Part 6
Era là, silenziosa. Quando uno la guarda, e pensa ch'ella è causa di tanto male, veramente non può imprecare contro di lei nel suo cuore;--no, non può, quando uno la guarda.... Io non ho mai veduto in carne mortale un così grande mistero.
=Una pausa. Il vecchio e la mite sorella rimangono in pensiero, per qualche attimo, chinato il capo.
FRANCESCA DONI, sospirando per l'angoscia che l'opprime.=
Mio Dio, mio Dio! E intanto ora dovrò condurre Beata alla madre, e si rivedranno, dopo tanto; e la piccola capirà la verità, saprà la cosa orrenda.... Come nascondere, a lei che si ricorda di tutte le carezze e ne è folle! L'avete veduta, l'avete udita, dianzi....
=SILVIA SETTALA riappare su la soglia. I suoi occhi sono arsi e tutta la sua persona è contratta da uno sforzo spasimoso.=
SILVIA SETTALA.
Eccomi, Francesca; sono pronta. La stanza è già preparata, maestro, se volete salire.
LORENZO GADDI, =andando verso di lei con la voce tremante di commozione.=
Coraggio! È l'ultima prova.
=Esce per la porta. La mutilata si avanza verso la sorella, anelante.=
SILVIA SETTALA.
Ora va, va! Conducila. Aspetto qui.
=La sorella le cinge con le braccia il collo e la bacia, in silenzio. Poi esce dalla parte del mare, si allontana rapidamente tra gli oleandri.=
SCENA TERZA.
SILVIA SETTALA, =anelante, guarda per mezzo ai rami che il sole obliquo accende. È l'ora estatica. Il giorno è più limpido che i cristalli della stanza bianca; il mare è soave come il fiore del lino, immobile così che le lunghe imagini delle vele rispecchiate sembrano toccarne il fondo; il fiume sembra generare quel gran riposo, versandovi l'onda perenne della sua pace; i boschi salubri, tutti penetrati di fluido oro, si alleggeriscono meravigliosamente, quasi che perdano le radici per nuotare nella delizia del loro aroma; le Alpi marmifere in lontananza segnano nel cielo una linea di bellezza, in cui si rivela il sogno che sorge dal loro chiuso popolo di statue addormentate.=
=Riappare in quel silenzio LA SIRENETTA e s'ode la sua voce pura.=
LA SIRENETTA.
Sei sola?
SILVIA SETTALA, =affannata.=
Sì, attendo.
LA SIRENETTA, =accostandosi.=
Hai pianto?
SILVIA SETTALA.
Sì, un poco.
LA SIRENETTA, =con infinita pietà.=
Sembra che tu abbia pianto un anno. Hai gli occhi bruciati. Troppo ti duole il cuore.
SILVIA SETTALA.
Taci. Non posso premermi il cuore.
=Ella si stringe contro il tronco dell'oleandro più vicino, convulsa, non potendo più sostenere lo spasimo dell'attesa.=
Ora viene, ora viene.
=Ella si distacca dal tronco e rientra nella stanza, come presa dal terrore, con l'atto di chi cerchi un rifugio.=
LA VOCE DI BEATA, =tra gli oleandri.=
Mamma! Mamma!
=La madre sussulta, si volge, spaventosamente pallida.=
Mamma!
=La figlia si slancia verso la madre con un grido di gioia, tutt'accesa in viso, calda, con i capelli scomposti, ansante come dopo una lunga corsa, portando un fascio confuso di fiori. Com'ella si slancia, il fascio cade. La mutilata si china verso le piccole braccia che le avvinghiano il collo; offre la faccia morente ai furiosi baci.=
SILVIA SETTALA.
Beata! Beata!
BEATA, =ansante.=
Ah, quanto ho corso, quanto ho corso! Sono fuggita, sola. Ho corso, ho corso.... Non volevano lasciarmi venire. Ah, ma io sono fuggita, col mio fascio di fiori.
=Copre di nuovi baci il volto materno.=
SILVIA SETTALA.
Sei tutta molle di sudore, sei tutta calda, bruci.... Mio Dio!
=Nell'impeto della tenerezza, ella sta per fare il gesto istintivo di asciugarla; ma si trattiene, nasconde nelle pieghe della veste i suoi moncherini; e un brivido di orrore, visibile, le traversa la persona.=
BEATA.
Perchè non mi prendi? Perchè non mi stringi? Prendimi! Prendimi, mamma!
=Ella si solleva su la punta dei piedi, per essere rapita dall'abbraccio materno. La madre indietreggia, perdutamente.=
SILVIA SETTALA.
Beata!
BEATA, =incalzandola.=
Non vuoi? Non vuoi?
SILVIA SETTALA.
Beata!
=Ella tenta di esprimere il sorriso delle sue labbra smorte che torce l'indicibile dolore.=
BEATA.
Tu giochi? Che nascondi? Oh, dammi, dammi quello che nascondi!
SILVIA SETTALA.
Beata! Beata!
BEATA.
Io t'ho portati i fiori, tanti fiori. Vedi? Vedi?
=Nel volgersi per raccogliere il fascio caduto, ella scorge la sua amica selvaggia; la riconosce.=
Oh, la Sirenetta! Sei là?
=LA SIRENETTA è là, davanti ai cristalli, diritta in piedi, muta testimone, con gli occhi fissi alla madre dolorosa. Come il soffio iterato del vento passa tra le frondi d'un arbusto e le fa tremolare, così il dolore della madre sembra investire e penetrare quell'esile corpo a cui il sole obliquo cinge le sue bande d'oro.=
Vedi quanti? Tutti per te!
=La piccola raccoglie il suo fascio.=
Tieni!
=Si slancia ancora verso la madre, che indietreggia.=
SILVIA SETTALA.
Beata! Beata!
BEATA, =attonita.=
Non li vuoi? Prendi! Tieni!
SILVIA SETTALA.
Beata!
=Ella cade in ginocchio, vinta dal dolore, abbattuta come da un colpo più forte, cade in ginocchio dinanzi alla figlia sbigottita; e un fiotto di pianto, che sgorga dagli occhi come il sangue da una ferita, le inonda la faccia.= BEATA.
Piangi? Piangi?
=Sbigottita ella si getta contro il seno della madre, con tutti i suoi fiori. LA SIRENETTA, caduta anch'ella in ginocchio, prona, tocca con la fronte e con le palme distese la terra.=
[greche: TELOS]
CONCORDANZA.
[greche: Ou nemesis...]
"Ed Elena, prestamente avvoltasi di veli bianchi, uscì dalla stanza nuziale piangendo; e lei seguivano due donne: Etre figlia di Pitteo e Climene dagli occhi bovini. Ed ecco, giunsero alle Porte Scee. Priamo, Pantoo, Timete, Lampo, Clitio, Icetaone alunno di Ares, e Ucalegonte e Antenore fior di saggezza entrambi, sedevano, vegliardi venerandi, sopra le Porte Scee. E la vecchiaia li teneva lontani dalla guerra; ma erano eglino agoreti eccellenti, simili alle cicale che nei boschi appese a un albero versano la lor voce melodiosa. Tali erano i principi dei Troiani, seduti in cima della torre. E, come videro Elena che saliva verso di loro, dissero gli uni agli altri sommessamente queste parole alate:--Certo, È GIUSTO che i Troiani e gli Achei da' bei schinieri patiscano tanti mali e da sì gran tempo, a cagione di una tal donna; perocchè ella somigli in sua bellezza alle iddie immortali."
ILIADE: _raps. III._