L'anatra: Allevamento per la produzione della carne
Part 2
I giovani dell'annata, pesati in Novembre o Dicembre, raggiungono quasi lo stesso peso degli adulti; fino ai quattro mesi gli anatrotti maschi hanno la stessa livrea delle femmine e cioè la magliatura delle penne di queste, salvo all'estremità del dorso dove le penne del maschio non sono magliate, mentre lo sono quelle delle femmine. I maschi adulti riprendono durante l'estate il piumaggio di giovani che conservano per due o tre mesi, quindi indossano il manto di gran gala, ed è in quest'epoca che convien giudicarli.
Nella femmina si ricercherà più ancora del volume la lunghezza del corpo che, nella posizione più sopra indicata per misurare il maschio, dev'essere di 80 centimetri almeno; un animale può essere grosso ma questa grossezza non sarà che adipe in gran parte, mentre la carne è relativamente poca. Oltre ad una buona conformazione la femmina dev'aver pure un piumaggio irreprensibile e di ciò si è già discorso con la descrizione dei caratteri. Il tipo francese è complessivamente più chiaro ed anche gl'individui più scuri lo sono meno di quelli tipo inglese; il Brechemin assicura di aver osservato che le femmine più chiare erano generalmente le più grosse.
L'anatra di Rouen chiara, la legittima, sia la sua livrea più o meno caratteristicamente disegnata, è senza alcun dubbio fra le migliori che si possano allevare anche dal campagnuolo; oltremodo rustica, prende facilmente in grasso, e la femmina ben nutrita, con alimenti in cui entri a far parte l'elemento azotato, dà presto uova e la fetazione dura a lungo.
Incrociata con un maschio di Muschiata, la femmina Rouen dà poi dei prodotti enormi che s'ingrassano meravigliosamente, dando dei fegati grossi, finissimi, che servono a fabbricare famosi, delicati e saporiti pasticci.
L'anatra di Duclair.
[Illustrazione: L'anatra di Duclair.]
È questa una varietà della classica Rouen ma di livrea molto più scura; ha, del resto, con essa comune l'origine essendo pure un prodotto della Normandia e viene allevata nelle medesime contrade e non molto distanti; ha ugual attitudine all'impinguamento, è altrettanto precoce, non è tuttavia facile trovar individui di mole imponente quasi quanto quelli della Rouen pura; al suo attivo ha poi il merito della rusticità anche maggiore, cosa che la rende più vantaggiosa per l'allevamento rusticano, e ciò si spiega forse, considerando che la Duclair non è stata sottoposta come la Rouen a prolungata selezione e quindi alle conseguenze d'un'eccessiva consanguineità, nè sarebbe probabilmente il caso di cercar il meglio, che non di rado è nemico del bene. La Duclair è una robusta figlia della campagna normanna ed è da credere che nessuno pensi a pretendere da essa più di quanto dà, che è già molto; se selezione dovesse farsi sarebbe solo nel senso di limitare il bianco del petto che, troppo esteso come si osserva negli individui presentati nelle mostre recenti di avicoltura, poco per volta può degenerare in albinismo.
Il maschio ha dei riflessi verdi smaglianti sulla testa e sul lato posteriore del collo; sopra l'occhio un tratto bianco spicca sul fondo scuro del capo. La parte anteriore del collo ed il petto sono di un bel bianco puro e fanno un contrasto stupendo sull'insieme scuro del corpo. Becco verde cupo; zampe brune.
Nella femmina predomina il bruno scuro, interrotto solo dal bianco del petto come nel maschio. Le penne sono però orlate con una lista più scura del fondo della livrea, ma poco sensibile. Becco nero; zampe bruno rossiccio.
Gli anatrotti Duclair nascono rivestiti di una lanuggine bruno e giallo come quelli della Rouen e si allevano con la massima facilità.
La Duclair tal quale ora la si conosce è un'anatra sempre di gran lunga superiore per volume a quelle che generalmente vengono allevate nelle campagne.
L'anatra di Aylesbury
Se i francesi vanno superbi della loro Rouen, attraversando la Manica troviamo degli allevatori che a loro volta incensano un'anatra per così dire nazionale, quantunque allevata intensivamente in qualche parte soltanto del paese, precisamente nel distretto di Aylesbury, benchè sia sparsa un po' dappertutto, e da esso trae il suo nome. Colà quasi tutti gli abitanti tengono un gruppo e si danno all'industria della produzione degli anatrotti, per venderli allorquando hanno otto a dieci settimane sul mercato di Londra che dista circa 80 chilometri, la qual cosa possono fare per la grande precocità della razza e grazie ai sistemi razionali d'allevamento.
L'anatra di Aylesbury pura è un animale aristocratico che ha bisogno di cure speciali non solo per esser conservata nella sua tipica purezza di razza, ma anche nella livrea candidissima, nel roseo becco, cose cui tanto tengono gli allevatori che espongono ed i giurati, naturalmente. Gli allevatori di campagna che si dedicano alla speculazione di cui ho parlato non vanno a cercar tanto il pelo nell'uovo, come si suol dire ed a certi caratteri di cui fanno sì gran caso i _fanciers_ non fanno troppa attenzione; essi allevano questa razza perchè dà dei prodotti precoci, di un bel volume, di carne fina che vendono a buone condizioni, ciò loro basta.
Vediamo dunque dapprima quanto valga l'Aylesbury sotto il rapporto del tornaconto tenendo presenti le pratiche in uso in quelle campagne inglesi.
Intanto, per ottenere una maggior rusticità che nella razza in parola non è la quantità prevalente, quegli allevatori non si fanno scrupolo d'incrociar l'Aylesbury con l'anatra di Pechino, la quale oltre alla precocità uguale di sviluppo, non è inferiore per volume quando non è superiore, ed infine hanno entrambi la stessa livrea bianca, d'un bel bianco argenteo l'inglese, di tinta tendente al giallino la cinese, ma questo non è un gran difetto per dei giovani animali votati al sacrifizio all'età di due mesi o poco più.
I riproduttori, contraddistinti da segnali a colori secondo se appartengono ad un proprietario piuttosto che ad un altro, sono lasciati in libertà e vanno a sollazzarsi nel corso d'acqua che generalmente attraversa il villaggio; giunta la sera, un po' come si pratica dalle nostre parti per le oche, i branchi, composti per lo più di un maschio con quattro o cinque femmine vengono sospinti verso le loro rispettive dimore; dove trovano una buona alimentazione ed un _confortable_ alloggio in qualche baracca ben riparata od anche nella stessa abitazione famigliare.
In Dicembre, le uova raccolte si danno a covare a delle galline di grosse razze; queste le covano i soliti 28 giorni e dopo nati gli anatrotti rimangono sotto la chioccia fino a che siano ben asciutti e possano star in piedi. Dopo qualche giorno si riuniscono tre o quattro covate sotto una stessa chioccia ricoverata in qualche camera od entro una capanna con gli anatrotti, in gruppi di trenta o quaranta, separati da divisori bassi in legno. Se ne vedono perfino due a tre mila nello stesso edifizio.
Non si lasciano mai andar all'acqua, si tengono ben asciutti e puliti su strati di paglia d'orzo;il loro nutrimento è composto d'uova sode schiacciate, mescolate con riso e fegato di vitello trinciato, distribuito parecchie volte al giorno durante quindici giorni, poscia con pastoni di farina d'orzo stemperata nell'acqua in cui si è fatto bollire del sego in pani e talvolta vi si aggiunge della carne di cavallo.
Le anatrine sono tenute continuamente nel rinchiuso dove però ricevono quanto nutrimento possono prendere, ed a loro disposizione trovano una vaschetta piena d'acqua con della sabbietta o piccola ghiaia che aiuta alla digestione degli alimenti. Ed ecco tutto ciò che occorre per produrre gli anatrotti da tavola precoci.
La muta incomincia verso l'età di dieci a dodici settimane;per cui ove si continuasse a mantenere uno di questi giovani animali dopo quest'età esso non guadagnerebbe altro in peso mentre invece perderebbe in qualità;l'utile dunque consiste nel mandarle al mercato verso le otto a dieci settimane d'età, poichè tenendole fino a sette od otto mesi, oltrechè sarebbero di qualità inferiore per la tavola, sono venute a costar assai più ed hanno per tal modo assorbito in beneficio. Il campagnuolo che agisse in questa guisa non conoscerebbe il proprio interesse ed ove si lamentasse che l'anatra non rende, meriterebbe un brevetto che nessuno di quei anatricultori ambisce.
Quest'industria è anche più profittevole se si considera che viene esercitata in un'epoca in cui i lavori campestri lasciano ai coltivatori tutto il tempo necessario per dedicarsi all'allevamento degli anatrotti.
Ma ci sono anche tante persone che si preoccupano meno dell'utile ed allevano per loro piacere e talune in vista di vendere o di esporre i riproduttori ed i giovani allievi nello scopo di conseguire un certo lucro; è noto come in Inghilterra le esposizioni seguono le esposizioni e quanto sia facile ricavare dei prezzi elevati da animali perfetti;industria anche questa benchè di genere diverso.
I caratteri che si esigono per delle anatre Aylesbury da concorso sono i seguenti:
La _testa_ deve parer forte ed esser diritta e lunga, l'_occhio_ scuro, il _becco_ lungo, largo, diritto, formante una linea quasi retta a partire dalla sommità del cranio; la lunghezza della testa e del becco nel maschio è di 16 centimetri circa, e di 14 centim. circa nella femmina; il colore del becco è bianco roseo o carnicino. Il _collo_ è lungo, piuttosto forte, ben proporzionato, come spessore, al corpo. Il _petto_ pieno e profondo; lo _sterno_ ben diritto e forte. I _tarsi_ ed i _piedi_ sono forti e spessi, d'ossatura pesante e disposti in modo che il corpo abbia una posizione perfettamente orizzontale; il loro colore dev'essere arancione acceso.
Le dimensioni del corpo; il quale sarà il più voluminoso possibile, dovranno essere di 90 centimetri dalla punta del becco alla estremità delle dita, misurando il volatile disteso su un tavolo; peso da 4 chilogr. a 4,500.
[Illustrazione: L'anatra di Aylesbury]
La femmina misurerà 2 centimetri meno del maschio ed il peso dovrà essere inferiore solo di mezzo chilogr. a quello del maschio.
Il piumaggio ha da essere bianco puro, senza macchia e sericeo tanto da rassomigliare a del raso ed averne il brillante e ciò sia nel maschio come nella femmina; il maschio ha il solito distintivo delle penne arricciate sulla parte superiore della coda.
I caratteri tipici della razza più difficili da conservare nella loro purezza sono la tinta argentea del manto ed il color rosa pallido del becco, quelli insomma che ne fanno un animale raffinato, delicato in certi particolari, aristocratico; la qualità degli alimenti può dare una leggera tinta giallognola al piumaggio ed al becco, ciò che costituisce un difetto, non ammissibile quindi in animali veramente scelti. Il niveo manto ed il becco roseo non si mantengono poi di certo per poco che l'acqua di cui si abbeverano o nella quale vanno a bagnarsi abbia un fondo di ghiaia limacciosa e dove entri qualche principio ferruginoso; gli abbeveratoi in ferro fuso vanno perciò proscritti. L'Aylesbury si potrà conservare nella purezza dei suoi caratteri assai più facilmente nel suo paese natìo ed in special modo grazie alle cure che l'allevatore appassionato od interessato può prodigarle.
E quando avremo detto che quest'anatra, oltre alla precocità, al volume, alla fetazione abbondante, produce una carne tenera, fine, bianca e con la sua bianca livrea delle piume ed un piumino apprezzati sovra ogni altra dai commercianti, parrebbe difficile dire ed ottener di più e meglio in fatto di anatre da prodotto e da sport insieme.
L'anatra di Pechino
Eppure qualcosa di superiore ancora all'Aylesbury, se non dal lato sportivo, da quello industriale lo si ha in quell'anatra che si ritiene provenga in diretta linea dal paese di Confucio, conosciuta però soltanto un mezzo secolo fa in Europa, mentre era già assai diffusa in America prima d'allora; anzi colà ha fatto tanta strada, ha preso tal predominio che i grandi stabilimenti di anatricoltura non tengono che la razza di Pechino.
[Illustrazione: L'anatra di Pechino]
Sull'Aylesbury benchè condivida il bianco piumaggio la Pechino ha il prevalente pregio di esser più robusta, oltre ad aver una precocità per lo meno uguale, volume e fecondità non inferiore. Il candore della livrea non ha la tendenza all'argenteo della regina delle anatre inglesi, nella pechinese il bianco accenna al giallino dello zolfo ed in certi individui si avvicina debolmente al zafferano, ciò secondo il gusto degli allevatori per i quali la tinta più o meno gialla è questione di simpatia e di esperienze passionali.
Anche il portamento è diverso, orizzontale nell'Aylesbury è eretto nella Pechino, tanto che forma un angolo pronunziatissimo, e si direbbe che cerchi di prendere la posizione verticale come si ha nella Corritrice indiana; nel tipo primitivo quest'attitudine era anche più accentuata di quella degli individui che attualmente si vedono, in cui va perdendo alquanto della sua caratteristica.
I primi esemplari di questa preziosa razza, che, volere o volare, ha conquistato il primitivo posto nel mondo degli allevatori d'anatre, vennero in Europa verso il 1870 ed il Vander Snickt, il compianto allevatore e scrittore belga, morto pochi anni fa, ne acquistò in quell'epoca a Londra una coppia trovata su una nave proveniente dalla Cina dove era stata imbarcata pel servizio di tavola dei viaggiatori ma miracolosamente scampata al coltello del cuoco di bordo. Forse sfogliando i giornali inglesi di quel tempo si potrebbero conoscer meglio le origini e la data delle prime importazioni dall'Estremo Oriente o dall'America; ma questo non ha una grande importanza ciò che si può constatare è che ben pochi animali come questo si diffusero in Europa come l'anatra di Pechino.
Anche in Italia vennero ben presto in voga, e fin dal 1889 ne importai anch'io, ora non ricordo più di dove, una coppia, della quale potei subito osservare ed apprezzare la fecondità straordinaria e la grande rusticità dei pulcini; le uova schiudevano tutte o quasi, gli anatrotti venivan su per incanto, cosicchè in poco più d'un anno possedevo un gruppo numerosissimo. Tenevo pure dei bellissimi Rouen ma questi rimanevano indietro assai per produzione ed anche per celerità di sviluppo, agl'infaticabili, ai precocissimi Pechino.
Come in Inghilterra, l'anatra di Pechino attecchì subito anche in Francia, in Germania; sembra che gli individui della prima importazione d'America fossero alquanto scadenti dal lato della carne, per cui gl'inglesi pensarono subito a modificar la razza mediante incrocio con l'Aylesbury; dal canto loro i tedeschi presero ugual misura incrociando con razze paesane. Simili modificazioni andarono, naturalmente, a detrimento di qualche carattere saliente del tipo originale, specie dal punto della posizione eretta, in cui il treno posteriore dell'animale poggia in terra, ma le altre prerogative della razza sono rimaste inalterate e se si è ottenuto il vantaggio della carne migliore, non c'è da rammaricarsi troppo dell'iniziativa degli allevatori europei.
Un'altra caratteristica speciale all'anatra di Pechino che non si riscontra nelle razze europee ma soltanto nella Muschiata del Sud-America è la criniera che dalla nuca scende al collo; ma anche questa è scomparsa completamente o quasi negl'individui che si vedono oggidì in Europa; l'assenza di quest'ornamento non è cagione di squalifica nè influisce menomamente sulle qualità preziose della Pechino, che sono parecchie.
I diversi caratteri di quest'anatra sono:
_Maschio_: _Testa_ assai voluminosa, _fronte_ alta, _occhio_ piccolo, nero, _becco_ corto, color arancione, _collo_ forte e lungo, con o senza criniera; _dorso_ lunghissimo, in forte pendenza verso la _coda_ eretta verticalmente; _petto_ molto largo, ben arrotondato e profondo; _zampe_ color arancione, poste molto indietro sul corpo, ciò che dà al volatile la posizione eretta speciale che lo caratterizza. _Piumaggio_ di tinta giallina più o meno pronunciata. _Peso_ quattro chilogr. a quattro e mezzo.
_Femmina_. Gli stessi caratteri del maschio, senonchè è di proporzioni qualche poco inferiori quindi anche di peso minore; non ha le penne arricciate alla coda che distinguono il maschio.
La femmina dà fra le 100 a le 120 uova all'anno senza interruzione; generalmente non cova e le sue uova, la cui incubazione dura da 28 a 30 giorni si danno a covare a galline od a tacchine nei piccoli allevamenti ed alle macchine nei grandi. Gli anatrotti nascono coperti da una leggera lanuggine giallina, e dopo un certo tempo si dà loro la via, usando per essi gli uguali riguardi riservati alle bestiole di altre razze per quanto nulla affatto più delicate, tutt'altro.
Riassumendo i vantaggi che presenta l'allevamento dell'anatra di Pechino, troviamo, oltre ad una fetazione non comune e precoce, poichè incomincia all'età di cinque o sei mesi, un rapido, precocissimo sviluppo degli anatrotti, unitamente all'attitudine a prender il grasso come in poche altre razze; rusticità stragrande, sia negli adulti come nei giovani, piumaggio bianco, soffice, abbondante, quindi commerciabilissimo, carne eccellente e bianca. E con doti simili, universalmente riconosciute non c'è da meravigliarsi se l'anatra di Pechino si è imposta e dappertutto trionfa.
L'anatra Orpington
È l'ultima arrivata nell'agone, essendo stata creata sono pochi anni in Inghilterra e non senza ragione viene chiamata l'anatra dell'avvenire, poichè, come lo proclamava ancora recentemente un allevatore italiano nel _Giornale degli allevatori_, è per ogni riguardo raccomandabilissima: fattrice di primissimo ordine tanto d'autunno che d'inverno d'uova più grosse di quelle di gallina e di gusto delicato, con una media di 200(!) e più all'anno, produttrice di carne bianca, fina squisita, facile all'ingrassamento, refrattaria ad ogni malattia ed all'umidità sempre che sia tenuta a dormire in asciutto, l'Orpington compendia tutte le qualità migliori che si possano desiderare in un volatile domestico.
Per parte mia non avendone mai allevato nulla potrei dire che confermasse o menomasse i meriti attribuiti a quest'anatra, ma l'elogio riferito è condiviso, per quanto un po' vagamente da scrittori avicoli moderni quali il Pascal ed altri esteri; uno di questi ultimi pone in evidenza il fatto che in tutti i concorsi di produzione tenuti in Australia ed in America l'Orpington fulva è stata la sola concorrente seria dell'Indian Runner, di cui parleremo fra breve, con una media di 228 uova deposte da ognuna delle vincitrici.
L'anatra Orpington detta pure Kaki per la sua livrea color fulvo tendente al marrone che ricorda la tinta dell'uniforme da campagna dei militari inglesi, proviene, a quanto pare, da un incrocio di Rouen chiare con corritrici indiane fulve, altri ritiene sia frutto di un miscuglio in cui sarebbero entrati, oltre la Corritrice, l'Aylesbury, la Rouen e la Cayuga; la «cucinatura» (adopero questo termine adatto al caso trattandosi del creatore della razza M.r Cook; quale orribile bisticcio anglo-italiano!) venne operata ad Orpington nello stesso feudo dove era stata creata antecedentemente la gallina divenuta così celebre. Che l'anatra Orpington sia il risultato di un lungo e multiplo lavoro d'incrocio è facile desumerlo dalla scarsa fissità di caratteri negli individui conosciuti, almeno fino a poco tempo fa; è raro il caso d'individui uniformemente fulvi, e che tali si riproducono regolarmente, di un fulvo caffè-latte o camoscio come sarebbe l'ideale; il bianco vien quasi sempre fuori e così anche si deve cercare che le macchie scure, ereditate dalle Rouen siano, massime nelle femmine, il meno possibile visibili. Negl'individui risultati dai primi incroci ve n'erano con livrea in cui la maggioranza delle piume era color grigio ardesia, ciò che farebbe dubitare che nella cucinatura cui ho alluso, entrasse allora il sangue dell'anatra Svedese, di cui si parlerà col seguito, mentre in altre il piumaggio era di tinta fulva; poco per volta questo tipo venne quasi abbandonato e quello adottato definitivamente e comunemente è quello Kaki.
E di questo sono le caratteristiche ammesse:
_Maschio. Testa_ fina assai elegante, verde bronzato; _becco_ giallo più o meno arancione; il colore del capo si prolunga fino a quasi metà del collo. _Dorso_ largo e lungo interamente fulvo come il _petto_ che dev'essere ben sviluppato e carnoso; la tinta volge di nuovo al verde bronzato verso la parte posteriore del corpo. _Coda_ dello stesso colore, piccola. Il piumaggio è più o meno contornato da una tinta più scura. _Tarsi_ e _piedi_ arancione.
_Peso_ del maschio, 3 a 4 chilogrammi.
La posizione del corpo si avvicina alquanto a quella dell'Indian runner, la cui influenza si fa sentire come quella del Rouen nell'orlatura delle piume.
_Femmina._ Interamente color fulvo o kaki con una sottile striscia più scura sugli orli d'ogni piuma.
Becco giallo. Assenza del ciuffetto di piume ricciute al portacoda, prerogativa del maschio nelle razze _europee_. Atteggiamento come nel maschio.
Alle doti preclare di cui va adorno questo prezioso acquisto dell'avicoltura inglese, che già enumera, non va dimenticato di aggiungere che l'Orpington non richiede in modo alcuno l'acqua per bagnarsi e nemmeno è indispensabile per la fecondazione; l'Orpington è poi anche di carattere tranquillo, non è schiamazzatrice. Certamente, perchè dia il massimo rendimento ha bisogno di spazio ed i prati che sono per essa un soggiorno agognato, dove troverà da pascolare largamente con non lieve economia per l'allevatore, sono quanto di più indicato si possa procurarle; non per nulla scorre nelle sue vene il sangue dell'Indiana.
Secondo se si tratta di produzione d'uova e di riproduttori oppure di anatrotti precoci da consumo, l'incubazione andrà fatta a partire dal Febbraio ed in caso diverso, nel Dicembre. Facendo covar le uova di Orpington nei primissimi mesi dell'anno, siccome le femmine incominciano là fetazione quando hanno sei mesi d'età, si otterranno delle uova nella stagione in cui generalmente le galline non ne dànno, e sono grosse uova eccellenti; inoltre gl'individui primaticci daranno dei riproduttori più robusti potendo svilupparsi durante i mesi migliori, preferibili quindi assai a quanti nati più tardi; ove, invece, si pongano le uova all'incubazione nel Dicembre gli anatrotti che nasceranno potranno già nel Marzo venir ingrassati, in un'epoca perciò nella quale i futuri pollastri pigolano ancora; gl'industriali inglesi scelgono appunto l'epoca suindicata per ingrassare le giovani anatre già sviluppate e robuste per mandarle al mercato.
L'alimentazione dell'Orpington non è nè più complicata nè più costosa di quella che si usa dare e che occorre a tutte le altre anatre da allevare per serio profitto e che ne meritano il conto. Inutile ripetere che avendo a sua disposizione una prateria, quest'anatra saprà ben trarne profitto per una buona parte della alimentazione, ma non bisogna basarsi unicamente su questo genere di nutrimento, che va corroborato con dei buoni pastoni nei quali l'elemento carneo non venga trascurato, sangue cotto, ritagli, farina di carne e di pesce, panelli tritati, misti a crusca e farina grossolana, trifoglio fresco o secco, cavoli ecc. ecc., tutto il solito corredo insomma d'ingredienti senza del quale anche l'anatra della miglior razza dà solo una meschina produzione e tende a degenerare.
Per finire, se la Pechino è un'anatra straordinaria, la Kaki Orpington è una competitrice seria che in alcuni casi e date certe circostanze può non solo rivaleggiare ma anche sorpassare, ma non credo riuscirà mai a soppiantare la figlia del Celeste Impero, non foss'altro per la questione della selezione sempre assai più difficile in una razza formata com'è quella del noto allevatore inglese in confronto ad una da gran tempo fissata qual'è la semplice, popolare, pechinese.
L'anatra Corritrice Indiana