Chapter 16
--Io li avevo inseguiti...--continuava il Carminati.--A un certo punto dovei fermarmi... Un cadavere era disteso sull'erba... Gli accostai la lanterna e vidi che aveva la testa sfracellata da un grosso colpo di bastone. Era di sicuro un complice pericoloso, del quale i ladri avevano voluto sbarazzarsi... Pensai a incarnare una idea, che da molto tempo mi angustiava... I rimorsi del delitto da me commesso nel Vicolo della Luna non mi lasciavano più tregua... Vestii il cadavere, de' miei panni e lo gettai nel fiume... Stetti poi alcuni giorni errante per la campagna... Seppi che mi si credeva morto... Una notte scura, burrascosa, potei traversare il confine... Mi recai a questo convento... Chiesi di poter lavorare... e fui adoperato in alcune faccende... portar legna, tirar acqua, zappare l'orto... Pochi mesi dopo, riuscii a farmi accettare come converso, e vestii l'abito... Lina era avvisata... Ci eravamo proposti in un modo o nell'altro di far risaltare l'innocenza di Nello... Dio mi aveva toccato il cuore... Ho fatto la più dura penitenza del mio delitto, ed ero pronto ad espiarlo anche con la confessione, se non fossimo riusciti a salvare Nello in altro modo... Guardami--concluse il Carminati, indirizzandosi a Lucertolo--e vedrai se ho sofferto!
Lucertolo taceva, tutto assorto nelle sue meditazioni.
Si accostò a Lina dopo un istante, e stendendole la mano, disse in modo solenne:
--Hai fatto le tue riflessioni sulla mia domanda... Vuoi dunque sposare il capo-agente Lucertolo?... Io ho già ricevuto la mia nomina!
Lina impallidì, e non rispose; ma guardava il fratello, e si sentiva impietosire dal misero stato di lui.
--Se tu acconsenti--ripigliava il capo-agente--Lucertolo servirà prima te per tutta la vita e poi la polizia... Tutti gli sforzi, che ho fatto sin ora per scuoprire la verità circa il delitto del Vicolo della Luna, li raddoppierò perchè la verità rimanga sempre, come rimarrà se tu vuoi, occulta... Parla?
Una conversazione concitata, a mezza voce, durò per alcuni minuti tra il frate, il birro e Lina.
--Acconsenti?--disse alla fine Lucertolo, quasi inginocchiato dinanzi alla appetitosa e robusta ragazza.
Il Carminati faceva un cenno di adesione alla sorella.
--Acconsento!--replicò Lina, tutta sfavillante di un malizioso sorriso.
--E lo giuri?--domandò Lucertolo.
--Lo giuro!
--Quando potrò entrare in servizio... attivo?--insistè il birro, gongolante.
--Ai primi freschi... in ottobre--soggiungeva Lina con un'espressione sempre più furbacchiola.
Rimasero una mezz'ora insieme tutti e tre, divisando come dovessero regolarsi, disponendo tutte le cautele per l'avvenire.
--Addio, Bobi!--disse Lina accomiatandosi.
--Addio, sorella!--soggiunse il frate.--E da qui innanzi non ci vedremo mai più... Io sarò veramente morto per tutti: e, quando venga la mia ora, sarò seppellito laggiù nel cimitero del convento, dove non si scrive nessun nome sulle fosse, in segno della nostra umiltà... Alcuni frati si ricorderanno forse di me, per qualche tempo, col finto nome che ora porto.
--Addio, _Marrone_!--disse Lucertolo, dando al Carminati il nomignolo che egli aveva da pompiere.--_Marrone_ frate!... chi l'avrebbe mai detto?...
--Addio--ripetè il frate, stringendo loro la mano.--Rammentate che Bobi Carminati è morto... e la preghiera contrita di Fra Leone salirà al cielo per voi!...
Proferite queste parole, il frate rientrò nel convento e serrò dietro di sè la porta pesante.
Lina e il capo-agente Lucertolo, tenendosi per mano, scesero, saltellando, l'erta.
XXXI.
Un mese dopo in una chiesa di Roma si celebrava con gran pompa il matrimonio fra Antonietta e Roberto: ufficiava un arcivescovo cattolico in tutto lo sfarzo de' suoi ricchi paramenti.
Due vecchi erano inginocchiati vicino agli sposi: Agatina ed Enrico.
Il sì fu pronunziato da Roberto e Antonietta con profonda commozione.
I loro cuori, che battevano concordi, amantissimi, non dovevano disgiungersi mai nella vita: un amore immenso li esaltava, li faceva palpitare; erano contenti della loro passione, dei grandi, terribili ostacoli superati.
Era stato fortemente combattuto il loro amore ma, nella sua potenza, usciva vincitore da tutti gli ostacoli.
Ormai la felicità li aspettava e quale felicità!
E sui primi dell'autunno fu celebrato con assai minor pompa, ma con più clamore e con non minore allegrezza, il matrimonio fra Lina e Lucertolo, matrimonio dal quale nacquero due figli, che sono oggi tra i migliori agenti della polizia, e il cui nome è spesso citato con elogii.
Intrepidi, ingegnosi, giungeranno essi ad occupare tra poco un grado più elevato di quello a cui giunse, dopo tante fatiche, il loro strano e bizzarro genitore Lucertolo?
FINE