Part 2
Ma l'inglese si batte la fronte come un uomo colpito da una improvvisa ispirazione: e volgendosi ai barcajuoli: «quanto costare questa barca... se io voglio comperare...?
Dopo aver scambiato col compagno alcuni gesti insignificanti, uno dei barcajuoli risponde: «trattandosi di far piacere a milord, noi saremmo disposti a cedere la nostra barca per mille svanziche.»
--Ebbene! io prendo la barca!... a patto che la tiriate fuori dell'acqua... e bruciate subito grande incendio per asciugami....
I due barcajuoli, sbalorditi da quella proposta, esitano alquanto ad obbedire--ma dietro insistenza del _lord_, che già manovra di pugni e minaccia di voler _bozzare_ risolutamente per ridurli al suo volere, essi tirano in secco la navicella, spezzano i remi ed il timone, affastellano gli attrezzi combustibili, e finalmente risolvono di dare il fuoco alla catasta. Mezz'ora dopo, immensi globi di fumo si elevano dalla spiaggia--la barca prende fuoco crepitando, e l'inglese, tutto nudo, si abbrustolisce dinanzi a quell'incendio, e applaudendosi del suo trovato, già enumera le _vittime_ che dovranno pagargli la spese.
Questo secondo stratagemma infiammò di entusiasmo tutti i villeggianti--di là ad una settimana, _Lord Boldegrits_ era l'argomento di tutte le conversazioni, il _lion_ della società più aristocratica, l'idolo delle signore. Per un sorriso, per una stretta di mano di _Lord Boldegrits_, i più doviziosi ed orgogliosi proprietari delle ville comensi si sarebbero rovinati.
Inneggiate al glorioso _puffista!_--vedetelo signore di un'intera provincia--divenuto arbitro dei milioni altrui per il tenue sacrifizio di mille e centocinquanta svanziche?--E voi, eterni incorreggibili allocchi della classe più elevata e, a dir vostro, più intelligente, accorrete in massa a deporre i volontari tributi a questo idolo abbagliante.--I banchieri di _Lord Boldegrits_ sono in ritardo--presto!--offritegli una bagatella di trentamila lire tanto ch'egli non rimanga, Lord Boldegrits, in diffetto di spiccioli!--Lord Boldegrits ha perduto una somma enorme sulla parola--a voi, buoni figli di S. Ambrogio!... prima che passino le ventiquattro ore pensate a fornirgli l'occorrente--per adempiere a' suoi impegni d'onore.... Lord Boldegrits vi rimetterà una cambiale pagabile dappertutto a vista d'orbo--e frattanto somministrerà degli a conti segreti a vostra moglie... ed anche, se più vi piace, sposerà vostra figlia nel prossimo mese che non ha mai da venire....
Come sia finita la storia di _Lord Boldegrits_ è assai facile immaginarlo a qualunque sia mediocremente dotato di spirito _puffustico_.--Lord Boldegvits, dopo la villeggiatura fu condotto a Milano fra le ovazioni e le feste de' suoi ospiti milionarii--egli rimase nella città di S. Ambrogio fino allo sparire del dicembre--e la sera di Santo Stefano, dppo essersi accapparrato coll'ultimo _puff_ un palco di prima fila per assistere alla solenne inaugurazione del teatro alla Scala, parti durante il secondo atto dell'opera... per regioni inesplorabili.--Due mesi dopo si diceva in Milano che _Lord Boldegrits_ aveva _puffato_ ai suoi numerosi ammiratori la somma complessiva di lire duecentomila.--Non s'è ancora detto s'egli abbia fino ad ora pagati gli interessi del cospicuo capitale.
Io vi ho dato un esempio di _vittima collettiva_; vi ho dimostrato come la efficienza del _puffista_ di prima categoria possa esercitarsi contemporaneamente sopra molti individui, e conquistare delle città, delle intere provincie con poche mosse strategiche.
I puffisti di seconda e terza classe debbono andare più cauti nelle loro operazioni. Concesso ai primi di attaccare contemporaneamente quattro o cinque individui; ma al momento decisivo, al punto culminante della lotta, io li consiglio a voler imitare il ben riuscito stratagemma di quell'ultimo Orazio, il quale, rimasto solo a combattere i tre avversarii Curiazii, trovò modo, l'uno dell'altro discostando, di vincerli tutti.
Il _puffista_ di terza classe, quello che è chiamato a rappresentare il partito moderato della specie, non deve mirare che ad un solo individuo, e in quello concentrare tutte le facoltà della sua mente, a quello dirigere tutti gli sforzi della sua volontà. Ai timidi, ai prudenti, che si tengono paghi dei piccoli trionfi, noi daremo alcune norme infallibili per la buona scelta della _vittima_, indicando al tempo stesso le maniere più acconcie d'impadronirsene e di cavarne il miglior vantaggio possibile.
Abbiamo detto più sopra che ogni individuo della specie umana, il quale non appartenga alla categoria dei nullatenti, può divenire una vittima del _puff_!
A tale proposito io vi esporrò delle massime generali, che a taluni, ai meno versati nella gran scienza, sembreranno paradossi.
L'avaro più facilmente si lascia _puffare_ che non il prodigo--l'oblio di questo principio produce ordinariamente dei crudeli disinganni negli inesperti e mal consigliati _puffisti_!
Il fenomeno si spiega facilmente.--Al prodigo avviene di raro di trovarsi in possesso di denaro superfluo--e quando ciò gli avvenga, egli non è mai padrone dei proprii tesori, in quanto i suoi istinti liberali lo traggano a permutarli inconsideratamente in gozzoviglie e diletti.--Voi non avete tempo di scoprire le sue ricchezze, d'ideare il vostro piano di attacco, che già il prodigo si trova all'asciutto, in neccessità di dover _puffare_ anzichè in condizione da essere _puffato_!
Il caso contrario si verifica nell'avaro. Questi i suoi tesori accumula ed accarezza--nel contemplare le proprie dovizie, nel moltiplicarle, è riposto il segreto della sua felicità. Quando voi vi accingete a scavare in codesta miniera, avete per voi la certezza ch'essa racchiude dell'oro. Questo è un dato positivo sul quale potete contare. Che importa se lo scrigno è serrato a doppio chiavistello, se l'oro è sprofondato in una bolgia di ferro?--Quel medesimo istinto di cupidigia pel quale fu indotto l'avaro ad ammassare, a seppellire tante dovizie, quel medesimo istinto vi fornirà la chiave per aprire lo scrigno di lui. Fatevi avaro coll'avaro, e i suoi tesori vi apparterranno.--Vi narrerò, a tale proposito, una breve storiella. Essa varrà meglio di qualsivoglia argomento a dimostrarvi quanto ci sia di vero nella sentenza da me esposta.
Nell'anno 1849 io mi trovava a Parigi, dove esercitavo sopra amplissimo campo la mia grande arte.
In sul finire di marzo, venne a trovarmi un antico collega di università, un _puffista_ di terza categoria, ma dotato, per le piccole guerriglie, di un acume infallibile e di una tenacità di propositi degna di maggiori fortune.--Quel povero amico mi si presentò all'_Hôtel des étrangers_, dov'ero alloggiato, in abito alquanto dimesso; mi narrò d'aver consumato dietro una sottana un patrimonio di ottomila franchi guadagnato a Lion colle sue piccole industrie (_puffistiche_).--Mi chiese cinque lire, promettendomi la restituzione per una delle... domeniche... prossime.--Ordinai al garzone dell'_Hôtel_ di versare nelle mani dell'amico quell'atomo di moneta spicciola--e poi--stringendogli la mano,--gli domandai con quali intenzioni si fosse recato a Parigi.
--Per continuare il mio piccolo commercio, rispose quegli sorridendo.
--Già... c'intendiamo...! il commercio dei piccoli _puff_! E tu briccone hai voluto incominciare da me...
--Dal mio primo maestro... dall'uomo, a cui debbo quelle prime nozioni....
--Con quegli abiti indosso, con quel _redingot_ cascante e sbottonato, con quegli scarponi da montanaro, a Parigi non riuscirai a nulla. Io ti ho detto più volte che il primo anello della interminabile catena dei _puff_ vuol essere battuto nella bottega di un sarto... Pensa dunque ad abbigliarti un po' meglio... ovvero... senti, briccone! pensiamo un poco...! voglio fare anch'io qualche piccolo sacrifizio per un fratello.... Gli abiti non mi costano nulla; i _tailleurs_ delle loro maestà gli imperatori d'Astria e del gran Mogol mi hanno fornito la guardaroba a prezzo... di affezione.--Vuoi tu approfittare di un abito completo da _soirée_ che ha implorato questa mattina gli onori della mia anticamera...?
--Un'abito da _soirée_!--rispose con una smorfia sardonica il mio piccolo _puffista_--ma ti pare?... questi non sono _istromenti_ da par mio... Io lavoro assai meglio col mio _rèdingot_ sdruscito e i miei grossi scarponi!
Io mi sentii umiliato da quella risposta, e da quel fare derisorio--e collo sguardo sollecitavo una spiegazione.
--Tu devi sapere,--rispose l'amico indovinando la mia curiosità--tu devi sapere che io ho già trovato a Parigi la mia _vittima_--intendiamoci--la mia piccola _vittima!_--un vecchio usuraio romagnolo, il quale, dopo aver servito per ventidue anni il governo del papa in qualità di secondino, e poi in qualità di custode delle carceri ad Ancona, essendo riuscito a metter assieme co' suoi risparmii un capitale di circa quattordicimila lire, è venuto a Parigi tutto solo onde intraprendere qualche speculazione _sicura_. Tu non puoi immaginare quando taccagno e sordido colui sia. Da circa vent'anni porta in capo un cilindro rossiccio ch'egli dice aver ereditato da suo zio--la sua marsina è rasa come il mento d'un canonico, sudicia e cascante come una vecchia ragnatela piovuta dal camino.--Non puoi credere quanto io fossi desolato l'altro ieri nel dovermi presentare a lui con questo _rèdingot_ che ai tuoi occhi apparisce cosi modesto! Quante storie ho dovuto contargli... quante favole, perchè il mio lusso non l'adombrasse! Memore delle tue lezioni, io so che il segreto del mio successo deve consistere nel gareggiare di pitoccheria, di sordidezza con quello sporco animale!
--_Mio bravo e degno scolaro!_... Ma sentiamo cosa hai fatto... e cosa intendi fare?
--L'altro giorno, per esempio, l'ho invitato a pranzo...
--Cattivo principio!... Un avaro profitta volentieri dei pranzi altrui, ma al tempo stesso concepisce il massimo disprezzo per chi usa la cortesia di invitarlo.... Per ogni boccone ch'egli inghiotte, non può che ripetere in cuor suo: questo imbecille mi fa le spese della giornata... si può essere più bestia?... dar da mangiare ad un altro!
--Io sapeva che il mio romagnolo avrebbe avuto questo pensiero.... Ma io aveva preparato il mio piano... io mi era preposto di regalargli un tal pranzo, che egli, quel miserabile taccagno, avesse a rimanere sorpreso de'miei talenti economici!
--Briccone!... Sentiamo... un poco...
--Lo condussi ad un piccolo _restaurant_ nella contrada della _Fontaine Moliere_--un _restaurant_ molto celebre a Parigi dove si pranza per sedici soldi.... Tu certo non conosci quel luogo....
--Ci sono stato qualche volta... nei giorni più _secchi_... ma non me ne sovvengo...--Il mio romagnolo cominciò a far le meraviglie che in una città quale Parigi si potesse per la modica somma di sedici soldi avere un pranzo di due piatti, minestra, piccolo giardinetto, un bicchiere di vino od una bottiglia di birra, e pane a _discrezione_... Sopratutto egli rimase colpito del pane a _discrezione_!...--Vedi, io gli diceva mettendomi a tavola, quando mi permetto uno di questi pranzi di lusso, non dimentico mai di indossare il mio grande _rèdingot_ da quattordici saccoccie? Io non esco mai dal _restaurant_ senza portar meco una provvigione di pane che mi basti per tutta la settimana. Di tal modo questo pranzo, che rappresenta un valore _nominativo_ di sedici soldi, non viene a costarmi che sedici centesimi!--Il mio romagnolo, in udirmi, spalancò una bocca da ippopotamo... Da quella foce bavosa io vidi colare ad un tempo la sorpresa e l'ammirazione. Più tardi, mangiando, si venne a ragionare dei varii _restaurants_ di Parigi, ove si danno pranzi al massimo buon mercato--promisi di condurlo il giorno seguente in una _gargotte_ dove al prezzo di sedici soldi avremmo mangiato lautamente tutti e due. A tale annunzio il _mio uomo_ divenne pallido dalla commozione--mi stese la mano come non aveva mai fatto, e col pianto sugli occhi, come chi violentemente reagisca contro la propria natura:--buon amico, mi disse, voi permetterete... non vorrete farmi il torto... domani... cosi alla buona... insomma io vi invito... a pranzo al _restaurant_... che ora avete nominato... a patto... come voi dicevate... che la spesa non oltrepassi gli otto soldi... per bocca!...»
Il racconto del mio piccolo _puffista_ mi destava il più vivo interesse. Non avrei mai immaginato che a Parigi esistessero delle _gargottes_ cotanto economiche da fornire un pranzo per otto soldi. Io già cominciava a comprendere il piano strategico del mio povero allievo; ma pure, ond'essere informato di tutto, lo pregai di continuare la sua storia.
«Per dirtela in brevi parole--proseguì l'amico--all'indomani, verso le ore quattro, io mi recai in compagnia del mio splendido anfitrione nella _gargotte du Chat-gris_ in via dei _Mathurins_.--Scendemmo una diecina di gradini--ci trovammo in una camera oscura, tutta ingombra di piccoli tavoli che attendevano dei commensali.--Su quei tavoli erano schierate delle catinelle ricolme di pane affettato--quel pane non aveva colore--ciascuna fetta rappresentava una specialità del prodotto.--Noi sedemmo ad uno dei tavoli coll'aria di due epuloni decaduti--Il mio romagnolo mi faceva notare che la _sala_ era più che decente, che dalle casseruole lontane esalava un profumo squisito, che infine tutto era pel meglio nel migliore dei _restaurants_ possibili.
«Frattanto entravano degli altri commensali.--Il padrone della _gargotte_ andava in giro a complimentare i suoi clienti, distinguendo di una particolare attenzione alcuni individui della specie più vorace, i quali, a giudicarne dallo sguardo, minacciavano d'inghiottire per antipasto i cucchiari e le forchette di stagno.--Quando tutti i posti furono occupati, il direttore dello stabilimento diede l'annunzio del pasto.--Un'enorme caldaia di brodo fu portata nel mezzo della _sala_; gli _abituati_ della _gargotte_ accorsero intorno a quella colle loro zuppiere, e una donna di circa sessantanni, montata sovra una seggiola, diede principio alla solenne distribuzione del brodo.--Questa distribuzione si operava con un sistema tutt'affatto parigino.--La _grande prètresse_ della cerimonia tuffava nella caldaia una lunga canna da clistero, e dopo averla riempita di quell'onda senza, nome, la schizzava, a discrezione degli affamati, nelle ampie scodelle che stavano in giro.--Il mio romagnolo si levò in piedi come gli altri--io balzai dietro lui, e, raccolta la nostra porzione di liquido, tornammo a sedere presso la tavola per ruminare tranquillamente e a tutto piacere la nostra zuppa. Dopo quel pasto, venne servita una frittura di color tetro, bituminosa e salata, una frittura alla quale i più nobili visceri di tutto il regno animalesco avevano portato il loro tributo.--Quella frittura era abbondantissima--ragione per cui il mio romagnolo la trovò eccellente!
«Durante quel pasto, cominciarono le intimità, le confidenze reciproche. L'_amico_ mi pose al fatto dei suoi piccoli segreti che in parte io già conosceva, si fece a discutere meco i suoi piani, mi chiese dei consigli.... Era il varco a cui io lo attendeva.... Un uomo che domanda consigli sul modo d'impiegare i suoi capitali... è una vittima che si offre spontanea, è un piccione che vuoi essere spiumato ad ogni costo.
«--II consiglio ch'io vi posso dare--gli risposi trangugiando un morsello di frittura che forse il giorno innanzi era un turacciolo di bottiglia--il consiglio che io vi posso dare è quello di non accingervi in questo dannato paese a veruna speculazione, quando non siate ben certo che al termine di un mese ogni vostro quattrino debba moltiplicarsi nelle proporzioni che che ora sto per descrivervi.
«Ciò detto, io mi levai di tasca un portafogli, e colla matita gli dimostrai a tutto rigore di cifre qualmente da un sol quattrino si possa, in sedici giorni ricavare l'interesse di 325 lire, e in un mese di oltre un milione, a patto che il prodotto di questo prodotto vada ogni giorno raddoppiando.
«Il mio uomo era stordito dalla logica dei miei calcoli--egli fissava le cifre coll'occhio del basilisco--il suo collo si era allungato di due spanne. Malgrado la fiera tensione di tutte le membra, di tutti i sensi, il mio romagnolo non sapeva capacitarsi.
«Io dovetti spiegargli il mio sistema col denaro alla mano.
«Vedete, gli dissi, questo è un centesimo: se nel termine di 24 ore voi riuscite a raddoppiarlo, domani questo rappresenterà necessariamente il valore di due. Or bene, come avete raddoppiato l'_uno_, colla medesima facilità, voi otterrete che per l'indomani si raddoppi anche il _due_--eccovi _quattro_ centesimi, che il dì seguente diverranno _otto_, poi _sedici_, poi _trentadue_, poi _sessantaquattro_, e via via....
«Provatevi a tirare innanzi con questo metodo, e al termine di due anni, il vostro quattrino avrà prodotto una tal cifra di milioni da imbarazzare tutti i calcoli umani.
«Io non posso descriverti l'effetto di questo mio piano... _puffistico_!
«Ti basti sapere che il mio romagnolo, dopo aver pagato quel lauto pranzo di otto soldi per cadauno, volle anche costringermi ad accettare un caffè da cinque centesimi. Quell'uomo è mio!.... Non mi lascia più.... Ieri mattina è venuto a svegliarmi alle ore cinque.... Ha voluto mostrarmi una parte de' suoi capitali--un portafoglio contenente dodici mila franchi in biglietti di banca, e una cinta di cuoio imbottita di napoleoni doppi....
«Due giorni ancora... e se il diavolo non ci mette la coda... la _vittima_ farà spontaneamente la rassegna dei suoi beni nelle mani del tuo umile ed indegno scolaro... del tuo piccolo _puffista_!...»
Questa istoria dell'amico mi diverti infinitamente, ed io non ho cessato mai di applaudire a me stesso d'aver contribuito in quel giorno, col mio obolo da cinque franchi, ad agevolargli la riuscita di quell'ameno colpo _puffistico_. Due settimane dopo, il mio piccolo allievo era divenuto socio e amministratore del romagnolo taccagno--il quale, dopo avergli confidato tutto il suo patrimonio, lo aveva spinto a partire per le Antille onde intraprendervi con sollecitudine la coltivazione del _cafè-sucrè_. Il mio piccolo allievo era riuscito a persuadere la sua vittima, che mettendo i semi del caffè comune ad ammollirsi per ventiquattro ore in una infusione di melassa, questi semi avrebbero prodotto un caffè perfettamente raddolcito e tale da potersi servire senza zucchero.
Il romagnolo sta ancora attendendo i dispacci che gli annunzino dalle Antille i primi risultati di questa grandiosa non meno che immaginosa speculazione!
CAPITOLO IV.
=La corda sensibile=.
Tutto sta a trovare la _corda sensibile_. Il _puff_ è come l'amore.--Volete farvi amare da una donna?--Convien toccare e solleticare la sua _corda sensibile_.--Il medesimo processo si tiene per spremere l'oro da una _vittima_.
L'aneddoto che più sopra ho riferito spiega in parte il meraviglioso segreto. La _corda sensibile_ del vecchio romagnolo era l'avarizia, e il mio piccolo allievo, fingendosi avaro a sua volta, raggiunse il suo nobile intento.
Studiate attentamente le tendenze e le passioni della vostra _vittima_, e innanzi tutto abbiate sempre in mente che la vanità costituisce il principale elemento del carattere umano.--Da questa verità fisiologica emerge necessariamente che l'adulazione vuol riputarsi uno degli ausiliari più efficaci e potenti per bene iniziare e condurre a buon fine una operazione _puffistica_.
A Firenze, anni sono, io piantai uno splendido _puff_ ad un ricco banchiere, il quale aveva la debolezza di credersi poeta. Nulla più detestabile de' suoi versi. Egli si piccava di improvvisare sonetti a rime obbligate, e una volta lanciato nella carriera, non vi era più modo di arrestarlo. Quell'uomo era il terrore dei circoli--quand'egli apriva lo scartafaccio per leggere le sue interminabili pappolate--quand'egli, annunziandosi invasato dall'estro, domandava enfaticamente delle rime, il vuoto si faceva intorno a lui e gli sfortunati ch'erano costretti ad ascoltarlo, si contorcevano sulle seggiole come i gatti a temporale imminente.--Orbene: io mi ebbi il coraggio di rimanere parecchie notti da solo a solo con lui a proporgli dei temi e delle rime e ad ascoltare le sue narcotiche stramberie. Quell'uomo in brevissimo tempo prese ad adorarmi. Quand'egli declamava i suoi versi, io spalancava certi occhiacci da mettere il brivido ai morti; io mi asciugava la fronte ad ogni tratto, io piangeva, sospirava, io balzava tratto tratto dalla seggiola e mi faceva a percorrere la sala come un invasato. Una volta questa commedia durò dalle sei della sera fino alle quattro del mattino. Il banchiere era spossato dalla lunga declamazione: dal mio canto io insisteva perchè mi compiacesse di un ultimo sonetto.--No! non è possibile... La mia vena è inaridita... le muse mi abbandonano...! rispondeva il banchiere fissando le rime con occhio torbido e sonnolento.--Come mai? questa sera vi siete stancato di buon'ora, gli dissi levando di tasca l'orologio: si è appena finito di pranzare...!--Sono le quattro del mattino! rispose il banchiere ingenuamente, dopo aver consultato il suo cilindro d'oro sfavillante di brillanti.--Le quattro del mattino! gridai io, balzando in piedi colla espressione del più vivo disappunto--possibile!... ma io sono dunque rovinato!... Ah! banchiere... il cuore me lo diceva che un giorno o l'altro, in grazia dei vostri versi, avrei commesso qualche storditaggine!... Figuratevi che si tratta...--Ebbene: si tratta?... domanda ansiosamente il mio uomo spaventato dal mio atteggiamento--si tratta?--Via! non vi allarmate, signor poeta! soggiungo io con voce più calma--il piacere che mi hanno dato i vostri versi, le emozioni di questa dolce e troppo breve serata valgon bene il sacrifizio di diecimila franchi.... Cosa sono finalmente, per un mio pari diecimila franchi?.... Una bagatella,... una inezia.... D'altronde non è detto che siano perduti...--Ma signore... se credete che io possa...--Non vi incomodate, banchiere... non datevi pena per questo incidente.... Si trattava di un amico... voi sapete... di quel Lord Midletton, al quale due sere sono ho prestato una piccola somma sul giuoco.... Non ho mai conosciuto un giuocatore più sfortunato di Lord Midletton... tanto è vero che in poche settimane di soggiorno a Firenze egli si è dissestato.... Orbene, questa notte alle undici agli doveva partire per Londra e si era contenuto che io mi recassi da lui per ritirare la mia piccola somma. Vi confesso che in questo momento quel denaro non mi avrebbe dato incomodo.... Il mio corrispondente di Bruxelles è in ritardo... ed è questa la prima volta che, per favorire un amico, mi accade di trovarmi in imbarazzo.... Ma è probabile, anzi probabilissimo che lord Midletton abbia incaricato qualcuno di trasmettermi la somma.... Domattina farò delle indagini, e nel caso...--E nel caso che queste indagini riuscissero a nulla, soggiunse la mia _vittima_ coll'accento solenne del banchiere danaroso, io voglio ben sperare che non dimenticherete esistere a Firenze un poeta eccezionale, nel cui scrigno vi è sempre un _fondo_ di cinquecentomila franchi per far onore agli impegni della banca e per favorire qualche amico.--Spero che non ci sia questo bisogno, risposi, ma nel caso che lord Midletton mi avesse dimenticato io mi guarderò bene dal ricorrere ad altri che a voi. Ma badate che io sono più esigente di quello che voi forse immaginate. Io non mi ridurrò mai ad accettare il vostro grazioso prestito se con quello non mi accordate il favore che più volte vi ho dimandato, di pubblicare per le stampe il vostro immortale poema sulla _Trasmigrazione delle anime_, che io ritengo la più meravigliosa opera uscita dal cervello umano.