L'invasore: dramma in tre atti
Part 2
Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto a salutarti.
CHÉRIE
Timida e graziosa.
Grazie.
FLORIAN
Grave.
Ho tante cose da dirti!...
CHÉRIE
Dimmele, Lolò... oh...
correggendosi.
... dimenticavo!
si copre la bocca colla mano.
FLORIAN
Cosa dimenticavi?
La musica cessa nella stanza accanto.
CHÉRIE
Che non devo dirti Lolò. E che non devo darti del tu.
FLORIAN
E come mai?
CHÉRIE
No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chérie Brandes, e tu...
con un grande inchino.
... sei il signor tenente marchese Florian Audet.
FLORIAN
Per carità!
CHÉRIE
Ordini di mia cognata.
FLORIAN
Ma perchè?
CHÉRIE
Perchè ho diciott'anni.
FLORIAN
inchinandosi.
Non mi resta che obbedire.
Lunga pausa. Si guardano e non sanno che cosa dire.
Fa caldo... _signorina!_
CHÉRIE
porgendogli il ventaglio.
Desidera... _signore?_
Ridono.
Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?
FLORIAN
apre il ventaglio e fa vento prima a sè e poi a lei.
Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di essere paralizzato.
CHÉRIE
Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una conoscenza nuova.
FLORIAN
Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lolò, che ti tirerà le treccie quando sei cattiva.
CHÉRIE
No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più treccie...
volge civettuola la nuca.
Vedete?... Ti piaccio così?
FLORIAN
No. E bada che m'hai dato del tu.
CHÉRIE
Oh Dio! Anche tu!
Un silenzio. Guardandolo.
Io non so più come parlare...
FLORIAN
Neanch'io.
Chérie lascia cadere il fazzoletto. Florian lo raccoglie.
CHÉRIE
Sentitelo!
glielo avvicina al naso.
È profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa mi ha dato una bottiglietta... grande così... si chiama _white rose._ Dice che sono anch'io una «white rose». Ma voi non capite l'inglese.
FLORIAN
Fin lì capisco anch'io —
prendendole la mano.
rosellina bianca!
CHÉRIE
odorando il fazzoletto.
Com'è dolce! Vi piace?
Glielo fa sentire.
FLORIAN
No. Volete sapere qual'è il mio profumo prediletto?
CHÉRIE
Sì.
FLORIAN
Indovinatelo.
CHÉRIE
Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey Club?...
Ad ogni parola FLORIAN scuote il capo.
Oh, aspetta!... L'Origant di Coty...
FLORIAN
No.
Una pausa.
La benzina.
CHÉRIE
Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per l'automobile?
FLORIAN
No. Per voi.
CHÉRIE
Per me?
FLORIAN
Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il thè, qui; e voi eravate in collera con me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata una tazza di thè sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora siete corsa via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta rossa e compunta — mi avete guardato!
pausa.
Sentivate di benzina in modo straordinario.
Da allora in poi... la benzina...
Con molto sentimento, prendendole la mano.
... è sempre stato il mio profumo prediletto.
Un silenzio.
CHÉRIE
commossa.
Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro.
FLORIAN
tenero.
No... le ho inventate io... _signorina!_
CHÉRIE
Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»! Non so perchè... ma...
Pausa.
FLORIAN
Già. Anche a me fa quell'effetto.
CHÉRIE
Non ci daremo mai più del tu.
FLORIAN
Mai più.
CHÉRIE
È così rude e sgarbato.
FLORIAN
È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. Mi pare... non so come dirlo... di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che eravate una signorina. Mi pare solo adesso di vedervi.
CHÉRIE
Alzando gli innocenti occhi su di lui.
Anche a me.
Una pausa.
FLORIAN
Con grande tristezza.
E adesso... devo andar via.
CHÉRIE
Andrete lontano?
MIRELLA e le altre giovinette entrano allegre.
Prendono dalla tavola dei dolci a sorpresa e li fanno scoppiettare; ne tolgono dei cappelli di carta, dei fischietti, degli stornelli che leggono ad alta voce.
MIRELLA
Sentite lo stornello!
leggendo.
«Fiore di rosa, «So che m'amate e fate la sdegnosa.»
Corre a portare due sorprese a CHÉRIE.
Tieni Chérie!
Poi torna correndo dalle altre.
CHÉRIE
a FLORIAN che ha guardato il suo orologio.
Non guardate l'ora.
Tendendogli una sorpresa.
Tirate...
FLORIAN
grave e preoccupato.
Vorrei parlarvi.
Tirano la sorpresa e FLORIAN svolge distrattamente la carta collo stornello.
CHÉRIE
Leggete, leggete!
FLORIAN
Leggendo.
«Fiorin di pero, «La vita è un sogno, la morte un mistero.»
In tutta questa scena FLORIAN si sforza a celare sotto un'apparenza quasi gaia la profonda angoscia che è in lui.
CHÉRIE
ridendo.
Oh! com'è poco interessante. Proviamo quest'altra.
Tirano un'altra sorpresa A Chérie tocca lo stornello. Legge.
«Fior di mimosa «Quando vorrete sarò vostra sp...»
s'interrompe confusa.
Si guardano lungamente silenziosi.
Perchè mi guardate così grave?
FLORIAN
Chérie!
Le afferra le mani.
Devo andar via.
CHÉRIE
Andar via! così presto?
FLORIAN
Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò!
CHÉRIE
Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento non può aver bisogno di voi a quest'ora!
FLORIAN sorride amaramente.
E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire al colonnello che andrete domani.
FLORIAN
con traboccante agitazione, sentendo inevitabile e vicina l'ora in cui dovrà lasciar sole le donne incoscienti.
Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete letto i giornali? Vostro fratello, prima di partire non vi ha detto nulla?
CHÉRIE
Ingenua.
Ma sì... so che vi sono state delle cattive notizie...
Viene MIRELLA e circonda col braccio la cintura di CHÉRIE.
MIRELLA
A FLORIAN.
Dammi il tuo stornello.
Glielo prende di mano.
FLORIAN
sempre agitato.
Di ciò che accade intorno a voi — non sapete niente?
MIRELLA
Infantile.
Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la guerra!
CHÉRIE
Oh, quello lo so anch'io!
Con una crollatina di spalle.
Ma i nemici... la guerra... per noi donne è così lontano tutto ciò!
FLORIAN
Fuori di sè.
Lontano! Ma è a quaranta chilometri da qui.
MIRELLA
Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta chilometri?
CHÉRIE
leggiera.
Oh — come da qui a Verviers.
FLORIAN
Lento e scandendo le parole.
I nemici — sono — a Verviers.
CHÉRIE
A Verviers?! E che cosa fanno?!
FLORIAN
Che cosa fanno?
Feroce.
Dio! Dio!
Con un ruggito d'ira.
_Che cosa fanno?!_
MIRELLA
Allegra.
Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani ce lo dici.
Corre via a raggiungere le altre fanciulle.
CHÉRIE
Tornerete davvero domani?
FLORIAN
Domani!
Amaramente.
Ah, no. Non domani — nè per tanti domani... Ditemi addio — piccola white rose!
CHÉRIE
Addio...
Si ode il valzer suonato pianamente nella stanza vicina.
Gli dà la mano.
Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.
Con semplicità e mestizia.
Non ho neppur più voglia di ballare.
FLORIAN
Angosciato.
Chérie!... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche cosa da portar via con me.
CHÉRIE
Volete questo stornello?
Con soavità.
«Fior di mimosa, «Quando vorrete — sarò vostra sposa.»
Glielo porge.
FLORIAN
prendendolo e recandolo alle labbra colla mano di CHÉRIE.
Chérie! Per nessun altro mai sarà questa piccola mano?
CHÉRIE
grave.
Mai.
FLORIAN
Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! così puri... così puri! si direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo!
CHÉRIE
commossa.
Addio.
FLORIAN
Addio, Chérie!...
Egli sa che questo è forse un addio eterno. Con soffocato impeto di dolore.
Addio.
Esce.
CHÉRIE va alla finestra e sta immobile guardando giù.
Entra FRITZ e va rapidamente verso di lei.
FRITZ
con voce dura
Signorina —
CHÉRIE
volgendosi sconvolta.
Oh... Fritz!
FRITZ
Devo passare.
La prende rudemente pel braccio e l'allontana dalla finestra. Indi si sporge lui a guardar fuori. Con gesto rapido si toglie un fazzoletto dalla tasca e lo lega all'imposta.
CHÉRIE
sbigottita.
Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono?
FRITZ
fissandola negli occhi con insolenza.
No. Quelli — che arrivano.
Esce.
CHÉRIE
a LUISA che rientra.
Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto?
LUISA
terrorizzata.
Non capisco... Mio Dio, mio Dio...
Si guardano costernate. Le fanciulle appaiono gaie e ridenti sul pianerottolo, e danzano una quadriglia.
D'improvviso si ode lontano il rombo d'un cannone. Tutte si fermano. Vi è un istante di silenzio.
NELLY
ridendo nervosamente.
Che cosa sarà stato?
JEANNETTE
Un saluto per la festa di Chérie!
Tutte ridono.
LUISA
Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno.
TUTTE
Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo appena arrivate...!
LUISA
Correte — correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura!
Tutte le fanciulle si sparpagliano come un volo di passerette. Indossano i mantelli celesti, rosa, bianchi, baciano LUISA, CHÉRIE e MIRELLA.
Addio! Addio!
Un secondo rombo di cannone le ferma tutte immobili sulla porta.
NELLY
tra il riso e lo spavento.
I nemici?
LE ALTRE
Uh! che paura! Addio... Addio!...
Escono.
LUISA, CHÉRIE e MIRELLA rimangono sole.
CHÉRIE
dopo un breve silenzio guardandosi attorno.
Non so... mi pare di essere in un sogno...
MIRELLA
ancora sorridendo.
Fiorin di pero La vita è un sogno, la morte un mistero!
CHÉRIE
a LUISA abbassando la voce.
E... se... se davvero venissero qui?
MIRELLA
Chi?... Chi?...
LUISA
mettendole un braccio al collo.
I nemici... quelli che sono a Verviers.
MIRELLA
frivola e bambinesca.
Oh, se vengono, vorrei che venissero questa sera, mentre siamo vestite così!...
Fa svolazzare la gonna di tulle.
S'ode un nuovo rombo di cannone.
CHÉRIE
Luisa!... Luisa! Ho paura.
Nasconde il volto sulla spalla di LUISA.
LUISA
terrorizzata.
Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se potessimo richiamarlo.
Corre alla porta.
Fritz! Fritz!...
Dopo un istante.
Lina!
LINA
in giacca e cappello con una borsetta in mano, freddamente.
Sì? Cosa vuole?
LUISA
Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è Fritz?
LINA
È uscito.
LUISA
Uscito?... Ma dove è andato?
LINA
con un cattivo sorriso.
Adesso andrò a vedere.
CHÉRIE
Ma no, Lina! Sta qui con noi!...
LUISA
Vi vieto di uscire.
LINA
con insolenza.
Oh! Passato il tempo dei divieti.
Esce e chiude la porta.
CHÉRIE
Ma che cosa accade?...
LUISA
Non capisco.
CHÉRIE
Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... _quelli_ venissero — che cosa faremmo?
LUISA
Per carità! Non pensiamoci!
CHÉRIE
Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo pensare...
LUISA
Ma, mia cara, non verrebbero qui.
CHÉRIE
Non credi?
LUISA
Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so... all'albergo...
CHÉRIE
Credi? All'albergo?...
Una pausa.
Non posso imaginare...
Un altro silenzio.
Già, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto?... Cosa potrebbero volere da noi?
MIRELLA
cominciando ad impressionarsi.
Avete paura davvero?...
Ride, nervosa.
CHÉRIE
Se mai... certo non verranno — ma se mai... quando picchiassero giù alla porta, bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere.
S'ode fuori delle voci e un clichettio di sciabole.
MIRELLA
correndo alla finestra con uno strillo.
Ma sono qui...
LUISA E CHÉRIE
No!...
MIRELLA
Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati. C'è Fritz... è lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, vengono su!
Stanno tutt'e tre immobili guardando la porta; questa s'apre sbattuta villanamente dal di fuori.
Entrano il capitano FISCHER, quarantenne, il tenente VON WEDEL, bel giovane di ventisei anni, e tre soldati.
IL CAPITANO FISCHER
guardandosi intorno senza badare alle donne. Al tenente VON WEDEL.
Dunque qui, dove siamo?
VON WEDEL
leggendo una carta.
Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia — 12 stanze, scuderia, due cavalli, una motocicletta, cantina, telefono.
IL CAPITANO FISCHER.
Uomini adulti?
VON WEDEL
Uno solo, il dottore. Partito iersera — per la capitale, credo. Deve aver preso la strada di Tourgain.
FISCHER
C'era un nostro incaricato qui?
VON WEDEL
Sì, certo Fritz Müller.
FISCHER
Dov'è questo Müller?
VON WEDEL
Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto
FISCHER
Ah. Vediamo le stanze.
Consultando la carta.
Tre a questo piano, quattro di sopra —
A VON WEDEL gettando uno sguardo sulle tre donne.
Tu sta qui.
Esce seguito dai tre soldati.
VON WEDEL
Sta un momento immobile guardando da LUISA a CHÉRIE, da CHÉRIE a MIRELLA e ancora CHÉRIE. Un lento cinico sorriso gli si disegna sul volto. Poi si volge e va alla tavola del buffet.
Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate!
Prende un sandwich.
A LUISA.
Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa che vi facciamo?
LUISA
esterrefatta.
Signore — spero che avrete la bontà di tornar via. Mio marito non è qui.
VON WEDEL
ridendo.
Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni.
LUISA
Ma non torna stasera.
VON WEDEL
Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato?
LUISA
ingenua.
A Tourgain, per la via di Landor.
VON WEDEL
Attento.
Ah, per la via di Landor? — Solo?
MIRELLA
A LUISA.
Taci mamma! Non dirlo!
VON WEDEL
Ridendo.
Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche!
Ironico a MIRELLA.
Posso chiedere alla mamma se il papà è fumatore?
Le donne si guardano sbigottite.
VON WEDEL
secco, impaziente.
Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? Andatele a prendere. Su, donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un Nestor.
LUISA fissandolo con occhi trasognati s'avvia lentamente verso la scalinata — sale e sparisce.
VON WEDEL
S'avvicina a CHÉRIE e MIRELLA che indietreggiano.
Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... Vi siete vestite da festa per riceverci? Eh!...
Pizzica la guancia a CHÉRIE.
Come ti chiami tu?
Le due ragazze indietreggiano terrorizzate.
Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh?
Le prende il mento.
Rispondi.
CHÉRIE
senza fiato
Chérie.
VON WEDEL
Cosa mi dici? _Chérie?_ Caruccia anche tu.
Si china in avanti per baciarla.
MIRELLA
lanciandosi su di lui con un grido.
No!... No!
Fa per percuoterlo.
VON WEDEL
ridendo dell'ira di MIRELLA.
Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai cosa ti faccio!
LUISA entra portando delle scatole di sigarette. Le depone sul tavolo.
VON WEDEL
a LUISA.
Brava. E da bere cos'avete? Qui —
additando il tavolo.
... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? E cognac? e rhum? e kirsch? Portate qui tutto.
A MIRELLA.
Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto. Fa presto — va — va.
MIRELLA
No!...
Avviticchiandosi a CHÉRIE.
VON WEDEL
Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella?
MIRELLA
Non è mia sorella.
VON WEDEL
E cos'è?
MIRELLA
È mia zia.
VON WEDEL
ridendo.
Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Ma non è così. Le scambieremo; va bene, vipera? Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. Va bene?
MIRELLA
No!...
VON WEDEL
feroce.
Va a prendere da mangiare... corri o ti strozzo...
MIRELLA fugge.
LUISA
Signore... noi... noi non siamo che donne...
VON WEDEL
Eh! me ne accorgo.
Le prende il braccio.
LUISA
piangendo.
Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...
VON WEDEL
Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli ai sentimenti nobili. Abbiamo fame e sete. _Marsch_, buona donna.
LUISA si volge per partire.
E se pensate di scappare... se fra tre minuti non è tutto qui in tavola, io mi mangio questa colombella — capite? Me la mangio — _aah!_
Afferra il braccio di CHÉRIE e se lo porta alla bocca.
LUISA esce barcollando.
a CHÉRIE.
Che parentela hai con quella Niobe piangente?
CHÉRIE
a bassa voce.
È mia cognata.
VON WEDEL
Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... Caruccia!
Pizzicandole il mento.
E io sarò tuo cognato, va bene?
Rientra il Capitano FISCHER. Si ferma sulla porta a dare degli ordini ai tre soldati che lo seguono.
FISCHER
Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno le due stanze all'est. Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze e quattro uomini verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle undici. Non vi ubbriacate.
I soldati salutano e fanno per partire.
Oh! E lasciate stare le donne di malaffare.
Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione.
Pausa.
Donne non ne mancano.
I soldati salutano ed escono.
FISCHER
avanzandosi.
Tutto fatto. E qui si mangia?
VON WEDEL
Salutando.
Sì, mio capitano.
FISCHER
sciogliendosi la cintura.
Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che porcheria d'un paese. Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui cos'ho sugli stivali.
Sporge un piede.
Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa al braccio...
Si toglie la giubba.
VON WEDEL
Ma sei ferito.
FISCHER
Già.
Guardando CHÉRIE.
Cosa fa quella ballerina? Venga qui.
Le fa cenno di avvicinarsi.
Ha paura d'un povero ferito?
Si è tolto la giubba, e la manica della camicia appare macchiata di sangue.
VON WEDEL
Ridendo.
È mia cognata.
La caccia innanzi verso FISCHER.
FISCHER
Ridendo.
Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già accaparrata? Tu mi porti sempre via di sotto al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti i tuoi ventisei anni.
VON WEDEL
additando la piccola MIRELLA che entra portando delle bottiglie.
Eh! guarda com'è carina la viperetta qui.
FISCHER
Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.
Vede LUISA che entra recando altre bottiglie e bicchieri.
Oh! Ecco piuttosto...
VON WEDEL
con una grossolana risata.
Quella è la Niobe piangente.
CHÉRIE tenta fuggire ma egli la prende per un braccio e la trattiene.
FISCHER
Va incontro a LUISA e le prende le bottiglie dalle mani.
Bella signora — come vedete sono malconcio.
Additandole il braccio ferito.
Portatemi dell'acqua calda e fatemi da suora.
LUISA
con voce sorda.
Di sopra c'è acqua calda.
FISCHER
sdraiandosi sul divano.
Ah, ma io la voglio qui.
VON WEDEL
ridendo mentre stura la bottiglia di cognac.
La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, eh?
Sputa sul tappeto.
Lurido paese.
LUISA esce barcollando.
VON WEDEL
a CHÉRIE e MIRELLA.
Avanti con questa cena. Servite il capitano.
Beve.
CHÉRIE e MIRELLA restano immobili guardandosi in faccia. Stanno vicine l'una all'altra, terrorizzate e incerte.
VON WEDEL
con uno scoppio di voce.
Servite il capitano.
Le due ragazze prendono piatti e bicchieri e li porgono al Capitano FISCHER che è sdraiato sul divano.
FISCHER
Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male.
A MIRELLA.
Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua calda.
MIRELLA
Sì. Lo dirò.
Volgendosi a CHÉRIE.
Vieni anche tu con me.
VON WEDEL
afferrando CHÉRIE.
Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una deve sempre star qui.
Ride.
E noi la strozzeremo se le altre non tornano!
MIRELLA
Sto qui io.
A Chérie.
Va a chiamar la mamma.
CHÉRIE
ansante guardando dai due uomini a MIRELLA.
No!
MIRELLA
fissandola con grandi occhi.
Va, ti dico.
Mentre CHÉRIE le passa accanto.
E chiama Fritz!
CHÉRIE
piano.
Ci ha tradite.
Esce.
VON WEDEL
Eh la viperetta —
Si sdraia in poltrona.
ho fame. Puoi servire anche me.
MIRELLA
con aria selvatica e audace.
Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io non servo che i capitani.
Versa un altro bicchierino di cognac a FISCHER.
FISCHER
ridendo.
Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera.
Beve.
VON WEDEL
ridendo.
Impertinente rospicciattolo!
Si alza e va al tavolo.
FISCHER
a Mirella.