Il Valdarno da Firenze al mare
Part 2
Alvaro d'Evora: Tavola 139 Arno (L') prima di Montelupo 50 Badia a Settimo--Antico ingresso 25 -- Ciborio 29 -- Facciata e campanile 27 -- Reliquiarii 30 -- Tinaja 26 -- Tribuna e altare maggiore 28 Badia di S. Savino--Esterno 134 -- Interno 135 Botticelli: Madonna col Bambino e Santi 53 Botticini Francesco di Giovanni: Angeli 65 -- Quadro in tavola 14 -- (?): Sette angeli che suonano 69 -- (?): L'Annunciazione 67 Calci--Chiesa di S. Giovanni 125 -- Chiostro grande della Certosa 127 -- Prospetto della Certosa 126 -- Veduta del torrente Zambra col ponte vecchio 124 Caprona--Chiesa di S. Giulia 123 Cascina--Chiesa della Madonna dell'Acqua 130 -- Interno della pieve di S. Maria 129 -- Panorama 128 Castelfranco di Sotto--statua di S. Pietro 110 -- Torre delle campane 109 Castello di Calcherelli o dell'Acciajuolo presso il ponte a Greve 19 Castello di Montebicchieri presso S. Miniato 96 Castello di Monte Gufoni in val di Pesa 57 Cerreto-Guidi--Chiesa di S. Leonardo--Fonte battesimale 104 -- -- Nascita di S. Giovanni Battista (particolare del fonte battesimale) 105 -- Panorama dall'oratorio di S. Liberata 103 Chiesa di Lecceto--Interno 39 Chiesa di S. Andrea a Brozzi--Affreschi 15 -- Cristo in croce 16 -- Quadro in tavola di Francesco di Giovanni Botticini 14 -- Trittico della fine del XIV secolo 13 Chiesa di S. Croce a Fossabanda--Tavola di Alvaro d'Evora 139 Chiesa di S. Giusto sul monte Albano 58-59 Chiesa di S. Martino a Gangalandi--Cappella del Battistero 35 -- Tavola del XV secolo 42 -- Tribuna e altare maggiore 36 Chimenti: La Concezione 81 Cigoli--Tabernacolo nella chiesa di S. Giov. Battista 97 Della Robbia: Dossale d'altare 82 -- Dossale d'altare con la Vergine e Santi 70 -- Dossale d'altare con S. Anselmo e Santi 71 -- Madonna col Figlio 72 -- S. Lucia 79 Della Robbia Giov.: Annunciazione 90 -- Fonte battesimale 104 Della Robbia Luca: Ciborio 10 Donatello (Scuola di): Ciborio 29 Empoli--Battistero--Particolare del fonte battesimale 78 -- Pietà 73 -- Cappella della Misericordia in S. Stefano--L'Annunciazione 75 -- Chiesa alla Madonna del Pozzo o di Fuori 76 -- Chiesa di S. Maria a Ripa--Dossale d'altare 82 -- -- La Concezione 81 -- -- La Vergine in gloria 80 -- -- S. Lucia 79 -- Facciata della Collegiata di S. Andrea 62 -- Galleria della Collegiata--Angeli nel dossale d'altare 65 -- -- Dossale d'altare 64 -- -- Dossale d'altare con la Vergine e Santi 70 -- -- Dossale d'altare con S. Anselmo e Santi 71 -- -- Dossale d'altare del XV secolo 63 -- -- L'Annunciazione 67 -- -- Madonna col Figlio 69, 72 -- -- Madonna e Santi 66 -- -- Pila 74 -- -- S. Biagio 68 -- -- Sette angeli che suonano 69 -- Porta Pisana 77 Firenze: Palazzo Vecchio--Espugnazione del castello d'Empoli 61 Fucecchio--Panorama 106 -- Porta di S. Andrea 107 Genova: Raccolta del Palazzo Bianco--Scoltura del 1290 rappresentante il Porto Pisano 146 Ghirlandajo (Scuola del): Tavola 95 Lastra a Signa--Antico spedale di S. Antonio 33 -- Mura del castello 31 -- Porta Fiorentina 32 Lamporecchio--Villa Rospigliosi 102 Malmantile--Chiesa di S. Pietro in Selva--Affresco sopra la porta 38 -- Il castello e il borgo 37 Marina di Pisa--Foce dell'Arno 145 -- Una veduta 143 Masolino da Panicale: Pietà 73 Masso delle Fate o della Golfolina 47 Mino da Fiesole: Madonna col Figlio 69 Monaco Lorenzo: Madonna e Santi 66 Montelupo 51 -- Castello dell'Ambrogiana 56 -- Chiesa di S. Giovanni Evangelista--Madonna col Bambino e Santi 53 Montopoli--La rocca 98 Palaja--Chiesa plebana di S. Martino 116 -- Pieve vecchia di S. Martino vista da tergo 117 Paolino (Fra) da Pistoja (?): L'Annunciazione 101 Peretola--Chiesa di S. Maria--Ciborio di Luca Della Robbia 10 -- Chiostro della chiesa di S. Maria 11 Pesello: Cristo in croce 15 Pieve di S. Ippolito in val di Pesa presso Montelupo 52 -- Ciborio del XV secolo 55 Pieve di S. Martino a Brozzi--Fonte battesimale 12 Pisa: Camposanto vecchio--Porto Pisano 9 Ponte a Greve lungo la via Pisana 19 Ponte a Signa 46 -- Interno del Palazzo della Torre 40 -- Villa delle Selve 41 Pontedera 115 -- Palazzo Pretorio 114 Pontorme presso Empoli--Via Jacopo Carrucci 60 Rosselli Domenico da Rovezzano: Fonte battesimale 112 Rossellino Bernardo: L'Annunciazione 75 Rossello di Jacopo Franchi: Tavole 86 Settimo--Chiesa di S. Benedetto--Paliotto 113 -- Pieve di S. Cassiano 131 -- -- Architrave della porta principale 132 -- -- Architrave di una porta laterale 133 -- Pieve di S. Giuliano--Madonna dei Fiori (bassorilievo quattrocentesco) 24 -- -- Parte tergale 23 Signa--Panorama 43 -- Chiesa di S. Lorenzo--Pergamo 44 -- Pieve di S. Giovanni Battista--Fonte battesimale 45 Sogliani Giov. Ant.: La Vergine in gloria 80 S. Maria a Monte--Fonte battesimale 112 -- Pergamo nella chiesa di S. Giovanni Evangelista 111 S. Martino alla Palma 20 -- Ciborio 21 S. Michele degli Scalzi presso Pisa--Facciata e campanile 136 -- Busto del Redentore 138 -- Particolare della porta 137 S. Miniato, dalla chiesa di S. Pietro alle Fonti 83 -- Cappella del Loretino--Altare 93 -- Cappella del Fortino--Tavola della scuola del Ghirlandajo 95 -- Cattedrale 84 -- -- Frammento dell'antico pulpito 85 -- Chiesa di S. Domenico--Affresco e tavola del XV secolo 87 -- -- Annunciazione 90 -- -- Monumento a Giovanni Chellini 88 -- -- Tavola del XV secolo 89 -- -- Tavole di Rossello di Jacopo Franchi e affresco del XV secolo 86 -- Palazzo Grifoni 94 -- Sala del Consiglio nel Palazzo Comunale 91 S. Moro presso Signa--Bassorilievo robbiano nella chiesa di S. Mauro 17 -- Ciborio robbiano 18 S. Rossore--Gruppo di pini 140 -- Viale di pini 141 S. Stefano a Calcinaja--Affresco nell'atrio 34 Uliveto--Veduta generale 121 -- veduto dalla parte dell'Arno 122 Valdarno Inferiore--Monte della Verruca 118 Vasari: Espugnazione del castello d'Empoli 61 Veduta dell'Arno e del borgo di Brucianese 49 Vico Pisano--Antiche fortificazioni 120 -- Mura e rocca 119 Villa d'Artimino (da una stampa dello Zocchi) 48 Villa dell'Ambrogiana (idem) 57 Villa di Castel Pulci (idem) 22 Vinci--Oratorio della Ss. Annunziata--L'Annunciazione 101 Vinci--Panorami 99-100
[Illustrazione: PISA--CAMPOSANTO VECCHIO--PORTO PISANO. (Fot. Ist. d'Arti Grafiche).]
Attraversata e divisa in due parti Firenze, liberato dalla stretta de' forti muraglioni che ne contengono e ne domano gl'impeti furiosi,
«il fiumicel che nasce in Falterona»
scorre dolcemente fra i greppi fioriti del parco meraviglioso delle Cascine e gli argini che difendono i piani feraci di Legnaja, e con capricciosi ed ampi serpeggiamenti si dirige verso la stretta gola della Golfolina, dove il Valdarno Fiorentino cede il posto e il nome al Valdarno Inferiore. E di qui, proseguendo il suo lento corso, erra in mezzo alle ampie pianure, carezza le pendici estreme de' poggi che ne fiancheggiano e ne chiudono l'ampia valle, per scender nel Tirreno, poco lungi da Pisa, fra la quiete de' boschi e delle praterie del Gombo e la gajezza della spiaggia arenosa, sulla quale una nuova stazione balneare distende oggi il suo vasto ed elegante caseggiato.
Lungo questo percorso dell'Arno attraverso il cuore della Toscana, è una successione continua di paesaggi, ora resi solenni dalla solitudine, ora animati e lieti dalla dovizia infinita dei fabbricati. Ville suntuose che ricordano la magnificenza ed il fasto della opulenta corte Medicea e delle potenti famiglie che ebbero parte nelle vicende della nostra storia, vecchi castelli che evocano la memoria delle aspre fazioni e delle contese del medioevo, piccole città, terre popolose, lunghe borgate che, in piccole proporzioni, riassumono e riproducono gli avvenimenti storici e gli splendori artistici di Firenze e degli altri centri maggiori della Toscana, villaggi e casali che accolgono una popolazione vivace ed operosa, rispecchiano le loro masse pittoresche, la gajezza del loro colorito nelle acque limpide e calme dell'Arno, il fiume al quale poeti e letterati dedicarono versi e laudi riboccanti di gentili entusiasmi.
In tempi remoti, quando le selve rivestivano i monti della sua valle superiore, l'Arno fu quasi l'unica via aperta alle comunicazioni ed ai commerci fra la spiaggia marina d'Alfea e la potente città di Fiesole, ai piedi della quale si costituiva rapidamente la colonia Romana che di Firenze ebbe nome. E più tardi, quando le solinghe e silvestri campagne vennero attraversate da strade, quando a piè dei forti e paurosi manieri de' potenti signori si formarono _mercatali_, borghi, villaggi, le rive del fiume e la sua valle divennero teatro di guerresche vicende, di fiere lotte delle fazioni, di scorrerie di milizie e d'innumerevoli avvenimenti che precedettero la costituzione dei due potenti stati di Firenze e di Pisa.
[Illustrazione: PERETOLA--CHIESA DI S. MARIA--CIBORIO DI LUCA DELLA ROBBIA. (Fot. Alinari).]
Firenze e Pisa, vinti e soggiogati i signorotti che tiranneggiavano sui poveri abitanti della campagna, che taglieggiavano i viandanti, affermata la rispettiva loro potenza colla costruzione di gagliarde rocche, si contesero a palmo a palmo l'ampio e fecondo territorio che si distendeva sulle due rive dell'Arno fra l'una e l'altra città. Nè furono soltanto le schiere delle milizie delle due repubbliche perpetuamente rivali che nei piani e sui colli del Valdarno sfogavano in sanguinose battaglie e in audaci scorrerie le ire loro; militi di altre repubbliche toscane, Lucca, Siena, S. Miniato, e gente mercenaria al soldo d'Imperatori, di Papi, di Signori di stati italiani e stranieri vennero pure a portar la strage e la desolazione in questi luoghi che la natura aveva deliziati col più lieto de' suoi sorrisi.
Firenze e Pisa munirono il loro territorio di forti castelli, circondarono di mura i borghi aperti, sicchè la via che collegava le due città, non fu che un seguito di luoghi fortificati. Così pure Lucca e Pistoja proclamarono la loro preponderanza sui castelli posti sulla riva destra del fiume, mentre gl'Imperatori di Germania, dall'alto della rocca di S. Miniato, affermavano il loro dominio, confidato alle cure de' Vicarî.
Trascorsero que' secoli paurosi, lasciando dovunque le tracce delle aspre lotte; cessarono, col sorgere della signoria Medicea che i gagliardi sentimenti di libertà seppe sopire col fasto e colla mollezza, le ragioni che i popoli tenevano gli uni contro gli altri armati, e il Valdarno vide cadere in rovina le inutili fortezze, rifiorire e fecondare i paesi tenuti già in ansie continue dalle ostilità incessanti, e la pace serena fece apparire ancor più mirabili le bellezze naturali di questa valle stupenda.
Da Firenze a Pisa, la differenza di livello del letto dell'Arno non è che di 42 metri sopra un percorso di circa 94 chilometri; quindi il fiume ha debole la corrente, ma ha rapidi e bruschi dislivelli e in tempi normali forma in varie località della pianura degli specchi d'acqua, ampi, profondi, calmi, che acquistano l'aspetto e la vaghezza di altrettanti laghetti.
La navigazione fluviale, possibile in certi periodi dell'anno, ebbe un giorno notevolissima importanza e per alcuni paesi posti sulla riva dell'Arno fu vera e propria fonte di prosperità. Dall'alta valle Casentinese scendevano di continuo delle specie di zattere che si dicevano _foderi_ formate di travi e di antenne ingegnosamente collegate insieme. Parte facevano sosta a Firenze ed i legnami venivano ammassati su quella piazza che per questa ragione appunto si diceva Piazza delle Travi; parte si spingevano fino a Pisa e per il breve tratto di mare o pei canali navigabili andavano a Livorno per servire alle costruzioni navali.
[Illustrazione: PERETOLA--IL CHIOSTRO DELLA CHIESA DI S. MARIA (SEC. XV). (Fot. Alinari).]
[Illustrazione: PIEVE DI S. MARTINO A BROZZI--FONTE BATTESIMALE. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).]
Da Livorno, da Pisa e da altri centri più importanti del Valdarno Inferiore risalivano il corso del fiume grosse barche colla carena piana a guisa di chiatte, trasportando terraglie, cristallami, materiali da costruzione ed ogni genere di mercanzie che scaricavano a Firenze e negli altri porticciuoli fluviali, senza contare che spesso accoglievano anche passeggieri, rassegnati ad affrontare la nojosa lunghezza di questa navigazione di carattere primitivo. Allora i mezzi di comunicazione non erano nè frequenti, nè facili, nè a buon mercato e chi aveva tempo da perdere e pochi denari da spendere, trovava che anche questo mezzo di trasporto offerto dai _becolini_, che costituivano una specie di flotta fluviale, non era del tutto disprezzabile. Anzi, a proposito di questo modo di viaggiare, tornano in mente i versi originali di un poeta bizzarro:
Gran bella cosa è i viaggiar p'i mondo! Diceva un fiorentino tondo tondo Andato in navicello fino a Signa.
L'Arno continuò a servire da comodo veicolo commerciale anche quando sulla strada postale Firenze-Pisa-Livorno passavano frequentemente corriere, diligenze e carri da trasporto, perchè colla barca si spendeva meno; ma la ferrovia, che una delle prime in Italia fu costruita lungo l'ampia vallata, segnò la fine di questa modesta navigazione, della quale non restano oggi che pochi ricordi nei navicelli che di tanto in tanto trasportano dei materiali da un villaggio all'altro, senza spingersi quasi mai fino a Firenze.
Un'illustrazione, anche breve, di tutti i luoghi importanti che popolano la valle dell'Arno fra Firenze e il mare, un accenno anche fugace dei ricordi storici onde sono ricchi i paesi e i villaggi disseminati nei vasti piani e sulle pendici dei colli, un'indicazione pur sommaria delle suntuose ville della nobiltà toscana, delle opulente abbazie, delle vecchie chiese, quasi tutte doviziosamente ricche d'artistiche bellezze, varrebbe a fornire il materiale per diversi volumi riboccanti di notizie, densi di documenti e di descrizioni. Poche altre contrade potrebbero difatti al pari del Valdarno Inferiore accumulare tante memorie di avvenimenti svoltisi nel corso di secoli e al tempo stesso esser tanto ricche di stupendi e preziosi edifizi che il sentimento artistico in altri tempi, comune ad ogni casta sociale, abbellì ed allietò con profusione meravigliosa di opere d'arte.
Dovremo perciò limitarci ad una rapida escursione nei luoghi attraversati dall'Arno, spingendoci brevemente anche nelle vallate minori, dove passano fiumi e torrenti che recano al maggior fiume toscano il tributo delle loro acque, soffermandoci specialmente dove più notevoli sono i ricordi storici da evocare, le tradizioni e le curiosità caratteristiche da raccogliere, dove maggiori sono le attrattive della natura e dell'arte, che il lettore potrà meglio apprezzare nell'ampio corredo di riproduzioni accurate e nitide che dànno una chiara ed efficace idea delle bellezze molteplici e varie del Valdarno Inferiore.
[Illustrazione: CHIESA DI S. ANDREA A BROZZI--TRITTICO DELLA FINE DEL XIV SECOLO.]
[Illustrazione: CHIESA DI S. ANDREA A BROZZI--QUADRO IN TAVOLA DI FRANCESCO DI GIOVANNI BOTTICINI. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).]
I.
DA FIRENZE A SIGNA.
Un'ampia pianura, in epoca remota squallida e palustre, oggi fertilissima, popolata d'innumerevoli paesi, sparsa di leggiadre case di villeggiatura, intersecata in ogni senso da una fitta rete di comode strade, si distende a ponente di Firenze, e in mezzo ad essa mollemente serpeggia l'Arno, mentre tutt'all'intorno le colline ubertose formano una gentile corona che ha per gemme i suntuosi palazzi campestri e le chiese dalle linee pure e gentili.
Sulla destra riva del fiume, lungo i due grandi stradali che in senso differente percorrono i piani per ricollegarsi poi a Pistoja, corrono come due borghi interminabili di caseggiati che assumono i nomi diversi dalle antiche località e dalle vecchie chiese attorno alle quali si costituirono i primi centri.
[Illustrazione: AFFRESCHI NELLA CHIESA DI S. ANDREA A BROZZI. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).]
Lungo la via Pistojese, dopo Rifredi, divenuto ormai un sobborgo di Firenze e si potrebbe dir quasi il quartiere industriale fiorentino, vengono Castello, presso al quale primeggiano, fra una miriade di ville, le due splendide dimore Medicee ora patrimonio della Corona: Castello e Petraja, poi Sesto, ampio ed industrioso paese, reso celebre dalla vicina manifattura di porcellane di Doccia, fondata nel {016} 1740 dai Ginori, continuatori delle operose tradizioni della vecchia nobiltà fiorentina, e finalmente Calenzano, il pittoresco castello che guarda Prato e la fresca valle del torrente Marina.
[Illustrazione: CHIESA DI S. ANDREA A BROZZI--PESELLO: CRISTO IN CROCE. (Fot. Alinari)]
Dietro ai colli verdeggianti, a piè dei quali passa questa grande arteria, inalza la sua massa imponente _Monte Morello_, il più elevato fra i poggi che attorniano Firenze. Monte Morello, coperto un giorno di fitte selve, in mezzo alle quali si nascondevano romite chiesette, oggi distrutte o abbandonate, presenta la sua vetta arida e brulla come quella d'un vulcano, verso la quale i vecchi fiorentini rivolgono quotidianamente lo sguardo, quasi a trarne l'oroscopo del tempo. D'estate i riflessi rossastri delle balze riarse sono un indizio di gran caldo; d'inverno, invece, le nevi biancheggianti sull'alta cima denotano stagione rigida e ventosa, e quando le nubi si addensano avvolgendo e nascondendo il cocuzzolo della montagna, il buon fiorentino {018} aspetta rassegnato la pioggia, mormorando fra sè i versi strampalati d'un vecchio dettato:
Quando Monte Morello mette il cappello Piglia l'ombrello!
[Illustrazione: SAN MORO PRESSO SIGNA. BASSORILIEVO ROBBIANO NELLA CHIESA DI S. MAURO.]
Fra la via Pistojese e l'altra via comunemente chiamata Lucchese, che segue più da vicino il corso dell'Arno, è un'immensa estensione di campi e di prati che han preso il posto di quei tristi e paludosi terreni, per sanare i quali, prima la Repubblica poi il governo Granducale profusero denari a piene mani.
Sulla via Lucchese non è men fitto il caseggiato ed i borghi si succedono senza interruzione l'uno all'altro.
PERETOLA, posto sulla sponda del Canale Macinante, scavato fin da tempo remoto per dar moto ad opifici e a mulini, è il primo di questi borghi nei quali l'industria dei lavori di paglia ha costantemente occupato la maggior parte della popolazione.
[Illustrazione: S. MORO PRESSO SIGNA--CHIESA DI S. MAURO--CIBORIO ROBBIANO.]