Part 17
--Quella, quella, quella!--interruppe.--«Tu ne me fais pas crême, va»! Mi par di essere a scuola! Per americana, io intendo quella che si vede in Piazza San Marco, nelle sere di concerto!
Una risata clamorosa accolse la dichiarazione di Paolino Berlendi, il quale, senza badarvi, continuò:
--Certo, non nego che ci possano essere delle donne in Patagonia, ma non vengono a Venezia! E che c'entra l'Orenoco e che c'entra il mare dei Caraibi?...
Alcuni giovanotti alle spalle di Paolino approvarono ridendo.
--La colpa è della tua inesattezza!--rispose il Martellieri.--Tu hai detto che puoi riconoscere a occhio un'americana; e io ti ho detto che anche le donne della Patagonia sono americane. Le riconosceresti a occhio?
Il Berlendi si strinse nelle spalle.
--Allora,--egli disse,--anche tu sei stato inesatto. Tu hai detto che un'italiana si riconosce tra mille: io ti dirò che a Parigi, proprio il mese scorso, ho incontrato una ragazza che parlava il gergo come tu parli il dialetto veneziano. Ho avuto per lei «un béguin assez sérieux»; anzi, ho imparato da lei molte frasi energiche....
--Ce ne siamo accorti!--interruppe Nino d'Este.
--Ebbene, quando io la lasciai, ella mi confessò che era nata a Napoli, era sempre vissuta, a Napoli e solo da un anno si trovava a Parigi!... L'avresti riconosciuta per italiana, tu?
--Alla prima occhiata!--dichiarò il Martellieri.
--«Non, mais, faudrait pas me mener en bateau, tu sais»?--disse il Berlendi, mentre gli altri ridevano alla bizzarra espressione.
--Questa è una frase energica della parigina di Napoli,--osservò Nino d'Este, versandosi due dita di cognac.--E rimane dunque dimostrato che l'americana non si riconosce a occhio....
--Non rimane dimostrato niente, caro mio!--protestò Paolino Berlendi.--È venuto il Martellieri a imbrogliarmi con l'Orenoco e il Mississipì; ma io ripeto che l'americana elegante, non quella della Patagonia, si riconosce a un chilometro di distanza. «Si vous rigolez» è un conto, ma se parliamo da senno è un altro....
Freddo, scuro in faccia, laconico nelle parole, Berto Candriani all'angolo opposto della sala giuocava alle carte con altri amici; dal loro gruppo non venivano risate nè schiamazzi; ciascuno badava alle mosse dell'avversario, e le poste raggiungevano ormai una cifra di rilievo.
Berto Candriani aveva il viso traversato dalla cicatrice lucida e ardente come da un formidabile colpo di scudiscio; il segno indelebile fiammeggiava dall'orecchia al labbro nel pallore stanco del viso, un pallore che sembrava più manifesto perchè dietro il Candriani si stendeva la stoffa granata che ricopriva le pareti della sala: e poco più su, era appeso un gran quadro rappresentante il ratto delle Sabine; e quei nudi vivaci, le carni ambrate delle donne, i torsi poderosi e sanguigni dei guerrieri, creavano un rude contrasto con la figura agile e la pallidezza diffusa del Candriani.
Dal giorno del duello, qualche mutazione era seguita nel suo animo; egli s'era fatto cupo e inquieto, il suo sguardo pungente era diventato più acuto, la chiassosa allegria, la sventatezza e l'impertinenza che l'avevan fatto celebre, erano scomparse. Si sarebbe detto che un pensiero molesto e pertinace andasse rodendolo; e infatti non tanto gli importava della cicatrice che gli deturpava la faccia quanto di aver perduta Loredana per la sua incredibile fatuità.
S'era svegliato come da un sogno, dopo il duello, avvertendo quasi con paura che per la giovane gli si era annidato in cuore un sentimento assai più alto e più temibile che la concupiscenza; non avrebbe voluto confessarlo nemmeno a se stesso, ma l'ingenuità mista ad orgoglio, l'appassionatezza e insieme il riserbo, l'intelligenza e l'audacia che formavano l'indole originale di Loredana l'avevano interessato e vinto.
Non ignorava quel che si andava cantando dappertutto, ch'egli era stato l'amante della giovane e che perciò Filippo l'aveva provocato; e anche questo gli cuoceva insoffribilmente, non potendo parlarne troppo, perchè le sue negazioni non avevano alcun valore, e non potendo tacere, perchè il silenzio sarebbe stato una conferma. In tal modo, dentro un cerchio di tortura si dibatteva incapace a prendere una risoluzione; ora pensando a un viaggio, che lo allontanasse da uomini e da cose venutigli in uggia, ora meditando di rimanere, di riavvicinare Loredana, d'impossessarsene davvero a qualunque costo.
--Giuoca, giuoca!--gli disse il marchese di Spinea, guardando in faccia.
Berto giuocò: era distratto e andava con la sinistra arricciandosi i baffi; di tanto in tanto gli tornava il ricordo di Loredana, che gli faceva subito smarrire il filo del giuoco; anche questa volta la partita finì con la sua sconfitta.
--Ah, ah!--disse il marchese di Spinea, mescolando le carte.--Chi è fortunato in amore....
Ma si morse le labbra; la vecchia frase, sfuggitagli per abitudine, s'attagliava così bene al caso di Berto e alle dicerie di quei giorni, che lo Spinea tossì più volte, quasi volesse far dimenticare le sue parole. Il volto di Berto s'era rabbuiato. Egli riprese a giuocare scuotendo la testa fastidiosamente, ma ancora non potè raccogliere intorno al giuoco tutta l'attenzione che gli era necessaria.
Dal crocchio nel quale si trovavano Nino d'Este, il Martellieri, Paolino Berlendi e altri giovanotti, gli veniva di tratto in tratto all'orecchio qualche frase che lo distraeva. Gli amici parlavano a voce bassa, ma non così che Berto, avvertito dal ripetersi di alcuni nomi, non potesse afferrare il senso di ciò che si diceva intorno a lui.
La conversazione era mutata; Paolino aveva rinunziato a dimostrare che le americane si possono distinguere a occhio, il Martellieri aveva finito la sua disquisizione etnografica; si parlava di pettegolezzi, del solito pettegolezzo che occupava tuttavia la città.
--Filippo, secondo me,--diceva Paolino Berlendi,--ha avuto il torto dei vecchi, il torto di mescolare molto sentimento alla sua avventura. Questa famosa Loredana lo ha stregato; dicono che sia molto giovane, ma dev'essere esperta negli intrighi amorosi.
--Che, che!--esclamò Nino d'Este, il quale non andava mai d'accordo con Paolino, pure essendogli amico.--Ha trovato un cucco, mi dispiace dirlo; e al posto di lei, qualunque altra, giovane o vecchia, avrebbe insaccato il povero Flopi.... Le donne sono ciò che l'uomo le fa. Ti piace, Paolino, questa massima?
Paolino scosse la testa.
--Non mi piace,--rispose.--Io vorrei vedere questa famosa Loredana, per poter giudicare.
--Io l'ho vista,--annunziò il Martellieri.--L'ho vista più volte a teatro, con una certa megera tinta e ritinta, che mi pareva quella che si brucia a mezza quaresima. Ebbene, la ragazza non vale nè più nè meno di tante altre; è giovanissima e graziosa, ma a Venezia ne abbiamo una a ogni svolta di strada.
--Che ne dici, Paolino?--esclamò Nino d'Este trionfalmente.
--Dico che il Martellieri di donne non se ne intende,--dichiarò il Berlendi.--Egli non si intende che delle donne della Patagonia.... Vorrei vederla io.... E tu poi, Nino, sei in queste cose troppo secco....
--Troppo secco!--ripetè Nino d'Este.--Che cosa vuoi dire?
Paolino Berlendi esitò un istante, guardandosi intorno; ma vedendo tutte facce amiche e familiari, seguitò:
--«Ben voilà! Y a pas de ma faute»!... Certe cose si possono dire perchè son vecchie.... Per impadronirti d'una ragazza, non hai tu comprato il fondo sul quale la ragazza viveva? E poi per liberartene, non hai venduto il fondo con la ragazza dentro?
Gli amici in giro scoppiarono in una risata fragorosa, che fece alzar la testa a Berto Candriani. Egli aveva commesso parecchi spropositi e aveva nuovamente perduto; gettò le carte sul tavoliere, dicendo ai compagni:
--Vi chiedo scusa; oggi non va. Troveremo qualcuno che possa sostituirmi.
--No, no,--interruppe il marchese di Spinea.--Anche noi siamo stanchi, non è vero?
Gli altri due confermarono con un cenno del capo, e i giuocatori s'alzarono.
--Questo è un po' secco,--dichiarava intanto Paolino Berlendi.--«C'est du citron à la rigolade». Io sono del tuo parere: non troppo sentimentalismo con la donna; ma dal sentimentalismo di Flopi alla tua maniera spiccia, v'è un abisso. Dico bene? «Ça te botte»?
Nino d'Este non rispose; si allungò meglio nella poltrona soffice, epicureamente, e rinunziò a difendersi; ma Berto Candriani, che era sopraggiunto, rispose per lui.
--Tu hai torto, Paolino,--egli disse.--Questa maniera secca di Nino d'Este, questo, come tu dici, «citron à la rigolade», è ciò che occorre per le donne.
Da quando eran corse le voci dei suoi amori con Loredana, Berto ostentava uno scetticismo che doveva, nel suo concetto, far comprendere com'egli non si dilettasse che di avventure fugaci e volgari, e allontanare il dubbio d'una passione per la giovane compagna di Filippo. Gli amici, i quali non avevano mai udito dalla sua bocca dichiarazioni e aforismi di tal natura, lo ascoltavano sempre un po' incerti e sorpresi, temendo ch'egli si beffasse di loro.
Ma Berto proseguì imperterrito, la sigaretta tra l'indice e il medio della destra, la sinistra affondata nella tasca della giacca:
--Non solo il sentimentalismo è ridicolo, ma è ridicolo anche il sentimento per questa specie d'animale incomprensibile....
--....«cette espèce de cruche»,--abbellì Paolino.
--....che è la donna,--concluse Berto Candriani.--Per conto mio, senza essere un conquistatore come te, Paolino, nè un dominatore come Nino d'Este, ho sempre cercato donne che si potessero mettere alla porta entro le ventiquattr'ore, e non ho avuto il minimo sentimento per alcuna, mai, in tutta la mia vita....
La dichiarazione era troppo netta ed esplicita, perchè gli amici intorno non ne afferrassero il significato; ma Paolino strizzò l'occhio, e disse ridendo:
--Come parla bene!... Io, intanto, ho trovato il Martellieri che mi ha dato torto sulla questione delle americane; trovo Berto che mi dà torto sulla questione del sentimento. Se continua così, rinunzio alla parola!...
--Ma no; tu non hai torto,--interruppe Berto.--Se ti ho dato torto, mi sono spiegato male. Io voleva dire....
Alzando gli occhi in quel punto, vide che un servo era sopraggiunto e dal suo contegno capì che aspettava di potergli parlare.
--Io voleva dire che dei due modi, il modo secco e il modo sentimentale,--proseguì rapidamente,--preferisco il primo, lo trovo più logico, più giusto, o almeno più adatto alla nostra indole. A te, Paolino, non mancano argomentazioni per difendere il tuo pensiero; specialmente se parli francese!
E mentre gli altri ridevano e la discussione si faceva più vivace, egli si avvicinò al servo e gli chiese:
--Che cosa c'è?
--Una signora desidera parlarle,--rispose il servo a bassa voce.
--Non ricevo!--disse Berto recisamente.
Ma quando il servo era già per allontanarsi, egli lo richiamò, senza ben comprendere a quale dubbio rispondesse.
--La signora è qui?--riprese.
--Sì, Eccellenza....
--Non sarà una delle solite mendicanti?
--Non mi pare.
--Che tipo è?
--E giovanissima, molto elegante, e....
--E...?--incalzò Berto.
Il servo esitò.
--E mi pare molto spaventata,--disse infine.
--Che stupidaggini ti passano pel capo?--esclamò Berto.--La farai accomodare nel salotto grigio, e le dirai che abbia la bontà di attendere un istante.
--Sì, Eccellenza.
Berto ritornò verso i suoi amici.
--Vi chiedo scusa se vi lascio,--egli disse.--Mi è stata annunziata una visita d'affari; rimanete qui, ve ne prego.
Nino d'Este s'alzò finalmente dalla poltrona.
--No, no, caro,--egli rispose.--In casa tua si sta troppo bene, e noi abbiamo fatto tardi. Ce ne andiamo.
Berto Candriani strinse la mano agli amici, e mentre questi, ancora discutendo e ridendo, uscivano in tumulto, egli si avviò verso il salotto grigio.
XVI.
Ritta sulla soglia, appoggiato il braccio sinistro allo stipite e il viso al braccio, Loredana aspettava, tremando. Aveva avvertito un clamor di voci e di risate, poi un silenzio improvviso; guardava il salotto grigio, brillantemente illuminato dalle lampadine elettriche, e le pareva che i divani, le poltrone, le portiere molli, i cortinaggi pesanti, e una certa atmosfera tepida e profumata dessero al luogo un senso d'intimità quasi carnale.
Alla sua destra ella vide un piccolo quadro di Félicien Rops, un quadro strano intitolato: «Le vol et la prostitution dominent le monde»; una femmina seminuda e un uomo a mezza maschera, stretti insieme da una fascia, posavano i piedi caprigni sul globo; ed era nel viso dell'una l'artiglio della crapula e sotto la mezza maschera dell'altro si delineava il ghigno cinico del delitto....
A poco a poco, fissando la terribile femmina, Loredana ne sentì paura; le sembrò un simbolo e un monito, e che ridesse di lei, e si movesse a lei incontro, quasi per serrarla tra le braccia.... Si volse per fuggire; ma in quell'istante la portiera che le stava di faccia fu sollevata, e Berto Candriani comparve.
Egli si lasciò sfuggire un grido.
Loredana sentì che la sua personalità l'abbandonava; aveva tanto pensato a quell'ora, a quel colloquio, che le parve di agire e di parlare come un automa, come se qualcuno alle sue spalle suggerisse parole e gesti; pensò alla femmina dai piedi caprigni, e le corse un fremito dalla nuca alle reni.
Pure, mosse ella per prima, verso Berto, e gli disse con voce soffocata:
--Chi c'è di là?
--Nessuno,--rispose Berto, parlando istintivamente sottovoce.--Erano amici; sono partiti. Ma come devo interpretare questa vostra visita? Che cosa devo pensare?
Ella chiuse gli occhi e mormorò:
--Come vorrete....
Berto la vide subito impallidire spaventosamente; avvicinatale una poltrona, la fece sedere, le si mise a ginocchi innanzi, e Loredana rimase un istante così, bianca in volto, gli occhi chiusi, mentre Berto andava baciandole le mani guantate. Poi ella s'accorse che lievemente, lievemente, con perizia consumata, le toglieva il cappello e il veletto, e di nuovo inginocchiandosi le posava le labbra sulle mani.
Riaprì gli occhi, e guardandolo ai suoi piedi, notò la cicatrice lucida e ardente che gli traversava la faccia come un formidabile colpo di scudiscio.
--Sono da lei,--disse.--Sono fuggita. Ho abbandonato Filippo. Lo amo ancora, lo amo sempre, non amo che lui; ma sua madre muore, e io devo fuggirlo.... Sono venuta a ricoverarmi da lei.... Che caldo è in questa camera; mi sento soffocare!
Senza levarsi in piedi, slacciò la pelliccia e la lasciò cadere intorno, cosicchè parve che il busto snello sbucasse da quel nido candido e morbido maculato di nero. Guardandosi in giro, ella si vide in uno specchio; non aveva più il cappello, non più la pelliccia; era svestita, quasi fosse tornata nella propria casa; e quell'uomo le stava ai piedi, muto, umile, e già padrone di lei....
Lo spettacolo la rivelò a sè medesima. Si drizzò di scatto, esclamando:
--No; che cosa faccio? Sono pazza....
Anche Berto s'era alzato, e mettendosele innanzi, le disse prestamente:
--Non fugga: è in casa d'un gentiluomo. Si calmi. Ho bisogno di sapere e di parlarle. Se vorrà partire di qui, io non la tratterrò.... Mi dia l'amara soddisfazione di chiederle perdono. Ho scontato il mio errore. Sono stato veramente colpevole, ma sono parso più colpevole ai suoi occhi, perchè lei ha creduto a un capriccio, mentre io l'ho amata e l'amo con profondo sentimento.... Non fugga, la scongiuro....
Loredana tornò a sedere, raccogliendosi intorno la pelliccia bianca.
Non appena Berto la vide così, calma e attonita, uscì dal salotto e ritornò precipitosamente, tenendo in mano una bottiglia e nell'altra una coppa. Nè egli nè la giovane avvertirono il ridicolo di quella corsa; Berto spinse innanzi a Loredana una piccola tavola sostenuta da quattro svelti grifi, e versando, posò la coppa vicino alla sua ospite.
--Bevete,--disse,--ve ne prego: vi darà forza.
Loredana aveva visto che il liquido gorgogliante era sciampagna; ella fece un gesto per rifiutare, e rispose:
--No, non è possibile; mi farebbe male.
Il Candriani non l'ascoltava; ebbro di gioia, potendola guardare con l'intensità di un desiderio non più rattenuto, la guardava tutta, bramosamente, dalla testa ai piccoli piedi, la cui punta sbucava dal lembo estremo della gonna.
--Io vi farò dimenticare Filippo,--egli disse a un tratto.--Voi non l'amerete più; io sono libero e solo, posso dedicarvi intera la mia vita.... Amatelo oggi ancora, non importa; è giusto che lo amiate; dovrò io cancellare la sua imagine dal vostro cuore.
E di repente proruppe:
--Sono felice; sono felice di vedervi presso di me; vi siete ricordata che vi ho offerta la mia amicizia in un caso estremo, e questo mi consola di molti dolori.... Ah vi assicuro, Loredana, che non sono più lo sventato che avete conosciuto un giorno! Vi amo teneramente e spero di potervi rassicurare....
Ella troncò le sue parole con un gesto.
--No,--rispose.--Non vi amerò mai.
Si guardò intorno, e vedendo la coppa, la portò alle labbra che sentiva arse da un'interna febbre.
--Ascoltatemi,--proseguì imperiosamente.--Sono qui, non perchè vi ami, non perchè io creda alla vostra amicizia, ma perchè voglio e devo perdermi.
--Loredana, Loredana, per carità!--interruppe Berto.
--Devo perdermi. Egli sta per commettere un delitto. Sua madre ammalata gli ha chiesto di abbandonarmi, ed egli ha rifiutato.... No, io non posso accettare questo sacrificio; è una cosa orrenda; io devo lasciarlo e in maniera ch'egli non mi cerchi più, non mi desideri più.... Non voglio far male a sua madre, che per me ha già tanto sofferto.... Se morisse, ah se morisse, quale rimorso, quale vergogna!... E un giorno egli si sveglierebbe da questa follia; e tra me e lui, sempre, sempre, io vedrei il cadavere di sua madre.... Bisogna che io gli impedisca di disonorarsi!
Berto, ritto in piedi, ascoltava con un senso di maraviglia la giovane, che parlava velocemente agitata da violento orgasmo; alla prima pallidezza era subentrato un rossore febbrile che le imporporava le guance, le faceva brillare intensamente gli occhi, le invermigliava le labbra dando loro un color di vivo sangue.
Tanto gli piacque così stesa nella poltrona e affondata nella candida pelliccia, che Berto si chinò ancora a baciarle le mani. Loredana lo respinse.
--Io voleva uccidermi,--proseguì,--ma sarebbe stato un nuovo scandalo; avrebbero forse accusato Filippo della mia morte.... Ah come sono maligni tutti!... Mi è stato detto in faccia che io sono la vostra amante, che la mia onestà non vale nulla perchè nessuno mi crede, che un uomo è ladro quando tutti lo dicono ladro.... Quante cose ho imparato, spaventevoli! E allora ho pensato che avevano ragione. Il solo che non dubitava di me era Filippo; egli crede al mio amore e alla mia onestà, di cui tutti ridono; e bisogna dunque ch'egli pure non creda più, perchè si salvi.... Ho pensato che poichè mi dicono vostra amante, ogni sforzo è inutile, e io non potrò più liberarmi da questa accusa....
--Non parlare così,--interruppe Berto.--Ti fa troppo male....
Ella lo fissò con gli occhi sbarrati; quel «tu» le parve più brutale d'un bacio che le avesse chiuso improvvisamente la bocca; ma Berto se ne avvide, e soggiunse:
--Vi chiedo scusa; non volevo offendervi. Vi amo, e non ho saputo dominarmi.
--No,--disse Loredana, alzandosi,--mi lasci andare!
Berto osò stendere una mano su di lei.
--Ve ne prego,--mormorò,--rimanete ancora.....
Loredana rabbrividì; raccolta la pelliccia, cercò degli occhi il cappello. Ma mentre stava per riprenderlo, si arrestò quasi folgorata da un pensiero.
Dove andava? A casa, sua? Filippo l'avrebbe ripresa. A casa di Filippo? La madre di lui ne sarebbe morta. E Filippo a quell'ora doveva aver già letto le poche righe che Loredana gli aveva lasciato: «Non ti dimenticherò mai; ti amerò sempre; quanto più ti parrò lontana, tanto più sarò tua....» E dopo questo, ella sarebbe tornata da lui, a capo basso, a guisa d'una scolaretta pentita, e sempre troppo tardi per essere perdonata?
Vide ancora quella maledetta femmina dai piedi caprigni, seminuda, che col braccio destro levato sembrava imporle di fermarsi. Si volse, e all'altro lato vide Berto, il quale non osava muoversi per trattenerla, non osava parlare per non impaurirla, e andava guardandola, per indovinar dal gesto di lei la risoluzione che avrebbe presa.
Ella tornò alla sua poltrona, vi si lasciò cadere, non disse parola.
Seguì in tal modo un silenzio angoscioso di alcuni minuti, durante i quali Loredana e Berto si fissarono acutamente, immobili, quasi scrutandosi; ma Berto non potè resistere più a lungo, le si avvicinò di nuovo, le afferrò le mani.
--Resta!--disse con voce velata dalla passione.--Resta! Te ne scongiuro! So che non mi ami, e ciò non mi spaventa....
Egli cercava di toglierle un guanto; ella se ne avvide, e lo sbottonò con un rapido gesto, offrendogli la mano e il polso nudi da baciare; ma quando sentì quelle labbra avide sulle carni, volse il capo quasi con ribrezzo.
--No!--disse.--Aspettate!
Afferrò la coppa e la vuotò avidamente, poi la tese di nuovo a Berto perchè versasse ancora, e di nuovo bevve; ma scorgendosi nello specchio, gettò la coppa vuota a terra, dove s'infranse.
--Che cosa volete fare di me?--disse poi.
--Tutto quello che tu mi comanderai,--rispose Berto.--Io sono libero; posso partire oggi stesso, stanotte, domani, quando tu me lo chieda.
--Sì,--dichiarò Loredana.--Partiremo subito. Andremo a Roma.
Ella diede in una risata così cruda e sardonica, che Berto la guardò impaurito.
--A Roma,--ripetè Loredana.--Dovevo andarvi con Flopi; andrò con voi. Non è lo stesso? Non sono la vostra amante? Non hanno voluto che io fossi la vostra amante? Un uomo o un altro, poco importa.... Perchè non andiamo anche a Sirmione?... Io voglio calpestare tutto il mio passato, io voglio distruggere ogni ricordo, io voglio che non rimanga più nulla, più nulla di ciò che mi è stato tanto caro, e che mi farebbe arrossire!... Ah, voi non sapete l'orrore che io sento per la vita!... Voi non pensate che a impossessarvi di me; lo vedo nei vostri occhi, e non capite che io non sono più viva, non capite che io vi odio, e più vi avvicinate a me e più vi odio!...
Berto non rispose, ma la sua mano che teneva la mano della giovane, allentò la stretta; egli si ritrasse, percosso dalla veemenza selvaggia di quelle parole.
--Perchè mi volete?--seguitò Loredana, lanciandogli uno sguardo di sprezzo.--Io amo Filippo, e mi sacrifico per lui. Non è chiaro? Non è chiaro che io voglio perdermi per salvare lui? Non ve l'ho detto già! E ho scelto proprio voi, perchè egli mi disprezzi tanto che non mi cerchi più!... E voi vi prestate a questo giuoco?... Se io acconsentissi a diventar la vostra amante, sarebbe quello il momento in cui amerei di più Filippo, perchè sarebbe quello il sacrificio più grave che io potrei fargli.... E non lo avete capito? Come devo dirvi che io non vi amerò mai?
Stretto dalla logica feroce, che sembrava dettata da quel bisogno di mordere e di distruggere onde Loredana si sentiva tutta vibrare, Berto non trovò dapprima risposta; poi ebbe la parola unica che spiegava qualunque follia:
--Ma io ti amo,--disse.--Io ti amo, Loredana; e non so altro....
La giovane lo guardò, sentendo ch'egli non mentiva; le parve sommesso e vinto, e ne ebbe pietà.
--Suvvia,--mormorò, alzandosi,--mi lasci andare!
--Dove, dove vuoi andare?--chiese Berto, movendo un passo verso di lei.--Dove vuoi andare, così?
Ella s'era avviata alla porta, senza cappello, come una pazza.
Berto la guardò elegante e sottile nell'abito tutto liscio color d'ametista, leggiadramente ornato con una lista di pelliccia scura, che le correva intorno al petto e per l'estremo lembo della gonna a guisa d'un serpentello.
Usciva, partiva, fuggiva; d'improvviso aveva sentito che il sacrificio era troppo ripugnante, che meglio era morire, riposare, non pensare più ad alcuno, e aveva ricordato il canale nero e fondo che scorreva innanzi alla casa di Berto.