L'alcòva d'acciaio: Romanzo vissuto
Chapter 21
--Non so se ci avete gratificato con molte cannonate sul Carso. Ad ogni modo io desidero ringraziarvi con un pezzo di maiale ben cucinato.
--Grazie, grazie, dice il conte Funk, troppo gentili. Non sapevo, non sapevo, veramente, in Austria non si sa quanto gli ufficiali italiani siano cortesi, umani, buoni.
--Non tutti, interrompe Rose Barn, non tutti... Ah! gli ufficiali dei bersaglieri ciclisti. Comme il sont durs, durs, durs!... Dieu! qu'ils sont durs!
Pienamente rinfrancata e sicura ormai delle sue labbra sorridenti e delle sue occhiate precise, la bella ebrea viennese racconta come furono catturati nella confusione del disarmo a Stazione per la Carnia. Il conte Funk aveva molti bagagli, probabilmente molti anche lei. Sento in Rose Barn la donna sempre armata di eleganza e che ad ogni costo ricostruisce le sue armi di seduzione. Essa racconta che gli ufficiali bersaglieri brutalmente spinsero lei e il colonnello lontano dal carro dei bagagli ormai perduti per sempre. Rose Barn è stupita di non aver potuto sedurre coi suoi sguardi quei vincitori violenti.
--J'ai embrassé plusieurs fois leurs mains comme une mendiante, comme une mendiante! Mais ils me criaient: Viaaaa! Va viaa! Va via! Comme ils sont durs! comme ils sont durs!
Una nostra risata fragorosa accoglie questa descrizione dei forti, impetuosi soldati italiani colla loro pratica intelligenza decisa, rozza e senza smorfie.
--Vedete, signor conte: questo contrasto tra i bersaglieri ciclisti che giustamente sbrigarono le cose con voi, e noi altri che a vittoria compiuta siamo lieti d'invitarvi a pranzo, è tipicamente unicamente italiano. La nostra razza è superiore a tutte le altre razze perchè sa capire, dosare tutto nel tempo e nello spazio. La razza tedesca, gonfia di prodotti inutilizzabili da spargere sul mondo e ubriacata da una spaventosa preparazione militare meticolosissima, ha con una assoluta mancanza d'elasticità spirituale dimenticato che la forza pur dominando nel mondo deve fare i conti sempre con lo spirito. Voi avete misurato a cifre le nostre forze, ignorando forse, per il cretinismo dei vostri informatori, che il popolo italiano ha una grande anima potentissima, geniale, ricca di tutte le possibilità improvvisatrici. Questa anima dormiva e voi che contavate solamente il numero dei nostri cannoni, ci avete in blocco disprezzati, considerati come quantità trascurabile. L'Italia, avete pensato, marcerà con noi, obbedendo a noi. Se non marcerà con noi resterà neutrale. Ma l'anima italiana che aveva contato e ricontato tutte le offese i soprusi e i disprezzi, pur avendo mille ragioni per non battersi (triplicismo, propaganda pacifista, assoluta impreparazione ecc.) è scattata nel momento più pericoloso, sicura d'improvvisare ciò che non aveva preparato, e d'imparare la guerra facendola e vincendola. Ciò che avete fatto nel Belgio, i vostri siluramenti di navi inermi, il pericolo dell'egemonia tedesca che non ha e non può avere nessuna ragione d'essere mai, il desiderio rivoluzionario di noi futuristi italiani che volevamo ripulire l'Italia di tutto ciò che vi è di vecchio e specialmente del papato, scopatura che non si poteva fare con un impero Austro-Ungarico in piedi ecc. ecc... Ecco infinite ragioni per le quali siamo entrati in guerra, ma certo in tutti gli Italiani, dal più umile fante al Comandante Supremo, c'era un'altra ragione potente!
«Volevamo dare con una lezione violenta a voi cocciuti professori medioevali d'arte guerresca, un brillante spettacolo d'Italianità, che significa fulminea genialità improvvisatrice, eroismo senza educazione guerresca, massima elasticità nel passare dalla violenza utile ad una assoluta bontà coi vinti e i disarmati. Ricordatevi che in questa guerra ogni pattuglia italiana aveva almeno uno scopritore di terre, un meccanico inventore, un poeta e un padre affettuoso.
«Volete conoscere il piano vittorioso del generale Caviglia? Eccolo:
«Dopo un'intensissima azione dimostrativa sul Grappa, per attirarvi il nemico, sfondare con 21 divisioni, separando la massa austriaca del Trentino da quella del Piave, e, con azione avvolgente, provocare la caduta dell'intera fronte montana.
«La più settentrionale delle armate austriache, la sesta, aveva per linea di rifornimento Vittorio-Conegliano-Sacile. Bisognava dunque conquistare Vittorio Veneto tagliando questa linea. Poi, puntare con azione avvolgente su Feltre, cioè sul tergo del Grappa, facendolo cadere per manovra.
«Subito dopo, raggiungere la convalle bellunese, puntando per le vie del Cadore e dell'Agordino.
«Gli ordini di concentramento di forze diramati il 25 settembre ebbero principio di esecuzione il 26.
«Tra il 26 settembre e il 10 ottobre, 21 divisioni, 800 pezzi di medio e grosso calibro, 800 pezzi di piccolo calibro e 500 bombarde, si schierano sulla nuova fronte. Quattrocento pezzi tolti da altri settori sono trasportati sulla fronte del Grappa.
«Intanto 20 equipaggi da ponte, 4500 metri di passerella tubolare, 4500 metri di ponte, sono preparati. In complesso, contro le 63 divisioni e mezza austriache e i loro duemila pezzi, noi abbiamo schierato 54 divisioni e 4750 pezzi.
«Il nostro fuoco d'artiglieria s'iniziò fra Brenta e Piave alle ore tre del 24 ottobre. Alle ore 7 e 15 balzano le fanterie sul Grappa. Il 26 ottobre la resistenza sul Grappa è più che mai accanita. Sette divisioni italiane contro nove nemiche.
«La sera del 26, si gettano i ponti sul Piave. Sono travolti. Altri ponti sono gettati nella notte del 28.
«La mattina del 28, il 17.º corpo comincia a passare a Salettuol e l'8ª armata comincia a passare fra Pederobba e Falzè.
«Nelle prime ore del 29, l'ottavo corpo, sui ponti della Priula, passa e prende Susegana; il 17º corpo entra in Conegliano; una colonna di lancieri e di bersaglieri ciclisti entra in Vittorio Veneto. Il 30 ottobre, crolla il Grappa.
«La disfatta degli austriaci, iniziatasi il 28, resa inevitabile il 29, si conclude il 30 con la catastrofe.»
--Vous avez raison! Vous avez raison! interrompe il colonnello agitando le mani timide e tremanti. J'ai toujours pensé que le peuple Italien est un grand peuple.
--Et quels soldats magnifiques! aggiunge Rose Barn moltiplicando i suoi sguardi voluttuosi al capitano che la guarda con insistenza.
Mentre fissa il capitano, Rose Barn distrattamente urta col piedino il mio piede sinistro. Il mio scarpone d'alpino non vieta il passaggio dell'elettrica vibrazione. Rose Barn mi piace molto. Sono abituato a non lasciarmi sfuggire questi eleganti animali femminili che prediligono gli assaltatori audaci, e pur partendo sempre con un programma astuto nel cervello, non si rifiutano certi amplessi spensierati volanti e disinteressati.
Sarei contentissimo di passare una notte con Rose Barn, anche se la notte precedente fosse stata passata da lei con l'amico Raby. In guerra bisogna marciare e non marcire. Nondimeno più d'ogni desiderio carnale urge in me un imperioso orgoglio italiano che vuole manifestare nettamente la sua nativa squisitezza spirituale. Prendo dunque la parola, con tono energico e guardando negli occhi senza ironia il colonnello che ora sorbisce con delizia il nostro caffè:
--Vede, signor colonnello, noi siamo qui vincitori e siamo anche i vostri padroni. Malgrado le finestre chiuse entra l'odore pestilenziale della vostra gigantesca disfatta. Io vi parlo con sincerità assoluta. Vedo che siete intelligente, preciserò il mio pensiero. La signorina Rose Barn seduta vicino a me non è certo vostra moglie. Credo sia la vostra amante. La chiamate vostra nipote, poco importa. Ad ogni modo è bellissima. Piace molto a me e piace ancor più al comandante l'ottava squadriglia che ha catturato tutto il vostro corpo d'armata. Ve lo ripeto. Mi piace molto.
Il conte Funk, colonnello austriaco, mi guarda con occhi spaventati e un sorriso stiracchiato:
--Vous voulez rire, vous voulez rire, monsieur le lieutenant!
--No, no, signor colonnello, non rido. La signorina Rose Barn che è una involontaria affascinatrice, non certo per tradire voi, anzi per ottenervi maggiori gentilezze nostre, ci promette con gli occhi (e certo manterrebbe!) delle notti d'amore straordinarie.
--Oh monsieur le lieutenant, vous voulez rire, vous voulez rire!
--Non rido, insisto su queste notti d'amore, che io intuisco veramente degne di noi vincitori.
Pausa avvocatesca. Poi un sorriso a Rose Barn che tiene gli occhi abbassati come una educanda felice e turbata:
--Sarebbero notti degne di noi vincitori se.... se... se non fossimo degli Italiani. Degli ufficiali austriaci che fossero questa sera nelle nostre condizioni, non mancherebbero di costringere la bella preda femminile tipo Rose Barn anche a viva forza, a ingoiarsi una purga di baci bavosi di vecchi generali e giovani ufficiali. Ma noi che siamo Italiani, signor colonnello, vi offriamo da pranzo e dopo l'eccellente caffè che avete sorbito non vi togliamo la vostra meravigliosa donna. E' bellissima, ve lo ripeto, ma io ho goduto la notte passata nelle braccia di una donna divina, unica, che si chiama l'Italia!
Poi rivolgendomi con sorriso ironico, mellifluo a Rose Barn:
--I vostri baci che devono senza dubbio essere sapientissimi, mi sembrerebbero inevitabilmente insipidi quanto quelli di una prostituta. Voi, non lo siete. Coi vostri occhi pieni di capricci e fantasie dovete certamente desiderare un maschio come me, se non fosse altro insolito, che vi parla come mai certamente un maschio vi ha parlato. Ebbene, no! cara Rose Barn, io vincitore italiano non vi prenderò, pur potendovi prendere, pur sapendo che vi farei piacere. Prego anzi l'amico Raby di rinunciare anche lui alla bella notte sicura. E lei, caro colonnello, gradisca l'ospitalità di questa parrocchia italiana che le offre un prete poco austrofilo, e dorma questa notte in pace senza che la gelosia aumenti i gradi della sua febbre. Però io propongo ora una breve passeggiata per digerire il nostro pranzo. Vuole, signora, e lei, colonnello, venire con noi a fumare una buona sigaretta Macedonia? Prego anche lei! Sono migliori, sono migliori delle sigarette ungheresi. Così potremo fumando non asfissiarci nel passeggiare fra i rottami dell'impero austro-ungarico... ma dove sono i nostri cani! Nick, Kim, Zazà? Venite, esperti puzzicoltori! Tu Zazà in testa. Guidaci fra tanti affastellamenti di luridume insanguinato. Coi tuoi bau! bau! variati ci descriverai il tuo paesaggio d'odori.
Correvano danzavano e capriolavano Nick e Kim intorno, sopra, sotto Zazà abbaiando. Gli echi della valle stretta moltiplicavano i
bu baa baubau baubaubau.
--Vede, signora, i soliti puzzi monotoni di stiva, latrina, iodio, pidocchi
baubaubaubaubauabaubaubaubau.
Ora Zazà ha scoperto e ci spiega nel suo linguaggio che io comprendo i fetidissimi puzzi che sta decifrando col naso: =puzzo d'imperatore, puzzo di caserma, puzzo di prete sudicio, puzzo di carcere, puzzo di medioevo, puzzo di passatismo!=
* * * * *
Ridevano le buone, umane, civili stelle italiane arricciando le schifiltose nari d'oro.
COMANDO SUPREMO
4 novembre, ore 12.
_La guerra contro l'Austria Ungheria che, sotto l'alta guida di S. M. il Re Duce Supremo, l'Esercito italiano inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, E' VINTA._
_La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czeco-slovacca ed un reggimento americano contro 73 divisioni austro-ungariche, è finita._
_La fulminea arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della Settima Armata e ad oriente da quelle della Prima, Sesta e Quarta, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria._
_Dal Brenta al Torre, l'irresistibile slancio della Dodicesima, dell'Ottava, della Decima Armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente._
_Nella pianura S. A. R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta Terza Armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute._
_L'Esercito austro-ungarico è annientato: esso ha subìto perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento: ha perdute quantità ingentissime di materiali di ogni sorta e pressochè per intero i suoi magazzini e i depositi; ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000 prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5000 cannoni._
_I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza._
Firmato: _DIAZ._
_Le automitragliatrici della colonna (VIII Squadriglia) catturato un comandante di Corpo d'Armata, mitragliato e arrestato un treno in movimento verso Pontebba, entrarono a Chiusaporte._
(=Diario Ufficiale della nostra ultima offensiva=),
FINE.
INDICE
_Pag._
I.--L'offensiva dell'amore 5
II.--La Dama al Balcone e le serenate massacrate 23
III.--La battaglia chimica e gli aloni azzurri 33
IV.--Una donna-premio 46
V.--Il pazzo 62
VI.--Un'esposizione futurista navale 66
VII.--La 74 76
VIII.--Gli equipaggi della Luna 81
IX.--Il Deposito fa schifo 98
X.--Vita da cow-boys 107
XI.--La marchesa Casati e i balli futuristi 126
XII.--Una festa napoleonica 136
XIII.--I veleni del Golfo 143
XIV.--Una festa petroliniana 162
XV.--Cavalleria medioevale e blindate futuriste 170
XVI.--Le ville nostalgiche 181
XVII.--Duello fra Caviglia e la pioggia 190
XVIII.--La Vittoria 212
XIX.--La villa devastata 225
XX.--Le Forze della gioia, della pietà e della vendetta 237
XXI.--Lavami, lavami, o amore 257
XXII.--Fiumi, campane, donne e mitragliatrici innamorate 268
XXIII.--Massaggio del corpo divino dell'Italia 279
XXIV.--Un parto in blindata 288
XXV.--Un esercito in trappola 302
XXVI.--Pagiolin, colombo viaggiatore 325
XXVII.--Un'isola profumata nel fiume puzzolente 346
XXVIII.--La più bella notte d'amore 359
XXIX.--A mensa col vinto fra i rottami dell'Impero Austroungarico 364
Opere di F. T. MARINETTI
LA CONQUETE DES ÉTOILES, poème épique, 3.e édition. Editions de la «Plume», Paris 3 fr. 50
DESTRUCTION, poèmes. Léon Vanir, éditeur, Paris 3 fr. 50
LA MOMIE SANGLANTE, poème dramatique. Edizioni del «Verde e Azzurro», Milano 2 fr. 50
D'ANNUNZIO INTIME, 4.e édition. Edizioni del «Verde e Azzurro», Milano 2 fr. 50
LE ROI BOMBANCE, tragédie satirique, 3.e édition. Editions du «Mercure de France», Paris 3 fr. 50
LA VILLE CHARNELLE, 4.e édition. E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
LES DIEUX S'EN VONT, D'ANNUNZIO RESTE, 11.e édition. E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
LE CONQUETE DES ÉTOILES, 4.e édition, suivie des jugements de la presse internationale. E. Sansot et C., édit., Paris 3 fr. 50
POUPÉES ÉLECTRIQUES, drame en trois acte en prose, avec une préface sur le futurisme. E. Sansot et C., édit., Paris 3 fr. 50
ENQUETE INTERNATIONALE SUR LE VERS LIBRE, précédée du premier Manifeste futuriste, (8.e mille). Édit., de «Poesia» 3 fr. 50
MAFARKA LE FUTURISTE, roman africain (21.e mille). E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
MAFARKA IL FUTURISTA, romanzo, tradotto da Decio Cinti (Processato e condannato. Due mesi e mezzo di prigione all'autore). Edizioni Futuriste di «Poesia» _Sequestrato_
DISTRUZIONE, poema, tradotto in versi liberi col _Primo processo di «Mafarka il Futurista»_ (Edizione di «Poesia») _Esaurito_
RE BALDORIA, traduzione del Roi Bombance Editori Fratelli Treves, Milano
LE FUTURISME, Théories et Mouvement. 12.e mille E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
LA BATAILLE DE TRIPOLI, récit futuriste de la journée _du 26 ottobre 1911_. Edizioni Futuriste di «Poesia» 1 fr. 50
LA BATTAGLIA DI TRIPOLI, vissuta e cantata da F. T. Marinetti. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 2,--
LE MONOPLAN DU PAPE, roman prophétique en vers libres. E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
ZANG-TUMB-TUMB. (Assedio di Adrianopoli) Parole in libertà. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 3,--
GUERRA, SOLA IGIENE DEL MONDO. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 2,--
L'AEROPLANO DEL PAPA, romanzo profetico in versi liberi, traduzione del _Monoplan du Pape_. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 3,50
EL FUTURISMO, traducciòn de German Gomez de la Mata y N. Hernandez Luquero. F. Sempere y C., editores, Valencia 4 _reales_
FUTURISME, traduction russe. Editions de «Promèthée» Saint-Pétersbourg 1 r 25
NOI FUTURISTI. Edizioni Quintieri. Milano L. 2,--
MANIFESTI DEL FUTURISMO. 4 volumetti dei _Breviari intellettuali_. Istituto Editoriale Italiano. Milano L. 8,--
TEATRO SINTETICO FUTURISTA, in collaborazione con B. Corra e E. Settimelli (2 vol.) Istituto Editoriale Italiano L. 4,--
VERSI E PROSE DI S. MALLARMÉ, prima traduzione italiana. Istituto Editoriale Italiano, Milano L. 2,--
POESIE SCELTE. 2 vol. dei _Breviari Intellettuali_. Istituto Editoriale Italiano L. 4,--
COME SI SEDUCONO LE DONNE. Edizioni dell'«_Italia Futurista_» L. 3,--
L'ISOLA DEI BACI, in collaborazione con B. Corra. Facchi, editore. Milano L. 3,--
DEMOCRAZIA FUTURISTA, Dinamismo politico. Facchi, editore. Milano L. 5,--
8 ANIME IN UNA BOMBA, romanzo esplosivo. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 3,--
UN VENTRE DI DONNA, romanzo, in collaborazione con la signora Robert. Facchi Editore, Milano L. 4,--
DISTRUZIONE, traduzione in versi liberi di Decio Cinti. Nuova edizione. Casa Editrice Sonzogno, Milano L. 4,--
MAFARKA IL FUTURISTA. Nuova edizione. Casa Editrice Sonzogno, Milano L. 6,50
LES MOTS EN LIBERTÉ FUTURISTES. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 5,--
LUSSURIA--VELOCITA'. Casa Editrice Modernissima. Milano L. 10,--
L'ALCOVA D'ACCIAIO. Romanzo vissuto. Casa Editrice Vitagliano. Milano L. 8,--
Nota del Trascrittore
L'ortografia e punteggiatura originarie sono state mantenute, eccetto per i cambiamenti di seguito elencati (il testo originale è sulla prima riga, il testo corretto su quella sottostante).
Le incongruenze negli accenti delle parole "éditeurs, édition" nell'elenco delle opere in fondo al libro sono state corrette senza annotazione.
Copirygth by C. E. Vitaliano Aprile 1921 Copyright by C. E. Vitaliano Aprile 1921
il padre senatore. Anima vivacissma piena di allegre il padre senatore. Anima vivacissima piena di allegre
e capitani in grigio verde tozzi rudi, sporchi polverosisimi, e capitani in grigio verde tozzi rudi, sporchi polverosissimi,
dei bersaglieri che resiste a tutti i colpi! dei bersaglieri che resiste a tutti i colpi!»
moltiplicando la bollente gioiellieria dei riflessi. moltiplicando la bollente gioielleria dei riflessi.
della mia 74. Ho aperto la sportello di sinistra. della mia 74. Ho aperto lo sportello di sinistra.
perchè abbiam fatto l'Italia. perchè abbiam fatto l'Italia,
vergine di Galilea... Mariettin! si, si, te. E' una vergine di Galilea... Mariettin! sì, sì, te. E' una
velocissimo ma senza coraggio. Nich puro Ruffterrier velocissimo ma senza coraggio. Nick puro Ruffterrier
Nic disprezza Kim. Ma se il bracco assale Nick disprezza Kim. Ma se il bracco assale
di monte Galdella, orlato di squadroni di cavallerio. di monte Galdella, orlato di squadroni di cavalleria.
Sei e mezza. Fa fresco. La mia corrozzella è ferma Sei e mezza. Fa fresco. La mia carrozzella è ferma
Ogni tanto la cameriera si tira su la giarriettiera. Ogni tanto la cameriera si tira su la giarrettiera.
teneressimo bacio sulla soglia della casa della zia. tenerissimo bacio sulla soglia della casa della zia.
tutte le =rrrrrr= snobistiche di Parigi Londra New-Yorck. tutte le =rrrrrr= snobistiche di Parigi Londra New York.
nemico è in rotta completa senza neppure un cannome nemico è in rotta completa senza neppure un cannone
sono oggi agitati, sbalorditi dalla piega degli avvementi. sono oggi agitati, sbalorditi dalla piega degli avvenimenti.
diminuita e si vedeva le pallottole della mitragliatrici diminuita e si vedeva le pallottole delle mitragliatrici
Mangerà, deve mangiare il ricco asse di cuori Mangerà, deve mangiare il ricco asso di cuori.
il germannico li piglia e se ne va. Il Germanico non il germanico li piglia e se ne va. Il Germanico non
mi dia un fucile! Ci vado io e le sgozzo, le sgozzo! mi dia un fucile! Ci vado io e le sgozzo, le sgozzo!»
penetrava, imbeveva di se ogni fibra, scatenava penetrava, imbeveva di sè ogni fibra, scatenava
è morta e che non si festeggiano gli Italilani suonando è morta e che non si festeggiano gli Italiani suonando
tenente! Siamo in diociotto donne; se non ha paura, tenente! Siamo in diciotto donne; se non ha paura,
ruota di destra passerà esattamente a due centrimetri ruota di destra passerà esattamente a due centimetri
Si, è lui! Profilo elegante di bel cavaliere sul suo Sì, è lui! Profilo elegante di bel cavaliere sul suo
lughissime trascinate, ubriache e ubriacanti di lunghissime trascinate, ubriache e ubriacanti di
--Si, signor tenente. --Sì, signor tenente.
trascapani e baionette sbatacchiate. tascapani e baionette sbatacchiate.
--Benedeeeetti! Benedeeeeti gl'Italiaaaani! gl'Italiaaaani! --Benedeeeetti! Benedeeeetti gl'Italiaaaani! gl'Italiaaaani!
aiutarlo, ma si rifuta il campanaro e tra la aiutarlo, ma si rifiuta il campanaro e tra la
e la mano destra più rude e muscolosa: Trentino! e la mano destra più rude e muscolosa: Trentino!»
un po' stanca per i troppi baci e le carrezze accanite! un po' stanca per i troppi baci e le carezze accanite!
bastonatura. E' un accattabrighe simpaticissimo. bastonatura. E' un attaccabrighe simpaticissimo.
se la svignino come Fiordalisi! se la svignino come Fiordalisi!»
pronuncia la parola «télèphone». pronuncia la parola «téléphone».
A cauci te faccio camminà, porcaccione! A cauci te faccio camminà, porcaccione!»
E' una gloria nostra! E la gloria dell'ottava E' una gloria nostra! E' la gloria dell'ottava