La Guerra Del Vespro Siciliano Vol 1 Un Periodo Delle Storie Si

Chapter 25

Chapter 253,763 wordsPublic domain

Ibid. a fog. 13, diploma dato di Nicotra il 3 giugno per lo stesso affare, nel quale si parla di Bartolomeo Bonvin, e si dice che le galee eran già venute a Napoli.

[21] Il d'Esclot, cap. 110, dice espressamente questo caso delle barche di Principato cariche di frutta e vini per Sicilia. Io dapprima non sapea piegarmi a credere che dal reame di Napoli si portassero di tali derrate in Sicilia, massime i vini. Ma bisogna accettar questo fatto economico, alla irrefragabile testimonianza di due diplomi dati di Napoli il 2 maggio duodecima Ind. (1284), pei quali si fece severo divieto alla furtiva estrazione di vini per Sicilia, che si commettea in Sorrento e in Castellamare di Stabia, infingendosi imbarcarli per terre fedeli al re. Dal r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 85, a t. 88, a t. E sempre più si vede la grandissima informazione e diligenza del d'Esclot.

[22] E in vero 27 erano tutti i legni, secondo il diploma del 2 giugno 1283, citato di sopra. La differenza con d'Esclot non sarebbe nel numero totale, ma solo in quello delle galee.

[23] Montaner, cap. 83 e 131, dà lunghe lezioni militari intorno il vantaggio de' balestrieri scritti, o vogliam dire stanziali, e l'impaccio de' terzi remiganti, che nel combattimento facessero da balestrieri. Ei li chiama _tersols_; ed è una voce ch'io non seppi comprendere nell'originale catalano, ma la veggo benissimo spiegata dal Buchon nella sua versione francese, ed. Paris, 1840, pag. 288, _rameurs surnuméraires, attachés en tiers au service d'une rame_. I balestrieri stanziali son detti da Montaner _en taula_, perchè l'uficio dell'arruolamento si chiama taula in catalano. A quest'ordine di balestrieri, non gravati d'altra fatica sulle galee, Montaner dà le continue vittorie de' Catalani in giusta battaglia navale; ma pur confessa che in un'armata era necessario un certo numero di galee co' terzi vogatori, per potere al bisogno dar più vigorosamente una caccia.

[24] La presura di costui nella battaglia di Malta si ritrae da un diploma di re Giacomo, dato di Messina il 19 luglio 1286, in di Gregorio, Bibl. arag., tom. II, pag. 500.

[25] D'Esclot, cap. 110, 114 e 116.

Montaner, cap. 82, 83, 84, 93.

Bart. de Neocastro, cap. 76.

Nic. Speciale, lib. I, cap. 26.

Saba Malaspina, cont., pag. 398, 399.

Il solo d'Esclot, degnissimo di fede, narra quest'ultima correria a Napoli. Montaner, sovente poco esatto, la scrive con qualche divario, e pria della vittoria di Malta.

[26] Giachetto Malespini, cap. 217, 218.

Gio. Villani, lib. 7, cap. 86, 87.

Nello error loro cadde ancora l'autore del Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, pag. 1156.

[27] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 8 a 12, breve dato d'Orvieto a 3 aprile.

Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 541.

[28] Raynald, ibid., §. 13; e Nangis, ibid., pag. 542.

[29] Raynald, ibid., §. 7.

Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 242 a 244.

Questo divieto del papa è affermato ancora nella Cronaca del Monastero di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. III, pag. 763.

[30] Breve del 20 aprile 1283. Negli archivi del reame di Francia, J. 714, 3.

[31] Nangis, loc. cit.

[32] Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, diplomi del 25 marzo e 5 aprile 1283, tom. II, pag. 239, 240.

Ivi nell'epistola a re Carlo si legge: _Kar sachez de verité qe pur gainer teus deus Reaumes come celui de Cezile e de Aragon nous n'en serrions gardeins du chaump où la susdite bataille se fest; mes mettroms peine et travail en totes les maneres qe nous saverons qe pes e acord fust mist entre vous, come celui qe mout le vodroit_.

[33] Ibid. La frase è, avere rifiutato _tut outre_.

[34] Ibid., pag. 241.

[35] D'Esclot, cap. 104.

Questo attestato, che non si legge in alcun altro contemporaneo, toglie tutte le contraddizioni che si troverebbero nell'operare di Eduardo, il quale negava prima il campo, e lasciava poi costruir la lizza, e venire i combattenti. Consegnata per que' giorni la città a' Francesi, s'impediva il duello senz'altra briga.

[36] Questo è accettato dal Nangis, e da altri scrittori di parte francese.

[37] Tutto questo racconto, nel quale non mi è paruto possibile scriver le citazioni a ogni parola, è tratto da:

Saba Malaspina, cont., pag. 399 a 402.

D'Esclot, cap. 104, 105.

Montaner, cap. 80, 85 e seg.

Bart. de Neocastro, cap. 67, 68, 69.

Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25.

Anon. Chron. sic., cap. 44.

Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 7, ed 8, in Muratori, R. I. S., tom. XI, pag. 1188.

Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, op. cit.

Frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 17, in Muratori, R. I. S., tom. IX.

Ferreto Vicentino, ibid., pag. 954.

Vite di Martino IV, ibid., tom. III, pag. 609, 610.

Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 31, 32.

Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script, tom. V, pag. 542.

Paolino di Pietro, in Muratori, R. I. S., agg. tom. XXVI, pag. 39.

Giachetto Malespini, cap. 218.

Gio. Villani, lib. 7, cap. 87.

Memoriale dei podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, pag. 1155, 1156.

Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. III, pag. 764.

Il manifesto di re Carlo al comune di Modena contro Pier d'Aragona, si legge in Muratori, Antiquitates Italicae Medii Ævi, tom. III, Diss. 39, pag. 650.

[38] D'Esclot, cap. 115.

[39] Diploma del 24 gennaio 1284, citato nel seguito di questo capitolo in nota.

[40] Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, diplomi a pag. 254, 255, 259 e le annotazioni, pag. 254.

[41] Raynald, Ann. ecc., 1283, breve del 25 novembre, a §. 46.

Saba Malaspina, cont., pag. 403.

[42] Montaner, cap. 84.

[43] Da quaranta a venti tarì la salma, dice il Malaspina.

[44] D'Esclot, cap. 119.

Saba Malaspina, cont., pag. 403, 404.

Il primo dice dell'occupazione di quelle quattro terre; il Malaspina della sola Scalea.

I due appelli al servigio feudale nel reame di Puglia si leggono nel diploma del 30 ottobre 1283, nel citato Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 257; e nei diplomi del 21 e 31 maggio 1284, ibid., pag. 266, 298. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A. fog. 81 a. t., leggesi un diploma dato di Napoli a 28 aprile duodecima Ind. (1284) per 100 balestrieri e 200 lancieri a piè, venuti poco prima da Firenze, che si mandavano a Ruggiero Sangineto per ingrossar l'oste all'assedio di Scalea.

Montaner, cap. 113, nomina alcuna delle terre occupate, e dice del mal contento nel reame di Puglia; ma confonde questa fazione con quella dell'armata che combattè poi nel golfo di Napoli.

[45] Saba Malaspina, cont., pag. 404.

[46] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 52.

[47] Ibid., 1284, §. 1.

[48] Risposta del podestà, capitani, consiglio e comune di Genova al re di Francia negli archivi del reame di Francia, J. 499, 42.

Il re avea inviato due ambasciadori a richieder Genova che desse _favore, aiuto e giovamento_ al papa e al re di Sicilia, zio del re di Francia, contro il re d'Aragona, _che avea operato contro la Chiesa, contro le inibizioni del papa, e contro il re di Sicilia_, la qual cosa ognun sapea _quanto interessasse la corona di Francia_. Genova risponde essere in pace col re d'Aragona da 170 anni, e non aver cagione di rompere; ma promette che non darà aiuto di navi nè d'armi al re d'Aragona. Non vi ha data in questo diploma, nè nomi sia dei magistrati di Genova, sia dei re; ma le narrate particolarità, infallibilmente il pongono tra gli anni 1282 e 1284. È uno lungo ruolo di pergamena scritto in caratteri del secol XIII, con suggello in cera verde, pendente da una stretta striscia di pergamena e impresso da un lato solamente. V'ha un grifone alato, chiuso in un poligono ad angoli salienti e rientranti a forma di stella, e fuori il poligono la leggenda: _Sigillum Comunis et populi Janue_.

[49] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 10.

[50] Ibid., 1283, §. 40. Il breve al principe Carlo, posteriore al fatto, è dato il 22 aprile 1284.

D'Esclot, cap. 115, riferisce la risposta dei Veneziani.

[51] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 63 e 64.

Quivi si legge la bolla di Onorio, data di Tivoli il 4 agosto, anno 1.

[52] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 40, nel detto breve del 22 aprile 1284.

Saba Malaspina, cont., pag. 418. Veggansi anche i diplomi citati qui appresso per vari imprestiti del papa.

[53] Raynald, Ann. ecc. 1284, §. 13 e 48.

[54] Raynald, ibid., §. 2 e 3.

[55] Saba Malaspina, cont., pag. 402.

[56] Saba Malaspina, ibid.

I viaggi del principe di Salerno si veggono dai vari suoi diplomi, dati di Nicotra, Napoli, Foggia, Brindisi, Bari, nel citato Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 260, 261 e 263; da que' citati nelle annotazioni seguenti, cavati dai registri del medesimo archivio; e da altri dati di Napoli 1 gennaio, Foggia 24 e 29 gennaio, Barletta 1 febbraio, Brindisi 23 a 26 febbraio, Spinacchiola 6 marzo, Melfi 10 a 16 detto, nel registro 1283, A, fog. 15, 16, 16 a. t. 28, 28 a. t.

[57] Diploma dato di Nicotra il 25 novembre duodecima Ind. (1283), indirizzato a tutti gli uomini di tutti i giustizierati del reame di Puglia. Proponendosi il principe di Salerno di andar nella vegnente primavera sopra la Sicilia, con grandissima flotta ed esercito, al totale sterminamento dell'isola, chiedea per tutte le province di terraferma il sussidio «che non pativa differimento, ed era appunto conforme alle recenti costituzioni del re suo genitore.» Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 71.

Altro diploma, ibid., fog. 80 a t., dato di Napoli il 26 aprile duodecima Ind. (1284). È una sollecitazione del sussidio per la impresa contro i ribelli.

Diploma dato di Foggia il 24 gennaio duodecima Ind. (1284) sulle querele _universorum gallicorum et aliorum ultramontanorum in civitate Neapolis commorantium_, lagnantisi che da lor si volesse riscuotere la presente sovvenzione generale. Il principe di Salerno comandava non fossero molestati; perocchè per privilegio di re Carlo erano stati francati da tutte le collette e sovvenzioni, pel passaggio contro la ribelle isola di Sicilia. Ibid., fog., 19, a t.

Diploma dato di Melfi a dì 8 marzo duodecima Ind. (1284), pel quale furon cedute a un condottiere, pei suoi stipendi, once 400 su le sovvenzioni generali dovute da alcune terre. Si legge bandita la sovvenzione _in subsidium expensarum futuri nostri passagii in proximo futuro vere contra rebellem insulam Sicilie_. Ibid., fog. 2, a t.

Un altro diploma, ibid., dato di Napoli 12 aprile duodecima Ind. mostrava queste sovvenzioni non eccedere i limiti, che s'eran posti nei capitoli del parlamento di San Martino.

[58] Diploma del 2 dicembre duodecima Ind. (1283). È la scritta del ricevuto per once 15,000, che la compagnia de' Bonaccorsi di Firenze avea pagato per conto del principe di Salerno in Roma, nel corso dell'anno 1283, in carlini e fiorin d'oro, i primi ragionati a 4, i secondi a 5 per oncia. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A fog. 75.

Altro del 13 febbraio duodecima Ind. (1284), ibid., fog. 99, dato di Bari, dove il principe di Salerno confessa avere ricevuto once 10,000, da papa Martino, tolte in prestito per virtù del permesso di accattare infino a 100,000 once con sicurtà su i beni qualunque della corona; permesso datogli dal padre, con un altro diploma che si trascrive, dato _Salorum in Andegavia_, 1283, 14 luglio undecima Ind., anno 7 del regno di Gerusalemme e 19 di Sicilia.

Conti di Adamo de Dussiaco tesoriere, dal 1 settembre a tutto febbraio duodecima Ind. In que' sei mesi si eran maneggiate meglio che 36 mille once, ritratte da varie partite, tra le quali sono notevoli: once 10,175 di tasse straordinarie, once 16,319 per decime pagate dal papa e da mercatanti lucchesi, once 500 prestate del suo dal cardinal Gherardo, once 695 da mercatanti romani a usura, che sono per l'argento impegnato come nel docum. XII. Le spese sono per arredi, soldi alla famiglia del re, e a cavalli e fanti dell'esercito di Calabria con Artois: e 5,000 once per acconciamento di galee, delle quali once 4,000 mandate in Provenza. Vi si leggono i nomi di vari condottieri: Goffredo di Joinville, il visconte di Tereblaye, Ugone de Grenat, Giovanni de Alnect, Pietro de Bremur, Giovanni de Montfort conte di Squillaci, ec. Nel citato reg. 1283, A, fog. 132, 134.

Diploma dato di Melfi a 16 marzo duodecima Ind. (1284) per l'imprestito di once 1,918 da mercatanti senesi. Ibid., fog. 29.

Diploma dato di Napoli a 26 aprile duodecima Ind. (1284). Carlo principe di Salerno a papa Martino. Per l'autorità datagli dal padre di accattare infino a 100,000 once d'oro, avea tolto altre somme di danari. Confessa qui avere ricevuto da Bullono e Vermiglietto, mercatanti lucchesi, once 15,608 di oro sul danaro delle decime ecclesiastiche accordate per la guerra, con guarentigia della santa sede. Richiede il papa che ne dia credito a que' mercatanti. Ibid., fog. 131.

[59] Diploma del 24 settembre duodecima Ind. (1283), Docum. XII. Ivi si leggono i nomi delle varie maniere di vasellame impegnato, e il peso, e quel de' rottami d'argento, e fin di alcuni baltei con borchie d'argento. Vi si trova ancora il riscontro co' pesi di Cologna; talchè pare documento assai importante per cui si travagli delle antichità di que' tempi.

[60] Veg. i conti di Adamo de Dussiaco, citati nella pagina precedente, e un altro diploma del 2 maggio duodecima Ind. (1284) pei danari che lo stesso tesoriero avea tolto in prestito a nome del fisco. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 117. Ibid., a fog. 75 a t., leggesi un altro diploma per altro imprestito da uomini di Solmone.

[61] Diploma dato di Napoli il 29 novembre duodecima Ind. (1283), pel quale si voltavano alle spese della flotta le seguenti somme promesse da città in sovvenzione della presente guerra: da Napoli once 1,000, da Salerno 500, e 100 delle once 200 che avea promesso Nocera. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 74.

[62] Diploma del 27 maggio duodecima Ind. (1284), pel quale si rendea la grazia regia e, mercè once 1,000, anco i beni ai figliuoli di Galgano di Marra giustiziato. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 149. Ibid., a fog. 119 a t., leggesi un altro diploma del 6 maggio duodecima Ind. a favor di Giovanni di Marra figliuolo di Angelo, ch'era stato appiccato, _suis culpis exigentibus_; cioè i mali consigli dati al governo per iscorticare i sudditi.

[63] Diploma dato di Napoli a 25 maggio duodecima Ind. (1284), reg. 1283, A, nel r. archivio di Napoli, fog. 136. Divieto all'entrata de' carlini d'argento stranieri, perchè non si ravvilissero que' del governo, ai quali s'era fissato il valore di grana 12 per ciascuno.

[64] Diploma dato di Napoli il 1 giugno duodecima Ind. (1284). Son lettere circolari per tutte le province, per le quali si destinano commissari regî sopra la esazione delle decime dei beni ecclesiastici. _Sane Reverendus in Cristo pater Dominus G. Sabinensis Episcopus Apostolice Sedis legatus, provida nuper ordinacione decrevit quod super exactionem decimarum omnium fructuum reddituum et provetuum Ecclesiarum quarumlibet existencium in decreta vobis provincia, duorum annorum videlicet, per universos prelatos et Clericos Regni Sicilie citra farum domino patri nostro et nobis gratanter in ipsius legati presencia commissarum_, ec.

Perciò il vicario del re provvedea che N. N. _dilectus et devotus noster in quo nos plene confidimus debeat personaliter interesse_, ec., nella esazione di queste decime. Nel r. archivio di Napoli, registro 1283, A, fog. 147 a t. Ibid. fog. 148, leggesi la circolare indirizzata al medesimo effetto a' prelati, nella quale son da notarsi le seguenti parole: _Quum pridem Reverendo in Cristo Domino G. dei gratia venerabili episcopo Sabinensi apostolice sedis legato apud Melfiam residente, prudentia vestra diligenter attendens quod dominus pater noster et nos sumus sacrosancte romane Ecclesie Speciales filii et athlete, quodque in prosecucione finalis exterminii Sicule factionis..... decimas omnium fructuum_, ec....._in ipsius legati presencia, pro ut veridico relatu didicimus, per biennium liberaliter obtulit et gratiose promisit_, ec. Ibid. a fog. 154, altro diploma dato di Napoli il 2 giugno al medesimo effetto.

Mi par che resti dubbio se questi due anni di decime _promesse_ nel concilio di Melfi per influenza del legato Gherardo da Parma, cardinale vescovo di Sabina, siano state oltre quelle accordate già dal papa; ovvero se il legato abbia voluto richiedere di faccia a faccia tal promessa a' prelati per incontrar minori ostacoli a quel pagamento, che d'altronde dovean fare per lo comandamento del papa. Io penderei al primo di tali supposti.

In questo o in altro concilio di Melfi, gli ordini religiosi militari furon tassati di gente, ma forse poi detter danaro in compenso. Ciò si vede da un diploma dato di Napoli il 26 aprile duodecima Ind. (1284): _Fratri Falconi de ordine militie Templi Vice Preceptori in Apulia. Cum pridem in Concilio per Venerabilem in Christo patrem Dominum G. Sabinensem Episcopum apostolice sedis legatum apud Melfiam sollempniter celebrato, quatuor milites et sexdecim scutiferos armigeros equis et armis decenter munitis,_ ec., furono promessi da voi; mandateli senza dimora, o, in vece di essi, once 50. Reg. med. 1283, A, fog. 83. Al fog. 123 a t. si leggon altri simili diplomi dati il 29 aprile, indirizzati agli Spedalieri di S. Giovanni in Barletta e Capua.

[65] Diploma dato di Napoli 5 maggio duodecima Ind. Il vicario chiama alcuni armigeri pisani in suo aiuto, a' suoi soldi. Nel r. archivio di Napoli reg. cit. 1283, A, fog. 131 a t.

Ibid. diploma di Napoli 7 maggio duodecima Ind. A tutti i soldati che dovean venire a' suoi stipendi sotto Giovanni de Apia (d'Eppe). Promette loro che appena messo piè in Napoli, avran la moneta del soldo par tre mesi; e che non vedendosi pagati, vadano pur via.

Ibid. diploma del dì 8 maggio a Giovanni d'Eppe, negli stessi sensi, aggiungendo che a S. Germano toccherà i primi tre mesi di stipendio, e poi sarà pagato di trimestre in trimestre.

Ibid. diploma del 19 maggio, docum. XVII.

Ibid. diploma del 20 maggio. Mandato fatto ad Adamo Forrer capitano del patrimonio di San Pietro, a richiedere con qualche condizione quegli aiuti ch'avean profferto i comuni di Perugia, Viterbo, Orvieto e altri degli stati pontificî.

[66] Diplomi del 28 gennaio, 24 febbraio, 3, 7, e 17 aprile, 3, 4, 5, e 21 maggio 1284, dalle pergamene del r. archivio di Napoli, nel citato elenco, tom. I, pag. 260 a 266.

[67] Concessioni di beni allodiali e feudali se ne trovan molte fatte in questo tempo, reg. cit. 1283, A, fog. 117 a t. 126, ec.

[68] Docum. XVI.

[69] Diploma dato di Napoli a 15 maggio duodecima Ind. (1284) per pagarsi once 100 per nolo della nave genovese di Simone Malleno. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 104 a t. E un altro del 20 giugno 1284, per la nave di un genovese Navarro, citato nel seguito del presente capitolo.

[70] Dapprima il principe di Salerno avea affidato l'armata a Guglielmo Alamanno, e Arrigo Girardi. Diploma dato di Nicotra il 27 settembre duodecima Ind. (1283), nel citato registro 1283, A, fog. 59 a t.

Nel mese di novembre cominciò a incalzare nei provvedimenti per la flotta; e preposevi un uomo di maggior nome, Iacopo de Brusson, come si vede da' seguenti diplomi del medesimo registro.

Napoli 24 novembre per l'armamento delle navi in Napoli, fog. 71, a t.

Napoli 26 novembre, parecchi diplomi per le navi in Salerno, ibid.

Napoli 26 novembre a Iacopo de Brusson vice ammiraglio. Lunghi ordinamenti a racconciar la flotta; e si dice data ad _extaleum_ in Napoli la costruzione di dodici galee per la somma di once 120 per ciascuna, fornite di tutto, fog. 73.

Napoli 27 novembre, altri provvedimenti; e si fa nota la elezione di Brusson a vice ammiraglio, fog. 72.

Napoli 4 gennaio, duodecima Ind. (1284), per farsi biscotto da servire alla flotta nel passaggio di Sicilia, nella primavera vegnente. Ibid. fog. 15.

Altro ibid. fog. 16, dato di Foggia il 29 gennaio al medesimo effetto.

Altri ibid. fog. 42, dati di Brindisi, 20 e 24 febbraio allo stesso fine.

Nella primavera del 1284, come strignea il tempo all'impresa, il governo angioino raddoppiava le sue cure per la flotta.

Diploma dato di Napoli a 15 aprile duodecima Ind. vietando che niuna nave uscisse da' porti di Puglia, poichè tutte servivano alla imminente impresa siciliana. Reg. cit. 1283, A, fog. 30, a t.

Diplomi dati di Napoli l'ultimo aprile duodecima Ind. perchè fosser subito varate le galee in Gaeta, e fornite di tutto per l'immediato passaggio in Sicilia. Reg. citato, fog. 84 a t. e 89 a t.

Altri diplomi della stessa data e del 3 aprile, ibid. fog. 88, 100, a t. e 30, dai quali si vede raccolta su i porti dell'Adriatico, grande copia di grasce e altre vittuaglie per l'impresa di Sicilia.

Diploma dato di Melfi a 13 marzo, per dar favore ad alcuni mercatanti de' Bonaccorsi, incaricati dal re ad incettar frumento. Se i proprietari facessero mal viso, fossero sforzati a dar il grano a giusto prezzo. Reg. citato, fog. 43.

Altro diploma del 26 aprile, perchè dalle regie armerie si fornissero all'ammiraglio 400 giachi, e due casse di quadrella, da armarne nove galee in Salerno. Ibid., fog. 121.

Altro del 1 maggio, dato anche di Napoli, perchè si consegnassero 20 migliaia di quadrella di due piedi e 40 migliaia d'un piede, per uso della flotta. Ibid. fog. 113 a t. E al medesimo effetto parecchi altri diplomi che tralascio per brevità; ma è da notarne uno del 12 maggio indirizzato al castellano di castel Capuano di Napoli, ov'eran le armerie, la zecca, ec. Da questo si veggono i nomi delle varie maniere d'armi da consegnarsi al vice ammiraglio: _balistas, quarrellos ad unum et duos pedes, conuculos pro..... igne, lanceas, Jaccarolos, rampicullos, prodas cum catenis earum, scuta, squarzavella, pavensia, et queque alia arma_, fog. 113. a t.

Nello stesso tempo Carlo lo Zoppo, che fu questa sola volta guerriero in tutta la sua vita, si facea fabbricare armature per sè. Un diploma del 27 febbraio, ibid. fog. 114, accenna il pagamento di cent'once fatto a questo fine; e un altro del 12 maggio provvede al soddisfacimento del compiuto prezzo. Ibid. fog. 108.

Si prepararono ancora molte macchine da guerra, delle quali par che fossero espertissimi i Saraceni della colonia siciliana trapiantata in Lucera dall'imperator Federigo, una o due generazioni innanzi quest'epoca. Due diplomi del 23 aprile, reg. citato, fog. 91 a t. e 104 provvedono di mandarsi a Manfredonia per l'impresa di Sicilia, quattro _de ingeniis curie_ della fortezza di Lucera de' Saraceni.