Part 2
Viene adesso la nota di quella signorina che mi ha fatto soffrire di piu: la signorina N. Y., cioe New York, perche di tipo americano. E italiana pero; ed appartiene a quella classe distinta a cui appartengo io: suo padre, prima della guerra era esportatore in America di medicinali italiani fatti in Germania. Miss N. Y. e ricca, e si sente padrona del mondo. Ha vent'anni; statura sotto la media forse; ma e potente. E la sanita fiorente. Una vivacita gaia la trasforma. Sarebbe il tipo adatto per la _confezione_ dell'erede. La sua voce, venata di _erre_ parigino, sembra cantare l'inno della sua giovinezza. _Ci ci!_ canta sui rami dell'albero della vita. I suoi genitori le lasciano una liberta un po' americana. _Ci, ci!_ L'ho vista a una fiera di beneficenza per la Croce Rossa, dove ha fatto sborsare anche a me cento lire. _Ci, ci!_ L'ho vista di sera ad una conferenza futurista. Capiva tutto ed era entusiasta. _Ci, ci!_ L'ho vista, sul ghiaccio, pattinare come un geroglifico. _Ci, ci!_ L'ho vista al volante guidare l'automobile. _Ci, ci!_ L'ho vista ai funerali del banchiere Rodh. Lei era davanti con sua madre, io ero dietro con suo padre, e si parlava di affari. Tranne casi imprescindibili come quelli del banchiere Rodh, io evito i funerali perche mi pare che dietro una bara tutti siano pallidi, e cio danneggia la salute. Ma Miss N. Y., anche vestita di nero, era splendente, _Ci, ci!_ Esuberante creatura! La vita per lei e un albero su cui lei muta ramo, cioe muta _toilette_, e canta il suo inno: _Ci, ci!_
Parla bene l'italiano, ma al suo cane, un cane molto educato, parla in francese.
Ho avuto l'onore di ospitarla in casa mia, che il babbo e la mamma volevano visitare il secondo piano, rimasto sfitto, della mia palazzina. In quella occasione siamo rimasti soli.
"Magnifico!" disse alludendo alla mia palazzina.
"Ah, si!" risposi. "Palazzina dei conti Tornamali: oggi mia proprieta, _miss N....!_"
Ma vide una poltrona inglese; vi si sedette di un balzo, rimbalzo su, e poi si rincantuccio: "Si sta molto bene qui". Era di maggio. Ella portava un cappello fantasia di tulle, costellato di bolle nere, su la cui aureola spiccava il suo profilo, col suo nasino: l'abito di mussolina aveva sopraposti certi ricami di draghi e serpi, d'oro e di argento. Le belle braccia erano guantate di pelle bianca, le gambette erano tutte bianche, e protendevano ardite con le scarpette pur bianche.
Mi pareva uno scoiattolo orientale.
Mio Dio, possedere in casa questo animaletto prezioso! Se le allungo un braccio, mi balza sopra e si avvolge intorno.
Infatti balzo dalla sedia a sdraio, e fece _ci, ci_:
"Lei manca di una cosa, Sconer."
"Io manco di una cosa?"
"Si, lei non ha libreria."
"Infatti."
"Prenda nota!"
"Prendo nota".
Mi detta una serie di libri in _off_ e in _eff_.
"Scrittori russi?" domando.
"Ah, molto interessanti i russi!"
Poi mi detta un nome che non riesco a scrivere.
"Rabindranath Tagore! Un poeta senza precedenti. Fa parlare un bimbo alla mamma in un modo _delizioso_."
"E lei, _miss N_...." domandai con intenzione, "non penserebbe a far parlare un bimbo con la sua voce deliziosa?"
"Prendere marito? Gia! Ma in Italia offre un grave inconveniente."
"Quale, _miss N....?_"
"Che una _girl_ quando prende marito, si siede."
"Cioe?"
"Cioe non e piu libera, non puo piu cercare, piu _flirtare_, piu saltare, piu comandare, piu fare quello che vuole. La liberta! Mi sposerei in America, dove, piu tardi, si puo anche divorziare, rimaritarsi, seguendo il proprio beneplacito. In Italia il matrimonio e un'istituzione che si regge sull'adulterio. In America su la liberta!"
In quell'occasione, se i miei affari me lo avessero permesso, sarei andato in America.
*
Signorina O***, terribile, e anche molto ricca. Dove aveva imparato a rovesciare gli occhi cosi? La tinta della sua pelle era prodigiosa; ma del tutto naturale: diafana! Pareva non nata come nascono tutte le donne, ma ricavata da uno scultore magico per entro la polpa di quelle pesche cotogne che sono gialline gialline. Vestiva con una personalita straordinaria; cioe sempre abiti di un colore diafano, sbiadito, intonato al colore della pelle. Io non so dire se era bella, perche io ero mezzo stregato. "Nasconda quella lingua," io le diceva, perche ogni tanto lei metteva fuori dalle labbra la puntina della lingua: questa pero non era diafana, ma rossa. "Nasconda almeno quelle gambe," perche lei aveva l'abitudine di mettere in esposizione le gambe, diafane ancora quelle, cioe con scarpette e calze di seta, sempre color diafano. "La turbano?" "Non mi fanno dormire!" Mi diceva nettamente: "Se mi vuole sposare, signor Sconer, approfitti finche sono libera". Io la avrei anche sposata, ma e che essa era contro-indicata ad uno dei due fini per cui io intendevo di accedere al matrimonio. Lei non voleva avere figliuoli "perche questa operazione rovina la pelle". Io volevo aver lei, ma anche l'erede. Lei si, la potevo avere, ma l'erede no. "Sono i contadini -- affermava -- che si sposano per aver figliuoli".
Essa inoltre pretendeva come condizione di matrimonio che il marito facesse, ogni mattina, esercizi, per venti minuti, con manubri da venti chili.
Anche questa signorina mi ha fatto molto soffrire.
*
Signorina P***, che puo essere bella o brutta, secondo che vi pare. La ho conosciuta in villeggiatura. Essa va sempre in bicicletta. Quando va a piedi cammina con passo sgraziato. Eppure e graziosa! Si puo calcare su la testa il feltro di suo babbo, si puo buttare -- come fa -- su le spalle la maglia della nonna, ma e elegante lo stesso. Ha denti di can cerviero, naso appuntito, mento appuntito, due occhi in punta nera: tutte queste cose in punta hanno una mobilita che producono il capogiro. E pallida come la cera, ma non e mai ammalata. Ha i capelli lunghi, ondulati, feroci, a cui fa fare i giuochi attorno alla testa come se fossero biscie. A tirarli, le arrivano sino al ginocchio. Ed e proprio vero! Come ha fatto ad avere una laurea se per studiare bisogna star fermi? Si vede che si puo avere una laurea senza studiare.
Ma a sentirla chiamare _dottore_, mi fa un certo effetto.... Ha una sua voce fresca, aspra, saltellante, che non si capisce mai quello che vuol dire, perche non conclude mai. Non si adira mai: tutt'al piu manda un grido di gazzella. Cosa fara? Dove andra? Come finira? Non si sa! Eppure e assennata.
Non cerca: e cercata, ma se ne _strafotte_, perche lei dice anche le parolacce. Eppure e damigella!
Subisce un fidanzato ufficiale: un giovane di ricca famiglia. Costui la segue a fatica in bicicletta. Lei lo chiama: "Idiota, idiotino, imboscato, imboscatissimo, figlio di papa". Lui e felice. Non mi pare una signorina adatta per il matrimonio, e glielo ho fatto garbatamente capire, presente il fidanzato. Risponde lei:
"Cosa importa? C'e lui che fara per casa".
"Io sono il suo cameriere," conferma lui.
Io ho domandato poi alla signorina, cosi, un giorno che la incontrai, insieme col fidanzato, per un solitario viale del bosco:
"In confidenza, non e pericoloso perdersi tutto il giorno per le campagne col fidanzato dietro?"
"E innocente come l'acqua fresca -- mi risponde. -- Gli ho promesso un bacio per la settimana ventura. E vero che ti ho promesso un bacio?"
Dice il fidanzato:
"Ah, come deve essere sdegnato il Dio d'Amore a vedere quanto mi farai soffrire!"
"Meriteresti anche di piu," dice lei.
Risponde il fidanzato:
"Ah, e proprio vero, come dice il cav. Sconer, che tu non sei adatta per il matrimonio!"
"Tu, piuttosto, non sei adatto," risponde lei. E a me dice in segreto: "Come faccio a sposare un uomo cosi timido? C'e una gioventu impossibile, ora! Sono tutti riformati. Dica lei, Sconer, posso cominciare a tradirlo subito? Ma che vuole? Io sono una buona ragazza, e fare il male con premeditazione, mi ripugna".
Io avrei potuto sostituire il fidanzato senza pericolo di complicazioni. Eppure sono rimasto timido anch'io. Perche? Quel titolo di _dottore_ mi ha dato soggezione.
*
Signorina P***, un bel tipo, e cosi anche sua madre. "Signor Sconer -- mi dice sua madre -- guardi!" "Che cosa?" "Non glielo posso dire. Ma non vede da lei?"
"No!" "Non vede gli occhi della mia bambina? Splendono! Io non so: e strano! Appena siamo in un luogo, dopo quindici giorni la mia bambina e proclamata la piu bella".
In fatti e bella: una persona slanciata, elegante. Ma perche la mamma la chiama: "La mia bella odalisca?" Dove ha trovato questa parola? Cosa crede mai che voglia dire? "Signore, signore, mi dice la mamma, ha visto?" "Che cosa?" "Un aeroplano di guerra". "Ne passano tanti!" "Eh, si! -- fa misteriosamente, chiudendo gli occhietti -- ma lei non ha osservato una cosa!" "Che cosa?" "Che l'aviatore quando passa per qui, si abbassa sempre. E sa perche? Per vedere la mia bella odalisca".
Anche lei, la sua bambina, dice: "Io non so, e strano! Appena sono in un luogo, sono proclamata la piu bella. Dicono che io assomiglio a Lyda Borelli, dicono!" Descrive il suo corredo da sposa coi calzoncini corti, larghi, e i pizzi di vera _valenciennes_: descrive gli abiti che le ha fatto la famosa Abeille, il primo _atelier_ di Torino, che ha tanti _mannequins_ aristocratici, che insegnano anche la lingua francese. Si e fatto fare tutti abiti ieratici! "Adesso sono di gran moda gli abiti ieratici," dice lei. Ma adesso non puo portarli perche e crocerossina.
"Se vedesse, signor Sconer, -- dice sua madre -- come le sta bene l'abito di crocerossina! Gia le sta bene tutto! Quando passa per un reparto dell'ospedale, i feriti si rizzano tutti". Ma le altre crocerossine le hanno fatto una guerra spietata. Allora l'hanno messa alla stazione. Alla stazione ha distribuito le bibite a tutto un treno di prigionieri austriaci. Sua madre dice che il fatto e avvenuto perche la sua bambina e tanto di cuore. Ma le altre signore dicono che e invece perche non ha capito che erano austriaci. Il suo fidanzato e morto in guerra, e lei porta sul petto il medaglione col ritratto del suo fidanzato. Anche lei e molto patriotta.
"Un giorno -- racconta la mamma -- mentre eravamo a un _five o' clock tea_, con tanti signori distinti, passa un corteo socialista. La mia bambina va alla finestra e sventola il fazzoletto bianco, rosso e verde e grida: Viva l'Italia! E stato in tutti noi un momento di terrore; per poco non scoppia una rivoluzione". Le altre signore invece dicono che lei aveva scambiato il corteo socialista per una manifestazione patriottica. Adesso che il fidanzato ufficiale e morto, ne ha tanti altri. "Il tale? il tale? il tale? Ma e di famiglia distinta? Crede lei, signor Sconer -- mi domandano madre e figlia -- che il tale sia di famiglia distinta?" Anch'io sono passato per ventiquattro ore per suo fidanzato ufficiale: una cosa molto seria, dico, perche se lei descrive i suoi calzoncini coi pizzi di _valenciennes_, non c'e pero niente da scherzare in quanto che lei avverte che ha un fratello che "sa essere gentiluomo e anche villano secondo i casi, e assomiglia a Maciste, quello dei cinematografi".
"Dove e questo suo fratello, signorina?" domandai un poco preoccupato.
"E al fronte!"
Un ragazzo abile! Appena scoppiata la guerra, ha avuto l'intuito commerciale di andare al fronte e ha comperato -- che le davano per niente -- tutte le pelli dei buoi che morivano nei parchi o si ammazzavano per i soldati. Suo babbo era calzolaio, e figurarsi! Adesso hanno uno dei piu ricchi _scarpifici_ d'Italia.
La storia di quel fratello Maciste mi ha molto raffreddato.
*
Signorina Q***, non e patriotta, ma pianista. "Io sono ipersensibile" dice lei, e anche sua madre dice: "Poverina, la mia Mary e un'ipersensibile!" "Noi artisti -- dice la signorina Mary -- siamo di un'altra razza. Che m'importa della guerra? Che m'importa chi comanda e chi e comandato? Tra Salandra che ha dichiarata la guerra e me, cosa c'e di comune? Tra me e il Kaiser? Perche immischiarmi nei loro litigi? Il Kaiser e il re dell'Ottentozia per me sono la stessa cosa".
Lei suona Moszkowski, Stravinski, Debussy, Ravel. Suona? Vorrebbe suonare, ma non puo. Stende su la tastiera, racconta lei, _le mani lunghe con le unghie di onice aguzzo_, e poi accadono fatti strani, come anch'io ho visto un giorno che sono venute a provare il mio Bechstein. Comincia, e subito, dopo un po', diventa pallida. "Impallidisce -- mi avverte la mamma. -- Sempre cosi! Ah, e terribile! Cade in _trance_". "Cognac!" dico io. Si rimette un po' e dice: "Suonando, mi si vuotano le vene, i sogni mi sferzano, i capelli scendono per le mie guance come serpi di chimeriche meduse. La musica di Ravel, che io adoro, esaspera la mia sensibilita come un succhiello traforante: appena tocco i tasti, sento il magnetismo". Anche qui per l'erede non c'e da far nulla. E poi qui c'e un'esagerazione di sensibilita che puo riuscire pericolosa.
*
Signorina R***, profumata al _trefle incarnat_. Anch'io l'ho conosciuta. Si tratta di una fanciulla prodigio, cosi come vi sono i bimbi prodigio. Secondo altri si tratta di una fanciulla _Sfinge_. Lionello pero che non ammette la donna _Sfinge_ se non per gli imbecilli, la chiama _Proteo multiforme_. Essa e piuttosto piccolina, con un musetto tirato come un topolino, con due occhietti azzurri, fermi, un poco trasversali. Nella pettinatura e nel vestire e quasi monacale: ma ecco si leva in piedi, pare di elastico, si allunga e balla certe danze ieratiche sussultorie, che fanno rabbrividire, e anche imparare la storia, perche sono le danze di Salome, di Cleopatra, di Sibilla, di Santa Teresa. E molto giovane, ma la sua voce possiede certe inflessioni profonde come di donna matura, con la quale affronta qualsiasi argomento, anche di filosofia con quelli che se n'intendono. Viceversa -- se le gira -- e capace di rifare il verso e la smorfia di tutti: in dialetto, in francese, e anche in tedesco, secondo le persone: basta che le veda una volta. Come imita il teppista! Ha rifatto anche me! Questo e il suo genio comico, ma possiede anche il genio tragico, perche recita certi versi francesi di Pelleas e Melisenda in modo da far paura. Questa signorina, messa sul palcoscenico, potrebbe raccogliere gloria e milioni a palate. Invece niente di tutto questo. Essa non ha altro desiderio che di essere _amante amata di un uomo, e vivere in umilta_. Ma c'e una condizione: deve essere _un magnifico amante_! Tanti vorrebbero essere amanti, ma nessuno e _magnifico_. Lei domanda per amante l'_uomo rude_, l'_Ulisside dalla gran mano dominatrice_. Sinora non l'ha trovato. Pero, uno studente di liceo si e suicidato per lei; un uomo serio con moglie e figli e impazzito; un capitano d'artiglieria e tornato al fronte con la testa sconvolta, e invece di allungare il tiro su gli austriaci, ha fatto un massacro dei nostri: poi si e sparato.
Io sono fuggito.
*
Ma ecco un avviso-_reclame_, in un giornale tedesco, mi presenta l'erede gia confezionato. _Christliches, Einziges Glueck! Sehr nettes, ehrliches Maedchen, mit einem Kinde und sehr reicher Aussteuer, sucht einen ehrlichen Gatten_, ecc., ecc. che vuol dire: "Famiglia cristiana, unica felicita! Simpaticissima, onesta fanciulla con un figlio e ricchissimo corredo, cerca un onesto marito". E il sistema tedesco del _dumping_.
IV. -- _FRAeULEIN_ VIOLETTA.
-- Lionello -- dissi un giorno -- tu che fai morire tutte le tue meravigliose eroine, non te ne avanza nessuna che vada bene per me?
Lionello nei suoi libri fa morire tutte le donne di morte romantica. Le sue lettrici gli scrivono da tutte le parti: "Non la faccia morire, la salvi! E tanto cara, e tanto gentile. Non deve morire".
Ma lui e inesorabile: o in un modo o nell'altro le fa morire tutte.
-- Tu sei un po' idiota -- rispose Lionello alla mia domanda.
L'ho pregato di spiegarsi.
-- Le mie eroine -- disse -- o sono uccise o si uccidono per una necessita reclamata dal pubblico, il quale e _schifosino_ come te; ma vuole la morale. Pare incredibile, ma e cosi! Ora anche tu capisci benissimo che non si puo fare il dramma o il romanzo con la morale: senonche quando io ho fatto morire le mie eroine, io le ho purificate; ed ecco fatta la morale; come tu con i grassi fetidi fai le tue saponette. Ma nella vita le mie eroine godono di ottima salute, sta pur sicuro!
-- E allora prestamene una.
-- Impossibile! -- rispose Lionello.
-- E perche?
-- Perche nessuna delle mie eroine ti potra mai amare.
-- Perche dici cosi, Lionello? Perche mi avvilisci? Sono brutto forse io?
-- No, amico, anzi sei un campione discreto; ma non hai quel tipo, sai, dell'uomo fatale, _macro_, mefistofelico, che disorienta la donna come una coppa di _champagne_, che la fa capitolare, che le fa dire: "Vigliacco, ti adoro.... To'!".
-- E a te capita?
-- Certo.
-- Sei un genio, Lionello, -- dissi tristemente.
-- Lo so. Non hai nemmeno al tuo attivo uno di quei gesti che affascinano le donne: non so, un delitto passionale, uno scandalo estetico; non hai corso un _raid_, non hai vinta una coppa in una gara qualsiasi; non possiedi nemmeno una di quelle anomalie che rendono stuzzicante un uomo.... Per esempio, quello che vende i giornali sul corso, che e un nano: tutte le _cocottes_ lo accarezzano, e le serve se lo rubano. Per di piu, tu possiedi il piu grave dei difetti per ottenere dedizioni incondizionate.
-- Cioe?
-- Amico, le belle donne amano gli uomini generosi!
-- Sono generoso anch'io.
-- A te parra di essere: ma tu misuri, cioe ragioni. Ma ti pare che una bella donna che strapperebbe le stelle dal cielo per farsi piu bella, possa amare te, uomo che misuri? Esse sono capaci anche di donar tutto; ma all'uomo che si mostra capace di buttar via tutto, la ricchezza non solo; ma l'onore, la vita. Ma a te che tieni immensamente alla vita, a te che non dormiresti la notte se perdessi qualche biglietto da mille al _baccarat_, a te che tieni in ordine il libro del dare e dell'avere, a te che hai lo scadenzario, io non posso fornire nessuna delle eroine dei miei romanzi.
-- Mi atterrisci, Lionello; ma credo che tu ti sia formata una cattiva opinione di me: tu pensi che io sia avaro....
-- Un po' tirchio.
-- No, Lionello. T'ho detto: io sarei disposto a nominarti mio erede universale; ma e, vedi, che io sono nato cosi: ordinato, metodico, previdente. E che colpa ho io se il denaro va a radunarsi sempre nelle tasche degli uomini metodici, ordinati, previdenti? E bello, vedi, leggere nei tuoi romanzi la vita fugace e folle di quelle donnine sperperatrici: capisco che debbano dare grandi soddisfazioni. I miei sensi ne sono perturbati. Mi piacerebbe anche a me di provare: ma poi metto in bilancio, e m'accorgo del passivo. Per me sperperare sarebbe una forma di suicidio. Vedi che Ginetto Sconer e un uomo sincero. Non ti pare, Lionello?
*
Ma due giorni dopo questo colloquio, vedo Lionello che precipita come un bolide nel mio studio.
-- Sconer -- dice -- un caso eccezionale, un caso del tutto straordinario, del tutto convenevole per te.
Credevo che si trattasse di qualche affare, perche in quell'ora (erano circa le tre del pomeriggio) io sono orientato verso gli affari. No! Si trattava del matrimonio. Ho dovuto -- per cosi dire -- togliere la comunicazione del centralino del mio cervello per mettermi in comunicazione con Lionello. Egli si impazienti; ma io lo pregai di accomodarsi.
-- Sconer -- comincio a dire Lionello --, sai tu qual'e la piu bella donna del mondo? Bada che esiste un plebiscito! Nicoletta, meglio nota sotto il nome di _fraeulein_ Violetta, perche fu a Vienna che ella vinse le prime battaglie dell'arte.
Risposi a Lionello:
-- Io non ho visto mai la faccia viva di _fraeulein_ Violetta: la ho vista al cinematografo, e la _reclame_ di quella sua faccia stravolta che pare abbia il mal di mare, e impressionante.
-- Come sei sempre borghese nelle tue espressioni! -- disse con disprezzo Lionello. -- E _fraeulein_ Violetta che dissolve la sua bellezza nella canzone dell'arte. -- E prosegui: Conosci tu la storia di _fraeulein_ Violetta...? No?... Allora te la racconto. _Fraeulein_ Violetta proviene dalla lirica: anzi dal campo dell'operetta viennese. Di membra delicate, esile di vita, opalina di colore, minuta di lineamenti, calma, quantunque un po' beffarda. Ma i suoi capelli neri, duri e forti come la coda di un cavallo di battaglia, testimoniano la energia psichica che si nasconde sotto quell'apparente delicatezza. Artisticamente parlando, essa e una creatura di eccezione, come diciamo noi. Essa e uno dei piu esuberanti temperamenti che sappiano far vibrare l'anima delle folle, attraverso le eroine sentimentali e gaie di tutto un vastissimo repertorio....
-- Fermati, Lionello! (Mi pare un periodo dei suoi romanzi).
--.... il suo canto era impeccabile, -- prosegui; -- pronto a tutte le inflessioni! Ebbene, ritorna da una _tournee_ nel nuovo mondo, dove aveva eccitato la piu grande ammirazione consolidando vie piu la sua fama, quando improvvisamente....
-- Fu silurata da un sottomarino tedesco.
-- Peggio, amico. Perdette la voce. Che cosa doveva fare? E diventata artista di cinematografo. Studio la grande arte muta, e con la perseveranza di chi vuole arrivare ad una meta di gloria, con volonta ferrea, con la coscienza sicura e severa delle necessita artistiche, spicco il volo, con ali d'aquila, verso le eccelse vette della tragedia. Sai tu, Sconer, come e stata definita Nicoletta da un grande scrittore francese? _Toutes les femmes dans une femme._ Sai come la ha definita il poeta Flebis? "L'universo rinchiuso in una guaina di _chinchilla_", perche allora eravamo d'inverno. E la donna dinamica per eccellenza! In lei stanno raccolte le mille assise della femminilita, Thais e Salome; Nana e Giulietta: ella rivive tutte le creature del genio e vibra nei molteplici aspetti dell'amore, dell'odio, della volutta, della gelosia: felina, raffinata, dolce, implorante....
-- Tu mi cominci, Lionello, un altro dei tuoi meravigliosi periodi.
-- Sai tu cosa guadagna Nicoletta, cioe _fraeulein_ Violetta? Piu di tutti i poeti italiani, compreso Dante.
-- Questo lo credo, -- risposi.
-- Si, vedi, perche _fraeulein_ Violetta, sotto apparenze anarchiche, nasconde un genio pratico di primo ordine, come ti e dimostrato dal fatto che essa riesce a mantenere il primato in mezzo a un'enorme concorrenza. Ora tu saprai la leggenda che corre sul conto suo: leggenda che ha il sapore dell'assurdo, ma cosi e. Dimmi, Sconer, tu hai mai veduto _fraeulein_ Violetta quando agonizza nell'estasi dei sensi? Non hai mai visto _Volutta_, interpretata da _fraeulein_ Violetta? Ebbene, essa e Vestale!
-- Cioe?
-- Cioe di quelle donne antiche, che se non erano di prescrizione, venivano sepolte vive.
-- Vergine?
-- Press'a poco. Pensa, Sconer, questa donna, che ha sverginato diverse generazioni di adolescenti, e vergine! Cioe passa per vergine, che e lo stesso. "Non vi vergognate, _fraeulein_ Violetta, -- le abbiamo detto -- di questa leggenda che corre sul vostro nome?" "Voi conservate vostro pulcellaggio?" domando il poeta Flebis che segue in arte le forme tradizionali. "Voi catafratta?" Pensa, Sconer, una donna che in apparenza e di velo, e in sostanza e coperta di piastre come una _dreadnought_!