L'aeroplano del papa: Romanzo profetico in versi liberi
Part 9
Io salgo sempre più in alto, da gradino a gradino, come si sale una scala gigantesca. Non vedo più la linea tenue dell'orizzonte.... Il mar turchino s'è inalzato per unirsi al cielo turchino, formando il fondo d'un vaso immenso e liscio da cui lentamente io vaporo come un incenso.
__La squadra italiana.__
Che vedo? Centuplicate il vostro sforzo, occhi miei! Quel lungo e nero corteo di cavallette, giù nel cavo della sfera infinita, è la squadra! Oh! gioia! mia gioia infantile! A due mani dovrei imprigionare il mio cuore che adesso, lo giuro, ha soltanto dieci anni!... Odo alla mia sinistra, laggiù, le cannonate.... Forse è in Dalmazia, all'estremità di quelle coste i cui echi lontani balbettano desolanti e morenti grida d'allarme!... La nostra forte squadra mediterranea imbottiglia le _dreadnoughts_ austriache entro il porto di Pola!... Il mare Adriatico, oltre Trieste, è chiuso dalla catena dei nostri sottomarini. Quella seconda squadra che s'avanza verso di noi, deve certo scortare trasporti pieni di truppe.... Ed ecco: tutto il cielo s'annebbia, s'annuvola dei loro fumi salenti.... Io ritorno alla spiaggia, e vedo a poco a poco il mare, tutto il mare che s'ingombra di ferro Stan lastricando d'oro e d'acciaio turchino l'Adriatico in tutta la sua larghezza?... Vedo le innumerevoli lastre metalliche ancora ritte....
Oh! strana fioritura di roteanti bandiere che coprono l'alberature di uno sfarfallìo multicolore! Mirabolante assalto di api mostruose che vorrebbero suggere fiori nei miracolosi giardini solari cullati dalle onde!... Quasi ne odo il ronzìo che s'allarga fra l'odio minaccioso e nero delle corazzate, concise, immote e contratte come scorpioni colossali e pasciuti....
Su! Riprendete fiato, soldati d'Italia! Nei vostri occhi infocati nevicano da lungi bandiere, segnali d'una freschezza rosea, azzurra, rossa, verde e dorata! Nei vostri orecchi assordati s'ingolfano clamori di speranza e di gioia che giungono dalle coffe della flotta, cariche di frutti umani. S'aprono questi entusiasticamente, sprizzando su noi il succo di queste grida vittoriose!... Sulle loro scìe lucenti, come rotaie, s'avanzano in fila le nostre corazzate, formando un inverosimile treno d'incubo.... Ogni vagone è lungo duecento metri, e trasporta a fasci fucili smisurati, gigantesche tenaglie e massi di ferro grandi come case....
Il formidabile treno delle corazzate si ferma con una detonazione, spaventevole laccio esattamente lanciato sulle alture coronate d'austriaci, per strangolare nel suo gran nodo sonoro il corpo intero del paesaggio che ha per cuore ribollente la battaglia!
Poi, dolorosamente, il laccio del frastuono s'allenta, e lascia libera quella preda che non si può sradicare.... La prima fila, formata di sei _dreadnoughts_, diventa un arcipelago imprevisto di emergenti vulcani in eruzione! Tutta la squadra luccicante al sole cosparge lo spazio di terrore e di porpora. Io mi cullo a mille metri d'altezza sulla torre di prua della nave ammiraglia e sto al disopra della casamatta di un cannone da _195_. Ecco la squadra dei fucilieri e dei cannonieri comandata da un guardiamarina, Il caricatore apre il pezzo. Dietro di lui, i serventi allineati portano sulle braccia i bossoli di carica, fox-terriers indomabili, o monelli terribili! Sul ponte, altri bossoli ritti ed ansiosi sembra aspettino d'essere sollevati come fanciulli, sino alla calda finestra da cui si può forar lo spazio con uno sguardo violento!...
«Quartiermastro cannoniere, cannonieri brevettati, attenti al tornar delle fiamme!... Controllate il manometro! Prendete questo sacchetto di sabbia che vi getto.... Ho potuto segnar sul cartone l'alzo preciso dei pezzi....» Il mio sacchetto piomba nel gigantesco lampo dorato che rotola fra schianti d'aria formidabili.... Oh! gioia di fiutare il fumo asfissiante dei gas deleteri! Cari obici italiani, che sapete accartocciare il blindaggio delle navi da guerra, su, lacerate dunque la scintillante rilegatura di quei forti metallici, volumi tremendi! Urrà! Bene! Io esalto la vostra brutale destrezza di mano! E vedo già pendere, la,[**sic] sulle alture, mostruosi brandelli d'acciaio e bizzarri cartocci di rame gualcito.
La terra e le acque si sono avvolte interamente in una grande nuvola azzurrina che a poco a poco s'annerisce e si lacera. Senza riposo, monotone, le detonazioni lontane dei cannoni sono golosamente mangiate dalle più vicine, che aprono sotto di me vaste mascelle vibranti, d'una larghezza incalcolabile!...
O perchè mai, Santo Padre, ballonzoli così? Pover'uomo! Non devi già scacciare mosche! Suvvia! a pugni, a calci, scaccia lontano da te questi avvoltoi spennati e tragici che ti strigliano le guancie colle loro coscie granulose e col loro lungo collo rossastro e pelato!
Io filo via rapidissimamente e li supero... Tu devi ringraziarli. Ti hanno forse salvato da un lungo sonno mortale, facendoti sostenere la parte passatista di Prometeo!... Oh! no! che seccatura!... Eccoti riaddormentato, colla tua solita smorfia di paura cretina che ti rimane scolpita sulla faccia gonfia.... Somigli a quegli scogli clericali accovacciati a fior d'acqua, la cui schiuma ha improvvisi spaventi bianchi ad ogni obice sibilante.... Suvvia, svegliati!... Ecco: l'ora è venuta di mostrarti al pubblico, o vecchio orso sozzo di sangue.... Un po' di pulizia! Spazzola la tua sottana.... Tira fuori il tuo rosario; nascondi quel fazzoletto! Non pianger più! Cessa di lamentarti! So, so, che dei pruriti e dei formicolii ti irritano le gambe.... Ma di ben altro si tratta! Riprendi il tuo aspetto di dolce beatitudine! Un po' di compunzione nel tuo sorriso.... Suvvia? Attento! Ora discendo su quelle alture che celano la ritirata delle truppe austriache.... Vi giungeremo in tre minuti.... Presto! prepara i bei festoni di grasso che adornano il tuo mento!... Porta alta la tua pancia, come se fosse un ostensorio! Io ti farò passeggiare al disopra di quelle grandi bandiere gialle.
Finalmente, ecco il forte sinistramente appiattato da cui risaliva poc'anzi, rinnovandosi sempre, l'albero insradicabile delle esplosioni che proiettava lontano i suoi fogliami di piombo. La sua cupola d'acciaio, poc'anzi, girava su sè stessa, lucendo come un astro sotto lo scivolìo accanito degli shrapnels.... Finalmente ecco il guscio della gran tartaruga di ferro bitorzoluta e tutta a squame turchine.... Il forte finge di dormire nel suo fossato profondo, buco scavato su misura nel fianco della montagna che da ogni parte arrotonda lunghe schiene scattanti di furibondi gattacci.... Scoscendimenti, fasciati di ferri puntuti e inghirlandati di cespugli di chiodi! Mucchi bizzarri d'istrici colossali!....
__L'esca aerea.__
Artiglieri austriaci e cattolici, so che i vostri cannoni hanno almeno la portata di ottomila metri, e che si posson puntare a un angolo qualsiasi! I loro shrapnels fanno piovere una grandine di proiettili, tremila almeno, disposti in un cono!... Non sparerete, spero, contro di noi.... Le vostre carezze potrebbero irritare il Pontefice!... Scavalco, a volo, rapidamente il vostro grande esercito in fuga.... File innumerevoli di schiene piegate, frustate dalla paura, arrestatevi!... Reprimi dunque più che puoi le nausee del tuo povero stomaco, e riprendi la tua aria d'uomo serio.... Guarda: tutto l'altipiano è selciato, bellamente, di faccie accalcate che contemplano il cielo.
Tutto l'esercito, a bocca aperta, aspetta il tuo sermone! Sermone della montagna, davvero! O fraudolento commissario di Cristo, dove hai lasciato la tua bella eloquenza? Su! bisogna parlare!... Ah! capisco! Quella messe di baionette non ti seduce! Come sono carini!... Spiegano sotto di noi, tese per le quattro cocche, le loro gialle bandiere, e ti pregano di lanciarti giù a capofitto! Non sono già un volontario dell'esercito rosso! Altro non sono che un uccello venuto dall'Italia, e porto nei miei artigli un corvo spaventato che nondimeno potrebbe servirvi da amuleto o da veneranda reliquia!...
Con la sua pancia pesante e le sue zampe ballanti lo scambierete senza dubbio, per un minuscolo elefante di pelle gonfiata.... E' il Papa, vedete?... E' il vostro Papa.... Tutti in ginocchio!... In ginocchio! In ginocchio!... Voi siete cattolici romani ed apostolici! Sua Santità, che io faccio dondolare sopra le vostre teste, vi darà fra poco la santa benedizione. Dalle sue mani, la vittoria pioverà sull'esercito! Scusami, Santo Padre.... La brezza ci scuote! Involontariamente beccheggio.... Immonda e livida razza, itterizia della terra!... Non osate tirare contro di me!... Potreste uccidere Dio! Avanti! Ma un po' in fretta, suvvia!... A passo di corsa!... Io volo! Arriveremo a Trieste, poichè voglio deporre Sua Santità sulla più alta torretta del castello di Miramare!
Accelerate ancora il vostro passo di corsa! L'esca val bene la vostra fatica! E' un papa, dopo tutto, che vien dal cielo e rappresenta Dio, Fra voi, vi sono alcune migliaia di bruti che lo scambiano semplicemente per una grossa salsiccia.... Saporita, comunque.... E mi vanto d'averla rubata io stesso nella dispensa fetida del Vaticano! Su! Fate presto.... Ben vedo che le raffiche della bora scuotono e torcono come uno straccio tutto l'esercito in marcia. Che importa? A passo di corsa! Se no, io me la svigno, e porterò a Dio il suo vecchio uomo d'affari. Voi gridate dalla disperazione, come ragazzi desolati d'aver lasciato fuggire un bel pallone rosso o un bel cervo volante?...
Sappiate che in questo momento l'esercito italiano sforza il valico che avete abbandonato e penetrano in Austria. Domani l'esercito rosso sarà a Vienna!... Voi rispondete annunciandomi con grandi grida di gioia: Trieste e Miramare!
Ebbene, no!... Preferisco far scavalcare al Pontefice la contorsione schiumante di questo golfo.... Voi avete nel porto sei buoni incrociatori, con le macchine sotto pressione. Imbarcatevi dunque!...
Preferisco portare sul mare il vostro Papa. Che farebbe, a Miramare? Non è già, ch'io mi sappia, un astrologo, nè un principe impotente! Il Santo Padre è piuttosto una specie di Dio, un Gèova, un Prometeo, che so io? Venite ad ammirarlo nel diabolico scompiglio della burrasca!
Voi mi avete obbedito. Il vostro torrente umano ha riempiti gl'incrociatori come botti.... Si staccano l'un dopo l'altro, temerarî sfidando il crollar della pioggia, del vento e della grandine, e le scosse di groppa delle centomila giraffe colossali e fosforose del mare....
Sulle scogliere, i violini arrabbiati del vento elettrizzano le budella miagolanti della foresta coprendo di note più alte l'orchestra formidabile del mare.... Il russare del mio motore si compiace a macinare questa lacerante polifonia, le cui cadenze fanno il massaggio ai miei muscoli, tonificano i miei nervi, e caricano di energia gli accumulatori del mio cuore dai lunghi fili....
Io vi compiango, ufficiali austriaci, e compiango i vostri incrociatori torturati e squartati dai venti! Sto a piombo sul vostro triste beccheggio nel rapido lustreggìo dei troppo lunghi fulgidi coccodrilli del lampo!... Ah! non potete dunque star ritti sulle vostre tolde oscillanti?... Vedo qua e là, sotto i capitomboli della folgore, grappoli di facce, dagli sguardi sprizzanti imporporati.... Qua e là, in uno sbadiglio di luce totale, il ponte si copre tutto di ardenti pupille che mi fissano....
Ma il gran Mal di mare, patrono delle vostre _dreadnoughts_, ha imposto ai vostri stomachi un abbondante vomito, giù dai parapetti di bordo!... Onore a voi, grondaie medioevali, che trasformate gl'incrociatori in tante cattedrali sradicate nel gran vaglio agitato d'un terremoto! Tre volte, i lampi miniano le vetrate e le cupole delle vostre bandiere.[*dot added] La burrasca ha scolpiti i vostri lunghi alberi come sacri pinnacoli.... Una raffica di preghiere ha fatto mordere il suolo ai vostri cannoni umiliati, ed ha fiorito il bompresso d'una gran croce elettrica!...
Gradite dunque, ufficiali ed incrociatori, i miei complimenti, per tutti gli obici illuminanti che lanciate a cercarmi nella notte nera!... Non è troppo felice, il vostro tiro! Via! non così!... Tirate più basso!... Ah, ecco! Finalmente! Va già meglio! Quest'obice d'oro mi scoppia sul capo, e lentamente si scioglie inaffiando il cielo di stelle acciecanti....
Ufficiali austriaci, vomitanti grondaie, voi meritate che finalmente io lasci cadere su voi il Santo Padre, fetido sterco nero e greve, caldo uscito dal mio sfintere di grande uccello d'Italia!... Cercate di riceverne un po' in bocca... Potrete nutrirne l'anima vostra fino alla morte estrema della vostra razza!
Arrivederci, Santità! Finalmente spezzo le tue catene!... Ti ho regalato cielo e nuvole ed ora ti consacro imperatore dei pesci!... Attento! Ti lascio cadere.... Datti la pena di giunger le mani come dovessi pregare e fa un bel tuffo! Ahi! Che fracasso! Ti sei fatto male?... Certo la pancia ti s'è sgonfiata, come una seppia, annerendo le onde!
__I pescicani becchini.__
Eh, via! Possibile? Il mare rifiuta anch'esso d'accoglierti nel suo seno? Eppure è qui, proprio in mezzo a questo gran lago italiano, Adriatico, che fu da tempi remoti predisposta la grande tomba mobile dell'ultimo dei nostri Papi!... Ed ecco infatti i tuoi graziosi becchini: i pescicani! Accorrono a gara, Il più grande, solenne, entro la fossa fino a mezzo il corpo arrota, due, tre volte su un lampo violetto la vecchia zappa intaccata del suo grugno motoso sospingendoti a colpi di coda nel profondo terreno del mare!...
Sono leggiero, libero e possente!... Son un italiano liberato ad un tratto dalla sua zavorra cristiana e dai suoi pesanti ceppi cattolici! Avanti contro Vienna!... Avanti! Avanti!
Gli scoppi dei cannoni furibondi mi guidano. Fiamme, laggiù, lontano!... I nostri due eserciti s'avanzano scavando l'orizzonte notturno, sventrando le città che tremano smascherate dal gran gesto brutale dei nostri riflettori!
Esercito austriaco sconfitto, io ti sento con gioia fuggire spaventosamente in un ansare di rosse paure!...
E voi, Garibaldini, sappiate che vi porto nel mio ventre, con una calda ebbrezza materna!... Io sento scricchiolare i vostri piedi possenti per i sentieri coperti delle mie viscere!... Distruggere! Bisogna distruggere! Distruggere senza fine!...
I tizzoni delle mie dita bruciano, palpitano, crepitano e fumano dalla punta, rapidamente!... Ho dappertutto, sulle tempie, in gola i colpi reiterati d'un razzo meccanico che darà fuoco, ben presto, all'obice del mio corpo!...
O padre mio, tu che sapesti così ben caricarmi d'eroismo e d'audacia temeraria, ora vedi come io soffro aspettando così, lungamente, lungamente, l'inebbriante esplosione del mio corpo!...
Le mie vene son strade ingombrate dalle grandi pariglie di duecento batterie che sboccano improvvisamente sulla mia bocca spalancata, sulle alture dei miei occhi, sull'arco orizzontale del mio petto.... Rapidamente puntate, esse sparano, sparano con furore.... sull'Austria vinta!...
Finito il 29 Novembre 1911 nelle trincee di Sidi Messri. Pubblicato in francese a Parigi (Sansot éditeur) 12 Gennaio 1912.
INDICE
1.--Volando sulla Sicilia, nuovo cuore d'Italia 2.--I consigli del Vulcano 3.--Nei dominii di mio padre, il Vulcano 4.--Le batterie dei soli 5.--La pesca della Gran Foca verniciata 6.--I mosconi politici 7.--I sindacati pacifisti 8.--Volando con la luna 9.--L'esecrabile sonno 10.--I collari del tempo e dello spazio 11.--La battaglia di Monfalcone o la Tomba dei Papi
Edizioni futuriste di "POESIA"
__L'ESILIO__. Romanzo di __Paolo Buzzi__, vincitore del 1º Concorso di «_Poesia_»:
Parte Prima: _Verso il baleno_ (copertina di Enrico Sacchetti) ___Esaurito___
Parte Seconda: _Su l'ali del nembo_ (copert. di Enrico Sacchetti) ___Esaurito___
Parte Terza: _Verso la folgore_ (copertina di Enrico Sacchetti) ___Esaurito___
__L'INCUBO VELATO__. Versi di __Enrico Cavacchioli__, vincitore del 2º Concorso di «_Poesia_» (copertina di Remolo Romani) ___Esaurito___
__D'ANNUNZIO INTIMO__, di __F.T. Marinetti__ (traduzione dal francese di L. Perolti) ___Esaurito___
__LE RANOCCHIE TURCHINE__. Versi di __Enrico Cavacchioli__, vincitore del 2º Concorso di «_Poesia_» (copert. di Ugo Valeri) ___Esaurito___
__ENQUÊTE INTERNATIONALE SUR LE VERS LIBRE et MANIFESTE DU FUTURISME__, par __F.T. Marinetti__. ___Esaurito___
__AEROPLANI__. Versi liberi di __Paolo Buzzi__, col _Secondo proclama futurista_, di F.T. Marinetti ___Esaurito___
__L'INCENDIARIO__, Versi liberi di __Aldo Palazzeschi__, col _Rapporto sulla Vittoria futurista di Trieste_ ___Esaurito___
__MAFARKA IL FUTURISTA__. Romanzo di __F.T. Marinetti__, tradotto da Decio Cinti (Processato e condannato. Due mesi e mezzo di prigione all'autore) ___Sequestrato___
__DISTRUZIONE__. Poema futurista di __F.T. Marinetti__, col _Primo Processo di «Mafarka, il Futurista»_ ___Esaurito___
__POESIE ELETTRICHE__. Versi liberi di __Corrado Govoni__. ___Esaurito___
__IL CODICE DI PERELÀ__. Romanzo futurista di __Aldo Palazzeschi__ ___Esaurito___
__LA BATTAGLIA DI TRIPOLI__ vissuta e cantata da __F.T. Marinetti__ ___Esaurito___
__LA BATAILLE DE TRIPOLI__ vécue et chantée par __F.T. Marinetti__ ___Esaurito___
__IL CANTO DEI MOTORI__. Versi liberi di __Luciano Folgore__ L. 3,50
__I POETI FUTURISTI__.--Rivista annuale del lirismo futurista. (Anno 1912-13) L. 2,--
__MUSICA FUTURISTA__, di __Balilla Pratella__ (Riduzione per pianoforte, coi tre _Manifesti della Musica futurista_. Copertina di Umberto Boccioni) L. 10,--
__ZANG-TUMB-TUMB__ (Adrianopoli-Ottobre 1912).--Parole in libertà di __F.T. Marinetti__ L. 3,--
__PITTURA SCULTURA FUTURISTE__, di __Boccioni__, con 51 riproduzioni di quadri e sculture di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, Soffici L. 4,--
__CAVALCANDO IL SOLE__, versi liberi di __E. Cavacchioli__ L. 3,--
__L'AEROPLANO DEL PAPA__, romanzo profetico in versi liberi di __F.T. Marinetti__ L. 3,50
__PONTI SULL'OCEANO__, versi liberi e parole in libertà di __Luciano Folgore__ L. 3,--
__L'ELLISSE E LA SPIRALE__ (Film + Parole in libertà) di __Paolo Buzzi__ L. 4,--
__GUERRAPITTURA__ (_Futurismo politico--Dinamismo plastico--12 Disegni guerreschi--Parole in libertà_) di __Carrà__ L. 3,--
__RAREFAZIONI e PAROLE IN LIBERTÀ__ di __Corrado Govoni__ L 3,--
__GUERRA SOLA IGIENE DEL MONDO__ di __F.T. Marinetti__ L. 2,--
__BAIONETTE__, versi liberi e parole in libertà di __Auro D'Alba__ L 3,--
Presso tutti i principali librai d'Italia e presso la __DIREZIONE DEL MOVIMENTO FUTURISTA:__
__MILANO--Corso Venezia, 61__
End of Project Gutenberg's L'aeroplano del papa, by Filippo Tommaso Marinetti