Part 4
"E anche il matrimonio di Ginetto Sconer non si fara a quel che pare." Torno a casa e trovo nel salotto Maioli. Costui e un uomo straordinario. Lo conosco da quando io facevo la piazza di P***. Lui dice che era ufficiale di cavalleria al tempo della battaglia di Custoza, ma e rimasto sempre uguale; magrolino, a passettini svelti svelti, zazzera bianca, cravattina bianca, fiorellino all'occhiello. Il suo volto e fresco e roseo come quello di un bambino. Dopo che ha parlato, fa sempre un risolino di felicita. Non lo fa certo per mostrare i denti perche e una dentiera: deve essere una misura igienica, ridere. Quando una cosa gli piace, compone le labbra a ventosa, e succhia. Quando, invece, una cosa non gli piace, fa il contrario, buffa; e quando poi si commuove, piange: e anche queste devono essere misure igieniche.
"Lei, mi insegna -- gli ho detto piu volte -- come ha fatto a conservarsi cosi bene dal tempo della battaglia di Custoza, ed io la metto nelle mie _reclames_ come esempio vivente dell'efficacia della mia _vitalina_, piu le regalo dieci mila lire."
Anche pei vestiti deve avere un segreto: ogni tanto lo vedo ricomparire con certi abitini che ho conosciuti tanti anni fa. "Lei e sempre elegante" gli ho detto. -- "E la figura elegante -- mi ha risposto -- e poi e la contessa mia moglie".
Quando nomina la _contessa sua moglie_, si commuove sempre.
Dove vive? Vive in provincia nella citta di P*** con la contessa sua moglie; "che e un tesoro per la casa"; i suoi canarini, che sono cosi intelligenti; i suoi fiori, che sono cosi belli; e le sue anticaglie, fra cui deve essere la contessa sua moglie. Giacche Maioli si intende di vecchi quadri, di vecchie stoffe, di vecchi cocci; e siccome a P*** c'e tutto uno _stock_ di famiglie nobili in liquidazione, cosi qualche affare lo rimedia.
Quando non e a P***, e ospite "nel castello del suo buon amico il conte A***; o nella villa dell'altro suo buon amico, il marchese B***". Deve essere un ospite piacevole, perche sa fare in fine dei pranzi le strofette all'antica, come _la vispa Teresa_; possiede una dozzina di vecchi _bons mots_; ricorda la cronaca galante del tempo che fu.
E venuto da me per sentire se gli cedo un certo automobile, che mi dara in cambio un quadro del Pinturicchio. "Cosi nobilitate -- dice lui -- questo vostro appartamento". Ringrazio, ma non accetto.
-- E che voi ignorate il Pinturicchio.
-- Sara benissimo, ma non vendo.
-- Gia, quando uno ha un appartamento cosi, non puo apprezzare il Pinturicchio.
-- Perche? Cosa c'e nel mio appartamento? c'e forse cattivo odore?
Vedo che raggrinza il naso come sentisse cattivo odore.
-- Ma, mio buon amico, levate intanto dalla porta quel tappeto con su scritto: "prego pulire le scarpe". Si, e bello: scale di marmo, _parquets_, termosifone, ma ci manca quel non so che, quel non so che.... Scommetto che ve lo ha messo in ordine un mobiliere questo appartamento.
-- Macche "manca quel non so che!" C'e tutto.
-- Si, ma troppa roba fresca, troppo oro, troppo stucco. L'occhio non riposa. I sopramobili, scusate, mio buon amico, sono da fiera di beneficenza. L'avete scelto voi questo appartamento?
-- E mio!
-- Caspita! L'avete fabbricata voi questa palazzina?
-- E stata una favorevole combinazione. Era prima dei conti Tornamali, e adesso e mia proprieta.
Sbuffa.
-- Cosa c'e da sbuffare, caro conte?
(Io lo chiamo cosi in omaggio alla contessa sua moglie: cio a lui fa piacere e a me non fa danno).
-- E che le vecchie case se ne vanno....
-- E vengon su le nuove -- dico io.
-- E anche il giardino e vostro?
-- Si intende.
-- Gia, cosi e. Voi potreste esser capace di mettere qui un cameriere in istile, invitare ad un _garden-party_, parlare anche di arte, fare anche della beneficenza....
-- Non ci trovo niente di straordinario.
Guarda attorno, guarda me, e poi dice:
-- Sta il fatto che voi, mio buon amico, potreste formare la felicita di molte signorine per bene.
(E quello che dicono tutti. Cio mi piace, e lo prego di rimanere a colazione).
-- Ma perche, mio buon amico -- mi domanda -- non prendete moglie?
-- E quello appunto che sto cercando, ma non trovo. -- E gli racconto in succinto le mie peripezie.
-- Ma naturale, -- esclama lui -- naturale, mio buon amico! Voi cercate la moglie nella vostra classe di gente quattrinaia. Non la potete trovare: troverete roba da capriccio: _satin_, cotone mercerizzato: non una vera moglie.
-- Lei ha _crepe de Chine_ da offrirmi?
-- Macche _crepe de Chine_! Broccato a gigli d'oro! di quelle stoffe antiche _ancien regime_, che dopo due secoli sono ancora fresche, belle, che sembrano fatte ieri....
-- Scusi, caro conte, lei mi vuol dare una moglie _ancien regime_ di parecchi secoli?
Scuote la zazzera compassionevolmente e dice:
-- Voi, perdonate, mio buon amico, ma non capite. Voi non potete capire che cos'e l'_ancien regime_. Io avrei da offrirvi -- _offrirvi_, badate bene, perche non vi garantisco se lei accettera -- la vera eroina, la donna misteriosa e superba che nobiliterebbe questo vostro appartamento, e anche, permettete, la vostra persona.
-- _Ancien regime_ di che eta? -- domando io.
-- Non diciamo sciocchezze: la piu bella donna del mondo.
-- Mi dispiace, -- rispondo -- ma il posto della piu bella donna del mondo e gia occupato: _fraeulein_ Violetta. Esiste un plebiscito.
E do alcune spiegazioni intorno all'incomparabile _fraeulein_ Violetta.
-- Puah! -- esclama Maioli, e fa con la manina certi gesti, come mandasse via uno sciame di mosche. -- Sono le vostre degne beccamorte: prima vi spoglieranno e poi balleranno il _can-can_ rivoluzionario su la vostra pietra _tombale_.
Se lo sentisse Lionello e gli altri poeti a parlare cosi di _fraeulein_ Violetta! -- Ma, dicevo: questa signorina, che lei mi propone, e Vestale anche lei come _fraeulein_ Violetta?
-- Basta, basta! Quando si scherza su certe cose sacre, io non parlo piu. Da farne?
-- Come s'e fatto cattivo! Ma parliamone, anzi. Sara, m'imagino, ma non importa, senza un quattrino come tutti i nobili del vostro paese.
-- Volete far l'affare anche col matrimonio? Danaro e danaro, voi volete. Brillanti e brillanti! Solo un soffitto del palazzo di donna Ghiselda vale come tutta questa vostra chincaglieria. Bramante autentico. E non vi dico altro.
Per far pace con Maioli, do ordine di portare una bottiglia di _champagne_. -- Dunque dicevamo: stato decente di conservazione matrimoniale. E sarebbe capace di fare un erede?
-- Due, se ne volete.
-- E adesso diciamo un'altra cosa: e grassa o e magra? alta o bassa? bruna o bionda?
-- Sono cose -- dice Maioli -- che bisogna vedere; non si possono descrivere. Vi diro una cosa sola: come questo _champagne_. Che cosa e questo vostro eccellente _champagne_? Raggio di sole imprigionato. Ma il turacciolo balza, ed ecco il sole. Povera, cara fanciulla!
Maioli teneva davanti agli occhi la coppa dello _champagne_; e due lagrime gli cadevano giu per le belle guancine.
-- Si calmi, conte. Mi dica almeno se e sana.
-- Sana? Come un arciero giovanetto del Cinquecento.
-- E non e pericolosa?
Maioli fa gli occhietti feroci: -- Vi compatisco perche voi non avete mai veduto donna Ghiselda.
-- Il nome mi piace. Sara per lo meno duchessa -- dico, perche Maioli non avvicina che gente titolata.
-- Contessa -- dice con solennita.
Domando dove si puo vedere questo _champagne_, quest'arciero del Cinquecento, questa contessa.
-- Non pretenderete mica che ve la porti qui! Se voi una domenica, verso mezzogiorno, capitate a P***, alla pasticceria della Maddalena, sul corso, ve la posso presentare. Io verso quell'ora prendo il mio _vermut_, e donna Ghiselda vi capita dopo l'ultima messa a fare qualche acquisto di dolci.
-- Va a messa questa contessina?
-- Ma certamente! Tutti noi, nobili, andiamo a messa; se non altro per protestare dignitosamente contro la canaglia che non ha piu religione. E poi, scusate: senza una religione che matrimonio pretendete di fare?
VII. -- LA CONTESSINA GHISELDA.
Ho dato quest'ordine a Biagino, il mio _chauffeur_:
-- Domani, che e domenica, tenete pronto per le nove. Andiamo a P***. Vedete di arrivarvi per le undici e mezzo.
Perche questa decisione?
Non so: ma l'idea di sposare una contessina, mi fa sentire un sapore di alta dominazione. Non ci avevo pensato al sangue blu. Vedo l'avvenire quando avro sposato la contessina. Naturalmente, da principio, lei non mi ama. Mi ha sposato, perche e povera. E stata comperata! E delizioso comperare una contessina. Si aggira altera, disdegnosa, per questo appartamento. Ma io sono pieno di riservatezza e di delicate premure; non domando niente, attendo! Finche un bel giorno la contessina mi dice: "Ginetto Sconer, voi siete la perla degli uomini, l'ideale dei mariti." Come nel "Padrone delle Ferriere". E strano: ma con quell'affare dello _champagne_ di Maioli mi sono creata in testa un'imagine di donna bionda. Ma forse e anche l'effetto dei romanzi di Lionello. Quando quell'uomo lavora le donne nella padella dell'arte, le gonfia cosi bene che non si possono dimenticare.
Maioli e un mirabolano; e chi sa invece che roba sara questa contessina di provincia, senza soldi. Comunque, ho fatto una _toilette_ anche piu accurata, e mi sono messo molto denaro nel portafogli. Perche? Perche mi pare di andare a comperare la contessina. Se e il caso, ordineremo un letto gemello, e ci faremo mettere sopra un arazzo col bambino Gesu. Del resto, e un lusso che mi posso permettere.
Il viaggio e stato bellissimo; la mia potente _limousine_ filo nel sole di maggio, entro in P*** alle undici e tre quarti: si e fermata, fra la ammirazione dei buoni provinciali, davanti alla pasticceria della Maddalena, indicata da Maioli.
Maioli era proprio li che prendeva il vermut.
-- Oh, caro, caro, amico -- mi fa --. Mai piu pensavo di rivedervi cosi presto.
-- Noi uomini di affari siamo di una puntualita tedesca.
-- E questa la vostra automobile?
-- Si, ma non quella del Pinturicchio. Essa e riservata per lei, se le cose andranno bene.
-- Volete -- mi dice con tono misterioso -- che andiamo in chiesa? Fate a tempo a vederla mentre prega. E un punto di vista interessante.
-- Preferisco qui alla pasticceria.
-- Allora vi presento il proprietario: uno dei grandi artisti dell'arte dolciera: burro autentico, marmellate di vera frutta. Nel fare i conti farfuglia un po'. Non dice chiaro che il totale. Ma ecco che la messa e finita.
-- Come lo sa, conte?
La risposta e data da uno sciame di signorine che fanno irruzione nella pasticceria. Gran fruscio, gran cinguettio. Si girano tutte su le sottanine gonfie; son tutte fiorite; tutte stanno diritte su le scarpine lucide: in alto dondolano pennacchietti. Si spande odore di vestine fresche. Dietro vengono le mamme nere, che dicono: "Adagio, adagio, bambine!". Libriccini di preghiere sono deposti sui cristalli delle vetrine: piccole manine; manine nude, manine guantate spuntano; occhioni si spalancano; pacchettini dei dolci si formano. Ne mangiano anche col permesso di mama. Allora graziose bocchine si aprono. "Io prendo un cannoncino con la cioccolata. Tu, Mary, prendi un africano? Questo _bigne_ come e buono! Oh, le sfogliatelle fresche!" Sgretolano con i musini in avanti le sfogliatelle e con le manine scuotono le schegge dalle vestine. "Dio, che straordinario! Come ha parlato stamattina! Vero, mama, che adesso va a Roma?"
"Si, carina, ma bada che ti sbrodoli tutta col _bigne_". Sono tutte piene di entusiasmo; e io non capisco bene se per i _bigne_, le sfogliatelle, o per qualcos'altro. Percio domando a Maioli:
-- Di che parlano?
-- Di un predicatore forestiero che ha tenuto una serie di conferenze nell'oratorio del duomo su la missione della donna. Oh, c'e ancora della religione qui a P***.
Altre signore, signorine entrano. Improvvisamente io dico: -- Questa e lei.
-- Avete indovinato -- dice Maioli con solennita.
Un'irradiazione d'oro e entrata. E maggio, ma la luce e aumentata, come dice Lionello. E lei! lei! Ha la veletta. Ma il mio cuore fa _tac!_ Una mano solleva la veletta che si posa sul naso. Dio, che naso aristocratico! L'altra mano prende un _marron glace_; la bocca si apre, il _marron glace_ scompare. Felice _marron glace!_
Stringo la mano al conte in silenzio. E commosso. Anch'io!
Ma ecco, le signorine si fanno attorno alla contessina.
Una, due parlano: tutte parlano. "Si, si, si, contessina: vogliamo lei presidentessa del comitato per le onoranze al padre. Si, si, si". "Bisogna fare pero due comitati" dice una vocina. -- "No! Un comitato solo" dice un'altra vocina. -- "Ma impossibile -- esclama quella dal _bigne_ -- che io stia in un comitato dove c'e anche la mia sarta. Vi pare?"
Sento la contessina che risponde gravemente: "Signorine, io sono desolata, ma le prego di dispensarmi. Oh, in modo assoluto." Ma come ella s'accorge della presenza di Maioli, "Ah, _pardon!_" e in un momento si disimpegna da quelle signorine, e la vedo apparire dritta davanti al nostro tavolo. Il suo volto, prima cosi serio, ora che ella volta le spalle alle signorine, si scompone in una smorfia di marioleria.
-- Auf! Grazie, caro Maioli -- dice -- di avermi liberata da tutte quelle mimose pudiche. Ora sono tutte in vibrazione per il predicatore.
-- Donna Ghiselda, cara donna Ghiselda, ma che piacere! -- diceva Maioli agitando per la emozione la zazzera d'argento. -- Ho pero inteso dire che e un predicatore molto valente.
-- Ma si: un pretino discretamente abile, che sa fare del _pathos_. Ha condotto per tutto questo mese di maggio le matrone e le mimose pudiche a rabbrividire sui margini del peccato. Certe storielle di Abelardo e Eloisa, di Ruth e Noemi le ha saputo presentare con garbo. Adesso le signorine ripetono: _dovunque andrai tu andro io, e dove starai tu, ivi pure staro._ Sono gia venute da me a domandarmi la Bibbia. "Proibito, signorina!" "Abelardo e Eloisa". "Piu proibito ancora". Mai piu prestar libri! Ne ho avute abbastanza di noie quella volta che diedi da leggere "Madame Bovary". Ah, ah, ah!
Io naturalmente ero balzato in piedi con rigidita militare. Confesso che rimasi sconcertato, perche anche il vestito di lei era sconcertante. Non rispondeva alle ultime esigenze della moda, eppure non era provinciale come quello delle signorine. Ella era alta, piu alta delle signorine: eppure era al livello delle signorine!
Si, era un arciero del Cinquecento; ma ben inteso che si capiva, ahime! che era un'arciera.
Che eta! Mio Dio, che eta? forse venticinque, forse trenta. Ma e certo che anche visto da vicino, il di lei volto non temeva l'analisi del mio acuto sguardo.
Quando ella fini con quell'ah, ah, ah! mi venne in mente lo squillo metallico del mio Bechstein, e dissi a me stesso: "Ginetto, sta in gamba!"
Disse Maioli:
-- Donna Ghiselda, si accomodi, la prego.
-- Un momentino solo, perche aspetto mama.
-- Permetta intanto che le presenti il mio buon amico cav. Ginetto Sconer, arrivato adesso adesso con la sua automobile da Milano.
Io allora ho fatto un inchino protocollare, e ci siamo seduti.
-- Guardavo bene -- disse la contessina -- di chi poteva essere quella _limousine_: ah, e sua?
-- Con l'onore di servire.
Ho subito un rapido interrogatorio da parte della contessina, su la mia automobile.
-- Nuovo modello, si, contessina. 16-24 HP, messa in moto automatica, luce elettrica.
-- E la prima volta che viene a P***?
-- Ci sono stato altre volte, ma non mai in cosi fortunata occasione.
-- Allora lei conoscera le antichita artistiche di P***.
-- Mi dispiace -- ho risposto -- ma la di lei presenza mi esonera dal conoscere le antichita artistiche di questo paese.
La contessina torna ancora a fare, ah, ah, ah! Poi dice:
-- Molto galante il signore.
-- Contessina -- rispondo gravemente -- io sto sul terreno della realta.
-- Lei viene da Milano?
-- Direttamente.
-- Ha molte relazioni con artisti a Milano?
-- Lionello....
-- Ah, lei conosce Lionello? Delizioso, delizioso, delizioso!
(Fortunato Lionello! Dovunque io vada, tutte le signore lo chiamano "delizioso").
-- Con qualche riserva -- dico io.
-- Sarebbe a dire?
-- Non oso, signorina.
-- Osi liberamente.
-- E un po'.... un po'.... Come dire? In certe situazioni dei suoi drammi e un po' audace....
La contessina ripete, ah, ah, ah, in modo sconcertante per me.
-- Ma in arte, caro signore -- mi dice -- non usa piu menare il can per l'aia per trecento pagine. Fa dispiacere a lei? E moralista forse lei?
-- Me ne guardo bene.
Mi scruta un po', e poi mi domanda:
-- Lei e artista?
-- Si, signora! Artista della bellezza.
Allora parlo Maioli e disse che io sono gerente della Casa X*** e compagni. -- Un uomo mercantile, pur troppo! Ma che farci? Oggi il mondo cammina cosi.
La contessina ripete i suoi ah, ah, ah!, in modo quasi offensivo al mio confronto.
Io sono molto _gentleman_ con le donne belle, salvo a rifarmi con le donne brutte; e percio non rilevo la sconvenienza di quegli _ah, ah, ah_; ma al signor Maioli dico: Gli _uomini mercantili_, prego notare, sono essenzialmente energetici e valgono per lo meno come i pittori e i poeti, in quanto costituiscono la piattaforma, solida e nel tempo stesso girevole, su cui passa tutto il treno della civilta. _Sleeping car_, prima classe, terza classe, e anche carro bestiame. Capisce lei?
Io ho parlato con energia.
La contessina si fa seria e dice:
-- Ma e molto intelligente il suo amico, caro Maioli.
-- Certo. Ogni uomo che arriva al milione e intelligente, pur troppo! -- sospiro ancora Maioli.
-- Oh, Maioli, -- dissi io -- il milione! Si diceva una volta. Ma oggi che cosa e il milione? Appena quanto basta ad un modesto ritmo della vita. Ma cos'e il milione, cos'e il miliardo rispetto alla divina bellezza? l'epifania della bellezza, come dice Lionello? Nulla! Un'entita evaporante.
-- Ma e molto simpatico questo suo amico, caro Maioli -- dice la contessina.
-- Un uomo felice -- dice Maioli.
-- La felicita e un dovere -- dice la contessina.
-- Questo mi piace, -- dico io. -- Benche da mezz'ora a questa parte, io non so piu se sono felice o infelice.
-- Sarebbe a dire? -- domando la contessina sconvolgendo in modo tragico tutto il suo volto.
-- Non oso.
-- Ma lei non osa mai!
-- Ebbene, contessina, la di lei conoscenza....
Il volto tragico si scompone in un volto comico e torna ancora a fare ah, ah, ah! Questa donna e sconcertante.
*
-- Oh, ecco mama -- esclamo di scatto la contessina.
Una carrozza si era fermata alla porta della pasticceria.
Donna Ghiselda si levo, e corse alla porta.
Si alzo anche Maioli per andare alla porta ad ossequiare la vecchia dama. Io rimasi li, solo, e aprii il libro da messa, che la contessina aveva posato sul tavolo, quando mi sentii dire:
-- Ah, ma lei scopre i miei segreti. Lei e molto curioso.
Era la contessina, balzata ancora verso di me, per riprendere il suo libro da messa.
-- _Pardon_, -- dissi.
-- Vuol vedere? Perche lei e curioso, vero?
Apri ella stessa il libro, e io lessi: Paul Verlaine: _Confessions_.
-- Conosce?
-- Mi dispiace....
-- Poesie religiose, o quasi.
*
Ho accompagnato anch'io la contessina alla porta. Un _coupe_ nero era li fermo: dentro al _coupe_, una figura argentea imponente: la contessa madre. Ma la nuova presentazione non pote essere fatta che in modo sommario perche quella signora e sorda. La contessina sali, lo sportello fu chiuso: noi ci inchinammo.
-- Ah, Maioli -- disse d'un tratto la contessina sporgendo la testa mentre la carrozza girava, -- lei potrebbe combinare col signore una gita per visitare i monumenti artistici.
-- Quale onore! -- esclamai.
Un vecchio cavallo nero, coperto di vecchi finimenti, stemmati d'argento, levo un piccolo trotto, e il _coupe_ si avvio.
-- Povero Grifone! -- esclamo Maioli.
-- Chi e Grifone?
-- Il cavallo della contessa madre.
-- Quel cavallo -- dissi io -- deve avere conosciuto i tempi eroici della famiglia.
-- E che tempi, amico! -- sospiro Maioli. -- Voi non avete che intravveduto la contessa madre! E stata una delle donne piu affascinanti e, diciamo, piu radio-attive che io abbia conosciuto. Ma _ancien regime!_ Ah, mio buon amico, chi non ha conosciuto l'_ancien regime_, non sa, come diceva il principe di Talleyrand, cosa e la gioia di vivere. Che donna, la contessa madre! Io la avevo definita: "un mazzo di rose in un confessionale". Bello, eh? Il suo salotto desta malinconia di ricordi negli uomini della mia eta. Eravamo in pieno romanticismo allora, e tutti i giovani erano cavalieri.
-- E la contessa era al servizio della cavalleria.
-- Come siete sempre plebeo, caro Sconer, nelle vostre espressioni! Voi, d'altronde, non potete ignorare che una donna di grande bellezza non puo sottrarsi a certi doveri inerenti alla sua stessa bellezza.
-- E la figlia, non c'e pericolo, caro conte, che cammini su le orme materne?
-- Lodo la vostra previdenza; ma escludo, e per una ragione semplice: perche Ghiselda e essenzialmente un'intellettuale.
VIII. -- GLI AMORI EROICI DELLA CONTESSINA.
Ho pregato Maioli di salire in automobile e venire a fare colazione con me all'albergo.
L'albergo dell'Aquila d'Oro, dove io, passando, avevo preso alloggio, era un edificio tetro e solitario, come e solitaria e tetra tutta la citta, tranne quel pezzetto del Corso.
-- In questo albergo hanno alloggiato Giuseppe II, Carlo di Borbone, Carlo Felice.... -- diceva Maioli.
-- Si vede -- dissi io -- che quei signori, a quei tempi, avevano poche pretese.
Finalmente comparve nel salone da pranzo un cameriere con un _frac_ preistorico e Maioli da lui gli ordini al cameriere.
-- Avete i tortelloni di ricotta col ragu? Benissimo. Ma fumanti! E dopo, cosa preferite, Sconer, un'_omelette_ coi tartufi, o le costolettine di vitello col prosciutto? Sono specialita di P***.
Quando arriva il piatto fumante dei tortelloni col ragu, gli basta una severa occhiata per sincerarsi che tutto e proceduto con ordine.
-- Senza precedenti, eh? -- disse allora Maioli filando con grazia nella sua bella bocchina il primo tortellone tutto lagrimoso di burro.
-- Che cosa? I tortelloni?
-- No! Donna Ghiselda. Dite la verita: voi non credevate, Sconer.
-- _Mica male._ E impressionante anche per uno che viene da Milano. A sciogliere quei capelli viene giu un Niagara di biondo.
-- Ma poi la resistenza! -- dice Maioli. -- Vedete, le vere bellezze sono quelle resistenti, organiche, di razza. E avete osservato? In donna Ghiselda voi avete la fusione del rettilineo col curvilineo; dell'evanescenza con la consistenza; della belta classica con il capriccio moderno. E il modo come cammina? Adesso queste donnette borghesi camminano a passo artefatto. Ma Ghiselda e naturale, come una berlina a otto molle del buon tempo antico, e nel tempo stesso e ritmica come se genietti nascosti le segnassero il passo al suono di gighe e violini. La vera bellezza, vedete Sconer, ubbidisce sempre ad un ritmo in tutti i suoi movimenti. E le estremita? Amico, avete osservato le estremita? A Venere callipigia date due piedoni, e Venere e rovinata. (In questo punto entrarono le costolette col prosciutto. Maioli si arresto, esamino le costolette: si, anch'esse erano in regola, onde prosegui:) Le estremita, amico! questa disperazione della natura, della pittura, e, diciamo, della borghesia. Vedete, Sconer, io ammiro il progresso moderno di una mano curata dalle _manicure_. Ma sa di meccanico. Io non posso imaginare una dea che ricorre alla _manicure_ e alla _pedicure_.
-- Conte -- dico -- forse la contessina e un po' troppo imponente per me.
-- Mi aspettavo questa vostra obbiezione. Badate intanto che quelle bertuccine in formato _pocket_, rappresentano una degenerazione. Nel caso poi di Ghiselda, io vi spieghero perche vi pare imponente: perche voi non siete abituato alla maesta della razza. Ma avete osservato come ride?
-- Si, ho osservato. Non si capisce perche fa sempre ah! ah! ah! Pare che prenda in giro la gente. Pero mi piace, perche pare che abbia delle perline in gola.