Il Parlamento Nazionale Napoletano per gli anni 1820 e 1821: memorie e documenti
Part 9
Il _signor Colaneri_. Non basta rimetterla al ministro della guerra. Quei soldati ed ufficiali valorosi, e vecchi alle armi, credono onta rimanere oziosi in Sicilia, privi dell'onore di aver parte in una lotta dalla quale dipende la indipendenza della nazione e del trono. Il loro zelo è degno della vostra estimazione, e simili domande meriterebbero la vostra approvazione. (_Onorevole menzione al ministro della guerra_).
Il _signor Poerio_ osserva che il Parlamento in questa tornata deve attendere all'esame degli stati discussi di due anni: quello dell'anno 1821 e del prossimo 1822; osserva che la nazione ha diritto a conoscere lo stato delle sue finanze; egli domanda con istanza, che le commissioni attendano di urgenza a questo soggetto.
Luigi Alfonso chiede di armare un legno in corso contro il nemico (_al ministro di guerra e marina_).
Il _signor presidente_. Il ministro di grazia e giustizia fece conoscere al Parlamento la necessità d'una riforma nelle nostre leggi penali, per render queste accomodate alla nostra costituzione politica. La vostra commissione di legislazione vi presenta un progetto di appendice a quella parte del nostro codice.
Ecco il progetto della Commissione:
* * *
_Appendice alle leggi penali del regno delle Due Sicilie._
Art 1. La seconda parte dell'art. 1º delle leggi penali è riformato nel modo seguente:
Ogni reato sarà punito con pene criminali, correzionali e di polizia.
La commissione, sul rapporto del ministro di grazia e giustizia, osservando che la seconda parte dell'articolo primo delle leggi penali, in cui si dice _nessuna pena é infamante_, sia contraddittoria coll'articolo 221 delle leggi civili: _La condanna di uno dei coniugi a pene infamanti potrà essere causa di separazione..._
Considerando che non è nelle mani del legislatore il dichiarare o il togliere l'infamia da un'azione o da una pena, è di parere di sopprimere la seconda parte dell'art. 1º del codice penale.
_Il signor Mazziotti_. — Io credo doversi conservare in quel primo articolo le parole: _nessuna pena è infamante_, come si legge nel codice. I legislatori non possono comandare alla pubblica opinione.
I _signori Berni e Vivacqua_ sostengono il progetto della commissione ed opinano perciò di sopprimere le parole indicate. (_Rimane approvato il parere della commissione_).
2. L'art. 3º delle medesime leggi sarà espresso cosí:
Le pene criminali sono:
1. La morte. 2. L'ergastolo. 3. I ferri. 4. La reclusione. 5. La relegazione. 6. L'esilio dal regno. 7. L'interdizione dei diritti pubblici. 8. L'interdizione dai pubblici offizi. 9. L'interdizione patrimoniale.
Il _signor Saponara_. L'ergastolo non fu mai conosciuto dai codici dettati con filosofia ed umanità. Si lasci tal sorta di pena ai barbari legislatori. Ad una nazione libera mal si conviene una pena la quale, isolando per sempre dal consorzio degli uomini le vittime di privati delitti, toglie alla legge il singolare beneficio dell'esempio. Non si devono sottrarre dallo sguardo del popolo le tristi conseguenze a cui conduce il delitto. Io propongo di abolire la pena dell'ergastolo e sostituire ad essa i ferri a vita.
Il _cardinal Firrao_ e molti altri onorevoli deputati secondano il preopinante. (Il Parlamento decide di sostituire alla pena dell'ergastolo quella dei ferri a vita).
Il _signor Vivacqua_. Adottata la pena dei ferri a vita, rimane a vedere se si debbano conservare le gradazioni nel codice prescritte per la pena dei ferri. Il _maximum_ oggi giunge fino ai 30 anni.
Tolto l'ergastolo — pena intermedia — dai ferri a tempo alla morte, si passa per salto. L'ergastolo non viene rimpiazzato dai ferri a vita, i quali certamente si confondono coll'ultimo grado di questi a 30 anni. Io propongo ridurre il massimo dei ferri a tempo a 20 anni. Allora il primo grado sarà sino a 5 anni; il secondo sino a 10; il terzo sino a 15; il quarto sino a 20. (Il Parlamento approva il parere della commissione e la pena temporanea dei ferri rimane da 7 a 20 anni).
3. La pena di morte si esegue colla decapitazione, salvo le disposizioni dello statuto militare intorno alla fucilazione.
Sono aboliti tutti i gradi di pubblico esempio, stabiliti dall'art. 6º delle leggi penali.
L'esecuzione sul luogo del commesso misfatto, o in luogo vicino, potrà essere, secondo le circostanze, ordinata dal giudice.
Il _signor Saponara_. Saggia é la disposizione del codice francese per rendere esemplare e terribile la pena del parricida. Si conservi la benda nera e la veste rossa e tutto il triste apparato da quei legislatori sapientemente prescritto.
(_Il Parlamento approva l'art. 3º, con l'aggiunzione indicata dal Saponara_).
Il _Signor Tumminelli_. La commissione di finanza ha preso in considerazione il rapporto del ministro dell'interno, il quale chiede fondi necessari all'acquisto di molti frumenti che trovansi sopra bastimenti destinati a consumare la loro contumacia di osservazione nel lazzaretto di Nisida.
La commissione è di parere di chiedere all'on. ministro schiarimenti sui bisogni dell'esercito e sui mezzi per avere i fondi richiesti.
Il _signor Poerio_. Prego il Parlamento perché ponga la piú matura ponderazione in questo esame. Noi abbiamo grande bisogno di danaro per l'esercito. Chi potrebbe consigliare di versarne ingente somma in mano dello straniero, comperando cinquantamila tomoli di frumento? Prima di deliberare intorno a sí grave oggetto, è d'uopo che il ministro della guerra ci faccia sapere in questa parte i bisogni dell'esercito. Lo zelo e l'energia del sindaco di Napoli ha già scoperto grandi magazzini e conserve di frumento in questa capitale. L'acquisto di quella derrata non è perciò oggi, come prima credeasi, d'urgenza. Non veggo la necessità di emettere oggi stesso la vostra decisione sulla domanda del ministro.
(_È adottato il parere della commissione_).
L'adunanza si scioglie.
La Costituzione era finita. I tre ultimi documenti che riporto, segnano il principio del..... ritorno all'antico; d'una reazione ben più mite — in verità — di quelle del '99, ma che valse ancora essa a preparare le giornate del 1848 ed il trionfo unitario del '60.
MINISTERO DELLA GUERRA.
_Eccellenza_,
Ieri fui a Torricella fino alle 4 e mezza pomeridiane; ritornai quindi a Casalanza per i movimenti della divisione d'Ambrosio. Nella notte mi è giunto rapporto dal tenente generale Filangieri da Torricella, col quale mi dava parte che quella brigata quasi in totalità s'era sbandata, tirando fucilate sugli uffiziali e particolarmente su di lui: fucilate che traforarono, a centinaia, la porta della stanza dov'egli abitava. Intanto, mi giungeva rapporto, che la brigata leggiera del generale Costa aveva avuto avvenimento simile verso Sessa.
E, mentre mi contristava di tutto ciò, intesi a poca distanza numerose fucilate, e verificai subito che queste partivano dai cinque battaglioni della 1ª divisione, arrivati e bivacquati a Casalanza, che i soldati dirigevano sui proprii ufficiali.
Di lí ad un momento furono caricati da quella canaglia i quartieri generali del generale d'Ambrosio e mio. Il generale d'Ambrosio fu salvo per una compagnia di zappatori che fu fedele ai suoi doveri, ed io il fui per una ventina di gendarmi che fecero fuoco sui soldati, i quali vili quanto iniqui si dispersero per la campagna. Ordinai allora alla cavalleria che li caricasse: ed in questa guisa ne ho raccolti molti e ricondotti nei ranghi: ma V. E. rifletta, che sono questi gli stessi uomini ammutinati e sbandati un'ora innanzi.
La prego di stabilire delle pattuglie di cavalleria sulla strada di Napoli ad Aversa: io farò altrettanto da Aversa a Capua: il dippiú è nelle mani di Dio.
Si degni V. E. di dar subito conoscenza di tutto ciò a S. A. R. il principe reggente.
Capua, 18 marzo 1821.
CARRASCOSA.
A S. E. il segretario di Stato ministro della guerra.
Per copia conforme: _Il ministro della guerra_ COLLETTA.
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FRANCESCO DUCA DI CALABRIA REGGENTE DEL REGNO.
Le paterne intenzioni del Re, mio augusto genitore, vengono ad essere pienamente rischiarate con le ultime sue manifestazioni fattemi in data de' 19 corrente da Firenze e recatemi dal generale Fardella. Io credo non solo glorioso per Sua Maestà che utile a rassicurare tutti gli animi, il farle note, trascrivendole letteralmente:
_«Figlio carissimo,_
«Ho ricevute le lettere delle quali è stato da voi incaricato il generale Fardella. Dal contenuto delle vostre del 13 corrente rilevo col massimo dolore quanto voi mi esponete sullo stato in cui attualmente si trovano i miei amati sudditi. I ragionamenti che mi fate par che vogliono indicar me per causa de' mali della guerra, che affliggono il mio regno.
«È per l'appunto per evitar questi mali che io mi sono adoperato, e che vi scrissi la lettera del 28 gennaio da Lubiana, alla quale disgraziatamente nessuna attenzione si è fatta. Le ostilità non provocate sono state commesse dalle nostre truppe, e ciò su d'un territorio neutrale e ad onta fin anche del mio proclama del 23 febbraio.
«L'armata dei miei augusti alleati veniva come amica; i sovrani lo avevano dichiarato. Io avevo esplicitamente annunziato le loro e le mie intenzioni. A chi si devono attribuire i disastri? Chi ne ha la colpa?
«Le potenze alleate ed io abbiamo fatto di tutto per porre in veduta le circostanze infelici alle quali venivano esposti i miei popoli. Abbiamo offerto il modo di evitarle ed abbiamo fatto conoscere, che il bene ed il vantaggio del mio regno esigevano che _la ragione dettasse l'immediata cessazione di tutto ciò che_ costà si era innovato. Ma con mio sommo cordoglio ho veduto che sordi alle voci magnanime dell'augusto Congresso, ed a quello dell'animo mio paterno, una cieca ostinazione ha presentato la resistenza la piú inutile e la piú fatale a quanto si è suggerito per la salvezza e pel vero interesse dello Stato.
«Che si dia una volta ascolto alle voci sincere d'un padre affettuoso. Tale sono sempre stato, e tale mi troveranno sempre gli amatissimi miei sudditi. Si abbiano presenti le mie esortazioni, i desiderii ed i voti che vi ho espressi.
«La mia lettera da Lubiana ed il mio proclama contengono tutto ciò che può e deve servire di norma ad una condotta che reclamano gli interessi del regno, i voti dei buoni e quelli che io non cesso di formare per la tranquillità dei miei Stati.
«Son sicuro, carissimo figlio, che contribuirete dal canto vostro, perché si pervenga all'ottenimento di ciò che non può essere disgiunto dai vostri serii ed ardenti desiderii. Teneramente vi abbraccio, vi benedico e sono il vostro
«Firenze, 19 marzo 1821.
«_affezionatissimo padre_ «FERDINANDO B.»
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REGOLAMENTO DELLE TRUPPE.
La guardia reale continuerà a prestare il servizio al quale essa è destinata e ad eseguire quello della guardia del Re e del palazzo.
L'entrata delle truppe austriache a Napoli, non lasciando la possibilità di acquartierarvi le truppe napoletane che vi si trovano tuttora, queste riceveranno oggi l'ordine di uscirne e saranno messe per l'ulteriore loro destino agli ordini di S. E. il comandante generale barone di Frimont.
Gli ordini dati da S. A. R. il principe reggente per l'entrata delle truppe austriache nelle piazze di Gaeta e di Pescara saranno rimessi domani prima dell'ingresso dell'armata nella città di Napoli a S. E. il comandante generale barone di Frimont, da S. E. il tenente generale Pedrinelli governatore di Napoli.
Le dette piazze e la città di Napoli saranno occupate nel modo fissato dalla convenzione del 20 marzo seguita innanzi Capua.
Le guarnigioni delle mentovate due piazze seguiranno la sorte delle altre truppe napoletane.
Fatto, conchiuso, e segnato in doppio tra S. E. il tenente generale Pedrinelli, governatore di Napoli ed il signor conte di Figuelmont, general maggiore, tutti e due muniti dei poteri necessarii a quest'oggetto.
Segnato ad Aversa, il 25 marzo 1821.
PEDRINELLI. FIGUELMONT.
Per copia conforme: _Il tenente generale capo dello stato maggiore generale_ F. PEPE.
INDICE
DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI
A
AVELLINO, città nel Molise, 4.
ASCOLI (D'), vedi _Marulli_.
ABATEMARCO ANGELO, fe' parte della giunta di governo, 11.
ASTARITA MICHELE, comandante d'una bombardiera, 16.
ACCLAVIO DOMENICO, del. giunta provvisoria di prep. terra di Bari, 17.
ARCOVITO, marchese, del. giunta prep. Abruzzo Ultra I, 17, riceve il re, 36, comm. di legislazione, 51, ab., 55, biografia, 63.
_Articoli_ della costituzione spagnuola sul sistema delle elezioni, 18, 31.
ALCAIDE, 19, 23.
ANTONIETTA, principessa di BORBONE, assiste alla cerimonia d'apertura, 36.
ANGELINI, dep. riceve il re, 37, comm. di commercio, 51, ab., 57, biogr. 73.
B
_Borbone_, reggimento cavalleria squadrone disertato, 3.
BENTHNEIM, principe, 10.
_Bandiera_ tricolore, 10.
BAUSAN, doma la rivolta di Palermo, 16, comm. di marina, 51, ab. 56, biogr. 66.
BARTOLINI GEROLAMO, delegato giunta prep. valle di Siracusa, 17.
_Biblioteca di Monteoliveto_, 33.
BEGANI, dep. riceve il re, 36, comm. di guerra, 51, ab., 56, biogr., 63.
BRANCACCIO DON NICOLA principe di Ruffano, primo cavallerizzo del re, 36.
BERNI, dep. riceve il re, 37, segr. del Parlamento, 38, comm. IX, 52, ab., 55, biogr., 65.
BRASILE, dep. riceve il re, 37, VIII commissione, 52, ab., 58.
BORRELLI PASQUALE, dep. comm. sicurezza interna, 51, ab., 56, biogr., 66.
BUONSANTO, dep. VI commissione, 52, ab., 58, biogr., 70.
BISCARI (principe di), ab., 59, biografia, 65.
C
_Costituzione_, il grido di luglio, 3, 4, 5, di Spagna, 14, 23.
CONCILIIS (DE), ten. colonnello, 4, riceve il re, 37, comm. di guerra, 51, ab., 56, biogr., 72.
COLLETTA P. Si cita la sua storia del reame, 4, contro le elezioni, 33, sua critica al discorso di Galdi, 43, 44.
_Carbonari_ alla Reggia, 5.
CIRCELLO (marchese di), convince il re a dare la costituzione, 7.
CALABRIA (duca di), vicario, 8, 9, sceglie i componenti la giunta di governo, 11, duchessa, segue il re alla cerimonia di apertura, 35, parla in risposta a Galdi, 44, 49, a San Carlo il 1º d'ottobre, 50, 55, manifesto al popolo, marzo, 21, 129.
CAMPOCHIARO (principe di), ministro luglio, 10.
CARASCOSA, generale, ministro luglio, 10.
CARDOSA, vescovo di Cassano, fe' parte della giunta di governo, 11.
CAMPOREALE (principe di), fece parte della giunta di governo, 11.
CIANCIULLI CARLO, delegato per la giunta prep. di Terra di Lavoro, 17.
CASSITTI GIULIO, delegato per la giunta prep. di Capitanata, 17
CARELLI SAVERIO, del. giunta prep. Basilicata, 17.
COMINELLI MAURO, deleg. giunta prep. Vallo di Caltanissetta, 17.
_Compromessorii_, elezioni per compromessi, 19.
CORTI, camere del Parlamento, 19, 23, 26.
CARLO DI BORBONE, principe reale di Capua, assiste alla cer. d'apertura, 35.
CRISTINA, principessa, assiste alla cer. d'apertura, 35.
CERALDI, dep. riceve il re, 36, comm. di legislazione, 51, ab., 55, biogr., 73.
CASSINI, dep. riceve il re, 36, ab., 58.
CESARE (DE), dep. riceve il re, 36, comm. di legisl., 51, ab., 55.
CAPECE MINUTOLO, don Giuseppe principe di Ruoti, generale comandante delle guardie del corpo, 36.
CACCAMO monsignor don SALVATORE, confessore del re, 36.
CARLINO, dep. riceve il re, 37, VIII comm., 52, ab., 58.
CASTAGNA, dep. riceve il re, 37, VIII comm., 52, ab., 59.
COMI, dep. ab., 57.
COLETTI, 37, 51, 57, 74.
CATALANO, 37, 51, 55, 73.
CANTÙ, 44.
_Commissioni parlamentari_, 51.
CORBI CARLO, 51, 57.
COLETTA abate MICHELE, 51.
CARACCIOLO dep. V commissione, 51, 57, 71.
COLANERI, 55.
D
_Danimarca_ (principe di) a Napoli, 10.
DELFICO MELCHIORRE, 11, VII commissione, 52, 58, 74.
_Deputati_, s'indicono le elezioni dei, 13.
_Delegati_ speciali per la giunta provvisoria, 17.
_Deputazione_, per ricevere il re, 36.
DRAGONETTI, 36, 51, 57.
DESIDERIO, 37, VI commissione, 52, 58, 76.
DONATO, 37, 51, 76.
_Diario del Parlamento_ (nota), 51, 121.
_Diploma dei deputati_, (nota), 52.
E
_Elezioni_, s'indicono le..., 14.
_Elettori_ di Napoli, 27.
_Ecclissi_, 8 settembre, 32.
F
_Foggia_, un reggimento che si ribellò, 4.
FERDINANDO I, 7, 8, 11, 32, 33, 34, risponde al discorso di Galdi, 44, scene ai dep., 101.
FARDELLA, ten. generale, 11.
FILIPPI (DE), 17, IX commissione, 52, 58, 77.
FERRARI, barone, 17.
FINOCCHINO SALVATORE, 17.
FERDINANDO, duca di Noto, 36.
FIRRAO, cardinale, 36, 51, 56, 77.
FANTACONE G. C., 36, VIII commissione, 52, 59, 77.
FLAMMA, VI comm., 52, ab., 58, 78.
G
GALLO, duca di, 11.
GRAVINA DON GABRIELE MARIA, cappellano di Corte, 11.
_Giuramento_ del re alla Costituzione, 12, formola, 38.
_Giunta_ preparatoria del Parlamento, 15.
GRANO, monsignore, Vallo di Messina, 17.
_Giunta elettorale_ di Parrocchia, art., 18, 22, _di partito_, 22, 26, _di provincia_, 26, 31.
_Guardie d'interna sicurezza_, 27.
GIOVINE, dep., 36, 57, 81.
GERARDI, 36, 51.
GRIMALDI, 36, 57.
GAETANI don ONORATO, duca di Miranda, cacciatore maggiore del re, 36.
GALOI, 38, 43, 49, 55, 79.
GINESTOUS, commissione finanze, 51, 57, 70.
GERONE, 51.
GALANTI, dep. VII commissione, 52, 58, 78.
GIORDANO, 57.
H
HORATIIS (DE), 58.
I
_Influenza_ dei ministri e dei carbonari sugli elettori, 32.
IMBRIANI, 36, VII commissione, 52, 58, 82.
INCARNATI, 37, 51, 57.
IANNANTUONO, VI commissione, 52, 58.
IACUZIO, 57, 82.
L
LEOPOLDO, principe di Salerno, 11, 35, 50.
LISO (DE) TOMMASO, 17.
LOMBARDO GIUSEPPE, 17.
LAURIA FRANCESCO, dep., 36, 51, 55, 83.
LOSAPIO, 37, 51, 57.
LOZZI, 37, V commissione, 51, 57.
LEPIANE, VI commissione, 52, 58, 83.
LUCA (DE), deputato, VIII commissione, 52, 55, 58, 84, 86.
LIBERATORE, 83.
_Lubiana_, congresso, 101, 103.
M
MORELLI, sottotenente disertore, 3, 4.
MINICHINI, prete, 3.
_Mercogliano_, prima tappa dello squadrone disertato, 4.
_Molise_ in rivolta, 4.
MAYER, 56.
MARULLI don TROIANO, duca di Ascoli, 5, cavallerizzo maggiore, 36.
MACEDONIO, cav. ministro di luglio, 10.
MARTUCCI GIACINTO, 11.
MANGARELLI BENEDETTO, del. giunta preparatoria di Terra d'Otranto, 17.
MEZZANOTTE FRANCESCO, Abruzzo Citro, 17.
_Mappe_ coi nomi degli elettori, 18.
MASTRILLI don VINCENZO MARIA, marchese della Schiava, capitano degli alabardieri del re, 36.
MAZZIOTTI, 37, comm. di sicurezza interna, 51, 56, 87.
MACCHIAROLI, 37, commissione di guerra, 51, 56, 87.
MORICE, 37, 51.
MATERA, 37, 51, 57.
MAZZONE, 37, IX commissione, 52, 58.
MERCOGLIANO, 37, VIII commissione, 52, 58, 88.
MELCHIORRE, 37, 51, 57.
MOLINARO DEL CHIARO LUIGI, (nota), 50.
MARUGGI, 52, 58.
_Minerva Napoletana_, giornale, estratti di articoli, 60.
_Ministero_, art. della _Minerva_ della guerra ordine del giorno, 128.
N
NUNZIANTE marchese VITO, 4, 5.
_Nunzio_ apostolico in Napoli, 10.
NETTI, dep., 37, 51, 57.
NICOLAI, VII commissione, 52, 58, 88.
NATALI, 55.
O
_Opuscolo_ pubblicato nel '20 per modificare alcuni articoli sull'elezione dei deputati, 30 (in nota).
ORAZIO, dep. IX commissione, 52, 58.
P
_Puglie_ (in rivolta), 4.
PEPE gen. GUGLIELMO, 5, 10, 13, 34, 37, critica il discorso del Galdi, 44, rinunzia al comando in capo dell'esercito costituzionale, 49.
PEPE GABRIELE, 59, 89.
_Ponte della Maddalena_, 8.
PICCOLELLIS (de), duca, genero del duca d'Ascoli, 7, 56.
PARISE, generale, incaricato di formare la giunta di governo, 10.
PEPE FLORESTANO, 11, è inviato a Palermo, 16.
PARRILLI FELICE, 11.
_Parlamento_ (vedi _Elezione_ e _Deputati_), 52, ultima seduta, _resoconto_, 121.
_Palermo_, insorge, 16, s'arrende, 16.
PALAZZOLO EUGENIO, 17.
PAGLIARI CARLO, 17.
_Partito_ o distretto, 22.
PERUGINI, 36; commissione militare provvisoria, 51.
POERIO, 36, 51, 56, 89.
PESSOLANI, 37, 51, ab., 57.
PICCOLELLIS (de), 37, commissione di sicurezza interna, 51, 91.
PELLICCIA, 51, 55, 91.
PETRUCCELLI, VI commissione, 52, 57.
PERUGINI, 56, 91.
Q
QUINZIO, marchese, delegato giunta preparatoria, Abruzzo II Ultra, 17.
R
_Reggia_ di Napoli, 4, 11.
RICCIARDI, conte; ministro di luglio, 50, 39, 58, 95.
RUSSO GIOVANNI, 11.
ROSSI GREGORIO, Calabria Ultra 2ª, 17.
_Reggitori_, eletti a sorte, 21.
RUGGIERI, 36, VII commissione, 52, 58, 73.
RIOLO, 37, V commissione, 51, 55.
ROSSI FRANCESCO, 37, 51, 56.
ROSSETTI GABRIELE, suoi versi, 38.
RICCIARDI AMODIO, dep. VII commissione, 52.
RONDINELLI, VIII commissione, 52, 58, 93.
ROMEO SANTI, biografie, 93.
_Rapporto del parlamento al congresso di Lubiana_, 111.
_Regolamento delle truppe_, marzo 1821, 131.
S
_San Carlo_, teatro, 10, 13, 50.
SETTIMIO RUGGIERO, ministro di luglio, 10.
STAITI, cap. di vascello, 11.
SACCO GIACINTO, 17.
SALEGGIO GIUSEPPE, delegato giunta preparatoria, valle di Girgenti, 17.
SANT'EREMO, marchese di, accompagna gli elettori alla messa dello Spirito Santo, 27.
_Spirito Santo_, chiesa in cui ebbe luogo l'apertura del Parlamento, 35.
SCRUGLI, 36, 51, 55.
SEMMOLA, 36, VI commissione, 52, 58, 97.
STRANO, 36, VI commissione, 52, 55.
STATELLA don FRANCESCO principe di Cassaro, maggiordomo maggiore del re, 36.
SANGRO don NICOLA dei duchi di...., Somigliere del corpo, 36.
SPONZA, dep., 37, 51, 56, 96.
SONNI, dep., 37, VI commissione, 52, 58, 96.
SAMARA FELICE, 51.
_Suggello del Parlamento_, 52.
SAPONARA, 55.
T
_Terra di Lavoro_, si ribella, 4.
TOMMASI, marchese, segretario di Stato firma l'editto del 6 luglio '20, 8.
TROYSE, proc. gen. della S. C. di G., 11.
_Teatri di Napoli_ in luglio, 13.
TAFURI, 36, 51, 55, 97.
TRIGONA, 37, VIII commissione, 52, 59, 98.
TROYA, direttore del giornale La Minerva, 60.
TORELLI VINCENZO, direttore dell'_Omnibus_, 61.
U — W
WINSPEARE, barone, incaricato di formare la giunta di governo, 11.
V
VISCONTI FERDINANDO, colonnello, 11, 58, 99.
VILLAFRANCA principe di, perseguitato, 17.
VECCHIO GIUSTINIANO, 17.
VASTA, 37, VII commissione, 52, 58, 98.
VIVACQUA, 37, commissione sicurezza interna, 51, 56, 100.
Z
ZURLO conte GIUSEPPE, ministro di luglio, 10.
NOTE:
[1] V. Appendice II in fine del presente lavoro.
[2] P. COLLETTA, _Storia del Reame di Napoli dal 1754 al 1825_, lib. II, cap. I.
[3] I popolani ignoranti, che non sapevano che si fosse la Costituzione, la chiamavano: _Cauzione_, quasi garanzia, salvaguardia, malleveria del Sovrano verso il popolo.
[4] Il marchese Vito Nunziante nacque il 17 aprile 1775 a Campagna e morí il 22 settembre 1836 a Torre Annunziata. I suoi genitori erano poveri e d'origine oscura. Nel 1794 s'arrolò in un reggimento di fanteria e fu licenziato alla fine della campagna del 1798. Tornato a casa riuní un migliaio d'uomini dell'antico esercito, si nominò egli stesso colonnello di questa truppa improvvisata e la mise a disposizione del cardinale Ruffo, che s'affrettò a confermarlo nel suo nuovo grado. Alla testa del suo reggimento assistette all'assedio di Capua e nel 1800 al combattimento di Siena per poco scampò dalle mani dei Francesi che l'avevano fatto prigioniero.
Nel 1806 diede il consiglio di lasciar Napoli senza resistenza e di ritirarsi nelle Calabrie; la retroguardia che egli comandava essendo stata dispersa a Campotenese, egli si gettò in Reggio e partecipò col resto del reggimento _Real-Sannita_ alla difesa di questa piazza. La bravura e la fedeltà di cui diede prova gli valsero i gradi di brigadiere (1807) e di maresciallo di campo (1814). Dopo il ritorno dei Borboni a Napoli (1815) Nunziante nominato comandante superiore della Calabria fu incaricato di presiedere al giudizio contro Gioacchino Murat e seppe in tale penosa circostanza conciliare i suoi doveri col rispetto per una sí grande sventura.