L'ora topica di Carlo Dossi

Part 18

Chapter 183,152 wordsPublic domain

A lui, Francesco Crispi della Sinistra storica, chiese l'eloquenza letteraria, come la Destra la imprestò da Correnti. Col Perelli e Primo Levi da _La Riforma_ era venuto allo statista siciliano in non dissimili intenzioni di quelle che trassero Giosuè Carducci all'ode per nozze della figlia di lui. Si era posto al fianco del ministro tra l'anarchia critica e l'ammirazione per la italiana energia di quell'arditissimo tra li uomini di politica attiva. Allora la giovane Italia bollente d'entusiasmo era uscita di sotto la ferula e la melensaggine del Depretis. «Era[176] stata per molto tempo costretta a rimaner repressa dalla acciaccosa politica del vecchio di Stradella, a mò di una giovane sposa, piena di vita, obbligata a giacersi con un vecchio puzzolente ed a fasciargli le ferite di vergognose battaglie, in cui essa non aveva combattuto»: — nello stesso modo che la spumante Donna Amalia doveva subire il contatto del _vinattiere_ tra la solita compagnia de' suoi sozii: «il[177] quadrilatero napolitano, cioè, composto da Nicotera, De Zerbi, Bernardino Grimaldi e San Donato, tra cui si moveva, come sensale, il Fazzari, se avessero potuto arrivare al potere avrebbero spadroneggiato il Napolitano spogliandolo come lupi affamati».

Su queste indiscrezioni di utilissima opportunità storica, Carlo Dossi ricordava volentieri quelli anni in cui, sbarazzinamente, _Il Don Chisciotte della Mancia_ pupazzettava, colla matita agile ed acuta di _Gandolin: La Real magione di Don Ciccio_. E, là, tra un _Capitan Fracassa_ di carta, alabardiere real — guardaportone — un Don Achille Lanti, debellatore di pacchi postali — un Don Emilio Buffardeci, primo capellano, direttore spirituale, consultore teologo — un Don Petruccio Lacava, gran cacciatore appariva pure una Donna Alessandrina Fortis, «dama di palazzo puramente onorario, perchè le sue attribuzioni sono esaurite dal tempo in cui _Berti filava_»; e si trovava _en habit à la française_ con lavorini e passamani sulla cucitura ed una gran chiave a battergli le polpe deretane e magre «il Cavalier Pisani-Dossi, primo ciambellano del cifrario. L'autore della _Colonia Felice_, colla quale vaticinava chiaramente l'Eritrea, è il geloso depositario dei segreti grammaticali di Don Ciccio, la cui lingua superiore non accetta la sintassi del volgo, nè la pedanteria delle vecchie formole letterarie. Annesso alla carica di primo ciambellano, oltre ad uno stipendio cospicuo, vi ha un proverbio onorifico: «_La chiave non ha ossi, ma fa rompere il Dossi_».

Del resto la sua curiosità d'antitesi se ne è sempre avvantaggiata. Mentre riconosceva in Crispi «una[178] virtù massima, la celerità; ed un massimo difetto: la fretta»; mentre rivolgeva in mente, e ve la conservava per una colonna votiva al Dosso, l'epigrafe: «Francesco Crispi, d'animo grande, fantasiò che l'Italia fosse grande o cercò suscitare negli Italiani la coscienza del loro valore: ma la folla gli rispose che voleva essere piccola e vile, e fra tanto volontari pigmei più gigantesca apparve la sua figura» — non si dissimulava la meraviglia di trovarglisi vicino: «Strana[179] sorte la mia, questa di Carlo Dossi, d'essere diventato lui — lui l'amante e l'entusiasta di ogni nuovo principio e forma avvenire — il collaboratore di un uomo il cui pensiero e la cui dottrina è tutta roba da rigattiere, roba vecchia, senz'essere antica, straccia ed usata». — Forse gli pareva, come[180] ad altri sognatorelli suoi pari, la molteplicità della vita cosa interamente vera?»

Comunque, egli ne sperimentò l'efficacia; e se alcuno mai può vantarsi d'aver vissuto _in triplice partita_ — novissimo calcolo che esorbita dalla computisteria ma è tutto psicologico e letterario, — costui è Carlo Alberto Pisani-Dossi.

Rappresentante del nome italiano al di là dei mari, dalla Columbia portò in patria, nel suo museo di Corbetta, cimelii, studi sopra la civiltà pre-colombiana; dalla Grecia vasi, cocci, memorie, ch'egli si scavò e rinvenne nel suolo eroico, colle proprie mani. Ai gabellieri di Atene veniva, di quel tempo, ordinato di lasciar entrare senza sospetto in città, quest'omino, col cappello a cencio ed a sghimbescio impastranato ed impantanato, reggendo involti preziosamente custoditi sotto il braccio, e che se ne veniva scantonando ratto dalla postierla, guardingo, quasi temesse d'essere scovato: Carlo Dossi, lasciata la politica internazionale, s'era dimenticato, su, alle rovine dell'Acropoli, del Partenone, fuori per lo Stadio, ricercatore indefesso; tornava, in quell'arnese da muratore anarchico bombardiere (e che altro poteva essere l'involto prezioso?) la sera, a palazzo.

Da lui l'arenile di Assab e di Massaua, disgraziata conquista intrapresa da un _bluff_ italiano (inversione di natura, però che prima la funzione e l'organo e dopo il gesto) ebbe il nome rubricante di una sperata porpora coloniale: _Eritrea_: ed a lui, il Negus, gajo ed africanamente volpino, mandò per insegne, sciamma bianco e scarlatto, scudo di cuojo, lancia di frassino e d'acciajo mal temprato, nominandolo _ras_ di sua corte, donandogli denti di elefante con cuneiformi inscrizioni amariche.

Archeologo, consultò il ventre della nostra terra romana e lombarda perchè ci indicasse l'età passata, la forma delle cose scomparse, in cui è conservata l'anima delli avi. Infin il suo silenzio di venti anni è tale e perfetto per coloro che non sono nella sua intimità. Senza dogmatismo, senza preconcetti aperto a tutte le influenze, acuto e previdente per farne suo pro, fu il primo, padroneggiando la forma con isfarzosità d'artista, ad accostarsi, senza partito preso, senza pretesti d'utilità e di morale, senza smanie di professore, alla vita ed alla natura. E di tutti i privilegi, che la natura e la società gli hanno conferiti, solo accolse e pregiò l'aristocrazia, designazione di nascita, genialità. Ha fatto più di quanto Bacone da Verulamio assegna al gentiluomo; non un libro solo, non un solo figlio, ma una sola casa, che sarà modello d'architettura nostra, a meraviglia ed a studio de' posteri.

Oggi, questo suo bel palazzo del Dosso, un'altra pagina letteraria che volle di marmo e di cemento, si illumina di sole e di quiete. Vergine gliela prepararono perchè vi scrivesse le sue memorie perennemente, la genialità architettonica ed originale di Luigi Conconi, con cui, sui progetti già chiaramente tracciati, intervenne l'ordine calmo e meticoloso della materiale esecuzione di Luigi Perrone, felicemente compresi e rifusi nel monumento, fatica di lavoro comacino, fervido disegno ed ordinanza italiana.

Biancheggia tra i cipressi ed i pini; vigila sul Lario si addita da lungi. Dentro, le sale, che il pennello di Carlo Agazzi ha ornate e decorano, ritratti di Tranquillo Cremona ricordano volti, aspetti cari per la famiglia e per la storia; un secolo di passione italiana cantano le colonne del _Portico dell'Amicizia_ storiate coi più bei nomi, colla notizia delle più belle gesta d'arte, di guerra e di pace. La piramide delle Tre Arti, dond'esce il fumo culinario e famigliare sfolgora, col faro elettrico, la notte; come le Tre Arti irraggiano dalla nostra terra benedetta: Cesare Ravasco le ha plasmate giovani, possenti, bellissime. Si svolgono i viali tra i lauri ed i roseti. A maggio, è un profumo di corolle aperte, rosse, rosee, bianche, pallide, tee, aranciate, spioventi, piangenti, ridenti, pazze, chiuse, maliziose, accartocciate, tra le sfumature di ogni tono di verde. E il giardino è un immenso incensiere all'azzurro smagliante.

E, sbucano dalle macchie, curiose, bionde, adolescenti, sudate, turgide, pei giuochi e le corse, ridendo, cantando, non più creature fittizie e di sogno, ma forti persone vive cui la pubertà equivoca, i figli suoi; la lietezza, la festosità; la razza fresca che si protende; la carne sua, concorsa a attestarlo in tangibilità operante;

«. . . . . . tre fortune a tendere le braccia desiose oh, rose umane! per abbracciar l'evento non oscuro de' calmi giorni prossimi. nel presidio sicuro di leali virtù».

Ed è con loro la madre gentile a proteggerli, sorretta dalle pregiudiziali cattoliche, e con loro il marito; «incomparabile esimia sposa ed amica, ardentemente desiderata lungamente attesa»: colei che, titolare in sulla soglia, appare e sorride in atto d'accoglienza tra i fiori all'ospite; colei di cui parla la colonna votiva, «concessa a Carlo Dossi dalla preghiera della santa sua madre e discesa quaggiù»; — chi trova al suo sguardo fiducioso e prudente la domanda insistente e pia cui non si rifiuta mai:

«. . . e apporta la nepente per il delirio dell'ammalato, trema in le mani, comprime il cor che palpita; e porge la bevanda medicata, come recando un calice a festa di soavi tristezze, invito suadente, tumida di carezze, coll'angoscia nell'anima, parole di speranza sopra le labra a sbocciare».

Vecchie canzoni; perpetue rispondenze, ritornano ad intonarsi in sul motivo.

La mensa, al Dosso, riconferma l'ospitalità al visitatore; il castaneto, che invade la collina, penetra dalle semilunari pareti di cristallo e frascheggia sulla volta tra il motto che invita a cristiana sanità. Ingannate, dalle foglie vive alle brezze ed al sole, ma fisse all'intonaco del fresco dell'Agazzi, ronzano api e tentano farfalle: sorridono all'evidenza della finzione i commensali; si sturano dalla memoria aneddoti al fomento del vino che s'arrubina mei bicchiere. — Ma il vespero invita ad uscire: alla _Vedetta_, che opposta impende colla balaustra barocca a Como, s'affacciano, col panorama, a me lontanissime e recenti memorie.

Massiccia, quadrata, la città romana si imprime in un rilievo di planimetria sotto la guardia delle torri, s'incurva ad ansa sulla spiaggia: il lago la riflette. Il Broletto l'attesta comune e repubblica, s'accampano le case disegnando le vie diritte, allineate sull'asse delle porte, in rassegna legionaria e consolare; la Catedrale proclama lavoro ed arte comacina e schietta; le fabriche dei sobborghi la invelettano, anacronismo, di fumi lunghi e cinerei, come una miss romantica; e vi appunta rose il tramonto; le vetriate fiammeggiano in una cipria d'oro. Orgoglio e mestizie galloppano, colle nubi figuratrici, in cielo; insieme mi scendono in cuore e mi eccitano a ricordare le avventure secolari della mia casa, glorie e dolori e sconfitte de' miei maggiori. Rutilan armi, corsaletti bruniti, partigiane; portano le rotelle ed i palvesi tre lucci voraci e ghibellini, embricati d'argento sulla porpora: passano cavalcate splendide e ambascerie per isponsali viscontei, processioni di lutto e di pompa ai mortorii ducali; evocansi magistero di magistrature comunali, assunte porpore cardinalizie, pedanteschi roboni e concioni secentesche; dottori d'academia, di toga e di stola; prelature e vaneggianti isterismi ascetici di monache e di priori; libertini impiumati, instivalati, la lunga toledana a battere ne' polpacci turgidi di spadaccino e di cacciatore, patteggiatori per il Medeghino amici e rivali dell'Innominato e nell'Oldrado; strascici di matrone: quindi, altre avventure napoleoniche, cariche garibaldine a raggiare di sangue sull'ultimo sangue del cielo, versato dal sole morente. Postremo ed ammalato, su vita incerta e breve a chiudere la razza, riguardo, a' miei piedi, le squadre delle vie comasche intersecarsi, ricoprendosi della cenere violetta della sera: le imagini smuntano all'allucinazione e sotto la penna che cerca fermarle vive in altrui, come già mi smagliavano palpitando in mente e dentro al cuore per famigliare pietà.

Ora, di me che importa? Qui non sono che araldo. Pe' giovani amici e coetanei — alle vecchie pratiche non mi rivolgo — ho voluto spronare questa bizzarra chinea avariata della estemporaneità, spingendola, al corso, meno tarda e viziosa, per giungere primo a riconoscere Carlo Dossi tra noi. La cavalla s'impunta inalberandosi, recalcitra, sbuffando, spara calci, sgroppando, scrollandosi; un più mal destro scudiero avrebbe perso le staffe. Ma sotto le mie ginocchie, il ventre, ecco, ansima, le costole piegano; alli aculei d'acciajo delli speroni la pancia le si insanguina; il morso stira nella barra, le apre la bocca; le froge rosse le schiumeggiano; lo staffile arguto e vibrante fischia sulle terga. Onde, d'un balzo, si fa al galloppo dalle quattro zampe ferrate; ed io su a dirigerla verso il Campidoglio della gloria. Vi trombetto l'annuncio.

Perchè Carlo Dossi vi giunge dai gradini più alti, e la sua persona, qui, ritta, viene accettata intiera; ed altri impazienti eccita a seguirlo come un indice illuminato dal sole, coi restii che si affollano ancora indecisi, ma che già ne sono attratti. Se verrà raggiunto da più alacri questi lo accompagneranno, forse lo potranno continuare: ma badino alle sue parole: «Voi vi[181] fate, critici, una sbagliatissima idea di quello che sia la società umana, ritenendola tutta compresa, insieme alla fama ed al resto, nei pochi metri quadrati de' giornalistici uffici, che smerciano i vostri veleni, sacri asili all'infuori de' quali non sarebbe che «lido e solitudine nera». — Anch'io miro alla Fama, ma a patto solo di giungerla all'aria aperta e colla trionfata quadriga de' cavalli bianchi, non sul carretto dell'immondizia di Checco, non sul biroccio giallo-nero ed infangato di Cesare, non sulle penne rubate, sempre vendibili a chi più paga, di Ruggero». E su questi tre ultimi nomi, ai quali lascio libero chiunque di preporre il cognome, l'Araldo-Cintraco trombetta l'ultimo squillo per

«L'ORA TOPICA».

INDICE

_Sintesi epigrafica_ Pagina 5 _Notizia preliminare_ » 7

L'ORA TOPICA

I Il momento » 9 II Come è nato » 21 III Geniale ebefrenia » 32 IV Passeggiata sentimentale per la Milano di «L'Altrieri» » 49 V L'humorismo lo vendica » 82 VI «Basse-cour» — «Tiergarten» ecc. » 110 VII Ragion pratica » 154 VIII Perorazione » 187

NOTE:

[1] _Rivista minima_, Fascicolo XVI — Ottobre 1871 — Lecco.

[2] _Etichetta_ al «Campionario.»

[3] _Agli scrittori novellini_, prefazione di «L'Altrieri».

[4] PRIMO LEVI, _Quistioni di cuore e di codice, per l'ultimo degli Ambrosiani_. — Milano Tip. Golio 1900.

[5] PRIMO LEVI, _Preludio alle Opere di Carlo Dossi_, Edizione Treves.

[6] _Etichetta_ al «Campionario.»

[7] PIPITONE FEDERICO, _Saggi di letteratura contemporanea_, 1885.

[8] PRIMO LEVI, _Carlo Dossi e i suoi libri, ecc._, 1873.

[9] _Studi sulla letteratura contemporanea_. Seconda serie, 1882.

[10] CARLO DOSSI, _Elvira_.

[11] CARLO DOSSI, _Note azzurre_, inedite.

[12] CARLO DOSSI, _Amori, Secondo Cielo_.

[13] CARLO DOSSI, _Vita di A. Pisani, Cap. XIII_.

[14] _Prefazione generale_ ai «Ritratti umani».

[15] CARLO DOSSI, _L'Altrieri_.

[16] _Vita di A. Pisani, Cap. XIV._

[17] _Prefazione generale_ ai «Ritratti umani».

[18] _Vita di A. Pisani, Cap. XI._

[19] _Carlo Dossi e i suoi libri._

[20] _Vita di A. Pisani, Cap. ultimo._

[21] C. R. BADIERA, _Simpatie, Un poeta suicida, Battezzati e C. Milano 1877_.

[22] _Lettera inedita di_ G. PINCHETTI, _a N.Sardi, 27 ottobre, Como 1866_.

[23] _Canzone inedita di_ G. PINCHETTI, scritta sopra la copertina dei _Versi di Leopardi_.

[24] _Lettera inedita di_ G. PINCHETTI _a N.Sardi, 6 dicembre, Como 1866_.

[25] _Lettera inedita di_ G. PINCHETTI _a N.Sardi, Milano, 12 agosto 1868_.

[26] _Pensieri di_ G. PINCHETTI.

[27] Ultime parole di _Desinenza in A_.

[28] CARLO DOSSI, _Elvira, elegia_.

[29] CARLO DOSSI, _Elvira, elegia_.

[30] _Note azzurre inedite_.

[31] _Il Libro dei Versi. Case Nuove_, 1866.

[32] E. PRAGA, _Penombre, Imbiancatura_.

[33] Lettere di G. Pinchetti a N. Sardi, Como 11 ottobre 1866.

[34] _Lettera di_ G. PINCHETTI _a N. Sardi_, Como, 20 aprile 1867.

[35] _Lettera di_ G. PINCHETTI _a N. Sardi_, Como, 22 marzo 1868.

[36] E. PRAGA, _Penombre, Preludio_.

[37] G. MAZZINI, _Pensieri sui Poeti del secolo XIX_.

[38] _Lettera di_ G. PINCHETTI _a N. Sardi_, Como, 11 ottobre 1866.

[39] _Vita di Alberto Pisani, Capitolo VI_.

[40] E. PRAGA, _Tavolozza, Larve Eleganti_.

[41] _Vita di Alberto Pisani, Capitolo VI._

[42] _Vita di Alberto Pisani, Capitolo VI._

[43] _Vita di Alberto Pisani, Capitolo VI._

[44] _Dopo Custoza_.

[45] _Versi._

[46] _Il Libro dei Versi, A Giovanni Camerana._

[47] A. BOITO, _Il Libro dei Versi, Ad Emilio Praga._

[48] _Corriere della Sera_, 3 dicembre 1908, _Pei nuovi Cento Anni_.

[49] PRIMO LEVI, _L'Italia a Milano_ 1882.

[50] _Articolo raccolto in «Fricassea Critica» di_ CARLO DOSSI.

[51] _Penombre, Notte di Carnevale_.

[52] FELICE CAVALLOTTI, _Tre Ritratti_.

[53] Vedi la lettera che l'accompagnava ed il rammarico di non possederlo più in _Fricassea critica_.

[54] DOSSI E PERELLI, _Campionario, Il pianto della vedova_.

[55] BESANA, _Sommaruga occulto e Sommaruga palese, Roma, G. Brocca_, 1885.

[56] PRIMO LEVI, _Per i «Nuovi Cento Anni»_.

[57] H. BALZAC, _Lettre à M.me Hanzka_.

[58] _L'uomo grande ed il nano. Appendice all'opuscolo: «Il Volgo e la Medicina», altro discorso popolare_.

[59] A. BOITO, _Il libro dei Versi, a Emilio Praga_.

[60] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»_.

[61] CARLO DOSSI, _I Mattoidi al primo concorso etcc...._

[62] CARLO DOSSI, _I Mattoidi al primo concorso etcc...._

[63] CARLO DOSSI, _I Mattoidi al primo concorso, etcc._

[64] CARLO DOSSI, _I Mattoidi al primo concorso, ecc._

[65] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»_.

[66] _Note azzurre inedite_.

[67] _Note azzurre inedite_.

[68] _Note azzurre inedite_.

[69] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»._

[70] CARLO DOSSI, _Note azzurre inedite_.

[71] CARLO DOSSI, _Rovaniana, inedite_.

[72] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»._

[73] _Note azzurre, inedite_.

[74] _Note azzurre, inedite_.

[75] CARLO DOSSI, _Campionario, La calata dei numerai in Italia_.

[76] CARLO DOSSI, _Campionario, La calata dei numerai in Italia_.

[77] CARLO DOSSI, _Amori, Primo Cielo_.

[78] _Une saison en Enfer_.

[79] CARLO DOSSI, _Margine alla «Desinenza in A»_.

[80] RAIBERTI, _La Prefazione delle mie «Opere future»._

[81] _Etichetta al «Campionario»._

[82] _Campionario, I Contrattempisti._

[83] _Campionario, I Contrattempisti._

[84] _Campionario, La calata dei Matematici in Italia_.

[85] _La prefazione delle mie «Opere future» scherzo in prosa del Medico-Poeta_.

[86] _Il Volgo e la Medicina_.

[87] RAIBERTI, _I Fest Natal_.

[88] _Del calamaio di un Medico, Nuova ed antica impostura_.

[89] _Del calamaio di un Medico, Nuova ed antica impostura_.

[90] _Del Calamaio di un Medico, Bruti e Cristiani_.

[91] _Lettera inedita a L. C. Roncegno, 14 Agosto 1885_.

[92] _Desinenza in A, Via publica_.

[93] LORENZO STECCHETTI, _Nuova polemica Palinodia_.

[94] _Margine alla «Desinenza in A»_.

[95] _La Desinenza in A, Palingenesi_.

[96] HUYSMANS, _Certains, Félicien Rops_.

[97] _La Desinenza in A, Palingenesi_.

[98] PIPITONE FEDERICO, _Saggi di letteratura contemporanea_.

[99] _Margine alla «Desinenza in A»_.

[100] _Margine alla «Desinenza in A»_.

[101] _Margine alla «Desinenza in A»._

[102] F. CAVALLOTTI, _In morte, di A. Manzoni, 1873_.

[103] F. CAVALLOTTI, _Povero Vate, Milano, agosto 1877_.

[104] _Nel giornale «La Ragione» Anno IV n. 233_.

[105] L. STECCHETTI, _Nuova polemica, a Giosuè Carducci_.

[106] _Margine alla «Desinenza in A»._

[107] STECCHETTI, _Nuova polemica, Prologo_.

[108] STECCHETTI, _Nuova polemica, Prologo_.

[109] C. TRONCONI, _Commedie di Venere_.

[110] C. TRONCONI, _Commedie di Venere_.

[111] C. TRONCONI, _Commedie di Venere_.

[112] _L'apologia dei Rebus, — Carlo Dossi, la Desinenza in A, seconda edizione_, — LA DOMENICA LETTERARIA, _Anno III, N. 46, 20 Aprile, Roma, 1884_.

[113] _L'apologia dei Rebus, — Carlo Dossi, la Desinenza in A, seconda edizione_, — LA DOMENICA LETTERARIA, _Anno III, N. 46, 20 Aprile, Roma, 1884_.

[114] _L'apologia dei Rebus, — Carlo Dossi, la Desinenza in A, seconda edizione_, — LA DOMENICA LETTERARIA, _Anno III, N. 46, 20 Aprile, Roma, 1884_.

[115] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»_.

[116] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»_.

[117] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»_.

[118] _Etichetta al «Campionario»_.

[119] _Regno dei cieli_.

[120] _Regno dei cieli_.

[121] _Regno dei cieli_.

[122] G. ROVANI, _La Mente di Alessandro Manzoni, 1873_.

[123] _Universae Theologiae moralis complexio accurate instituendis candidatis accomodata a Fulgentio Cunigliati, ordinis predicatorum, Venetiis, M. DCC. LIL._

[124] _Colonia Felice, Finale, La Patria_.

[125] _Il Regno dei Cieli_.

[126] _Note azzurre inedite_.

[127] _Note azzurre inedite._

[128] CARLO DOSSI, _Diffida alla quinta edizione di «Colonia Felice»._

[129] _Il Regno dei Cieli_.

[130] CARLO DOSSI, _lettere inedite a Luigi Perelli_ 22 Novembre 1878.

[131] CARLO DOSSI, _Note azzurre inedite_.

[132] CARLO DOSSI, _Note azzurre inedite_.

[133] CARLO DOSSI, _Note azzurre inedite_.

[134] G. BOVIO, _Dottrina dei partiti politici_.

[135] _Note azzurre inedite._

[136] _Il Regno dei Cieli_.

[137] _Goccie d'inchiostro. Illusioni._

[138] _Goccie d'inchiostro. Illusioni._

[139] _Dal calamaio di un Medico, — Medici e Farmacisti_.

[140] _Verità, La Missione salvatrice della Chiesa cattolica_.

[141] _Verità, La Missione salvatrice della Chiesa cattolica_.

[142] CARLO DOSSI, _Note per la «Rovaniana» inedita_.

[143] CARLO DOSSI, _Note azzurre inedite_.

[144] RENAN, _Inèdits, Le Malin_ 1910.

[145] RENAN, _L'avenir de la Science_.

[146] LO FORTE RANDI, _Nietzsche, saggio critico_.

[147] CARLO DOSSI, _Note per la «Rovaniana» inedita._

[148] CARLO DOSSI, _Il Regno dei Cieli, all'ultime parole._

[149] _La Colonia Felice, Stato e Famiglia_.

[150] _La Colonia Felice, Finale, La Patria_.

[151] _Goccie d'inchiostro_.

[152] CORRENTI, _Lettera inedita, Roma, 1 Marzo 1878._

[153] _Lettera inedita, 10 Febbraio 1875._

[154] _Febbraio, 1875._

[155] _Milano, 6 Gennaio 1875._

[156] G. P. LUCINI, _Per tutti li Dei morti ed aboliti_.

[157] CARLO DOSSI, _Note azzurre inedite_.

[158] CARLO DOSSI, _Note per la «Rovaniana» inedite_.

[159] CARLO DOSSI, _Margine alla «Desinenza in A»._

[160] _Note per la «Rovaniana» inedita_.

[161] _Fricassea critica, Tranquillo Cremona e Giuseppe Grandi alla Esposizione di Belle Arti a Brera del 1873._

[162] _Fricassea critica, Saggio di critica nuova, di tre scrittori contemporanei._

[163] _Fricassea critica, Saggi di critica nuova._

[164] _Fricassea critica, Saggi di critica nuova._

[165] E. DE AMICIS, _Lettera a Carlo Dossi, 26 Agosto 1881, inedita_.

[166] _Epigrafe a Carducci nel Portico delli Amici al Dosso._

[167] CARLO DOSSI, _Margine alla «Desinenza in A»._

[168] _Margine alla «Desinenza in A»._

[169] _Margine alla «Desinenza in A»._

[170] MARCEL SCHWOB.

[171] C. DOSSI, _Note azzurre, inedite._

[172] C. DOSSI, _Note azzurre, inedite_.

[173] _La Critica, rivista di letteratura, storia, filosofia, anno III fasc. VI, 20 Novembre, 1895._

[174] _Saggi di letteratura contemporanea._

[175] _Prefazione generale ai «Ritratti umani»._

[176] C. DOSSI, _Note azzurre, inedite_.

[177] C. DOSSI, _Note azzurre, inedite_.

[178] _Note azzurre, inedite_.

[179] _Note azzurre, inedite_.

[180] C. DOSSI, _Amori, Celeste_.

[181] C. DOSSI, _Margine alla «Desinenza in A»_.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's L'ora topica di Carlo Dossi, by Gian Pietro Lucini