Part 4
Ma o traducianismo o trasmigrazione che sia, è necessaria certo a queste sètte una ipotesi, che assicuri la continuità dello spirito e spieghi e giustifichi i secolari dolori dell'umanità. La storia dei quali è raccontata da tutte le sètte catare presso a poco nello stesso modo. Da quell'ora funesta, esse dicono, che trionfarono le arti dello spirito maligno, gli angeli sedotti non ebber più riposo. Scacciati dal Cielo, dimenticarono e la patria e l'origine loro, nè altro Dio riconobbero da quello infuori che li avea tratti a rovina. Ed a lui s'inchinarono tremanti e vittime cruenti offersero per calmarne il furore e la bieca avidità di sangue. Così nacque la legge mosaica; così il demone corruttore usurpò per buona pezza il posto del buon Dio, ed ebbe autorità di codice sacro il vecchio Testamento, da lui ispirato, e nel quale ben disvelò la sua indole volubile, crudele e menzognera.[105] E codesto inganno sarebbe durato ancora, se il principio del bene, riscossosi alla fine, e risoluto di por fine al regno del suo rivale, non avesse mandato il suo diletto figlio per insegnare agli uomini la schietta verità.
Ma chi è mai questo figliuolo prediletto? È forse tutt'uno nella sua essenza col Padre, come insegna il domma del Concilio Niceno? No. I Catari riconoscono due soli principii, il Dio del bene e quello del male, e all'infuori di questi non ammettono altre divinità. Onde Cristo si deve considerare come un angelo, o se vogliamo un arcangelo, che scende in terra per ricondurre nella diritta via gli smarriti fratelli.[106] Quest'opinione evidentemente riproduce l'arianesimo, e per questo rispetto i catari furon chiamati ariani,[107] sebbene fossero pochissimi i punti di contatto tra cotesti eretici, ed i catari oltre alla dualità di natura tra Padre e Figliuolo insegnassero altresì essere il corpo di Cristo affatto apparente non reale.[108] L'Arcangelo, essi dicevano, mandato a salvare gli uomini non avendo peccato come gli altri angeli scacciati dal Cielo, non deve e non può assumere un vero corpo umano; chè nè di pena egli è meritevole, nè d'altra parte sarebbe possibile la compenetrazione di uno spirito puro coll'immonda fattura del Diavolo. Così i Catari insieme all'eresia di Ario rinnovarono il docetismo gnostico.[109] L'eresia ariana e la docetica sono agli antipodi, stantechè la prima ponendo maggior peso all'elemento umano in Cristo, ne assottiglia talmente la parte divina da ridurla all'influsso o ispirazione profetica; la seconda, invece rilevando l'elemento divino attenua di tanto il lato umano che lo tiene per vana apparenza (δόκησις). Eppure non ostante l'aperto antagonismo e l'una e l'altra opinione vengono accolte di conserva nel Catarismo.[110] Il quale se non crede alla realtà del corpo, molto meno può prestar fede alla passione e morte di Gesù.[111] Ben s'argomentarono gli adoratori del falso Dio di troncare sul labbro del Cristo la parola rivelatrice; ma non accorgendosi gli stolti dell'inganno orditogli, misero a morte quel che non potea morire, un corpo etereo, nel cui velo ben presto riapparve il Maestro ai discepoli per confermarli nella nova fede.
II
Esposte le dottrine proprie dei Catari, non sarà inutile esaminare come combattessero le dottrine altrui. Essi riconoscevano nella Chiesa primitiva la vera Chiesa di Cristo, che custodiva con cura gelosa gl'insegnamenti del suo Maestro, e ne seguiva scrupolosamente gli esempi. Ma dall'infausta donazione di Costantino in poi ella si corruppe, e tolsero a governarla i suoi più fieri nemici, che più che a Dio servono al Diavolo, a cominciare da quel Silvestro, che accettando il funesto dono, venne meno ai precetti del divino Maestro, e ben può dirsi l'Anticristo.[112] Corrotto il costume, fu guasta la dottrina, e venner proclamati come dommi gli errori più manifesti, che metton capo nell'intendere alla lettera i simboli e le allegorie dell'Evangelo. Così nacque il domma della transustanziazione, secondo il quale il pane ed il vino mutano la propria natura in quella del corpo e del sangue di Cristo, conservando pure gli accidenti della prima sostanza.[113] Ma Gesù nel pronunziare le parole: _Hoc est corpus meum_ adoperava certamente un linguaggio figurato,[114] che stoltamente vien torto a significare un'assurda consacrazione di sostanze caduche e create dal malefico Dio.[115] Nè intendeva il divino Maestro che ogni giorno avesse a rinnovarsi il suo sacrifizio a pro' dei ministri del culto, che dal mercato delle messe traggono i loro più lauti profitti; nè molto meno insegnò mai che i suffragi dei sacerdoti potessero applicarsi alle anime dei defunti per affrettarne l'entrata in Cielo.[116]
Ma se la dottrina delle preghiere pei defunti, e quelle del Purgatorio strettamente connessavi non potevano essere accolte dai Catari, pei quali l'espiazione sta nel migrare dell'anima da un organismo nell'altro,[117] molto meno accetto dovea lor tornare il domma della risurrezione della carne. Imperocchè in esso s'attribuisce allo strumento, col quale si opera, la pena o il premio proprio solo dell'operante, e si glorifica e mette quasi a paro del puro spirito il corpo, che è fattura del Dio malvagio.[118] Parimenti sembra loro strano che si attribuisca ad un elemento di questo basso mondo, come l'acqua,[119] una virtù santificante; ma più assurdo ancora pare loro il battesimo dei bambini, ai quali si somministra un sacramento quando non ancora sono in istato di accoglierlo; onde il più importante atto della vita religiosa, qual è quello di riconoscere in altri il credente nella propria fede, diviene una cerimonia affatto vana ed esteriore.[120] Nè meno irragionevole è il culto delle imagini, le quali contrariamente allo spirito del Cristianesimo non si tengono per simboli degli Enti spirituali che rappresentano, ma per oggetti forniti di un potere magico e miracoloso.[121] Nello stesso modo che s'intende per casa del Signore, non il cuore del credente, ma l'edifizio fabbricato di pietre e mattoni, e superbamente decorato di marmi e d'oro.[122] E per tal guisa si falsa il significato delle cose, e non si dubita di fare onore alla croce, che fu ed è uno strumento d'ignominia.[123]
III
Chi ha seguita l'esposizione delle dottrine dommatiche dei Catari potrà di leggieri indovinare il carattere severamente ascetico della loro morale, e delle pratiche religiose. Se il mondo è opera dello spirito del male, qualunque affetto o desiderio che maggiormente vi leghi lo spirito penitente, lo allontana dal sospirato termine dell'espiazione. Il vero cataro adunque, a simiglianza del divino Maestro, non possiede nè case, nè campi, nè altre ricchezze; tutto l'aver suo mette in comune cogli altri, e va campando miseramente la vita col lavoro delle sue mani.[124]
Ed al pari delle ricchezze ei condanna gli onori e la possanza, intorno alla quale si affatica la vana ambizione degli uomini, non risparmiando guerre sanguinose o arti fraudolenti per conquistarla. Ma la guerra è opera violenta, che i seguaci del cattivo demone possono desiderare ed imporre nel loro furore, non certo le miti creature del Dio buono, i quali invece la condannano sempre, anche quando provocata dagli altri, o fatta a propria difesa.[125] E non meno della guerra riprovano l'uccisione del proprio simile così da negare financo ai poteri pubblici il diritto di mettere a morte i cittadini che infrangono la legge. Questi eretici in mezzo ad una società efferata e violenta predicavan l'abolizione del patibolo.[126] I costumi dei Catari sono miti; e solo contro il proprio corpo incrudeliscono, nè per rintuzzare gli appetiti perdonano a digiuni e mortificazioni, di parchissimo vitto si contentano, e severamente proibiscono il nutrimento animale, perchè non è lecito uccidere gli animali, e distruggere l'organismo ove può essere trasmigrata un'anima peccatrice.[127] E non meno dei piaceri delle mense il cataro sa vincere gli allettamenti del sesso, nè s'illude che alcuna differenza corra tra congiungimento e congiungimento, nè stima il matrimonio meno illecito della venere vaga.[128] Imperocchè e l'uno e l'altra menano alla stessa conseguenza di ritardare pel corso di nuove generazioni il ritorno delle anime alla lor patria celeste.[129]
Tutte queste massime mettono capo nel principio che governa l'ascetismo: lo scopo della vita essere la continua preparazione alla morte. La quale per conseguenza non temuta e aborrita dal Cataro, è invece ardentemente desiderata, come il termine del doloroso pellegrinaggio. Talchè si comprende bene come non sia vietato ma raccomandato il suicidio, quando si corra il pericolo di ricadere nell'impurità antica. Così i malati, ricevuto l'estremo conforto religioso, affrettano la morte coll'astenersi dal cibo, o mettersi, come dicevano, in _endura_.[130] Parimenti si mette in _endura_ chi è per cadere nelle mani degli inquisitori, o cadutovi venga condannato al rogo.[131]
Molto più difficile a spiegare è il divieto del giuramento, il quale era così assoluto che un Cataro dichiarava agli inquisitori non giurerebbe anco se col giuramento suo potesse convertire gli uomini tutti al Catarismo.[132] Che fosse assolutamente proibita la menzogna è naturale. Il diavolo è di sua natura falso e bugiardo, e chi lo imita non può entrare nel regno del buon Dio. S'intende anche che il rigorismo cataro possa per l'amore della verità condannare financo la menzogna pietosa e la necessaria; ma perchè s'ha da avere in orrore il giuramento, anche quando nell'interesse della giustizia e dello Stato serva a stabilire la verità? Questo senza dubbio è uno dei tanti tratti caratteristici di quel misticismo nebuloso, che per elevare la Divinità, la circonda di silenzio e mistero impenetrabile. L'Ente Supremo dagli gnostici è chiamato βοθὸς (profondità) e Σιγή (silenzio), e dagli gnostici e neoplatonici insieme ἃῥῤητος (innominabile). Non diversamente lo concepiscono i Catari, ai quali sembra per conseguenza una profanazione che non solo si ardisca di nominarlo invano,[133] ma lo si chiami a testimone nelle nostre meschine contese.[134]
IV
Ma non s'ha a credere che tutti i Catari adempissero scrupolosamente agli obblighi imposti dalla loro religione. Rinunziare alla proprietà, abbandonare la famiglia, consacrarsi al celibato, digiunare almeno due volte la settimana, astenersi rigorosamente dalla carne, dalle uova, dal burro, non era certo da tutti; e se la nuova religione avesse chiesti sì gravi sacrifizii, le sue fila si sarebbero ben presto diradate. Furon fatte adunque due classi, i perfetti e i credenti.[135] Questi ultimi non doveano seguire tutte le pratiche religiose, nè lasciare le famiglie o spogliarsi dei beni, ma solo tenersi stretti ai credenti nella stessa fede. E della fede neanco tutti gli articoli erano loro disvelati, ma quelli solo che meno contrastavano alle credenze antiche, o eran già preparati da vecchie eresie.[136] E così venne fatto, come diremo, a suo luogo, che una setta ben più affine al dualismo persiano che al monoteismo occidentale, mentite le sembianze di un cristianesimo più razionale,[137] riuscisse non rare volte a scalzare la religione dominante. Dai credenti dicemmo doversi distinguere i _Perfetti_, ben meritevoli di questo nome per la vita aspra e faticosa che menavano, e per l'olocausto che facevano di tutti gli affetti ed allettamenti del mondo, al quale, come opera del demonio, viveano affatto estranei. E per questa via sebbene imprigionati nel corpo, si sentivano uniti col Dio buono, di cui aveano accolto il santo spirito nel _Consolamentum_.[138]
Il _Consolamentum_ era la funzione religiosa più importante dei Catari, che valeva ai loro occhi più del battesimo cattolico. Vedemmo già come essi condannassero il battesimo coll'acqua, uno degli elementi creati dal demonio,[139] Siffatta cerimonia non fu istituita da Gesù, ma dal Battista il quale si deve tenere per falso profeta,[140] onde a ragione il Vangelo di S. Matteo (III, 11) e i Fatti degli apostoli (I, 5) opposero al battesimo con l'acqua quello con lo spirito o col fuoco.[141] E basta secondo il costume degli apostoli imporre le mani sul capo dell'iniziato, perchè su lui discenda lo spirito del Signore.[142]
Per conferire il _Consolamentum_ bisognava esser puri da peccato mortale, perchè d'accordo coi Patarini i Catari credevano che non possa assolvere gli altri chi pria non abbia assolto sè dal peccato.[143] Per ricevere il _Consolamentum_ bisognava esser ben preparati; nè solo conoscere la vera dottrina religiosa, ma pronti a metterla in pratica. Imperocchè chi riceveva il _Consolamentum_ poteva altresì trasmetterlo agli altri. E come sarebbe stato capace di tanto, se non avesse rotto qualunque vincolo colla materia impura? Il consolato entrava adunque nella classe dei _Perfetti_, e da quel giorno incominciavano le sue terribili prove. Ei non apparteneva più a sè, ma alla comunità. La sua vita non avea altro scopo se non insegnare la verità, combattere l'errore, disporre e preparare gli animi alla comunione col Santo Spirito. E se in questo duro e faticoso apostolato gli accadeva d'incontrare la morte, tanto meglio per lui, chè la sua anima era ben certa di non ricadere più nella terrestre prigione.
Avendo il _Consolamentum_ la virtù di sottrarre l'anima all'impero del Demonio, e congiungerla collo spirito del buon Dio, ei pare che pervenuti a quest'alta cima, non si debba più ridiscendere a valle. I _Perfetti_ adunque sarebbero non solo di nome ma di fatto, e la virtù religiosa ne avrebbe talmente compenetrata l'anima, che non potrebbero più spogliarsene ricadendo nel peccato. Così par che la pensassero alcuni Catari, ai quali Moneta[144] rimprovera di tenere per impeccabili i ministri del Signore. Ma il Moneta stesso e tutte le altre testimonianze affermano d'accordo che la maggior parte dei Catari teneva l'opinione affatto opposta, vale a dire che anche ricevuto il _Consolamentum_ si potesse ricascare nel peccato.[145] Per questa ragione i più differivano a prendere il _Consolamentum_ fino al punto di morte, sentendosi allora solo sicuri di non tornare vittima del Demonio. Durante la vita si era sempre esposti alle sue seduzioni, che se ei fu da tanto da corrompere i puri spiriti del Cielo, qual meraviglia che riesca a riconquistare un'anima, pur sempre avvinta al suo corpo? Se non che la ricaduta è oltremodo pericolosa, e ben difficile è il rilevarsi, e più dure prove si chiedono per essere degni di un secondo _Consolamentum_.
Quelli che non ricevono il _Consolamentum_, non sono uniti collo spirito del Signore, e se muoiono, la loro anima, tuttora in balìa del demonio, deve incarnarsi in un altro corpo, e ricominciare di nuovo il corso della sua espiazione. Si comprende con che ansia il Cataro aspetti questo sacramento, e come i Perfetti non debbano risparmiare fatiche e pericoli per somministrarlo a chi lo richiegga. E non si risparmiavano davvero, che anche in mezzo alle più occhiute persecuzioni, apparivano presso al letto del moribondo, quando meno lo aspettavano; onde il popolo li avea in grande venerazione e li chiamava buoni uomini, ragione per cui l'eresia dei Catari fu detta _des Bonshommes_.[146]
Oltre al _Consolamentum_ poche altre funzioni religiose ammettevano i Catari.[147] Ad imitazione della Cena cristiana celebravano la _benedizione_ del pane. Quando interveniva un Perfetto alla mensa dei fedeli, diceva l'orazione domenicale, e poscia benedetto il pane lo spezzava, distribuendone i pezzetti ai convitati, cui diceva «Che la grazia del Signore sia sempre con voi».[148] Così anche praticavano la confessione pubblica e solenne in luogo dell'auricolare, che condannavano.[149]
Della gerarchia cattolica la Chiesa Catara non conservava se non due gradi, i vescovi ed i diaconi.[150] Ogni vescovo avea con sè due ministri, uno maggiore, l'altro minore. Alla morte del vescovo gli succedeva il ministro maggiore, il quale era ordinato e consacrato dal minore.[151] Per togliere questo assurdo più tardi si decretò che il vescovo stesso ordinasse colui che dovea succedergli.[152]
V
L'origine del Catarismo è molto oscura, onde ogni scrittore si crede in obbligo di combattere i suoi predecessori, ed escogitare una nuova congettura. Lo Schmidt, che scrisse la migliore storia del Catarismo, opina esser nata questa eresia spontaneamente presso i Bulgari sul cominciare del secolo decimo. Ei ricorda che non appena convertiti i Bulgari al Cristianesimo nell'862 da Cirillo e Metodio, l'opera di questi missionarii fu ben presto intralciata da due dissidii che dilacerarono in quel torno la Chiesa cristiana orientale. Il primo dei quali fu dovuto all'antica rivalità tra Roma e Costantinopoli, rinfocolata poi dall'essersi il re Bogoris rivolto al Pontefice Romano per missionarii che compissero l'opera di Metodio. Il secondo dissidio nacque tra gli Slavi convertiti da qualche secolo che usavano la liturgia latina, e quelli recentemente conquistati alla fede da Metodio, ai quali il Papa avea concesso l'uso della lingua nazionale. Sino alla morte di Metodio la scissura fu soffocata, ma rinacque subito dopo, ed i Greco-slavi ebbero a cedere ai prepotenti latini. Si aggiunga che gli Slavi non potevano obbliare così presto l'antica religione, tanto vero che nell'869 il Concilio di Costantinopoli fu costretto d'interdire ai Traci e Macedoni, convertiti sin dal settimo secolo, le rimembranze dell'antico culto. Non è improbabile che in tale stato d'incertezza tra l'antica e la nuova fede, da questa prendessero l'idea monoteistica, e tramutassero i loro antichi Dei nel diavolo, che avea tanta parte nelle prediche dei missionarii del medio evo. C'est au milieu de ces circonstances que parut parmi les Slaves, peut-être dès le commencement du dixième siècle, l'hérésie du dualisme Cathare. Est-ce une opinion trop hasardée, si nous admettrons que ce système sortit de quelque couvent greco-slave de la Bulgarie, dont les moines, irrités de l'invasion d'un culte qui répugnait a leur nationalité, et se livrant en même temps à des speculations tour à tour subtiles ou fantastiques, étaient arrivés à la conclusion que deux principes se partagent le gouvernement du monde, et que pour être pur (καθαρὸς) il faut affranchir l'esprit de toutes les entraves de la création matérielle? (Schmidt, I, 7).
Questa ipotesi non pare che spieghi pienamente l'origine del Catarismo. Potrebbe benissimo renderci conto del culto reso in segreto agli antichi dei, trasformati in demoni, come accadde dovunque la religione cristiana fu innestata a tronco pagano; ma non ci spiegherebbe come mai si attribuisse al demone tanto potere, da farlo creatore dell'universo materiale. Nè molto meno è facile ad intendere come in mezzo a popolazioni semibarbare, appena convertite al Cristianesimo, nascesse il pensiero di paragonare la nuova religione non alla propria, ma alla mosaica, e quest'ultima considerare come l'opera di un Dio maligno.[153] Nei primi secoli del Cristianesimo, in quei centri cosmopolitici che erano Alessandria ed Antiochia, ove il pensiero filosofico greco venne tante volte a contatto col misticismo orientale, si comprende benissimo come nascessero le audaci speculazioni dei gnostici.[154] Ma non si capisce egualmente come siffatto movimento intellettuale dovesse aver luogo tra popoli, che non poteano ancora assimilarsi l'antica coltura.
Quest'arditezza speculativa è già un sicuro indizio non essere il Catarismo una creazione bulgara, ma ben piuttosto l'avanzo di antiche eresie, nate sotto altro cielo, e in altre condizioni sociali, e trapiantatesi in Bulgaria nel tempo più propizio alla loro diffusione. Non dubito dunque di seguire l'antica tradizione, secondo la quale i Catari sarebbero manichei imbastarditi;[155] nè temo che le difficoltà opposte dallo Schmidt non sieno per rimuoversi facilmente. Ammettiamo pure che al catarismo manchi cette forme mithologique si remarquable qui est particulière au manicheisme ... o anche l'idée gnostique de la matière (ύλη) en lutte avec la divinité (II, 256). Ma è forse strano che una credenza, una leggenda, un sistema filosofico trapiantandosi da un luogo ad un altro non perda molti caratteri, e ne acquisti altri per adattarsi al nuovo ambiente in cui deve vivere? E che meraviglia se non trovi nel Manicheismo il domma del _Consolamentum_ essenziale alla religione catara? Non trovi la parola, nè la formola ed il rito religioso; ma certo il concetto della purificazione dell'anima, che accolse in sè il Santo Spirito, non manca. Noi non diciamo che il Catarismo sia il Manicheismo nella sua forma primitiva; tutt'altro. Il tempo avea già scoloriti molti tratti della dottrina religiosa di Mani, ed il nome stesso del fondatore era già obbliato; che perciò? non accadde lo stesso nel secondo secolo a Valentino, a Basilide e ad altri fondatori di sètte gnostiche, i cui nomi erano sconosciuti a coloro stessi che se ne appropriavano le dottrine?[156]
Del resto lo Schmidt stesso non può fare a meno della tradizione manichea. Quand on songe que les souvenirs du manicheisme s'étaient conservés longtemps dans les couvents de l'orient notre opinion ne doit pas paraître dénuée de toute probabilité (I, 8). Nelle quali parole egli riconosce essere il Manicheismo la prima fonte onde attinsero i Catari, il che non esclude che altri rivoli secondarii vi si mescolassero per via. In tutti i grandi movimenti religiosi accade quello che notammo del Catarismo, nel quale intorno al nucleo della dottrina dualistica si aggrupparono le più vecchie eresie, che viveano tuttora occulte e dimenticate nelle lontane solitudini dei pensatori. E per tal guisa si formò un insieme di dommi non molto omogenei, ma il cui contrasto sfuggiva all'acume dei recenti alleati. Noi già trovammo più su accanto alle tradizioni ariane della distinzione sostanziale tra Padre e Figlio le fantasticherie docetiche sul corpo apparente di Gesù. Ed insieme alle mistiche descrizioni del regno celeste, e della trasmigrazione delle anime le polemiche di Claudio di Torino contro l'adorazione delle immagini, e quelle più radicali di Berengario contro l'Eucaristia.[157] Ma non perchè queste continue aggiunte dieno una nuova impronta al Catarismo, non per questo s'ha da sconoscere la sua stretta parentela coll'antico manicheismo,[158] il quale non ispento dalle persecuzioni rifioriva prima in Ispagna per opera di Priscilliano,[159] e più tardi in Armenia coi Paoliciani;[160] di lì si diffuse tra gli Slavi; e dalla Bulgaria pel tramite dei commerci passò in Italia, e quindi in Francia.
VI
Toccato dell'origine studiamo ora la DURATA, DIFFUSIONE, ed INTENSITÀ del movimento cataro.
Fino dai primi anni del secolo decimoprimo serpeggiava per l'Aquitania la nuova eresia, come ne fa fede il cronista contemporaneo Ademaro.[161] E questi e Rodolfo Glaber del pari fanno menzione di dieci canonici di Orleans, scoperti come manichei nel 1022, e dati alle fiamme per ordine di Re Roberto.[162] Ma dacchè secondo lo stesso Glaber siffatto movimento vien propagato dall'Italia, è lecito supporre che tra noi si manifestasse l'eresia molto prima del 1034, anno in cui Girardo di Monteforte venne a furor di popolo bruciato vivo in Milano.[163] Nè andremo lungi dal vero se la faremo risalire alla fine del secolo decimo. D'altra parte il catarismo militante vien meno al cominciare del secolo XIV, quando alle cruenti crociate contro gli Albigesi successero le stragi dell'Inquisizione. Sicchè non tenendo conto di qualche resto cataro, scoperto da Vincenzo Ferrer nel 1402 o in Lombardia, o nelle inaccesse valli del Pellice e Clusone, la durata dell'eresia catara nell'occidente oltrepassa i tre secoli.