Il piccolo santo: Dramma in cinque atti

Part 5

Chapter 53,652 wordsPublic domain

Ma io mi annoio di rimaner sequestrato in quelle topaie!...

DON FIORENZO

_(accompagnandolo, fino all'uscio, con un braccio sulla spalla)_ Ti metterai a passeggiare sul terrazzino e guarderai le rondini che s'inseguono. Non ti pare abbastanza divertente nemmeno questo?

GIULIO

_(uscendo triste e svogliato)_ Sì, divertentissimo.... Te ne ringrazio!...

SCENA V.

DON FIORENZO

_(chiude. Indi, si fa grave, preoccupato, e appare anche alquanto a disagio e disorientato. — Ma a un tratto intensifica il suo pensiero e il suo proposito. Si rianima, si rieccita, e comincia vivamente:)_ Ciò che sto per dirvi, figliuola mia, ha un'importanza che forse non saprò esprimere. Io vi esorto a intenderla, a sentirla, escludendo dalla vostra mente il dubbio che il mio affetto fraterno e la mia esaltazione ingrandiscano il vero. C'è un fatto della cui autenticità _io_ mi rendo garante verso di voi. Giulio v'idolatra! Certo, nè io nè voi lo avremmo creduto suscettivo di questa idolatria, di questo meraviglioso amore che tanto si eleva dal basso livello di tutte le sensazioni e di tutti i sentimenti che la consueta mediocrità umana suole agguagliare all'amore. E io vi rivelo, oggi, l'uomo eletto che si è rivelato a me pocanzi, e davanti al quale, con devota ammirazione, io avrei voluto inginocchiarmi. Pensate, Annita! Pensate. È per voi che egli è uscito da quella mediocrità in cui era sempre vissuto, è a voi che egli deve di essersi nobilitato, è a voi che egli deve d'aver sollevato il suo istinto a una magnifica aspirazione!...

ANNITA

_(impressionata, ombrosa, quasi impaurita)_ Ma io... non ho fatto nulla perchè ciò accadesse.

DON FIORENZO

E chi ne dubita? Il potere che una donna esercita sopra un uomo non emana dalle azioni di lei e nemmeno dalla sua volontà. È qualche cosa di ineluttabile che non ha nè cause, nè misura, nè freno, e che si compie con la stessa ineluttabilità con cui si compiono tutte le altre forze che governano il creato. Voi, così timida, così solinga, così involontaria, così immota nell'atmosfera dell'umanità, siete stata l'unica donna che lo abbia fortemente e nobilmente innamorato. Il caso..., credete a me,... non è eccezionale. _(Gli manca per un istante la lena. — Poi continua:)_ Ma, intanto, è così bello che non può lasciare indifferente una donna come voi. Nulla avete fatto, voi, perchè accadesse ciò che è accaduto, e appunto questa è la ragione — se anche altre non ce ne fossero — per la quale ciò che è accaduto... deve conquistarvi.

ANNITA

_(in un tono pauroso)_ Conquistarmi?!... Conquistarmi, no.

DON FIORENZO

La vostra stessa bontà, la vostra stessa purezza, tutte le vostre virtù, vi trarranno verso l'uomo che le ha sapute rintracciare nei vostri silenzii, che le ha sapute circondare di un sogno tenero e ardente....

ANNITA

_(temendo e difendendosi)_ No, Don Fiorenzo!... Io sono molto grata al signor Giulio; ma, oltre della mia gratitudine, che può sperare egli?... che può sperare da me?... Diteglielo voi che si dia pace e che non me ne tolga.... Diteglielo voi che si allontani... che si allontani... che se ne vada!...

DON FIORENZO

_(come incalzato da un acuto tormento indeterminabile)_ Voi lo scacciate?!... Lo scacciate come se egli volesse recarvi offesa?... come se egli volesse contaminarvi?...

ANNITA

Io non lo scaccio.... So bene che avrei torto di scacciarlo. _(Smaniando e stentando a precisare le sue idee)_ Ma mi sembra... che dovrebbe allontanarsi per la sua tranquillità... se è vero che egli è tanto preso di me... come voi mi assicurate....

DON FIORENZO

Io non lo farò muovere di qui, Annita, e voi dovete accoglierlo fiduciosamente, dovete accoglierlo con tutta la dolcezza di cui il vostro animo è capace....

ANNITA

Cercherò d'indurlo a rassegnarsi....

DON FIORENZO

Ma no! Non è questo che io voglio.

ANNITA

Gli sarò amica affettuosa....

DON FIORENZO

Non è questo ch'io voglio!...

ANNITA

L'amicizia è pur sempre una cosa gentile, è pur sempre una consolazione....

DON FIORENZO

La vostra amicizia non sarebbe che una irrisione per lui, che palpita, soffre, s'inebbria sotto il dominio della vostra persona inconsapevole. L'amicizia, no! no! no! Non è questo che io voglio!

ANNITA

E allora?!...

DON FIORENZO

_(diventando, immediatamente, solenne nella persona e pur quasi umile nella voce)_ Annita, mio fratello, per mezzo mio, vi supplica... di essere la sua sposa.

ANNITA

La sua sposa? _(Sostenendosi al tavolino ha appena il fiato per articolare qualche parola, a cui cerca di dare un accento di volontà ferma e decisiva)_.... No.... Questo non è possibile!... Non sarà possibile... mai!

DON FIORENZO

_(la osserva con una fissità in cui convergono il suo pensiero, il suo udito e la sua vista. Indi le chiede lentamente:)_ E desiderate che io gli riferisca sùbito la vostra risposta?

ANNITA

_(abbandonandosi, esausta, sopra una sedia)_ Sì.

DON FIORENZO

Sta bene. _(Dopo averla, ancora, osservata lungamente, prende una sedia, le siede vicino — e ricomincia a parlarle pacato, insinuante, con paterna intimità.)_ E se io vi dicessi, Annita, di non esser convinto che voi non possiate, più tardi, pentirvi del vostro rifiuto?

ANNITA

Crederei di trovarmi, oggi, innanzi a una persona che non mi conosce, non dinanzi al mio confessore, che legge ogni giorno nella mia coscienza.

DON FIORENZO

Alla vostra coscienza sfugge assai di frequente quello che si chiude nell'enigma del vostro spirito. Limitandomi a leggere in essa, ignorerei di voi tutto quello che voi medesima ignorate. Io vi ho scorti, dianzi, sul viso, i segni di una intima lotta, che appunto sfuggiva alla vostra coscienza. Era una lotta inconsciente e confusa, ma tale che tutte le vostre fibre ne risentivano, torcendosi come fili d'erba sopra un suolo arroventato. E, quando vi ho chiesto categoricamente se dovessi riferire a mio fratello il vostro diniego assoluto, voi avete fatto cadere dal labbro un triste monosillabo, abbattendovi come se, insieme, fosse irreparabilmente caduta tutta la vostra vita.

ANNITA

Perdonatemi, ma voi... date un'interpretazione erronea a una mia sofferenza passeggera. Siete stato voi che mi avete messa al supplizio. Io ho dovuto lottare contro il vostro fervore, contro la vostra insistenza.... Perciò soffrivo tanto!

DON FIORENZO

Ma avreste ugualmente sofferto per negare la vostra mano a un altro uomo,... a un altro innamorato, del quale io fossi stato l'interprete con la stessa insistenza, con lo stesso fervore?

ANNITA

No.... Avrei sofferto meno.... _(Correggendosi)_ Mi sarebbe stato meno penoso.

DON FIORENZO

E questo non basta a farvi sospettare che amate mio fratello?!

ANNITA

Ma io non so amare, non posso amare.

DON FIORENZO

Voi, oramai, lo amate, Annita, e, secondo me, cominciaste ad esserne conquistata fin da quando lo conosceste. Io ricordo che, raccontandomi, talvolta, nella confessione, i colloqui a cui egli vi induceva con pretesti meditati, mentre le vostre parole volevano dinotare una costante serenità, voi eravate molto commossa. Parlavate così fiocamente che si sarebbe potuto credere che temeste d'essere ascoltata dall'aria. Eppure, quel susurrio sommesso non dissimulava al mio orecchio, come forse al vostro, la singolare commozione della vostra voce.

ANNITA

Se di quei colloqui io mi fossi compiaciuta, ve l'avrei detto.

DON FIORENZO

Sentivate, per altro, il bisogno di confessarvene!

ANNITA

Mi pareva che sarebbe stato meglio evitarli. E siccome non avevo questa energia, me ne confessavo... sperando da voi una proibizione per la quale li avrei immancabilmente evitati.

DON FIORENZO

Speravate una proibizione da me?!...

ANNITA

Sì. L'aspettavo, anzi.

DON FIORENZO

_(con un forte sobbalzo di maraviglia)_ E perchè?!... Io non mi son mai proposto d'impedire nè che vi si amasse, nè che voi v'innamoraste!

ANNITA

Ma da quando venni a pregarvi di aiutare la mia povera anima che andava a tentoni in una oscura solitudine, voi l'aiutaste avvicinandomi a Dio, come voi, insieme con voi. La vostra fede incrollabile creò in me la persuasione profonda che non c'è salvezza fuori di Lui. Il vostro pensiero distaccò il mio da ogni miseria della terra, lo innalzò, lo purificò. Io provai ben presto una letizia senza paura, senza dubbi, senza restrizioni,... e nessun sentimento terreno avrebbe potuto mai più trionfare di me!

DON FIORENZO

_(invaso a poco a poco dal terrore della verità)_ Ma, dunque?!... Il responsabile del rifiuto che avete opposto a mio fratello sono io!?

ANNITA

_(con inconscienza)_ No....

DON FIORENZO

Ma sì! Questo è evidente! Questo è evidente!

ANNITA

E se anche fosse?... Il signor Giulio si persuaderà che tante donne sono più di me meritevoli del suo immenso amore, e guarirà, mi dimenticherà. Di che vi rammaricate?

DON FIORENZO

_(scoppiando di angoscia)_ Io mi rammarico di essere il suo nemico, mi rammarico di essere il vostro oppressore!

ANNITA

Il mio oppressore voi, che mi avete assicurato un bene infinito?!

DON FIORENZO

Il più funesto degli oppressori! È una REALTÀ terribile che non avevo mai veduta, e me la fanno vedere adesso le parole semplici con cui avete finalmente giustificata la vostra resistenza! _(Disperandosi)_ Me la fanno vedere flagrante! Me la fanno vedere incontestabile!...

ANNITA

Ma che vi hanno detto le mie parole?! Vi hanno detto che io sono felice.

DON FIORENZO

_(con un accento feroce e lacerante)_ Voi mi odierete il giorno in cui i vostri istinti scuoteranno il giogo del fanatismo religioso.

ANNITA

_(sorpresa, spaventata)_ Don Fiorenzo!

DON FIORENZO

E avrete ragione di odiarmi! Sì! Avrete ragione di esecrarmi! Chi sa quale abisso avrà aperto allora il tempo fra voi e mio fratello! Chi sa quali circostanze vi avranno messi su due cammini divergenti. Egli avrà già dispersi in un pantano i fiori superstiti del suo giardino devastato, e voi sarete lontana da lui, e comprenderete inutilmente di averlo amato sempre e vi struggerete, vi struggerete udendo la voce di questo amore sepolto vivo!...

ANNITA

Voi non fate che prevedere il peggio per aver motivo di martirizzarvi, per aver motivo di accusarvi....

DON FIORENZO

_(con una veemenza frenetica)_ E non mi accusa, forse, anche più severamente, lo spirito di vostra madre, dalla quale mi foste affidata e di cui siete voi stessa... l'ombra perenne?!... Io vi ho condotta con una benda sugli occhi fuori del mondo, io vi ho sottratta al fascino di mio fratello col fascino del misticismo, io ho separate l'una dall'altra due esistenze il cui destino era probabilmente di fondersi e di completarsi a vicenda nella benefica comunione della famiglia! _(Deprecando, nella disperazione estrema, con gli sguardi al cielo e le mani sul capo arrovesciato)_ Dio onniveggente, punitemi voi! Non abbiate indulgenza per me!

ANNITA

_(perduta nello sbigottimento)_ Ciò che voi mi dite non arriva al mio povero cervello, e intanto mi sconvolge, mi sgomenta, mi getta in una nuova desolazione.... È come se, all'improvviso, in una notte nera, una mano invisibile mi trascinasse via da una casa ospitale, da un asilo tranquillo, da un asilo sicuro....

DON FIORENZO

Lasciatevi trascinar via! Lasciatevi trascinar via! Liberatevi dalla mia suggestione.... Siete ancora in tempo per riafferrare la vostra libertà e la vostra sincerità. La gioia del sacrifizio non è in voi che un equivoco, non è in voi che un deviamento. Nelle estasi ascetiche, si tramuta e prorompe la vostra sensibilità, che è tutta femminile. In quelle estasi i battiti del cuore vi spezzano il petto, la febbre vi infiamma le vene, gli occhi velati di spasimo pérdono la percezione delle cose che vi sono estranee....

ANNITA

È vero!

DON FIORENZO

La mente vi si offusca....

ANNITA

È vero!

DON FIORENZO

Voi non ragionate più, non pensate più....

ANNITA

È vero!

DON FIORENZO

Tutto il vostro essere si abbandona a un delirio di cui vorreste morire perchè vi sembra di vivere, in quei momenti, la vostra vita più bella....

ANNITA

_(commovendosi, inebbriandosi)_ È vero! È vero!

DON FIORENZO

_(con un grido soffocato)_ Ebbene, questo è l'amore, Annita! Datelo a chi vi ama sulla terra, voi che lo potete! _(Poi spalanca le pupille come atterrito dalle sue parole, e rettifica, spiega, ansimando, smarrendosi)_.... Io vi parlo così... perchè Dio non vuole l'adorazione delle anime deliranti in una ibrida follia, che gli mentisce, che lo insulta, che lo profana.... È necessario, dunque, che da questa follia profanatrice, alla quale oramai so di avervi sospinta,... io stesso vi salvi.

ANNITA

_(con la voce fioca che le si rompe nel pianto)_ Ditemi quello che devo fare.... Ditemelo voi.... Io non desidero che di obbedirvi....

DON FIORENZO

E sia! Accetto ancora la vostra obbedienza, perchè credo fermamente che, questa volta, accettandola, io non vi farò obbedire che al vostro cuore. Voi sposerete mio fratello,... al più presto possibile. La sua giovinezza ridarà alla vostra il bel sorriso scomparso. Nella sua casa troverete una sicurtà e una pace molto più vere di quelle che vi pareva di aver trovate nella tristezza di un confessionale. E tutto ciò avrà risparmiata una menzogna alla religione di Cristo,... un rimorso a me. _(Stanco; trafelato, col respiro affannoso)_ Avete inteso, Annita?... Avete inteso?...

ANNITA

_(con sottomissione, frenando il pianto)_ Sì.... Ho inteso.

DON FIORENZO

_(respirando come si respira in una tregua dell'asma)_ Grazie! _(Dopo un breve indugio, risolutamente affretta il passo, va fino alla porta a sinistra, l'apre, e, sulla soglia, con la voce abbastanza chiara, grida:)_ Giulio!... Vieni.

SCENA VI.

GIULIO

_(comparisce.)_

DON FIORENZO

_(se lo stringe al petto fortemente. Poi, se ne distacca, e, avviandolo con dolce atto verso lei, dolcemente lo esorta:)_ Va.... Parlale tu, ora.

ANNITA

_(sospesa nell'orgasmo strano, non piange più.)_

GIULIO

_(attonito, dubbioso)_ Ma che vuol dire questo?!...

DON FIORENZO

... Vuol dire... che ella... sarà tua moglie.

GIULIO

_(ha un fremito di stupefazione esultante, ma sùbito ridiventa dubbioso. Le si accosta a poco a poco. Con estrema timidità le siede accanto, e vorrebbe interrogarla:)_.... Annita....

DON FIORENZO

_(rimane indietro, lontano, rimpicciolendosi, contemplandoli.)_

ANNITA

_(trema e china il capo. — Di nuovo alcune lagrime le rigano il viso.)_

GIULIO

_(le guarda, e pare che le conti. — Non può, non osa continuare.)_

DON FIORENZO

_(si sottrae d'un tratto alla contemplazione. Ma ha tuttora gli occhi fissi, come gli occhi aperti di un cieco. — E, quasi come un cieco, dopo aver preso il cappello dall'attaccapanni, più lieve di un'ombra, inavvertito, per la porta in fondo, dilegua.)_

(SIPARIO.)

ATTO QUARTO.

_La medesima camera._

_La porta in fondo è socchiusa. — Il balcone è spalancato._

SCENA I.

_(Nella camera, nessuno. Ma dalle scale penetra un cinguettio femminile, gaio e pettegolo. Qualche urletto, qualche risatina quasi fanciullesca sembrano il linguaggio festoso dei frizzanti raggi di luce meridiana che inondano quel vuoto.)_

_La voce di LISETTA_

Ma che fai? Dove vai?

ROSARIA

_(apre un po' più i battenti e fa capolino. — Poi, ritraendo la testa, chiama con zelo giocoso:)_ Vieni qua, Lisetta! Vieni! Vieni!

_La voce di LISETTA_

Che si vede?

ROSARIA

La casa di Don Fiorenzo!

_La voce di LISETTA_

Veramente?! _(Chiamando alla sua volta:)_ Mariuccia! Carmela!... Titina!... Reginella!... La casa di Don Fiorenzo!... E chiamate le altre.... Chiamate le altre....

LISETTA, MARIUCCIA, TITINA, CARMELA _e_ REGINELLA

_(asserragliandosi alle spalle di Rosaria)_

La casa di Don Fiorenzo!... La casa di Don Fiorenzo!...

ROSARIA

Tutte sulle mie spalle vi siete messe?

MARIUCCIA

Ne sei tu sicura, Rosaria, che è questa la casa del santo?

ROSARIA

_(con la testolina fra i battenti)_ Primo piano, porta a sinistra.... Me lo ha detto la mia nonna che abita qui, a Roverano.

_(Si affaticano a parlare sottovoce, puerilmente, guardinghe e misteriose.)_

MARIUCCIA

_(allungando il collo per veder bene)_ Ma pare una casa qualunque.

LISETTA

_(spiegando)_ Lui poi non è proprio un santo vero.

MARIUCCIA

Perchè?

LISETTA

I santi veri non campano mai.

ROSARIA

Tutte sulle mie spalle come tanti sacchi!...

LISETTA

Se entrassimo un poco?...

ROSARIA

Aspettate.... Debbo entrare prima io.

LE COMPAGNE

Entra! Entra!

ROSARIA

_(si avanza sulle punte dei piedi, guardando attorno.)_

LE COMPAGNE

_(liete e curiose, imitandola, la seguono a distanza.)_

_(Son tutte contadinotte non povere e piuttosto incivilite. Hanno i vestiti della festa, freschi e luminosi. Reca ognuna un piccolo fascio di fiori ottobrini. — La più giovane è REGINELLA. Potrà avere quindici anni appena, ed è fine, signorile, timida, bionda.)_

REGINELLA

_(perde l'equilibrio e si appoggia improvvisamente a Mariuccia.)_

MARIUCCIA

_(alzando la voce senza volerlo)_ Ohè, Reginella! Che ti piglia? Mi cadi addosso!...

REGINELLA

Non ci so camminare sulle punte dei piedi.

ROSARIA

E zitte! Non fate chiasso!

MARIUCCIA

Ma, per sapere: chi è che ci sente? Certo, Don Fiorenzo è in chiesa con gli sposi a quest'ora.

CARMELA

Io li ho visti passare per la piazza gli sposi, ma Don Fiorenzo non li accompagnava.

MARIUCCIA

Non li accompagnava? Avrà anticipato.

ROSARIA

_(chinandosi presso l'uscio della camera accanto per spiare dal buco della serratura)_ E se non c'è lui qua dentro, può esserci lo scemo.

LISETTA

_(le sta dietro con la speranza di spiare anche lei.)_

REGINELLA

_(voltandosi e vedendo lo scarabattolo)_ Uh!... Quanto è bello!...

TITINA, MARIUCCIA _e_ CARMELA.

_(s'affrettano ad ammirare.)_

MARIUCCIA

Questa sì che è roba da santo!

TITINA.

Gesù in croce!...

CARMELA

Con la Madonna che piange!

MARIUCCIA

Sembrano vivi tutti e due!

LISETTA

_(a Rosaria che spia)_ Vedi nessuno?

ROSARIA

Nessuno.

TITINA

La Madonna ha i capelli tuoi, Reginella!

REGINELLA

_(dolce e modesta)_ Eh!... Volesse Iddio!

ROSARIA

_(spaventata)_ Dal vano d'una finestra esce una mano che muove una sedia!

_(Tutte si allarmano gioiosamente.)_

CARMELA

Per carità! Se è lo scemo, stiamoci attente! Dicono che è tanto cattivo!

TITINA

Cattivo lo scemo?!... Al contrario!... Io lo conosco. Fossero buoni tutti i cristiani come quel poveretto!

REGINELLA

Buono dev'essere perchè il santo gli comanda l'anima e il corpo.

CARMELA

Sì, e come fu che uccise con una mazza di ferro il cane di Mastro Michele?

TITINA

Lo uccise per causa che quel cane abbaiava sempre a Don Fiorenzo.

LISETTA

_(con accento accusatore)_ L'ho visto io, lo scemo, strangolare una gallina per due soldi avuti dalla mia nonna, che, alla vigilia di Natale, non ebbe cuore di strangolarla lei stessa. E abbaiava forse a Don Fiorenzo quella gallina?

TITINA

Ma che vuol dire questo? Una gallina non si strangola mai per farle male.

ROSARIA

_(che s'è rimessa chinata presso l'uscio a spiare, dà di nuovo l'allarme)_ Anche un piede!

REGINELLA

_(vedendo ora il cappello del reverendo sopra una sedia e prendendolo e mostrandolo sùbito, in grande orgasmo, alle compagne)_ Non è uscito il reverendo perchè questo è il cappello suo!...

ROSARIA

_(balzando)_ È lui! È lui! Andiamo via! Scappiamo!

_Tutte_

Scappiamo! Scappiamo!

_(In iscompiglio, si dànno alla fuga; ma DON FIORENZO comparisce in tempo.)_

SCENA II.

DON FIORENZO

_(infastidito e severo)_ Che c'è, qui?!

_(LE RAGAZZE che stavano per uscire si fermano e si voltano, mortificate e confuse.)_

DON FIORENZO

Io non vi conosco nemmeno. Che volete? Che facevate?

REGINELLA

_(gli si trova più presso delle altre, e, poichè, nello scompiglio, stava per portare seco il cappello, ora, tutta tremante, nascondendoselo sul dorso, indietreggia un poco e cerca le mani di qualche compagna.)_ Niente facevamo, Padre Fiorenzo!... Siamo venute per....

ROSARIA

_(intervenendo)_ Per lo sposalizio della signorina Annita siamo venute. Da noi, sempre che c'è uno sposalizio in un villaggio, tutti i villaggi vicini, lo sapete, mandano una ragazza per dare alla sposa i fiori del mese.... È l'usanza.

LISETTA

_(intervenendo)_ E poi, è tanto cara la signorina Annita!... Quando compariva per le campagne, pareva la santa Vergine della Saletta....

TITINA

_(intervenendo)_ Reginella, che è devota come lei, la incontrava anche al santuario dei Cappuccini. Erano diventate amiche....

MARIUCCIA

_(intervenendo)_ Ed è Reginella che dirà alla sposa gli augurî del rito. _(Rivolgendosi con grazia a Reginella)_ Fagli sentire, a Padre Fiorenzo, come sai dirli bene. _(Incoraggiandola)_ «Sposa bella, — non catene e dolci anella».... Fagli sentire!...

REGINELLA

_(occupata a consegnare, finalmente, il cappello nelle mani di Carmela, che apposta le è rimasta alle spalle, non può, non sa aprir bocca.)_

ROSARIA

Si vergogna.... Ma se la signorina Annita fosse qui, piglierebbe coraggio, e che voce getterebbe all'aria!

DON FIORENZO

_(nervoso)_ Ma insomma!... Insomma!... Che ho di comune, io, con tutta codesta faccenda?

ROSARIA

_(imbarazzata)_ L'usanza è che le ragazze aspettino davanti alla casa degli sposi.... Credevamo che....

DON FIORENZO

La casa degli sposi è più su!

SCENA III.

SEBASTIANO

_(è entrato dal fondo, tutto immerso nella sua tetraggine, e, irritandosi nel vedere il piccolo sciame di fanciulle, sbraita:)_ È più su! È più su! Altri venti scalini, se non vi rompete la nuca prima di arrivarci. Questa è la casa di un prete. Via di qua! Via di qua, seccatrici!... Via di qua!

LE RAGAZZE

_(si affrettano a uscire, stringendosi l'una all'altra e guatando Sebastiano con la coda dell'occhio.)_

SEBASTIANO

_(chiudendo la porta con violenza)_ Sfrontatelle pettegole maleducate!... Col pretesto dell'usanza, corrono ad annusare i fumi della cucina non potendosi ancora sedere a tavola!...

DON FIORENZO

Be', nulla di grave.

SEBASTIANO

Ppuh!... _(Poi, borbottando parole che non si distinguono, siede sopra una sedia e vi si rannicchia, accendendo un sigaro.)_

DON FIORENZO

_(curvo, stremenzito, accasciato, ma irrequieto, passeggia a brevi tratti come un malinconico orso in gabbia, e si ferma di tanto in tanto, appoggiandosi a qualche mobile.)_

_(Un lungo silenzio.)_

SEBASTIANO

Ti disturbo?

DON FIORENZO

Ma no. Anzi....

_(Ancora silenzio.)_

SEBASTIANO

Come va che ti sei astenuto dal presenziare la cerimonia nuziale in chiesa? Mi sono molto meravigliato vedendoti poco fa alla finestra della tua stanza da letto.

DON FIORENZO

_(assorto, non gli dà ascolto.)_

SEBASTIANO

_(alzando la voce rudemente)_ Parlo con te, perdiancine! Non si può sapere perchè non ci sei andato allo sposalizio?

DON FIORENZO

Scusa.... non avevo udito.... Per un noioso contrattempo non ho potuto andarci. Quando stavo per uscire con Giulio, sono stato preso da un freddo terribile e da un mal di capo così forte che pareva mi scoppiasse il cranio....

SEBASTIANO

Ci ho gusto che non ci sei andato! Queste nozze mi dànno ai nervi!... E poi!... Non un invito, non un rinfresco, non un confetto!... Io compatisco quei cinque galantuomini che si sono scomodati in cilindro e stiffelius per far da compare e da testimoni. Appena finita la cerimonia, licenziati in fretta come si smorzano le candele dell'altare dopo la messa! Roba dell'altro mondo! E perchè? Perchè la preziosissima signorina Annita è _mistica_! _(Ride con acredine)_ Ah ah ah!... «Il Misticismo»!... Buffoni e impostori tutti quelli che lo professano. A cominciare da te!

DON FIORENZO

_(badandogli poco, senza ribellarsi)_ Ma che dici, Sebastiano?

SEBASTIANO

Mi piace d'offenderti. Ecco.

DON FIORENZO

E allora, offendimi. _(Continua a passeggiare.)_

SEBASTIANO

Matrimonio sbilenco... e futura prole rachitica!... Io, già, tuo fratello non l'ho mai potuto digerire, e quella falsa bigotta, peggio! Ma oggi li odio addirittura!... _(Poi, mutando bisbeticamente)_ Lo sai che se non fosse morta mia moglie, non sarebbero sposati?

DON FIORENZO

_(voltandosi con meraviglia)_ Come c'entra la fine della tua povera signora?

SEBASTIANO

C'entra benissimo. Ai funerali di quella disgraziata cominciarono ad amarsi!

DON FIORENZO