L'Antologia di Gian Pietro Vieusseux
Part 32
[298] Gli articoli suoi, che dal marzo del 1824 rincontransi numerosi, sono tutti segnati con la sigla _A._ Ma nell'_Indice_ uno solo ne appare, che fu sottoscritto da lui co 'l suo nome.
[299] 1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 147, e numeri seguenti. E questo è il primo scritto di lui.
[300] 1826, tomo XXIV, n. 71 e 72, novembre e dicembre, pag. 17.
[301] 1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 32.
[302] _Memorie inedite_, “Riccardiana„, tomo IV, 22 agosto 1823.
[303] _Memorie_ cit., tomo IV, 28 agosto 1823.
[304] _Memorie_ cit., tomo IV, 6 settembre 1823.
[305] Lettera inedita, Parigi, 14 febbraio. (Manca l'anno, ma è certo del 1824, non del 1823, come suppose chi le ordinò. L'articolo del Pieri è infatti del 1824; ed essendo questi venuto in Firenze nell'agosto del 1823, il Lampredi non poteva in suo nome farlo salutare dal Vieusseux nel febbraio). _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[306] 1824, tomo XIV, n. 40, aprile, pag. 19. Piú assai che nell'_Indice_ non appaiano sono gli scritti del Pieri, ch'egli segnava con le iniziali _M. P._
[307] _Memorie_ cit., tomo IV, 19 ottobre 1823.
[308] 1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 1.
[309] Vedi le _Lettere di illustri Italiani a Mario Pieri_, raccolte da D. MONTUORI. — Firenze, Le Monnier, 1863, pag. 150 e 257.
[310] _Vita scritta da lui medesimo._ — Firenze, Le Monnier, 1850, vol. II, pag. 49.
[311] Da lettera inedita del Capponi al Tommaséo, del 1854; tra quelle alla cui pubblicazione attende il prof. I. Del Lungo co 'l mio aiuto modesto.
[312] Lettera del 4 agosto 1824; _Epistolario_ cit. del GIORDANI, vol. V, pag. 278.
[313] Lettera del 6 giugno 1824; _Epistolario_ cit., vol. V, pag. 263.
[314] Lettera del 26 luglio 1824; _Epistolario_ cit., vol. V, pag. 275.
[315] Lettera del 12 dicembre 1824; _Epistolario_ cit., vol. V, pag. 369.
[316] 1824, tomo XV, n. 45, settembre, pag. 91, 92.
[317] Non so con che prove il Piergili afferma (_Epistolario_ del LEOPARDI, vol. III, pag. 279) che il Giordani avrebbe voluto “molestarlo, e anche cacciarlo in bando„. A me, quand'anche il Niccolini non dicesse (Lettera dell'8 ottobre 1825, in _Vita e Ricordi di G. B. N._ ecc., vol. II pag. 8) ch'egli era “legato d'amicizia grandissima col direttore„, basterebbero per mostrarmi il contrario le lettere di lui, anche dopo l'esilio, affettuosissime.
[318] Lettera del 16 dicembre 1824; _Epistolario_ cit., vol. V, pag. 371.
[319] Lettera del 22 ottobre 1825; F. ORLANDO, _Carteggi Italiani inediti o rari_. — Firenze, Bocca, 1892, serie 1ª, vol. II, pag. 116.
[320] Lettera del 22 ottobre 1824. In _Ricordi_ di M. BUFALINI _pubblicati da_ F. MARIOTTI. — Firenze, Successori Le Monnier, 1875, pag. 509.
[321] 1825, tomo XVII, n. 49, gennaio, pag. V.
[322] “Niun nome — egli scrisse (_Vita letteraria del cav. Compagnoni scritta da lui medesimo._ — Milano, A. F. Stella, 1834, pag. 47) — parmi avere le _Lettere di tre Faentini a Pietro Giordani_ su quella sua matta idea dell'uomo letterato, che diretta al Marchese Capponi fu dal signor Vieusseux premessa per capo d'anno ad uno de' suoi quaderni dell'_Antologia_ fiorentina. Mirabil cosa! tutti quegli sciolotti, i quali scrivevano nel giornale del sig. Vieusseux, si fecero solleciti a confortare quel buon uomo contra le _Lettere Faentine_, come se fossero state una mazzata caduta sul loro caporione„.
[323] _Nuovo Ricoglitore_, n. 13, gennaio, 1826, pag. 22 e seg. — Contro il Giordani scrisse un _Discorso_ anche Jacopo Landoni. — Pesaro, Nobili, 1825. — Del Bianchetti, che al Giordani nell'_Antologia_ contradisse, dirò altrove.
[324] 1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 147.
[325] Lettera inedita al Tommaséo: senza data, ed è unita con la lettera del Tommaséo del 29 aprile 1826; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[326] Nella _Lettera_ cit. al Capponi, pag. XV.
[327] Lettera del 29 gennaio 1829; _Lettere di F. D. Guerrazzi_ per cura di F. MARTINI. — Torino, Roux, 1891, pag. 16.
[328] “.... Uno scrittore magistrale siccome egli è, debbe servire ai tempi e malgrado la loro perversità vincere gli ostacoli, farsi intendere, ché ciò si ottiene alla barba di tutti i censori di questo mondo. E di qualche cosa detta con finezza di accorgimento, piú che con veemenza di scrittore, gli sarà fatto piú merito che non crede, poiché li contemporanei sanno di che si tratta, e la posterità conoscerà per certo l'indole de' tempi e la condizione degli scrittori. Perché dunque privar noi di leggere un articolo stupendo, che onora l'arte l'artista e l'autore, per lo sdegno che lo irrita contro lo spigolismo d'una censura?....„. Venezia, 3 novembre 1832, Lettera inedita; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[329] Lettera del 4 novembre 1832, in _Lettere di illustri Italiani ad A. Papadopoli_, scelte e annotate da G. GOZZI — Venezia, Antonelli, 1886, pag. 129.
[330] Parma, 23 ottobre 1832; F. ORLANDO, _Carteggi Italiani inediti o rari_, serie 1ª, vol. IV, pagg. 59, 60.
[331] Il suo primo scritto è del gennaio del 1825; e gli articoli suoi segnava con le lettere _Gl. C._, come quello, ad esempio, su le carte topografiche del generale Haxo. (1825, tomo XVIII, n. 54, giugno, pag. 192). Discorre di agraria e, tra l'altre cose, degl'Italiani morti in Ispagna, opera del maggiore Camillo Vacani.
[332] Gli articoli suoi numerosi segnava con le iniziali _G. P._ Si noti che il nome di lui non una volta compare nell'_Indice_.
[333] 1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129.
[334] Dal novembre del 1826.
[335] Lettera del 25 dicembre 1827; _Epistolario_ cit., vol. VI, pag. 14.
[336] 1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 29.
[337] 1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 97.
[338] 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 57.
[339] _Di G. P. Vieusseux ecc._, ediz. cit., pag. 35 e 39.
[340] _Memorie autografe di un ribelle._ — Milano, N. Battezzati, 1873, pag. 123.
[341] Scrivendogli: “Non vogliate ascrivere ad ingratitudine o inciviltà il rinvio del biglietto di associazione, da voi generosamente favoritomi, e che troverete qui incluso. È ne' miei principj di nulla volere o prendere di tutto ciò che non mi si deve. Mi martorierebbe inoltre il pensiero d'essere io il solo ad entrar _gratis_ in un luogo, ove altri non entra che mediante la giusta e debita retribuzione a chi fondò e sorregge un utilissimo e piacevolissimo istituto„. Lettera inedita del 20 dicembre 1826; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[342] Queste parole nobilissime scriveva il Pepe in un articolo intitolato: _Relazione di un viaggio fatto nell'Apruzzo Citeriore dal Cavalier M. Tenore_; articolo che doveva comparire nel fascicolo del novembre del 1832 alla pag. 57, e poi fu soppresso dalla Censura, benché in fondo al volume fosse stato annunciato. Si conserva nella “Nazionale„, tra le carte del Vieusseux, con le inconcepibili castrazioni fattevi dal censore. Anche altrove però il Pepe diceva (1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129): “dei patiti sudori e perigli non rimasero se non cicatrici con legato di sventure e miserie iniquissime„.
[343] Gli articoli suoi segnava ora _V. S._, ora _V. S. M._; talvolta _S._ Né tutti l'_Indice_ li ricorda. Il primo suo scritto importante è del novembre del 1824, su la libera difesa degli accusati. Ma su lo stesso argomento aveva già scritto brevemente nel giugno, annunciando l'opera del Dupin. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla lettera _S._
[344] 1829, tomo XXXIX, n. 100, aprile, pag. 64.
[345] Lettera inedita a G. P. Vieusseux del 28 novembre 1825. _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[346] Lettera inedita a G. P. Vieusseux, del 28 marzo 1825. _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[347] 1827, tomo XXVII, n. 79, luglio, pag. 135.
[348] 1825, tomo XX, n. 59, novembre, pag. 75.
[349] Lettera al Friddani del 2 ottobre 1825, in _Lettere inedite di C. Botta_ pubblicate da CATERINA MAGINI. — Firenze, Le Monnier, 1900, pag. 66.
[350] Questa lettera fu con tali mutilazioni pubblicata dalla Magini (_op. cit._, pag. 68) che non sarà discaro al lettore conoscerla qui per intero. “Firenze, 20 ottobre 1825. — Io vi ringrazio, mio caro Libri, della comunicazione fattami della lettera del sig. Botta al sig. Friddani. Con mio sommo piacere sento ch'egli acconsente di scrivere qualche articolo per l'_Antologia_. Giuste, giustissime sono le osservazioni del sig. Botta, riguardo alle condizioni da stabilirsi: ma egli mi fa torto supponendo che mi potesse venire in mente di aggiungere, o di levare, senza la sua approvazione, qualche cosa dai suoi scritti. Io so quali sono i riguardi dovuti ad uno scrittore come il sig. Botta; che se accadesse, ciò che non credo probabile, che una qualunque siasi proposizione mi sembrasse poco idonea all'indole ed alle condizioni del giornale, gli parteciperei direttamente i miei dubbi, ma sicuramente non mi arbitrerei, né ricorrerei ad altro giudicio che al suo. Ma qui non posso fare a meno di rilevare un passo della lettera del sig. Botta. Egli dice che _gli pare che l'Antologia vada per certe attorterie e servilità forestiere.... e che le sue_ (del sig. Botta) _opinioni faran mal suono agli autori dell'Antologia_. Mi rincresce che il sig. Botta abbia quest'opinione, e voglio lusingarmi che s'egli mi conoscesse meglio, e s'egli sapesse quanto sudo e fatico per rendere l'_Antologia_ degna del secolo, quanto è possibile di esserlo a giornale presentemente in Italia, egli penserebbe diversamente. Voi, mio caro Libri, che sapete quali sono i miei sentimenti, quanto poco temo di manifestarli, quanto ho l'animo indipendente, quanto io ami _l'Italia_, mi potete rendere la dovuta giustizia. Noi siamo, è vero, in Toscana, in questa beata Terra, questa Oasis ove molto si concede allo spirito ed ai bisogni del secolo! ma nondimeno siamo sottoposti ad una censura, ci troviamo tra il _feu croisé_ di Milano e di Roma; tra il giornale ecclesiastico di Roma e il non meno ultra-fanatico l'_Amico d'Italia_, che si pubblica in Torino;.... e questa censura, piú per prudenza che per tutt'altro motivo, deve _sé malgrado_ frequentemente rigettare o castrare. L'_Antologia_ ha dunque alcune volte dovuto tacere o non dire tutto il suo pensiero; ma parlare contro le proprie dottrine, mai; a questa censura ho dovuto promettere, s'intende, di non stampare ciò che viene da essa rigettato; ma gli ho dichiarato nel tempo medesimo che mai e poi mai nessuna potenza al mondo potrebbe farmi inserire nell'_Antologia_ cose contrarie alle dottrine ch'io tengo ad onore di professare, dottrine conformi ai lumi ed ai bisogni del secolo, ed in particolare modo _ai bisogni dell'Italia_. Questa dichiarazione, ch'io amo di qui ripetere, basterà, lo spero, al sig. Botta per fargli capire quale fu ed è il mio divisamento, e ciò che io aspetto da lui per il maggior lustro dell'_Antologia_; ma d'altronde quale il freno ch'egli medesimo dovrà imporre in certe occasioni al giusto e nobile suo sdegno. Il discorso del nostro Niccolini, che viene inserito nel fascicolo di ottobre, gli darà la misura dei limiti ove possiamo giungere, e di quelli che non possiamo azzardare di oltrepassare.
“La _Storia d'Italia_ v. g. meritava nell'_Antologia_ uno o piú articoli. Ma tale era l'argomento, che le lodi o le critiche che fossero state fatte, partite da penna veramente italiana, certamente non sarebbero passate alla censura. E poiché l'_Antologia_ non avrebbe potuto parlare dignitosamente e risolutamente del libro del sig. Botta, era meglio tacere: ho avuto piú volte occasione di dirlo al censore.
“Del resto voi potete asserire al sig. Botta che se il non essere né dotto, né letterato, mi mette nel caso di dovere frequentemente ricorrere all'assistenza di chi in tante materie ne sa piú di me; io non mi lascio però influenzare da nessuno, e che, in ultima analisi, io solo dirigo il mio giornale.
“Venghiamo ora a ciò che concerne la ricompensa. Il sig. Botta conosce lo stato della misera Italia riguardo al commercio letterario. L'Italia non è la Francia, e ancor meno l'Inghilterra. Offrendogli 60 franchi per ogni foglio di 16 pagine dell'_Antologia_, carattere garamone, offro piú di quello che non ho mai dato a nessuno; e quando egli saprà che ancora non copro le mie spese, non troverà meschina la mia proposizione„.
[351] Su questo ritornerò altrove, parlando della censura in Toscana.
[352] 1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 73.
[353] 1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 147.
[354] 1825, tomo XX, n. 60, dicembre, pag. 42.
[355] _Epistolario_ cit. del LEOPARDI, vol. III, pag. 200.
[356] Lettera del 5 gennaio 1824; _Epistolario_ cit., vol. I, pag. 489. — Altri penserà forse ch'io troppo, in proporzione di quello che diede all'_Antologia_, discorro del Leopardi (che il Tommaséo nell'edizione del 1863 dell'opera sua non ricorda neppure, e in quella del 1864 rammenta (pag. 135) a proposito de' pirati Barbareschi): a me discorrere di lui con certa ampiezza pare opportuno, e perché tocco di alcuni desiderî del Vieusseux riguardanti il giornale, e perché il Leopardi e vicino e lontano sempre guardò con piacere allo svolgersi dell'_Antologia_.
[357] Lettera del 15 gennaio 1824; _Epistolario_ cit. del LEOPARDI, vol. III, pag. 233.
[358] Lettera del 2 febbraio 1824; Epistolario cit., vol. I, pag. 496.
[359] M. TABARRINI, in _Gino Capponi ecc._ — Firenze, Barbéra, 1879, pag. 144.
[360] _Nuovo Ricoglitore._ — Milano 1826, n. 19, pag. 519. — Non trovo da altri ricordato questo giudizio, notabile perché fu il primo espresso pubblicamente.
[361] Al Brighenti scriveva: “.... Di che si tratta infine? di mettere in ridicolo le nostre coglionerie, di sferzare i nostri vizi, di avvilire i cattivi, d'incoraggiare i buoni, di stimolare tutti, e sempre con energia ed urbanità, con coraggio e con spirito conciliante, con fermezza e dolcezza tutto ad un tempo. Leopardi, piú grave, piú austero, piú misantropo di voi, potrebbe prendersela coll'egoismo e la immoralità, col fanatismo e l'irreligione, coi nostri sistemi di educazione pubblica e privata, coll'assenza assoluta di vincoli domestici, colla depravazione delle donne, colla mancanza di tutto ciò che piú costituisce il vero cittadino. Voi piú lepido, piú epigrammatico, piú focoso, vi attacchereste ai ridicoli, all'avarizia, al sonettino, all'arcadico, al furfante, al zerbinotto, al pedante, al trecentista. Leopardi sarebbe il vero solitario dell'Appennino, voi l'osservatore cittadino. Le vostre cose riunite formerebbero lo Spettatore italiano. L'Eremita vi risponderebbe. Piú ci penso, piú mi sembra che questi articoli farebbero molto bene al pubblico ed al giornale. Ciascuno di voi mi darebbe un articolo per trimestre, di maniera che in ogni fascicolo ne verrebbe uno che richiamerebbe il precedente e farebbe aspettare con impazienza i seguenti. E chi sa se da Napoli, da Roma, Milano, Genova, Torino, Venezia, non verrebbero fuori altri Osservatori morali. L'Orioli, purché volesse smorzare la sua qualche volta troppo pungente penna, sarebbe ottimo per il nostro proposito — . Ma rammentiamoci tutti che per giovare e farci dar retta, conviene scansare ogni personalità, esser sempre urbani, imparziali, giusti, e scrivere in coscienza.
“Ben inteso però che la morale non vi farebbe perder di vista l'industria tipografica libraria, la proprietà letteraria, la ristampa, e la fiera progettata nel centro dell'Italia....„. 15 aprile 1826, Lettera inedita; _Carteggio Vieusseux_ cit., “Nazionale„, Firenze.
[362] Lettera del 1º marzo 1826; _Epistolario_ cit. del LEOPARDI, vol. III, 239.
[363] Lettera del 4 marzo 1826. _Epistolario_ cit., vol. II, pag. 106.
[364] Lettera del 16 febbraio 1829. _Epistolario_ cit., vol. II, pag. 355.
[365] Lettera del 4 marzo 1826. _Epistolario_ cit., vol. II, pag. 105.
[366] Su 'l _San Benedetto_, poema di A. M. RICCI; pag. 71.
[367] Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826 (della quale una frase trascrissi nel mio volume _La critica, l'arte, ecc. di N. T._ — Firenze, Seeber, 1901, pag. 96; ma una parola vi mutai per distrazione). _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze. — Non sembri errato confrontando la lettera del febbraio e il fascicolo del gennaio, il dire “aveva raccomandato„: quando il Tommaséo scriveva, non ancora era stampato il fascicolo del gennaio.
[368] Ma altri articoli soscriveva talvolta _N. J._, tal'altra _N. T._, tal'altra _T._ Egli stesso affermò (_Di G. P. Vieusseux_, ediz. cit., pag. 113): “Sottoscrivevo alle cose mie _K. X. Y._ ma talvolta.... altri segni, o segno nessuno: onde non può essere, quanto a me, esatto in tutto l'Indice....„.
[369] _Memorie poetiche e poesie._ — Venezia, Gondoliere, 1838, pag. 46.
[370] Lettera del 10 settembre 1825. Pubblicata da A. BERTOLDI in _Rassegna Nazionale_, 1901.
[371] Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[372] Con questi patti: L. 30 al mese per aiutare al Vieusseux nel correggere le bozze dell'_Antologia_: L. 50 per le _riviste_: L. 40 per articoli originali; uno al mese.
[373] _Memorie poetiche, ecc._, pag. 183.
[374] Lettera del 1º settembre 1829 al Leopardi; _Epistolario_ cit., vol. III, pag. 264.
[375] Lettera inedita, Pisa, 13 dicembre 1827; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[376] 1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 22.
[377] _Memorie inedite_, “Riccardiana„, tomo V, 4 ottobre 1828.
[378] _Memorie inedite_ cit., “Riccardiana„, tomo V, 19 febbraio, 1833.
[379] Con che gusto il Tommaséo dovette una volta far credere al Pieri ch'egli fosse per esser convertito da lui al classicismo! Perché il Pieri racconta (_Memorie inedite_ cit., tomo V, 9 luglio 1830): “Ho tentato di convenirlo sul classicismo e sul romanticismo, e su i danni che può recare quest'ultimo alla inesperta e incauta gioventú; ma in quello ch'egli veniva consentendo alle mie proposizioni, è venuto il Valeriani a interrompermi„.
[380] Lettera inedita, Milano, 6 novembre, 1825; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[381] È curioso il modo con che il Tommaséo, fingendo giudicare altrui, giudicava sé stesso nel rendere conto di un fascicolo dell'_Antologia_: “No, cosí non si scrive, mio caro K. X. Y. Piú naturalezza ci vuole: ve l'hanno detto anche altri uomini che ne sapevano piú di me, e sia detto con vostra permissione, anche un po' piú di voi. Naturalezza, signor K. X. Y. Il numero, l'eleganza, la forza, la rapidità sono belle parole, ma la naturalezza è qualcosa di piú„. (_Nuovo Ricoglitore_, Milano, n. 20, agosto 1826 pag. 578).
[382] Lettera inedita, senza data, ma non di molto posteriore alla venuta del Tommaséo in Firenze; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze. (È scritta in francese).
[383] Lettera inedita, Pisa, 25 novembre 1825; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze. Cosí gli scriveva: “Farò ogni mio sforzo possibile, tra le occupazioni mie, che poche non sono, di sodisfare al suo desiderio di qualche articolo per l'_Antologia_. Ma converrebbe che ella mi dicesse su che vorrebbe esser servita. Io ho tarda notizia de' libri che compariscono. Se ella mi dà qualche cenno, la servirò come so e posso....„.
[384] Lettera inedita, Pisa, 2 gennaio 1826; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[385] Lettera inedita, Pisa, 3 gennaio 1826 (_Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze). Cosí gli rispose: “Lo scopo dell'_Antologia_ non deve esser tanto quello di far risaltare qualche difetto di un libro, quanto di far conoscere, meglio che non lo siano state fino adesso, quelle verità che da molti sostenitori dell'oscurantismo e dell'assolutismo vorrebbero esser tenute occulte; e certo è che l'opera del De Staël è molto interessante per chi desidera di meglio conoscere quella macchina maravigliosa di cui l'Inghilterra va superba, e con ragione, ad onta di tanti difetti. Del resto, se le lettere del signor Staël _abondano di anfibologie e di contradizioni_, giustizia vuole che chi ragiona di esse ne faccia avvertito il pubblico ed il signor Staël medesimo. Non ho bisogno di dirle, stimatissimo signor professore, che il signor Staël, essendo uno scrittore stimatissimo per le sue ottime intenzioni, il suo amore del vero, l'indipendenza del suo carattere ed i suoi principî liberali, egli meriti tutti i riguardi dell'_Antologia_ e di chi si trova costretto di criticarlo. Tenutissimo le sono poi per la gentilezza usatami nello scrivermi la di lei lettera di ieri. Superflua era questa precauzione: quando mi prendo e mi prenderò la libertà di chiederle un articolo per l'_Antologia_, non intenderò mai che per motivi particolari ella debba non dire tutta la sua opinione. _Giustizia_, _imparzialità_, _libertà_, ecco la mia divisa; ma se nell'interesse de' principî ch'io tengo ad onore e a dovere di far sostenere e difendere, conviene di dare a uno scritto e ad una critica una certa direzione, confido troppo ne' suoi lumi e nella sua sagacità, per non essere perfettamente tranquillo a questo riguardo„.
[386] 1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 1.
[387] 1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 64.
[388] Lettera inedita, Pisa, 21 maggio 1827; _Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[389] Il primo scritto di lui è del giugno del 1826, su la _Filosofia della statistica_ del Gioia, pag. 72. — Gli articoli suoi segnava con le lettere _X. X._ Ma nell'_Indice_ non appaiono sotto il suo nome.
[390] 1832, tomo XLVI, n. 138, giugno, pag. 92. E un altro ne prometteva, che non vide la luce.
[391] Lettera inedita, senza data, ma forse è del giugno del 1832. Di questo articolo scriveva al Vieusseux: “.... Il desiderio di far cosa veramente utile e concludente, e che nel tempo stesso che è fatta per voi sia anco fatta per me, mi ha fatto prender dai principî l'esame dell'opera del Carmignani, e procedere con un rigore tutto scientifico....„. (_Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze).
[392] Il Giordani, tra gli altri, confessava al Vieusseux non averne potuto capir “niente, niente affatto„. F. ORLANDO, _Carteggi Italiani inediti o rari_. — Firenze, Bocca, 1896, serie 1ª, vol. III, pag. 155.
[393] È bello com'egli descrive in _Elogi e Biografie_. (Firenze, Successori Le Monnier, 1872, pag. 99) la visita fattagli dal Vieusseux.
[394] 1826, tomo XXIII, n. 69, settembre, pag. 94.
[395] 1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 63.
[396] 1826, tomo XXIV, n. 71-72, novembre-dicembre, pagina 218. — Su le _Instituzioni di Giustiniano_ illustrate dal VERMIGLIOLI. Ma l'_Indice_ non lo ricorda sotto il nome di lui.
[397] Nel 1828, in fondo a un articolo scrisse: “riconosco per miei tutti gli articoli contrassegnati colle iniziali _F. S._, e che sono stati inseriti dal novembre del 1826...„; 1828, tomo XXXII, n. 95, novembre, pag. 32.
[398] Con la “Lettera su la direzione degli studî„, in _Scritti varî_ di FRANCESCO FORTI. — Firenze, Cammelli, 1855, pag. 1.
[399] Lettera del 16 febbraio 1829; _Epistolario_ cit., vol. II, pag. 355.
[400] Lettera del 24 maggio 1829; _Epistolario_ cit., vol. VI, pag. 38.
[401] 1827, tomo XXV, n. 74, febbraio, pag. 54; e 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 54.
[402] 1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag. 113.
[403] Lettera inedita al Vieusseux. (Tradotta dal francese). Questo brano fa séguito a quell'altro, ch'io ho ricordato alla pag. 110, ove parla del Tommaséo.
[404] _Di G. P. Vieusseux_, ediz. cit., pag. 143.
[405] 1828, tomo XXIX, n. 87, marzo, pag. 70.
[406] 1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 63.
[407] 1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 36. — Per ciò che cito dopo, vedi la pag. 42.
[408] _Lettere dall'esilio di T. M._ pubblicate da E. VITERBO. — Roma, 1899, vol. I, pag. 46. — Di qui tolgo le frasi che ricordo senza citazione speciale.
[409] Questo è del gennaio del 1827, pag. 83, su Pasquale Borelli. E come questo, altri di lui, ch'egli segnava _T. M._, non sono compresi nell'_Indice_.
[410] 1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 36.
[411] D. GASPARI, _Vita di T. M._ — Ancona, Morelli, 1888, pag. 33.
[412] 1827, tomo XXVIII, n. 83-84, novembre-dicembre, p. 100.