La messa di nozze; Un sogno; La bella morte
Chapter 15
--Ha fatto fare l'appello?
--Sissignore. Il nostromo dice che manca il sottotenente Carleoni....
--Silenzio!
Ma un urlo rispose dall'alto. Il padre aveva udito. Barbarini risalì sulla plancia. Vide il padre con le braccia in croce sotto il cielo nero. Lo vide calcarsi il berretto con tutt'e due le mani ed afferrare e dare una stratta alla catena della sirena da cui uscì un ruggito terribile. Lo vide ancora manovrare la manovella del telegrafo, gridando nel portavoce:
--Avanti, a piccolo moto!
Poi lo udì gettar l'ordine al timoniere:
--A dritta!
Comprese la manovra. Tutti la compresero, a bordo. Tutti cercarono di guadagnare un posto eminente, gruppi di gente salirono lungo gli alberi e sulle coffe, si arrampicarono sul ponte delle barche, si agguantarono alle gru. Tutti gli occhi sbarrati interrogavano il mare, sul quale i fasci luminosi proiettati dai fari elettrici trascorrevano rapidamente come ventagli di luce, lasciando dietro di sè una notte più nera, mentre la nave girava lentamente, ansando e barcollando, mugghiando ed ululando come un mostro ferito. Sulla plancia, Barbarini, l'ufficiale di rotta, l'ufficiale di guardia, spiavano anch'essi se nei gorghi verdi, se fra le creste bianche sorgesse un corpo, apparisse un viso. Nulla. Non si scorgeva nulla sulle reti di spuma distendentisi e dissolventisi incessantemente: solo la bocca di fiamma del salvagente luminoso ardeva ancora, sballottata dalle onde. Stanchi, inquieti, gli occhi degli ufficiali si volgevano tratto tratto al comandante. Le sue mani erano così strettamente afferrate alla battagliola come se la volessero torcere. Le braccia, il capo, tutto il corpo immobile, irrigidito, quasi inchiodato ed avvitato al palco, non aveva moto, non si scoteva, nel terribile altalenare della nave. Tutta la vita di quell'uomo era negli occhi, aridi, ardenti, spalancati sulle voragini.
--La barra a dritta!... A dritta!... Tutta a dritta!...
La «Siracusa» girò una volta, due volte, tre volte intorno al punto dove si era arrestata. Poi nessuno contò più i giri. A un tratto gli ufficiali che attorniavano il capo videro che le sue mani lasciavano la battagliola, che le sue braccia ricadevano lungo il corpo, che tutta la persona vacillava.
--Comandante!
Lo sorressero prima che stramazzasse. Lo afferrarono per le ascelle, lo sollevarono, lo trasportarono quasi di peso fra le schiere degli uomini taciti e reverenti. Inerte, con la testa rovesciata, gli occhi stravolti, non aveva coscienza. Sul boccaporto si riebbe, si raddrizzò, disse:
--Grazie.... Non ho bisogno.... Barbarini, prenda lei il comando.
Il secondo lo accompagnò fino al suo alloggio, lo adagiò sopra un divano, lo affidò a Catenuti e agli attendenti.
--Grazie!... Non ho bisogno....
L'ufficiale di guardia, rimasto al suo posto, aveva fatto fermare la macchina. Barbarini, risalito sulla plancia, ordinò:
--Avanti, adagio!... Timone a sinistra!
Quantunque la furia del mare non si calmasse, e la speranza fosse vana del tutto e irragionevole ormai, il secondo volle ancora indugiarsi in quelle acque, fece riprendere il giro in senso inverso. E la nave girò ancora, urlando, coi suoi mille occhi aperti, fisi, scrutanti. Più volte, sentendo che il tempo passava, Barbarini fu sul punto di abbandonare la ricerca, di gettare un ordine al timoniere: ma sempre la pietà del padre lo tratteneva. A un tratto, da poppa, una voce rauca ma forte e distinta, la voce del capo, gridò fra gli urli degli elementi:
--Rimetta in rotta!... A tutta forza!... Era la fine, ma bisognava pur finire, troncare la speranza insensata; e toccava al capo ordinare di affrettarsi, per compiere il dovere, per guadagnare le ore perdute. Prima di trasmettere l'ordine, Barbarini, sporgendosi dalla battagliola, chiamò con tutta la sua voce:
--Equipaggio!
Tutti si volsero, tutti accorsero dagli angoli più lontani, tutti stettero a udire che cosa dicesse il comandante in seconda, dall'alto della plancia, col berretto in mano. La voce alta e solenne risonò fra gli schianti del mare e i sibili del vento:
--Equipaggio, scopritevi! Prima di abbandonare queste acque rivolgete un pensiero al compagno che abbiamo perduto.
Tutte le fronti si scopersero e si chinarono, molti ginocchi si piegarono. Si videro mani fare il segno della croce, si udirono i più semplici e rozzi uomini balbettare preghiere e soffocare singhiozzi.
Roccaforte non vedeva più il mare, con gli occhi ciechi dal pianto. Il mare, la nave, gli uomini scomparvero; sorse dinanzi agli occhi dell'anima sua la figura del fratello d'armi, bello, forte, sapiente, innamorato. Tremava ancora l'eco della sua voce e del suo riso, risonavano ancora le sue parole significanti la fede, l'entusiasmo, la carità di patria, la devozione filiale, la gaiezza infantile, l'estasi della passione. E il pensiero della morte, su tutto; il presentimento della morte, quasi la volontà di morire, dopo l'ebbrezza!... Al ricordo, Roccaforte sentì disseccarsi la fonte delle lacrime. No, non bisognava piangerlo. Era morto da marinaio, al posto del dovere, sotto gli occhi del padre, rapito dalla tempesta, nell'ora culminante della gioventù, ardendo d'amore, sognando la gloria, in pieno incanto, prima del risveglio: rara sorte, morte invidiabile. Lo aveva invidiato, sordamente, poche ore innanzi, per la sua fortuna; ma quali disinganni, quali dolori, quali orrori non gli avrebbe serbato la vita? Di questo bisognava invidiarlo: che fosse scomparso nella gran purezza del mare, portandosi via una visione di bellezza ed un senso di felicità!
Dalle viscere della nave venne ancora una volta il sordo rombo della macchina. Repentinamente Roccaforte si scosse, si portò una mano agli occhi, corse alla scala, scese nel quadrato, entrò nella cabina del compagno perduto, si fermò dinanzi alla cuccetta bianca. Il guanciale era ancora spostato, un poco sollevato dal tesoro che il giovane vi aveva nascosto. «E portarmi con me i suoi fiori e la sua immagine!...» Prima di stendere la mano egli esitò un istante, pensando che solo il padre aveva forse diritto di frugare tra quelle reliquie. Ma tosto gli sovvennero le altre parole: «Mio padre non sa, non può sapere; come fargli comprendere?...» E allora trasse risolutamente la busta.
I fiori, un poco gualciti, olezzavano sopra il ritratto, acutamente. Gli occhi dell'immagine erano vivi, sfolgoravano sotto la fronte pura incoronata di fiamme. Le linee delle due bande in cui si spartiva la chioma meravigliosa guizzavano come fiamme ripiegate sulle tempie da un soffio misterioso, parevano i segni visibili di un intimo fuoco. Tutto il viso era meraviglioso di bellezza, di espressione profonda, di vita intensa ed ardente.
Ad un fischio, Roccaforte si riscosse, nascose i fiori ed il ritratto sotto la tunica e risalì rapidamente. Passando dinanzi all'alloggio del padre sostò, ripreso da uno scrupolo.
--Il comandante?--disse al piantone, che stava nell'anticamera, ritto contro l'uscio della sala del Consiglio, con le braccia incrociate sul petto.
Il marinaio scosse il capo ed alzò una mano, facendo i segni della negazione e del silenzio. Sottovoce, da farsi appena udire, rispose:
--È chiuso a chiave.... Non riceve nessuno.... Ha mandato via il medico....
Roccaforte continuò la sua via, salì sulla coperta, si diresse a poppa, si fermò contro il coronamento. La schiuma delle acque ribollenti fra le pale delle eliche si mescolava alla schiuma dei marosi. Il fragore delle acque rimosse dai propulsori cessava a tratti, quando la poppa si sollevava nel movimento di beccheggio e le eliche annaspavano nel vuoto; pareva allora che il polso della nave non battesse più, che il suo respiro fosse mozzato; poi riprendeva, affannoso, come un rantolo. Roccaforte trasse le reliquie e le lanciò nel mare. In quel punto i riflettori si spensero; la notte si chiuse sulla nave fuggente.
FINE.
INDICE.
=La messa di nozze:=
I. L'arrivo del _Senegal_ Pag. 3 II. Il convegno 62 III. Sul lago 136 IV. Il rito 165 V. L'addio 202
=Un sogno= 211
=La bella morte= 271
OPERE DI FEDERICO DE ROBERTO (Edizioni Treves).
_Le donne, i cavalier'..._ Edizione di lusso, in-8, illustrata da 100 incisioni L. 7 50
_Una pagina della storia dell'amore_ 1 --
_L'illusione_, romanzo. Nuova edizione 1 --
_La sorte_, novelle. 3.º migliaio 1 --
_La messa di nozze_, romanzo. 2.º migliaio 3 50
_L'albero della scienza_, novelle. Nuova edizione 3 --
_Leopardi_ 3 --
_In preparazione_:
_Processi verbali_ } } Nuove edizioni. _Documenti umani_ }
* * * * * *
NOTA DEL TRASCRITTORE
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute. L'elenco delle opere è stato spostato alla fine del libro. Sono stati corretti i seguenti refusi:
75--verso le masse scure delle [della] cabine e dei depositi,
130--all'agonia di quella notte d'amore e [e e] di dolore.
247--non basta a lasciarvi [lasciavi] dormire tranquilla,
Grafie alternative mantenute:
àncora / áncora Grand-Hôtel / Grand Hôtel intuito / intuíto tintinnio / tintinnìo