Part 1
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ALFREDO PANZINI
Io cerco moglie!
ROMANZO
MILANO
__Fratelli Treves, Editori__
1920
*17.o migliaio.*
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PROPRIETA LETTERARIA.
_I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._
Si riterra contraffatto qualunque esemplare di quest'opera che non porti il timbro a secco della Societa Italiana degli Autori.
Milano. -- Tip. Treves
INDICE
DEDICA. CAPITOLO PRIMO. -- IO! II. -- IL CONFLITTO DI DUE PROBLEMI. III. -- ELENCO MATRIMONIALE. IV. -- _FRAeULEIN_ VIOLETTA. V. -- I REQUISITI PER UNA MOGLIE IGIENICA. VI. -- L'ARCIERO DEL CINQUECENTO. VII. -- LA CONTESSINA GHISELDA. VIII. -- GLI AMORI EROICI DELLA CONTESSINA. IX. -- GITA ARTISTICA. X. -- LA SIGNORA DALLE CARAMELLE. XI. -- LA VIOLA MAMMOLA. XII. -- INTERVISTA ANCILLARE. XIII. -- SECONDA INTERVISTA ANCILLARE. XIV. -- IL PAPA MIO FUTURO SUOCERO. XV. -- ATTILA, RE DEGLI UNNI. XVI. -- CANI E GATTI. XVII. -- ED ALTRI ANIMALI. XVIII. -- ORETTA O GHISELDA? XIX. -- LE OPINIONI DI MIA SUOCERA. XX. -- ENTRO IN INTIMITA. XXI. -- LA LETTURA DEI "CANTI ERMETICI" XXII. -- FACCIO DELLE _AVANCES_. XXIII. -- MELAI. XXIV. -- CAPPELLETTI, _CHAMPAGNE_ E TARTUFI. XXV. -- COSE EROICHE. XXVI. -- UNO SPETTACOLO INDECENTE. XXVII. -- MI ADIRO PER LA PRIMA VOLTA. XXVIII. -- DIVENTO QUASI FILOSOFO E ANCHE POETA. XXIX. -- L'INUTILITA DELLA MIA SAGGIA ELOQUENZA. XXX. -- LA VENDETTA E IL CIBO DEGLI DEI. XXXI. -- _CHAMPAGNE_, PESCHE E PROSCIUTTO. XXXII. -- IL DISASTRO. XXXIII. -- L'ULTIMO CAPITOLO POTREBBE ESSERE IL PRIMO.
DEDICA.
_Questo romanzo fu scritto negli anni 1916-17, per sollevare il pensiero dalle tristezze della guerra._
_Fu pubblicato nella rivista,_ La Lettura, _dal 1o maggio 1918 al 1o marzo 1919, con qualche colpetto di soppressione su le punte piu ardite._
_Si stampa ora in volume con non pochi emendamenti; ma non sara mai emendato abbastanza da essere accettato nelle nobili sale della Letteratura._
_Cio mi fu detto, a voce e per iscritto, da amici, da critici e da qualche mia cara amica. A tutti io sono grato; e nell'emendare il libro, ho tenuto conto delle osservazioni, si benigne, si anche maligne, che mi furono fatte._
_Volevo dedicare il libro a qualcuno di questi miei critici, ma ho pensato che si sarebbe avuto a male di simile dono._
_E allora, ecco. Questo luglio, all'ufficio postale di Bellaria (un ufficio fantastico dove si attende di fuori la posta, facendo lunghe conversazioni) c'erano due signore, mamma e figlia, che tutte le volte che io arrivavo, mi guardavano con un sorriso di benevolenza, e direi di compiacimento._
_Un po' alla buona, mamma e figlia; ma cosi fiorenti e cosi sane che ricordavano le buone famiglie patriarcali di Romagna, ai bei tempi ospitali di una volta._
_Un giorno, la mamma si fece coraggio e mi disse: "E lei quello che ha scritto_ Io cerco moglie _nella_ Lettura?"
_Io non potei dir di no, ma avevo un po' di paura._
_Invece la mamma mi disse: "Abbiamo riso tanto questo inverno"._
_E la figlia approvava con un simpatico sorriso._
_Cio mi ha fatto molto piacere._
_Mamma e figlia non devono aver pratica con la Letteratura: io non ne so nemmeno il nome, ma spero che non se ne avranno a male se dedico a loro il libro con riconoscenza._
Roma, ottobre 1919.
IO CERCO MOGLIE!
CAPITOLO PRIMO. -- IO!
Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.
Questo sono io!
In questa valle di dolore e di lagrime ho l'onore di trovarmi bene.
Quando io viaggiavo ancora con la _marmottina_ dei campioni, i clienti mi dicevano: "Voi, signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta". In realta la mia presenza e stata sempre molto distinta.
Peso controllato, kg. 80.
Ed ora passiamo all'esposizione morale. Anche il morale e molto favorito. Io sono uno spirito equilibrato e sereno, e questo mi piace, perche la Fortuna da le sue preferenze alle persone equilibrate e serene. Pero non e vero che io sia cosi insensibile che se ricevessi una pedata nella sedicesima lettera dell'alfabeto, il mio volto non tradirebbe nessuna emozione. Questa e stata una volgare facezia di Lionello.
Certamente non sono eccitabile. Gli individui eccitabili vivono poco. _Achille, personaggio eccitabile, e morto giovane._ Questa sentenza si legge nel libro di _reclame_ della nostra Ditta: _Come devo preservare la mia vita._
La parte scientifica del libro e stata affidata al dottor Pertusius; ma la parte morale e di mia creazione.
-- Realmente -- mi osservava il dottor Pertusius -- gli individui eccitabili, sensibili, vivono poco, oltre che vivere male, perche sperperano troppa energia vitale.
-- Allora diciamo _vitalina_ -- dico io.
-- Ma la _vitalina_ non esiste! -- dice il dottore.
-- Non importa, la creiamo noi: _vitalina_, alcaloide della vita, produzione della Ditta.
-- E un _bluff_ -- dice il dottore.
-- E per questo? Il _bluff_ ha la sua ragione di esistere in quanto esistono le persone capaci di farsi _bluffare_.
Il dottore aveva scritto: _evitate i dolori morali!_ Ed io vi ho aggiunto: "quando i dolori vanno a passeggio per il marciapiede di destra, non c'e motivo plausibile perche voi non preferiate il marciapiede di sinistra".
-- Ma lei -- mi disse il dottore -- non tiene conto che della sua sacra persona!
Rimango stupito dell'intonazione ironica.
-- Ma questo e un dovere, caro dottore.
Una signora, mia cliente, mi osservava che il prezzo della mia _Violetta ideale_ e un po' caro.
-- Mia signora -- ho risposto -- se io vendessi per meno, forse avrei piu guadagno: ma le signore eleganti come lei diserterebbero il mio negozio: e se rivelassi che si chiama _ideale_ perche la violetta non c'entra, ma c'entra il catrame, la comprerebbe lei?
-- Lei e poco onesto! -- mi dice la signora.
"E lei che vende la sua gallina anziana per pollastrina novella, e forse onesta?"
Questa era la risposta da dare se non fossi un _gentleman_. Ah, si! Io sono anche troppo scrupoloso; e quando penso a certi tremendi uomini d'affari, non posso a meno di dire a me stesso: "Tu, Ginetto, sei un modesto si, ma perfetto galantuomo," che e sempre una bella qualita.
Quando poi penso che venti anni fa sono entrato in commercio senza l'esposizione di un centesimo, ed ora sono gerente della Societa in accomandita X*** e Compagni; sono consigliere di amministrazione dell'anonima Y***, e come tale dispongo di molta influenza personale per operazioni di credito, non posso a meno di dire a me stesso: "Ginetto, tu sei un bravo ragazzo!"
Una favorevole combinazione mi ha permesso, di recente, di essere proprietario di una palazzina di stile _rococo_, collocata in uno dei quartieri piu moderni della citta. I due piani superiori sono affittati a inquilini selezionati e tranquilli. Il _rez-de-chaussee_, con annesso giardino, e riservato per me. Ho pavimenti tirati a lucido, _salle a manger_, stile _renaissance_, salotto stile _Louis Kenz_! La camera da letto e in istile impero con lettino di mogano, e annesso gabinetto di _toilette_, stile _liberty_. Sopra il letto pende un arazzo con la sacra famiglia, dipinta da un distinto pittore. La mia governante si chiama Desdemona. Essa e stata per tanti anni al servizio di una casa principesca, e il suo aspetto incute una certa soggezione. Benche molto riservata, tuttavia si e permessa questa osservazione: -- Lei, signor cavaliere, potrebbe formare la felicita di tante signorine!
-- Voi ne siete convinta?
-- Certamente, signore.
*
La regolarita e una delle mie qualita piu notevoli. Esco di casa al mattino alle dieci, accuratamente _sbarbificato_; la cravatta, il colletto in ordine, perche questo non soltanto e un dovere di una _individualita_ distinta verso se stesso, ma e anche una necessita per chi ha molto _personale_ alla sua dipendenza. Attendo ai miei affari, e alla sera rientro per il pasto nella mia proprieta. Quando guardo e tocco la mia proprieta, ho la perfetta sensazione di vivere. Spesso convito gli amici, fra i quali Lionello, che e un bel ragazzo, biondo anche lui e autore di libri assai in voga. Egli mi diceva giorni fa:
-- Io non capisco: io sono uno dei pochi uomini di genio che siano in Italia; eppure non ho mai la disponibilita di mille lire.
-- Vedi -- gli ho risposto --, io e tu siamo due artisti, e abbiamo tutti e due la sensazione esatta del pubblico: tu gli dai i tuoi libri; io i miei prodotti. Io e tu guadagniamo: ma il denaro ubbidisce ad una sua legge, cioe rifugge da alcuni individui....
-- Come sarei io --, dice Lionello.
-- Press'a poco; e affluisce verso altri individui, benedetti da Dio.
-- Come saresti tu --, dice Lionello.
-- Press'a poco --, dico io.
-- Facciamo cambio --, dice Lionello.
-- Non si puo, perche bisognerebbe che tu ti mettessi dentro di me, e io dentro di te. Tu sei nato per consumare, e io per accumulare. Ma tu sei molto piu felice del povero Ginetto, perche tu, quando sarai morto, lascierai il tuo nome alle tavole immortali della gloria; e io, il mio capitale a chi lo lasciero?
-- Lascialo a me --, disse Lionello.
-- Perche no, amico mio? Sono certo che nessuno, meglio di te, saprebbe farne un uso veramente simpatico; ma non si puo, perche tu, Lionello, morirai prima di me, perche consumi troppa energia vitale. Io sono, invece, destinato a vivere almeno sino ai novantanove anni; e accumulare, accumulare, accumulare sempre, secondo la volonta del Signore.
II. -- IL CONFLITTO DI DUE PROBLEMI.
Si, non e improbabile che io campi sino ai novantanove anni, l'eta stabilita dal dottor Pertusius per gli uomini equilibrati e sereni, che e poi quella stabilita da Mose per gli uomini giusti. Dopo poi puo accadere di morire, benche sono di quelle cose che perche io le creda, bisogna che le veda. Ammesso questo, mi faranno splendidi funerali: ma, e dopo? Dopo non si sa mai quello che ci puo essere; e appunto per questo io tengo anche il mio bilancio morale in perfetto pareggio. Ma e certo che se io, Ginetto Sconer, avessi un erede che fosse come me, con il naso come me, con gli occhi come me, con il cuore come me, cioe equilibrato e sereno, io tornerei a vivere una seconda volta nel mio erede; e dal mio mausoleo sentirei questa simpatica voce: "Quell'eccellente uomo di mio padre, che mi permette di vivere felice come una cimice dentro una pelliccia!" Ma per avere un erede, bisogna avere un figlio, e in tale caso e necessario prendere moglie. Si, e vero: le mie brillanti qualita mi hanno reso molto ricercato; e non poche persone hanno ripetuto quello che dice la mia governante: "Lei potrebbe, tu potresti, voi potreste formare la felicita di molte signorine". Pero questa parola _matrimonio_ non mi e mai piaciuta troppo. Mi ricordo che gia Lionello mi assicurava che i casi di fedelta coniugale, debitamente comprovati, che lui ebbe a deplorare (diceva lui "deplorare"), erano pochi pochi. Cio e impressionante, non per la tragedia che io eviterei ad ogni modo, ma perche comprometterebbe l'autenticita dell'erede.
Adesso poi che Lionello e passato a idee anche piu moderne, mi ha investito con disdegno di male parole perche io cerco moglie.
-- Ma, amico mio -- gli ho risposto -- tu, come artista, ci guadagni ad essere -- diciamo cosi -- uomo del disordine; ma io, anche per ragioni d'affari, sono uomo d'ordine; e il matrimonio e un atto di deferenza verso la societa, come, in certi casi, la _redingote_ e il cappello a cilindro. E poi io cerco anche un figlio.
-- I figli sono destinati per l'umanita! -- esclama Lionello.
-- Questo va bene per te -- gli ho risposto -- che senti l'umanita, ma io il figlio lo voglio per me.
Io gli potevo anche osservare che lui si mostrava ingrato, perche nei suoi drammi aveva ricavato tanti begli effetti dal matrimonio; ma per delicatezza non glielo ho detto.
*
Se non che, da qualche tempo, il problema dell'erede si complica col fenomeno grandioso della mia gioventu che rinasce. Io che fino a qualche anno fa uscivo e tornavo a casa tranquillamente, ora sono turbato: mi fermo a guardare le belle fanciulle. Quante ve ne sono! Una volta mi pareva che ce ne fossero meno. Anche le fanciulle di tipo popolare, che camminano con passo di tango, agitando la borsetta con dentro lo specchietto, il piumino, il cartoccino del salamino, mi piacciono. E.... cosa strana!
Le care fanciulle si mutano in sensazioni di _dessert_: crema di panna montata, gelato di albicocche con labbra di fragole, ponce al rum con scarpette che fanno girare la testa. Oh, vezzose capinere, perche bezzicate il mio tenero cuore? Vi sono certe testoline cosi bene accomodate che mi piacerebbe di spiccarle e averle per sopramobili nel mio salotto. Senonche io che negli affari sono di una intraprendenza magnifica, quando mi trovo davanti al _buffet_ della bellezza, divento di una prudenza vergognosa.
Queste fanciulle, come sartine, dattilografe, _postelefoniche_ e altre signorine del genere, le escludo dal matrimonio per un semplice atto di buon senso: ma confesso che mi hanno fatto molto soffrire.
Anche quelle bruttine, vedute due volte, mi sono sembrate belle.
Disponendo nel mio salotto di un pianoforte Bechstein, ho voluto prendere qualche lezione di piano. Alla prima lezione la maestra mi e parsa insignificante, alla seconda significante, alla terza seducente, alla quarta pericolosa. Considerando pero che questa signora ha una specie di marito di tipo molto equivoco, ho detto: "Ginetto, prudenza!" ed ho presentato alla signora una busta con dentro il contenuto per le sue _prestazioni_. Ma ogni volta che tocco il mio Bechstein, _brr!_ vedo la maestrina con tutte le signorine che volano per il soffitto e mi guardano coi loro occhioni di porcellana.
Preoccupato per questa mia eccessiva sensibilita, ne ho chiesto al dottor Pertusius. Egli mi ha detto:
-- E la conseguenza dell'eta pericolosa.
-- Diavolo d'un dottore! Ma l'eta pericolosa non e quella delle donne sui quarant'anni?
-- Anche degli uomini.
Questa e una cosa che non sapevo. Si, riconosco: la nave della mia vita si e da qualche tempo allontanata dalla latitudine dei trenta anni, e naviga verso i quaranta, ma non e ancora arrivata a questi paraggi.
-- E scusi, dottore, e pericolosa l'eta pericolosa?
-- Alquanto, perche affatica il nobile organo del cervello, in cambio di altri organi automatici.
Considerando i rapporti di buona amicizia fra me e il dottor Pertusius, gli confido come a vedere certi colli nudi, quali usano adesso, che sostengono certe testoline cosi sentimentali, mi viene la voglia di spiccarli.
-- Fenomeno sadico, -- dice Pertusius.
-- Fenomeno grave?
-- Finche non li spicca non e niente: ma vi sono di quelli che li hanno spiccati.
-- Cosa vuole, dottore -- dico io, -- a vedere quella pelle rosea-verdolina come il pistacchio, messa in mostra, mi vengono i brividi.
-- Faccia conto -- dice lui -- di vedere la pancia di una lucertola.
-- Capisco; ma non si puo.
-- Ha ragione! -- risponde gravemente.
-- E a lei che e vecchio, non accade mai?
-- Non indaghiamo!
Io mantengo verso i medici una benevola diffidenza, perche a furia di studiare le malattie, finiscono per considerare la salute anch'essa come una malattia.
Comunque, anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie.
*
Ecco qui un elenco di signorine della buona societa -- si intende -- quale io ho notato nel mio taccuino, che sarebbero state adatte per il mio matrimonio.
III. -- ELENCO MATRIMONIALE.
Signorina A***, dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista, kg. 70. Oggi attraente, ma suo padre e enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesita. Si scarta per ragione di estetica.
*
Signorina B***: troppa licenza liceale: sa tutte le date a memoria. La sua fronte _bombee_ rivela la sua intelligenza. Dice sempre: "Io sono nata per la penna". Diventata moglie, e capace di fare l'analisi sopra di me. Ah, no! Poi troppa fronte _bombee_ e pochi capelli.
*
Signorina C***: domanda sempre: "Come mi trova? come mi trova?" e quando la si guarda, poi dice: "Cosa ha da guardarmi? Non sta bene guardare". Ride per niente. Una signora l'aveva incaricata di acquistarle un busto elegante come il suo. "Ma io non porto busto, -- dice -- io sono bella cosi". A una conferenza non ha fatto altro che ridere e criticare una signora perche aveva le scarpe gialle. "Mettere in mostra quei piedi, grandi come due cassette da fiori, e con i sopratacchi di gomma!"
Quando esce per via, sbircia a ogni vetrina. "Mama, la vestina butta bene? butta male? E dritto? e storto?" "Si, carina!" Ma mama non s'accorge che la figliuola e stupidella? Io, si. E il mio erede deve essere intelligente.
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Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bonta e stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer.
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Signorina E***; ricciolina, mingherlina, nominata "fior di pesco". La signorina B***, quella _nata per la penna_, le ha mandato a dire che _fior di pesco_ si dovrebbe chiamare _fior di zucca_. _Fior di pesco_ ha replicato: _Libro di testo!_ La signorina _nata per la penna_, ha replicato: _Bastone vestito!_ _Fior di pesco_ ha replicato: _Bastone vestito, ma femmina! una cosa che lei non sara mai! E poi adesso il seno non e piu di moda._ La signorina E*** possiede una eccessiva prontezza di linguaggio, e questa cosa mi impensierisce. Inoltre vuol sapere se io russo. "Tutti i mariti russano. Lo dice mama".
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Signorina F***, invece, cosa importa che sia bella come una testa del Murillo, quando non sa dire piu di: "Ah, si! Vedi mo'! Ma gia!"?
Io non conosco questo pittore Murillo, ma le sue teste devono essere incantate, perche lei e sempre incantata.
"Signorina, che cosa le piace? leggere, lavorare, far da cucina?"
"Mi piace far pulizia." Ma la sua camera farebbe orrore alla mia governante Desdemona. La sua pulizia consiste nel brillantarsi le unghie, e, quando nessuno la vede, girare la mano per far andare giu il sangue.
"Signorina, che cosa legge? il bollettino della guerra?"
Leggeva la corrispondenza di quarta pagina.
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Signorina G***: "si erge a somiglianza del perfetto stelo," come dice Lionello, ma ha il torto di farsi vedere a passeggio in compagnia di sua madre, la quale era forse uno stelo anche lei, ma oggi e un archetto. Una fanciulla di buon senso dovrebbe evitare di farsi vedere con una madre che presenti un quadro disastroso della sua futura configurazione. E poi il figlio di Ginetto Sconer deve essere una quercia, e non uno stelo.
*
Signorina H***: figlia di un ingegnere architetto. E stata costruita con molta grazia da suo padre, nello stile _Louis Kenz_, da me preferito. Pare una bambolina, e si chiama Noemi. Porta i riccioli a _tire-bouchon_, come nelle vecchie stampe. Fa la svenevole, parla con una voce melliflua.... Ma queste apparenze ingannano: un giorno la ho sentita, nello studio di suo padre, che tirava su gli affitti a tutti gli inquilini delle sue case. Questa signorina ha delle buone qualita -- dico fra me --; ma un altro giorno sento una voce stridula che rompe le pareti: "Fa alla svelta, fa alla svelta, fa alla svelta! Sai bene che io non sono figlia della pazienza. Sei un'idiota, una stupida! Ti tiro la ciabatta su quella facciaccia da mummia!"
"Pum!" "Ahi!" Era Noemi, nome soave, che parlava con la cameriera.
Questa signorina mi sembra pericolosa.
*
Signorina K***, figlia di un ricco industriale, mio amico. Ci siamo trovati insieme per piu di una settimana all'_hotel_ X*** a Viareggio.
Non so come sara d'inverno: ma d'estate va bene: e cosi vaporosa e fresca che pare di vivere accanto ad un gelato.
E un po' distratta. "Signorina questo e suo?" La cameriera, il portiere, il paggetto dell'_hotel_ facevano un continuo domandare: "Signorina, questo e suo?" Dove si levava, lasciava qualche cosa: i guanti, l'ombrellino, le cartoline illustrate.
Io raccoglievo un fazzolettino col pizzo tutte le volte che andavamo a spasso.
"Ma, Clara, sta un po' piu attenta," diceva sua madre. "Non fa niente, mama," rispondeva. "E vero, signor Sconer, che non fa niente? E cosi bello non ricordarsi di niente! Si perde qualche cosa? Ci pensa papa."
"Si, un pochino distratta -- mi confidava la mamma. -- Ma e tanto buona la mia figliuolina, e poi sara tanto felice! Ella non si ricordera mai domani di quello che e successo oggi". Era del resto una ben amabile compagnia da far dimenticare tutto, fuori che lei. Ella aveva persino promesso di ricordarsi di me. Ma un giorno in cui io, parlando delle mie conoscenze, ho detto che conoscevo Lionello, non ho avuto piu pace.
"Davvero? lei conosce Lionello, proprio quello che scrive quei romanzi cosi sentimentali...? Ah, carino! Come e? E vero che e tanto giovane? che porta i capelli tagliati alla russa come Gorki? E vero che e tanto romantico? Gli scriva! Si, si; gli scriva che venga a Viareggio. Le giuro, Sconer, che dopo le vorro molto bene".
Li chiama "sentimentali" lei, quel romanzi! La mia Desdemona, che ne ha letto uno, e rimasta scandalizzata.
*
Signorina K***; conosciuta in condizioni molto favorevoli perche fresca da un disinganno d'amore. Il babbo volgeva in mente gravi pensieri: "In Inghilterra, in America, una mancata promessa di matrimonio si pagherebbe a caro prezzo." Io poi adoperavo espressioni molto delicate per consolare la signorina, quando lei mi investi cosi: "Ma cosa e? Avete tutti paura che io mi suicidi dalla disperazione? che mi faccia monaca? Ma no! Quando avro voglia, ne trovero un altro. Ecco tutto. Chiodo scaccia chiodo."
"Lei crede, signorina?" "Ma certo! Una donna bella ne trova sempre di chiodi. Lei, Sconer, per esempio. Se volessi, lei mi cade davanti _a quattre pattes_".
Quasi mi si sedeva su le ginocchia, perche cosi fa spesso su la scena l'attrice Clara de los Dolores.
Signorina affascinante, ma troppo impressionanti sono le condizioni da lei poste per il matrimonio: due anni di liberta coniugale, e col mio consenso. Enorme!
*
Signorina L***, conosciuta al _Bristol hotel_. Erano i giorni del terremoto in Abbruzzi. Tutti sospiravano: "Che orrore! Ah, quanti morti! Bambini schiacciati!" Anche la signorina L***, seduta su di un sofa, sospirava: "Che orrore! Ah, quanti morti! Bambini schiacciati!" Senonche, mentre diceva cosi, io la vedevo, riflessa in una specchiera, con la manina affaccendata a dare colpetti segreti per mettere a posto il drappeggio dell'abito. Pareva la mia Desdemona quando rovescia un bodino. Sbirciava con la coda dell'occhio nella specchiera, e mutava l'estetica del fianco: "Che orrore! Davvero? Bambini schiacciati!"
Essa e in posa anche quando e sola. Le ho chiesto il perche, e mi ha detto: "Quando le stelle e la luna ci guardano dal firmamento, e bene assumere un'attitudine dignitosa". "Capisco, ma si vedono un po' troppo le forme". "Ah si? Perche, le dispiace forse?"
Questa signorina e troppo estetica.
*
Signorina M*** di razza inglese, molto _ladylike_, molto ammirata nelle sale dell'_hotel_ delle Terme, dove beveva acqua. Ma chi faceva quel terremoto nella stanza vicina alla mia? chi cantava quelle canzoni molto allegre, anche se erano inglesi? Era la signorina M***. Beveva anche cognac, e faceva danze in liberta con una sua amica. L'Inghilterra e mal fida, benche alleata.
*