Il libro di Sidrach: testo inedito del secolo XIV pubblicato da Adolfo Bartoli
Part 33
_Lo re domanda: di quale maniera sono gli alberi (1547)? Sidrac risponde:_
Egli sono II albori secchi, e egli andranno al più a lungi (1548), lo quale sarà sì grosso, che sette uomini nol potrebono abracciare (1549), e sarà cavato dentro; e sarà si presso al diserto, là ove lo sole non dimora se non una ora del giorno; e si è al capo del levante. E quivi ordineranno i cristiani gente per tutto il mondo, per guardare la terra (1550). Poi ritorneranno indietro alla città del figliuolo di Dio, Gerusalem, e indi Caire di Babilonia. Apresso usciranno indiani, e non terranno ma una parte della terra d'una gente credenti nel figliuolo di Dio (1551). Quelli manderanno per soccorso al signore di Babilonia, e quelli manderà loro gran soccorso, però ch'egli saranno credenti al figliuolo di Dio; e Idio darà loro vittoria sopra i miscredenti; onde molti di loro fieno morti, e gli altri si convertiranno alla fede del figliuolo di Dio; doventeranno subbietti al signiore di Babillonia, per soccorso ch'egli averà fatto loro.
(1547) _li alberi secchi?_ C. R. 2.
(1548) au plus loins C. F. R.
(1549) che VII homes poront estre de dens C. F. R.
(1550) Adonc establiront gent en la terre por elle garder C. F. R.
(1551) Apres iront Indiens, et veront et tolleront I grant partie de la terre de une gent creant au fis de Dieu C. F. R.
Cap. DXXXI.
_Lo re domanda: che saràe apresso di questo? Sidrac risponde:_
Apresso uno tenpo quelli (1552) saranno contra di loro nell'aiuto de' tartari; e poi s'accorderanno di venire al ponente, e diventeranno buoni amici insieme. Allora fia il mondo tutto in buona pace, a la subizione di quelli del ponente, franchi (1553); e ciò durerà uno grande tenpo. Ma poi verrà gente molto disconosciuta (1554), e faranno molte ingiurie al popolo del figliuolo di Dio, cristiani; e guadagneranno la terra infino all'acque fredde. I cristiani s'asenberranno contro a costoro, tre nazioni del popolo del figliuolo di Dio, e andranno contra coloro, e metterannogli a niente; e tutti quegli che scanperanno di coloro, si convertiranno alla fede del figliuolo di Dio. Allora ritorneranno anche all'acque fredde, e passeranno; e ritorneranno alla città del figliuolo di Dio, e avranno grande concordia e leale amore intra loro; e ciascuno di loro vorrà donare la signoria l'uno all'altro; e niuno di loro la vorrà ricevere, per fare onore al suo conpagno. Allora, uno dì ch'egli saranno in grandi pensieri di queste cose, istando insieme, si verrà una boce da cielo, e dirà loro: andate, e ciascuno di voi segga nel suo seggio, e faccia sagrificio a Dio; e quello sagrificio che più sarà alzato, di colui per cui si fa sia la signoria. Elli così lo faranno. Allora lo sagrificio di quello del ponente sarà più alzato grandemente, e elli avranno la signoria sopra tutti; e daranno le sottane signorie agli altri. E ciò sarà diritta ragione, ch'egli saranno signori degli altri, egli saranno avanterani (1555) in signoria e in potenzia. Ma egli per la loro umiltà e per la loro bontà vorranno dare l'altre piccole signorie agli altri; si loro confermerà la signoria (1556). E queste cose credo che saranno presso al nascimento del falso profeta anticristo, figliuolo del diavolo. Apresso ciò alquanto tenpo, molte città profonderanno e cadranno, e molte genti nascieranno, e molte dislealtà e falsità si faranno, e molte province arderanno. E questi saranno i segni della venuta del falso profeta anticristo.
(1552) les griex C. F. R.
(1553) et tous seront suges as latins de ponent C. F. R.
(1554) desconoissans C. F. R.
(1555) avanzeranno in signoria e in potenza — Pare che da _avantar_ il traduttore abbia fatto _avanterani_. Il C. F. R. ha: seront davant.
(1556) Corregg. col C. F. R.: et notre segnor... si lor confermera la segnorie.
Cap. DXXXII.
_Lo re domanda: lo falso profeta onde verrà e onde nascierà? Sidrac risponde:_
Lo falso profeta anticristo nascierà nella grande Babilonia e Caire, d'una malvagia femmina della schiatta d'Adamo, lo quale concieputo nel ventre di sua madre, si sarà pieno di spirito di diavolo; e si nodrirà in ria cosa, per incantatori, e sarà re del mondo, perch'elli sottometterà a sè tutta gente, per IIII modi. Ch'elli convertirà in prima a sè tutti i ricchi uomini e nobili, ciò è per doni di grande ricchezze, e lo minuto popolo per paura, ch'egli sarà di crudeli tormenti ch'egli ordinerà sopra loro (1557). E d'altra parte conquisterà gli uomini sottili di scienzia, per grande sottiglieza di scienzia, ch'egli sarà molto pieno di sottili arti, e parlerà molto ingiegniosamente; però ch'egli saprà tutte l'arti e tutte le scritture, e sarà uomo di grande memoria. Per altra parte egli convertirà a sè i religiosi, e quelli che avranno abandonato il mondo per amore di Dio, per segni e per miracoli, ch'egli per gli suoi incantamenti mosterrà ch'egli farà iscendere fuoco d'aria, che arderà tutti gli suoi aversari; e i morti farà per arte di spirito maligno parere sucitati, ch'egli porteranno testimonianza di ciò ch'egli farà; e in questo modo (1558), che i diavoli enterranno nel corpo d'alcuno uomo dampne (1559), e si lo porteranno, e farannolo favellare per loro ingegnio, tutto altressì come s'egli fosse vivo. E si farà adorare e coltivare come Idio; edificherà la città del figliuolo di Dio, Gerusalem; e la gente della prima leggie, ciò sono gli giudei, lo riceveranno a grande onore, ch'egli verranno a lui di tutte parti del secolo. Ma alla fine egli torneranno alla diritta fede del figliuolo di Dio, per la predicazione di due buoni uomini, d'Enoc e d'Elia, ch'egli saranno veraci signori e leali a Dio, elli sofferranno troppo grandi e aspri tormenti. E questi buoni uomini saranno istati rapiti in cielo, è molto tenpo, e di cielo verranno a contastare lo falso profeta; e quello falso profeta gli faràe uccidere. E regneràe tre anni, e poi indegniamente per grande diavoleria metterà lo suo padiglione (1560), però ch'egli vorrà vincere gli giusti uomini, e quivi si troverrà morto di morte subitana, chè Idio l'ucciderà per lo sancto spirito di sua bocca; ciò è a dire ch'egli sarà morto per lo suo sancto comandamento. Quelli giorni saranno gli uomini minori che ora. E il falso profeta regnerà poco più di due anni e mezzo. E noi siamo minori che gli nostri antichi.
(1557) ce est par paor che il lor fera et per iustice che il metra sur iaus C. F. R.
(1558) Ne entendes mie quo il pora les mors resusciter, mais le diable entrera ec. C. F. R.
(1559) Pare che il trad. non abbia intesa la parola franc., onde l'ha trascritta come trovavala.
(1560) au monte Tabor C. F. R.
Cap. DXXXIII.
_Lo re domanda: che farà Idio poi (1561)? Sidrac risponde:_
Quaranta dì rimarranno, però ch'egli possano fare sodisfacimento, quelli che per lo suo inganno furono messi in errore. E apresso questo non sa niuno uomo quando lo giudicamento dee essere fatto. Ma apresso lo giudicamento di Dio, saranno due resurresioni, cioè che Idio risuciterà tutte criature umane, in anima e in corpo.
(1561) Nel n. t.: _che fa Idio più?_ — Abb. pref. la lez. del C. R. 2.
Cap. DXXXIIII.
_Lo re domanda: in qual giorno suciteranno? Sidrac risponde:_
In quello medesimo dì che lo figliuolo di Dio risucitò di morte, risuciterà egli loro; chè li cieli lassù saranno pieni di buone anime di coloro che dopo la morte del figliuolo di Dio furono morti; e i buoni che allora morranno di paura, incontanente suciteranno.
Cap. DXXXV.
_Lo re domanda: risuciteranno quelli che sono nel ventre della madre? Sidrac risponde:_
Tutti coloro suciteranno, che nel ventre di loro madre furono vivi; e di tale statura, come se egli fossono vivuti XXX anni. E tutti i buoni avranno tali corpi, che mai non morranno; e saranno di meravigliosa bellezza. E li malvagi avranno altressì corpi, che mai non morranno; e avranno dolore e pene senza fine. E per tutte le pene che avranno, non usciranno dello 'nferno, e morire non potranno.
Cap. DXXXVI.
_Lo re domanda: in quale ora sarà fatto lo giudicamento? Sidrac risponde:_
Nella mezza notte; a tale ora come lo figliuolo di Dio ispoglierà lo ninferno, a quella medesima ora diliberrà egli gli suoi amici di questo secolo.
Cap. DXXXVII.
_Lo re domanda: come verrà lo figliuolo di Dio al giudicamento? Sidrac risponde:_
Egli verrà come uno posente inperadore e come uno possente re, che dee entrare in una città: che l'uomo porta inanzi lui la sua corona e le sue altre conoscienze, perchè lo suo avenimento sia conosciuto. E in cotale modo verrà lo figliuolo di Dio, a fare lo suo giudicamento. E in quello modo verrà egli di cielo co' gli suoi ordini degli angieli; e gli suoi angeli andranno dinanzi da lui, e porteranno la sua crocie, e si isveglieranno tutto le genti, e risuciteranno, però ch'egli si levino contra (1562) l'avenimento del figliuolo di Dio. Tutti gli alimenti turberanno inanzi lui; e quando il fuoco andrà inanzi lui, egli seranno dinanzi lui. Allora sarà grande tempesta, che tutti gli alimenti si turberanno per lui incontro agli felloni.
(1562) encontre C. F. R.
Cap. DXXXVIII.
_Lo re domanda: dove sarà il giudicamento e chi il farà? Sidrac risponde:_
In una valle. La valle significa questo mondo; e lo monte di questa valle è lo cielo. Però sarà fatto questo giudicamento, ch'ello sarà fatto in questo mondo, là ove i malvagi saranno istabiliti dalla sinistra parte del nostro signore, e li buoni e gli giusti dalla destra parte, come le berbici (1563). La sua destra è la sua gloria; e la sua sinistra, giustizia. Ma li giusti per la loro umilità andranno in cielo, e gli malvagi andranno sotto la terra, in ninferno, là ov'egli non avranno niuna redenzione.
(1563) come brebis C. F. R.
Cap. DXXXVIIII.
_Lo re domanda: in che forma si dimosterrà il figliuolo di Dio? Sidrac risponde:_
Lo figliuolo di Dio si dimosterrà in quella medesima forma ch'egli fia, quand'egli trafigureràe tra li suoi disciepoli, in una montagna. Agli felloni si dimosterrà in quella maniera egli fia quand'elli sarà in crocie.
Cap. DXL.
_Lo re domanda: sarà scura l'aria? Sidrac risponde:_
Non, niente, ma una grandissima chiarezza, in similitudine di croce, la quale sarà più lucente e più bella che il sole; e elli faràe lo giudicamento, che a lui sarà fatta la 'ngiuria. E allora ch'egli averà vinti e sottomessi i suoi nimici, elli averà la sua isposa ricevuta. Allora sarà nella sua maestade, cioè a dire che l'umanità riposerà nella divinità.
Cap. DXLI.
_Lo re domanda: gli ministri del figliuolo di Dio saranno al giudicamento? Sidrac risponde:_
Le loro coscienzie avranno sedie, e quivi si riposeranno egli; e quand'egli avranno vinto lo secolo e gli vizii, egli saranno veduti in aria; ch'egli è scritto ch'egli saranno sopra sedie al giudicamento.
Cap. DXLII.
_Lo re domanda: come sarà fatto il giudicamento? Sidrac risponde:_
Allora (1564) saranno mescolati i buoni e li malvagi insieme, e molti v'avrà di quelli che paranno buoni, e saranno rei; e tali sono che sono tenuti rei, che sono molti buoni uomini. Ma allora dipartiranno gli angeli gli buoni da' rei; tutto altressì come lo grano è sparto dalla paglia, così saranno dipartiti in tre parti: l'una parte è de' perfetti uomini, gli quali faranno lo giudicamento col nostro signore insieme; e l'altra maniera, gli quali saranno giudicati ad avere la gloria di paradiso, ciò fieno gli buoni; la terza saranno i malvagi, che saranno dannati ad avere ispiritual (1565) pene.
(1564) Ores sont C. F. R.
(1565) sempiternale C. R. 2.
Cap. DXLIII.
_Lo re domanda: quali saranno quelli che faranno il giudicamento? Sidrac risponde:_
Li buoni che debono nasciere, li quali anunzieranno la venuta del gran profeta figliuolo di Dio; e quelli che saranno presso all'avenimento del figliuolo di Dio, e sufferranno per lui martirio, siccome fieno apostoli e tutti quelli che saranno principali confessori della sua magione; e quelli che serveranno la loro verginitade per lo suo amore, e faranno de' loro corpi astinenzia, gente religiosa; quelli che mosteranno che averanno seguitata la sua dottrina all'asenpro del figliuolo di Dio; poi (1566) saranno degni d'avere lo regno del cielo co' lui.
(1566) por ce C. F. R.
Cap. DXLIIII.
_Lo re domanda: chi saranno quelli che così saranno giudicati? Sidrac risponde:_
Quelli che lealmente meneranno la loro vita con le loro femmine; e quelli che raccatteranno gli loro peccati per limosine e per buone penitenzie. A coloro dirà lo figliuolo di Dio: venite, benedetti dal padre mio, e si riceverete lo regnio, che v'è aparecchiato dal cominciamento del mondo. Io ebbi fame, e voi mi desti da mangiare; io ebbi sete, e voi mi desti da bere; io fui ignudo, e voi mi vestisti; io fui sanza albergo, e voi m'albergasti; io fui malato, e voi mi vicitasti. Che il figliuolo di Dio sarà quivi come uomo, e tutti gli altri intorno a lui corporalmente. E queste parole fieno dette, perchè tutti sapiano bene per quale ragione saranno salvi o dannati ciascuno.
Cap. DXLV.
_Lo re domanda: saravvi niuno perito (1567) sanza giudicamento? Sidrac risponde:_
Si, sono quelli che fecero o faranno peccato sanza legge; e quelli che faranno peccato apresso la morte del figliuolo di Dio, e vorranno del tutto tenere la vecchia leggie, sanza la nuova, in tutto saranno sanza leggie. E quelli che negheranno il figliuolo di Dio, tornerà il giudicio in loro dannazione, ch'egli vedranno colui che egli crocifissero. Che tutti i malvagi fieno altressì come stati consentevoli alla morte del figliuolo di Dio.
(1567) Nel cod. _pericolo_. — Abb. corr. _perito_ sulla scorta del C. F. R. e del C. R. 2., che ha: _se nullo perirà senza giudicio_.
Cap. DXLVI.
_Lo re domanda: quali saranno quelli che saranno dannati e quelli che saranno salvi? Sidrac risponde:_
Li buoni che fanno e fecero lo comandamento di Dio; e gli profeti ch'annunziarono la venuta del figliuolo di Dio; e li suoi ministri apostoli; e li giudei che innanzi la venuta del figliuolo di Dio non peccarono contra gli X comandamenti che loro invierà Idio; e quelli che faranno lo comandamento di Dio. I cristiani saranno salvi e degni d'avere gloria del cielo; e quelli che peccheranno contra i X comandamenti, che Idio manderà a uno uomo; e quelli falsi che per le loro male opere divoreranno lo figliuolo di Dio, e peccheranno contra lui e contra i suoi comandamenti; quelli saranno gli perduti e' dannati. E a coloro dirà il figliuolo di Dio: partitevi da me, voi che siete maledetti. Allora mosterranno loro gli buoni, per gli loro meriti (1568), che gli rei non vollono seguire nè in detti nè in fatti i loro meriti nè le loro opere (1569). Apresso dirà che egli sono degni di tutti tormenti; che il figliuolo di Dio turberà le foglie (1570). E tutte le altre cose passibilmente giudicheràe. Egli darà dirittamente la sentenzia contro gli felloni; onde gli senberràe ch'egli sieno felloni; che ciascuno giudicherà la sua coscienzia, che egli saranno alluminati della croce di Dio. Chè tutto altressì come lo sole è ora veduto da tutte genti, tutto altressì aparirà la croce del figliuolo di Dio a la coscienzia di tutti.
(1568) car les bons diront et monstreront par lor merites che li mauvais etc. C. F. R.
(1569) lor dis ne lor fais C. F. R.
(1570) Onde sieno uscite le _foglie_ non sapremmo. Nel C. F. R.: eaus troblera le fis en la soe ire, et le feu li devorera.
Cap. DXLVII.
_Lo re domanda: conosceranno allora il bene e 'l male che fecero in questo secolo? Sidrac risponde:_
La dottrina e l'esenpro di quelli che insegniano la venuta del figliuolo di Dio ed i suoi ministri, e quelli che scriveranno i suoi santi vangeli e parole, e quelli che sofferanno per lui martiri e morte, e quelli che saranno governatori della sua santa chiesa, e i confessori, e quelli che per lo suo amore guarderanno la loro verginità e la sua dottrina e li suoi asenpri, saranno veduti da tutti; e vedrassi apertamente lo loro bene, ch'egli avranno fatto; e molto grande allegrezza avranno di ciò, ch'egli avranno ischifati i mali. E gli malvagi vedranno in loro ciò ch'egli doveano avere ischifato; di che egli avranno grande trestizia. Ma quella trestizia e dolore non varrà loro niente.
Cap. DXLVIII.
_Lo re domanda: che sarà dopo il giudicamento? Sidrac risponde:_
Quando lo giudicamento sarà fatto, si sarà traboccato lo diavolo nel profondo dello 'nferno, con tutti gli malvagi insieme co' lui; e lo figliuolo di Dio andrà egli con tutti i suoi compagni nella città del suo padre, cioè la stazione del cielo. E saranno tutti i buoni nell'umanitade del figliuolo di Dio, e regneranno nella sua santa magione, nella divinità. Lo figliuolo di Dio sarà allegro di tutte le allegrezze de' suoi sudditi; e ciascuno avrà compiuta allegrezza, in vedere lo figliuolo di Dio.
Cap. DXLVIIII.
_Lo re domanda: che sarà fatto del secolo (1571) dopo lo suo giudicamento? Sidrac risponde:_
Egli arderà tutto; che tutto altressì come l'acqua del diluvio uccise lo secolo, e montò sopra gli nuvoli (1572) XV gonbiti, tutto altresì sarà lo fuoco più alto ch'e' monti XV gonbita. L'amirazione (1573) di questo secolo, e le parti e le stagioni, ciò sono gli freddi e gli caldi e le gragnuole e li venti e i tuoni e le folgore e l'altre tribolazioni di questo secolo, saranno allora tutti purgati; e rimarranno netti e mutati; che Idio gli muterà. Che tutto altressì come la figura de' nostri corpi passerà, e riavremo altro corpo, che troppo sarà migliore che questo, tutto altressì la figura di questo secolo trapasserà tutto; e avrà poi più graziosa forma; che Idio farà novello cielo e novella terra; e poi apresso rinovellerà lo sole e la luna e le stelle, che ora non si finano d'andare nè di correre. Tutte cose fieno rinovellate, che il sole sarà VII volte più bello che ora; la luna e tutte l'altre stelle saranno vestite di molta bella chiarezza. L'acqua che toccherà lo corpo del figliuolo di Dio, e che laverà gli corpi de' buoni uomini, in questo secolo, si sarà più chiara che niuno cristallo; la terra che nodrirà lo corpo del Figliuolo di Dio dentro da sè, si sarà paradiso; la terra, però ch'ella sarà innacquata del sangue de' buoni, che per l'amore del figliuolo di Dio egli lo sparsono, ella sarà inbellita di molte maniere di fiori e di delizie, delli ulivi e delle rose. Questo è lo giudicamento che Idio farà. La terra la quale è piena di spine e di cardoni, si sarà benedetta da Dio senpiternalmente, e mai non avranno labore nè dolore.
(1571) _mondo_ C. R. 2.
(1572) sopra li omini C. R. 2.
(1573) La mirablete des choses C. F. R.
Cap. DL.
_Lo re domanda: che corpi avranno gli buoni uomini? Sidrac risponde:_
Egli avranno gli corpi sette cotanti più belli che lo sole; e di più bello coraggio e' saranno, di quello tenpo ch'egli erano, quando egli trapassarono di questo secolo.
Cap. DLI.
_Lo re domanda: saranno egli ignudi o vestiti? Sidrac risponde:_
Egli saranno ignudi di convotizia (1574) e di malizia; e saranno vestiti di vestimento di grazia e di gloria e di salvazione e d'allegrezza. Averanno e saranno ripieni di perfetto senno e di tutte bellezze; e gli loro membri non avranno vergognia (1575), più che noi abiamo del volto e degli occhi, quando l'uno mira l'altro.
(1574) convoitise C. F. R.
(1575) e di loro membro C. R. 2.
Cap. DLII.
_Lo re domanda: potranno egli fare ciò che vorranno senza licenzia? Sidrac risponde:_
Egli non vorranno niuna cosa, altro che buona. E però faranno egli francamente ciò ch'egli vorranno. In tutti luoghi ov'egli vorranno essere, saranno, sanza punto dimorare. E' non avranno altra cosa in opra, fuori che riguardare Dio (1576); e lo loderanno; e la loro loda si è ciòe, che ànno la visione del nostro signore.
(1576) Ellino non vorranno altra cosa che riguardare Dio C. R. 2.
Cap. DLIII.
_Lo re domanda: che allegrezza avranno? Sidrac risponde:_
L'alegrezza sarà tanta, che mai occhi d'uomo tanto videro, nè orecchie udirono, nè cuore non potrebe tanto pensare, ciò che Idio à ordinato a coloro che lui ameranno e seguiranno; ch'egli avranno senpre etternale vita, e senpiternale fede, e conoscimento di Dio, abondanzia di tutti i beni, senza niuno mancamento, e sanza niuna fame. Gli corpi avranno VII ispeziali glorie, e l'anime altre VII. Gli corpi avranno belleza, isnellità, forteza, francheza, diletto, sanità, onore, sicurtà, allegrezza (1577); alla quale ci conduce quelli che vive e regna per tutti i secoli de' secoli. Amen.
(1577) Il C. R. 2. seguita: l'anime avranno sapienza, amistà, concordia, potestà, onore, sicurtà, allegrezze.
Cap. DLIIII.
_Come Sidrac domanda lo re. Botus come li risponde (1578)._
Sidracco domanda lo re: volete voi altra cosa, ch'io sono aparecchiato di tutto dirvi, per la volontà del nostro signore? Lo re rispuose e disse: Iddio ti benedica, e ti dia la sua grazia sempre; chè tu m'ài mostrata la via, per la quale io posso andare a essere de' sergenti del re del cielo. Tu m'ài tratto di scurità e messo in chiarezza; tu m'ài detto pienamente ciò ch'io desiderava di sapere, e non poteva trovare persona che dire me lo sapesse. Ora io ò assai saputo delle cose che sono buone all'anima e al corpo salvare. Però possiamo oggi mai pensare del nostro fatto, al quale noi possiamo oggimai intendere; che però siamo noi venuti in questo strano paese.
Ora cominciamo (1579) al fatto del re Botus.
(1578) Nel C. R. 2.: _Qui parla come Sydrach domanda lo re, e lo re Botus risponde._
(1579) retornons C. F. R.
Cap. DLV.
_Come lo re Botoso volle compiere ciò ch'egli avea inpreso a fare._
Allora montò a cavallo lo re Botus, egli e la sua gente e il suo maestro Sidraco; e vennono all'entrare della terra del re Garabo, a fare la torre ch'egli dovea fare. E Sidrac fece venire maestri, e fece mettere pietre nel fondamento della torre, al nome di Dio; e in XVI dì fue la torre fatta e compiuta.
Cap. DLVI.
Quando lo re Garabo vide che lo re Botus avea fatta e conpiuta la torre, egli fue tutto isconfortato, e non seppe che consiglio si dovesse pigliare. E seppe allora bene che gl'idoli nè loro forza no' gli poteano valere niente. Ond'egli fece aparecchiare messaggi, e mandò pregando lo re Botus, che avesse merciè di lui.
Cap. DLVII.
Lo re Botus gli mandò a dire, per lo consiglio di Sidrac suo maestro, che s'egli volesse lasciare in tutto gl'idoli, e credere nel vero Iddio, egli avrebbe merciè di lui. E lo re Garabo gli mandò a dire, ch'egli lo farà volentieri. E così si convertì a Dio, e ruppe tutti gl'idoli ch'egli avea. Lo re Botus, inanzi ch'egli morisse convertie tutto le sue contrade, e quelle dello re Garabo, alla fede del figliuolo di Dio, per lo consiglio di Sidrac suo maestro. Ma apresso alla morte di Sidrac e dello re Botus, per lo consiglio del diavolo tutti ritornarono ad adorare gl'idoli, e furono poi piggiori che prima (1580).
_Conpiuto di scrivere a' dì XIIII di febraio, 1382, per mano di Benedetto di Banco degli Albizi. Cristo ne sia lodato. Amen. Alle 3 ore._
(1580) Dopo queste parole il C. R. 2. seguita: Così finisce lo savio filosofo il suo libro d'astrologia, nominato Sydrach, lo quale lasciò la scienza dopo lui, ond'ella fue profitabile alla giente. Ora preghiamo tutti comunemente Idio lo creatore che ci dia la sua grazia, che noi possiamo intendere e mettere in opera ciò che questo libro del savio filosofo c'insegna, a onore del corpo e profitto dell'anima. Amen. — Le stesse parole leggonsi nel C. F. R.
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