L'invasore: dramma in tre atti

Part 5

Chapter 52,973 wordsPublic domain

Baciandole con fervore la mano.

Oh, Signora!

MARY e ANNA entrano correndo.

MARY

Guardate!... Guardate Chérie e Mirella!

Queste entrano timidamente, vestite d'abiti chiari e diafani.

MIRELLA cammina come in sogno. CHÉRIE sorride, trasfigurata e gaia.

MARY

Indicando MIRELLA.

Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta, Mirella! anche per te ci vogliono le scarpette incantate, come nella leggenda.

Rientra in casa correndo.

CHÉRIE

a LUISA.

Mi pare... non so... questa veste... questa gente così buona... Mi pare di svegliarmi da un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto ciò che è accaduto a casa nostra, l'abbiamo sognato... l'abbiamo sognato — non è vero?

LUISA

agitata e febbrile.

Sì, sì, abbiamo sognato. Tra poco non resterà più nulla, più nulla di quel sogno spaventoso.

CHÉRIE

Io sovente penso così. Penso... che non è stato vero!

LUISA

appassionata.

Chérie! _Non è stato vero!_ Nulla rimarrà, nulla! Saremo quelle di prima...

CHÉRIE

Ah! se anche la piccola Mirella tornasse quella di prima!

LUISA

soffocata.

Guardala!

CHÉRIE si volge e guarda MIRELLA che MARY ha sollevata e messa a sedere in alto sopra il muricciuolo in mezzo ai fiori. Ora MARY, china davanti a lei, la calza di scarpette bianche. ANNA è corsa in casa, ed ora ritorna recando uno specchietto in mano.

ANNA

Guardati, Mirella!

MIRELLA nella sua veste bianca, circondata di fiori, si guarda nello specchio e — lentamente, meravigliosamente — schiude le labbra al sorriso.

CHÉRIE

Con un grido di letizia.

Ah Luisa, guarda! Mirella sorride!

Corre a MIRELLA e la prende tra le braccia.

ANNA

Alla Signora FRANK e agli altri.

Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete visto?

LUISA

Alla Signora FRANK.

Ah! che giornata meravigliosa è questa, che ha reso il sorriso alla mia bambina e la speranza a me. Non la scorderò mai questa giornata mille volte benedetta!

Si rivolge timida nella sua gioia anche verso il Reverendo FRANK, ma questi gravemente si scosta da lei e con viso severo e addolorato entra in casa.

LUISA

Alla Signora FRANK seguendo collo sguardo il Reverendo.

Una sola cosa mi affanna. Se... egli non perdonasse!

LA SIGNORA FRANK

Baciando in fronte LUISA.

Ha già perdonato. — È un'anima angelica.

Entra in casa.

Il DOTTORE e LUISA la seguono.

Le quattro fanciulle restano sole.

S'ode di fuori, ancora lontano, il canto dei soldati inglesi.

«_It's a long long way to Tipperary,_ «_It's a long way to go..._»

Il canto continua.

CHÉRIE

a MARY.

Che cosa sono quei canti?

MARY

Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! È il reggimento di Delio! Una parte va già oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo in fondo al terrazzo — abbiamo già lì le ceste di sigarette, arance e doni...

CHÉRIE

Vanno in Francia?

MARY

abbracciandola.

E nel Belgio!

MARY e CHÉRIE corrono in fondo al terrazzo e sventolano i fazzoletti.

ANNA

a MIRELLA.

Vieni Mirella! Vieni anche tu.

MIRELLA si lascia condurre in fondo al terrazzo — indi sta immobile come una statuetta guardando giù.

MARY, ANNA e CHÉRIE lanciano fiori, pacchi di sigarette, cioccolatte e arance ai soldati che passano sotto al terrazzo, invisibili, ma dei quali s'ode il passo e il canto.

VOCI DI SOLDATI

«_Good bye, Piccadilly_, «_Farewell, Leicester Square!_ «_It's a long long way to Tipperary_, «_But my heart's right there._»

ANNA

ridendo.

Guarda quel biondino!...

Lancia giù una scatola di sigarette.

MARY

gettando arance.

Addio! addio! felice ritorno!...

CHÉRIE

sventolando il fazzoletto.

Buona fortuna!...

Si ode il «Piffero» trionfale degli Highlanders Scozzesi.

CHÉRIE

Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sarà la vittoria — la vittoria e la pace!

ANNA

Arrivederci, Tommy!

MARY

col noto grido dei soldati inglesi.

«Siamo forse scoraggiati?»

VOCI DI SOLDATI

in coro tuonante.

«No!»

MARY

«Siamo forse tristi?»

Le Voci

«No!»

ANNA

«Temiamo la morte?»

LE VOCI

«No!...» Urrà!

CHÉRIE

Se andate nel Belgio salutatemi Givray...

LE VOCI

Urrà!

Il canto riprende e s'allontana.

LUISA

con un mantello e un velo esce vacillante dalla casa.

LUISA

Chérie!... Mirella!

CHÉRIE

correndo a lei.

M'hai chiamato?

LUISA

Conduci qui Mirella.

CHÉRIE va a prendere la fanciulla e la conduce da LUISA.

CHÉRIE

a LUISA.

Esci? Dove vai?

LUISA

Te lo dirò.

Inginocchiata davanti a MIRELLA.

Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, mamma!» Dì: «addio, mamma!»

Piange nascondendo il viso nella veste della fanciulla. MIRELLA immobile la guarda senza espressione.

CHÉRIE

Luisa, cara! Che cos'hai?

LUISA

a MIRELLA, singhiozzando.

Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È volata via — dì? È volata via — come una rondinella, spaventata dalle infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più?

La bacia appassionatamente con tristezza.

A CHÉRIE.

Riconducila via! E poi — torna!

CHÉRIE obbedisce. Indi ritorna subito a LUISA. MARY, ANNA e la figuretta immobile di MIRELLA rimangono per alcuni istanti in fondo al terrazzo, poi escono andando nel giardino.

CHÉRIE

a LUISA.

Luisa! Parlami.

LUISA

Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli.

CHÉRIE

tremante.

Di che cosa?

LUISA

quasi senza voce.

Di... quella sera...

CHÉRIE

Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era un sogno!...

LUISA

Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi — per te, forse, non fu che un sogno?

CHÉRIE

Non so... non so! Che cosa è accaduto? Cosa è stato vero di ciò che — ripensandoci — mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno preso Mirella — l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di rosso....

Come forsennata, rivivendo la terribile ora.

Poi... poi hanno legato anche me!

piangendo.

Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che rideva!... O me lo sono sognato? Vedi...

.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui...

con gesto agitato e ripetuto come per togliersi qualche cosa dalla fronte.

una specie di ragnatela... che non posso strappare.

LUISA

Mia povera Chérie!

CHÉRIE

cercando di ricordarsi.

Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi strillava... strillava... Ero io?

Aggrappandosi a LUISA.

Credi che ero io?

LUISA

rabbrividendo.

Ah!

CHÉRIE

Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile Fritz — rideva!...

E poi, più niente!

Un silenzio.

Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi guardavate con occhi di desolazione.

LUISA

Povera, povera creatura!

CHÉRIE

Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che eravamo come prima —

LUISA

prendendole la mano e parlandole da vicino.

Sei certa d'essere come prima?

CHÉRIE la guarda sbigottita senza comprendere.

Sei certa?

Un silenzio.

_Ti senti_ — come prima?

CHÉRIE

paurosa.

Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica — che sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò tutto...

LUISA

esitante, turbata da ciò che deve dire.

Io... io — non sono come prima.

CHÉRIE

agitata.

Perchè? Come? Cos'hai?

LUISA

Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà.

CHÉRIE

Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...

LUISA

Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita!

Mentre essa parla CHÉRIE è stata presa da un tremito convulso. Ora con un grido balza in piedi e si pone una mano sul fianco.

Ah! ancora! _ancora!_...

Cogli occhi allucinati, estatici, guarda in faccia a LUISA.

Che cos'ho?...

In un susurro.

Che cos'ho?!...

LUISA

Chérie!

CHÉRIE

come rapita in un'esaltazione immensa.

Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa — _vive_ — in me?!

Un lungo silenzio.

LUISA

piangendo.

Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte.

CHÉRIE

Che cos'è? Che cos'è?

LUISA

È la cosa terribile, Chérie!

Stringendola tra le braccia.

Chérie — tu sarai madre!

CHÉRIE

quasi senza voce.

Madre!... Io!...

Rimane immobile, estatica, come davanti ad una visione che l'abbaglia.

LUISA

Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te.

Abbassando la voce.

Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce.

CHÉRIE

sbigottita.

Non vedrà mai... la luce...

LUISA

No — no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino —

CHÉRIE

afferrandole il braccio.

Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ciò che ho sentito fremere... in me... è — _il mio bambino?_

Pronuncia queste tre parole con una soavità indescrivibile, lo sguardo estatico, le mani incrociate sul petto.

LUISA

Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche tu sarai salvata da quest'onta. Il dottore prenderà su di sè questa duplice responsabilità. Il delitto di cui sei stata vittima non avrà conseguenze.

CHÉRIE

Quale delitto?... Io non comprendo.

LUISA

inorridita.

Ma non ricordi — non ricordi ciò che è accaduto in quella notte della tua festa....

CHÉRIE

vagamente colla mano sulla fronte.

Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo più.

LUISA

Ma comprendi — comprendi —

additando il DOTTORE che esce dalla casa seguito dal Reverendo FRANK.

che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica fiammella di vita — egli la spegnerà.

CHÉRIE

con un grido selvaggio.

No!

Un grande silenzio.

LUISA

quasi senza voce.

No?! Che cosa dici?

CHÉRIE

No! Non voglio.

Il Reverendo muove verso di lei, grave e solenne, e le si ferma al fianco.

LUISA

Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza?

CHÉRIE

Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che sento....

Indietreggiando, grandiosa.

Ma so che qualche cosa di sacro è in me!

LUISA

Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che cosa dici! È una cosa mostruosa ciò che tu porti in seno.

CHÉRIE

stupita.

Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio?

Guardando da LUISA al DOTTORE con occhi paurosi.

Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio — non voglio.

IL REVERENDO

posandole una mano sulla spalla.

Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato in quest'anima — il sacrosanto istinto della maternità!

Al DOTTORE.

I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima?

Un istante di silenzio.

IL DOTTORE

È arbitra lei dei suoi destini.

LUISA

Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a Florian. A Florian che ti vuole sua sposa...

CHÉRIE

come in sogno.

Non lo ricordo.

LUISA

Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l'abbietto soldato ubbriaco che ti prese e ti legò...

CHÉRIE

Non ricordo.

Cogli occhi chiusi.

Non ricordo... non ricordo.

LUISA

Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?

CHÉRIE

Immobile, con voce dolcissima, rapita da un'estasi quasi ultra-terrena.

Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente, non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me!

Con un fremito immenso.

Ah! la mia creatura!... _vive, vive!_ — Colle sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!

Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.

CALA IL SIPARIO.

ATTO TERZO

La sala d'entrata nella casa del Dottor BRANDES, come al Iº Atto.

È sera.

LUISA, accanto al fuoco, legge una lettera. Con impeto di gioia se la reca alle labbra.

Si ode bussare alla porta d'entrata.

ATTO III.

LUISA

Chi è?

Una voce di donna risponde. LUISA apre la porta.

Entra JANE, infermiera della Croce Rossa americana. Veste l'uniforme grigia e rossa, colla croce rossa sul braccio.

Porta in mano una scodellina di latte e un piccolo pacco.

JANE

Eccomi.

LUISA

con un dito sul labbro per imporle silenzio.

Un momento, cara Jane.

Va in punta de' piedi a chiudere la porta drappeggiata della camera a destra.

JANE

Dorme?

Si toglie il lungo mantello.

LUISA

Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non s'è sentito un respiro.

JANE

Bene. Ecco il latte...

Depone la scodella.

... e guardate cos'ho qui!

LUISA

Un panino! Un panino bianco! Ma come avete fatto?

JANE

ridendo.

Altissime influenze... corruzioni negli alti circoli governativi...

LUISA

Ah, si vede che siete americana! Tutto vi riesce. Ottenete ciò che volete.

JANE

È vero che ci fanno un po' la corte. Anche verso di me — la più umile rappresentante degli Stati Uniti — si dimostra una benevolenza inverosimile. Ma vedo che avete una lettera!

LUISA

Pensate, pensate! Da mio marito...

Bacia appassionatamente il foglio.

JANE

Ma come avete fatto a riceverla?

LUISA

a bassa voce.

Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un uomo che pareva un contadino — sudicio, zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla porta — e appena l'ho socchiusa m'ha gettato sulla faccia il foglio — così — ed è fuggito.

JANE

È strano. — Sulla busta non c'è niente?

LUISA

Ma non c'era busta! E sul foglio non vi sono che poche parole: «Sto bene. Vi rivedrò. Vi abbraccio.»

JANE

Ma come vi spiegate —

LUISA

Non so! Non capisco.

JANE

Non importa capire. Aspettate e confidate.

Versa il latte in una casseruoletta e s'avvicina al fuoco.

LUISA

Sì — aspetto e confido.

Piega il foglio e se lo cela in petto.

JANE

accennando alla porta drappeggiata.

E Chérie? Si è alzata oggi?

LUISA

Sì.

JANE

È uscita!

LUISA

chinando il capo.

Sì.

JANE

impetuosa.

Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente il coraggio...

LUISA

amaramente.

Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! Jane! Quella passeggiata!... quella breve terribile passeggiata attraverso questo paesello che ci ha viste nascere — ah! che Via Crucis è stata per noi!

JANE

Vi hanno detto qualche cosa?

LUISA

Niente — niente! Nessuno ci ha detto niente.

Si copre il viso colle mani.

Non fatemelo ricordare — non fatemelo ricordare!

JANE

dopo un breve silenzio.

Ma nessuno vi ha salutato?

LUISA

Nessuno.

JANE

Povera Chérie...

Sospira.

Devo far bollire questo latte perchè trovi pronta la cena quando si sveglia.

China sul fuoco vi mette a scaldare il latte.

Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie...

LUISA

Che notizie?

JANE

misteriosa.

Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa.

LUISA

balzando in piedi.

Che cosa?!

JANE

Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete anche voi... l'arrivo di quel biglietto... Non so — non so. Sento che grandi eventi si preparano.

LUISA

Ah! tutto, tutto mi fa paura.

JANE

Paura?

LUISA

Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata qui. Questo paese, che da bambina amavo tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio se avessimo lasciato confiscare questa nostra povera casa, piuttosto che obbedire all'ordine dei nostri padroni e conquistatori! Era meglio rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, che non tornar qui ad essere scherno e dileggio di quanti ci conobbero — e per di più, sentirsi alla mercè delle belve che ci hanno conquistato.

JANE

Avete fatto il vostro dovere tornando qui. Non ve ne rammaricate. Quando vostro marito tornerà...

LUISA

scoraggiata.

Ma come volete che torni? Come volete che torni? Questo biglietto può averlo scritto dei mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero.

JANE

Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. Tornerà. E troverà sua moglie che l'aspetta, e la sua casa in ordine, e il suo paese —

abbassa la voce.

— spazzato dal vile nemico e riconquistato alla libertà!

LUISA

agitata.

Jane, che cosa vi fa dir questo?

JANE

col dito sulle labbra.

Zitta!

Guardandosi attorno.

So quel che so — ma non posso parlare. So che la salvezza è alle porte.

LUISA

Che cosa dite!

JANE

sottovoce.

Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra!

LUISA

con angoscia.

Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà Mirella, la sua bambina — muta! inconscia! Vagante nell'ombra della vita come un piccolo spettro. Ah povero Giorgio! Forse sarebbe meglio che non tornasse.

JANE

Ma Mirella guarirà.

LUISA

incredula e mesta.

Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti mesi ormai...

JANE

Perchè la lasciate ancora da madame Doré? Ora potrebbe venir qui. Capisco che un mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta subito dalla vostra vecchia amica. Ma ora che Chérie è guarita...

pausa.

... ora che... l'evento è compiuto —

LUISA

Jane — io tremo — io tremo di lasciarla entrare in questa casa.

JANE

sorpresa.

Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie?

LUISA

Agitata.

Non è questo.

Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo, in questa stanza stessa — che il terrore le ha sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà quando per la prima volta essa entrerà qui — quando rivedrà quella ringhiera a cui quei mostri l'hanno legata!... quando rivedrà — quella porta! Ah! quella porta!...

Addita la porta drappeggiata della camera di CHÉRIE.

Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti che le hanno agghiacciata l'anima, che me l'hanno mutata in una piccola statua di terrore!

Un silenzio.

JANE

Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla per sempre in casa d'estranei.

Una pausa.

E se...

Le afferra la mano.

... e se...

LUISA

Se cosa?

JANE

Se questa emozione — Luisa! non so — quasi non oso dirlo...

LUISA

Parlate!

JANE

Non potrebbe darsi che — come il trauma psichico le ha tolto la favella — il rinnovarsi della scossa morale...

LUISA

colpita.

Ah, cosa dite! cosa dite!

Si guardano a lungo.

LA VOCE DI CHÉRIE

nella stanza vicina.

Luisa!

LUISA

Vengo, cara! vengo!

Va alla porta a destra e l'apre.

È qui la cara Jane...

Torna indietro, guarda JANE un istante con occhio trasognato, indi esce rapidamente dal fondo.

JANE

parlando a CHÉRIE che ancora non è apparsa.

Ecco pronta la cena per la paziente!... una cena da principessa di leggenda.

Versa il latte caldo nella tazza e mette il panino su un piatto.

LUISA

che è andata a prendere un mantello ed ora l'indossa rapidamente.

State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io torno subito.

JANE

E dove andate a quest'ora?

LUISA

soffocata dall'ansia e insieme dalla speranza.

Vado — a prendere Mirella!

Le due donne si guardano per un istante con intensa commozione — poi LUISA esce rapidamente.

CHÉRIE pallidissima appare nel vano della porta. Indossa una vestaglia bianca ma si ravvolge tutta, freddolosamente, in uno scialle scuro.

CHÉRIE

parlando con voce debole e spenta.

Buona Jane!

JANE

Vieni, vieni vicino al fuoco.

CHÉRIE

venendo avanti lenta, e lasciandosi cadere nella poltrona che JANE le ha spinto accanto al fuoco.

Dov'è Luisa?

JANE