# L'aeroplano del papa: Romanzo profetico in versi liberi

## Part 7

Book page: https://www.cyberlibrary.org/it/books/l-aeroplano-del-papa-romanzo-profetico-in-versi-liberi-17838/index.md

Eccomi appenna addentato, e già digerito, ed evaso, in petardi, dalle budella dell'uragano!... Ho il tuono alle calcagna. Venga pure se ciò lo diverte!... Con calma, con sicurezza assoluta, mi tuffo a nuoto, felice d'esser sfiorato dalle più affascinanti nubi del cielo, belle nubi dalle squame violacee, che passano come grandi pesci ciechi e che sorridono con la bocca spumosa d'oro, misteriosamente.... Ma la voce degli uccelli m'attira ancora più in alto. I loro voli e i loro canti trillano e brillano sopra di me. Il mio motore ne gode follemente ed io lo spingo, e ci pare di filar via tutti e due sotto fantastiche pergole da cui pendono e oscillano grappoli succosi di suoni lunghi, zuccherini e furibondi....

Quando volgo la testa, vedo lontano lontano l'azzurra sciarpa dell'amore sfilacciarsi in pallidi lembi nel cielo che la furia della mia anima eccita e infiamma sempre di più!...

Città e villaggi, barbieri eleganti e diligenti delle montagne e delle pianure, avete--non è vero?--ben poco da fare! Poichè proprio non val la pena di pettinare quel poggio, o d'ammorbidire l'acconciatura bionda di quella collina, o di rifare la scriminatura di quella vigna!... E i boschi lontani non si lagneranno più d'esser tanto trascurati da voi, dimenticati dai vostri pèttini, con le loro capigliature sudicie arruffate.

Vedo già in sogno, un po' dappertutto, vastissimi campi di battaglia che si scamiciano mettendo a nudo il petto villoso, sudante, della terra scorticata dagli obici, danzanti amuleti.... la terra tatuata di cavalli morti, in basso rilievo!...

La mia velocità spaventosa diverte il paesaggio, che bizzarramente si contorce dalla gioia. Assisto al valzer travolgente delle colline.... Le più vicine fanno la danza del ventre.... Tutti i ruscelli si torcono in chiare risate.

Salgo, e subito gli alberi diventano cavoli. Quella valle vomita a un tratto quattro villaggi. Ma quell'altra s'affretta ad ingoiarli! Affonderai, bel casale, fra poco, ne sono sicuro, nell'acqua verde e increspata del tuo bosco.... Dov'è?... Scomparso! Tuffo improvviso di granchio!

Per arrestarmi, le città levano altissime le loro braccia di pietra.... e poi svaniscono, rase dalla falce azzurra di quel fiume ricurvo! Null'altro persiste se non lo schiaffo instancabile che il vento dell'elica moltiplica senza posa, sulla mia faccia! Attraverso un acquazzone in tre secondi.... Allora il vento si sveste, e m'offre violentemente un corpo nudo fremente tutto bagnato di sale marino e di lagrime, il corpo salato della mia amante che stringevo un tempo fra le mie braccia, nella cabina dalle pareti di tela, a Pancaldi.... Oh! la calda ricchezza del suo odore che morde!

Lussuria, guscio del cuore tartaruga! Lussuria! rosea cupula d'un'orrida latrina! Sarò io dunque sempre l'orgoglioso _bidet_ dell'Avventura, falsa cortigiana?... Un povero cuore strisciante ai molli suoni d'una voce un cagnolino freddoloso fra due calde mammelle?... O paesaggi danzanti che sgambettate lontano, cessate, cessate d'illudere la mia speranza d'infinito! Il mio monoplano vola per sempre negli occhi di una donna!

Non vedo io, immensificata a mille metri sotto i miei piedi, la nudità indolente della mia amica? Oh! via!... la lussuria ha dunque invischiato il mio spirito? Poichè quello che vedo non è altro che il corpo immenso e disossato del mare.... Oh! io diguazzo ancora in una biancheria eccitante d'immagini femminili.... Oh! rabbia esasperata!... Bisogna dunque che io m'arrampichi fino allo zenit, per liberare il mio corpo da queste lumache viscose, appiccicaticce: orgoglio del sesso colonizzatore, inestinguibile sete di tenerezza! È detto! Raschierò, scorticherò la mia carne, fino al sangue, fino allo strangolamento del cuore, con le spazzole rudi delle soffianti velocità, salendo su per due o trecento chilometri azzurri!...

Galli dell'orgoglio virile schiavi delle stagioni, voi che alzate la zampa sulle vostre galline, sui vostri tetti e sulle vostre donne domate, banderuole giranti alla brezza d'aprile, sono dunque incatenato, con voi, senza scampo nel sinistro cortile dell'atmosfera?

Noi fummo cotti a fuoco lento nell'utero fetente.... Chi mai potrebbe lavarci da tanta sozzurra? Chi può guarirci dell'incurabile amore? Noi non saremo mai i monelli senza cuore e senza memoria, che sputano dall'alto sui balconi delle donne, volando rapidi fuori dalla storia e dall'anatomia, in vacanza, in vacanza, lontano dalla vulva, triste collegio obbligatorio!...

Io sono l'artista, l'essere numeroso e formicolante, la rissa pullulante, la sera di prima rappresentazione, la sala gremita in cui tutti i posti son presi: palchi, poltrone e loggione....

Io non so descrivere la mia sofferenza squisita!... sono un bruto rapace, ammalato d'eroismo infinito e d'impossibile! Sono un Creusot che vorrebbe fabbricare dei _fondants_!... Pedante virilità del poeta sempre in foia del proprio orgoglio! Quando saprò io trovare abbastanza minuzia e delicatezza per poter fare a pezzi il mio Io e bendare le mie ferite?

__Il mio motore.__

Taci, imbecille! Respira meglio, piuttosto! Ti basti uscire da quest'Io pestilenziale in cui t'annoi lugubremente, e cacciar fuori dai tuoi polmoni quest'odore di luna paludosa e di cipressi civettuoli!... Vuoi che analizzi il tuo più bell'eroismo? Acrobatismo d'un marmocchio che vorrebbe star ritto sulla rotondità del ventre materno....

Oh! gli occhi delle donne che guardano gli eroi, cui subitamente diventano essenziali!... Tu vorresti sfondarli ma sono dentro di te! O milioni di donne scollacciate.... gioielli, piume, cappelli e milioni d'occhi indistruttibili!... L'orgoglio! Ecco il solo nemico da temere, ecco il peccato dei peccati! Io t'applaudo, ingegnoso Gesù, per avere insultato e minacciato del peso crollante del tuo inferno l'orgoglio, bestia fetida, invincibile tartaruga dal guscio troppo vasto!... Orgoglio del sorriso e della letizia, orgoglio della miseria e dei singhiozzi, orgoglio della sozzurra, della stupidità e della morte!

Dimenticavo! Anche vidi lo spaventoso orgoglio d'essere vile e di fuggire, l'orgoglio di non riuscire, l'orgoglio di non essere, l'orgoglio atroce del nulla! Commedia fatale!... Pensare è esser giovane! O gioventù! feroce unità desiderio di concentrare in sè stesso le unità del mondo, desiderio d'esser scelto, l'unico scelto, l'unico amato dal popolo infedele delle labbra innamorate! Esser giovane vuol dire temer d'invecchiare e di cessare di piacere ai fiori e ai frutti!... Esser giovane vuol dire temer di cadere dalla ribalta del teatro!...

Teatro? Chi ha detto questa parola? Ebbene, sì.... Non sei un teatro tu stesso, col tuo milione di Soli spettatori, binocoli e raggi puntati da tutti i palchi dei tuoi nervi? Io t'auguro di morire come una pulce, fra due unghie sporche e distratte....

__La mia voce.__

Zitto! M'infastidisci!... T'impongo silenzio, togliendo l'accensione!... Olà! Che cosa fa Sua Santità? Certo contempla il suo dio che naviga nella barca di Pietro, e la pesante immersione del sole, enorme remo d'oro massiccio!...

Ha dunque anche il cielo, al pari di me, un desiderio supremo di grazie e di tenerezza? Nulla, infatti, che agguagli la gioia di viaggiare nella soave reazione sentimentale dell'orizzonte, che finalmente s'è intenerito, lasciando traboccare le sue stelle, fresche lagrime lungamente rattenute fra le ciglia delle nubi, lagrime gialle, rosse, verdi, perlacee....

Un'altra ancora sta per spuntare.... Spunta, violetta, con una cannonata improvvisa! E laggiù, verso l'ovest, oltre i monti.... Bisogna che io vi giunga in un'ora!... E' necessario! Lo capisci, motore? E che m'importa dei venti contrari? Lo so: questo papa è ingombrante.... Ma devo farlo oscillare come un pendolo sulla battaglia!

La mia ombra azzurreggiante corre obliqua sulle praterie soleggiate. Balza dall'ombra d'una nuvola all'ombra d'un'altra, come un ginnasta che salti dall'uno all'altro trapezio....

Sotto i miei piedi, in senso contrario, la campagna fugge coprendosi tutta d' immense crepe imbizzarrite.... Quel villaggio s'inabissa, quella città si polverizza, mentre, là, quel vallone si slancia a galoppo sfrenato. Quella collina gonfia il suo ventre poi bruscamente si vuota, e ricostruisce. lentamente il proprio scheletro!...

In modo strano si torce e s'ammucchia il paesaggio, poi cade a pezzi, a poco a poco, crollando in torrenti di case, in ruscelli di verde, interminabilmente, sotto di me, a rovescio....

Laggiù, il Veneto s'annega coi fianchi ignudi dei suoi fiumi carnali nella marea crescente dei vapori violetti.... O Tempo ti sputo in faccia!... Tu che sei il più odiato e il più tremendo di tutti i nostri nemici!... So che la mia velocità e la mia febbre t'irritano!... Ed è perciò che accelero il polso del mio motore! La rabbia, forse, farà scoppiare il tuo cuore, o Tempo, vecchia anitra colossale, dall'ali frangiate di fango, le cui zacchere enormi intenebrano la città....

Chi mai ti disse che devo percorrere ad ogni costo, ad ogni costo, più di cento chilometri, prima di sera?... Tu ne approfitti, per corrermi incontro, aprendo immensamente le cesoie metodiche del tuo becco, ingombro d'un groviglio di minuti vivi e di secondi velocissimi.... vermi, insetti e fetide cavallette che tu mastichi precipitosamente. O tempo rapace! Tu pretendi divorare tutto il tempo che ancora mi resta!... Che m'importa delle giornate solari, cronometri guasti? Io posso raddoppiare il mio orologio salendo in cielo, sempre più in alto, affinchè il sole mi colpisca ancora gli occhi con la sua ora elastica.... Tu ti sganasci a ridere credendolo morto, rovesciato al di là dell'orizzonte con un colpo d'ala! Ma ha finto di morire.... Lo vedo ancora fiammeggiare nello spazio col suo lungo sorriso.... O Tempo, tu credi di poter troncare il mio collo illimitato e soffocarmi tra quattro piccoli quarti d'ora e fare a pezzi i miei polmoni di pallone!... Ah! ah!... Siamo due potenze coalizzate dal desiderio di domarti: il mio genio caparbio e il mio libero motore!...

Nessuno osò, prima di me, colmare il nero fossato dalle profondità incalcolabili che divide il gran regno animale dal regno meccanico, tutto velato di fumi!

Motore, tu sei mio fratello, mio compagno, mio alleato, come se fossi un buon cavallo da guerra!... T'ammiro assai più, fratello perfezionato, perchè sai prolungare ogni giorno la tua giovinezza, cambiando ad una ad una le tue membra, albero eterno dalle inesauribili primavere! O Tempo, anitra che diguazzi in paludi intessute di cifre, ora sappi che l'acciaio di questo fedele motore è almeno più vivo della mia carne futurista!

Come il mio corpo, tu contieni, o Motore, cento o duecento popoli di molecole, ognuno organizzato da un capo cosciente e tutti domati da una Legge, regina che impone dovunque la sua volontà di coesione, da una Legge autonoma che pur si fonde col Destino! La mia libera volontà può stasera sposare nella battaglia il mio destino di morte! Essa è identica, dunque, alla legge che regge questo mio motore vivo!

E' perciò che mi slancio, sorvegliando la reazione fisico-chimica del mio corpo. Il mio motore, intanto, più che mai cosciente, fa altrettanto!... Bella nuvola lilla, dalla veste di gala, fate una riverenza al mio motore! Io m'infischio di voi, nuvoloni astiosi dal ventre flaccido e giallo.... Vecchi nuvoloni positivisti, senza ideale, m'infischio delle vostre verdi smorfie ironiche! O scetticismo desolante di questo cielo senza passione che filacciosamente si stira con tutte le sue raffinatezze di rosei bagliori, senza degnare d'uno sguardo il mio motore!... Motore, fratello adorato la cui bellezza m'offende, fai bene a sputare sulla dolorosa ebbrezza di questa sera dai profumi amari e lamentosi e su queste povere voci'd'agonie persistenti che la grazia delle stelle ardite e gaie non può consolare!...

O Tempo! Mi scaglierò contro di te, e ti spezzerò le ali, e romperò la tua voce asmatica d'orologio! Chiama pure alla riscossa lo spazio, vecchio avoltoio podagroso che lascia dietro di sè come striscia di bava il bianco nastro delle strade e i grandi archi dell'orizzonte, simili a immense lumache arrotondate!... Tempo! Spazio! Sole divinità padrone del mondo! Io mi ribello contro di voi!

Spazio! Tu mi mettesti intorno al collo, come una cavezza, questo mutevole orizzonte irto di monti, di piani e di città capellute!... Tu mi lasciasti, sola libertà, la distanza che separa la mia gola palpitante dal cerchio chiuso dell'orizzonte.... Ora io t'impongo--comprendi?--d'allargarlo di più, sempre di più, finchè si schianti!

E tu, esecrabile Tempo, farai altrettanto! Tu devi, ti piaccia, allentare la strangolante e sinistra cavezza dell'ora.... dell'ora che segue quella che viviamo e che da ogni parte la stringe per dominarla meglio e per soffocarla uccidendo la mia azione! Tempo! Spazio! Che direste se bruscamente attraversassi, in dieci secondi, l'intervallo che mi divide da questo rotondo orizzonte che, secondo i vostri calcoli, m'aspetta soltanto fra un'ora?... Ah! ah! ridete giallo, e sentite tremare sotto i vostri piedi geometrici i piedestalli della vostra potenza millenaria!

E' perchè--cordialmente ve lo confesso-- il mio motore ha talvolta delle velocità stupefacenti. Voi sapete, d'altronde, che tutti i chilometri non sono lunghi ugualmente.... Alcuni sono di trecento, ed altri d'ottocento metri.... E vi sono delle ore che si slanciano mentre altre s'addormentano.... Tutto ciò manca d'ordine e di precisione!... Sappiate che uno spirito forte come il mio può dare a un'ora l'ampiezza di una settimana, o serrarla nel suo pugno duro, come un limone da cui colerà soltanto il sugo d'un minuscolo quarto d'ora!... A forza di desideri e d'attese guardinghe, conobbi le segrete serrature che chiudono i collari dell'orizzonte e dell'ora. Ed ecco: adesso batto la testa nei quattro cantoni di questi quattro quarti d'ora che m'imprigionano!

Ma tutt'intorno c'è una cornice assai più grande, e assai più elastica.... E' la giornata solare. Poi, più ampia, la mutevole stagione, fragile, infinitamente allungabile.... guardate! La mia tenace volontà e la mia sensibilità, collaborando coll'elica fanno della velocità una cosa assoluta!...

Spazio, io ti costringo, volando, a mettermi intorno al collo, incessantemente, senza riposo, ad ogni istante un sempre nuovo orizzonte!... Carezze sempre diverse e sempre più cupe!... Non è la Via Lattea, che m'abbellisce, in questo momento, una fulgida collana di perle che potrebbe inebbriare il collo della mia amica? Suvvia! Fa presto! In quale orizzonte stai dunque per rinchiudermi!...

Tempo! Spazio! Sarete sorpassati per forza! Spazio! tu perderai, ogni volta, un po' del tempo, tuo amico.... La mia cavezza è almeno cento volte più larga di quella che lega quel treno sorpassato! Fra un'ora tu dovrai allungare la mia all'infinito!... Meglio varrebbe abbandonarla subito!... Ecco! E' già fatto! Al diavolo il Tempo e lo Spazio! Dieci secondi mi sono bastati per giungere al confine! Butrio! Palmanova! Vi sento sotto di me Quel polverie di fuochi agonizzanti è Gorizia o Gradisca.... Volgiamo a destra! Sotto le fiere stelle guerriere, che vortici! che vortici! Cado su una profondità, e bruscamente mi sento strappato dal mio sediletto, così che me ne vado, a caso, a nuoto, a passeggiare sull'ala destra.... Ma presto m'allungo, di nuovo seduto, col naso sulla bussola, ed ascolto....

Io tolgo l'accensione.... Silenzio? No!... Quasi!... un funebre e crescente scalpiccìo d'eserciti.... Sono laggiù a trecento metri sotto i miei piedi, nell'oceano delle tenebre.... In cerchio, gli echi, tutt'intorno, ricaccian nella loro gola ingombra il sordo rotolìo dei cannoni pesanti.

In quella cupa prateria, sul ventre semiaperto d'un carro, un nero profilo si china, inzaccherato di rosa dalla fiamma d'una candela. Un soldato telegrafista, chiusa la testa nell'elmo sonoro, ascolta parole volanti che hanno balzi lunghi più d'un chilometro.... Scivolo via per un momento, a fianco a fianco con una giovane stella filante che mi disvela il mare cadendovi dentro, gabbiano d'oro che raggiunge il proprio riflesso....

Quel fresco nastro azzurrino è una strada larga, lungo la riva.... Scendo morbidamente per non schiacciar contro il suolo il mio papa, vecchio pendolo assopito che avevo dimenticato!... Egli si desta singhiozzando, infarinato come un barile nella polvere, mentre trascino il mio monoplano sul dolce declivio della spiaggia....

Finite dunque di lambirmi i piedi, onde gementi che venite, piangendo, a rannicchiarvi tra gli scogli?... La rada guardinga trattiene il morbido sciacquio ed il respiro per non svelare quell'intenso nocciolo di tenebre che spicca sui lucidi inchiostri del mare: una torpediniera a fuochi spenti! Vasto silenzio, interrotto ad ogni secondo dallo sternuto dell'onde sulla ghiaia.... Quella grotta che tossisce per vecchiaia, per angoscia e per noia, dorme assai male, stanotte.... Per me, pregusto già le delizie profonde d'un lungo sonno.... Morire domani? Che importa? Meglio così! E dormi anche tu, mio motore!... Riposa i tuoi polmoni, facendo grandi sogni di velocità.... Io mi stendo nudo, supino, nella sabbia, e subito le stelle dell'Orsa Maggiore mi gridano in cadenza: «Buona fortuna! Buona fortuna!»

__Io.__ (_con le mani a portavoce_)

Grazie per la mia patria!... Grazie! Grazie!

11.

LA BATTAGLIA DI MONFALCONE O LA TOMBA DEI PAPI.

Avanti! Su! Sono almeno le quattro. Il mio spirito è esatto come un cronometro. Ma la terra, dalle rotondità infantili, comunica con sua madre, la Notte, e beve avidamente alla Via Lattea!...

O Notte, grassa nutrice dalle pesanti carni d'ebano, la Terra vagente s'attacca spaventata ai tuoi neri capezzoli e non rallenta la stretta. Ancora questo sorso di stelle fresche e pure, prima del coltellaccio sanguinolento del giorno!

Perchè, perchè strisci così lungo la riva, foca sinistra? Tu vorresti fuggire affidando la pancia a questo mare italiano che per primo alza la voce scatenando le criniere dei suoi puledri selvaggi.... Come me tu dovresti abbeverare il tuo volto nell'odore verde e folto che spandono l'alghe e in tutti i profumi salini che abbondano intorno. Io te li offro tutti come un buon cioccolatte....

Le tue coscie grassoccie rimpiangono le delizie delle quattordicimila camere del Vaticano? E non pensi forse nostalgicamente al tuo medico notturno e alla tua poltrona a rotelle pneumatiche? Staresti meglio forse nella tua portantina.... E' questa l'ora in cui la tua pancia, colata giù dal letto, si versava nella carrozza dalle soffici molle e dai grassi cavalli che t'aspetta ogni mattina nel cortile della Pigna! E' questa l'ora in cui pensavi alla colazione vicina, nell'attraversare gli untuosi giardini del Vaticano.... E la tua nostalgia rievoca la fila degli Svizzeri: che di lontano sembrano tante uova _à la coque_, tutti grondanti di giallo e di rosso viscoso. Ognuno aveva la sua alabarda, mostruosa forchetta! Mangiavano, dormivano, quella sera? E dov'era la Guardia Nobile? Dove la Guardia Palatina?

Affrettati a controllare i nodi del tuo cilicio, poichè partiamo.... Guarda? Il mare immenso, gravido, s'apre penosamente al sole neonato che fa forza col capo. Il mio motore lo saluta con un russare di gioia offrendogli la sua elica, vasta rosa africana ebbra d'insetti che flirtano!...

Attento ai vortici avidi che il caldo sta per scavare nello spazio!... Nuvole dalle flessibili mani m'impacchettano con grazia, in una ovatta ardente che tratto tratto mi doccia.... Io cado a volta a volta sulla mia ala destra, poi bruscamente sull'ala sinistra. Sono lanciato dal basso in alto, dall'alto in basso.... Ed ora, a colpi bruschi, correnti d'aria violente mi suggono in avanti.... Abbraccio il mio motore, poi resto per un istante ritto sui miei pedali. Eccomi ricaduto indietro, a caso, in un buco, piombando nella morte!... Dov'è il mio cuscino? Ho sentito sulla schiena il freddo astratto del vuoto!... Avanti! Io filo sulla strada e me ne stacco. Non scuotermi così, riprendi il tuo calmo oscillare di pendolo. Noi dovremo salire molto in alto.... Fra queste due nuvole bituminose, come tra i piloni d'un ponte gigante, ecco l'aurora che precipita tutta la colata del suo sangue bellicoso!...

__Lo sbarco dei volontari.__

Luce cruda di luglio, odori irritanti del mare.... Tutto balza alla rinfusa, con la cannonata improvvisa nella rada traboccante di fuoco.... Gli echi fracassati crollano a pezzi sonori interminabilmente.... Nell'imboccatura tre bastimenti sorgono portando ritto alla poppa il tricolore! Chi dunque li decàpita?... Decapitati s'avanzano seminando intorno i fumaiuoli, gibus inutili, e le vele, mantelli.... (Fa tanto caldo!) sotto gli obici sibilanti d'un incrociatore austriaco che non ha potuto affondarli nè sbarrar loro la via....

Urrà, Garibaldini!... Ben venuti! Le vostre rosse camicie fiammeggiano col rosso nitrito dei vostri cavalli! Gru metalliche, vuotate le stive dei bastimenti, e date l'imbeccata alle maone! La banchina gronda di barili, gocce nere, che scoppian rosse, talvolta.... Ebbrezza delle vendemmie! Folli ubriacature delle vittorie prossime!... Le case dei pescatori vacillano pel caldo, e sembrano trascinate dal peso dell'ombra loro. Bizzarramente passeggiano al largo quattro pontoni imbottiti di fieno e letame che portan cavalli nitrenti. Sembrano lembi di praterie strappati dalla violenza d'un torrente, che vadano alla deriva....

Sulla spiaggia, più lontano, ecco i sanguinolenti macelli, vaste zattere violacee e purpuree che beccheggiano sotto il peso schiacciante ed i flosci sussulti delle bestie sventrate che uomini rossi stanno squartando in mezzo al flusso e riflusso del sangue. L'odore caldo e zuccherino inebria i cavalli trottanti, che somigliano a macchine a vapore.... Le loro zampe-stantuffi scattan fuori alternativamente dalle groppe.... E tutti volgono il capo verso quei fasci enormi di fieno, disposti a piramidi.

A fra poco il piacere di morire con voi, o rossi volontari! Ho già in me, nel mio cuore, questo porto fremente d'eroismo, folto intrico di verghe e di nervi entusiasti, estirpato dal petto aperto dell'Aurora!...

Vedo una torpediniera che viene ad ancorarsi davanti alla foce muggente del fiume. Partorisce un canotto, che muove a forti remate verso la spiaggia per scandagliare i fondi della strada fluviale.

