Il Re burlone: Dramma in 4 atti
Part 3
CASTELLUCCIO sprofondandosi in un inchino.
È un nuovo onore, di cui sarò sempre grato a Vostra Maestà...
FRANCESCO entra spalancando l'uscio del giardino e corre a rifugiarsi fra le gambe di Ferdinando.
FERDINANDO maravigliato.
Embè! Pecchè sto fuje-fuje?
sull'uscio rimasto aperto, si presenta un po' indietro — più avanti stanno, sempre di guardia, i due soliti ufficiali svizzeri — il capitano Alliana. — Ferdinando, al Castelluccio.
Aspetta!
SCENA QUARTA.
ALLIANA e DETTI.
FERDINANDO vedendo Alliana non può frenare un atto di stizza e di antipatia; ma poi subito con la mano gli fa cenno assai benevolmente di entrare e di avvicinarsi. — Entrato Alliana, i due ufficiali richiudono l'uscio.
Venite in cerca di Sua Altezza, capitano-professore?
Accarezzando i capelli a Francesco.
Eccolo qui, il mio Lasà... il mio Lasagnone, che ha paura della scienza!
sorridendo con arguta ironia nell'espressione bonaria.
Tutto a suo tempo: bisogna prendere quello che piace e quello che non piace! Hai avuto le lasagne, il soffritto, la caponata, e adesso... bisogna ingoiare la scienza. Nella lezione d'oggi, quale materia verrà trattata, professore-capitano?
ALLIANA.
Stamattina, la geografia. Oggi, piacendo a Vostra Maestà, sua Altezza avrà una lezione di geometria.
FERDINANDO
sempre accarezzando i capelli a Francesco.
Consolati, la lezione sarà più corta!
Guarda l'orologio, poi rivolgendosi ad Alliana.
Tra una mezz'ora, venite ccà, ho bisogno di voi.
ALLIANA.
Agli ordini di Vostra Maestà.
FERDINANDO.
La geometria?... Zeppole!
picchiando col dito sulla fronte di Francesco.
Tienti ben fisso chesto — come dite? — questo Teo...rema: Chi nasce quadro non more tondo! — Buona anche la geografia!... Che cosa ti ho insegnato io? Sentimmo: come si chiamano i Francesi?
FRANCESCO.
Parrucchieri.
FERDINANDO.
Gl'Inglesi?
FRANCESCO.
Baccalaiuoli.
FERDINANDO.
I Russi?
FRANCESCO.
Mangia...
pensa, poi
Mangia sego!
FERDINANDO.
E l'Italia, che cosa è?
FRANCESCO.
Uno stivale nell'acqua salata!
FERDINANDO.
Bravo! Lasà!
Ride e bacia Francesco affettuosamente. ad Alliana
Vi darò una notizia, professore.... che vi farà piacere.
ALLIANA.
Il mio piacere più grande, la mia soddisfazione, il mio orgoglio è di poter essere un soldato e un servitore fedele di Vostra Maestà.
FERDINANDO
amabilmente, ma con una punta d'ironia.
In voi... professore Alliana, nell'egregio cultore delle scienze severe non va disgiunto l'appassionato amatore delle arti geniali... Me lo ha detto vostro cugino!
CASTELLUCCIO assai stupito.
Io?... Maestà?...
FERDINANDO spingendo Francesco verso l'Alliana.
Va! Studia di assai buona voglia. Puoi vantarti di avere a tua disposizione i professori più illustri del mio regno, per sapere, per dottrina e per talento.
ammiccando degli occhi al Castelluccio, poi con grande serietà e sussiego.
Cerca di approfittarne... soprattutto per imparare... a star bene a cavallo. Questa, ricordati, è la scienza più importante, per un re. E le lingue! Anche le lingue. Bisogna che un re sappia ben tacere in tedesco, in inglese, in francese... e soprattutto in italiano.
grassa risata. Ride da adulatore anche il Castelluccio: Alliana rimane serio, rigido, in posizione militare.
La celebre _Linda_ del San Carlo, è ospite nostra, con sua sorella... Stasera, prima prova della cantata sacra; domani, prova generale.
FISSANDO ALLIANA.
Voi siete amico di queste due... dame. Me l'ha ditto pure vostro cugino...
CASTELLUCCIO vivamente.
Io?... No, Maestà!
subito inchinandosi.
Io?... Sì... Maestà...
fa cenno all'Alliana di no.
ALLIANA.
Ho avuto l'onore di conoscere la signora Mirabella lo scorso Aprile a Firenze.
FERDINANDO.
Appunto. Incarico voi di condurre quelle due... signore a visitare il palazzo reale, la galleria, la biblioteca.
al Castelluccio.
Tu no. Donna Sofia...
un'altra sghignazzata.
Tu le porterai ccà e basta.
congeda con un gesto Francesco e l'Alliana.
FRANCESCO va innanzi.
CASTELLUCCIO corre sprofondandosi a baciargli la mano. Francesco entra il primo a destra, poi l'Alliana.
SCENA QUINTA.
FERDINANDO e il CASTELLUCCIO.
FERDINANDO appena uscito l'Alliana, ha un impeto di collera contro di lui.
Sai come lo chiamo? Lo scocciatore pedantone! E deve essere anche jettatore.
gli fa contro le corna, dispettosamente. Al Castelluccio.
Guardateli, o anche tu avrai nu gruosso guaio!
CASTELLUCCIO.
Io?... Oh... Maestà! È cugino soltanto di mia moglie!
FERDINANDO.
Tutti pennaruli, sti uffiziali napolitani! E tutti Murattiani! Manco male che io tengo i miei svizzeri!
guarda l'orologio sulla tavola e sospira.
E mo st'auto; 'u seccantone... capa tosta.
al Castelluccio.
Don Taniello faccia entrà!
alludendo al Verolengo.
Vuoi n'udienza proprio ogge? Cinque minute e staie frisco!
congeda il Castelluccio con un cenno.
La prima donna e sua sorella...
guarda ancora l'orologio.
fra nu quarto d'ora tu le fai veni ccà.
Castelluccio via.
SCENA SESTA.
FERDINANDO solo, poi GAETANO che introduce il VEROLENGO.
FERDINANDO sceglie da una cassetta un sigaro napoletano, lo spezza, ne getta una metà nella cassetta, e l'altra metà Faccende sulla fiamma della candela. Cantarella a mezza voce l'aria della _Linda_.
_«A consolarmi affrettati... Momento fortunato...»_
GAETANO annunziando.
Il conte Solaris di Verolengo!
FERDINANDO.
_Linda_ è n'opera bella assaie!
introdotto il Verolengo, Gaetano via.
VEROLENGO inchinandosi.
Maestà...
FERDINANDO voltandogli le spalle continua a cantarellare.
_«In faccia al cielo e agli uomini Tuo sposo diverrò!»_
VEROLENGO.
Vi ringrazio, Maestà, di avermi accordato l'onore...
FERDINANDO.
Sto sigaro è fetente!
lo spezza con rabbia, ne prende un altro, lo rompe, ne accende una metà e l'altra metà l'offre al Verolengo.
È il mio avana preferito. Costa niente, odora forte e fuma assai!... Prendi la candela!
torna a cantarellare, passeggiando su e giù senza guardare il Verolengo.
VEROLENGO depone il sigaro sopra un mobile, fa un altro passo e un altro inchino: poi, con voce più forte, risoluto.
Maestà... Vostra Maestà...
FERDINANDO
si ferma: gli si pianta in faccia duramente.
La Regina sta a letto, come porta il suo stato, ma sta bene; io, ringraziando la Madonna del Carmine e S. Alfonso, sto bene; tu, vedo con tanto piacere che stai bene. Torna n'altra volta. Oggi ho da dare udienza a tre re nel Presepio: Baldassare, Gaspare e Melchiorre! Bon giorno e statte bono!
Si avvia verso l'uscio che mette al Presepio, zufolando la solita aria della _Linda_.
VEROLENGO con impeto.
Chiedo alla Maestà Vostra di volermi ascoltare!
FERDINANDO si volta indispettito.
VEROLENGO.
Ho ricevuto notizie da... Torino.
FERDINANDO si avvicina con un atto d'inquietudine, poi si calma subito.
Da... Torino?.. E a me che importa? Anche mio cugino Carlo Alberto è troppo debole! La debolezza è oggi il figurino di moda per tutti i sovrani! — Ricordati: il mio regno è mio, e me lo governo io; io, che ho più talento di te, di tutti i ministri, io che sono più... Metternich di Metternich!
fissando minaccioso il Verolengo.
No! Piuttosto che mostrare debolezza... vivaddiana, vado a fare il colonnello in Russia in Austria! E poi sei tu, sono questi nobili, questi ufficiali napoletani e siciliani sempre in guerra fra di loro e sempre pronti a far la pace per mettersi contro di me, che sognano mutamenti, che minacciano pronunciamenti!
VEROLENGO sottovoce.
È il popolo. Maestà...
FERDINANDO.
Il popolo ha sempre voluto molto bene a me, a mio padre, a mio nonno...
VEROLENGO.
Il popolo, il grande popolo, il cuore e la mente di una nazione, Maestà, non il popolaccio di Mercatello o di Santa Lucia!
FERDINANDO beffardo.
I pennaruli... I paglietta?... Chisto è 'u popolo? Ah! ah! ah!
serio
Embè?... Io non ho paura di nessuno: non ho paura degli uomini, e l'ho provato.
VEROLENGO ironico a sua volta.
Avete provato, Maestà, di non avere paura anche... di monsignor Cocle?
FERDINANDO alza le mani in atto di terrore.
Monsignore?.. Rispetta Monsignore!... Isso è più assai di un uomo, è la mia coscienza!
VEROLENGO.
E la vostra paura...
FERDINANDO.
Sia! A me l'inferno fa paura, e a te, no?
VEROLENGO.
Se ascoltate Monsignore per l'inferno, allora, ascoltate anche me, perchè voi, Maestà... avete un'altra paura...
FERDINANDO.
Parla comm'aje da parla, parla chiaro.
VEROLENGO fissa Ferdinando, che lo fissa a sua volta.
Tutti concedono, per non cedere; guai se resterete il solo a voler resistere!.. Mi sono messo in diretti rapporti con... Torino.
Ferdinando finge di non capire.
E col vostro pieno consentimento. E vero? Rispondete, Maestà: col vostro pieno consentimento?
FERDINANDO.
Domande ne posso fare soltanto io; tu, questo, non lo dimenticare!
VEROLENGO.
Ebbene, a Torino, le mie speranze, i miei voti, le mie proposte, furono accolte con simpatia... A Torino, dove tra le feste e le dimostrazioni si acclama a Carlo Alberto re Costituzionale mentre a Roma, il nuovo, e veramente Santo Pontefice riconforta alla fede la patria e tutto il mondo con parole di pace, di libertà, di perdono!... Se non volete pensare a Voi, al vostro regno, pensate a vostro figlio, al Principe ereditario che sarà re Italiano di nascita e tutto italiano di sangue. Sangue piemontese, sangue napoletano...
FERDINANDO stizzito.
Neh! Neh! Con tutto chisto sangue!... Prima che il Principe ereditario abbia da... eredità... parla del regno mio, che è soltanto mio, e nun fare, mo 'o jettatore!
VEROLENGO.
Stringetevi coi vostri alleati naturali, in una confederazione, in un solo stato italiano, di tre monarchie, con tre principi italiani, nati in Italia: voi, Maestà, il nuovo Re di Sardegna... il nuovo Papa. Voi l'iniziatore...
Ferdinando rimane scosso.
Voi il reggitore supremo. Formate un solo popolo di queste cento folle disordinate e avrete un grande potere, avrete la più bella pagina nella storia, e sarete amato, adorato come un Dio!.... Oggi la sicurezza del trono, la tranquillità, la forza... e il principio di grandi cose per il domani...
FERDINANDO resta muto, pensieroso.
VEROLENGO.
Che volete fare? Che pensate? Che aspettate, Maestà?
FERDINANDO.
Sappiamo, intanto, che vuol fare e che aspetta 'u re carbonaro?...
VEROLENGO mostrando una lettera.
Stamattina stessa, con un inviato particolare... E autografa...
Ferdinando non capisce,
di sua mano.
FERDINANDO fa per afferrarla.
VEROLENGO pronto la ritira e la ripone in tasca.
No!
inchinandosi profondamente.
Perdonate! Voi Maestà, ed io, leggere insieme, soli... e insieme, soli, rispondere...
FERDINANDO sempre muto e pensieroso, con la mimica delle tre dita della mano, esprime l'idea che gli gira in mente dei tre stati in confederazione, e lui che li domina tutti.
Ma sti pazzi di siciliani e di napoletani... è proprio vero che mi odiano?
VEROLENGO.
Non voi, ma il vostro governo! Abolite gli arbitrii, le ladrerie, le prepotenze, e prima cosa... strappate la polizia dalle mani del gendarme...
FERDINANDO
Del Carretto?
VEROLENGO continuando.
E il potere dalle mani del Monsignore! Scacciate da voi, dal regno monsignor Cocle e tutto l'Ordine!
FERDINANDO spaventato.
Zitto! Vattene! Diventi matto?... Sti discorsi oggi, all'antivigilia di Natale!... Ogge che aspetto ccà Monsignore! Ogge, che m'aggio da confessà? Pe chesto nun te volevo manco vedè!
VEROLENGO.
Ma...
FERDINANDO.
Che ma! Si deve dir tutto in confessione! Nun c'è segreto nemmeno di Stato, per la confessione!
calmandosi.
Torna stasera o domani con la lettera
ammiccando l'occhio.
dell'... autografo! Per otto giorno nun me confesso cchiù. Potremo parlà co' tutto comodo dei fatti nuosti.
congedandolo.
Bongiorno, e statte buono!
VEROLENGO supplicando.
Maestà... Maestà!...
FERDINANDO.
Mo' vattenne!
VEROLENGO.
Ogni ora, Maestà... ogni momento è prezioso!
FERDINANDO suona.
Gaetano si presenta sull'uscio.
FERDINANDO.
'Na carrozza!
GAETANO via.
FERDINANDO.
Stasera si prova la cantata sacra.... aspetto 'a prima donna!
VEROLENGO per insistere.
Ma...
FERDINANDO chiamando.
Tenente Holtmann!
al Verolengo.
c'è chillo stupido del cavalier Andreo e 'u professore pedantone!
TENENTE HOLTMANN si presenta all'uscio del giardino.
FERDINANDO continuando al Verolengo.
Nun t'hanno da vedè!
al tenente Holtmann.
Favorite, per suo onore, di accompagnare voi stesso il conte Verolengo.
dà la mano al Verolengo senza guardarlo in faccia.
Bongiorno e statte bono!
il Verolengo e il tenente Holtmann via.
FERDINANDO rimane pensieroso.
Carl'Alberto è 'nu trasognato... Sto prevetariello vanitoso di Pio IX è nu giocatore d'azzardo...
picchiandosi col dito in mezzo alla fronte.
Io ce tengo dint' 'a capa tanta robicella!...
risata, poi suona.
GAETANO si presenta sull'uscio.
FERDINANDO a Gaetano.
A prima donna, ccà.
GAETANO via.
FERDINANDO torna serio, poi, come risolvendosi.
Embè? Il mondo vuol essere canzonato, e nu re, deve sapere meglio degli altri l'arte di canzonarlo!
scrollando il capo, con un sorriso arguto.
Constitution, rivolution.
SCENA SETTIMA.
GAETANO che introduce ROSALIA, FANNYA e il CASTELLUCCIO, FERDINANDO, poi di nuovo GAETANO e ALLIANA.
FERDINANDO con molta nobiltà si leva il berretto, che butta sopra una seggiola, e dà la mano alla sola Rosalia, senza inchinarsi.
La Regina oggi è leggermente indisposta. Sarete ricevuta domani.
Rosalia, s'inchina con la reverenza.
Vi ringrazio, Signora, di aver ben accolto il nostro invito, e di avere così ottemperato ad un nostro desiderio!
la guarda con l'occhialetto.
ROSALIA inchinandosi di nuovo c. s.
Nel mentre mi sento profondamente commossa e grata per il grande onore ricevuto, sono ben lieta e fiera che la Maestà Vostra si sia degnata di abbassare lo sguardo sopra di me, per rendermene degna, e potere così prendere parte ad una festa che alla Maestà Vostra è particolarmente cara!
CASTELLUCCIO che ha seguito il discorsetto con le approvazioni del capo: sottovoce.
Benissimo!
FERDINANDO.
Neh! Neh! Non stai 'nteatro p'applaudì!
risata, poi cortesissimo.
Cioè, in questo teatro, che è il mio, voglio avere il piacere, finalmente, di applaudirvi da solo; già troppe volte sono stato costretto a confondere il mio plauso con quello di tutto il pubblico. Andreo! Adesso, batti le mani!
risata.
Questa bella signorina... vostra sorella?... Si chiama?
la guarda con l'occhialetto.
ROSALIA inchinandosi c. s.
Fannya...
FERDINANDO maravigliato.
Fannyà?
al Castelluccio.
Sto nomme è nu nomme d'opera! Nun ce sta dinto 'u calannario de santi!
FANNYA pronta, sorridendo.
Invece sì! Ci sta benissimo!
CASTELLUCCIO suggerisce, piano.
Maestà! Maestà!
FANNYA facendo un inchino.
Maestà! Mi chiamo Francesca, da Francesca, Fanny, da Fanny, Fannya!... Ci sta benissimo!
FERDINANDO.
Ci sta benissimo, facenno nu piccolo viaggetto per arrivarci!
al Castelluccio, sottovoce.
Carina 'a piccerella! Don Gaetano, faccia avvertito il capitano Alliana.
FANNYA fa un atto di maraviglia e di gioia.
FERDINANDO.
Il capitano Alliana è un amico vostro?
ROSALIA.
Lo abbiamo conosciuto, Maestà, in villa, dalla Duchessa di Empoli.
FERDINANDO.
Per ciò, ho scelto il capitano Alliana, come vostro cavaliere e vostra guida.
battendo sulle spalle al Castelluccio.
Tu se' troppo nu 'gnorantone. C'è molto da ammirare, oltre il palazzo e il giardino, la galleria, la biblioteca. Il capitano è dottissimo...
a Fannya e a Rosalia, guardandole con l'occhialetto.
ed ama le arti belle... quando sono belle! Vedrete il salone magnifico dei grandi ricevimenti ufficiali: l'ho fatto fare a mie spese...
GAETANO annunziando.
Il capitano Alliana.
introduce Alliana e via.
ALLIANA fatto il saluto resta fermo, su due piedi.
FERDINANDO senza voltarsi continua c. s.
Vi piace la cantata sacra che ho fatto scrivere per voi? È bella assai! Mercadante e Donizetti sono i nostri più grandi maestri!
Siede con un salto sulla tavola e continua a parlare, dondolando le gambe.
Verdi, dopo che ha fatto coll'_Alzira_... come dite in teatro?
FANNYA pronta.
Fiasco.
CASTELLUCCIO suggerendo, piano.
Maestà!
FANNYA.
Maestà, fiasco!
FERDINANDO.
Fias...co. Verdi ha scritto troppa musica; troppa roba! E troppo in fretta! L'organetto non cammina più.
risata.
Voi siete una grande artista, e noi amiamo gli artisti! Tutti i Borboni sono artisti! Mio fratello Leopoldo è scultore; ha fatto persino — la Madonna glielo perdoni — la statua ad un eretico: a Gian Battista Vico! Se avesse fatta 'a vostra, sarebbe stata più bella e di nostro gusto. Invece di farle, io le statue le faccio fa e pe' chesto che sono il re, i miei sudditi me le fanno paga 'n nocchio e anche tutt'e duie!
risata.
Statue... e quadri... Avete sentito parlare di un certo Domenico Morelli?
ad Alliana, senza voltarsi.
Farete vedere i miei quadri del Morelli, capitano professore.
FANNYA sorride, ripetendo sottovoce
Professore...
FERDINANDO continuando.
Questo Morelli,
picchiandosi col dito in mezzo alla fronte
ha molta roba ccà!
correggendosi.
qui! Io gli raccomando sempre: Don Domì, fa dell'arte e non fa della politica! Ma oltre alle arti, bisogna proteggere le scienze. Il primo Congresso degli scienziati a Napoli, l'ho voluto io, e l'ho inaugurato io, con un discorso mio! E che voce! Fui detto il benigno Giove Tonante. Per altro la passiona ca io tengo più grande è per la musica!
con fine ironia.
Anzi, io vorrei ottenere con una legge che nel mio regno, non si scrivesse e non si leggesse più... altro che musica! Conoscete il buffo Casaccia?... Casaciello? Io ce vado pazzo! E voi pure, mi piacete assai!
saltando giù dalla tavola, e facendo cenno al Castelluccio di seguirlo.
Vi ringrazio, Signora, di avere bene accolto il nostro invito!
a Fannya.
Voi, signorina...
FANNYA.
Fannya, Maestà!...
FERDINANDO continuando.
Allora diremo: Francesca, Franceschella... Checchina! Tutti i più bei fiori del mio giardino, sono vostri, prendeteli; la luce li ha coloriti e il sole li ha profumati per la vostra giovinezza.
con un cenno del capo al Castelluccio, sottovoce.
Jammo, Andreo!
via seguito dal Castelluccio, senza salutare, senza dare la mano a nessuno.
SCENA OTTAVA.
ROSALIA, FANNYA, ALLIANA, poi il tenente HOLTMANN e SECONDO UFFICIALE DEGLI SVIZZERI, GAETANO, CARMINE, AGNESE, SERVITORI, CONTADINI, il maggiore MÜLLER e monsignor COCLE. In fine FERDINANDO.
FANNYA con gioia.
Com'è simpatico il Re, e com'è buono! Io ero così inquieta...
a Rosalia.
E anche tu! Invece... Non sembra nemmeno un Re!
a Rosalia, guardandola:
Ma perchè continui anche adesso a non essere allegra, mamm... Sorella, sorellissima mia?...
ROSALIA.
Lo sono, cara. Sono contenta, vedendo te, così contenta e allegra!
FANNYA.
Sì, sì!! Più che contenta! Più che allegra, mi sento felice, felicissima!... Perchè, poi, eravamo rimasti tutti così male impressionati! Un invito a corte, lo abbiamo accolto come una disgrazia! E anch'io!... Ma di riverbero, vedendo le vostre brutte facce!... Non volevate nemmeno condurmi a Caserta! Invece... come mi piace il Re... E la corte! Quel bel giardino, questo bel palazzo e tanto sole da godere con te...
ad Alliana, e a Rosalia
e con te. Pensare che siamo a Natale ed è un giorno splendido di primavera!... Ah come si respira bene a corte!
ROSALIA.
Bambina cara!
ALLIANA.
Sì, tanto cara e tanto bambina!
FANNYA prende prima una mano di Rosalia, poi una mano dell'Alliana, tirandoli verso l'uscio dei giardino.
Andiamo! Andiamo! Andiamo! Andiamo fuori! Andiamo a passeggiare! Andiamo a cogliere tanti bei fiori col signor... professore!
scoppia in una risata.
Professore! E dire che io non ho mai pensato di amare e di essere amata da un pro...fes...sore!... Dio mio, che soggezione!
tocca le labbra con un dito, poi con lo stesso dito indica Alliana, accennando a un bacio.
Più!... Un professore... non ne ho più il coraggio! Più! Più! Più! Soltanto alla Mam...
corre a stringere Rosalia fra le braccia, baciandola forte.
Tutti a mia sorella!
ALLIANA ride.
FANNYA gli va vicino.
O se pure... prima... faremo un patto: non sarò mai chiamata la moglie del signor professore! La moglie del capitano, mi piace molto di più! — Sei in collera?
ALLIANA ridendo stupito.
No! Perchè?
FANNYA
Sii in collera!... Sii in collera!
battendo i piedi per terra.
Lo voglio!
ALLIANA.
Sono in collera!
FANNYA affettuosamente.
Mi fa tanto piacere se sei in collera, così possiamo fare la pace!
gli dà una mano da baciare.
Questa al capitano...
ALLIANA la bacia.
FANNYA gli dà l'altra mano.
E questa al professore!
ALLIANA la bacia ripetutamente.
FANNYA.
Basta! Basta! Basta!
ROSALIA ride, poi ritorna inquieta.
Ma... Alberto?... Dove sarà? Come potremo vederlo?
ALLIANA.
Era qui prima di noi.
ROSALIA.
Dal Re?
ALLIANA.
Sì.
FANNYA.
Andiamo a cercarlo!
ALLIANA.
Non facciamo imprudenze! Lo incontreremo certamente perchè lui stesso cercherà di noi.
ROSALIA.
Dunque, credete proprio... che ci siamo tanto spaventati inutilmente?
ALLIANA.
Certissimo!... Ci siamo un po' montati la testa tutti quanti! Il Re è troppo fiero e superbo. Non vorrebbe mai fingere in questo modo... Voi, non dovete l'invito a corte, altro che alla vostra celebrità!...
ROSALIA.
E al maestro Mercadante!... Ah!.. Che gioia riavere la tranquillità... Vi giuro! Il Mercadante, sarà molto contento di me!
ridendo.
E anche il Castelluccio! Mi lascierò baciar le mani in gran mistero e segreto!
sottovoce ad Alliana.
Molte volte è la nostra coscienza turbata, che dà corpo alle ombre. Non è vero, Vincenzo?
ALLIANA.
La coscienza non c'entra; è l'immaginazione, che vuol far vedere ciò che assolutamente non esiste!
FANNYA.
Vi devo dir io, senza tanta profondità di ragionamento ciò che... penso io?... Se questo Re, così allegro e buono, venisse anche a scoprire che il papà... è il mio papà... non ci mangia nessuno dei tre!... Andiamo, dunque, andiamo! Ma intendiamoci, signora guida, niente gallerie, niente quadri! Tutto il giardino e tutti i fiori! I quadri sono belli, quando piove!
si sente il segnale di una tromba da lontano: poi un altro dalla parte opposta; poi il rullo dei tamburi.
TEN. HOLTM. e il 2º UFFICIALE spalancano la porta del giardino e restano in posizione.
GAETANO dall'uscio a destra, attraversando la scena e fermandosi vicino all'uscio del giardino.
Monsignor Cocle!...
AGNESE c. s. dall'uscio del Presepio.
Monsignore!
CARMINE c. s.
Monsignore!