La Leda senza cigno

Part 17

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Allora, più che in alcun'altra elevazione della mia miseria, conobbi come l'anima sia un elemento perpetuo, non legato ai corpi, non prigioniero, ma dai corpi attinto come il vaso attinge l'acqua e la contiene e poi la riversa. Ora saliva e fluiva essa come l'alluvione, smisuratamente accresciuta dalla carneficina che vuotava ogni giorno innumerevoli petti. Restituita in libertà dall'eroismo, essa fluttuava sul carnaio trasmutando gli aspetti della terra e il senso del nostro respiro umano. Sopra tanta strage, sopra tanti cadaveri, non sentivamo noi una più grande quantità d'anima nel mondo? Più grande in copia, più pura in essenza. Noi stessi n'eravamo traboccanti, e ansiosi di versarla ad aumentare la piena. La sua potenza era per sforzare le ossa della stirpe futura, l'angustia carnale dei nostri figli; era per costringerli ad esternarla di continuo in grandi azioni, in grandi invenzioni, in grandi sacrifizii.

Il nostro volo ci pareva sostenuto da una specie di rapimento. Il mio pilota abbandonava le leve senza che le ali vacillassero. Il palpito del fuoco operoso pareva attenuarsi nello spazio che l'estasi sempre più allargava dentro di noi respingendo i limiti dei sensi. Respiravamo l'anima e la melodia dell'anima, e i pensieri eterni che i poeti traggono dalle improvvise sue sublimazioni. Era come la beatitudine di un transito. Vivere era come morire, morire era come vivere. La nostra fragilità non era se non divina trasparenza.

E il mio compagno mi toccò la spalla, come soleva; e poi fece un segno verso occidente.

Mi volsi; mi chinai a guardare; insieme ci chinammo.

Avevamo di poco passato Caorle bianca come una città votiva d'argento tra i suoi parallelogrammi esatti. La laguna era tuttora laggiù come la perlagione d'un cielo vista a traverso le nervature d'una foglia macera. Ma nella parte già invasa dalla sera i canali apparivano di quel colore profondo che ha l'acqua intorno agli scogli pescosi. Una lunga fila di nere barche crociate venivano a rimorchio per l'ombra verdazzurra, lasciando una scìa di santità e di silenzio.

Era un convoglio di feriti navigante verso gli ospedali notturni che laggiù attendevano quel carico di sangue e di dolore. Erano i feriti dell'Isonzo e del Carso, i lacerati, i mutilati, i moribondi che scendevano per le vie quiete della laguna. Erano i feriti sorridenti, le giovinezze sublimi, i miracoli inconsapevoli. Qualcosa del loro sorriso ineffabile, quasi non so che freschezza del loro patimento, pareva rilucere nella santa scìa, solco d'anima, traccia spiritale.

Il cuore ci tremava come quando eravamo chini a scoprire la tomba di ferro nel fondo del mare funesto.

Ci abbassammo a volo, con un movimento che forse rispondeva a una volontà d'inginocchiarci. E i fiori della barena, gli asfodeli violetti dell'estuario, che in parte avevamo serbati per memoria degli eroi marini, io li sparsi su quel convoglio silenzioso e glorioso come il sepolcro sommerso.

E il mio più alto canto, o Chiaroviso, è il canto che quella sera io non cantai ma che son certo di riudire in me quando si farà notte e rincontrerò il mio pilota a faccia a faccia.

_Venezia, giugno 1916._

INDICI DEI TRE TOMI.

TOMO PRIMO.

Desiderio Moriar e la notte Pag. 1 La landa del tedio 6 La città dell'Etisìa 12 Le sonate di Domenico Scarlatti 23 La vita è un'opera magica 31 Ritratto d'ignota 33 Le pastoie 38 Il divino Olore 39 L'osso dell'ala 44 Una bocca 49 Uno sguardo 53 Il carro funebre 58 Il pioppo e il melo 63 La sera silvestra 65 La casa ansiosa 67 La Leda infranta 70 Il pastore in trampoli 78 L'amore flagellato 82 L'ora delle lampade 86 La seggiola e il tisico 90 Il pastello nell'acqua 95 La gozzoviglia dell'amore e della morte 97 La Leda svelata 103 Il pitone compiacente 111 Il cammeo bianco e nero 116 Il nepote dei cavalli fidiaci 119 Il giovincello e l'usuraio 123 I porci esorcizzati 126 La marea femmina 130 Il lamento del morituro 132 L'Amore claudicante 134 Il giglio di Susa 136 La canzone di Caronte 138 Leda e i cigni 139 _Munus funus_ 143 Il levriere e il pettine 147 Il pitone in agguato 151 Il gallo della Landa 155 La Leda velata 156 Desiderio Moriar e la notte 158

TOMO SECONDO.

L'ultimo giuoco 163 Il puledro vincitore 169 La collana della bella Simonetta 171 I cani condannati 173 La campana di fuoco 178 Parigi in ambascia 179 La Francia eterna 183 La necessità di creare 185 La malattia liberatrice 188 La Dipartita 191 Imagini d'Italia bella 192 L'isola dai tre gigli 194 Parigi si purifica 195 Il ragno nel lauro 199 I fermenti del carnaio 200 I combattenti a piedi nudi 203 La mandria sul ponte 205 Il bue flavo 206 Il teschio di San Dionigi 207 La torre di Carlo il Calvo 211 La nave incagliata 213 La fusione del mondo 215 Il rotolo della Delfica 218 _Ecce sacerdos magnus_ 219 Il vico degli strami 222 San Severino 225 Il palmeto perpetuo 227 La preghiera di sangue 230 Il plenilunio della Marna 232 Il canile di Dama Rosa 233 I veltri guerrieri 237 La Diana caucasea 240 L'alba del miracolo 241 La danza pirrica 243 La muta in ascolto 245 Il sangue e la mota 248 La madre vorace 249 L'arnese di fango 254 La cittadella in palma di mano 258 La canzone carolingia 260 _Kyrie eleison!_ 262 Le due guglie 264 La freschezza delle ferite 265 L'Angelo dell'Ora 268 Il moncherino 269 La Cattedrale compiuta dalla fiamma 271 _Magnæ ossa parentis_ 273 L'Ulisse di Dante 277 Silvia minacciata 284 La casa incolume 287 L'armento infetto 290 La greggia e la rondine 295 Il ragno nero 299 «_Scrivi che quivi è perfecta letitia_» 302 Le alleate pellegrine 309 L'ombra di Maria Felicia Orsina 312 Il passo bene accordato 313 La notte di Venezia in arme 315 Il riflesso della guerra lontana 323 Il corridoio di alto puntale 326 Il Leone a libro chiuso 327 «_Più alto e più oltre_» 329

TOMO TERZO.

Il giardino al sole 333 Il giardino all'ombra 338 Il loto e la bella 345 La foglia e la gota 347 La farfalla sul ferro 348 L'eroe tranquillo 350 La coppia alata 358 Necessità dell'olocausto 359 Il volontario 362 La pace del combattente 364 Il pensiero dominante 367 La spatola di Arlecchino 370 Il musaico 372 La melodia del mondo 376 Apparizione di San Sebastiano 377 Cristo in Versa 381 La preghiera su le baionette 383 I facitori della Parola 387 Il Duca taciturno 388 _Vulnus hyblaeum_ 389 Il Belvedere della Vittoria 392 Le batterie navali 393 La chioma di Ofelia 395 Il prato segreto 397 _Tempus moriendi_ 398 Il benvenuto 401 L'ala su Gorizia 403 Il vecchio giovine 407 Leda tra i condottieri 410 L'Ausa e il Lete 415 Il paravento e il parapetto 417 La marcia notturna 418 Il cavallo del Colleoni 419 Il canto della strada maestra 423 Il pane spezzato 424 L'invoglio di fronde 426 Il buio 428 Un'arte nuova 431 Lo scriba egizio 432 Il cartiglio 433 Scrivo su l'acqua 434 Il dono funebre 439 Il conoscitore 441 Una storia di canile 444 Le educande e i cigni 445 La Leda dorata 449 Il sorriso del Demonico 451 I cervi al laccio 452 Il fiore del loto 453 La vigna di Murano 457 Il sandalo marcito 461 La tavola rustica 462 I sette morti 465 L'ombra di Roberto Prunas 467 Un concerto di cannonieri 468 Il càmice bigio 469 L'eco nella Sacca 471 Il tuono sul mare 474 Il genetliaco di luce 478 L'abbacinato 479 I tre fasci mortuarii 481 La farfalla non parla 485 Le ghirlande calcate 487 Il cimitero dei marinai 489 Le tombe di Roberto Prunas e di Luigi Bresciani 490 I gatti lugubri 494 La polizza sepolcrale 497 Il vilucchio e la corda 499 Sul sepolcro di Giuseppe Miraglia 500 Le conchiglie nel fango 501 Gli asfodeli della barena 504 L'ala sul mare 505 Il superstite del _Jalea_ 512 La partenza per la morte 515 Dal mare al mare 517 Il timoniere dalla barba rossa 519 Il boccone e il rantolo 521 Il sonno del capitano 525 Il portello di prua 527 «Sopporta, o cuore» 530 I sei naufraghi 534 Il momento eroico 535 La corrente di marea 537 L'ultima prova 539 «Viva l'Italia!» 541 Il sale e il sole 542 Il lito adriano 544 Lo specchio esplorato 546 La chiazza oleosa 547 La tomba navale 549 La leggenda dell'uomo senza sguardo 551 L'aumento dell'anima 552 Il volo estatico 553 Le barche crociate 554 La scìa e il sorriso 555 A faccia a faccia 556

L'autore avverte che non poté correggere le stampe di quest'opera.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's La Leda senza cigno, by Gabriele D'Annunzio