Il Re burlone: Dramma in 4 atti

Part 2

Chapter 23,389 wordsPublic domain

Quest'uomo forte in mezzo ai deboli, quest'uomo che dice la verità in mezzo al servidorume, che biascica rosari e bugie, se non è amato dal Re, se è odiato dalla Regina e da una corte ignorante, bigotta, ha con sè tutto un partito giovane che vuol far di lui il ministro del Re, — anche contro lo stesso Re; — il ministro non di Ferdinando II re di Napoli, ma, — voglia o non voglia Ferdinando, — il Ministro di Ferdinando Iº re d'Italia, re costituzionale, re indipendente dall'Austria e dalla Francia, e se ci vorrà... Se vorranno del sangue, vivaddio...

ROSALIA fissandolo inquieta.

E Fannya? La mia Fannya? Che cosa volete fare? Che cosa vuoi fare?

ALLIANA.

No! No! V'ingannate! Giuro! V'ingannate!

ROSALIA.

A Fannya! A Fannya, lo devi giurare!

ALLIANA vivamente.

Il Conte Alberto!... Non una parola.

Violento, ma più sottovoce.

Non una parola!

SCENA SESTA.

DETTI, la NINA, il Conte di VEROLENGO, poi FANNYA, in fine, e VOCI.

NINA precede il Verolengo e l'aiuta a legarsi il ferrajolo. Verolengo si toglie i grandi occhiali d'oro: sottovoce a Rosalia.

Sono passato inosservato!

In questo momento si sentono avvicinarsi ed entrano nell'albergo, dove saranno accolti da uno scoppio di evviva e di battimani, due mandolini e una voce che canta la canzone: _Te voglio bene assaie e tu non piensi a me!_ poi lo sbattere del portone dell'albergo, e silenzio.

VEROLENGO.

Travestito come un innamorato..... o come un cospiratore!

baciando la mano di Rosalia.

Innamorato.... sempre. Cospiratore.... mai!

NINA.

C'è giù un... pandemonio!... Si può andare e venire liberamente.

ROSALIA

Sta attenta...

NINA.

Non dubiti!

via.

ROSALIA uscita la Nina afferrando le mani al Verolengo.

Dunque?... Dunque?

VEROLENGO.

Alliana ti ha detto?

ROSALIA.

Che a Caserta ci sono novità?...

ALLIANA.

Ma che il sequestro di questa sera, non ci ha a che fare!

VEROLENGO.

No?...

Fissando Alliana e scrollando il capo.

Anche ripensandoci, parrebbe assolutamente di no! Ma poi, chi lo sa? A corte, le bugie, hanno le gambe così lunghe!... E monsignor Cocle, stende i suoi ragnateli con tale arte invisibile, silenziosa...

ROSALIA si avvicina al Verolengo, fissandolo.

VEROLENGO.

Se non fossero i miei soliti sospetti, dovrei anzi rallegrarmi con te! Domani riceverai un invito da parte di Sua Maestà!

ROSALIA.

Un invito? A me?

VEROLENGO.

Per cantare alle feste del Presepio!

ALLIANA subito, assai stupito.

Voi? Una donna di teatro, invitata a Caserta?

VEROLENGO.

E per di più, durante la novena di Natale!

ALLIANA.

Con il bigottismo della Regina?

ROSALIA.

E del Re!

VEROLENGO.

Appunto! Bisogna aver ottenuto, non soltanto l'assoluzione, ma anche l'approvazione di monsignor Cocle!

ROSALIA impaurita.

Io non ci vado!

più forte

Non ci vado, e non ci vado!

VEROLENGO.

Vorresti invece andare in prigione?... Qui, si fa presto!

ROSALIA.

Mettermi in prigione

parlando afona

perchè sono raffreddata e non posso cantare?

VEROLENGO.

Ma lo avrai preso il raffreddore, perchè le gonne della Linda erano troppo corte!

ALLIANA.

E in tal caso, non andando a Caserta, sareste punita, perchè avete dato scandalo! Questa potrebbe essere la relazione tra i due fatti.

VEROLENGO.

Precisamente: la tela del ragno!

ROSALIA.

Io sono inquieta, inquietissima....

VEROLENGO prendendole le mani.

E forse ti ho spaventata, al solito, senza una ragione!

ALLIANA.

Certo, non bisogna nemmeno esagerare! La Regina è cattiva, la corte è pessima, ma il Re, in fondo, è buono. Ha della nobiltà, della grandezza....

ROSALIA.

E la razza? La razza?... È il nipote di Ferdinando I, quello che faceva amministrare la giustizia dal cardinal Ruffo e da Fra Diavolo! Dei suoi fratelli, uno ha fatto sbranare dai mastini un povero padre disonorato nella figlia! Un altro, si diverte a gettare delle monete nelle vasche d'acqua bollente, per vedere i ragazzi nudi e affamati saltarvi dentro per raccoglierle, un altro...

VEROLENGO.

Ferdinando II è migliore dei suoi fratelli!

ALLIANA.

Ferdinando è il migliore di tutti i Borboni!

ROSALIA.

Ma insomma? Migliore, o peggiore, che cosa può volere da me?

VEROLENGO riflettendo.

Ma... volere il Re... o volere monsignor Cocle? La tua confidenza, o qualche tua imprudenza per poter entrare nella mia vita...

con un'alzata di spalle.

O soltanto la tua celebrità, la tua virtuosità canora, per il santo Presepio, e le mie non sono che ombre!

ALLIANA.

Per altro state in guardia: anche a corte ci sono spie...

VEROLENGO.

Non dire di non conoscermi! Ci siamo veduti a Venezia, a Roma... E se non c'è un invito speciale per Fannya...

Rosalia e Alliana, guardano istintivamente verso la camera di Fannya.

ROSALIA.

La voglio con me.

VEROLENGO.

Tutto al contrario! Non condurla a Caserta!

ALLIANA.

È troppo ingenua e troppo sincera! Resti a Napoli con la Nina!...

VEROLENGO.

E poi, al caso, anch'io ho molti amici...

ROSALIA.

Al caso?... Che caso? Il caso di un tranello... contro di te?

rivolgendosi ad Alliana e fissandolo.

Pensiamoci un po'... freddamente. Per scoprire soltanto che io sono la sua amante, e che Fannya non è mia sorella, ma nostra figlia?...

VEROLENGO.

Certo... per questo, monsignor Cocle, non potrebbe farmi bandire, nè fucilare, ma tuttavia...

ALLIANA.

E se la macchina, invece che contro di voi... fosse montata contro di me?

VEROLENGO..

Contro di te?... Perchè contro di te?

ALLIANA. Anch'io non sono amato a corte. Sono istitutore del Principe ereditario, del figlio di Maria Cristina, per intercessione vostra! Anch'io sono sospettato!

VEROLENGO.

Sospettato?

ALLIANA.

Tutti noi, ufficiali napoletani! Non c'è fiducia a corte, altro che per gli Svizzeri!

ROSALIA.

Sst!... Fannya, per amor del cielo!

VEROLENGOfissando sempre Alliana.

Guardami bene in faccia!

ALLIANA.

Gli Alliana, sono fedeli. Sempre con Dio e per il Re.

VEROLENGO.

La parola d'ordine dei vecchi Murattiani...! Anche con Dio e per il Re, si può riuscire... a farsi fucilare, quando si è dei fanatici o dei pazzi.

A Rosalia.

Ma diglielo anche tu, nel nome di Fannya! Congiure, no! Pazzie, no!

abbracciando Alliana.

Pensa figliuolo, figliuolo! È finita l'epoca delle congiure, delle società segrete, delle sette!... Te lo dico io... vecchio carbonaro!... Tante congiure, tutte fallite per la mancanza di un concetto comune! Un po' di fumo, subito soffocato nel mare del più nobile sangue!

ROSALIAad Alliana con le lacrime nella voce.

Pensate a Fannya!... Pensate alla povera Fannya!

VEROLENGO.

Un concetto comune, bisogna avere! Invece... chi vuole la repubblica come

a Rosalia.

quel tuo maestro Savoldi! Chi esalta e vede la salute in un altro Re, e chi

ad Alliana.

con un buon colpo di mano, spera di poter cambiare la testa a Ferdinando, senza punto riflettere che in questo giuoco è assai più facile il perdere la propria!... Nessuno, intanto, pensa a volere ciò che tutti dobbiamo volere, un'Italia, l'Italia!...

ALLIANA accenna di si, col capo.

VEROLENGO afferrandogli una mano.

Allora... Hai fede in me? Tento anch'io con la persuasione... Preparando i fatti con le alleanze...

risoluto.

Ma non più pugnali e non ancora i fucili! Nel dar vita a una nazione, il pensatore dev'essere l'avanguardia del soldato! È il libro che prelude alla battaglia e alla vittoria, e oggi, il Primato del Gioberti, è letto, è divorato come un romanzo, anche a Napoli, anche a corte, non dal Re... il Re non legge niente, ma dalla stessa madre del Re!... Non più le piccole rivoluzioni, moti convulsi che denotano la debolezza di un infermo... invece... un'idea grande, sola, da rendere limpida, chiara, un'idea, che tutti devono comprendere, che tutti devono amare, non i fratelli nell'ombra, ma un popolo intero alla luce piena del giorno!

ALLIANA ironico.

Il popolo?... Quale? I sanculotti o i lazzaroni?

VEROLENGO.

Il popolo, del quale noi pure siamo parte e dobbiamo far parte! È soltanto quando è respinto, o respinge l'aristocrazia dell'intelligenza, che il popolo diventa plebe.

baciando Alliana sui capelli.

Ragazzo! Ragazzo!... Figliuolo! Dammi la tua parola... giura...

FANNYAsull'uscio della sua camera: caccia fuori appena la testa, tenendosi nascosta fra le tende.

Bravo, papà! Bravo signor capitano!... E brava anche la mammà-sorellina! Bravissimi tutti!

VEROLENGOcorrendo per abbracciarla.

Fannya!

FANNYA.

No!... No! Impossibilissimo!

ROSALIA.

L'ho detto che l'avreste svegliata!

FANNYA.

Sono... impresentabile! Ho sentito la tua voce e quella del signor Capitano!... Credevo di sognare... invece, mi sono accorta dal lume che ero sveglia... Ho fatto un salto dal letto e sono qui

con una risatina.

così!

ROSALIAsottovoce ad Alliana.

Per lei! Per lei! Promettete, giurate ad Alberto...

FANNYA.

Mamma, anzi, signora madre, perchè non mi hai detto niente?

ROSALIA.

Non sapevo...

VEROLENGO.

Non credevo, stasera, di poter essere libero!

ALLIANA.

Anch'io sono venuto tardi!

FANNYA.

Al babbo soltanto perdono, e mando un bacio!

gli manda un bacio con lo schiocco delle labbra.

Con lei...

ad Alliana.

collera grande e prolungata!

a Rosalia.

Con te, poi... Non ti chiamerò più Rosalia, sorella, ma sempre mamma, mamma, mammà!

ROSALIA.

Non volevo svegliarti!

FANNYA.

To'!... Non mi son svegliata lo stesso?.. Uff!... Sono stufa di dormire, sempre dormire!...

VEROLENGOad Alliana, sottovoce.

Pensa che tanta felicità, quella vita tenera e delicata è nelle tue mani...

ALLIANAsi avvicina a Fannya, vivamente.

FANNYA.

Alt! Capitano! E indietro, front!

cantarellando e sorridendo.

Non si può! È arrivato tardi... Non mi ha fatto chiamare...

ALLIANA.

La mano, almeno...

FANNYA.

Non si può!

sparisce dietro le tende.

Si odono le VOCI che escono dalla locanda.

VOCE DI UOMO.

Bonanotte, Don Antò! Jammo ca è tarde!

VOCE DI DONNA.

Bonanotte! Ce vedimmo domane.

VOCE DI UOMO.

Bonanotte!

ROSALIA.

Si chiude!

VEROLENGOad Alliana.

Andiamo!

ROSALIA.

Fate presto!

FANNYA

cacciando fuori la testa fra le tende: crucciata.

Adesso poi no, no, no...! Fermatevi!

SCENA SETTIMA.

LA NINA E DETTI.

NINA entra e fa cenno al Verolengo e all'Alliana di andarsene.

È il buon momento...

FANNYA.

Cattivi!... Tutti!... Almeno... salutatemi bene! E domani?... Pensa, babbo, sono gli ultimi giorni!

VEROLENGOavvicinandosi a Fannya.

Te lo prometto, cara! Domani, di giorno e di sera!

FANNYA.

E il signor Capitano, non promette niente?

ALLIANA.

Sì! sì! Domani! Sempre!

FANNYAsporge il capo fra le tende verso il Verolengo che le dà un bacio: poi stende la mano all'Alliana.

A lei... la mano...

ALLIANAgliela stringe, con grande affetto.

FANNYA.

Anche da baciare!...

tenendo sempre stretta la mano dell'Alliana

No! Non ti lascio andare! No!...

ALLIANAfa per baciarle i capelli.

FANNYAsparisce di nuovo dietro le tende.

Si sente una sua allegra risatina.

Buona notte!

VEROLENGOspingendo Alliana verso l'uscio.

Andiamo!

FANNYAchiamando e, di nuovo, sporgendo il capo c. s.

Vincenzo!

ALLIANAsi ferma: si volta.

FANNYA.

«Te voglio bene assaie... E tu, — proprio tu! — non pienze a me!»

Alliana e Alberto via, seguiti dalla Nina.

SCENA OTTAVA.

FANNYA e ROSALIA.

FANNYA in sottanino, con le spalle coperte da uno scialletto bianco. Corre alla finestra; l'apre... Prende due camelie, una bianca e una rossa, le lega insieme, prima con un filo, poi con due capelli che si strappa rapidamente, corre di nuovo alla finestra e aspetta.

ROSALIA.

Che fai?

FANNYAnon risponde: guarda dalla finestra: ad un tratto getta giù le due camelie.

ALLIANA d. d.

Ah!... Buona notte!

FANNYAcorre a gettarsi tra le braccia di Rosalia, stringendola, baciandola appassionatamente.

Oh, mamma! Gli voglio tanto bene! Tanto, tanto da morirne!

FINE DELL'ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO.

A Caserta nel palazzo reale. — Grande sala terrena, arredata con mobili, non ricchi, ma di vecchio stile. Un grande uscio dal quale — quando è aperto — si vedrà il giardino e due ufficiali del 2º reggimento degli Svizzeri, che vi stanno di guardia. Tutta la sala è piena di oggetti destinati al Presepio: ricchi pupazzi rappresentanti la Madonna e S. Giuseppe; una greppia; un bue e un asinello. Sopra una tavola, il pupazzo di Re Baldassare e un bambin Gesù nudo, che deve essere messo nella greppia come in una culla. Un mucchio di fieno. Sulla tavola un orologio, grande.

SCENA PRIMA.

FERDINANDO II, è in maniche di camicia, con i pantaloni da Colonnello del reggimento Re e il berretto in testa; fuma mezzo sigaro napoletano, mentre sta accomodando il pupazzo che rappresenta Re Baldassare, ancora senza manto e senza corona. CARMINE e AGNESE sono intenti ad adornare la greppia di fiori, a riempirla di fieno; e a suo tempo, vi mettono dentro, come in una culla, il bambin Gesù.

FERDINANDO all'Agnese.

Damme 'a corona e no chiovo!

AGNESE prende una corona, una scatola di chiodini e li porge a Ferdinando, senza inchinarsi.

Ao comanno vuosto, Maestà...

FERDINANDO mette la corona in testa al pupazzo e la ferma con un chiodino.

Così! Mo' sta corona nun t'a levano chiù da capa, né Piemontese, né Giacobine, né chillo prevetariello framassone di Pio IX.

ad Agnese che poi Io imita, facendosi il segno della Croce.

Sarvamoce l'anema

fa le corna.

e scansammo 'a jettatura!

ad Agnese con comica prosopopea.

Dammi il manto reale... e la mia tunica!

AGNESE gli dà il mantello del pupazzo e l'aiuta a vestire la tunica.

FERDINANDO.

Vattene alla tua greppia.

mentre Agnese si volta per andarsene, Ferdinando le dà un pizzicotto.

AGNESE fa un piccolo grido.

FERDINANDO voltandosi al giardiniere.

Hai sentito Don Carmine? Stu re Baldassare, tene na voce de femmena!

sghignazzata: fa dondolare la testa al pupazzo.

Movi 'a capa!... Benissimo!

si volta verso il giardino, e con piglio di comandare la manovra e facendo con le mani tromba alla bocca, si metta a gridare:

Comando ioo! Aavanti!

TEN. HOLTMANN e SECONDO UFFICIALE

aprono l'uscio del giardino e fanno il saluto militare.

FERDINANDO all'Agnese e a Carmine.

Che bel timbro, forte!... E sti avvocati, sti paglietti pennaruli vanno dicenno che il Re Ferdinando «ha la voce chioccia!»

più forte c. s.

Coomando io!... Avanti!

SCENA SECONDA.

Il principino FRANCESCO entra dal giardino passando in mezzo al tenente HOLTMANN e al SECONDO UFFICIALE seguìto dalle tre bambine, MARIA ANNUNZIATA, MARIA IMMACOLATA E MARIA DELLE GRAZIE. FRANCESCO dà la mano alla più piccola e corrono tutti fra le gambe di FERDINANDO, gridando allegramente. Il TENENTE HOLTMANN e il SECONDO UFFICIALE richiudono l'uscio.

FRANCESCO.

Papà!

MARIA IMMACOLATA.

Papà!

MARIA ANNUNZIATA.

Papà!

MARIA DELLE GRAZIE.

Papà!

FERDINANDO ridendo.

Papà, papà, papà, papapapà!

prende una bimba fra le braccia e la bacia teneramente.

Nicchia, Nicchietta, vuoi fare Din Don?

la fa dondolare tenendola per le braccia.

Dinn... Donn!...

TUTTI I BAMBINI insieme.

Dinn donn! Din don! Din don!

FRANCESCO osservando il pupazzo.

Questo è un re?

FERDINANDO.

Uno dei re Magi. Sua Maestà, Baldassare!

FRANCESCO.

E allora, gli altri due?

FERDINANDO.

Re Gaspare e 'o Re Melchiorre?

FRANCESCO.

Dove sono?

FERDINANDO.

In viaggio per il Santo Presepio! Re,

Baldassare, che è più vecchio, cammina più piano!

risata.

E adesso, attento Lasà.

a Francesco: poi alle bambine.

Attenta Nicchia, Pettita, Ciolla!

con piglio militare.

Attenti!

fa dondolare la testa del pupazzo.

UNA DELLE BIMBE.

Dice sempre di sì!

FERDINANDO facendo la lezione.

E perchè dice sempre di sì? Ricordatevelo bene: dice sempre di sì, perchè è un re che ha la testa di legno!

ride rumorosamente.

VOCE DI DONNA di dentro, dal piano superiore.

Annunziata! Maria!...

FERDINANDO.

Mammà! Presto, mammà!

si avvicina all'uscio.

Mò vengono!

spinge dentro le tre bambine.

Jammo! Jammo!

ferma Francesco, siede, lo prende sulle ginocchia accarezzandolo affettuosamente.

Dunque, Ciccì, è stato buono il dejuné?

FRANCESCO.

Sì, papà. Lasagne al pomodoro!

FERDINANDO.

Ma prima, neh?... Tutte le orazioni?

FRANCESCO.

Per te, per mammà, per il Papa...

FERDINANDO correggendolo.

Per il povero Papa, che non sa quello che si fa...

FERDINANDO bacia Francesco, poi si alza, e ammiccando dell'occhio gli indica il pupazzo.

E chillu llà... perchè dice sempre di sì?

FRANCESCO.

Perchè...

guarda Ferdinando: non sa che rispondere.

FERDINANDO.

Embè? Pecchè?... Pecchè a 'a capa?...

stizzito.

Perchè ha la testa di legno!

cacciandolo dentro l'uscio con una sculacciata.

Lasà, Lasagnone!

Francesco, via, scrollando il capo.

Neh! Carminiello!

CARMINE voltandosi e inchinandosi.

Maestà?

FERDINANDO strizzando l'occhio furbescamente.

N'à d'aspetta tiempo primma d'essere isso 'u re! Imparerà! Imparerà!

voltandosi.

Che c'è, don Taniello?

SCENA TERZA.

GAETANO poi il CASTELLUCCIO.

GAETANO inchinandosi profondamente.

Sua Eccellenza, il cavaliere Del Castelluccio domanda se Vostra Maestà...

FERDINANDO interrompendolo.

Andreo? Viene 'nnanze! Buon giorno!

Gaetano, via.

CASTELLUCCIO con un profondo inchino.

Ringrazio umilmente Vostra Maestà! Posso osare di chiedere le notizie di Sua Maestà la nostra graziosa Regina?

FERDINANDO

Sta... comm'una c'à da partori' da nu giorno all'altro. Nu figlio è sempe nu guaio anche pe' la Regina che ci ha fatto l'abitudine.

ridendo e battendogli sulle spalle.

Se avessi da fare nu figlio tu che nun nce hai l'abitudine, staresti molto peggio!

AGNESE ride sguaiatamente.

ride anche CARMINE.

CASTELLUCCIO si sente offeso.

FERDINANDO.

Sei venuto in ferrovia?

CASTELLUCCIO.

Sempre! Sempre con la vostra ferrovia, Maestà!

FERDINANDO.

Bravo, Don Andreo! La ferrovia l'ho fatta a spese mie, e m'è costata assai; l'utile è pure mio. Chi viene a Caserta in carrozza, mi fa torto e non vede il Presepio. Hai portato la prima donna?

CASTELLUCCIO accennando affermativamente con un inchino.

E anche sua sorella, Maestà.

FERDINANDO.

Assèttate!

sedendo, si volta all'Agnese ammiccando con gli occhi.

Porta ccà na seggia!

CASTELLUCCIO fa per sedere.

FERDINANDO gli leva di sotto la sedia.

CASTELLUCCIO che era già stato vittima di questo scherzo, resta sospeso, mezzo in piedi, mezzo seduto, e guarda Ferdinando con un'occhiata furba.

FERDINANDO

indispettito lo raddrizza con una piccola pedata.

Tu sì troppo intelligente... ccà.

Carmine e Agnese ridono: il Castelluccio rimane imbronciato.

FERDINANDO voltandosi.

Avete finito?

CARMINE.

Faccio lesto lesto...

FERDINANDO.

Porta 'a Madonna, 'i santi, 'u bambino, tutto 'o presepio, ca mo' vengo pur' io. Portate anche 'u bove e 'u ciucciariello

Indicando prima l'asino di legno, poi il Castelluccio.

Chillo là... No chisto ccà!

Agnese torna a ridere.

CASTELLUCCIO s'imbroncia sempre di più: Carmine e Agnese, durante la scena, portano via, a mano a mano, tutta la roba del Presepio.

FERDINANDO

vedendo che il Castelluccio è accigliato, lo accarezza.

Ti sei offeso? Io ti voglio bene, e scherzo... Gnesella, viene ccà! Il cavaliere Andreo, si è preso collera!

AGNESE baciando la mano al Castelluccio.

Cavaliere, Eccellenza...

CASTELLUCCIO guardandola sorridendo.

Ridi! Ridi!... Sei bella... ti perdono!

Agnese va via ammiccando a Ferdinando. Castelluccio piano a Ferdinando.

Era una bella donna anche la prima, ma questa seconda moglie del giardiniere, è ancora più...

fa il gesto come per indicare più grassa, più forte.

più bella!

FERDINANDO per cambiar discorso.

La sorella della prima donna, canta essa pure?

siede e fa sedere il Castelluccio.

Assèttate.

CASTELLUCCIO.

No, Maestà. È ancora quasi una ragazzina! Non si vede mai: io non l'avevo mai veduta, e ho dovuto insistere molto per poterla condurre con noi. Ho dovuto far ben capire alla signora Mirabella che un invito di vostra Maestà, è un tale segnalato onore, che non è possibile il rifiutare.

FERDINANDO.

E stata 'na penzata di Monsignore...

CASTELLUCCIO con grande ossequio.

Di monsignor Cocle?

FERDINANDO accennando di sì col capo.

... Quella di fare intervenire la celebre prima donna del San Carlo alle feste del mio presepio.

si leva il berretto e lo tiene fra, le mani: parla con religiosa unzione, come se parlasse Monsignor Cocle; il Castelluccio ne segue le parole movendo devotamente il capo e le labbra.

Il fine imperscrutabile della infinita bontà di nostro Signore ci ha messi quest'anno a dura prova con i disastri del terremoto e dell'eruzione del Vesuvio. Sant'Alfonso De' Liguori, onde placare la collera del Cielo, e propiziarlo all'indulgenza ed al perdono, impone alla Maestà Vostra, valendosi della mia indegna persona, penitenze più severe nella santa ricorrenza del Natale, e feste più solenni e più grandiose, in onore del Santo Presepio!

torna a mettersi il berretto in testa e cambia tono.

Ho dato commissione al maestro Mercadante perchè scriva un'apposita cantata sacra con coro e con soli per voce di soprano.

FRANCESCO e le tre bambine passano fuori dall'uscio del giardino, saltando e tenendosi per mano.

Jammo! Jammo! Jammo! Larà-larì-larela! Jammo! Jammo! Larì, larè, larà!

FERDINANDO si alza furioso e prendendo un frustino, corre minacciando sull'uscio.

Stateve zitti, guagliù, ca mammà sta malata!

si rimette a sedere — al Castelluccio, arrabbiato.

Assèttate!

Quando il Castelluccio è seduto, gli dà una frustata nelle gambe.

Tira 'nnanze!

CASTELLUCCIO

cacciando spaventato le gambe sotto la sedia.

Io?... Maestà!

FERDINANDO.

Non mi stave dicenno che sta celebre Mirabella è la tua innamorata?

CASTELLUCCIO

schernendosi e spaventato dal frustino.

Oh!... Maestà!

FERDINANDO frustandogli le gambe.

E che ci vai di giorno?... E che ci vai di notte?...

CASTELLUCCIO

si alza, si ritira, salta, supplica, piange, si contorce.

FERDINANDO continuando ad inseguirlo e a frustargli le gambe.

E donna Sofia te va cercanno 'ncappa e sotto, disperata, arrangiata, gelosa!

scoppiando in una grande sghignazzata.

Piezzo de stupido, è uno scherzo! Sei troppo brutto e troppo vecchio p' avè 'a 'nnamurata!

Di nuovo con collera, pestando il piede per terra.

E non piangere! Diventi ancora più brutto!

Cambia tono; diventa nobile e dignitoso.

Cavaliere del Castelluccio: recatevi subito, a mio nome, da quelle due dame; annunziate che Sua Maestà il Re, si compiacerà di esprimere loro il suo sovrano gradimento. Aie capito?