# In chiave di baritono

## Part 8

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--Sire! ripigliò il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta il trionfo di un'abile strategia--eccovi dinanzi i ventiquattro nasi più badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un prodotto delle nostre provincie e c'è d'andarne orgogliosi. Innanzi l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaia del medesimo conio e forse anco più massicci--Vostra maestà comincia adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di _incrociamento_?

Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava risposta.--Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre.

La regina entrò nella sala inosservata.

La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.--Stette.... guardò.... ammirò.... fu sul punto di cadere in deliquio.--Poi, volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano spettacolo.--Piperino mio! gli disse con amabile civetteria--se all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da miccio, in verità vorrai farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano nella tua corte.

Il re comprese, o parve comprendere--Si guardò il naso in uno specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti controversi di soddisfazione e di vergogna.

--Ebbene?--domandò il ministro alquanto umiliato e perplesso.

--_Incrociamo!_ rispose il Re--ciò che più preme pel momento è che il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio.

V.

La fregata a vapore che conduceva a Panamia gli augusti ed illustri visitatori entrò il giorno due di Agosto nel porto della capitale.--Al seguito del re e della regina si contavano non meno di due mila individui d'ambo i sessi.

Giusta gli usi del luogo e dell'epoca, sovra una piazza a poca distanza dal molo stava eretto un grandioso padiglione, dove tutti i grandi dello stato, ad eccezione del re o della regina, erano convenuti per prender parte al cerimoniale del ricevimento.

Il ministro Canella in abito di parata andò ad incontrare i principi stranieri e, fatta secondo il costume una riverenza a schiena rivolta, profferì la sacramentale parola del benvenuto.

--In nome di S.M. Piperio III, re de' Panami; in nome dell'augusta sua consorte e degli augusti loro figli già nati e nascituri--a te Cucurbio XIV, ed alla tua augusta consorte Sabetta, ai vostri augusti figli che sono e che saranno, agli illustri del vostro seguito e seguito del loro seguito, benedizione e salute nella vita e nelle borse!--Nella mia qualità di ministro plenipotenziario del Re e caudatario della Regina, ho l'onore di presentarvi i grandi del regno.

A tali parole, i grandi del regno si avanzarono come un sol.... grande.

--I grandi del regno! mormorò la regina all'orecchio dell'augusto consorte--egli poteva ben dire: i grandi nasi!

Re Cucurbio, per dissimulare la sorpresa e la convulsione del ridere, rispose al ministro ed alla moglie con due sternuti.

Le donne della regina parevano affascinate. Da quella folta di gonnelle uscivano delle esclamazioni intermittenti: «che trombe!... che pifferi!... che canne! come sono organizzati questi signori!.... Se tanto mi da tanto, cosa sarà questo gran naso di re Piperio che fa parlare l'universo!»

Ma il re e la regina dei Citrulli sono saliti col loro primo ministro nella carrozza di gala, e già procedono verso la città in mezzo alle acclamazioni del popolo ed al suono delle fanfare.

--Mio Dio! esclama la regina, abbandonandosi ad uno scoppio di infrenabile ilarità--abbassiamo i cristalli della carrozza--non vedi, Cucurbio? Se questi popolani fanatici mettono il capo dentro gli sportelli, noi moriremo sotto le puntate dei loro nasi. In verità, s'io dovessi vivere in questo paese, farei mettere dei paranasi alle carozze!

Re Cucurbio non udiva più nulla. Egli era intento a studiare sopra una cartolina appiccicata al fondo del cappello, un discorsetto _umoristico_ da indirizzare al suo augusto ospite. Quel discorsetto, _abilmente_ redatto dal suo ministro allo scopo di promuovere l'ilarità degli uditori e la confusione di re Piperio, cominciava colle parole: _Nas...cono_ e si _nas....condono_ talvolta, ecc.. e finiva coll'enfatica esclamazione: «mi par proprio in questa regia di trovarmi ai piedi del _Parnaso_».

VI.

Frattanto la carrozza procedeva, e già toccava le porte del palazzo reale.

All'ingresso di quel palazzo stava schierato un distaccamento di guardie, la cui vista suscitò un _hurrà_ di meraviglia.--I nasi di quelle guardie superavano in lunghezza e grossezza tutti i nasi fino allora veduti.

Se il naso di re Piperio è di una linea più lungo--mormorò Sabetta--in verità non capisco come questa regina dei Panami....

Ma in quel punto la carrozza si arrestò--gli sportelli si apersero--e due scudieri genuflessi invitarono la coppia reale a discendere protendendo i loro nasi perchè servissero di predellino.

--Sabetta! esclamò a mezza voce il re dei Citrulli--io prevedo che difficilmente saprò conservare infino all'ultimo la mia serietà diplomatica--pur troppo questo naso di re Piperio produrrà delle tensioni inaspettate, e come giustamente prevedeva il nostro ambasciatore, partorirà una conflagrazione generale. Basta!.... Eccoci nella sala delle Cariatidi.... Piperio non tarderà a comparire... Non ti scostare, Sabetta.... Tu puoi aiutarmi a star serio... Poni il tuo piede sul mio, e appena vedi spuntare dalle cortine il gran naso del re, appoggiati con tutto il peso della persona su' miei ventiquattro calli.... Se è vero che il dolore paralizza la ilarità, noi riusciremo forse con questo innocentissimo stratagemma ad evitare delle collisioni molto più gravi.

Cucurbio ebbe appena il tempo di finire il discorso e Sabetta di applicargli i tacchi alle estreme falangi del piede, quando una voce da clarone annunziò l'entrata di re Piperio e della sua augusta consorte.

--Salute al re dei Citrulli!--salute alla degna sua sposa--salute alle nobili dame ed agli illustri cavalieri che si piacquero visitare i miei stati!

Tali parole profferì Piperio solennemente, avanzandosi di tre passi per abbracciare il monarca straniero.

Cucurbio lanciò di sbieco un'occhiata nelle profondità del cappello per richiamarsi alla mente l'esordio del suo discorso.--Poi, nell'atto di alzare lo sguardo al volto dell'augusto suo ospite non mancò di ripetere sotto voce alla moglie:--«premi i calli, Sabetta.... o ch'io mi perdo!»

Che è stato?... Perchè gli sguardi di Re Cucurbio errano smarriti in quel folto laberinto di nasi che formano il cortegio di re Piperio!...

Ma, ecco, le labbra di re Cucurbio si agitano per moto convulso, e riescono finalmente a formulare una domanda:

--Qualcuno di loro Signori... saprebbe di grazia indicarmi con precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed il titolo di re Piperio?

--Io sono quel desso--risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre passi.

--No! no! non è possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re di Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. Sì chiami il mio ambasciatore. Egli solo potrà smentire l'inganno, se è vero che qui inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di lui, se egli avesse esagerato nei suoi dispacci, se io dovessi nel più mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re Piperio; in tal caso.... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra barba di mia moglie) la testa di quel fellone sì vedrà rotolare all'istante su questi tappeti.

Un cupo mormorìo si sollevò dalla sala non appena Cucurbio ebbe finito di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di quei prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le più sanguinose tragedie.

I seguaci di re Cucurbio stringevano le else... La regina Sabetta, in un crocchio di dame e di damigelle, esprimerà i più strani commenti:

--Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si è spesso avverato!...

--In verità, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a guardarlo.

Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore del re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido e abbattuto giungeva nel mezzo della sala.

--A te!--grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia, fra tanti nasi, il vero re dei Panami.

L'ambasciatore si levò tutto tremante, e accostandosi col debito rispetto a re Piperio, gli toccò leggermente la pantofola coll'indice.

--Dragomani! urla Cucurbio--levate le daghe, e la testa di questo fellone rotoli all'istante sul pavimento.

I dragomani si avanzano... L'ambasciatore alza un grido--in tutta la sala si manifesta la più viva agitazione--allorquando re Piperio, avanzandosi nuovamente di tre passi, interpone il suo naso fra la vittima e i carnefici.

--Mio regale cugino, augusta Sabetta, ministri, signori, dame e damigelle dei due regni disuniti, ascoltate la voce della giustizia e della verità! Quest'uomo è innocente...

--Innocente!, brontola re Cucurbio.--Ma dunque... chi sarà dunque colpevole?... Io non commetterò l'indelicatezza di credere che voi, mio augusto cugino, abbiate voluto farvi giuoco della mia e della generale aspettazione, sottraendo con qualche prestigio o sortilegio per noi inconcepibile, un naso che tutti i principi dell'Asia anelano di ammirare e di inchinare... Se ciò fosse, voi comprendereste, o regale cugino, ch'io avrei mille piuttosto che una ragione per ritenermi corbellato ed offeso--e ch'io dovrei da questo momento presentarvi un _ultimatum_.

Re Piperio sorrise. Egli era troppo lieto e superbo del trionfo ottenuto, per dissimulare o alterare menomamente la verità. La sua risposta fu dunque schietta, calma e dignitosa.

Egli espose tutta la istoria delle sue apprensioni... Narrò della fiera, insanabile melanconia ond'era stato assalito.... Non dissimulò i vivi risentimenti e i propositi disperati del giorno in cui gli venne annunziato che il re di Citrulia muoveva alla volta dei suoi Stati per farsi giuoco di quella eccedenza che a lui, re Piperio, cagionava le più orribili angoscie.

--Fortunatamente, concluse l'oratore, Iddio mi ha messo al fianco un uomo di genio, uno di quei ministri che sono la benedizione dei principi e degli stati.--Il suo stratagemma era semplicissimo: «Chiamate intorno a voi i più grandi nasi del regno, formatevi una corte di nasi, che in lunghezza, grossezza e capacità vincano il vostro.--Allorquando il re Cucurbio e le persone del suo seguito avranno veduto le proboscidi dei vostri cortigiani e delle vostre guardie di palazzo, il vostro naso per una illusione ottica naturalissima, farà l'effetto di un nano in una assemblea di giganti...»

--Oh il bravo! oh l'astuto! oh il meraviglioso ministro!--gridarono ad un tempo migliaia di voci, quando Piperio ebbe finito di parlare.

Canella, como un attore chiamato al proscenio, fece un profondo inchino all'assemblea e poi, nel silenzio generale, proferì questi detti:

--Spero bene che la lezione potrà giovare in molti casi a tutti i ministri, che sono e che verranno.--Quando, per esempio, un ministro si avveda che il suo re è un imbecille, ricordando la _Storia dei nasi_, troverà subito il modo di farlo passare per un uomo di spirito...

--Come? sentiamo!--domandarono ad un tempo il re dei Citrulli e il suo ministro.

--Circondandolo di cretini--rispose Canella.

FINE.

End of Project Gutenberg's In chiave di baritono, by Antonio Ghislanzoni

