# L'aeroplano del papa: Romanzo profetico in versi liberi

## Part 5

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Eh! via!... Noi vogliamo puzzare per appestare il chiaro di luna vile, soave e tutto intriso di ricordi piangenti!... Per questo ergiamo il cespuglio colossale dei nostri atroci odori, alimentati senza fine dalla macerazione e dalla dissoluzione irritata delle materie organiche, immerse in vasti bagni d'acido solforico.

__Le concerie.__

Noi vogliamo puzzare per offendere le nari sensibili delle nuvole!... O sublime fetore della vita, o divina sporcizia della lotta!... Tutto ciò che ha profumo muore!...

Il mio monoplano attraversa gli odori ruggenti delle officine arcigne, che minacciano con tutti i loro pugni astiosi la tenerezza gracile e ipocrita della luna....

Milano è sotto i miei piedi....

Le alte mura romane dell'Arena più cupe e notturne che mai, simili alle banchine possenti d'un gran porto atlantico, stanno certo per cedere al battito formidabile di quest'oceano umano! La folla rotola monotona, oscuramente, le sue masse pullulanti e le sue voluminose colate! Trecentomila operai, fiume immenso di cappelli di paglia dai fulgori metallici sotto gl'inaffiatoi abbondanti e troppo azzurri delle lampade elettriche!...

Guardate: per quella porta che non può più resistere la folla s'ingolfa mareggiante e vorticosa, spremendosi con tanta violenza che ne sprizzano in alto innumeri biciclette. Ognuna solleva la sua al disopra del capo, rovesciata, a ruote all'aria! Sono le ruote simboliche della velocità ideale portate in processione lentissimamente.

Non v'è modo di correre, entrando, per quanto affascini e attiri il fragore del mare umano che s'allarga gaudioso nell'immensa arena. La crepitazione delle lampade elettriche che s'accaniscono a imbellettare le muraglie di indaco e di gesso abbagliante esaspera la folla ribollente.

Ritto sul tetto d'un tramvai, un oratore scoppia torrenzialmente come la bocca vomitante d'un ubbriaco, come la voce stessa delle lampade elettriche.... Io lo sorpasso e mi libro sugli studenti, marea variopinta di cappelli, che par carica di frutta e di fogliami....

Vedo sopra di me, affacciate intorno allo Zenit, tre grandi nubi incartapecorite e brizzolate, un po' scapigliate dall'alito, della luna piena che sale.... Finalmente s'affaccia, la luna, al frontone del pulvinare, subito divulgando con la sua grazia persuasiva le sue dolci verità disilluse sulla folla impeciata di notte astiosa.

Poi la luna, tutta bianca, si china attenta ad ascoltare il vocìo degli studenti che respingono a pugni, brutalmente, gli operai sudanti e scamiciati e le loro donne spaurite dalle chiare camiciole sventolanti.... Esibizione vasta d'oscena miseria nel vaporare caldo degli aliti, forato qua e là da acquazzoni di luce gessosa!...

O luna piena, affrettati ad abbellire questa gran confusione d'immondizie agitate, fiorite di facce-stracci e di camicie spiegazzate come carte sporche!

Ecco la folla, ocellata di vecchi cappelli di paglia dai nastri neri che fingono gli amoerri elastici del mare! Ecco l'immenso materasso delle forze popolari, vivo e sordido, e sfondato, e sventrato.... Ed ecco la sua imbottitura: canape, lana, cotone, peli e capelli, carne sudante, stupidità, e tutto questo sprizza da mille fori sotto la forza tagliente delle grandi parole stupefatte, che tutto càrdano con brutalità!...

Là giù, in mezzo a quel brulicare di vermi, vien sollevato un fantoccio.... Ah, no! Un oratore.... La folla ha brividi d'attesa curiosa.... Si tratta, a quanto pare, d'un grande amico del popolo: un anarchico cieco che si solleva da terra, nelle grandi occasioni, come una statua miracolosa. Chi l'ha galvanizzato? Le sue braccia, lugubri rami, scorrono nel vento della sua voce.... Il silenzio si propaga lentamente come una globulazione d'aria nell'acqua.... La noia grigia e la monotonia delle solitudini vulcaniche copre di ceneri la folla, immota in un religioso stupore....

__L'anarchico cieco.__

Guardatevi dall'obbedire ai sinistri assassini che vogliono condurvi al loro sontuoso macello!....

Ah! ah! la sua voce non oltrepassa uno spazio di cento metri.[*full stop?] tra le febbrili contorsioni di quell'estuario umano.... Vi si vede agitarsi--come un turacciolo-- un secondo oratore affannato e rantolante sotto le bastonate inflittegli spietatamente dall'ombra dei suoi gesti.

__Io.__

Chi ti strangolerà, o tribuno, o inesauribile capezzolo di stupidaggine? E tu, folla, poppante informe flaccido e immenso, dalle gambe fasciate, non sei nauseata dal latte delle sue promesse?... Vagisci tristemente nella tua culla: la terra, dalle monotone cantilene....

Da una scatola a sorpresa salta fuori subitamente un terzo oratore..... Questo fiammeggia come un cannello ossidrico, col fuoco trivellante e diritto, di una rossa eloquenza.... Da ogni parte, su tutti i punti dei gradini, tre, quattro, venti cannelli identici ruggono sputando le loro ciarle astiose per intaccare la grande folla operaia, gran mucchio di metalli grezzi, e di scorie carbonizzate, ferraglie e chiodi che vorrebbero essere infornati nel più grande cannone del mondo!...

__Io__

Non li seccate, dunque, con la stupida Pace! A che serve offrir loro quel piatto immondo che dà la nausea? Non domandano di meglio che di saltare in aria! I loro occhi attendono lo scoppio delle fortezze, il barcollare delle corazzate briache fradicie, e sverginate dagli obici. Le loro nari sognano del profumo pungente e violaceo della polvere.... D'altronde, non avete più gas nei vostri tubi, o cannelli ciarloni!... Le vostre fiamme oratorie si ripiegano e strisciano...

Non già per ascoltarvi, ma per osservare meglio le traccie della vostra cupa e bruciante stupidità in questa folla, io discendo e m'aggrappo, poggiando le ali del mio gran monoplano su questi due capitelli romani... Ed ora fra le mie ruote si dondola con grazia il mio grosso pendolo futurista, il Papa!

Subito un vasto clamore sommerge gli oratori, e la loro voce, e le loro braccia flagellanti. Un migliaio di bocche spalancate succhia lentissimamente la mia apparizione, fra il traboccare dei fetori acidi, il patatrac delle grida spezzate ed il flic-flac delle voci sozze....

__Io.__

O studenti! Operai! Non più discorsi! Voglio insegnarvi a fischiare gli oratori, poichè io stesso ho l'aspetto ridicolo d'un uccello appollaiato su un albero che stia arringando i pesci che girano nei vortici d'un fiume.... Voi siete nell'acqua sorda della folla, mentre io sono in cielo!

Bisogna deridere tutti i ciarlatani, poichè l'eloquenza, stasera, potrebbe solo mentire. Si deve soltanto agire! Bisogna che quest'arena s'inclini ad un tratto come un'immensa brocca piena di vino sanguinante sulla frontiera, e l'inondi! La Guerra!... La Guerra!... Ecco tutto il mio discorso.... Esordio e conclusione!... Partiremo domani per la battaglia... Per divertirvi intanto, mentre s'aspetta l'aurora, ho preso al laccio questo bel corvo gigante!...

__Gli studenti.__

Oh! com'è bello! Oh! com'è bello!... Gettaci, gettaci il corvo! il corvo!

__Un oratore.__

No! no! il sangue non sarà versato!

__Gli studenti.__

I discorsi ci annoiano! Vogliamo il corvo! E bisognerà pure che il sangue sia versato! Peggio per voi! O il vostro sangue, o il nostro, operai pacifisti! Noi vi diamo battaglia appunto qui, stasera stessa! Due guerre invece d'una: ecco il risultato della vostra viltà. Le vostre facce verdognole luccicano di sudor freddo, come le foglie delle foreste spazzolate dai lampi, e il vento della paura vi sgocciola violentemente come fanno le cuoche con le insalate! Cessate di tremare. Sappiate che la guerra è un modo qualunque di far sciopero! La guerra cambierà tutto, completamente! Guerra vuoi dire officine chiuse, aria aperta. Guerra è libertà d'uccidere chi si voglia!... Non più capi operai! Gli ufficiali sono occupati a morire bene, precisando la morte degli altri. Si può scegliere il proprio bersaglio, e questo è più divertente d'un gazometro, e assai meno pericoloso! La guerra è la rovina del padrone, che mentre essa dura non può continuare ad arricchirsi!... Vittoria o sconfitta, il padrone sarà povero come voi!

__Gli operai pacifisti.__

A morte il bruto! A morte il cannibale! Facciamo a pezzi il signore che vive di rendita! A morte l'assassino! A morte!...

__L'anarchico cieco.__

Operai! Guardatevi dall'obbedire a questa spaventevole febbre di sangue! Noi non combatteremo contro i nostri fratelli operai, sindacati come noi al di là dei confini! Si dice che l'Italia venne offesa con degli sputi in faccia!... Ebbene: peggio per lei!... L'Italia è in pericolo? Io me ne infischio!... Che m'importa della forma dei governi, del colore della bandiera? Pensiamo a noi, i Senza patria, gli Schiacciati.... Trieste e il Trentino non valgono le nostre ossa! Se cederete agli assassini che ci governano, ottocentomila poveri diavoli che non si conoscono e non hanno nessuna ragione di volersi del male, si precipiteranno gli uni sugli altri per scannarsi a vicenda!... Ed avremo la guerra, lugubre infamia, negazione di tutto ciò che dimostra la superiorità dell'uomo nella scala zoologica! Non possiamo accontentarci di dichiarare lo sciopero!... Dobbiamo decidere il sabotaggio delle stazioni e delle ferrovie!...

__Un socialista riformista.__

Ammetto il sabotaggio dei fili telegrafici, poichè non compromette nient'altro che dei dispacci inconcludenti, ma mi dichiaro nemico di quei mostri dal volto umano che schiodano le rotaie!...

__Un oratore.__

E' un venduto! Lo denuncio all'assemblea! Che cosa facevi, ieri sera, mentre io stavo levando a una a una le rotelle del gran disco che regola l'ingresso alla stazione?

__Un altro oratore.__

Egli ha rubato sulle spese di propaganda! Scroccone!

__Il socialista riformista.__

Guardate; resto freddo sotto questo torrente di fango! Sono dunque, agli occhi vostri, un uomo intento a disorganizzare il sindacato dei ferrovieri! Mi hanno già messo all'indice! Il Consiglio mi ha persino rifiutato a dei gruppi che volevano conferenze tenute da me! Lasciatemi parlare!... Mi sta a cuore lavarmi dall'accusa!

__L'anarchico cieco.__

No! No! Vi sono ancora più di venti oratori già iscritti! Domando al Congresso una seduta di ventiquatt'ore di più che continui giorno e notte! Propongo che la parola sia data a otto oratori soltanto.... quattro per ogni tendenza!...

__Il socialista riformista.__

No! Ognuno dei sindacati è autonomo secondo la tendenza dei suoi aderenti! Tu sta zitto!... Hai preso la parola senza curarti del turno!

__Il Presidente.__

La seduta è tolta! La discussione sarà ripresa in seconda seduta notturna!

__Io.__

Suvvia, poveri ingenui.... Tutti si burlano di voi! Non c'è sciopero, in Austria!... Operai e padroni, contadini e ricconi marciano contro di noi, burlandosi delle vostre discordie! Credete dunque che sia superiore, e ragionevole, e saggio, ciò che fate ogni notte?... Che cosa sono le battaglie convulsive a cui vi date, a colpi di grossolano piacere, sul corpo vile e stupido della vostra femmina sventrata, che invariabilmente inchiodate sul letto con un gran chiodo piantato fra le coscie? Non è, anche questa, violenza, brutalità, lotta accanita, sanguinosa aggressione notturna, con sudore e morsi, perchè alla fine dell'anno la vostra sposa abbia squarciato il ventre dall'obice d'un cranio neonato, il quale, venendo alla luce, non può che lottare e ferire? Differenza dei sessi: battaglia in un letto. Differenza dei ventri: battaglia ancora e sempre intorno ad una cassaforte! Io vi propongo di lottare e morire per una parola divina: Italia! Italia!

__Un oratore.__

Bisogna che tutti i treni militari deraglino!

__Io.__

Oh! via!... V'aspetto per colpirvi, ma non in nome dell'ordine che mi è ignoto. Non sono un poliziotto. L'autorità non esiste più! Nel cerchio crescente, illimitato, delle libertà assolute, voi sbraitate contro la guerra, mentre noi la glorifichiamo!... Ma quanti siete, voi?... Poche migliaia! E come mai volete ch'io prenda in considerazione il vostro piccolo volo di tafani importuni sulla groppa del toro patriottico che s'avventa contro il nemico in questo canicolare meriggio di guerra?... Voi non avete che la vostra viltà!... Io vi oppongo il mio coraggio e la mia Browning!...

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!...

__Io.__

Chi, fra voi, vuol giocare la sua pelle per arrestare la guerra?... Nessuno!... Sarebbe illogico, infatti, preferire un Italiano a un Austriaco, quale bersaglio!... Voi non amate nè i bersagli nè le armi! Avete le vostre pantofole, il vostro letto, la vostra lampada che fumiga sulla minestra fumante, un guanciale di mammelle avvizzite, e una collana di chiassosi marmocchi!... Tenete per voi tutto questo!... Ho i miei muscoli, il mio coraggio, e un fucile preciso!...

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!...

__Io.__

In fatto di sabotaggio, ammiro gli operai che stendono i loro corpi folli sulla strada ferrata per fare uscire dai binari i treni carichi di soldati!... Non è questo, lo so, il vostro metodo!... Quindi, io vi sopprimo, sabotatori prudenti!...

E voi, miserabili che m'ascoltate in silenzio, là giù, sui gradini, voi che partite in guerra contro la fame, nei grandi forni delle capitali notturne, portando per armi l'uncino o il paniere curva la schiena sotto la gerla fetente!

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!...

__Io.__

E voi, facchini, che scaricate i carretti degli ortolani tra i cavolifiori fradici, bocche selvagge di latrine!... Voi, che v'aggirate intorno ai macelli nel fetore tagliente delle concerie.... Voi che disputate ai cani i grandi pasticci fumanti d'immondizie, incensieri venerabili dei mercati, il cui vapore pervertisce l'aurora.... Voi che raccattate preziosamente questi tesori: detriti di carne, buccie di legumi, teste appassionate di pesci che rivivranno, in _bouillabaisses_ tonanti, nei vostri stomachi-cloache....

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!

__Io.__

Spazzini! Vagabondi che frugate nei rigagnoli, contando e ricontando gli stracci, gli affissi lacerati e le scorie di piombo di zinco, di lana, di cotone e di rame, arruffio multicolore di sforzi verso la morte...

Cenciaiuoli mal nutriti di rimasugli incessantemente colonizzati dai vermi.... Collezionisti di trucioli e di mozziconi.... Non è forse squisito il pane duro del soldato, per tutti voi che mangiate nausea bollente sotto i soffitti infeltrati di mosche delle cucine economiche?

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!

__Io.__

Voi tutti, uomini _sandwiches_, ci tenete davvero, al vostro salario di venti soldi? Se almeno aveste di che pagarvi il vino ed il forte tabacco di cicche vecchie di cui avete bisogno per tener ritto nel fango il vostro corpo, quando tutt'a un tratto il vento insolente scambia per una sedia a dondolo il vostro cartellone, e vi si sdraia pesantemente!

Permetterete ancora al Sole miliardario di mutarvi in sinistri inaffiatoi di sudore e di odio sul marciapiede fumante?... Gettate via le vostre divise imbottite di cimici! Non avete abbastanza grattati i foruncoli pieni di lagrime, della vostra pelle avvizzita?... E perchè temete dunque i fuochi di gioia della mitraglia e l'odore della polvere, disinfettante sublime?...

Purchè non vi piacciano le babbucce di fango di cui l'inverno vi calza elegantemente e l'imbellettatura rossa e violetta di cui orna le vostre guancie e il vostro naso gelato che attirano gli occhi degli sfaccendati più del vostro cartellone variopinto! Tornatevene a casa, mettete a letto i vostri marmocchi, bastonate le vostre mogli se piangono, e trovatevi domani mattina alle cinque ben desti, immersi i piedi nel grasso delle vostre scarpe migliori!... Vedete? La luna piena, come un riflettore, immensificando il mio gesto fino all'estremità dell'arena, v'indica la stazione, all'estremità dì Milano, che non potrà, questa notte, dormire!

__Un oratore anarchico__ _(mi scaglia un fucile di legno, che io prendo a volo)._

To'! Prendi, servitore! E corri lesto al confine!...

__Gli studenti.__

Gloria al monoplano futurista! Gloria agli operai guerrieri! Morte ai pacifisti! Dove sono? Scomparsi! Passati come sabbia attraverso il vaglio tumultuoso della folla! Gettaci il tuo vecchio papa! Ci divertiremo con lui tutta notte!... Non dormiremo. Berremo e canteremo, con donne seminude sulle ginocchia! Birra! Birra, padrona! La birra ha il sapore rinfrescante e grasso del sangue austriaco!...

8.

VOLANDO CON LA LUNA.

Saliamo più in alto, Santo Padre! Non ti dispiaccia! Passeremo un'ora a fianco a fianco con la luna.... Vedi? La luna istruisce pazientemente le colline che volgono verso di lei facce sorprese di scolari attenti e saggi. Essa mostra loro le sue nuvole come belle immagini guerresche che passando le divertono e subitamente le oscurano di dubbio e di pensosa curiosità....

Ma perchè quest'aria dolente?... In questo istante, i tuoi fratelli corvi probabilmente s'arrochiscono a gracchiar preghiere, o piuttosto complottano nei nidi fuligginosi delle sagrestie per nominarti un successore! Il Vaticano fra poco mostrerà al tramonto la sua enorme cupola tonsurata tutta irta dei suoi fumi, _papillottes_ bisunte.

Io voglio dondolarti, questa sera, a picco sopra la casa della mia piccola amica che m'aspetta al balcone. Più in alto! Vuoi? Che delizia!... Mi sento, sono come una lingua felice nella freschezza fusa di una pastiglia di menta....

La luna ha cagliata l'atmosfera, e si va scivolando su una crema soave che dovrebbe invischiare le mie ali, e che invece le sostiene delicatamente.... Fra poco queste nuvole piovose, vasi tarchiati digradanti nello spazio, si urteranno alla prima ventata per lasciar meglio colare dalla loro pancia piena altri latticinî luminosi. E avremo sopra di noi, dentro di noi, il Niagara immenso del chiaro di luna!... Dovrai diventar bianco, serbatoio di tenebre, per non far macchia sulla brina radiosa, che imbrillanta la pianura.... Una simile macchia potrebbe spaventare la mia amica affacciata al balcone....

Vedo farfalleggiare la sua chiara figura. Il suo _peignoir_ che azzurreggia le inguaina i fianchi flessuosi e il dorso rosato dal riflesso della lampada interna.... Senza vedermi, indecisa, imprecisa e affondata nel fresco, nell'azzurro, essa beve il vasto polverio dei suoni e dei colori, e il malinconico incanto dell'infinito.... La sua casetta sorridente è imbellettata e incipriata meglio di una Parigina....

O vecchio papa ballonzolante, t'accadde mai di contemplare orti divinamente assopiti e placidi come questi? Oh! io non ti farò certo il piacere di deporre la tua pancia ansimante, come uno sterco enorme, nel bianco paradiso della mia piccola amica.... Guardati dal lasciarvi cadere le tue ciabatte sformate dai tuoi piedi di cammello! Passeremo presto sulla casa che sogna.... Ecco, all'estremità del suo giardino le mille trecce del fiume, che sembrano trattenute alle tempie della collina da pesanti fibbie d'argento e da pendagli scintillanti di monetuzze infilate.... Non fare tanto rumore, o mio cuore-motore.... Potresti spaventarla! Quel carro, là giù, sulla strada la distrarrà bruscamente.... Ho paura, ho paura che le sue ruote stridule e il suo beccheggiare d'elefante, e il suo sesso che gli rosseggia fra le zampe, interrompano le fantasticherie della mia dolce amica!...

Ecco. S'è già mossa!... Finalmente vedo il tuo volto azzurro.... E' come un poco di chiaro di luna cristallizzato! Non tremare! Vedo crescere i palpiti del tuo seno fra la schiuma della veste leggera.... Tu alzi le mani diafane, opalizzate, col palmo rivolto al cielo.... Il tuo sorriso sta per piangere di delizia e di spavento.... Vedo brillare le tue lagrime, o piuttosto i tuoi bei dentini che sembrano filati in vetro di Venezia....

Comprendo il tuo terrore a vedermi girare maestosamente come un grande uccello bianco, tanto in alto, nell'ammirabile chiaro di luna! Non temere! L'aria è tranquilla.... Io mi trastullo in questa immensa vasca trasparente, piena d'un latte diafano.... e mi volgo e rivolgo flessuosamente come un lungo pesce azzurro. Tutto s'intenerisce, vedendoti, amica mia.... Laggiù, quei monti lontani di latta s'ammolliscono... E ve n'è uno che s'avviluppa d'ermellino per somigliare a quelle colline, laggiù, fatte d'una sostanza imponderabile.... Mi par di vederle svaporare ad ogni istante e salire verso il cielo....

Che mai vuole da noi quel branco di nubi galoppante che s'avventa contro la luna? Con un lungo sospiro, con un lungo riflesso melodico, la luna le dissolve già.... Nulla resiste alla sua triste tenerezza, sorella della tua! Nulla resiste, tranne questo corvo di velluto nero che io fo dondolare come un giocattolo.... La luna beve a lunghi sorsi le più lontane ombre dell'orizzonte.... Non vedi? Quel tenebroso profilo di città merlata, oscilla lontano come uno scenario di teatro e dilegua filando via, sospeso a fili dì ferro invisibili, miracolosamente....

Non tremare! Il silenzio è tanto grande e quelle tre nubi d'argento sono tanto vive e tanto attente, che stanno per cantare con la loro più bella voce di cristallo....

E' la tua voce, che sento tinnire dolcemente? E quest'altra voce, quasi altrettanto dolce non è tua cugina che tu hai ridestata? E' lei, è lei, che soffoca le sue piccole grida e il suo pudore abbrividente, in camicia.... Che cosa dite?... Mi chino e v'ascolto.

__La mia amica.__

E' lui! E' lui! Ne sono sicura.... Ah! com'è bello!... Ho paura!... Scendi! Scendi!... E' una pazzia volare così!... Ho troppa paura!... Non posso nemmeno guardarlo!...

__Io.__

Non andar via! Alza il capo, e sorridimi! Se il motore si ferma, sai pure che il mio cuore continuerà a rombare violentemente spingendo dritto avanti il mio bel monoplano dall'ali bianche!...

Giro intorno, a duecento metri d'altezza, sul prato tutto impregnato del latte di materna felicità di cui volevi nutrire mio figlio, il figlio tuo, che io non ti feci.... Per la seconda volta, io formo, volando, una corona terribile di spine sulla tua bella fronte che sanguina!... Suvvia! Non si tratta dì Cristo, nè di Calvario!... Ho sudicie le mani, viscoso il volto, e volo nella mia fetida doccia d'olio di ricino. Ma quando scendo, il tuo alito mi profuma.... i tuoi prati indolenti mi lanciano a soffi l'odore ebbro dei fieni e il profumo del tuo seno inquieto, e la voluttà profonda della terra....

Teneramente, teneramente, per imitare il molle abbandono delle erbe folli, il mio monoplano scivola col leggiero trasalire d'un canotto, alla deriva in questo fiume di latte, le cui rive sinuose non sono altro che nuvole intrise d'argento vivo!... Il mio corpo ha il desiderio e l'orgoglio sensuale che provavo, una volta, lasciando la mia bocca galleggiare a caso, sulle onde del tuo corpo....

Il mio monoplano felice condivide il mio piacere, mentre contemplo tranquillo la minuziosa cura con cui la luna spiega, fino ai più alti fastigi dello Zenit, i suoi veli di turchese cosparsi di polvere argentea...

