La guerra del Vespro Siciliano vol. 2 Un periodo delle storie Siciliane del secolo XIII

Part 33

Chapter 333,903 wordsPublic domain

Diploma del 9 aprile duodecima Ind., al capitano di Bari. È la commissione del suo uficio, pel buono e pacifico stato de’ cittadini, e perchè _ab hostium non ledantur insidiis_. Ibid., fog., 26.

[244] Diploma del 22 marzo duodecima Ind., ibid., fog. 23, nei quale si legge un capitano in Lucera.

Diploma del 26 marzo duodecima Ind., pel quale è eletto un capitano in Bari con mero e misto impero. Ibid., fog. 25.

[245] Diploma del 26 marzo duodecima Ind. (1299), col quale è fornita una picciola somma per riparazione delle galee testè tornate di Sicilia. R. archivio di Napoli, reg. seg. 1299, A, fog. 524.

Diploma del 9 aprile duodecima Ind., perchè si fornissero di biscotto alcune galee napoletane e aragonesi nel porto d’Otranto. Ibid., fog. 31 a t.

Diploma del 12 aprile duodecima Ind., per comperarsi subito gran copia di stoppa da rispalmar le galee. Ibid., fog. 51 a t.

Diploma del 2 maggio duodecima Ind., per cinque galee catalane ch’erano a Brindisi, e si dovean vettovagliare, e armarne quattro, non bastando la gente per cagion delle malattie. Ibid., fog. 65 a t.

Diploma del 29 maggio duodecima Ind. Remiganti in gran copia assoldati in Pozzuoli, Salerno, Sorrento, e Castellamare. Ibid., fog. 85.

Vari diplomi del 30 maggio duodecima Ind., per remiganti da assoldarsi in Gaeta, Amalfi, Castellamare e altri luoghi. Ibid., fog. 93.

Diploma del 2 giugno, per armarsi dieci galee e provvedersi di viveri. Ibid., fog. 87.

Tre diplomi della stessa data, che contengono altre richieste di uomini per la flotta. Ibid., fog. 88 e 99.

Diploma del 23 giugno, per armamento di galee in Brindisi. Ibid., fog. 97.

[246] Riguardo all’esercito si trovano nel r. archivio di Napoli questi documenti:

Diploma del 28 marzo duodecima Ind., per lo quale fu differita infino alla pasqua l’adunata in arme di tutte le milizie feudali a Foggia, bandita prima per marzo. Reg. 1299, A, fog. 26 a t.

Diploma del 18 aprile duodecima Ind., perchè da Principato e Terra di Lavoro si recassero in Napoli balestrieri e fanti. Ibid., fog, 51 a t.

Diploma del 27 aprile duodecima Ind., Chiamata al militar servigio in Calabria. Ibid., fog. 80.

Diploma del 2 maggio, duodecima Ind., per trovarti balestrieri e pedoni pronti agli ordini di Roberto duca di Calabria, vicario generale. Ibid., fog. 54.

Diploma dell’8 maggio, duodecima Ind. Chiamata al militar servigio e allo addoamento. Ibid., fog. 79.

In tutto il registro 1299, A, ci son molti altri diplomi per armamento de’ cavalli all’impresa di Sicilia.

[247] Diploma del 18 aprile, duodecima Ind., al castellano di Pozzuoli, per aver cura che di quella spiaggia non andasser marinai a Ischia e Procida, e non si facessero segnali alle dette isole con fuoco e fumo. Reg. cit., fog. 51 a t.

Diploma del 6 maggio, duodecima Ind,, pel quale è differito l’ordine dato al comune di Aversa che mandasse 1,000 uomini, _armis et instrumentis aliis decenter munitos ad rebelles insulas nostras Iscle Capri et Procide_. Ibid., fog. 61.

Diploma del 5 giugno 1299. Ibid., fog. 103 a t. Per adunarsi fanti con accette e scuri da mettere a guasto le campagne d’Ischia, ove Giacomo si dovea portare con la flotta. Napoli dovea fornir 400 uomini, Aversa 300, Capua 300.

Diploma del 12 giugno, duodecima Ind. Si doveano pagare per 10 dì, alla ragione di dieci grani al giorno, i 300 fanti d’Aversa, mandati pel guasto d’Ischia. Provvedeasi che il danaro si ritraesse da una contribuzione degli abitanti d’Aversa. Ibid., fog. 128.

[248] Veg. docum. XXVI e XXVII, e questi altri:

Diploma del 12 marzo, duodecima Ind. (1299), per la custodia degli statichi del castell’Abate. Reg. cit. 1299, A, fog. 45.

Diploma del 14 marzo. Il dì 20 i principi Roberto e Filippo si dovean trovare con le genti loro sotto il castell’Abate, per combatter quelle di Federigo, se venissero al soccorso. Perciò, affinchè abbian giusto numero di cavalli e fanti, è provveduto: _quod de quolibet foculario mictant servientem peditem unum, munitum armis decentibus et expensis que sibi sufficient amorandum ibidem cum duce prefato_. Ibid., fog. 46.

Diploma del 28 marzo. Per la medesima cagione, chiamati al militare servigio i feudatari delle città di Napoli, Capua ed Aversa pel 14 aprile. Ibid., fog. 2 a t.

Diplomi del 1 e 2 aprile duodecima Ind. (1299), per milizie presentatesi al castell’Abate, _coram Roberto primogenito nostro duce Calabrie_. Ibid., fog. 36.

Diplomi dell’8 e 9 aprile, da’ quali si scorge che Apparente di Villanova castellano del castell’Abate, consegnatolo agli angioini, ebbe salvocondotto a tornarsi in Sicilia. Ibid., fog. 6.

Altro diploma dell’8 aprile, per gli stipendi delle genti che avean assediato il castell’Abate. Ibid., fog. 7 a t.

[249] Diploma del 2 aprile 1299, risguardante il pagamento degli stipendi a 260 cavalli di Guidone di Primerano, a’ quali doveansi once 520 al mese, computato ogni milite per due scudieri. Si comanda che vadan subito alle frontiere de’ nemici a Rocca Imperiale e Ordeolo, per cavalcar continuamente quelle campagne, dandovi il guasto. In questo diploma si parla ancora di danari pagati ai Catalani e almugaveri di Berengario d’Intensa, _e d’un negozio_ che costui dovea compiere. Vi si fe’ molta premura per l’assedio d’Ordeolo, ove si doveano adunare altre forze, e anche aiuti procacciati dal papa. Nel citato registro 1299, A, fog. 54.

Diploma del 1 maggio, duodecima Ind., dal quale si vede che già Rocca Imperiale era venuta in man degli angioini. Reg. seg. 1299, A, fog. 69.

Due diplomi del 2 maggio, duodecima Ind. (1299), coi quali son dati altri provvedimenti per l’assedio di Ordeolo; ed è creato un capitano in val di Crati e Basilicata _cum mero et mixto imperio et gladii potestate_, che vada subito a quell’assedio. Ibid., fog. 66 a t. e 68.

Diploma del 14 giugno. È data autorità a Ruggier Sangineto di fermar patti con Berengario de Muronis milite, per la ricuperazione d’Ordeolo e Porta di Roseto. Ibid., fog. 128.

Diploma del 15 luglio, duodecima Ind. Provvedimenti perchè non manchi il danaro a incalzar l’assedio d’Ordeolo. Ibid., fog. 124.

Diploma dell’8 settembre tredicesima Ind. (1300), dal quale si vede che Ordeolo con Pietra di Roseto eran già in poter degli angioini. Reg. 1299–1300, C, fog. 331 o piuttosto 371.

Diploma del penultimo maggio duodecima Ind. (1299). Provvedimenti per la espugnazione del castel di Squillaci. Ibid., fog. 86 a t.

[250] Diploma del dì ultimo febbraio duodecima Ind. I principi Roberto e Filippo, da parte del re, in Otranto avean patteggiato con Berengario degl’Intensi che la tenea per parte de’ nemici. Berengario indi era, dice il diploma di Carlo II, _ad fidem et mandata nostra reversurus_, e gli si dovean pagare, per lui e la sua compagnia, once 2,856, 7, 10, per stipendi dal 18 ottobre undecima Ind. (1297) sino a tutto agosto della stessa Ind. Reg. cit. 1299, A, fog. 22.

Diploma del 12 aprile duodecima Ind. (1299). Berengario d’Intensa avea preso statichi dalla terra di Montalto, e consegnatili a Stefano de Argat, sotto giuramento di custodirli per esso. Il re, non avendogli dato autorità a trattare, scioglie il giuramento dato allo stesso Berengario dall’Argat, e comanda che gli statichi si ritengan prigioni dal conte di Catanzaro. Ibid., fog. 49.

Diploma del 23 aprile duodecima Ind., per liberarsi alcuni Catalani e Aragonesi della compagnia di Berengario d’Intensa. ch’erano stati messi in prigione. Ibid., log. 75.

Diploma dell’8 giugno duodecima Ind., ove si dice che Otranto era tuttavia insidiata, e si sospettava di que’ medesimi Catalani della compagnia d’Intensa che l’avea consegnato agli angioini. Ibid., fog. 90 a t.

Diploma del 6 luglio duodecima Ind., per alcuni uomini d’Otranto. Da questo si scorge che Guglielmo Palotta tenea già Otranto per Federigo, che gli fu sostituito Berengario d’Intensa, e che Palotta adesso era anch’egli _fedele_ di re Carlo. Ibid., fog. 160 a t.

Niccolò Speciale, lib. 3, cap. 15, dice chiaro il tradimento di Berengario, ch’era stato sostituito a Guglielmo Palotta nel comando d’Otranto. Surita, Ann. d’Aragona, lib. 5, cap. 38, afferma che Berengario degl’Intensi, preso ad Aversa, fu liberato sotto sicurtà, per procaccio di Giacomo.

[251] Tre diplomi del 25 giugno, reg. cit. 1299, A, fog. 132 a t. e due del 2 luglio, ibid., fog. 119 a t. 120, svelano quest’altro tradimento. Un tal che tenne il castello di San Giorgio in Calabria, prima per Giacomo re di Sicilia, poi per Federigo, or abboccatosi col medesimo Giacomo, avea pattuito di render il castello a Carlo II, se gli si pagassero i soldi corsi, suoi e del presidio che montavano ad once 55. Non è mestieri aggiugnere che Carlo fece dar subito la moneta.

Da un altro diploma del 7 settembre tredicesima Ind. 1300, reg. seg., 1299–1300, C, fog. 372, segnato per errore 332, si vede che il nome di costui era Albagno d’Aragona. Con questo diploma si ordinava a favor di lui un altro pagamento.

Altri fallirono a Federigo, forse senza vender castella a’ nemici. Tali sembrano i casi de’ due documenti seguenti.

Diploma del 10 aprile duodecima Ind. Guidone Lombardo, già nemico, si era convertito. Datagli in feudo la terra di Monforte in Sicilia, ch’ei tenea da Giacomo e da Federigo. Ibid., fog. 13.

Diploma del 3 giugno duodecima Ind. Perdonato a Gerardo di Bonavite da Firenze, se tra 15 dì tornasse alla ubbidienza. Costui era stato disertore la prima volta dagli angioini ai nostri; ora era ad Ischia, e pensava tornare a’ primi con un nuovo tradimento. Ibid., fog. 89.

[252] _Honor est quod onus alleviat_, leggesi ne’ due diplomi dati il 10 aprile duodecima Ind. (1299) per la tradigione che racquistava a Carlo II le terre di Martorano e Taverna. Nel r. archivio di Napoli, reg. citato 1299, A, fog, 13 e 38, a t.

[253] Nic. Speciale, lib. 4, cap. 12, 13.

[254] Diploma del 24 giugno 1299, nel r. archivio dì Napoli, reg. seg. 1299, A, fog. 113, a t.

[255] Nic. Speciale, lib. 4, cap. 14.

Il tempo della morte di Corrado Lancia si argomenta anco da un diploma del 15 giugno 1299, sottoscritto da Vinciguerra Palizzi cancellier del regno, in Testa, op. cit., docum. 17.

[256] Del tradimento di costui fa fede anco un diploma di Carlo II, dato a 13 settembre tredicesima Ind. (1299), col quale son rimesse tutte lor colpe a Salvacossa, protontino d’Ischia, e agli altri abitanti che piegarono a parte siciliana, ma poi, _succedentibus prosperis_, dice il diploma, tornarono in fede. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1299–1300, C.

Surita, Ann. d’Aragona, lib. 5, cap. 37, 38.

[257] Nic. Speciale, lib. 4, cap. 18.

Anon. chron. sic., cap. 62 e 63, e diploma di Federigo, dato il 6 luglio 1299, ivi trascritto.

Veggansi ancora, Annali di Forlì, in Muratori, R. I. S., tom. XXII, pag. 174.

Cronaca di Bologna, ibid., tom. XVIII, pag. 304, dove è errato il giorno della battaglia, e portato il numero delle nostre galee a 33, delle nemiche a 55.

Cronaca di Cantinelli, presso Mittarelli, Rer. Faventinarum script. Venezia, 1771, pag. 311.

Ferreto Vicentino, in Muratori, R. I. S., tom. IX.

Tolomeo di Lucca, ibid., tom. XI, pag. 1303.

Gio. Villani, lib. 8, cap. 29, che si mostra assai male informato dei fatti di tutta questa guerra. Ei fa montare le galee nemiche a 70, e le nostre a 60, e dice Federigo Doria ammiraglio dell’armata siciliana. I nostri storici tacciono il nome di questo ammiraglio.

Una delle galee siciliane prese in questa battaglia fu prestata dal governo di Napoli a Francesco Ildebrandini di Firenze. Diploma dato di Napoli a 20 luglio duodecima Ind. (1299), reg. cit., 1299, A, fog, 174, a t.

[258] Annali di Forlì, in Muratori, R. I. S., tom. XXII, pag. 174. Vi si legge qualche errore nella cronologia di questi fatti; ma ciò non toglie alla ragione probabilissima che l’autore assegna a questa partenza di Giacomo, da non potersi spiegare abbastanza con la moderazione verso il fratello, o infedeltà con parte angioina, che gli attribuiscono gli scrittori guelfi.

La stessa ragione è detta nella cronaca di Cantinelli citata nella nota precedente. Ivi si legge che Giacomo tornò in Catalogna, _quia dominus papa Bonifacius noluit sibi dare stipendia que sibi promiserat_.

[259] Questa testimonianza dello Speciale, acquista maggior fede da’ documenti del r. archivio di Napoli.

Diploma del 24 giugno 1299, pel quale si provvede che i condottieri, con le compagnie mercenarie, si faccian trovare a Nicotra, ove andrà Giacomo con la flotta a imbarcarli. Reg. 1299, A, fog. 96 a t., e 113 a t.

Due diplomi del 20 luglio duodecima Ind. indirizzati a Egidio di Foloso e Stefano Testardo, condottieri, perchè subito si portassero a Nicotra per passare in Sicilia. Quivi si legge che il governo angioino facea opera a mandare in Sicilia quanta maggior forza potesse. Ibid., fog. 182.

[260] Nic, Speciale, lib. 4, cap. 15.

[261] Diploma del 5 agosto 1299, pubblicato dal Testa, op. cit., docum. 19. Si prometteano a Giacomo per tutta la sua vita 2,000 once all’anno, e 6,000, nel caso che si racquistasse tutta l’isola.

[262] Diploma del 18 luglio 1299, da’ Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. G. 1, fog. 190.

[263] Nic. Speciale, lib. 4, cap. 15.

Anon. chron. sic., cap. 63.

[264] Nic. Speciale, lib. 4, cap. 14. Leggesi nell’Anon chron. sic., cap. 62, la citata epistola di Federigo, data di Messina a 6 luglio 1299, pubblicata ancora in altre opere.

[265] Diplomi del 19 luglio duodecima Ind. (1299). Rostaino Cantrlemi, eletto capitano dell’armatetta, che dovea partir subito contro le ribelli isole d’Ischia, Procida, Capri. Nel r. archivio di Napoli, reg seg. 1299, A, fog. 152 e 173.

Diploma del 20 luglio. Promessa di perdono agli uomini delle dette tre isole, Ibid., fog. 152.

Diploma del 29 luglio. Pei fanti e cavalli d’Aversa, levati per la fazione d’Ischia. Si dovean pagare i primi alla ragione di grana dieci al giorno, i secondi di un tarì e grana dieci al giorno. Ibid., fog. 177.

Diploma del 30 luglio duodecima Ind. 1299, anno 15 di Carlo II, indirizzato alla moglie di Tommaso di Mattafellone. Dopo la recente vittoria navale su i nemici, Ischia e Capri erano tornate al nome regio. Perciò liberasse immantinenti Corrado Salvacossa, datole prigione per iscambiarlo col marito di lei, prigione de’ nemici, al quale sarebbe provveduto altrimenti. Ibid., fog. 133.

Diploma del 31 luglio, ibid. Somigliante comando a Ludo de Huc, al quale il governo avea dato il prigione Giovanni Abbate d’Ischia, in compenso de’ danni che Ludo avea sofferto una volta, prigione in man de’ nemici. In entrambi questi diplomi si fanno grandi parole della vittoria che, _jam patet in orbem_, e della clemenza verso gli abitatori di Capri e Ischia.

Diploma del 13 settembre tredicesima Ind. (1299), per tenersi Ischia in demanio. Reg. seg. 1299–1300, C, fog. 3.

[266] Due diplomi dati di Salerno il 16 agosto duodecima Ind. (1299), pel quali Pietro Salvacossa milite è eletto protontino d’Ischia, e si vede che queste uficio era di comandante in secondo luogo nell’armata. Vi si leggono straordinarie lodi ed espressioni di benevolenza per costui. Reg. cit. 1299, A, fog. 170, a t.

Diploma dato dì Salerno il 16 agosto duodecima Ind., nel quale costui è eletto capitan generale delle navi nel regno di Napoli: _Te igitur capitaneum vassellorum nostrorum que armantur et armabuntur in antea in partibus istis pro tempore generalem, Rogerio tamen de Lauria militi regni Sicilie et Aragonum ammirato dilecto consiliario familiari et fideli nostro cum in partibus istis erit superioritate officii reservata, duximus usque usque ad beneplacitum majestatis nostre statuendum eum plena meri et mixti imperii et gladii potestate_, etc. ibid., fog. 171.

Diploma del 4 ottobre tredicesima Ind. 1299, 15º del regno di Carlo II, pel quale è riconceduta a Pier Salvacossa, protontino d’Ischia, la terra di Castronovo in val di Mazzara presso Vicari, e i casali di Palagonia, Calaczura e Calatalfati in val di Noto. Reg. seg. 1299–1300, C, fog. 6.

Diploma del 4 agosto tredicesima Ind. 1300, dal quale si vede che Salvacossa era naturale d’Ischia. Ibid., fog. 71 a t.

[267] Docum. XXXI.

Un altro diploma del 17 luglio, a Tommaso di Ortona, tesoriere presso Roberto, dispone che delle once 2,000 mandategli in carlini d’oro e d’argento e tornesi d’argento, si pagassero le genti d’arme lasciate da Giacomo in Sicilia, compresivi i 100 cavalli di Ruggier Loria. R. archivio di Napoli, reg. seg. 1299, A, fog. 174.

Un altro del 29 luglio porta la elezione di Giovanni di Porta a maestro razionale nell’isola di Sicilia presso Roberto. Ibid., fog. 132 a t.

Talchè si può argomentare che la corte angioina volesse far mostra d’istituire presso il vicario di Sicilia un ordinamento di amministrazione speciale, rendendo alla Sicilia que’ benefici che le erano stati tolti per le novazioni di Carlo I.

[268] Diploma del 18 luglio duodecima Ind. (1299). Una nave di mercatanti italiani avea portato in Milazzo vin greco e altre merci, che sembran d’uso domestico, a Ruggier Loria. Ei ne pagò parte; per lo rimanente, che volea gittar addosso a Carlo, die’ in pegno argento e masserizie. E Carlo infatti, tolse su di sè il debito, ragionandolo sugli stipendi dell’ammiraglio. R. archivio di Napoli, reg. seg. 1299, A, fog. 155 a t.

Diploma dell’ultimo luglio Duodecima Ind. Per biscotto da consegnarsi a richiesta di Giacomo o dell’ammiraglio. Ibid., fog. 200.

Diploma del 2 agosto duodecima Ind. Per mandarsi una galea con foraggi a Gualtiero conte di Brienne e di Lecce, militante in Sicilia. Ibid., fog. 136 a t.

Diploma del 19 agosto. Per farsi tornare all’armata in Sicilia alcuni marinai di castell’Abate, che se n’eran fuggiti. Ibid., fog. 138 a t.

Diplomi dell’11 e 29 agosto 1299, per grano, orzo e semola mandati all’esercito in Sicilia, nell’Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. II, pag. 222 e 223. Dall’ultimo di questi diplomi si scorge, che nel corso d’agosto si sparse nuova in Cotrone che Roberto si fosse ritirato di Sicilia, onde fu venduto in quella città un carico di vittuaglie ch’era a lui destinato.

Ricadono a un di presso in questo tempo, e perciò le noto qui, le seguenti concessioni feudali che non mi è paruto accennare nel testo, ma pur possono mostrare, che la corte di Napoli non cessava di gratificar di beni i suoi settatori più fedeli.

Diploma del 19 marzo duodecima Ind. 1299, pel quale fu conceduto a Squarcia Riso milite, il castello e la terra, _Sancti Filadelli_ (San Fratello) _situm in valle Demonis_, in vece di quel di Sortino, datogli _olim serviciorum tuorum intuita_, ma tenuto da’ Siciliani. R. archivio di Napoli, reg. 1299, A, fog. 48 a t.

Diploma del 24 luglio duodecima Ind. Conceduta a Matteo ed Arrigo Riso militi, e a Francesco Riso da Messina, la terra di Geremia in Calabria. Ibid., fog. 149.

Diploma del 24 luglio duodecima Ind. Ratificata la concessione feudale del castel di Baccarati in vai di Noto, presso Aldone e Caltagirone, che Giacomo re d’Aragona avea già fatto a Filippo de Porta, in cambio di Castrocucco, da lui posseduto in Principato. Ibid., fog. 155.

Diploma senza data, che trovasi nello stesso registro 1299, A, appartenente alla duodecima Ind. cioè infino al 31 agosto. Pel castello di Cuttuli in Principato, già promesso a Ruggier Loria in restituzione o dono. Ibid., fog. 113.

[269] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 1 e 2.

La morte ignobile e povera di costui è detta dallo Speciale. I documenti tratti dal r. archivio di Napoli, che qui notiamo, provano che la corte angioina dapprima volle dar qualche facoltà a questo gran feudatario siciliano, ma lo spregiava come avvien sempre a’ traditori.

Tre diplomi del 26 aprile tredicesima Ind. (1300). Manfredi Maletta conte dì Mineo è fatto castellano di Manfredonia; e insieme si provvede a tramutare in Barletta i prigioni ritenuti in quella fortezza. Reg. seg. 1299–1300, C, fog. 146 a t.

Diploma del 12 maggio tredicesima Ind. Perchè la prescrizione non noccia a Manfredi Maletta, ritenuto da buone ragioni a sperimentare i suoi dritti su certe castella. Ibid., fog. 221 a t.

Tre diplomi del 18 maggio seguente. Perchè il castel di Manfredonia fosse consegnato a Maletta, ma i prigioni e le armi tramutati nel castel di monte Sant’Angelo, e le vittuaglie consegnate a un cittadino di Manfredonia. Ibid., fog. 250.

Diploma del 30 luglio tredicesima Ind. 1300. Era stata commessa al Maletta, ancorchè degno di cose maggiori, la custodia di Monte Vulto _cum gualdo suo et vallis Vitalbe_. Ibid., fog. 291.

Diploma del 3 agosto seguente. Ritoltagli questa custodia, perchè appartenea a Giovanni di Monforte. Ibid., fog, 264.

Diploma del 18 agosto tredicesima Ind. Legittimazione di Matteo Maletta, figliuol naturale del. _vir nobilis comes Manfridus Malecta. V’era scritto ancora comes Minei_, e si vede cancellato. Ibid., fog. 396 a t.

Diploma del 1 settembre decima quanta Ind. (1300). È affidata al conte Manfredi Maletta la custodia della regia foresta e palagio di San Gervasio. Ibid., fog. 176.

Si vede da questi diplomi qual poca fidanza avesse il governo angioino in questo sciagurato, e quanto lo disprezzasse nei medesimi favori che gli dispensava, per allettare coll’esemplo i baroni siciliani all’abbandono della santa causa ch’avean preso a sostenere.

[270] Nic. Speciale, lib. 6, cap. 3, 4, 5.

[271] _Quondam pater patriae, qui Romanos hactenus redolebas. Ibid._, cap. 7.

[272] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 6.

[273] Diplomi di Federigo, dati la più parte di Castrogiovanni d’ottobre 1299, co’ quali confermò alla città di Caltagirone le sue leggi e consuetudini, la proprietà de’ suoi beni, la franchigia della tassa de’ marinai, e le die’ inoltre un casale e un feudo. Privilegi di Caltagirone, lib. 1, fog. 1, 25 e 48, citati dal padre Aprile, Cronologia di Sicilia; cap. 22 a 25.

[274] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 7.

Anon. chron. sic., cap. 64.

Montaner, dopo lungo silenzio, ripiglia in questo tempo la narrazione de’ fatti di Sicilia, con dire al capitolo 190, che il duca Roberto era già in Catania, consegnatagli da messer Virgilio, dice egli, di Napoli, e due altri cavalieri. D’altronde ei si mostra non men restio che male informato, nel parlar di queste vicende.

I nomi de’ traditori e la liberalità senza misura che adoperò con essi la corte angioina, si veggono da’ seguenti diplomi. Le prime concessioni sonvi date il dì 11 ottobre 1299; e indi è da argomentare che quel giorno, o poco innanzi, entravano i nemici nella tradita Catania.

Diploma del 26 dicembre tredicesima Ind. (1299). _Attendentes fidem et merita fructuosa Virgilii de Catania militis_, il re lo elegge consigliere e famigliare suo, e lo raccoglie nella regia casa. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1299–1300, C, fog. 42 a t.

Diploma del 29 dicembre tredicesima Ind. 1300 (deve intendersi anche 1299, secondo il nostro computo, perchè la cancelleria angioina, come abbiamo notato più volte, ragionava il nuovo anno dal venticinque dicembre). È conceduto a Virgilio de _Catania_ milite, il castel di Vicari e il casal di Ciminna. Fatta la concessione da Roberto, ratificata dal re con questo diploma. Ibid., fog. 41.

Diploma del 9 gennaio tredicesima Ind. (1300). Confermato a Margherita di Scordia da Catania, _filia quondam magistri Michaelis de Sanducia_, il casale di Scordia in val di Noto, ch’essa ebbe per successione del padre. Ibid., fog. 180 a t. Credo che costei fosse la moglie di Virgilio, che forse n’ebbe in dote il feudo di Scordia, e prese questo titolo col quale il chiama sempre Speciale.

Diploma del 20 luglio tredicesima Ind. 1300, anno 16 di Carlo II. Vi è trascritto un privilegio di Roberto, dato di Catania a dì 11 ottobre tredicesima Ind. (1299), pel quale furon dati in feudo al detto Virgilio il tenimento _Piccarani_, tenuto da Matteo di Termini ribelle, il tenimento _Scorpionis et casale Chifala_ (forse Cefalà Diana), nella Sicilia oltre il Salso; sotto condizione di dargliene compenso, se gli uomini di quelle terre tornassero in fede a patti. Ibid., fog. 67.