Il libro di Sidrach: testo inedito del secolo XIV pubblicato da Adolfo Bartoli

Part 30

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(1421) di alto C. R. 2. — de morir de cop de best. C. F. R. — Potrebbe intendersi: _cadere da un dirupo_; o forse _cadere e dirupare_.

(1422) brigante C. R. 2.

(1423) di morte subitana C. R. 2.

Cap. CCCCXLVII.

_Lo re domanda: che sarà del fanciullo se Aries è stato contro alla sua pianeta, e Iupiter al punto della sua natività? Sidrac risponde:_

Lo garzone che è nato in questa pianeta, egli sarà comunale garzone a nudrire; e da VII anni inanzi avrà grande malatie, infino a XVI anni. Sarà savio garzone; e avrà ventura di vendere e di conperare; e sarà bello uomo e bianco e ritondo; e amerassi di portare (1424) nettamente; e dotterà troppo signoria. Lo suo essere migliorerà tuttavia in riccheza. Egli troverrà avere sotterra; e sarà amato da femmina e da' suoi. E sarà di grandi pensieri, e piccolo mangiatore e leggiere; e non amerà nimica troppo lo servigio del suo Dio. Spesse volte si muterà d'uno luogo in uno altro. E avrà una sola moglie in sua vita; e avrà molti fanciulli; e sarà di belle parole e di belle risposte; e sarà pauroso, e molto lusurioso. Le femmine signoreggieranno lo suo corpo. Le vivande agre gli saranno contrarie. Lo migliore giorno della settimana gli sarà lunedì; e de' mesi il giugno; e del vestire il bianco.

(1424) e amerà di portare sè C. R. 2.

Cap. CCCCXLVIII.

_Lo re domanda: che sarà del fanciullo se Aries è stato contrario? Sidrac risponde:_

Se Aries lo primo segno fia istato contro alla sua pianeta, al punto di sua natura (1425), egli avrà arte di vendere e di conperare, e sarà ricco uomo; e avrà segno nel ventre; e sarà in pericolo d'acqua; e se egli di questo scanpa, viverà grande tenpo. Se Taurus v'è stato, egli averàe arte di cuoi; e sarà povero uomo; e avrà segno nel collo; e sarà in pericolo di signoria; e se di questo iscanpa, viverà lungo tenpo. Se Gemini vi fia istato, egli avrà arte di lettera e di penna; e saràe molto savio uomo e ricco e di grande podere; e avrà segno nel braccio; e avrà pericolo d'acqua; e se di questo scanpa, viverà brieve tenpo. Se Cancer vi fia istato, egli sarà grande uomo possente: e avrà segno nelle reni; e sarà in pericolo di morte d'arme; e se di questo scanpa, viverà gran tenpo. Se Leo v'è stato, egli avrà arte d'arme; e sarà povero uomo e ardito; e avrà segno presso del fermamento (1426); e sarà in pericolo di morte di colpo di bestia; e se di questo scanpa, viverà brieve tenpo. Se Virgo fie stata, egli avrà piccoli figliuoli (1427). Se Libra fia stata, egli avrà arte di stormenti; e sarà ricco uomo; e avrà segno nel bellico; e fia in pericolo di signoria; e se di questo scanpa, viverà lungo tenpo. Se Scorpio v'è stato, egli avrà arte di ferro; e fia povero uomo; e avrà segno nella natica; e sarà in pericolo di cadere da alto; e se di questo scanpa, viverà brieve tenpo. Se Capicornio v'è stato, egli avrà arte d'agora; e fia povero uomo; e avrà segno nel volto; e sarà in pericolo d'essere magagnato; e morrà giovane. Se Aquario v'è stato, egli sarà lavoratore di terra; e sarà povero uomo; e morrà giovane sanza niuno pericolo; e avrà segno nelle mani. Se Piscies fia istato, egli avrà arte d'andare e di venire; e sarà comunale uomo di podere; e avrà segno al bellico; e sarà in pericolo d'acqua; e se di questo scanpa, viverà gran tenpo. E se la criatura è femmina, tutto altressì a questa ragione fia di questa natura, cioè di quello che apartiene a fatto di femmina.

(1425) natività C. R. 2.

(1426) pres dou fundement C. F. R.

(1427) Così anche nel C. R. 2.; ma crediamo che la vera lezione sia quella del C. F. R.: se Virgo a este il mora petit enfant.

Cap. CCCCXLVIIII.

_Lo re domanda della natura del garzone (1428). Sidrac risponde:_

Lo fanciullo ch'è nato (1429) in questa pianeta sarà buon fanciullo, di buona aria a nodrire; e avrà grande malizia nella sua gioventudine. Di X anni sarà umile fanciullo, e amerà lo suo Iddio e lo suo comandamento, e sarà di buone parole e di buona iscienzia. E sarà lungo uomo e bianco; e non averà moglie in tutta la sua vita; e non amerà lo peccato; e fia casto; e piccolo mangiatore e piccolo bevitore. Lo migliore giorno della settimana gli fia lo martedì; e de' mesi lo maggio. Le collere gialle signoreggieranno lo suo corpo. E de' vestimenti gli sarà lo biadetto migliore.

(1428) Nel C. F. R. questo Cap. ha per titolo: _Mars_.

(1429) Nel n. t.: _detto_. — Abb. corr. col C. R. 2.

Cap. CCCCL.

_Lo re domanda: che sarà dal fanciullo se Aries è stato contro a Sol? Sidrac risponde:_

Se Aries lo primo segno è stato contro la sua pianeta, al punto della sua natura, egli sarà possente uomo e grande, cioè signore; e avrà segno nel ventre; e sarà in pericolo d'arme; e se di questo scanpa, viverà gran tenpo. Se Taurus fia stato, egli non toccherà nimica gli VII anni. Se Gemini fia stato, egli avrà arte di vendere e di conperare; e non avrà niuno pericolo; e sarà ricco uomo; e avrà segno nella gamba; e viverà assai. Se Cancer fia istata, egli viverà piccolo garzone. Se Leo fia stato, egli sarà uomo d'arme; e avrà segno nel collo. Se Virgo fia stata, egli avrà segno nel volto; e in pericolo d'acqua, e se di questo scampa, viverà lungamente. Se Libra fia stata, egli avrà arte di bilancie; e fia ricco uomo; e morrà sanza niuno pericolo (1430); e avrà segno nel membro. Se Sagittario fia stato, egli avrà arte di legname; e sarà ricco uomo; e avrà segno nella coscia o sopra il pettignone; sarà in pericolo d'essere vocolo; e viverà lungamente. Se Capicornio fia istato, egli avrà arte di lettera; e morrà giovane; e sarà povero uomo; e avrà segno al petto. Se Sagittario fia istato, egli avrà arte di tessere; e fia ricco uomo e comunale. Se Pisces fia istato, egli avrà arte di lettera; e sarà molto possente uomo, e onorato; e avrà segno al braccio. E se la criatura fia femina, tutto altressì averrà a questa medesima ragione, a ciò che a femina s'apartiene.

(1430) e sarà in pericolo d'essere vocolo C. R. 2.

Cap. CCCCLI.

_Lo re domanda: che sarà del fanciullo nato in Mercurio, che ne dice elli? Sidrac risponde:_

Lo fanciullo che è nato in questa pianeta sarà amato in sua piccolezza dalla gente; e sarà avenente, e di buona notricatura. E poi diventerà orgoglioso e maldicente; e sarà fedito di lancia per la sua lingua; e sarà scarso e cupido. E piglierà una femmina in sua vita, e avrà due fanciulli. E sarà di male parole e di mali pensieri. Le collere gialle signoreggieranno lo suo corpo. E di vestimenti gli sarà buono il verde; lo migliore giorno della settimana gli sarà lo giovedì; e lo migliore mese dell'anno gli sarà febraio.

Cap. CCCCLII.

_Lo re domanda: che sarà del garzone, che ne dice Mercurio (1431)? Sidrac risponde:_

Lo fanciullo ch'è nato in questa pianeta egli sarà comunale a nudrire (1432); e sarà in pericolo di cadere in fuoco; e se di questo scanpa, egli sarà bello fanciullo, insino a otto anni; e poi insino a XIIII anni avrà grande malatie. Le flemme nere signoregeranno lo suo corpo, le vivande agre gli saranno contrarie; gli vestimenti bianchi gli saranno buoni; lo migliore giorno della settimana gli sarà lo venerdì; e de' mesi l'ottobre. Se Aries lo primo segno è stato contro alla sua pianeta, al punto del suo nascimento, egli avrà arte di bilancie; e sarà ricco uomo; e avrà segno nel petto; e viverà lungamente.

(1431) Nel C. R. 2.: _che ne sarà del fanciullo che sarà nato in Marte?_

(1432) Il n. t. ha: udire. — Abb. corr. col C. R. 2.

Cap. CCCCLIII.

_Lo re domanda: che dice la Luna del fanciullo? Sidrac risponde:_

Lo fanciullo che è nato in questa pianeta egli sarà noioso garzone a nodrire; e sarà sano garzone infino a XV anni; fino a XXII sarà tuttavia malato; e sarà lungo e bianco e cupido; e avrà malvagio istomaco; e porterà la sua vita orgogliosamente. Le vivande agre gli faranno prode; lo migliore giorno della settimana gli sarà il sabato; e de' mesi il dicenbre. Se Aries lo primo è stato contro la sua pianeta, al punto della sua natività, egli sarà ricco uomo; e avrà segno al pettignone; e sarà in pericolo di morte, in fuoco; e se di questo scanpa, e' viverà lungamente. Se Taurus fia istato, egli sarà possente uomo, e avrà pericolo d'essere contratto; e viverà lungamente. Se Gemini fia stato, egli avrà arte di lettera; e sarà possente uomo d'altezza; e avrà segno nella poppa; e viverà comunal tenpo sanza pericolo. Se Cancer fia istato, morrà povero uomo, lavoratore di terra; e fia malfattore; e viverà molto. Se Virgo fia istato, egli avrà arte d'agora; e avrà segno agli orecchi; e sarà in pericolo d'acqua; e se di questo scanpa, viverà brieve termine. Se Libra fia stata, egli avrà arte di ferro e di fuoco; e sarà povero uomo; e avrà segno nella gola; e viverà lungamente. Se Scorpio fia istato, egli sarà rubatore e malfattore; e avrà segno nel ventre; e sarà in pericolo d'essere inpiccato; e se di ciò scanpa, viverà lungamente. Se Sagitario fia stato, egli avrà arte di cuoio; e avrà segno nel volto; e avrà pericolo di bestia; e se di ciò iscampa, viverà lungamente. Se Aquario fia stato, egli avrà arte di vendere e di conperare; e sarà in pericolo d'acqua; e se di questo scanpa, viverà comunal tenpo. Se Pisces fia istato, egli avrà arte di legname; e avrà segno alle natiche; sanza niuno pericolo viverà brieve tenpo. E se la criatura è femina, lo suo essere fia in quella medesima ragione, di tutto ciò che apartiene a fatto di femina.

Cap. CCCCLIIII.

_Lo re domanda: di quante maniere e di quante virtù sono lo pietre preziose, e ove si trovano? Sidrac risponde:_

Sarde (1433) e granate e lamandine (1434) e giaconte (1435) sono contate insieme (1436). Ma le giaconte ànno la vertù di tutte queste pietre. Ella dà colore gentile e vermiglio; e fa l'uomo giocoso, e diventare giovane e leale; e fa all'uomo dimenticare lo suo contrario; e non teme niuno tosco nè veleno di mala bestia. Quelli che porta questa pietra può passare per luoghi pericolosi. E lealmente lo ricolgono gli osti in albergo. E quand'elli domanda cosa ove egli àe ragione, la sua ragione gli darà dirittamente (1437).

(1433) Cf. _C. Plinii Sec._, Hist. Nat. XXXVII, 31. La _Sardonia_, o _pietra Sarda_, è una varietà delle agate.

(1434) Alamandines C. F. R. Forse _adamantines_? »Alamandina a loco in quo secundum plurimum generatur, sic vocatur, hoc est ab Epheso quae Alabandina vocatur alio nomine. Est autem ruborem habens fulgentem, et est lapis claris ut Sardinus». _Alb. Magn._, De Miner., I.

(1435) _Giarconsia_ o _Giarcone_ — È un silicato di zirconio.

(1436) sont crees ensemble C. F. R.

(1437) si gli fie data dirittamente C. R. 2.

Cap. CCCCLV.

_Lo re domanda: che à a fare lo topazio (1438)? Sidrac risponde:_

Topazio è di giallo colore, e è d'una maniera d'oriente e d'arabo, e sono gli migliori topazi. Egli guarisce e rifreda d'una malizia che à nome fie (1439). Chi è segnato di topazio, già più non crescerà la sua malizia. Topazio ritrae alla luna, e piglia simiglianza (1440). Quando la luna è laida e piovosa (1441), si è questa pietra torbida; quando la luna è bella, si è questa pietra più bella e più chiara e di migliore colore. Chi porta questa pietra, ama di portare lo suo corpo nettamente e castamente, e più ama e più teme lo re celestiale. Questa pietra à colore d'oro e d'azurro. Li re (1442) deono spesso riguardare topazio, perch'ella dà buona ricordanza a quelli che la raguardano, e falli pensare alla reale vita coronata, che giammai non fallerà. Topazio è pur cotale com'elli nasce (1443); e perch'elli è così piacente che non cale altrui di pulirlo; e anche perciò non perde la sua virtù nè la sua forza. Topazio dee essere sopra oro.

(1438) _che virtù àe lo topazio?_ C. R. 2.

(1439) Nel n. t.: che anno fie. — Nel C. R. 2.: che ànno. — Nel C. F. R.: chi a nom fie. — E secondo quest'ultima lezione, come quella che ha un qualche senso, abbiamo corretto.

(1440) retrait a la lune par semblant C. F. R.

(1441) chant la luneison est laide ec. C. F. R.

(1442) Manca al n. t. _li re_. — Abb. suppl. col C. R. 2., sulla scorta del C. F. R.

(1443) Toupasse tel com'il naist est melior C. F. R.

Cap. CCCCLVI.

_Lo re domanda: che à a fare lo smeraldo?_

Ismeraldo sormonta tutti i verdori. Li fini ismeraldi vengono di Soria, del fiume di paradiso. Ismeraldo migliora gli occhi, e lo vedere guarda di peggiorare (1444). Lo smeraldo crescie le riccheze, e fa l'uomo in parole atemperare (1445). E si guariscie una malattia del cuore; e si vale molto contra le gotte, e incontro a tempesta, e incontro a guerra. Sapiate che quelli che lo smeraldo porta sopra sè, più ama di portare suo corpo nettamente, e più si guarda d'udire villanie, e più si mantiene godente e bello e netto, e pensa nella sua anima; e più ama netti diporti e buone opere; chè Idio donò a questa pietra questa virtù. Ismeraldo è sopra la terra pietra nomata di Dio. Una maniera di bestie sono che ànno nome grifon, che guardano gli smeraldi sopra lo fiume di paradiso, nella terra di Soria. E questo maniere di bestie ànno lo corpo dinanzi a modo d'aquila, e dietro a modo di lione. E una maniera di gente che ànno nome Atrupes (1446), che non ànno se non uno occhio nel mezzo della fronte; quelli vanno tutti armati al fiume, e pigliano di questi ismeraldi; e queste bestie gli difendono tanto come possono; ma quelli sono armati, e torre no' gli possono loro (1447). Esmeraldo netto e gentile è molto verdissimo.

(1444) et guarde la veue C. F. R.

(1445) et fait a home paroles atempees C. F. R.

(1446) Arimpiles C. F. R.

(1447) Odasi il dotto Alberto Magno parlare dello smeraldo (De Miner., II.): »Fertur quod illi de nidis griphonum auferuntur, qui lapidem hunc cum crudelitate magna custodiunt: dixit enim unus de Graecia veniens, veridicus et curiosus experimentator, quod ille lapis nascitur in rupibus qui sunt sub aqua maris et quod ibi frequenter invenitur..... Expertum autem est temporibus nostris quod hic lapis, si vere bonus et verus est, non sustinet coitum: propter quod rex Ungariae, qui nostris temporibus regnat, in coitu cum uxore sua lapidem hunc in digito habuit, et propter coitum in tres partes fractus fuit. Et ideo probabile est quod hic lapis gestantem se ad castitatem inclinat. Ferunt etiam quod auget opes, et in causis dat verba persuasoria, et quod collo suspensus curat emitriteum et caducos morbos... Dicunt etiam quod bonam facit memoriam, et quod tempestatem avertit, et valet divinantibus».

Cap. CCCCLVII.

_Lo re domanda: che à a fare il rubino? Sidrac risponde:_

Rubino è vermiglio, e vince tutte le cose vermiglie. Lo gentile rubino fine e netto è lo signore delle pietre. Egli è la gemma delle gemme. Egli à vertù delle pietre preziose e di sopra queste (1448); e di questa signoria (1449), quando quelli che lo porta è tra gente, tutti gli portano onore e riverenza, e si ringioiscono della sua venuta. Le bestie che beono dell'acque dove il rubino è stato, guariscono della loro malizia. Chi in buona credenza raguarda questa pietra, ella il conforta, e fagli ubriare tutti i suoi contrarii, per la vertù di Dio. Ella pasce gli occhi, e conforta il cuore: e con questa à l'uomo signoria sopra tutte le pietre che preziose sono (1450). Rubino è trovato nella profonda India, nel fiume di paradiso (1451).

(1448) Il a la vertus des pierres preciousses par dessus toutes C. F. R.

(1449) egli àe vertù che quando quelli che lo portano adosso C. R. 2. — il est de tel segnorie C. F. R.

(1450) Il n. t. è conforme al C. F. R. — Ma migliore sembra a noi la lez. del C. R. 2.: con questo àe l'omo signoria. Sopra tutte le pietre preziose sono li rubini.

(1451) Anche del rubino vedi le virtù miracolose in _Alb. Magn._ loc. cit.

Cap. CCCCLVIII.

_Lo re domanda: che à a fare il zaffiro? Sidrac risponde:_

Zaffiro è molto convenevole pietra in dito di re; e molto è santissima pietra e graziosa. Nella rena di Libeo, nel fiume d'Oriente, presso d'uno petrone di mare, sono trovati i zaffiri, più che in niun'altra parte. Quello è gentile zaffiro che somiglia al puro cielo. Nella profonda acqua sono trovati i zaffiri iscuri; ma egli non sono nimica di quella virtù. Ma tutti sono dalla parte di Dio virtudiosi e pieni di grazia. Queste tre maniere di pietre di zaffiri distornano follie e invidia, e confortano i corpi e i menbri, e istornano l'uomo da prigionia; e gli aiutano a diliberare (1452). E gli prigioni gli deono toccare a' IIII cantoni della prigione e a' suoi legami; e s'egli àe (1453) la buona credenza, egli sarà diliberato, per la virtù di Dio, ch'egli à donato a' zaffiri. Zaffiro è buono per acordare genti insieme, e per rompere malie; e molto vale a guarire di bocche, e di tutte enfiagioni; che l'uomo mette lo zaffiro nell'acqua, e poi gli dà a bere di quella acqua. Idio consiglia quelli che nettamente lo porta. Zaffiro è del colore del cielo; ma si somiglia biadetto (1454). Chi zaffiro isguarda tutto bene gli aviene, tuttavia.

(1452) e s'egli è in prigione ellino l'aiutano diliberare C. R. 2.

(1453) Nel n. t.: e acciò che. — Abb. corr. col C. R. 2.

(1454) mais la force de l'autre veue semble qu'il soit blef. C. F. R.

Cap. CCCCLVIIII.

_Lo re domanda: il diaspro (1455)? Sidrac risponde:_

Diaspri sono di VIIII maniere, e di diversi colori; e sono trovati in fontane del mondo (1456). Ma lo diaspro ch'è verde, è migliore che gli altri. E quando v'àe candelle vermiglie (1457), e ispartite e intagliate di vecchie intagliature (1458), quelli è lo signore de' diaspri. E si è buono contra tutti i vermini. E se tosco è recato là ove diaspro sia, egli suderà, e muterà via di colori. E si dee per ragione istagnare il sangue a quelli che àe buona credenza; e dee guarire di febre di ritropisia. Chi diaspro guarderà incontro lo giorno, egli fia guardato di fantasima. E fa l'uomo possente e savio. E molto vale a femina che partorisca figliuoli, e più tosto partorisce. Diaspro guarda l'uomo di contrario. Chi lo porta egli si dee guardare nettamente (1459). Diaspro è verde e di bello verdore (1460).

(1455) Nel C. R. 2.: _che virtù ànno li dyaspri?_

(1456) en soveraines parties dou monde C. F. R.

(1457) guotes vermeiles C. F. R.

(1458) entailes de veille entaille C. F. R.

(1459) chi le porte doit mener nete vie C. F. R.

(1460) Fra tante virtù, non è qui detto di quella più comunemente attribuita dagli antichi al diaspro, di dare facondia agli oratori. Nè l'altra, da Alberto Magno ricordata, _quod gestantem se a luxuria prohibet_.

Cap. CCCCLX.

_Lo re domanda: che à a fare di liguria? Sidrac risponde:_

Liguria (1461) è una pietra trovata nella terra d'India, sopra il fiume pieno di foreste. E una bestia che à nome lins (1462) la guarda, e la ripone dentro alla sua gola, bene in profondo, per le sue virtudi grandi, che non ci siano attevole (1463). Ligure sono di più maniere; ma la migliore èe a colore d'oro; e tali ne sono di colore di mora (1464), e altre di colore d'incenso. E tali ne sono che ànno colore di giarcande. A questa pietra Iddio donò molta virtù. Ella distorna l'uomo di malvagi vizii; e si è bona a portare incontro a più maniere di genti; e guarisce lo male dello stomaco; e fa l'uomo allegro ch'è adirato e malinconoso; e stagnia il sangue de' menbri. La femina che ligura porta, ella è più piacevole. Questa pietra si rinfresca lo colore. Chi la porta in bocca, e chi la tocca agli occhi, ella caccia la malizia. E quella bestia che la guarda, ella si corica nella rena, per meglio guardare questa pietra.

(1461) Lyngurium Cf. _C. Pl. S._, H. N. XXXVII, 13.

(1462) Nel n. t. e nel C. R. 2.: lius. — Ma è certo che deve leggersi _lins_, essendo notissima la favola del lincurio e della lince, di che parlano gli antichi. — Cf. _Leopardi_, Err. degli ant. XVIII. Plinio, dove parla del lyngurium scrive: »Fieri autem ex urina quidem lyncis, sed egestam terra protinus bestia operiente eam, quoniam invideat hominum usui.» Ma il dotto naturalista a tali fole non crede: »Ego falsum id totum arbitror.»

(1463) Nel C. F. R.: che ses grant vertus le soient aidables.

(1464) myre C. F. R. Crediamo errore il _mora_ del n. t. e del C. R. 2.

Cap. CCCCLXI.

_Lo re domanda: che à a fare d'agate? Sidrac risponde:_

Agate sono trovate in uno fiume che à nome Aquide (1465). Elle sono trovate di più maniere: elle sono di nere e di bianche; e tali sono verdi come diaspro taccato di vermiglio. Questa pietra è piena di grande virtude. E una maniera sono d'agate a vene candelate (1466), e ànno colore d'oro o di cera. La verace agata conforta l'uomo vecchio, e spegne la sete (1467); e vale molto contro al morso del serpente, e di bestia arrabiata; e fa l'uomo parlatore. La verace agata, quando l'uomo la mette nel suo pugno chiuso, niuno lo può vedere. E questa pietra è di verde, taccata di vermiglio.

(1465) Acate C. F. R.

(1466) guotee C. F. R.

(1467) »Sitim quoque sedant in os additae». _C. Pl. S._, H. N., XXXVII, 54. — E d'altre sue molte virtù parla Avicenna, tra le quali, che dà forza a superare i pericoli, e rende il corpo robusto.

Cap. CCCCLXII.

_Lo re domanda d'amatista. Sidrac risponde:_

Amatista è di proprio colore, e si ritrae a colore di sangue. Questa pietra è molto profitevole a quelli che la porta. Le bestie salvatiche vengono contra lei, e si confortano per la sua vertù. E tiene l'uomo in buona credenza. Quelli che amatista porta è benveduto dinanzi dal re e dinanzi a gran signori, e avrà diliberatamente quello ch'egli chiederà. E si tiene l'uomo umile e amichevole. E quelli che questa pietra porta, à in sè memoria di Dio, e si è molto grazioso (1468).

(1468) Eas gemmas (amethysti) magorum vanitas resistere ebrietati promittit C. Pl. S., H. N. XXXVII, XLI. — E Alberto Magno dice dell'amatista: „operatur contra ebrietatem et facit vigilem, et malas reprimit cogitationes, et bonum in scibilibus confert intellectum„ _loc. cit._

Cap. CCCCLXIII.

_Lo re domanda di crisolita (1469). Sidrac risponde._

Crisolita somiglia acqua di mare (1470). Crisolita è buona per portare incontro a naturale pietra. Chi la porta non dee mica essere lordo di peccati. E si puote entrare sicuramente in tutte corti, che grazia gli porteranno tutte genti. Chi à questa gloriosa pietra, porta il suo corpo lealmente; e si la dee portare dalla diritta parte. Crisolita si truova in Tiope (1471); e si è di colore d'aqua di mare e d'oro.

(1469) Gli antichi davano il nome di _chrysolito_ (chrysos — lithos) a varie sostanze minerali, e in ispecie al cimotano, al peridoto e alla apatite, a cagione del loro colore.

(1470) Benissimo aggiunge il C. F. R.: et gete flame come d'or de toutes pars.

(1471) en Egypte C. F. R. — Atiopia C. R. 2.

Cap. CCCCLXIIII.

_Lo re domanda d'onica. Sidrac risponde:_

Onica e saldonia e calcidonia sono contate insieme; e sono nella terra d'India e d'Arab; e sono di diversi colori e di diverse vertudi. Onica è nera; e quand'ella à vene (1472) o cinture bianche o perse o tacche vermiglie, quelli è diritto. Onica fa l'uomo pro' e ardito e coragioso; e cresciegli la sua vita; e dagli sanità a quelli che la porta. E fa l'uomo di sognare di notte, di parlare al suo amico morto (1473), dormendo. E gli fa sovenire al mattino di che lo morto à bisogno. Quelli che la porta à di molte buone grazie.

(1472) Nel n. t. e nel C. R. 2.: e quand'ella va e viene. — La correz. ci è indicata dal C. F. R.: et chant il a vaines ou saintures. Lo che ricorda le _candide zone_ di Plinio.

(1473) songier de nuit et parler C. F. R.

Cap. CCCCLXV.

_Lo re domanda di beriella (1474). Sidrac risponde:_