Istoria civile del Regno di Napoli, v. 5
Part 23
Per mostrarsi grato a' Conti e Baroni del Regno, proroga i gradi della successione ne' loro Feudi[435]. E per evitare le dissensioni e le querele, che gli erano fatte per conto de' confini de' tenimenti, de' Baroni, delle Chiese e de' privati, ordinò, che da' Registri del suo Archivio, ove si tratta delle confinazioni, se ne formassero due libri, uno ne rimanesse nella sua camera, e l'altro in un gruppo di ferro s'appendesse nella più famosa Chiesa della città[436]. Levò molti abusi intorno all'esazione delle collette; ed in fine fu tutto inteso, perchè i suoi sudditi non fossero gravati indebitamente d'ingiuste esazioni.
Tutti questi Capitoli furono stabiliti in Napoli nel primo anno, ch'egli vi tornò libero: e perciò portano questa data: _Data Neap. A. D. 1289._
Oltre di questi, se ne leggono molti altri, sparsi tra quelli del Re Roberto suo successore, fatti negli anni seguenti, come quello, che si legge nella rubrica, _Quod in poenis pecuniariis, etc._ L'altro sotto il titolo, _Quod sit licitum accusatori, etc._ L'altro sotto il titolo, _Exceptione excommunicationis, etc._ ed alcuni altri. Ed in fine quello, che fu da lui pubblicato nel penultimo anno del suo Regno, che si legge tra' Capitoli di Roberto, sotto la rubrica, _Literae Domini Regis_, che porta questa data: _Dat. Neap. per D. Bartolomeum de Capua A. D. 1307 die 12 decembris 11 indict. Regnorum nostrorum anno 22._
Si valse questo Principe in formargli non già d'Andrea d'Isernia, come credette Giovanni Antonio Nigris[437], ma della penna del celebre Giureconsulto Bartolommeo di Capua, Protonotario del Regno, innalzato da lui, e più dal suo successore Roberto a' primi gradi ed onori del Regno.
§. IV. _Capitoli del Re ROBERTO._
Questo Principe, che per la sua saviezza fu riputato un altro Salomone, ci lasciò ancora molte utili e savie leggi: di lui come Vicario di suo padre non ne abbiamo, ma solo quando fu incoronato Re. Il suo figliuolo Carlo Duca di Calabria costituito da lui Vicario del Regno, emulando la sua sapienza e giustizia, ne fece anche alcune in vita del padre. Fabio Montelione da Gerace[438] scrisse, il Re Roberto in tutto il tempo di sua vita non aver fatti più che cinquanta di questi Capitoli; e questo numero veramente si vede nell'edizione vulgata; ma molti altri se ne leggevano nell'originai manuscritto, che, come rapporta de Bottis[439], si conservava a suoi tempi da _Baratuccio_ Avvocato fiscale; ed alcuni altri ne rapporta ancora Goffredo di Gaeta[440] nella sua Lettura a' Riti della regia Camera della Summaria.
Cominciò Roberto a regnare nell'anno 1309, e le prime sue leggi furono eziandio dettate da Bartolommeo di Capua Protonotario del Regno, nel qual posto non solo fu confermato da Roberto, ma ingrandito d'altri onori, come colui, che l'avea così ben servito in Avignone nella famosa contesa che Roberto ebbe col nipote per la successione del Regno.
Fu Bartolommeo creato Logoteta e Protonotario del Regno nell'anno 1285, che fu il primo anno del Regno di Carlo II, e visse con questa gran dignità insino al 1328, anno della sua morte. Ricavasi esser quella accaduta in quest'anno dall'iscrizione del suo tumulo, che prima si leggeva nella maggior chiesa di questa città nella sua cappella, ov'è sepolto; e se bene sin da' tempi, ne' quali scrisse il Summonte[441], questa lapide fosse stata altrove trasferita, si legge però l'iscrizione, oltre nel Summonte, in Cesare d'Engenio[442], e nel Toppi[443], in Pietro Stefano[444], il quale scrisse in tempo, quando non era stata ancora di là tolta, dove fra l'altre cose si leggono queste parole:
_Annis sub mille trecentis BIS ET OCTO,_ _Quem capiat Deus, obiit bene Bartholomaeus._
Ma non è da tralasciare che Pietro Stefano istesso portando in volgare questa iscrizione, traduce queste parole: _Annis sub mille trecentis bis et octo_, in cotal maniera: _Nell'anno mille trecento sedici_; donde si diede occasione al Summonte, a Pier Vincenti[445] ed al Toppi, di scrivere anch'essi che Bartolommeo di Capua morisse nel 1316. Ciò che ripugnerebbe a tanti nostri _Capitoli_, che abbiamo del Re Roberto, istromentati per mano del Gran Protonotario Bartolommeo dopo l'anno suddetto, leggendosene del 1318, 1324 e 1326. Quindi altri[446] interpetrarono in altra guisa quelle parole _bis et octo_, non già di _sedici_ perchè avrebbesi dovuto dire _bis octo_, non già _bis et octo_; ma _di ventotto_; poichè secondo la goffaggine di que' tempi, al _mille_ aggiungendo i _trecento_, ed a questi, _due_ e poi altri _otto_, fanno appunto questo numero di 1328.
I primi Capitoli del Re Roberto sono quelli che istromentati per Bartolommeo di Capua cominciano dal terzo anno del suo Regno. Questi sono il _Cap. Robertus etc. Ad quietem publicam_, sotto il titolo, _Ut Comites, et Barones, etc._ stabilito nel terzo anno del Regno di Roberto, dove nella vulgata edizione evvi errore; poichè in vece di leggersi _A. D._ 1311, si legge 1326 che sarebbe non il terzo, ma il diciottesimo anno del Regno di Roberto. Il _Cap. Robertus, etc. Privilegia_, sotto il titolo, _De oblationibus, privilegio Clericorum, etc._ Il _Cap. Robertus etc. Pro bono statu_, sotto il titolo, _De exceptione excommunicationis_. Il _Cap. Importuna petentis_, sotto il titolo, _De non creandis Judicibus in perpetuum_. Il _Cap. Robertus, etc. Ne per exemptionis_, sotto il titolo, _Quod testes excommunicati debent absolvi ad cautelam_, che oggi noi diciamo, _cum reincidentia_. Il _Cap. eodem studio_, sotto il titolo, _Quod in causis criminalibus, etc._ Il _Cap. Robertus, etc. Quia nulla legis_, sotto il titolo, _Quod Justitiarius possit cognoscere de civilibus causis Ecclesiae, etc._ Il _Cap. Robertus, etc. Nolumus_, sotto il titolo, _Quod Barones, vel Feuda tenentes, etc._ Il _Cap. Robertus, etc. Licet contra_, sotto il titolo, _Quod receptatores pari poena puniri debent, qua et malefactores_. Il _Cap. Statuimus_, sotto il titolo, _Quod liceat specialibus personis, etc._ Il _Cap. Robertus, etc. Frequenter ex abundanti_, sotto il titolo, _Confirmatio constitutionum per genitorem Regis Roberti editarum_. Il _Cap. Juris censura_, sotto il titolo, _Capitulum de arbitrio concesso Officialibus_, che siccome a proposito notò _De Bottis_, fu dato per Bartolommeo di Capua nell'anno 1313. Il _Cap. Robertus, etc. Si cum Sceleratis_, sotto la rubrica _Litera arbitralis_, che porta la data del 1313, e l'anno quinto del Regno di Roberto. Il celebre _Cap. Ad regale fastigium_, sotto il titolo, _Quod Justitiarius possit cognoscere de gravaminibus illatis per Praelatos, vel alias Ecclesiasticas personas_, istromentato per Bartolommeo di Capua nell'anno 1314 nel sesto anno del Regno di Roberto, come accuratamente e senz'errore notò ivi _De Bottis_. Il _Cap. Robertus, etc. Inter belli discrimina_, sotto la rubrica, _Capitulum contra exceptionem hosticam, etc._ che nell'edizione vulgata porta una data scorrettissima, cioè dell'anno 1416 quando non pur Bartolommeo, ma Roberto, anzi la sua nipote Giovanna ed il suo successore erano morti, onde deve emendarsi e leggersi 1316. Il _Cap. Robertus, etc. Pridem, per diversas_, che siegue sotto la medesima rubrica. Il _Cap. Robertus, etc. Ad consultationem Magistri Justitiarii_, sotto il titolo, _Quod accusatore desistente, Curia ex officio procedere potest_. Il _Cap. Robertus, etc. Exercere volentes_, sotto il titolo, _De componendo_. Il _Cap. Provisa Juris sanctio_, sotto il titolo, _Quod latrones, disrobatores stratarum, et piratae omni tempore torqueri possint_. Il _Cap. Robertus, etc. Quorundam expositio_, che si legge tra' Capitoli del Re Carlo II sotto la rubrica, _Litera super Justitia retardata_. Il _Cap. Robertus, etc. Ordinata justitia_, sotto il titolo, _Quod Bajuli Judices exerceant officia, etc._ che fu fatto mentr'era vivo Bartolommeo di Capua, giacchè sopra questo capitolo si leggono le sue note. Il _Cap. Robertus, etc. Salubrem statum_, ovvero _Frequenter ex abundanti_, sotto la rubrica, _Hoc capitulum est ad confirmationem Capitulorum factorum per Regem Carolum_: ed il _Cap. Robertus, etc. Alienationis actus_, sotto la rubrica, _Non est capitulum, sed litera declarans juris ambiguitatem, etc._, istromentato pure per Bartolommeo di Capua, _A. D._ 1326, _die_ 5 _Decemb._ 10 _indict. Regnor. nostr. A._ 18.
Questi sono i _Capitoli_ stabiliti dal Re Roberto per tutto l'anno 1326, decimo ottavo del suo Regno, per mano di Bartolommeo di Capua suo Gran Protonotario. Se ne leggono ancora alcuni altri del medesimo Principe; ma poichè riguardano gl'interessi del suo regal patrimonio furono perciò istromentati non dai Protonotarii, ma per li Maestri Razionali, a' quali s'apparteneva la cura delle cose fiscali; poichè, siccome notò assai a proposito Pier Vincenti nel Teatro dei Protonotarii del Regno[447], tale era lo stile sempre praticato eziandio da poi sotto il Regno degli Aragonesi. Questi sono il _Cap. Robertus, etc. Novis morbis_, sotto il titolo, _De compilatione, et compositione rationum Officialium_, istromentato in Napoli nel 1317, nono anno del Regno di Roberto per li Maestri Razionali, come si legge nella data: _Data Neap. Per Magistros Rationales Magnae Curiae nostrae, A. D. 1317, die 20 Septembris, 1 indict. Regnorum nostrorum anno nono_. Il _Cap. Robertus, etc. Fiscalium functionum_, sotto il titolo, _De appretio, et modo faciendis in terris, et locis Regni_; che parimente portano questa data: _Datum Neap. Per eosdem Magistros Rationales Magnae Curiae, etc. A. D. 1333, die 7 Augusti, 1 indict. Regnorum nostrorum anno vigesimo quinto_. Ed il celebre _Cap. Apud Fogiam_, sotto il titolo, _Quid fiet mortuo Barone_.
Tutti li Capitoli, che poi leggiamo stabiliti da Roberto, si vedono istromentati per _Giovanni Grillo_ da Salerno Viceprotonotario del Regno, nelle date de' quali occorrono nell'edizione vulgata alcuni errori. Morto Bartolommeo di Capua nell'anno 1328, ancorchè il Re Roberto in vita del medesimo avesse innalzato al sommo onore di Protonotario _Giacomo di Capua_ suo figliuolo con provvisione di 108 once d'oro l'anno, tanto che con esempio nuovo furono veduti in un istesso tempo due Gran Protonotarii; nulladimanco essendo Giacomo premorto al padre, estinto da poi Bartolommeo, carco di gloria e d'anni, questo supremo Ufficio per molto tempo rimase vacante, sin che nell'anno 1343 non fu provvisto nella persona di Ruggiero Sanseverino[448]. Intanto veniva esercitato da' Viceprotonotarii, onde dopo la morte di Bartolommeo, furono un dopo l'altro eletti Nicolò Frezza, Andrea Comino e Giovanni Grillo da Salerno; di quest'ultimo si veggono tutti i seguenti Capitoli del Re Roberto istromentati. I due primi si leggono sotto il titolo, _De non procedendo ex officio, nisi in certis casibus, et ad tempus_; e portano questa data: _Data Neap. per Joan. Grillum de Salerno Juris civilis professorem, Vicesgerentem Protonotarii Regni Siciliae A. D. 1328_ (come dee leggersi) _die 10 Feb. 12 Indic. Regn. nostrorum anno 20_. L'altro si legge sotto il titolo, _De indebitatoribus victualium, et usuris_, che porta la medesima data, come quello, che fu stabilito nel'istesso anno a' 24 del mese di luglio. Il quarto è il _Cap. Ut inter subiectos_, sotto il titolo, _De prohibita portatione armorum_; istromentato per mano del Viceprotonotario _Grillo_ nell'anno seguente, che fu il ventesimo primo del Regno di Roberto; e deve emendarsi la data, che porta la vulgata edizione, ed invece di _A. D._ 1300 deve leggersi, 1329.
Sieguono da poi tre editti pubblicati da Roberto nell'anno seguente 1330. I due primi nel mese di maggio, ed il terzo in giugno. Il primo è sotto la rubrica: _De non componendo super receptatione bannitorum cum Universitate, personisque singularibus_. Il secondo ha questo titolo: _Tenor secundi edicti, de damnis emendandis per Universitatem_. Ed il terzo sotto la rubrica: _Tenor tertii edicti, de familia Officialium qualiter esse debent_. Portano questi editti le date giuste nell'anno 1330 ventesimosecondo anno del Regno di Roberto. Nel medesimo anno furono stabiliti due altri Capitoli, che si leggono, il primo sotto il titolo, _De non componendo super crimine capitali_, il secondo sotto l'altro, _Quod possit Regis Curia in Terris non jurisdiction_is.
Nell'anno seguente 1331 fu da Roberto per mano del Viceprotonotario _Grillo_ stabilito quel famoso capitolo, col quale si proibiva l'estrazione de' carlini d'argento fuori del Regno, che si legge sotto la rubrica: _De prohibita extractione carolenorum argenti de Regno_; e deve emendarsi la data, ed in vece d'_A. D._ 1303 deve leggersi 1331 che fu il ventesimoterzo anno del Regno di Roberto.
Nel seguente anno 1332, fu pubblicato per mano del medesimo da Roberto quell'altro famoso editto, col quale per dar rimedio a' frequenti e scandalosi disordini, che in Napoli avvenivano per alcuni ribaldi, i quali sotto pretesto di matrimonio rapivano dalle loro case le vergini, avendo convocate le Piazze della città, proibì sotto severissime pene delitti sì enormi, del quale non si dimenticò il Summonte nella sua istoria, come quello, che contiene i cognomi di molti Nobili de' Seggi di Capuana, Nido, Portanova, del Mercato, di Porto, di Somma Piazza, di Salito, di Arco, e di S. Arcangelo. Si legge sotto la rubrica: _Statutum contra Neapolitanos maleficos rapientes virgines sub colore matrimonii_; e deve emendarsi la data, ed in vece di _Regnorum nostrorum A._ 14. leggersi, _A._ 24.
Nel 1334 furono stabiliti due altri Capitoli; il primo in agosto, ch'è sotto il titolo, _De non componendo in delictis corporaliter puniendis_; ed il secondo in ottobre, fatto per dichiarazione del medesimo, ch'e sotto la rubrica: _De declaratione constitutionis prohibentis compositionem in criminalibus_. Ambedue nella vulgata edizione portano giuste date, come quelle che esattamente notano l'anno ventesimosesto del Regno di Roberto.
Nell'anno seguente 1335 furono dal Re Roberto per Giacomo _Grillo_ suo Viceprotonotario emanati cinque famosi e celebri editti. Il primo in gennaio di quest'anno, che si legge sotto il titolo, _De revocatione occupatorum demanii regii ad ipsum demanium_, deve correggersi la data, e leggersi: _Data Neap. per Jo. Grillum A. D. 1335 die 16 januar. 3 indict. Regnorum nostrorum anno 27_ non 26 come si legge nella vulgata. Il secondo sotto il medesimo mese ed anno, ch'è sotto il titolo: _De pecunia Fiscali non tenenda per Officiales post amotionem ab officio_: dove parimente deve la data correggersi e leggersi: _Regnorum nostrorum A. 27_. Il terzo si legge sotto la rubrica: _De non recipiendis vassallis demanii in Terris Baronum_. Il quarto sotto il titolo: _Quod Clerici conjugati solvant collectas regias_; ed il quinto sotto il titolo, _Quod non extrahantur lignamina extra Regnum_.
Sieguono da poi que' famosi _Capitoli_, donde alla violenza degli Ecclesiastici si dà riparo. Questi Capitoli, che volgarmente chiamiamo _Rimedii_, ovvero _Conservatoriali_, sono quattro. Il primo fu stabilito da Roberto in tempo che vivea il famoso Giureconsulto Bartolommeo di Capua, e da lui come Protonotario del Regno istromentato: comincia _Ad regale fastigium_, e fu da noi di sopra notato. Sieguono ora i tre altri pubblicati appresso. Il secondo comincia: _Charitatis affectus_, drizzato da Roberto a' Giustizieri d'Apruzzo _ultra flumen Piscariae_, e si legge sotto la rubrica _Conservatorium pro laico contra clericum_. Il terzo comincia: _Finis praecepti charitas_, drizzato a' Giustizieri di Val di Crate e Terra Giordana, e si legge sotto la rubrica: _Conservatorium pro clerico contra clericum_. Ed il quarto, che fu indrizzato al Reggente della Vicaria ed a' suoi Giudici, comincia: _Omnis praedatio_, e si legge sotto il titolo, _De spoliatis pro laico contra clericum_. Di questi Capitoli ci tornerà a noi occasione di diffusamente ragionare ne' seguenti libri, quando del Regno e della giustizia e sapienza di Roberto dovremo favellare; siccome delle _Quattro lettere arbitrarie_, che parimente riconoscono per Autore questo Principe, e che fra questi Capitoli l'abbiam semplicemente accennate.
Finalmente abbiamo di Roberto quell'altro suo famoso capitolo, col quale si prende cura e pensiero della riforma dell'Accademia napoletana; comincia: _Grande fuit_, e si legge sotto il titolo: _De reformatione Studii Neapolitani, et interdicendo particulares Scholas in utroque jure ubilibet infra Regnum_. Quell'altro capitolo che comincia, _Pondus aequum_, e che comunemente viene attribuito alla Regina Giovanna sua nipote, leggendosi sotto questa rubrica, _Litera Reginae Joannae_, credette _De Bottis_, che sia pure del Re Roberto, e testifica egli aver nel registro trovato concepito il principio del medesimo in cotal guisa: _Robertus, etc. Justitiariis Principatus ultra Serras Montorii praesentibus et futuris, etc._
Nè dobbiam tralasciare un altro editto di Roberto, col quale fu proibito a' Chierici il portar armi, li quali, dopo essere stati tre volte ammoniti, se non si emenderanno, ordinò che fossero loro tolte. Non l'abbiamo tra questi Capitoli, ma sibbene tra le nostre prammatiche[449]. E se ora vediamo il contrario praticarsi, è parte abuso, parte perchè in processo di tempo fu accordata a' Vescovi la famiglia armata, di che altrove ci tornerà occasione di ragionare.
Questi sono i cinquanta Capitoli del Re Roberto, che abbiamo impressi nel corpo delle leggi del Regno, e che hanno presso di noi ne' Tribunali della città e del Regno tutta l'autorità e tutto il vigore; e tutto ciò che per le posteriori leggi non si trova corretto, o mandato in disuso, dobbiamo inviolabilmente osservare.
Sieguono ora i Capitoli del Duca di Calabria suo figliuolo, che fece mentre da suo padre gli fu dato il governo del Regno, creandolo suo Generale Vicario.
§. V. _Capitoli di CARLO Duca di Calabria Vicario del Regno._
Re Roberto, convenendogli di portarsi ora in Provenza, ora in Fiorenza o Genova, e sovente all'impresa di Sicilia, vedendo in Carlo suo figliuolo risplendere molte virtù, e sopra tutto la religione, la giustizia e la prudenza, quasi dall'adolescenza gli pose il governo di tutto il Regno in mano, creandolo suo General Vicario; ed egli adempì così bene, e con tanta lode e prudenza le sue parti, che il Re suo padre ne vivea sommamente soddisfatto. Egli pose in maggiore splendore e floridezza il Tribunale della Vicaria, creandovi per M. Giustiziere Filippo Sanguineto con provvisione di 150 once d'oro l'anno, assegnando ancora 90 once l'anno per istipendio di dieci uomini a cavallo e sedici a piedi per guardia e per maggior decoro di questo Tribunale[450]. Ebbe in costume ogni anno cavalcare per lo Regno per riconoscere le gravezze che facevano i Baroni ed i Ministri del Re a' popoli. E per mezzo di varii editti, che abbiamo inseriti tra' Capitoli del Re Roberto suo padre, diede savio provvedimento a molte cose riguardanti il buon governo del Regno e retta amministrazione della giustizia, della quale fu egli amantissimo.
Il primo de' suoi Capitoli si legge contro i Baroni ed altri recettatori di sbanditi e d'altri uomini facinorosi, che turbavano la pace del Regno, imponendo loro pena di morte e della perdita de' loro beni: fu questo drizzato al Giustiziere di Terra d'Otranto, ed istromentato per Bartolommeo di Capua, di cui, sopra il medesimo, abbiamo ancora alcune note, e porta la data, _apud Hospitale Montis Virginis_, Santuario allora reso assai celebre in Terra di Lavoro per la magnificenza e pietà de' Re angioini, dove sovente facevan dimora.
Il secondo, pure istromentato per Bartolommeo di Capua, è il celebre _Cap. Ex praesumptuosae_, che leggiamo sotto la rubrica: _Quod Feudatario decedente absque legitima prole, possessio Feudi usque ad anni circulum in modum sequestri stet penes Fiscum_. L'Autore di questo Capitolo fu Carlo II suo avo; ma poichè insino ad ora non era stato pubblicato, Carlo suo nipote per mezzo di questo suo editto ordinò, che quello si divulgasse, e che tenacemente si osservasse.
Sieguono tre altre sue Costituzioni dettate anche per Bartolommeo di Capua riguardanti il tempo ed il modo di darsi il Sindacato degli Ufficiali, che si leggono sotto la rubrica: _Quod tempus syndicationis non labatur, donec acta sint compilata et assignata_.
Ne sieguono appresso quattro altre, la prima comincia: _Legem veterem Digestorum_; la seconda: _Voluntas libera_; la terza: _In forma sigilli_; e la quarta: _Accusatorum temeritas_; tutte istromentate per Bartolommeo di Capua; e portano questa data: _Dat. Neap. per Bar. de Capua. etc. A. D. 1324 die 8 febr. 7 indict. Regnorum Domini patris nostri anno 15_.
Abbiamo un altro Capitolo di questo Duca tra quelli della Regina Giovanna, stabilito per lo Vescovo di Chieti in una lite che tenea con Roberto Morello, che comincia: _Carolus illustris_, etc. _Ne personarum casu_, etc. Fu parimente dettato da Bartolommeo di Capua nel mese di settembre dell'anno 1322.
Tra' riti della G. Corte della Vicaria si legge eziandio un altro Capitolo di Carlo, che comincia: _Detestantes_, sotto la rubrica, _De supplendis defectibus causarum_, drizzato a Giovanni de Aja, Reggente della G. Corte, e porta questa data: _Dat. Neap. A. D. 1320 die 28 Decembris 3 indict. Regnorum dicti Domini patris nostri, anno 11_.
Pure fra' Capitoli del medesimo se ne legge uno istromentato per li Maestri Razionali: si tratta in quello di cose fiscali attinenti al regal patrimonio, come di falsa moneta, fu fatto contro coloro che falsificavano i _gigliati_ ed i _carlini_, e per questa ragione nella data non si legge il nome del Protonotario o Viceprotonotario, ma solo: _Data per Magistros Rationales_. Comincia: _Carolus illustris, etc. Jam saepe_, ed è sotto il titolo: _De demolientibus et falsantibus Liliatos, Carolenos et incidentibus_.
(Questi _Gigliati_, de' quali il _Boccaccio_, come moneta d'argento del Regno a' suoi tempi usitatissima, fa memoria, furono così chiamati da' gigli ivi impressi, siccome vedesi nel libro delle Monete del Regno di Napoli del _Vergara Tavola 10, n. 7, e Tavola 11, n. 5_, e ragguagliava il lor valore a quello del carlino).
Questi sono i Capitoli, che ci lasciò questo savio e giusto Principe, il quale essendo nell'anno 1328 premorto all'infelice padre; nè tenendo Roberto altro maschio, a chi insieme col titolo di Duca di Calabria avesse potuto conferire la carica di Vicario del Regno, riprese egli il governo del medesimo; e come abbiam veduto, molti altri Capitoli per mano del Viceprotonotario G. Grillo stabilì, insino che nel 1343 essendo morto senza maschi, lasciò il Regno a _Giovanna I._ sua nipote figliuola di Carlo: origine, che fu di molti disordini e confusioni nel Regno, tanto che così ella, come i suoi successori, regnando in continue agitazioni e sempre in mezzo alle armi, non poterono pensare alle leggi. Per questa cagione della Regina _Giovanna_ non abbiamo se non che pochi suoi Capitoli, rifatti per gli Ufficiali, e buono stato del Regno, non che intendesse per quegli stabilir cose nuove, come ella stessa lo dice: _Condita sunt Capitula infrascripta modica, et quasi nulla statuentia nova. Sed solum rememorantia, et reformantia jura antiqua et Capitula, quae per abusum malorum Officialium minime fuerunt observata modernis temporibus_[451]. E degli altri Re angioini suoi successori, toltone quel celebre Capitolo di _Ladislao_, dove proibisce a' Notari vassalli stipulare istromenti de' loro Baroni; ed un altro della _Regina Isabella_ come Vicaria del Regno, lasciata dal Re Renato suo marito, che si legge tra' Riti della G. Corte della Vicaria, non abbiamo legge o costituzione alcuna.
Ecco di quali leggi si compone il volume, che ora noi chiamiamo de' _Capitoli del Regno_; ecco i loro autori: _Carlo I_, _Carlo II_, _Roberto_, _Carlo_ suo figliuolo, e _Giovanna_, uno di _Ladislao_, ed un altro d'_Isabella_.