La Guerra Del Vespro Siciliano Vol 1 Un Periodo Delle Storie Si
Chapter 32
[16] Brevi di Martino IV, dati d'Orvieto, il 10 e il 26 maggio 1284, trascritti in un diploma del cardinal di Santa Cecilia, dato di Vaugirard il 7 luglio seguente, negli archivi del reame di Francia. J. 714, 6.
Raynald, Ann. ecc., 1283, §§. 24 e 35.--1284, §. 4.
Saba Malaspina, cont., pag. 394.
[17] Breve dato d'Orvieto, il 25 giugno 1284, negli archivi del reame di Francia, J. 714, 7.
[18] Breve dato di Perugia, il 30 ottobre 1284. Ibid. J. 714, 8.
[19] Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 25. In questa bolla forse è errato l'anno, o il nome del papa.
[20] Diplomi di Giacomo, re di Maiorca, dati di Palayrac, il 16, e di Carcassonne, il 17 agosto 1283, negli archivi del reame di Francia, J. 598, 4, 5.
[21] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 42.
[22] Montaner, cap. 104.
[23] Lello (Michele del Giudice) Descriz. del tempio di Santa Maria di Morreale, parte 2, pag. 21. Maurolico, Hist. Sic., lib. 1, pag. 15, ed. Messina 1716; il quale aggiugne ch'eran d'eccellente oro, e n'entravan 72 in una libbra.
Paruta, Numismatica Sic. in Burmanno, Thes. Ant. Sic., tom. VI, pag. 1231.
Vero egli è che nel secol XIII la leggenda «Cristo vince» fu posta in varie monete siciliane, costantinopolitane, e di altri stati; ma sembra che da Pietro fosse scelta apposta all'intendimento che io ho detto; e la rincalzò con quell'altra più significativa «La somma possanza in Dio è.»
[24] Veg. il cap. 8.
[25] Gio. Villani, lib. 7, cap. 87.
Accenno senz'altro una diceria di papa Martino su la deposizione di Pietro d'Aragona, e una risposta di Pietro, scritte in versi leonini, che ho trovato nei Mss. latini della Bibl. reale di Parigi, 2477, fog. 83. Quattordici di questi versi son regalati al papa, quattordici al re; e tutto è manifestamente la fattura d'uno dei più ottusi ingegni del tempo, senza una sola frase che possa meritare attenzione, sia istorica, sia letteraria.
[26] Le Parnasse Occitanien, ou Choix de Poésies originales des Troubadours, Toulouse, 1819, pag. 290, 291. Ivi si leggono questi versi di Pietro d'Aragona, e le risposte del trovadore Pietro Selvaggio e del conte di Foix.
[27] D'Esclot, cap. 108 e 109.
Montaner, cap. 104.
[28] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 52.
[29] Diploma del 12 gennaio 1284, in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 264.
La politica d'Eduardo è spiegata in un'altra lettera del 12 gennaio 1283, presso Rymer, loc. cit. Edoardo rispondeva alla regina Costanza, che governando l'Aragona in assenza di Pietro, avea caldamente pregato il re d'Inghilterra a intervenire in suo favore contro le minacce di Filippo l'Ardito. Eduardo promettea di fare a ciò ogni sforzo con le negoziazioni; nessuno con le armi.
[30] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 52.
[31] Montaner, cap. 102 e 120.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 34, 47, 51, 59.
[32] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37.
[33] Raynald, Ann. ecc., 1284, §§. 11 e 12.
[34] Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nel Baluzio, Marca Hispanica. «_Quae recte doloris insula nuncupatur_,» scrive della Sicilia il frate cronista, a proposito delle scomuniche e guerre che per cagion di lei erano piombate addosso al suo paese.
[35] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37, 38.
[36] D'Esclot, cap. 106.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 83, 85.
Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. script. tom. V, pag. 542.
Montaner, cap. 111.
[37] D'Esclot, cap. 132.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 38 e 39,
Bart. de Neocastro, cap, 91.
Carbonell, Chron, fog. 76. Carbonell scrisse nel secolo XV, ma con gli archivi d'Aragona a sua disposizione. Ei dice che i Catalani furono men baldanzosi verso Pietro, «così ne ottennero maggiori concessioni, o per dir meglio la restituzione di quelle franchige che Pietro avea annullato per collera e naturale avversione. Il Carbonell narra in quest'incontro un fatto assai bizzarro: che i Catalani chiamati al servigio militare, vi si presentarono con le lance senza ferri e le guaine senza spade né pugnali; e richiesti di tale strana apparenza, risposero umilmente: esser così venuti per non fallare il giuramento al re, che avea bruciato lor carte di costituzioni, libertà, e privilegi; e che a rischio di perder beni e persone il seguirebbero così inermi dovunque ei volesse. Pietro, mitigato a tal sommissione, rese le franchige per un diploma dato di Barcellona a dì 11 gennaio 1283 (1284 secondo il nostro computo dell'anno che comincia dal 1º gennaio). Veg. anche Feliu, Anales de Cataluña, lib. 11. cap. 17.
L'autor delle Geste de' conti di Barcellona (nella Marca Hispanica del Baluzio), che è catalano assai caldo, si lagna de' nobili e comuni d'Aragona che negarono gli aiuti al re, ma non fa parola delle dissensioni civili di Catalogna, che in vero furono men aspre.
Del rimanente io ho ritratto più particolarmente quest'abbozzo delle discordie di Pietro coi sudditi dal diligentissimo Surita, il quale, ancorchè non contemporaneo, compilò gli annali su' documenti e scritti de' contemporanei; perchè il Neocastro le accenna appena ancorchè con candore; il d'Esclot sa di troppo cortigiano.
Montaner, cap. 110, con manifesta bugia loda il grande accordo delle corti di Saragozza col re, e la loro prontezza alla difesa. A un di presso dice il medesimo a cap. 112, per le corti di Barcellona.
[38] Surita, Ann. d'Aragona lib. 4, cap. 39, 40, 41, 45, 54, 58, 63.
[39] D'Esclot, cap. 117 e 118
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 44 e 46.
[40] D'Esclot, cap. 130, 132, 133.
Bart. de Neocastro, cap. 91.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 53 a 55.
Montaner, cap. 111, riferisce solamente la scorreria degli Aragonesi in Navarra. In tutti gli altri fatti che gli parean disonorevoli al re, o tace o mentisce.
[41] D'Esclot, cap. 134, 135, 136.
Geste de' conti di Barcellona, cap. 28.
Bart. de Neocastro, cap. 91.
Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 56.
[42] D'Esclot, cap. 181 e 187.
Montaner, cap. 119.
Bart. de Neocastro, cap. 91.
Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
Gio. Villani, lib. 7, cap. 102.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. Il cronista dice 20,000 i cavalli, e infiniti i fanti.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 54.
Veggasi anche il Nangis, nella Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 544.
[43] D'Esclot, cap. 136.
Montaner, cap. 103, 119 e 121.
[44] D'Esclot, cap. 137, 138, 140, 141.
Montaner, cap. 121.
Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, loc. cit., pag. 545, che narra le istigazioni del legato, e scrive male il nome di questa città, _Janua_: e il Villani, Janne, nel lib. 7, cap. 102.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
[45] D'Esclot, cap. 144 e 145.
L'autor delle Geste de' conti di Barcellona, loc. cit., narra anche delle pietre scagliate a voto contro gli Spagnuoli per guadagnar l'indulgenza. Ma non lo dice fatto a dileggio, nè dai soldati, ma dalle turbe inermi, anche di donne, che avean seguito l'esercito a questo solo fine. Trasporta il fatto all'assedio di Girona.
[46] D'Esclot, cap. 139, 140, 142, 143 il quale porta il capitolo delle consuetudini di Barcellona, che prescrivea la leva in massa in caso d'invasione.
Montaner, cap. 119 e 120.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 53 a 60.
Nangis, loc. cit., pag. 545.
Veg. il trattato col re di Tunis, in Capmany, Memorias, etc., tom. IV.
[47] D'Esclot, cap. 146.
Montaner, cap. 122.
[48] D'Esclot, cap. 147 a 155.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
Bart. de Neocastro, cap. 92.
Montaner, cap. 123 a 127.
Forte da questo tempo Carlo di Valois cominciò ad usare il suggello di re d'Aragona, che si vede in molti suoi diplomi fino al tempo della rinunzia in mano di Bonifazio VIII. Da un lato v'ha il re armato di tutto punto, montato sopra un destriero che corvetta ed è coperto di un lungo drappo sparso a gigli: il re tien la spada in alto e lo scudo al petto in atto di combattere. Dall'altro lato il re siede sur una scranna, in sottana e manto reale, con la corona a punte di gigli, e un giglio alla sinistra, alla destra uno scettro sormontato anche del fiordaliso. La leggenda è: _Karolus Dei gracia rex Aragonie et Valencie, comes Barchinonie, filius regis Francie_. Archivi del reame di Francia, J. 587, e in altri fascicoli.
[49] Montaner, cap. 127.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
[50] D'Esclot, cap. 157.
Montaner, cap. 128 e 129.
Bart. de Neocastro, cap. 92.
Nangis, loc. cit., pag. 546.
Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. III, pag. 766.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 61 a 63.
[51] Bart. de Neocastro, cap. 92.
Nic. Speciale, lib. 2, cap. 2.
Montaner, cap. 112, 129, 135.
Veggasi anche d'Esclot, cap. 158 e 165.
[52] D'Esclot, cap. 160 a 164.
[53] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
Bart. de Neocastro, cap. 92 e 97.
D'Esclot, cap. 160.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
Montaner, cap. 128.
Gio. Villani, lib. 7, cap. 102.
Nangis, loc. cit., pag. 546.
Chron. Mon. S. Bertini, loc. cit., pag. 766.
[54] Bart. de Neocastro, cap. 92.
[55] D'Esclot, cap. 157, 158.
Montaner, cap. 128 a 133.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
Nangis, loc. cit., pag. 546.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 63, 64.
[56] D'Esclot, cap. 159.
Bart. de Neocastro, cap. 92.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 65.
[57] D'Esclot, cap. 159 e 165.
Montaner, cap. 134.
Bart. de Neocastro, cap. 92.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. Quivi si legge che Pietro escì col peggio da questo combattimento.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 65.
Di questa scaramuccia fan motto ancora Gio. Villani, lib. 7, cap. 103, Nangis, loc. cit, pag. 547, la Cronaca di S. Bertino, loc. cit., pag. 766, Ricobaldo Ferrarese, Francesco Pipino, la Cronaca di Parma, Tolomeo di Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 15 e 16, in Muratori, R. I. S. tom. XI, e l'Anonymi Chron. sic. narrando brevemente la guerra d'Aragona ne' luoghi citati. Secondo essi, Pietro ebbe una ferita e poi ne morì. Di questa ferita non parlano i contemporanei catalani e siciliani, che potean meglio sapere i particolari, e non aveano ragione a occultar con manifesta menzogna, che un re guerriero morisse di ferita tre mesi appresso la battaglia.
[58] D'Esclot, cap. 165.
[59] Bart. de Neocastro, cap. 93, 94, 95.
Nic. Speciale, lib. 2, cap. 3, e lib. 4, cap. 13.
D'Esclot, cap. 166.
Montaner, cap. 131 e 135.
Gio. Villani, lib. 7, cap. 104.
Anon. chron. sic., cap. 45.
Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 17, in Muratori, R. I. S., tom. XI.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 68, che cita un diploma di re Pietro, relativo al numero de' nemici morti in questa battaglia.
Di questi scrittori, il Neocastro porta a 36 il numero delle galee siciliane, più le 12 catalane di Marquet, che secondo lui si trovarono nella battaglia. L'armata francese era di 40 galee, oltre 15 lasciatene a Roses. Riferisce la particolarità delle 18 galee mandate da Loria a porsi tra la terra e l'armata francese, e delle 30 rimagnenti, con le quali ei di fuori assalì, con le fiaccole accese.
Lo Speciale dice 40 le galee di Loria, 10 le catalane, non assegna il numero delle francesi, ma lo confessa un po' minore.
D'Esclot porta a 30 le galee siciliane recate da Loria, 4 che vennero a raggiugnerlo di Sicilia, e 10 catalane; e oltre a queste, 48, tra saettie e altri legni sottili. Le galee provenzali secondo lui furono 25, ma sì ben armate d'uomini, da valer 40 galee ordinarie.
Montaner dice, 80 le galee tra francesi e italiane, 66 quelle di Sicilia, e che l'armatetta catalana non si trovò nella battaglia.
L'autor delle Geste de' conti di Barcellona, tacendo i particolari, afferma pur l'importanza della cosa; cioè, che Ruggier Loria presso Roses distrusse tutta la flotta nemica, e prese l'ammiraglio G. de Lodeva.
Gli altri o forniscono men particolari, o son da attendersi meno. Ma tra' cinque sopraddetti, e massime tra Montaner e d'Esclot, è grandissima la disparità quanto al numero delle navi francesi. Io terrei pel d'Esclot, che suol essere più veridico del Montaner e più informato; ma mi fa molta specie: 1º. ch'ei non dice il luogo della battaglia, indicato dagli altri con esattezza, ancorchè i più minuti la portino alli scogli delle Formiche, e gli altri al capo di San Filippo, che son luoghi presso il capo di San Sebastiano: 2º. ch'ei confessa, al par che tutti gli altri senza eccezione, distrutta in questa battaglia la flotta francese, da lui portata di sopra a 150 galee; onde ancorchè si voglia supporre disarmata la più parte, e menomate le ciurme, non è probabile che perdute 13 galee delle 25, Filippo l'Ardito non avesse potuto con le 12 fuggite ristorare una flotta uguale almeno a quella di Loria: 3º. che il numero de' morti, e de' prigioni, ch'ei porta a 5,560 e si dee riferire nella più parte alle galee prese, fa sempre supporre la flotta francese assai più numerosa di 25 galee. Computando a un di presso per 210 l'equipaggio d'ogni galea munita al doppio del solito, com'ei dice in questo incontro, e avea già riferito della battaglia di Malta del 1284, si avrebbero da 26 le galee prese o affondate alle Formiche, come furon 12 senza dubbio quelle guadagnate a Malta, le cui genti montavano a un di presso a 2,600 uomini secondo il numero de' prigionieri e de' morti che assegna d'Esclot, anche aggiugnendovi tanti altri feriti quanti morti, e non contando que' delle 8 galee fuggite con Bonvin alla detta battaglia di Malta: 4º. che finalmente i vanti di Ruggier Loria riferiti dallo stesso d'Esclot e gli effetti della battaglia, mal s'accorderebbero con la facile vittoria di 44 galee e tanti altri legni contro 25 galee. Perciò io penso, che il testo del d'Esclot sia stato corrotto da qualche copista, e che si debba creder poco disuguale la forza delle due armate, forse di 40 galee nella nemica, e di poche più nella siciliana; stando al Neocastro il quale si mostra assai bene informato, e poteva esserlo. Ei sbaglia solamente, se non è questo un errore del copista o dell'editore della sua istoria, il giorno della battaglia, che dice avvenuta il 1 ottobre 1285. Credo senza dubbio che seguì nel primo o ne' primi di settembre, da' riscontri di d'Esclot, Speciale, e della ritirata de' Francesi, che fu conseguenza di questa battaglia, ed avvenne certamente in fin di settembre.
[60] Montaner, cap. 136.
[61] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 4.
Bart. de Neocastro, cap. 95.
La sconfitta de' cavalli francesi a Roses è riferita anco dal Montaner, cap. 136.
[62] D'Esclot, cap. 166.
[63] D'Esclot, cap. 165.
Nangis, loc, cit., pag. 546.
[64] Chron. Mon. S. Bertini, loc. cit., pag. 766.
[65] D'Esclot, cap. 167.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
[66] Fu questo dì nel 1285 la prima domenica appresso san Michele, nella quale incominciò secondo il d'Esclot il passaggio dell'oste francese.
[67] D'Esclot cap. 166 e 167.
Montaner, cap. 137, 138 e 139.
Bart. de Neocastro, cap. 97.
Nic. Speciale, lib. 2, cap. 5.
Gio. Villani, lib. 7, cap. 105.
Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 15 e 17, in Muratori, R. I. S., tom. XI.
Nangis, loc. cit., pag. 548.
Cronaca di Parma, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 807.
Ricobaldo Ferrarese, ibid., pag. 142.
Francesco Pipino, ibid., pag. 693.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 69.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
[68] D'Esclot, cap. 168.
Montaner, cap. 140, 141, 142.
Bart. de Neocastro, cap. 97, 100.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 71.
[69] Montaner, cap. 143.
[70] Montaner, cap. 144.
Bart. de Neocastro, cap. 97.
[71] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 6.
[72] Bart. de Neocastro, cap. 99.
[73] Diploma in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 296.
[74] Bart. de Neocastro, cap. 99; ed a cap. 112 replica questi patti la bocca dello stesso Carlo, quando liberato vedea per la prima volta il papa.
Montaner a cap. 115 narra con manifesto anacronismo questo passaggio di Carlo lo Zoppo in Catalogna.
Il Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 72, afferma che ci fossero strumenti pubblici de' preliminari di Cefalù.
In un breve d'Onorio IV, dato il 4 marzo 1287, presso Raynald, Ann. ecc., detto anno, §. 6, si legge che Carlo lo Zoppo, essendo prigione in Sicilia, avea trattato la cessione di quest'isola con le adiacenti e la diocesi di Reggio.
Veggasi anche Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, bolla di Niccolò IV, data a 15 marzo 1288.
[75] D'Esclot, cap. 168.
Montaner, cap. 145, 146.
Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
Nic. Speciale, lib. 2, cap. 7.
Bart. de Neocastro, cap. 100.
Cronaca di Parma, Ricobaldo Ferrarese, Francesco Pipino, ne' luoghi citali.
Bofarull, tom. II, pag. 245, non porta di Pietro altro testamento che quello di Port Fangos.
Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 71, il quale contro il detto del Montaner prova che Pietro non fe' altro testamento. Così dunque non die' alcuna ultima disposizione per lo reame di Sicilia, evitando un passo che l'avrebbe privato della assoluzione della Chiesa, e non lasciando men saldo sul trono di Sicilia Giacomo, fatto riconoscere già dal parlamento di Messina. In morte d'Alfonso senza figliuoli, sostituì al trono d'Aragona successivamente Giacomo, Federigo, e Pietro.
[76] Queste particolarità son cavate da tutti gli storici del tempo che inutile sarebbe citare. Alcune ne dobbiamo al Surita, lib. 4, cap. 71.
Quel che par sì membruto, e che s'accorda Cantando con colui dal maschio naso, D'ogni valor portò cinta la corda. . . . . . . . . . . . . . . . Tant'è del seme suo minor la pianta, Quanto, più che Beatrice e Margherita, Costanza di marito ancor si vanta. DANTE, _Purg_., c. 7.
Carbonell, op. cit., fog. 70, scrive, che Pietro fu chiamato ancora il Francese: ma il vanto mi sembra troppo; e questo soprannome si è dimenticato a ragione.
[77] Purgatorio, canto 7.
[78] Questa particolarità è riferita da Francesco Pipino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, cap. 19.
[79] Morì fuggendo e disfiorando 'l giglio. _Purg_., c. 7.
FINE DEL PRIMO VOLUME.
INDICE.
CAPITOLO PRIMO.
Intendimento dell'opera. Viver civile del secolo XIII. Potenza della Chiesa e della corte di Roma. Condizioni d'Italia e dei reami di Sicilia e di Puglia infino alla metà del secolo. Federigo II imperatore; e papa Innocenzo IV.... Pag. 1
CAPITOLO II.
Papa Innocenzo perseguita Corrado; e alla morte di lui occupa le province di terraferma, e turba la Sicilia. Repubblica in Sicilia. Manfredi ristora l'autorità regia; e l'usurpa. A spegner lui, la corte di Roma pratica con Inghilterra e con Francia. In fine concede i reami a Carlo conte di Angiò. Passata di Carlo in Italia. Manfredi è rotto, e morto a Benevento. Carlo prende il regno. Dall'anno 1251 al 1266.... 11
CAPITOLO III.
La vittoria di Carlo innalza parte guelfa in Italia. Risorgon pure i Ghibellini, e chiaman Corradino all'impresa del regno. Sollevasi per lui la Sicilia. È sconfitto a Tagliacozzo, e dicollato a Napoli. Carlo spegne la rivoluzione in terraferma con rigore, in Sicilia con immanità. Eccidio d'Agosta. 1266-1268.... 32
CAPITOLO IV.
Re Carlo continua e trapassa gli abusi della dominazione sveva. Immunità ecclesiastiche. Novello baronaggio. Gravezze, e modi del riscuoterle. Demani, e bandite. Servigi, e soprusi che nascon da quelli. Amministrazione della giustizia, crimenlese, matrimoni, violenze alle donne. Violazione dei dritti politici. Riscontro delle condizioni di Sicilia e di Puglia. 1266-1282.... 42
CAPITOLO V.
Relazioni straniere di Carlo I d'Angiò. Crociata e trattato di Tunisi. Carlo aspira all'impero greco. S'ingrandisce in Italia. È raffrenato da Gregorio X. Disegni di Niccolò III e nimistà di lui con Carlo. Pretensione di Pier d'Aragona al reame di Sicilia: supposte pratiche di lui per mezzo di Giovanni di Procida. Preparamenti di guerra in Aragona. Esaltazione di Martino IV. Armamenti di Carlo per l'Oriente. Sentimento nazionale manifestato in Italia contro i Francesi. Novelli aggravî che soffrono i Siciliani: richiami, umori, disposizioni loro. 1266-1282.... 73
CAPITOLO VI.
Nuovi oltraggi de' Francesi in Palermo. Festa a Santo Spirito il dì 31 marzo: sommossa: eccidio feroce per la città. Gridasi la repubblica. Sollevazione di altre terre. Adunanza in Palermo, e partiti gagliardi che prende. Lettere de' Palermitani ai Messinesi, i quali seguon la rivoluzione. Ordini pubblici con che si regge la Sicilia, e si prepara alla difesa. Opinione sulla causa prossima di questa rivoluzione. Marzo a giugno 1282.... 114
CAPITOLO VII.
Dolore e rabbia di Carlo all'annunzio della rivoluzione. Ordina la passata in Sicilia. con l'esercito disposto alla guerra di Grecia. Bolla del papa contro i ribelli; risposta loro. e legazione del cardinal Gherardo da Parma. Preparamenti di Carlo. e de' Messinesi. Rotta dei nostri a Milazzo. Sbarco di re Carlo. Principî dell'assedio. Pratiche del cardinale entrato in Messina. Assalti minori. Stormo generale contro la città. Respinti i Francesi. Tentata la fede d'Alaimo capitano del popolo di Messina. Aprile a settembre 1282.... 146
CAPITOLO VIII.
Cagione della debolezza del governo preso nella rivoluzione. Si pensa a Pier d'Aragona. Sua partenza di Catalogna per Affrica; fatti militari; ambasceria a Roma. Parlamento in Palermo. che sceglie Pietro a re. Com'ei guadagna gli animi de' suoi, e accetta la corona. Viene a Trapani. È gridato re in Palermo. Disposizioni per soccorrer Messina; oratori di Pietro a Carlo; ultimi fatti d'arme nell'assedio. Carlo sen ritrae con perdita e onta. Giugno a settembre 1282.... 172
CAPITOLO IX.
Andata di re Pietro a Messina. Macalda moglie d'Alaimo. Fazioni navali. Pietro libera i prigioni di guerra. Parlamento in Catania. Trattato del duello tra i due re. Primi affronti delle soldatesche in Calabria. Carlo parte, lasciando le sue veci al principe di Salerno. Almugaveri. Vittorie di Pietro in Calabria. Vien la reina Costanza co' figli in Sicilia. Principî di scontento tra i baroni siciliani e il re. Parlamento in Messina; ove Giacomo è chiamato alla successione, e ordinato il governo. Movimenti repressi da Alaimo. Gualtier da Caltagirone. Partenza di Pietro per Catalogna. Ottobre 1282 a maggio 1283.... 200
CAPITOLO X.
Nuovi preparamenti degli Angioini contro la Sicilia. Capitoli del parlamento di Santo Martino nel regno di Napoli. Nuove intimazioni del papa a re Pietro e a' Siciliani: bando della croce: sentenza di deposizione di Pietro dal reame d'Aragona, e altre pratiche. Aperta ribellione di Gualtiero da Caltagirone. Vittoria dell'armata siciliana su la provenzale, nel porto di Malta, il dì 8 giugno 1283, e conseguenze di essa. Pratiche del papa a sturbare il duello. Andata di re Pietro in Catalogna e a Bordeaux; esito della scena del duello. Umori dei popoli del regno di Napoli. I nostri occupano alcune terre in val di Crati. Preparamenti di una nuova impresa sopra la Sicilia. Loria assalta con l'armata il regno di Napoli. Battaglia del golfo di Napoli il 5 giugno 1284, e presura di Carlo lo Zoppo. Sollevazione della plebe in Napoli. Maggio 1283 a giugno 1284.... 230
CAPITOLO XI.