--Sempre colui! esclamò il duca con furore. È una idea fissa! è il vostro pensiero continuo! Lo amate tanto! tanto vi preoccupa che per salvargli la vita vi raddolcite meco, mi parlate come non mi parlaste giammai.

Donna Livia pensò bene non rispondere.

Egli, dopo breve pausa, continuò:

--Ma non sarò vostro zimbello; abbastanza vi ho creduto.... e.... sì, stavo per credervi ancora.... Ma vedo a che mirate: è la salvezza di colui!... Tutte le vostre parole sono mezzi per giungervi.... Io stesso sarei un mezzo.... Non vi credo!

--Vi ho detto, interruppe la duchessa, perchè tal duello mi getterebbe nella disperazione.... Speravo vi persuadeste delle mie ragioni, ma poichè non mi prestate fede, poichè sempre di me dubitate.... morrò!... Credeva darvi una prova di fedeltà, ed invece mi trattate come se vi avessi tradito.

Il duca rimase pensieroso.

«Se non la sapessi sì accorta!... disse tra sè; eppure!...»

Eppure questa volta l'essere ostinato gli costava assai....

--Che pensate fare? chiese con una certa asprezza a donna Livia, per timore di lasciarle scorgere la sua emozione.

--Vel dissi: morire.

--Morire!... Questa parola le donne l'hanno sempre sulle labbra.... Tutti i giorni vogliono morire....

--Da me tale parola non l'avrete intesa mai.

«È vero infatti, pensò il duca. Poi ella non è una donna come le altre.»

E non sapendo a che decidersi:

--Voi scherzate! le disse.

--Come potete voi presumere che io scherzi in tal momento? rispose amaramente donna Livia. Vi avvedrete che non scherzai quando non sarete più in tempo da richiamarmi in vita....

--Ma sarebbe una follia, signora; e per vostro figlio almeno dovreste vivere.

--Lo dovrei, ma nol posso. D'altronde io non gli sono assolutamente necessaria.... Voi gli rimarrete.... Allora, quando sarò morta, mi avrete conosciuta. Vi rimprovererete la vostra durezza, che mi avrà spinta a privarmi di vita.... Vi occuperete maggiormente di quel fanciullo.... lo avrete caro come una mia memoria....

Il duca era commosso ed assai perplesso.

--Ma, siete risoluta davvero? disse quindi.

--Sì, non morrò senza pena, il confesso, ma non esiterò.

Don Francesco passeggiò qualche tempo; poi arrestandosi:

--Ma colui, mormorava, come potrei soffrire di vederlo?

--E chi vi costringe a vederlo?

--L'inferno vuole ch'ei sia mio.... mio cugino.... sì.... dunque vi è questo riconoscimento di mezzo....

--Che importa! Tratterete con suo zio; non è necessità che lo vediate....

--Poi si fermerà in Sicilia.... a Catania.... Potevo soffrire che pensaste ad una tomba, ma non ad un uomo, che si aggirerà fra queste mura.... che potreste vedere ad ogni istante.... D'altronde si saprà che voi lo avete amato.... Sarei io dunque uno di quei mariti.... Ah mai!... mai!... mai!...--aggiunse con rabbia.

--E.... disse donna Livia, benchè un po' esitante... se egli fosse disposto ad allontanarsi per sempre... se...

Il duca la interruppe.

--Che significa ciò? chiese alteratissimo; come potete voi dir questo?... Se sapessi che un solo istante lo avete veduto, guai...

La guardò come se avesse voluto fulminarla. Indi:

--Parlate, rispondete...

A che doveva risolversi donna Livia? Federico poteva essere stato veduto. Se il duca venisse a sapere del colloquio avuto da altri che da lei, sarebbe stato peggio. Ella si decise.

--Ebbene sì, per un istante lo vidi, disse.

--Lo vedeste? gli parlaste? e me lo confessate?... Siete voi divenuta pazza?... Oh! il vile!... Vi ha pregata lui che gli salvaste la vita... Ma ora non isperate da me alcuna pietà...

E fece per avvicinarsele... Poi ad un tratto arrestandosi... Ma se fu per un istante!... Se me lo confessa ella medesima!...

--Attendete, gli disse amaramente donna Livia.... Potete farlo senza timore... Già io non saprei sfuggirvi.... D'altronde sono risoluta a nulla tentare per sottrarmi alla vostra collera.... Ma prima voglio dirvi che per un solo momento acconsentii a riceverlo nell'oratorio... che gli parlai in piedi mentre eravate col principe e con quel superiore....

--Ah! egli non ha perduto tempo! esclamò furioso il duca.... E voi pure.... Il vostro deliquio cessò per trovarvi seco... Ah questo è troppo... Ma che fate?... Vi serbate calma!... Credete voi salvarvi?

--Io no! sono disposta a morire: chè, se persistete a volervi batter seco, morrei egualmente se voi non mi uccidete....

--Ma, che vi disse quel seduttore, quell'indegno?

--Che sino all'arrivo del conte a Milano ignorò la sua origine, e che non sapeva esser io la duchessa dell'Isola... perchè altrimenti mai si sarebbe indotto a reclamare.

--Dunque gli preme la vostra stima?

--Per questo volle vedermi, ed io acconsentii a riceverlo, perchè volevo chiedergli ciò che chiesi invano a voi....

--Ed ei promise? domandò il duca con sanguinosa ironia.

--Promise d'evitarvi e non battersi con voi, a meno di un insulto.... Sì, questo sacrificio d'orgoglio ei me lo fece, e non senza molta esitazione, chè egli pure è valoroso, il sapete.... Perchè non mel farete voi?...

--Ma sperate persuadermi ancora?

--Nulla io spero; siete, come sempre, il vedo, duro ed inflessibile.... Non ragionate nemmeno; chè, se il voleste, potreste ben comprendere che io non v'inganno.... Mi lasciaste nella mia camera, vi rimasi un poco ancora;... da un pezzo ero già qui.... Appena ebbi il tempo di scambiar seco poche frasi.... Tutto è finito tra noi, gli dissi.... Ed egli, che più di voi mi stima, mi rispose che lo comprendeva, che si allontanerebbe per sempre....

Il duca parve scosso.

--Uccidetemi pure, continuò donna Livia, perchè volli evitarvi un duello, perchè dissi eterno addio ad un uomo, che amai quando non vi conoscevo, perchè lo esortai a lasciar la Sicilia.... Tanto io non potrei poi tollerare a lungo d'essere continuamente supposta, offesa.... Voi non fate di me alcuna stima.... Sembra quasi crediate che, se avessi un istante di libertà, ne approfitterei tosto per disonorarvi.... Pensate voi che ciò non mi muova a sdegno?... Se non faccio scene gli è perchè date subito in mille trasporti.... Io non vi temo però.... Vedo che in un modo o nell'altro dovrò morire, e sono pronta:... chè alfine la morte è preferibile al vedermi trattata come una mentitrice, una ipocrita; considerata come una donna senza carattere....

Don Francesco l'aveva ascoltata colle braccia incrociate, le ciglia corrugate: immobile, pensieroso....

Infatti, rifletteva, ha forse ragione: per pochi istanti rimase seco.... Ella fu sempre di costumi austeri... Ma l'idea che lo ha amato tanto!...

Donna Livia non parlava più....

È coraggiosa davvero, pensò il duca.

--Via, le disse quindi perplesso.... continuate.

--Più nulla mi rimane a dirvi.

Il duca era agitatissimo. Finalmente si avvicinò a lei, e prendendole una mano:

--Giuratemi che diceste il vero.

--Lo giuro!

--Ebbene, vi credo: perdono, ma a voi sola; chè di colui io voglio vendicarmi.... Non rispondete?... Non siete dunque lieta?

--Lo sarò quando mi avrete promesso che non vi batterete....

--Ma egli osò venir qui... parlarvi.... E se fosse stato per lui.... certo....

--Già vi dissi perchè vi venne.... Se non fossi stata vostra moglie, contava partire senza rivedermi.... Mi supponeva maritata, non voleva turbarmi; tanto temeva di compromettermi che non chiese mai che fosse avvenuto di me al conte di San Giorgio.... Egli è un uomo d'onore....

--Ah voi volete salvarlo ad ogni modo; se non siete colpevole, i vostri pensieri sono per lui ancora.... Ciò basta.

--Siete deciso?

--Sì.

--Bene, sono decisa anch'io.... Morrò.

Il duca rimase silenzioso.... sembrava non sapesse a che risolversi....

--Voi direte a mio figlio, continuò donna Livia con un amaro sorriso, che mi lasciaste perire innocente, anzichè sacrificare una sol volta il vostro orgoglio.... Gli direte che confidai invano in voi.... e....

Donna Livia era necessaria al duca.... Senza di lei la sua esistenza sarebbe stata cupa e buja come l'inferno.... Mai un raggio d'amore l'avrebbe allietata... Ella era la sola, che egli avesse potuto amare.... Vicino anche a donne più belle avrebbe sempre sospirata la duchessa.... Poi non gli era dessa fedele?... Perchè la perderebbe?... Ah! non resistette!...

--Ebbene sì.... giuro.... disse, tutto quel che volete....

Povera donna Livia! ella abbisognava di queste parole.... Non avrebbe potuto sopportare il prolungarsi di quella situazione penosa!...

--Sia lodato il cielo! esclamò alzandosi, che una volta avete ceduto!

--Per Iddio! donna Livia, chè Iddio stesso non mi avrebbe strappata tal concessione!... Se sapeste quanto essa mi costa!...

--Lo comprendo, rispose ella, e vi ringrazio!...

Poi, cedendo ad un movimento del cuore, ad un subito impulso, gli stese la mano.

Era il segnale di una riconciliazione!

Il duca lo comprese.... Strinse quella mano tra le sue: e:

--Mi amerete voi?... le chiese.

--Sì!

--Sia lodato il cielo! posso dire anch'io, che una volta avete ceduto....

Ed aggiunse sorridente:

--Dopo di me però....

Donna Livia sedette, che le mancavano le forze.

Dopo qualche tempo di emozione il duca, che era andato a sederle vicino, le domandò:

