La fine dell'amore

Part 5

Chapter 51,984 wordsPublic domain

_Arturo_

_(ha come un lieve soprassalto e si rimette diritto.)_

_Sipario._

ATTO QUARTO

_La medesima stanza. -- È sera. -- Buio._

SCENA I.

ANNA e DIONIGI.

_(Dopo qualche istante di silenzio e di vuoto, Anna vien fuori dalla sua camera.)_

_Anna_

_(ha in mano un lume, che pone sopra un tavolino. Guarda, inquieta, alla finestra. S'accosta alla porta comune, e chiama:)_ Antonio!... Antonio!... _(Poi, tra sè)_ No. Nessuno!... Ritarda molto!... _(Si avvicina al tavolino, pensa e mormora con rabbia, risolutamente: )_ E sia!... Egli continua a tradirmi; io comincio a vendicarmi.

_Dionigi_

_(entra dalla porta comune, e, leggero leggero, senza farsi vedere nè sentire, le si annunzia dandole un bacio sulla spalla.)_

_Anna_

_(voltandosi)_ Oh! Che paura!

_Dionigi_

_(stringendole con effusione ambo le mani)_ Adorabile! Adorata!

_Anna_

Sì, sì, adorabile e adorata, ma siete venuto troppo presto.

_Dionigi_

Sono le undici e venti minuti. Ho visto un po' di luce qui.... Non era il segnale stabilito?

_Anna_

Ah? Questo era il segnale stabilito? O Dio, me n'ero dimenticata! Che volete! È la primissima volta.... Se non mi ci abituo! E poi, già, con la mia testa, non riuscirò mai a ricordarmi di certe minuzie... Intanto, Antonio, il servo, non è ancora di ritorno. Non so.... Io ho un po' di emozione...

_Dionigi_

Fatevi coraggio.... Giù, al piazzale, ho veduto io stesso che vostro marito è montato in carrozza con le due valigette....

_Anna_

E non con Antonio?

_Dionigi_

Sì, anche col servo.

_Anna_

L'ho mandato io ad accompagnare Arturo sino alla stazione... per assicurarmi della partenza: capite?

_Dionigi_

Capisco.

_Anna_

Non si sa mai! E se Antonio non viene a dirmi d'averlo lasciato lì, in treno, ben dentro un vagone, io non posso chetarmi. Una pusillanimità insopportabile, non è vero?

_Dionigi_

Io ci trovo, invece, un _cachet_ particolare, che agli occhi miei vi rende più preziosa!

_Anna_

Senonchè, badate, in me non producono fastidio che i sotterfugi puerili, i pericoli piccini e lontani.... Essi mi umiliano, e mi fanno diventare paurosa... Mentre, poi, nell'imminenza d'un pericolo imponente, _(con molta animazione)_ io sarei grande, sarei un'eroina!

_Dionigi_

_(ha un volontario moto di preoccupazione.)_

_Anna_

... E ciò vi seccherebbe infinitamente!

_Dionigi_

Io non l'ho detto!

_Anna_

Perchè non sarebbe stato molto _chic_ il dirlo....

_Dionigi_

Ma io....

_Anna_

_(interrompendolo)_ Non vi sforzate a protestare. Non c'è scopo! Vi preferisco come siete: cioè poco adatto ai solenni avvenimenti; grazioso, galante, superficiale, di quella gaia superficialità tutta giovanile e tutta sincera che è tanto diversa dalla mia... dietro cui si nasconde, aimè, un disastro....

_Dionigi_

_(spaventato)_ Quale disastro?!

_Anna_

Non ci badate. Io vi preferisco proprio come siete, più abituato ai passatempi che all'amore, più esperto di cavalli che di donne, e più innamorato di voi stesso che di me.

_Dionigi_

Mi giudicate male!....

_Anna_

Non dovreste lamentarvene se, appunto giudicandovi male, io mi sono decisa... a tutto. Non mi rivolgo forse a voi con la speranza che una doccia della vostra frivolezza mi dia la salute? _(Prendendoselo a braccetto confidenzialmente)_ Anzi, sentite, buon Sandro: quando... qualche nuvoletta mi passerà sulla fronte -- ammesso che ve ne accorgiate -- il che non credo --, non ve ne impensierite e andate avanti, sempre avanti!...

_Dionigi_

Sempre avanti!

_Anna_

Intenderete che non può non rattristarmi il fenomeno di questo mio marito, che si ostina ad essere mio marito e che è poi capace di lasciarmi in balìa di cinque uomini per recarsi a ripescare una... delle sue migliori amiche!

_Dionigi_

È poco elegante da parte sua!

_Anna_

Vedendolo partire, ho avuto l'impeto _(con violenza)_ di gittargli sul viso il biglietto con cui voi, in vista della partenza, mi proponevate l'appuntamento di stasera....

_Dionigi_

_(allarmandosi)_ Oh!!!

_Anna_

Ma ho pensato che ciò non sarebbe stato....

_Dionigi_

... di buon gusto....

_Anna_

_(dissimulando subito l'amarezza in un falso sorriso)_ Ecco... Ed è perciò che mi son trattenuta. È innegabile che io non avevo il diritto di cacciarvi in una tragedia!

_Dionigi_

Certamente no! _(Correggendosi)_ Per un uomo come me -- ne siete persuasa -- la maggiore noia cagionata da una imprudenza non è nè il ricevere nè il dare un colpo di spada; ma è, senza dubbio, il compromettere una donna, una dama come voi. Vi amo, Anna, credetemi. Vi amo, oramai, _(con ardore)_ e sono e voglio essere tutto dedito a voi: umile, devoto, pronto a sacrificarvi le mie abitudini, i miei passatempi....

_Anna_

_(intonandosi a lui, ironicamente)_... i vostri cavalli....

_Dionigi_

_(continuando, in buona fede, con espansione)_ Sì, anche i miei cavalli; ma, per carità, che mai uno scandalo, mai una tragedia venga ad offuscare il vostro nome o a far dubitare della mia delicatezza di gentiluomo!

_Anna_

Vi confesso, mio caro Sandro, che questa vostra scrupolosità di persona estremamente corretta non era nel programma da me... _sognato_: ma giacchè, se non mi sbaglio, mi piacete lo stesso,... vada pure per la correttezza! E,... «_puisque ce n'est qu'un rêve_» -- come dice _la Belle Hélène --,allons!_»

_Dionigi_

Molto _chic_!

_Anna_

_(tendendo gli orecchi)_ Una carrozza s'è fermata qui vicino. È Antonio che ritorna.... Respiro. Sarà meglio che il brav'uomo non vi trovi con me, a quest'ora....

_Dionigi_

Dove volete che mi nasconda?

_Anna_

_(guardandolo con grazia e furberia e indicando le sue stanze)_ Lì!

_Dionigi_

Ah! _(Baciandole le mani)_ Grazie! Grazie!...

_Anna_

_(mettendogliene una sulla bocca)_ No, non mi ringraziate.... Non sarebbe di buon gusto....

_Dionigi_

Ah, sì, è vero! _(Esce a sinistra.)_

_Anna_

_(chiamando)_ Antonio! Antonio!

SCENA II.

ANNA _ed_ ARTURO.

_Arturo_

_(entrando con brio)_ Ma che Antonio! Sono io.

_Anna_

_(colpita)_ Come! Tu!

_Arturo_

Antonio è rimasto di là. L'ho mandato a dormire.

_Anna_

Non sei partito?!

_Arturo_

_(con schietta spensieratezza)_ Evidentemente, non sono partito. Mi fai certi occhiacci di maraviglia....

_Anna_

_(imbarazzatissima, ma padroneggiandosi)_ È una cosa abbastanza strana. Ti sei data tanta pena per prendere il treno di mezzanotte....

_Arturo_

Naturalissimo! Mi premeva di partire.

_Anna_

E poi?

_Arturo_

E poi non mi premeva più. Quasi presso la stazione ho incontrato il fattorino del telegrafo, il quale s'avviava comodamente a portarmi quassù un dispaccio. Per fortuna, mi ha visto e mi ha riconosciuto. E quando ho letto il telegramma,... che era un contrordine... del mio notaio,... sono tornato indietro. Nè più, nè meno.

_Anna_

E... dov'è questo telegramma?

_Arturo_

_(sorride)_ Ah ah!... Dubiti come di solito? _(Mostrando il dispaccio da lontano)_ Eccolo qua.

_Anna_

È permesso di leggerlo?

_Arturo_

Perfettamente permesso. _(Quasi glielo porge.)_ Ma non è indispensabile che tu lo legga. _(Se lo caccia in tasca.)_

_Anna_

Non lo leggerò.

_Arturo_

Di': che avevi pensato? _(In caricatura)_ Ch'io fossi ricorso all'espediente della falsa partenza per piombarti addosso all'improvviso e per sorprenderti nell'ora... «dei delitti e degli amori»?

_Anna_

Oh, questo no! Giuro che no. So bene che le cose di questo genere... non ti _somigliano_. Soltanto, sono convinta che quel telegramma... non è del notaio.

_Arturo_

Gelosa!

_Anna_

Chi?

_Arturo_

Tu.

_Anna_

Questo ci mancherebbe, adesso!

_Arturo_

Nondimeno, _(le si avvicina, e le carezza il mento)_ tu sei un pochino in collera con me.

_Anna_

In collera, io, con te?! Non sarebbe di buon gusto.... Cioè, no.... Volevo dire: non sarebbe... giusto.

_Arturo_

_(mettendosela a braccetto)_ Vuoi.... provarmelo di non essere in collera?

_Anna_

Con entusiasmo; ma... in che modo?

_Arturo_

Me lo domandi?...

_Anna_

Ah!... ho bell'e capito: _io_... invece del... _notaio_.

_Arturo_

Che c'entra il notaio?!

_Anna_

Sì sì... la persona del telegramma, insomma.

_Arturo_

Ma che dici! _(Affettuosissimo, conducendola pian piano verso la porta a sinistra)_ Se anche sospetti che quel telegramma sia... di una donna, tu non devi parlare così, perchè non devi ammettere che ti si possa confondere con nessun'altra donna al mondo!

_Anna_

_(dissimula l'intima acredine e simula la medesima cordialità di lui.)_ Sei troppo buono!

_Arturo_

_(desiderosamente, concretando)_ Dunque?...

_Anna_

_(con trepidazione profonda e preparando il suo piano)_ Sia fatta la volontà tua! _(Fermandosi di botto presso la porta)_ Però....

_Arturo_

Però?

_Anna_

Io non avevo pensato neanche vagamente che tu avessi organizzata una falsa partenza per sorprendermi in flagranza di... tradimento. Ma... questa tua repentina recrudescenza coniugale mi fa pensare adesso ciò che non avevo pensato prima.

_Arturo_

Perchè?

_Anna_

Perchè... tu hai una voglia matta di entrare in quella camera.

_Arturo_

Sì, non lo nego; ma... per una ragione... molto più allegra.

_Anna_

È inutile, è inutile: più parli e più sento nella tua voce l'ansia e il tormento di chi, invaso da un dubbio atroce, è avido di vedere, di cercare, di frugare...

_Arturo_

Ma tu vaneggi! Io non sono stato mai tanto tranquillo come questa sera.

_Anna_

Ebbene... _(si stacca da lui, e, con energia, chiude l'uscio, come ha fatto al secondo atto, mettendo in evidenza un'emozione da commediante che nasconde quella vera)_... se desideri ch'io mi persuada d'essermi ingannata, non entrare in quella camera!

_Arturo_

_(dopo un istante di riflessione, battendosi la fronte e schiamazzando con giocondità trionfale)_ Ah, perbacco, ci sono! Stai ricominciando la burletta famosa di quella sera![4]

[4] Da questo punto sino alla fine della scena, l'attore dovrà essere di una vivacità sconfinata e il dialogo dovrà essere serrato e scoppiettante.

_Anna_

No....

_Arturo_

Ti dico di sì! Tu mi monti la macchina.... Mi metti dinanzi la trappola.... Ma questa volta, per quanto è vero che io sono qui, non mi ci pigli!

_Anna_

Ne sei sicuro?!

_Arturo_

Fatica sprecata!...

_Anna_

Eppure, rifletti un po': che manovra carina sarebbe il fingere una burletta come te la feci quella sera, per nascondere veramente qualcuno!

_Arturo_

Tu sei una gran furba....

_Anna_

Lo so.

_Arturo_

E dopo questa minaccia, nessun marito resisterebbe alla tentazione di far capolino lì dentro....

_Anna_

_(sussultando)_ Lo vedi?!

_Arturo_

Ma io..., per non farti divertire a mie spese, non voglio nemmeno guardarlo quell'uscio! In trappola, mia cara, non ci capito più!... E, rinunziando a ciò che stasera molto mi sorrideva,... rimando la continuazione a un'altra volta.

_Anna_

_(rassicurandosi e fingendosi piccata)_ Nulla di urgente, eh?

_Arturo_

_(ride)_ Ah ah ah! L'hai voluto tu! Tienti il tuo seduttore... o il tuo sedotto.... Io mi rassegno alla mia cameretta da scapolo.... _(Andandosene, ride sempre più forte)_ Ah ah ah....

_Anna_

_(con un sincero scatto nervoso)_ Via, non ridere troppo!

_Arturo_

Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! Vado a dormire... coi miei pensieri.... È la minore punizione ch'io ti possa infliggere. Ah! ah! ah!... Volevi farmi il _bis_ della canzonatura, volevi? Ma me n'è bastata una! _(Sulla soglia)_ Io ti saluto,... traditrice!

_Anna_

Va' là.... chè dormirai sulle spine....

_Arturo_

E tu non certo sulle rose! Ah ah ah! _(Ridendo e ridendo, esce a destra, e chiude l'uscio.)_

_Anna_

_(in un misto di alterigia, di pietà e di disprezzo, resta a guardare l'uscio chiuso.)_

SCENA III.

DIONIGI, ANNA, ARTURO.

_Dionigi_

_(entra cauto e frettoloso, in preda all'orgasmo, e, accostandosi ad Anna, pianissimamente le dice:)_ Povera Anna!... Povera Anna mia!... Voi avete camminato sull'orlo d'un precipizio....

_Anna_

_(piano come lui)_ Ma per far piacere a voi, non ci sono caduta....

_Arturo_

_(di dentro, contemporaneamente, canticchia la nota romanza del_ Rigoletto_:)_

«La donna è mobile, Qual piuma al vento...»

_Dionigi_

Io temo, per altro, ch'egli lo abbia qualche sospetto....

_Arturo_

«Muta d'accento e di pensiero....»

_Anna_

Io sono sicura del contrario....

_Dionigi_

_(in gran fretta)_ Ma è bene profittare di questa tregua.... Il mio dovere, Anna, è di salvare voi a ogni costo. Cercherò di aprire il cancello,... di scavalcare un muro,... di sottrarmi,... di sparire, insomma, in un modo qualunque....

_Anna_

_(esterrefatta)_ Ah sì?!

_Dionigi_

A domani, dunque, Anna. A domani.

_Anna_

No, Sandro!... _(Pausa)_.... _(Quasi solenne)_ A mai più!

_Dionigi_

Perchè!?...

_Anna_

Non lo so.... Ma prima che mi salviate, caro Sandro, voglio dimostrarvi che egli non sospetta di niente. Aspettate lì, un momento solo.... _(Lo spinge un po' verso il fondo. Poi si avvicina alla camera di Arturo e chiama:)_ Arturo! Arturo!

_Dionigi_

_(allarmato, agitatissimo)_ Che fate?

_Arturo_

_(continuando il motivo:)_

«La llarà lallà là La llarà lallà... là»

_Anna_

Arturo, non rispondi?

_Arturo_

_(di dentro, in tono scherzoso)_ Che vuoi, traditrice? Che vuoi?

_Anna_

Bada che ho avuto già il tempo di farlo fuggire....

_Arturo_

Male! Se è fuggito, è un pessimo amante!...

_Anna_

E lo sai tu chi era?

_Arturo_

No, angelo mio, no....

_Anna_

Era... il conte Dionigi....

_Arturo_

_(di dentro, ridendo ancora)_ Ah ah ah! Il più imbecille!

_Dionigi_

_(vivamente offeso)_ Oh!

_Arturo_

Non mi ci pigli! Non mi ci pigli!

_Anna_

_(a Dionigi, molto dappresso, a bassa voce, sottolineando argutamente)_ Avete udito... tutto?

_Dionigi_

_(livido, fremendo d'ira, minaccioso, feroce)_ Ma io potrei!...

_Anna_

_(fredda, imponendogli silenzio)_ Sss! Senza tragedie!... Non sarebbe di buon gusto!

_Dionigi_

_(frenando la rabbia)_ Addio, Anna! _(Verso la porta a destra rivolge un gesto di fiera minaccia ed esce rapido dalla comune.)_

_Anna_

_(in una espressione di profondo disgusto, lo segue con lo sguardo; quindi, prende il lume e, scrollando il capo, si avvia a sinistra per ritornare nelle sue stanze. Fermandosi un istante, riflette:)_ E dicono che sia così difficile il serbarsi oneste!...[5]

[5] Nota per l'attrice. L'ultima frase l'attrice dovrà dirla al pubblico, come nelle commedie antiche.

SIPARIO.

_(Fine della commedia.)_