L'invasore: dramma in tre atti
Part 5
Baciandole con fervore la mano.
Oh, Signora!
MARY e ANNA entrano correndo.
MARY
Guardate!... Guardate Chérie e Mirella!
Queste entrano timidamente, vestite d'abiti chiari e diafani.
MIRELLA cammina come in sogno. CHÉRIE sorride, trasfigurata e gaia.
MARY
Indicando MIRELLA.
Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta, Mirella! anche per te ci vogliono le scarpette incantate, come nella leggenda.
Rientra in casa correndo.
CHÉRIE
a LUISA.
Mi pare... non so... questa veste... questa gente così buona... Mi pare di svegliarmi da un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto ciò che è accaduto a casa nostra, l'abbiamo sognato... l'abbiamo sognato — non è vero?
LUISA
agitata e febbrile.
Sì, sì, abbiamo sognato. Tra poco non resterà più nulla, più nulla di quel sogno spaventoso.
CHÉRIE
Io sovente penso così. Penso... che non è stato vero!
LUISA
appassionata.
Chérie! _Non è stato vero!_ Nulla rimarrà, nulla! Saremo quelle di prima...
CHÉRIE
Ah! se anche la piccola Mirella tornasse quella di prima!
LUISA
soffocata.
Guardala!
CHÉRIE si volge e guarda MIRELLA che MARY ha sollevata e messa a sedere in alto sopra il muricciuolo in mezzo ai fiori. Ora MARY, china davanti a lei, la calza di scarpette bianche. ANNA è corsa in casa, ed ora ritorna recando uno specchietto in mano.
ANNA
Guardati, Mirella!
MIRELLA nella sua veste bianca, circondata di fiori, si guarda nello specchio e — lentamente, meravigliosamente — schiude le labbra al sorriso.
CHÉRIE
Con un grido di letizia.
Ah Luisa, guarda! Mirella sorride!
Corre a MIRELLA e la prende tra le braccia.
ANNA
Alla Signora FRANK e agli altri.
Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete visto?
LUISA
Alla Signora FRANK.
Ah! che giornata meravigliosa è questa, che ha reso il sorriso alla mia bambina e la speranza a me. Non la scorderò mai questa giornata mille volte benedetta!
Si rivolge timida nella sua gioia anche verso il Reverendo FRANK, ma questi gravemente si scosta da lei e con viso severo e addolorato entra in casa.
LUISA
Alla Signora FRANK seguendo collo sguardo il Reverendo.
Una sola cosa mi affanna. Se... egli non perdonasse!
LA SIGNORA FRANK
Baciando in fronte LUISA.
Ha già perdonato. — È un'anima angelica.
Entra in casa.
Il DOTTORE e LUISA la seguono.
Le quattro fanciulle restano sole.
S'ode di fuori, ancora lontano, il canto dei soldati inglesi.
«_It's a long long way to Tipperary,_ «_It's a long way to go..._»
Il canto continua.
CHÉRIE
a MARY.
Che cosa sono quei canti?
MARY
Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! È il reggimento di Delio! Una parte va già oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo in fondo al terrazzo — abbiamo già lì le ceste di sigarette, arance e doni...
CHÉRIE
Vanno in Francia?
MARY
abbracciandola.
E nel Belgio!
MARY e CHÉRIE corrono in fondo al terrazzo e sventolano i fazzoletti.
ANNA
a MIRELLA.
Vieni Mirella! Vieni anche tu.
MIRELLA si lascia condurre in fondo al terrazzo — indi sta immobile come una statuetta guardando giù.
MARY, ANNA e CHÉRIE lanciano fiori, pacchi di sigarette, cioccolatte e arance ai soldati che passano sotto al terrazzo, invisibili, ma dei quali s'ode il passo e il canto.
VOCI DI SOLDATI
«_Good bye, Piccadilly_, «_Farewell, Leicester Square!_ «_It's a long long way to Tipperary_, «_But my heart's right there._»
ANNA
ridendo.
Guarda quel biondino!...
Lancia giù una scatola di sigarette.
MARY
gettando arance.
Addio! addio! felice ritorno!...
CHÉRIE
sventolando il fazzoletto.
Buona fortuna!...
Si ode il «Piffero» trionfale degli Highlanders Scozzesi.
CHÉRIE
Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sarà la vittoria — la vittoria e la pace!
ANNA
Arrivederci, Tommy!
MARY
col noto grido dei soldati inglesi.
«Siamo forse scoraggiati?»
VOCI DI SOLDATI
in coro tuonante.
«No!»
MARY
«Siamo forse tristi?»
Le Voci
«No!»
ANNA
«Temiamo la morte?»
LE VOCI
«No!...» Urrà!
CHÉRIE
Se andate nel Belgio salutatemi Givray...
LE VOCI
Urrà!
Il canto riprende e s'allontana.
LUISA
con un mantello e un velo esce vacillante dalla casa.
LUISA
Chérie!... Mirella!
CHÉRIE
correndo a lei.
M'hai chiamato?
LUISA
Conduci qui Mirella.
CHÉRIE va a prendere la fanciulla e la conduce da LUISA.
CHÉRIE
a LUISA.
Esci? Dove vai?
LUISA
Te lo dirò.
Inginocchiata davanti a MIRELLA.
Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, mamma!» Dì: «addio, mamma!»
Piange nascondendo il viso nella veste della fanciulla. MIRELLA immobile la guarda senza espressione.
CHÉRIE
Luisa, cara! Che cos'hai?
LUISA
a MIRELLA, singhiozzando.
Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È volata via — dì? È volata via — come una rondinella, spaventata dalle infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più?
La bacia appassionatamente con tristezza.
A CHÉRIE.
Riconducila via! E poi — torna!
CHÉRIE obbedisce. Indi ritorna subito a LUISA. MARY, ANNA e la figuretta immobile di MIRELLA rimangono per alcuni istanti in fondo al terrazzo, poi escono andando nel giardino.
CHÉRIE
a LUISA.
Luisa! Parlami.
LUISA
Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli.
CHÉRIE
tremante.
Di che cosa?
LUISA
quasi senza voce.
Di... quella sera...
CHÉRIE
Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era un sogno!...
LUISA
Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi — per te, forse, non fu che un sogno?
CHÉRIE
Non so... non so! Che cosa è accaduto? Cosa è stato vero di ciò che — ripensandoci — mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno preso Mirella — l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di rosso....
Come forsennata, rivivendo la terribile ora.
Poi... poi hanno legato anche me!
piangendo.
Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che rideva!... O me lo sono sognato? Vedi...
.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui...
con gesto agitato e ripetuto come per togliersi qualche cosa dalla fronte.
una specie di ragnatela... che non posso strappare.
LUISA
Mia povera Chérie!
CHÉRIE
cercando di ricordarsi.
Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi strillava... strillava... Ero io?
Aggrappandosi a LUISA.
Credi che ero io?
LUISA
rabbrividendo.
Ah!
CHÉRIE
Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile Fritz — rideva!...
E poi, più niente!
Un silenzio.
Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi guardavate con occhi di desolazione.
LUISA
Povera, povera creatura!
CHÉRIE
Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che eravamo come prima —
LUISA
prendendole la mano e parlandole da vicino.
Sei certa d'essere come prima?
CHÉRIE la guarda sbigottita senza comprendere.
Sei certa?
Un silenzio.
_Ti senti_ — come prima?
CHÉRIE
paurosa.
Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica — che sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò tutto...
LUISA
esitante, turbata da ciò che deve dire.
Io... io — non sono come prima.
CHÉRIE
agitata.
Perchè? Come? Cos'hai?
LUISA
Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà.
CHÉRIE
Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...
LUISA
Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita!
Mentre essa parla CHÉRIE è stata presa da un tremito convulso. Ora con un grido balza in piedi e si pone una mano sul fianco.
Ah! ancora! _ancora!_...
Cogli occhi allucinati, estatici, guarda in faccia a LUISA.
Che cos'ho?...
In un susurro.
Che cos'ho?!...
LUISA
Chérie!
CHÉRIE
come rapita in un'esaltazione immensa.
Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa — _vive_ — in me?!
Un lungo silenzio.
LUISA
piangendo.
Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte.
CHÉRIE
Che cos'è? Che cos'è?
LUISA
È la cosa terribile, Chérie!
Stringendola tra le braccia.
Chérie — tu sarai madre!
CHÉRIE
quasi senza voce.
Madre!... Io!...
Rimane immobile, estatica, come davanti ad una visione che l'abbaglia.
LUISA
Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te.
Abbassando la voce.
Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce.
CHÉRIE
sbigottita.
Non vedrà mai... la luce...
LUISA
No — no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino —
CHÉRIE
afferrandole il braccio.
Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ciò che ho sentito fremere... in me... è — _il mio bambino?_
Pronuncia queste tre parole con una soavità indescrivibile, lo sguardo estatico, le mani incrociate sul petto.
LUISA
Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche tu sarai salvata da quest'onta. Il dottore prenderà su di sè questa duplice responsabilità. Il delitto di cui sei stata vittima non avrà conseguenze.
CHÉRIE
Quale delitto?... Io non comprendo.
LUISA
inorridita.
Ma non ricordi — non ricordi ciò che è accaduto in quella notte della tua festa....
CHÉRIE
vagamente colla mano sulla fronte.
Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo più.
LUISA
Ma comprendi — comprendi —
additando il DOTTORE che esce dalla casa seguito dal Reverendo FRANK.
che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica fiammella di vita — egli la spegnerà.
CHÉRIE
con un grido selvaggio.
No!
Un grande silenzio.
LUISA
quasi senza voce.
No?! Che cosa dici?
CHÉRIE
No! Non voglio.
Il Reverendo muove verso di lei, grave e solenne, e le si ferma al fianco.
LUISA
Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza?
CHÉRIE
Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che sento....
Indietreggiando, grandiosa.
Ma so che qualche cosa di sacro è in me!
LUISA
Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che cosa dici! È una cosa mostruosa ciò che tu porti in seno.
CHÉRIE
stupita.
Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio?
Guardando da LUISA al DOTTORE con occhi paurosi.
Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio — non voglio.
IL REVERENDO
posandole una mano sulla spalla.
Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato in quest'anima — il sacrosanto istinto della maternità!
Al DOTTORE.
I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima?
Un istante di silenzio.
IL DOTTORE
È arbitra lei dei suoi destini.
LUISA
Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a Florian. A Florian che ti vuole sua sposa...
CHÉRIE
come in sogno.
Non lo ricordo.
LUISA
Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l'abbietto soldato ubbriaco che ti prese e ti legò...
CHÉRIE
Non ricordo.
Cogli occhi chiusi.
Non ricordo... non ricordo.
LUISA
Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?
CHÉRIE
Immobile, con voce dolcissima, rapita da un'estasi quasi ultra-terrena.
Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente, non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me!
Con un fremito immenso.
Ah! la mia creatura!... _vive, vive!_ — Colle sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!
Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.
CALA IL SIPARIO.
ATTO TERZO
La sala d'entrata nella casa del Dottor BRANDES, come al Iº Atto.
È sera.
LUISA, accanto al fuoco, legge una lettera. Con impeto di gioia se la reca alle labbra.
Si ode bussare alla porta d'entrata.
ATTO III.
LUISA
Chi è?
Una voce di donna risponde. LUISA apre la porta.
Entra JANE, infermiera della Croce Rossa americana. Veste l'uniforme grigia e rossa, colla croce rossa sul braccio.
Porta in mano una scodellina di latte e un piccolo pacco.
JANE
Eccomi.
LUISA
con un dito sul labbro per imporle silenzio.
Un momento, cara Jane.
Va in punta de' piedi a chiudere la porta drappeggiata della camera a destra.
JANE
Dorme?
Si toglie il lungo mantello.
LUISA
Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non s'è sentito un respiro.
JANE
Bene. Ecco il latte...
Depone la scodella.
... e guardate cos'ho qui!
LUISA
Un panino! Un panino bianco! Ma come avete fatto?
JANE
ridendo.
Altissime influenze... corruzioni negli alti circoli governativi...
LUISA
Ah, si vede che siete americana! Tutto vi riesce. Ottenete ciò che volete.
JANE
È vero che ci fanno un po' la corte. Anche verso di me — la più umile rappresentante degli Stati Uniti — si dimostra una benevolenza inverosimile. Ma vedo che avete una lettera!
LUISA
Pensate, pensate! Da mio marito...
Bacia appassionatamente il foglio.
JANE
Ma come avete fatto a riceverla?
LUISA
a bassa voce.
Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un uomo che pareva un contadino — sudicio, zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla porta — e appena l'ho socchiusa m'ha gettato sulla faccia il foglio — così — ed è fuggito.
JANE
È strano. — Sulla busta non c'è niente?
LUISA
Ma non c'era busta! E sul foglio non vi sono che poche parole: «Sto bene. Vi rivedrò. Vi abbraccio.»
JANE
Ma come vi spiegate —
LUISA
Non so! Non capisco.
JANE
Non importa capire. Aspettate e confidate.
Versa il latte in una casseruoletta e s'avvicina al fuoco.
LUISA
Sì — aspetto e confido.
Piega il foglio e se lo cela in petto.
JANE
accennando alla porta drappeggiata.
E Chérie? Si è alzata oggi?
LUISA
Sì.
JANE
È uscita!
LUISA
chinando il capo.
Sì.
JANE
impetuosa.
Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente il coraggio...
LUISA
amaramente.
Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! Jane! Quella passeggiata!... quella breve terribile passeggiata attraverso questo paesello che ci ha viste nascere — ah! che Via Crucis è stata per noi!
JANE
Vi hanno detto qualche cosa?
LUISA
Niente — niente! Nessuno ci ha detto niente.
Si copre il viso colle mani.
Non fatemelo ricordare — non fatemelo ricordare!
JANE
dopo un breve silenzio.
Ma nessuno vi ha salutato?
LUISA
Nessuno.
JANE
Povera Chérie...
Sospira.
Devo far bollire questo latte perchè trovi pronta la cena quando si sveglia.
China sul fuoco vi mette a scaldare il latte.
Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie...
LUISA
Che notizie?
JANE
misteriosa.
Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa.
LUISA
balzando in piedi.
Che cosa?!
JANE
Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete anche voi... l'arrivo di quel biglietto... Non so — non so. Sento che grandi eventi si preparano.
LUISA
Ah! tutto, tutto mi fa paura.
JANE
Paura?
LUISA
Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata qui. Questo paese, che da bambina amavo tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio se avessimo lasciato confiscare questa nostra povera casa, piuttosto che obbedire all'ordine dei nostri padroni e conquistatori! Era meglio rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, che non tornar qui ad essere scherno e dileggio di quanti ci conobbero — e per di più, sentirsi alla mercè delle belve che ci hanno conquistato.
JANE
Avete fatto il vostro dovere tornando qui. Non ve ne rammaricate. Quando vostro marito tornerà...
LUISA
scoraggiata.
Ma come volete che torni? Come volete che torni? Questo biglietto può averlo scritto dei mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero.
JANE
Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. Tornerà. E troverà sua moglie che l'aspetta, e la sua casa in ordine, e il suo paese —
abbassa la voce.
— spazzato dal vile nemico e riconquistato alla libertà!
LUISA
agitata.
Jane, che cosa vi fa dir questo?
JANE
col dito sulle labbra.
Zitta!
Guardandosi attorno.
So quel che so — ma non posso parlare. So che la salvezza è alle porte.
LUISA
Che cosa dite!
JANE
sottovoce.
Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra!
LUISA
con angoscia.
Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà Mirella, la sua bambina — muta! inconscia! Vagante nell'ombra della vita come un piccolo spettro. Ah povero Giorgio! Forse sarebbe meglio che non tornasse.
JANE
Ma Mirella guarirà.
LUISA
incredula e mesta.
Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti mesi ormai...
JANE
Perchè la lasciate ancora da madame Doré? Ora potrebbe venir qui. Capisco che un mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta subito dalla vostra vecchia amica. Ma ora che Chérie è guarita...
pausa.
... ora che... l'evento è compiuto —
LUISA
Jane — io tremo — io tremo di lasciarla entrare in questa casa.
JANE
sorpresa.
Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie?
LUISA
Agitata.
Non è questo.
Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo, in questa stanza stessa — che il terrore le ha sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà quando per la prima volta essa entrerà qui — quando rivedrà quella ringhiera a cui quei mostri l'hanno legata!... quando rivedrà — quella porta! Ah! quella porta!...
Addita la porta drappeggiata della camera di CHÉRIE.
Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti che le hanno agghiacciata l'anima, che me l'hanno mutata in una piccola statua di terrore!
Un silenzio.
JANE
Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla per sempre in casa d'estranei.
Una pausa.
E se...
Le afferra la mano.
... e se...
LUISA
Se cosa?
JANE
Se questa emozione — Luisa! non so — quasi non oso dirlo...
LUISA
Parlate!
JANE
Non potrebbe darsi che — come il trauma psichico le ha tolto la favella — il rinnovarsi della scossa morale...
LUISA
colpita.
Ah, cosa dite! cosa dite!
Si guardano a lungo.
LA VOCE DI CHÉRIE
nella stanza vicina.
Luisa!
LUISA
Vengo, cara! vengo!
Va alla porta a destra e l'apre.
È qui la cara Jane...
Torna indietro, guarda JANE un istante con occhio trasognato, indi esce rapidamente dal fondo.
JANE
parlando a CHÉRIE che ancora non è apparsa.
Ecco pronta la cena per la paziente!... una cena da principessa di leggenda.
Versa il latte caldo nella tazza e mette il panino su un piatto.
LUISA
che è andata a prendere un mantello ed ora l'indossa rapidamente.
State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io torno subito.
JANE
E dove andate a quest'ora?
LUISA
soffocata dall'ansia e insieme dalla speranza.
Vado — a prendere Mirella!
Le due donne si guardano per un istante con intensa commozione — poi LUISA esce rapidamente.
CHÉRIE pallidissima appare nel vano della porta. Indossa una vestaglia bianca ma si ravvolge tutta, freddolosamente, in uno scialle scuro.
CHÉRIE
parlando con voce debole e spenta.
Buona Jane!
JANE
Vieni, vieni vicino al fuoco.
CHÉRIE
venendo avanti lenta, e lasciandosi cadere nella poltrona che JANE le ha spinto accanto al fuoco.
Dov'è Luisa?
JANE