L'invasore: dramma in tre atti
Part 3
Chissà che odio hai in cuore contro di noi! Di' la verità.
MIRELLA
Io? Ma niente affatto. Sono contenta che siate arrivati. M'annoiavo a morte. E poi... io so il tedesco.
Fa una piroetta e getta un bacio a FISCHER.
«_Grüss Gott!_»
FISCHER
ridendo.
Quanti anni hai?
MIRELLA
pronta.
E tu?
I due ufficiali ridono.
FISCHER
Non hai paura di noi?
MIRELLA
Io — paura? Paura!
Ride convulsa.
Ma anzi... non ho mai visto...
Tira un fiato come un singulto.
... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla finestra... Non avete visto?
A FISCHER sedendogli accanto sul bracciolo del divano.
Ti fa sempre male il braccio?
FISCHER
Sì. Guarda.
Scopre la ferita.
MIRELLA
con un brivido.
Oh!
FISCHER
Ti fa pena?
MIRELLA
No, mi fa schifo.
FISCHER
ridendo.
Che bel tipo!
Entra LUISA portando una catinella d'acqua, e serviette e bende.
Essa depone in terra la catinella accanto al divano.
FISCHER
con ammirazione guardando LUISA.
Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie, bella signora!... Dite un po', vostro marito è medico, non è vero? Avrete in casa qualche disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato?
LUISA
Sì.
FISCHER
Portatemene, vi prego.
LUISA esce a sinistra e ritorna quasi subito con una fialetta in mano.
FISCHER
prendendo la fialetta.
Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta nell'acqua. Così.
Le rende la fialetta che essa depone sopra una mensola dietro al divano.
Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... Volete fasciare la ferita al nemico? Al nemico... ammiratore?
LUISA s'inginocchia accanto a lui e gli fascia la ferita.
VON WEDEL
a LUISA
Dov'è rimasta la colombella?
LUISA
Non so...
VON WEDEL
Vado a cercarla.
MIRELLA
con un grido.
No! Non voglio!
VON WEDEL
Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?
Va alla porta.
MIRELLA
precipitandosi.
Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia male.
VON WEDEL
ridendo.
Vieni pure, scorpioncino.
VON WEDEL esce con MIRELLA.
LUISA
Mio Dio!
Si slancia per seguirli.
FISCHER
Trattenendola.
Restate qui. Von Wedel non le farà nulla.
Mostrandole il braccio.
Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... me ne fate un'altra, guardandomi con quegli occhi così dolci e paurosi.
Avete paura di me?
Pausa.
LUISA
con un singhiozzo.
Sì.
FISCHER
Perchè? Non sono un selvaggio... non vi farò niente. Siamo più teneri noi altri nordici colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini.
Accarezzandole il viso.
Assai più teneri...
LUISA
scoppiando in pianto.
Per pietà!... per pietà!
FISCHER
bonario.
Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio dirvi che siete bella e che mi piacete...
La porta si apre ed entrano il Capitano GLOTZ e il tenente FELDMANN.
GLOTZ
sulla porta.
Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!... Ti disturbiamo?
FISCHER
alzandosi.
No — no! venite. Ho trovato una Samaritana che m'ha fasciato la ferita. Avete messaggi?
GLOTZ
Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su Tirlemont.
FISCHER
Avete pranzato?
FELDMANN
Niente. Siamo affamati.
GLOTZ
Qui c'è da sfamarsi...
Spingono la tavola verso il centro.
Entra VON WEDEL conducendo pel braccio CHÉRIE, che ha uno scialletto sulle spalle, seguita da MIRELLA che piange.
VON WEDEL
Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le legheremo le ali.
Toglie lo scialletto a CHÉRIE e fa per legarle le braccia dietro alle spalle.
MIRELLA
strillando.
Non voglio.
Con impeto d'infantile ira alza la mano per schiaffeggiare VON WEDEL.
VON WEDEL
Afferrandole il braccio e torcendoglielo con finta collera.
Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa.
FISCHER
paterno.
Via, lasciale stare, Hans.
GLOTZ
sempre a tavola.
I piagnistei mi guastano l'appetito.
Sogguardando le due fanciulle.
Cosa sono? Paiono ballerine.
FELDMANN
mangiando.
Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci.
FISCHER
facendo sedere LUISA accanto a lui sul divano.
Sorridete un poco, suora di carità! Bevete un sorso di champagne con me.
Le porge il suo bicchiere
LUISA
No! no!
FISCHER
Prego... un sorso...
FELDMANN
Al capitano bisogna obbedire.
Anch'egli siede accanto a LUISA sul divano e le prende le mani.
LUISA
piangendo.
Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci andar via... ve ne imploro.
GLOTZ
Che non ha smesso di mangiare.
Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l'appetito.
VON WEDEL
Mia cognata no. La voglio qui.
Mette lo scialletto intorno a CHÉRIE stringendone le braccia dietro le spalle.
A MIRELLA.
Rospo... tu puoi andare a letto.
MIRELLA
No! non vado a letto. Sto qui.
A FISCHER.
Vero, capitano, che mi fai star qui?...
Vedendo sua madre che piange seduta tra FISCHER e FELDMANN sul divano.
Perchè fai spavento a mia mamma? Lasciala andare, e parla con me. Io non ho paura...
LUISA
piangendo.
Mirella, Mirella, va via!
FELDMANN
Prendendo la chitarra.
Chi fa musica di voialtre?
VON WEDEL
Sarà il rospo!
Ride forte. A CHÉRIE.
Oppure sei tu, colombella?
L'attira a sè.
CHÉRIE
singhiozzando.
Lasciatemi.
MIRELLA
D'improvviso guardandosi intorno.
Ah!
Con uno strillo terribile.
Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via. Mandali via! Ho paura!
GLOTZ
sempre a tavola.
Questa qui mi dà fastidio davvero. Mi rovina la digestione.
A FELDMANN.
Portala via e chiudila in soffitta.
FELDMANN
ridendo.
Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati —
Abbranca MIRELLA.
LUISA
con un urlo, strappandosi alla stretta di FISCHER.
No! no... Dio!
Cade in ginocchi davanti a FISCHER.
Non permettete!...
FISCHER
severo a FELDMANN.
Non permetto.
FELDMANN
Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz fa venire l'indigestione...
VON WEDEL
Chiudila in cantina. Lì c'è nessuno...
Ridendo.
... eccetto sorci e rospi e ragni come lei.
FISCHER
bruscamente a FELDMANN.
Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio. E voi...
Con un'occhiata severa.
... tornate qui subito. Capite? Subito.
FELDMANN
Capisco.
Saluta, e porta fuori MIRELLA che piange e si dibatte.
FISCHER
A LUISA.
Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto.
Additando VON WEDEL e GLOTZ che bevono il cognac.
Non capite che per la vostra bambina è meglio così?
LUISA
Lasciate andare anche noi... anche noi...
VON WEDEL
Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche lei?
Ride sguaiatamente.
La mia cognatina in nessun modo va. Che ne dici, Glotz?
GLOTZ
Senza alzare gli occhi.
Ho fame io.
Si indovina nel contegno burbero di GLOTZ un celato desiderio di venire in aiuto delle donne e salvarle per quanto è possibile dalla brutalità degli altri tre.
VON WEDEL
Ho fame anch'io.
Stringendo CHÉRIE.
Da tanto tempo digiuno!
CHÉRIE
Non mi tenete così... scioglietemi le braccia.
VON WEDEL
No, no. Mi piaci così... in mio potere.
Avvicina il suo viso al viso di CHÉRIE.
Non chiudere gli occhi. Guardami bene in faccia. Son brutto? No, eh? Adesso bevi questo cognac.
Le mette il bicchiere alle labbra.
_Eins — zwei — drei_ — bevilo!
CHÉRIE distoglie il volto.
FISCHER
Sempre sul divano, a LUISA che s'è gettata in ginocchio davanti a lui.
Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina non accadrà nulla. Andiamo pure a vedere...
Si alza.
Ma è un buon uomo, Feldmann. Tutt'al più le avrà dato qualche scoppola per farla star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete...
Escono.
GLOTZ
venendo avanti.
A VON WEDEL che tiene sempre serrata nello scialletto la piangente CHÉRIE.
Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe meglio mandarla a farci del caffè?
VON WEDEL
A CHÉRIE.
Quell'uomo è brutale. È tutto stomaco. Io no. Sono tutta poesia.
Beve il cognac e abbraccia CHÉRIE.
GLOTZ
sedendole dall'altro lato.
Non gli credete. È più brutale lui di me.
Accende una sigaretta.
La disturba il fumo, signorina?
VON WEDEL
Ma no... fuma anche lei — guarda!
Si sporge avanti e le caccia una boccata di fumo sulle labbra.
Bella mia, se non bevi... guarda che ti dò da bere, io — allo stesso modo... come t'ho dato io il fumo. Capisci?... O non capisci?
Le porge un calice di champagne e la forza a bere.
CHÉRIE
singhiozzando.
Mio Dio! Mio Dio! Non c'è nulla, nulla ch'io possa dirvi perchè abbiate pietà?
VON WEDEL
Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti sciolgo le braccia.
Toglie lo scialletto col quale la teneva prigioniera.
CHÉRIE
Coprendosi il volto.
Orrore!... Orrore!...
VON WEDEL
ridendo.
Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui, è un bel giovane... E anch'io... Via, non mi pare di essere ripugnante.
GLOTZ
Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la nostra benevolenza non piagnucoli così. Pensi che da tre giorni non vediamo che lacrime, non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno proprio più nessuna impressione.
VON WEDEL
Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, cantassi, faresti di noi ciò che vuoi tu.
GLOTZ
Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... domateci!
VON WEDEL
E bevi dell'altro champagne.
CHÉRIE
Beve.
Non piangerò più. Non piangerò più.
Ripresa dal terrore.
Ma non farete nulla alla piccina!
VON WEDEL
Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi?
CHÉRIE
Nè a mia cognata.
GLOTZ
Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. La Niobe, del resto, è sotto l'ala del capitano Fischer che ha moglie e figli a casa.
CHÉRIE
Ah!
Con un gran sospiro.
Ha moglie... e figli?...
VON WEDEL
Sì, la moglie è grassa così!
CHÉRIE sorride.
E cinque figli.
CHÉRIE
sorridendo.
Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare che ha cinque figli... Non so perchè, ma mi sento un po' più rassicurata...
Con ingenuità soave a VON WEDEL.
Voi non li avete... cinque figli?
VON WEDEL
Facendola bere.
No. Noi no. Ma li potremmo avere.
GLOTZ
E subito!
VON WEDEL
E con entusiasmo!
CHÉRIE
Guardando dall'uno all'altro.
Mi pare di avere un po' meno paura di voi...
GLOTZ
Eh! lo champagne...
VON WEDEL
E il nostro fascino personale...
CHÉRIE
No. No. È perchè avete detto che vi piacciono i bambini. Allora non potete essere proprio cattivi...
VON WEDEL
ridendo.
I bambini! Ma sono una passione per noi. Non pensiamo ad altro...
Le bacia la nuca.
CHÉRIE
Ritraendosi.
Non fate così!
GLOTZ
Bevete una goccia anche dal mio bicchiere.
CHÉRIE
No — no! Ho paura che mi vada alla testa.
VON WEDEL
E quand'anche? Che male ci sarebbe?
Feroce.
Avanti!
La forza a bere.
CHÉRIE
Già briaca, sorridendo.
Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi...
Ride.
VON WEDEL
Adesso ci canti qualche cosa.
CHÉRIE
Oh! mi gira la testa.
GLOTZ
prendendo la chitarra.
Non importa. Io tengo la chitarra e tu la suoni.
L'attira a sè.
VON WEDEL
Irritato, a GLOTZ.
Non far l'imbecille.
GLOTZ
un po' brillo.
Tu accoppati...
Mette un braccio intorno a CHÉRIE.
VON WEDEL
Feroce.
Vuoi litigare?
GLOTZ
Io no. T'amo troppo.
Mette l'altro braccio intorno a VON WEDEL.
VON WEDEL
Allora beviamo alla fratellanza! — Vieni qua, colomba, che t'insegniamo a bere alla fratellanza come fanno gli studenti tedeschi.
Dà un calice a GLOTZ, uno a CHÉRIE, e ne prende uno per sè.
GLOTZ
cantando.
«_Cram pim — pam — pampuli! Crampampuli!_»
VON WEDEL
Intrecciando le braccia con quelle di CHÉRIE e di GLOTZ.
«_Immer fidel und sans-souci — trink'ich mein Glass crampampuli._»
GLOTZ E VON WEDEL
«_Cram pim — pam — pampuli — Cram pampuli!_»
bevono.
La porta s'apre... MIRELLA pallida stravolta colla veste lacera appare sulla soglia. Si arresta un istante immobile con gli occhi sbarrati guardando CHÉRIE tra i due uomini ubbriachi.
CHÉRIE
Tra il singhiozzo e le risa.
Mirella... Mirella...
corre da lei.
MIRELLA
Dio!... Dio!...
CHÉRIE
avvicinandola.
Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo non ci fanno niente...
MIRELLA
Guardandola con terrore.
Dio!... Dio!...
VON WEDEL
Volgendosi e vedendo MIRELLA.
Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina, rospo?
ride sguaiato.
MIRELLA
Sottovoce e ansante a CHÉRIE.
La mamma... l'hanno presa di forza e chiusa in camera...
CHÉRIE
Passandosi una mano sulla fronte e cercando di tornare in sè.
Corri fuori... corri... cerca aiuto...
MIRELLA
Siamo imprigionati in casa! Vi sono due soldati sulla porta... Ho voluto passare... allora uno m'ha dato un pugno... e l'altro... l'altro ha cercato di stringermi... non so... di stritolarmi...
VON WEDEL
Olà! Cosa mormori, rospiciattolo? Va via, va via.
MIRELLA
Terrorizzata a CHÉRIE.
Perchè, perchè mi mandano via? Cosa vogliono farti?
CHÉRIE
smarrita.
Non lo so, non lo so...
MIRELLA
Ti ammazzeranno?
CHÉRIE
Forse... Non piangere! Se piangiamo ci ammazzano tutt'e due.
VON WEDEL
Cantando mentre GLOTZ strimpella sulla chitarra.
«_Immer fidel und sans-souci — trink'ich mein Glass crampampuli_»..
CHÉRIE
Se potessimo spaventarli...
MIRELLA
O ucciderli.
CHÉRIE
Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi!
Poi, appena VON WEDEL si rivolge a parlare con GLOTZ.
Se potessimo pensare a qualche cosa!... per farli andar via!
Vedendo FISCHER che entra.
Senti, ho un'idea —
Susurrano insieme.
GLOTZ
A FISCHER, che è rientrato.
Oh, capitano! E dove siete stato?
VON WEDEL
con una risata grossolana.
Hai consolato la piangente Niobe?
FISCHER
Depresso, come chi ha commesso una vile azione, e ne è pentito.
Bah! lurido mondo.
VON WEDEL
Ma non hai mangiato, tu?
FISCHER
amaramente.
Eh va! ho pranzato e cenato. Vado a dormire.
GLOTZ
Un momento, capitano.
Si toglie di tasca una carta topografica e la spiega davanti a FISCHER. I tre uomini si consultano, parlando a bassa voce tra loro.
CHÉRIE
Che ha preso dalla mensola la fiala di sublimato corrosivo — piano, a MIRELLA.
Io lo farò.
Va in punta de' piedi alla tavola e, cauta, mentre gli uomini non l'osservano, prende la bottiglia di cognac.
MIRELLA
Fuori di sè.
Non farlo! Non farlo! Ti vedranno.
CHÉRIE
Lo so! Oh Dio, Dio! Non ne ho il coraggio!
Rimette sul tavolo la bottiglia di cognac.
MIRELLA
colpita da un'idea.
Ma potremmo dire che... l'abbiamo fatto! Così si spaventerebbero e andrebbero via.
CHÉRIE
Oh! No! ci ucciderebbero subito.
MIRELLA
Credi?
CHÉRIE
Sì, sì, credo. Ma quasi — lo preferirei.
MIRELLA
spaurita.
Preferiresti — che ci uccidessero subito? Ma cosa dici! Perchè?
CHÉRIE
Non so perchè. Ma sento che lo preferirei.
VON WEDEL
separando CHÉRIE da MIRELLA.
Basta di susurri...
Alzando tra le braccia CHÉRIE e facendola sedere sul tavolo. A FISCHER.
Guarda cugino! Una colombella briaca...
CHÉRIE ride debole e insensata, tenendo chiusa nella mano la fialetta di sublimato.
FISCHER
Lasciate stare le donne.
Esce.
VON WEDEL
Già. Sazio lui, esaurito l'argomento.
A GLOTZ, additando CHÉRIE.
Guarda un po', Glotz, come è bella quando ride!
CHÉRIE ride guardando MIRELLA che si mette a ridere nervosamente anche lei.
GLOTZ
Guardando dall'una all'altra.
E perchè ridete così?
VON WEDEL
È il vino.
CHÉRIE
No, no! Non è il vino...
VON WEDEL
E allora che cos'è?
CHÉRIE
sempre ridendo.
Penso... che se sapeste ciò che so io — non sareste qui!
ride come presa dall'isterismo.
VON WEDEL
E dove saremmo?
CHÉRIE
Sareste... dal dottore!
VON WEDEL
Ma ci siamo!
CHÉRIE
Appunto perchè ci siete, andreste, correndo... da un altro dottore!
MIRELLA
Sì, sì! correndo!
ride.
VON WEDEL
Cosa vuol dire?
GLOTZ
a VON WEDEL.
Vuol dire che ha bevuto troppo.
CHÉRIE
No... no!... siete voi — voi, che avete bevuto troppo — da quella bottiglia!
Addita la caraffa del rhum che i due hanno quasi vuotata.
GLOTZ
sconvolto.
Eh?
MIRELLA
Già... proprio da quella bottiglia...
CHÉRIE
Ormai...
ride.
... avete bevuto!
MIRELLA
battendo le mani.
Già... già... ormai avete bevuto...
CHÉRIE
E fareste meglio ad andare subito dal dottore...
MIRELLA
Subito... subito!
VON WEDEL
Che storie sono queste? Sei ubbriaca — vero?
Le afferra il braccio.
CHÉRIE
Sì... sono ubbriaca... o non avrei detto... ciò che ho detto.
GLOTZ
a VON WEDEL.
Che cosa tiene in mano? Guarda un po'...
CHÉRIE
Niente... niente.
Cela ostentatamente dietro alla schiena la fialetta del sublimato.
VON WEDEL
Dà qui.
forzandola ad aprire la mano.
Cosa diavolo?
Le toglie di mano la fialetta e legge esterrefatto.
«_Sublimato corrosivo!_» Sublimato!...
Lanciandosi su CHÉRIE.
Ah! strega!... canaglia!...
CHÉRIE
scoppiando in pianto.
Ma no! no... non ho fatto niente —
MIRELLA
Non ha fatto niente!
GLOTZ
a VON WEDEL.
Lascia stare, va! Ce ne saremmo accorti.
VON WEDEL
Oh per Dio... se non l'hanno fatta ce la volevano fare.
CHÉRIE
No! no! Non è vero.
VON WEDEL
Vero o non vero — me la pagherai.
CHÉRIE balza dalla tavola e fugge verso la porta a destra. GLOTZ l'afferra e la ferma.
MIRELLA
strillando.
Ma abbiamo fatto per ridere...
CHÉRIE
Per ridere...
VON WEDEL
Sta bene — adesso rideremo! Anche noi!
Afferra CHÉRIE che indietreggia contro la porta drappeggiata.
MIRELLA
balzandogli adosso come una tigre.
Lasciatela! lasciatela!
VON WEDEL
aprendo col piede la porta e guardando nella camera ancora illuminata.
Bene! Tutto quel che ci vuole!... Glotz! legala al letto!
Afferrando MIRELLA.
Quanto a te, scorpione, t'insegnerò io a mentire.
MIRELLA
strillando.
Ah, mi uccidi?
VON WEDEL
Aspetta, aspetta...
Con una sciarpa rimasta su di una sedia la lega rapidamente alla ringhiera. MIRELLA piange.
CHÉRIE
Che s'è inginocchiata ai piedi di GLOTZ.
Perdonatemi — perdonatemi! lasciatemi andare! Ho detto per farvi paura. Ho detto per ridere... non abbiamo fatto niente, niente!
GLOTZ
crollando le spalle.
Lo so, lo so. Non urlare. Tanto andava lo stesso a finire così.
Guardando VON WEDEL.
È un bruto quello lì.
CHÉRIE
cingendogli i ginocchi.
Salvatemi... salvatemi! Oh mio Dio, cosa mi farà?
GLOTZ
Bah! Se non è lui è un altro. Guai ai vinti, povera creatura.
CHÉRIE
Oh, voi siete buono — lo so che siete buono, lasciatemi fuggire —
Di fuori si odono voci di soldati ubbriachi che cantano «_Deutschland über Alles_».
GLOTZ
Dove volete fuggire? Sentite — sentite i soldati ubbriachi. L'inferno è scatenato.
VON WEDEL
Che ha legato stretto MIRELLA alla ringhiera col piccolo viso folle di paura rivolto alla porta aperta della camera da letto.
Ecco — e tu starai qui — starai qui — a vedere!
Va verso CHÉRIE e fa per trascinarla verso la camera.
A GLOTZ
Prendila per i piedi...
GLOTZ
Io no.
VON WEDEL
Vigliacco!
GLOTZ
Vigliacco tu!
Apre la porta ed esce. Sulla soglia incontra FRITZ che entra.
MIRELLA
Fritz! aiuto — aiuto!
CHÉRIE
con un grido di gioia.
Ah, Fritz!...
FRITZ
con sogghigno beffardo.
Oh! guarda, guarda! La santarellina che da un anno fa la superba con me!...
L'afferra, e con VON WEDEL la trascina nella camera vicina.
La porta resta aperta.
MIRELLA
sola, legata alla ringhiera, pazza di terrore.
Ah! no! — no! — no...
I suoi occhi si dilatano per l'orrore di ciò che vede. Si dibatte, si contorce, strilla... e traverso i suoi urli di creatura torturata si indovina l'atroce misfatto che si compie davanti a lei.
Nella strada passa una banda militare; le fiamme d'una casa incendiata illuminano la scena.
CALA IL SIPARIO.
ATTO SECONDO
Un paesaggio di campagna inglese.
Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del Reverendo FRANK, pastore Anglicano.