La messa di nozze; Un sogno; La bella morte

Chapter 8

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Era ancora la stessa, all'angolo di mezzogiorno e di levante, con le due finestre aperte sulle vedute della valle e del lago: un grosso mazzo di violette, in un vaso di cristallo sulla scrivania, la profumava. Egli vi si trattenne il tempo di disfare la valigia, di mettere in ordine le sue cose e cambiarsi; subito dopo uscì nel salotto in cerca di Lodovico.

--Mio fratello è andato un momento fuori,--gli disse la signora Laura.--Se avete bisogno di qualche cosa....

--Grazie! Di nulla!... Non sarà nello studio?...

--Oh, nello studio!...--esclamò l'interrogata, con espressione di profondo rammarico.--Non vi ha posto piede da che è qui; non ne ha neppure cercato la chiave!

--Non se ne dolga. Lo lasci riposare.

--È quel che ho detto per iscusarlo, a chi si lagna della sua inerzia. Vi ha parlato almeno del monumento sull'Antalba?

--No.

--Vedete?... Il suo nome fu concordemente suggerito da tutti, quando sorse l'idea d'innalzare una grande immagine sacra su quella vetta. Si sono raccolte più di trentamila lire: somma ragguardevole, se pensate che il nostro paese non è ricco, e che, naturalmente, questo denaro dovrà servire alle sole spese vive. Per la scelta del tema si sono interamente affidati alla sua fantasia d'artista; monsignor Garbarini, il nostro vescovo, gli ha fatto sapere che se i fondi disponibili non basteranno allo svolgimento di un'idea grandiosa, supplirà del suo. Ma dopo molte promesse, dopo le calde sollecitazioni rivoltegli da Don Pietro Castelli, il nostro vecchio e buon curato orgoglioso di lui più che un padre del figlio, egli non parla neppure di mettersi al lavoro. Aveva detto che doveva risalire su quel monte, per ispirarsi: dacchè è qui, è uscito oggi la prima volta, per venirvi incontro.

--Ha lavorato tanto, a Firenze....

--Non è il lavoro quello che lo abbatte così; io so di quali sforzi è capace quando ha sereno lo spirito.... Sentite, Perez, giacchè siamo su questo doloroso argomento.... Noi abbiamo aspettato con tanta impazienza questa vostra visita perchè speriamo molto in voi.... Non vedete com'è ridotto il mio povero Lodovico?

--Mi pare un poco sofferente, infatti. Che ha?

--Lo sappiamo, forse?... Mio marito non è riuscito ad osservarlo, non gli ha potuto strappare una sola parola. Dichiara che sta benissimo! E non digerisce, passa le notti insonni....

--Neurastenia, dispepsia nervosa, probabilmente.

--Poterlo credere!... Noi facciamo assegnamento su voi, Perez, che gli siete tanto amico, che avete la sua confidenza.... Con noi è chiuso, irritabile a un grado che non posso dirvi.... Interrogatelo, diteci che ha, che cosa possiamo fare per lui; fate voi stesso qualche cosa per guarirlo, per divagarlo....

--Proverò, signora Laura; ma bisognerebbe aver tempo, e disgraziatamente i giorni della mia licenza sono contati.

--Già, dimenticavo che siete venuto per la cerimonia di domani, non per noi.... Siete molto più amico di quei signori che nostro!

L'espressione di fiduciosa preghiera, di cordiale abbandono che aveva animato il suo viso e la sua voce diede luogo, mentre ella proferiva queste ultime parole, a un senso di riserva, quasi di diffidenza.

--Amico no, davvero!...--protestò Perez.

--No?

--Conobbi la signora a Valsorrisa, due anni addietro, quando passammo la stagione lassù con Lodovico.

--Giovane? Bella?--domandò l'altra, a denti stretti.

--Ma come? Non la conosce?

--Io no.

--Non sono qui col marito, alla Fraida?

--Sì, ho sentito che vi sono tornati da qualche giorno, dopo esservi stati un mese fa, per la richiesta delle pubblicazioni; ma io non li ho visti, nè allora nè ora....

Perez tacque un poco; poi, come spiegando la cosa a sè stesso, riprese:

--Senza dubbio, nella loro condizione particolarissima, hanno bisogno di solitudine, di raccoglimento....

--Senza dubbio!--ripetè la signora Laura.--Nessun indiscreto--soggiunse, sottolineando la parola con l'intonazione della voce e un gesto della mano--li disturberà.

--Però, con loro.... coi parenti di Lodovico....

--Ma già: è quel che si potrebbe pensare, se gli sono tanto amici da scegliere proprio il suo paese per compiervi questa....--Non pronunziò la parola; dopo una breve reticenza riprese:--Non mancavano certamente siti fuori mano, in Toscana.... se stanno a Firenze....

--Vi sta la signora. Il marito è rimasto finora in Africa, nella Stanlesia.... Suo fratello non le ha narrato?

--Lodovico non è stato mai molto loquace; ora, poi....

Parve che ella volesse aggiungere qualche cosa, ma si rivoltò a un tratto udendo rumore di passi: lo scultore apparve sull'uscio.

--Laura,--disse alla sorella,--non mi riesce di trovar la chiave dello studio. Dove l'avranno cacciata?

--L'ho serbata io. Ti serve?

--Bisognerebbe aprirlo per mettervi un po' d'ordine.

--Subito. Faccio da me, o vieni anche tu?

--No, io resto con Perez.

I due amici uscirono sulla terrazza. Il velo della nebbia si era sollevato un poco; un sole pallido, senza raggi, pendeva sulla cima Antalba.

--Ho sentito del monumento sacro che vogliono innalzare lassù,--disse Perez.--Ti disponi a lavorare?

--Io?... Se mi dài un'idea, se mi spieghi che cosa debbo fare!...

Si appoggiò a una delle colonne, strappò alcune foglie gialle dalla vite che vi si attorcigliava, e soggiunse, pianissimo, come parlando tra sè:

--Domattina verrà qui.

--Ho sentito che tua sorella non la conosce ancora.

--No. Non ha voluto conoscere nessuno dei miei, non ha voluto entrare in questa casa, prima della funzione sacra....

Perez chinò il capo in atto d'approvazione, senza pronunziare le parole di lode che gli venivano alle labbra.

--A proposito!...--esclamò poi,--vorrei dirti una cosa.... La signora Lariani mi scrisse di astenermi dalle solite formalità; ma fiori vorrei pure mandarne.... anche come annunzio che sono arrivato.

Lodovico rispose, con lo stesso tono raccolto:

--Fiori, sì. Li mando anch'io....

--Ne avete sempre tanti, in giardino? Tuo cognato li coltiva con la stessa passione?

--Sempre....

La piccola Rita attraversava in quel momento la terrazza correndo. Visti i due amici, si fermò di botto.

--Rita,--le domandò lo zio,--dov'è tuo padre?

--L'hanno mandato a chiamare da Cecco della Gervasa.... Dice che sta molto male.

--E tu dove vai?

--In giardino, a coglier fiori per la cappella del Redentore.

--Lasciane, dei belli.... Ne ho bisogno.

--Eh!...--rispose la bimba, facendo col braccino un gesto largo.--Prima che li colga tutti!... Ma se vuoi scegliere, perchè non vieni con me?

--Mi pare che la mia nipotina del cuore abbia proprio ragione,--approvò Perez.--Andiamo anche noi.

Si avviarono. Dietro l'edificio principale, oltre la corte interna, dirimpetto ai corpi rustici, il vecchio granaio che lo scultore aveva trasformato e adattato a studio già mostrava il grande uscio e le finestre spalancate. La signora Laura, vedendo passare la piccola brigata, venne innanzi sulla soglia.

--Dove andate?

--In giardino,--rispose Rita.

--Laura,--soggiunse lo scultore,--io e Perez abbiamo bisogno di fiori, per stasera.

--Ma....--fece ella, esitante, e quasi con un moto di contrarietà.--Domani, veramente, bisognerebbe ornare la cappella, alla Guardiola.

Un lampo passò nello sguardo di Lodovico. Egli rispose, con voce dura:

--Se bisogna ornare la cappella, cercheremo altrove....

--Ma no, ma no.... fa' pure.... ce ne sarà per tutti....--soggiunse tosto la signora Laura, riguardosa a un tratto, e come pentita delle prime parole; mentre suo fratello, voltatosi verso la bambina, le ingiungeva brevemente:

--Rita, andiamo!

La bimba, quasi comprendendo il secreto dissenso dei parenti, si voltò a guardare la madre coi grandi occhi inquieti, poi si mosse dietro allo zio.

Allora, con voce concitata e dolente, la signora Laura trattenne un istante l'amico.

--Vedete, Perez?... Ha preso fuoco.... Che gli ho detto?

--Sst!... Stia zitta!... Venga, venga con noi....--E procedendo a brevi passi, in modo da far crescere la distanza dai due che li precedevano, l'ospite riprese:--Scusi, mia buona amica, ma neanche a me sembra che la nostra richiesta le abbia fatto molto piacere....

Vivacemente, schiettamente, ella confessò:

--È vero, sì.... e ve ne chiedo scusa!... Ma che volete!... Se dovessi dirvi che vediamo con molta simpatia questa donna, non sarei punto sincera.

--Mi permette di dirle che ha torto?

--Perchè è venuta qui? Perchè si nasconde da noi? Che cosa significa questo tardivo matrimonio religioso? Che cosa vuole da mio fratello?... No, Perez: bisogna che vi dica tutto, una buona volta.... Io sento che il male di Lodovico viene da lei.

Egli rispose, con voce grave:

--Il male, ma forse anche il bene.

--Come sarebbe a dire?

Erano sulla soglia del giardino, dove lo scultore e la sua nipotina cominciavano ad aggirarsi, chinati sulle aiuole, sui vasi, sulle piccole tettoie che riparavano le piante più delicate dalle intemperie.

--Signora Laura, a una donna d'alti sentimenti come lei si può, si deve anzi dir tutto, affinchè giudichi serenamente.... La signora Lariani è stata una grande passione di Lodovico; non è mancato per lui se, invece di rendere indissolubile il nodo coniugale, ella non lo ha sciolto, chiedendo ed ottenendo il divorzio in Africa per sposare suo fratello. Lei stessa si è opposta a questo disegno; lei stessa, stringendosi al padre dei proprî figli, rende impossibile la pazzia che Lodovico avrebbe commessa a cuor leggero. Non ha voluto lei stessa conoscere nessuno di loro, finchè la benedizione nuziale non avrà cancellato il ricordo del legame colpevole e riscattato l'errore.

--Ah!...--fece la signora Laura, fermandosi e guardando l'ospite con un senso d'immenso stupore.

--Domani, dopo la cerimonia, prima di partire per l'Inghilterra, dove vanno a stabilirsi, verrà qui. Veda lei, nella sua bontà, nella sua giustizia, se merita di essere accolta ostilmente....

IV.

Il rito.

Il domani, all'alba, mentre ancora tutta la casa era immersa nel sonno, Perez fu destato dalla cameriera che venne a portargli il caffè. Si levò, si vestì rapidamente, e andò a picchiare all'uscio di Lodovico. Lo trovò seduto alla scrivania, con la testa fra le mani: vedendo il letto non ancora disfatto e le molte carte strappate nel cestino, comprese che aveva passata la notte a scrivere ed a stracciare i suoi scritti.

--Se la cerimonia è per le sette,--gli disse, senza dare a divedere d'essersi accorto di nulla,--non abbiamo molto tempo da perdere.

--Sono pronto.

Uscirono insieme nella corte, montarono sul calessino già attaccato, guidato questa volta dal fattore, che prese la via della Fraida. Non scambiarono una parola durante il breve percorso, sotto il bosco dei larici. La nebbia si era riaddensata, nella notte, ma un vento fresco che cominciava a levarsi la discacciava ora lungo le coste dei monti, la faceva svaporare dalla valle come da una immensa caldaia. Una carrozza a quattro posti stava ferma dinanzi al cancello del «Grand-Hôtel»; gli sposi aspettavano nel salottino del pian terreno rialzato. In un semplicissimo abito da viaggio, di color grigio, senza trine, senza nastri, con una sola spilla al colletto, formata da tre serpentelli annodati in un triplice simbolo di eternità, la signora Lariani, in piedi accanto alla finestra, leggeva un libro che posò sul davanzale per volgersi ai sopravvenuti.

--Grazie dei fiori!--disse, mostrando i mazzi disposti in due grandi vasi sul pianoforte.--Grazie a voi, Perez, d'avere accettato....--Rivolta al marito, presentò:--Domenico Perez, Francesco; il dotto e l'artista di cui ti ho tanto parlato, che ci fa il piacere di esser tuo testimonio.

Il colonnello Harrington gli strinse la mano, dicendo in un italiano alquanto dentale:

--Le sono molto grato dell'onore che mi fate.

--Lieto e fortunato io stesso....

--Sono le sette precise,--riprese ella, dopo aver guardato l'orologio, e rivolgendosi allo scultore, a cui il colonnello si era avvicinato, salutandolo con molta cordialità.--Non si potrebbe essere più puntuali! Il tempo di prendere una tazza di tè: volete?

--Grazie, no....--si scusò egli, inchinandosi.

--Allora voi, Perez?

--Volentieri, signora.

--Poco latte o molto?

--Moltissimo.

--Quante altre volte siete venuto quassù?--gli domandò ancora, servendolo.

--Tre o quattro; ma non mi sono bastate. Bisognerebbe viverci tutta la vita.

--Tutta è forse troppo; ma pochi luoghi, veramente, ho visto di una bellezza così perfetta. È vero, Francesco?

--Sicuramente,--confermò l'interrogato, cominciando ad infilarsi i guanti.--Vi sono paesaggi di più maestà, ma nessuno così.... così «graceful».

--Ben detto,--approvò Perez.--La grazia è propriamente la qualità di queste linee.

--«Do you speak english»?

--«Yes, Sir».

--«I am very glad»....

Mentre essi parlavano in inglese, ella s'avvicinò a Bertini, che sfogliava il libretto da lei lasciato sul davanzale della finestra. Era un opuscolo di poche diecine di pagine, legato di tela verde con fregi d'oro; sul frontespizio miniato si leggeva: «Il Matrimonio cristiano, con l'aggiunta della Messa per gli sposi». Ogni pagina, inquadrata di rosso, era divisa in due colonne: una per il testo, l'altra per la traduzione della «Benedictio anuli» e della «Missa pro sponso et sponsa».

--Io non sono dotta come voi,--spiegò ella, con un sorriso di scusa.--Ho bisogno di aiuto per comprendere le formole del rituale.

Egli rispose, senza alzare lo sguardo, continuando a sfogliare macchinalmente le pagine:

--È un latino molto facile.

--Sì, quello della messa comune lo conosco anch'io; ma vi sono parti nuove, in quella che andiamo ad ascoltare.... A questo proposito....

S'interruppe, sollevò le mani, si trasse dal dito l'anello nuziale, e glielo porse.

Egli depose il libro, senza stendere la mano. Il suo sguardo pareva cieco; il viso era livido e inespressivo come una maschera.

--Prendete, custoditelo; tocca a voi consegnarlo al sacerdote.

La mano che egli sollevò lentamente tremava; quando ella vi ebbe deposto il cerchietto d'oro, si abbassò come gravata d'un peso insostenibile.

--«Stanlesia has been founded twenty years ago»,--spiegava il colonnello a Perez;--«it is a free State of english speaking people»....

--Se non vi dispiace,--diss'ella, volgendosi dalla loro parte,--continuerete la vostra conversazione in carrozza; ora è tempo d'andare....

Raccolse da una poltrona i guanti e il mantello, che Perez corse a reggerle; poi, preso il libretto della messa nuziale, disse a Bertini che chiudeva con un gesto automatico l'anello nel portamonete:

--Datemi il braccio.

Si avviarono così, a fianco l'uno dell'altra. Ella era, come sempre, perfettamente padrona di sè, sciolta nelle mosse, serena nel viso. Il braccio di lui tremava tanto, il suo passo era così malfermo, che ella sostò un momento, nel giardino.

--La mattinata è fresca. Vi levate mai così presto?

--Talvolta....

Tremava anche la sua voce, pareva che egli non potesse più dominarsi.

Ella si volse a guardare dietro di sè. Perez, rimasto solo mentre il colonnello dava ordini al portinaio ed al cameriere, si avanzava a raggiungerli.

--Quanto tempo è, Perez,--gli domandò,--che assisteste in duello il vostro amico?

--Molti anni, signora; troppi anni!...--Sottolineando con l'espressione della voce e dello sguardo l'esortazione al coraggio che era nell'allusione di lei, soggiunse:--Ti rammenti, Lodovico?

Sopraggiunto il marito, salirono in carrozza: ella prima, additando a Bertini il posto accanto al suo; Perez e il colonnello poi, sedendo sui posti dirimpetto.

Il vento, ringagliardito, aveva squarciato il velo della nebbia; candidi lembi ne rimanevano ancora attaccati alle asperità delle montagne, simili a brandelli d'una gran veste lacerata; fiocchi di vapori s'insinuavano fra i solchi della terra in modo da porne in evidenza tutta la plastica.

--La cima Antalba è quella?--domandò ella, rivolta a Bertini, e additando la vetta più alta della Gobba del Cammello.

--Sì.

--Lassù dovrebbe sorgere il vostro monumento?

Egli rispose con una impercettibile scossa delle spalle. Riprendendo l'animato discorso in inglese col marito, Perez non lasciava con gli occhi l'amico, e il ricordo evocato dalla signora Lariani si precisava ora nella sua memoria. Nella prima gioventù, forse più di venti anni addietro, in seguito a una discussione artistica invelenitasi e degenerata in diverbio, egli aveva assistito Lodovico sul terreno, a Roma. In una simile mattinata autunnale, lungo la via Appia, si era trovato seduto come ora dinanzi al compagno in procinto di battersi; ma il pericolo a cui il giovane andava allora incontro lo aveva reso loquace, ilare, quasi felice, mentre l'uomo maturo pareva ora smarrito all'appressarsi dell'ultimo atto della sua ultima passione.

Salita e girata dalla parte del monte, la carrozza venne ad arrestarsi dinanzi alla porticina destra della chiesa: la sola aperta, delle tre. Le poche persone che stavano giù nella piazza volsero appena il capo: certamente la curiosità di assistere ad una cerimonia nuziale le avrebbe spinte a raggiungere la comitiva; ma nessuno sospettò che a quell'ora, senza apparato, si stesse per celebrare un matrimonio: evidentemente i forestieri accompagnati dal signor Bertini andavano visitando le cose notevoli di Promonte. Dall'interno, il tendone di pelle imbottita che difendeva l'entrata della porticina si sollevò: il vecchio custode apparve, inchinandosi a tutti, salutando con rispettosa cordialità lo scultore.

--Signor Lodovico, suo servo.

Ella domandò entrando:

--Non vi è qui un'opera del signor Bertini?

--Eccola!--rispose il vecchio, additando l'acquasantaio.

Un grande angelo, con le ali raccolte, lo sguardo al cielo, le braccia protese ed arcuate, reggeva con ambe le mani un'anfora antica. Le forme disegnate sotto il peplo leggero erano quelle d'un adolescente, senza sesso, o piuttosto ambiguamente partecipe dei caratteri dei due sessi: un divino ermafrodito, agile e forte come un efebo, coi fianchi e il seno soavi d'una giovinetta canefora, il viso d'una bellezza ideale e propriamente oltreumana.

--Pare un Donatello,--disse il colonnello, rompendo il silenzio.

--Infatti!--rispose Perez, molto stupito d'udire un così sagace giudizio artistico in bocca ad un uomo d'arme piovuto dall'estrema Africa orrenda.

Il vecchio, con voce tremante di orgoglio e di tenerezza insieme, soggiunse:

--Il signor Lodovico aveva appena vent'anni quando la lavorò per la sua chiesa.... Questa è la chiesa del signor Bertini.... Qui son sepolti i suoi nonni, qui si sposarono i suoi genitori, qui fu tenuto a battesimo.... Me ne rammento come fosse ieri, e se ne rammenta Don Pietro.... Lì, dinanzi al fonte.... la sua sorellina e gli altri bambini che reggevano i ceri.... ed era buono anche nelle fasce, il nostro signor Lodovico....

Lo scultore pareva non udisse, considerando il marmo; ma non pareva neanche che vi riconoscesse l'opera propria, tanto il suo sguardo era attonito.

--Ora si aspetta la statua che lavorerà per la cima Antalba.... L'ha promessa a Monsignore!... Chi sa che bellezza....

Perez tagliò corto, osservando:

--Non facciamo aspettare il signor curato.

Per la navata di destra, nella cui penombra splendevano le luci delle lampade votive, la comitiva si avviò alla sacristia. Don Pietro, già vestito del camice e della pianeta, finiva di cingere la stola ed il manipolo: vecchissimo, con una tenue aureola di capelli bianchi intorno alla fronte ed alla nuca che parevano scolpite nell'avorio antico, egli manteneva ancora diritta l'alta persona, e solo le sue mani tremavano un poco. Le distese ai sopravvenuti, chinando la bella testa in atto di saluto, e disse:

--Se gli sposi vogliono udire la lettura del «Contrahant», non resterà poi che apporre la loro firma, con quella dei testimonî, dopo la cerimonia.

Assentendo tutti, prese dalle mani del chierico il foglio e lesse la formula di consentimento dell'autorità ecclesiastica. Poi chiese:

--L'anello?

Ella si volse a Bertini: ma poichè pareva che questi non comprendesse, spiegò:

--Bertini, volete dare l'anello al Reverendo?

Allora soltanto egli trasse il cerchietto d'oro e lo consegnò al sacerdote.

Tutti tornarono in chiesa. Non vi erano se non due donne, due contadine, inginocchiate sotto il pergamo. Gli ori dell'altare rifulgevano alla luce dei ceri che il sacrista veniva accendendo. Due inginocchiatoi stavano disposti sopra un breve tappeto, poco discosti dal primo gradino, per gli sposi; più indietro, due sedie per i testimonî.

Il celebrante salì sull'altare, lentamente, sostando ad ogni gradino. Fece l'atto di genuflettersi, distese le braccia, chinò la fronte e baciò la tovaglia. Poi, ridisceso, si appressò agli sposi. Nel silenzio augusto domandò con voce solenne:

--Voi, Francesco Patrizio Harrington, volete prendere per vostra legittima moglie, secondo il rito di Santa Romana Chiesa, Rosanna Lariani?

Rigidamente composto, come dinanzi ad un capo, come sulla fronte del suo reggimento, l'interrogato si sciolse dall'atteggiamento marziale, s'inchinò e disse con voce vibrante di commozione contenuta:

--Sì.

--E voi, Rosanna Lariani, volete prendere per vostro legittimo marito, secondo il rito di Santa Romana Chiesa, Francesco Patrizio Harrington?

Ella che reggeva con le due mani intrecciate il libretto, a testa china, prosciolse le braccia, rialzò la fronte e rispose fermamente:

--Sì.

Un senso d'indefinibile inquietudine guadagnò l'animo di Perez. Senza volgere il capo egli guardò con la coda dell'occhio alla sua destra. Lodovico, ritto dietro la seggiola, ne aveva strettamente afferrata la spalliera con una mano; l'altra, con la quale reggeva il cappello, era scossa da un tremito violento. Col viso cadaverico, le mascelle contratte, lo sguardo fiso e ardente, era evidente che faceva uno sforzo straordinario per non tradirsi.

Ma già, alzate le braccia paterne, distese le venerabili mani tremolanti, socchiusi i miti occhi, il sacerdote pronunziava con voce ispirata le parole irrevocabili:

--«Ego coniungo vos in matrimonium, in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti».

L'inquietudine, la commozione, il turbamento di Perez, al pensiero della tempesta che imperversava in quel punto nel cuore dell'amico, divennero insostenibili; col bisogno di reagire, di scuotersi, di fare qualche cosa, depose il cappello sulla seggiola e cominciò a cavarsi i guanti.

Ora, risalito sull'altare, il sacerdote iniziava la cerimonia della Benedizione, proferiva le formule alle quali l'accolito dava le dovute risposte.

--«Adiutorum nostrum in nomine Domini».

--«Qui fecit coelum et terram».

--«Domine, exaudi orationem meam».

--«Et clamor meus ad te veniat»....

Quale secreta virtù possedevano le parole antiche, le formule che per secoli e secoli erano state ripetute dalle anime pie, che per secoli e secoli avrebbero echeggiato sotto le vôlte sacre al raccoglimento ed alla penitenza, sopra le culle e sopra le bare? Appartenevano ad una lingua non più parlata dagli uomini, ma eternamente viva, come la più propria espressione della preghiera. E il significato ne era così chiaro, si traduceva così facilmente anche agli ignari:

--«Benedici, Signore, questo anello che noi nel tuo nome benediciamo, affinchè colei che lo porterà, tenendo integra fede al suo sposo, rimanga in pace e nella volontà tua, ed in carità scambievole sempre viva. Per Cristo Signore nostro, Figlio tuo, che teco vive e regna nei secoli dei secoli».

--«Così sia».

Il cerchietto d'oro era stato deposto in un vassoio d'argento. Curvata l'alta persona a prendere l'aspersorio che l'accolito gli porgeva, il sacerdote tracciò con mano non più tremante un segno di croce sul simbolo; poi lo consegnò allo sposo, che lo passò all'anulare sinistro della donna sua.

--«In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».

--«Così sia».

--«Conferma, Signore, ciò che noi operammo».

--«Dal tempio santo tuo che è in Gerusalemme».

--«Kyrie Eleison»....