Il lampionaio

Part 29

Chapter 293,709 wordsPublic domain

— Andiamo, Netta, non istà bene indisporre la signorina Flint contro il mio amico. Non le badate! — soggiunse rivolgendosi a Gertrude. — A me che lo conosco da maggior tempo di lei, non dispiace affatto. La mia franca sorellina non ha simpatia per la gente bizzarra, e devo confessare che il signor Phillips è alquanto eccentrico; ma appunto per questo m'attira, e mi pare che voi e lui dobbiate avere comuni molte idee, molti sentimenti.

— Come puoi pensarlo, Elena? — protestò Netta. — Io dico invece che differiscono totalmente l'uno dall'altra.

— Signorina Flint, dovete prendere queste sue parole nel senso d'un complimento, — disse Elena bonariamente — ma dette da me non l'avrebbero.

— Tuttavia, — notò Gertrude rivolgendosi a Netta — avete espresso voi il desiderio di farmi fare conoscenza col vostro curioso originale. Sospetto che abbiate voluto confermare il principio che dobbiamo sostenere coi nostri amici il peso delle loro disgrazie. —

La fanciulla rise.

— No, non precisamente: sono stata mossa piuttosto da compassione _per lui_; non posso reprimere un senso di pietà verso quell'uomo quando vedo la sua aria di nostalgia, e pensavo che il conversare con voi lo avrebbe rasserenato.

— Ah, Netta, Netta! — esclamò la sorella maggiore. — Ha dunque finito col destarti simpatia. Non mi maraviglierei se tra qualche giorno tu l'ammirassi più di me.... Se è così, guardati, trasparente creatura, dal tradire la tua inconsistenza! — E proseguì parlando a Gertrude: — Essa vide ieri il signor Phillips per la prima volta, e non le fece una impressione troppo favorevole. Il babbo ed io fummo suoi compagni di viaggio sul piroscafo col quale veniva da Liverpool, settimane sono. Durante il principio della traversata sofferse una forte indisposizione, e appunto in qualità di medico il babbo ebbe occasione di conoscerlo. La sua presenza a bordo stamani m'ha stupita, perchè ieri non ci disse nulla in proposito. —

Balenò a Gertrude il sospetto che l'amabile signorina ne fosse ella medesima la causa, ma la sua naturale delicatezza, e la poca confidenza che c'era ancora tra loro, le vietavano di manifestarlo. La conversazione volse su altri soggetti, e il signor Phillips non venne più menzionato. Ma ella, nel momento dell'arrivo a West Point, osservò che il dottor Gryseworth e il dottor Jeremy s'erano accostati a lui, e che i tre discorrevano insieme animatamente.

La giovanetta s'accomiatò dalle sue nuove amiche, le quali augurarono con molto calore di ritrovarla presto a Saratoga. Prima che la tumultuosa confusione dello sbarco fosse cessata e ch'ella avesse potuto rifugiarsi con Emilia in un posto sicuro sullo stretto molo, il piroscafo era già lontano e le signorine Gryseworth non si distinguevano più in mezzo ai passeggeri affollati a poppa.

La fermata a West Point fu d'una notte soltanto. La temperatura seguitava ad essere caldissima, e il dottore, vedendo che Emilia languiva in quell'atmosfera opprimente, desiderava toccar la cima della montagna di Catskill prima della prossima domenica.

Grazie alla chiarità del sereno plenilunio Gertrude potè in quell'unica sera farsi un'idea delle bellezze del luogo. Ella non aveva agio di notare i particolari; ma l'insieme che le appariva come in una dolce visione di sogno nell'incanto della notte estiva, destava nell'animo suo, vergine e ardente, un senso vago di maraviglia e di piacere; e la scena che s'offriva al suo sguardo era così divinamente armoniosa e circonfusa di tanta soavità e tanta pace, che le pareva di contemplare un miraggio del paradiso anzichè un paese terrestre.

— Emilia, tesoro mio, — ella diceva mentre stavano insieme sotto un pergolato donde si dominava una magnifica veduta del fiume e delle sue rive — è qualche cosa di simile a voi! Dovreste vivere qui ed essere la sacerdotessa d'un tempio sì bello! —

Con la mano nella mano dell'amica cieca ella versava nell'attento orecchio di lei la piena dei santi e sublimi sentimenti suscitati dal luogo e dall'ora; dire i suoi pensieri ad Emilia era come parlare al suo proprio cuore, e la risposta era non meno sicura e certa.

Così trascorse la serata. Di primo mattino la comitiva di nuovo navigava sul Hudson. Ammaestrati dall'esperienza del giorno innanzi, s'affrettarono ad accaparrarsi buoni posti sulla tolda, sempre affollata; ma appena le rive di West Point erano scomparse, il vigile occhio di Gertrude scòrse nell'aspetto d'Emilia i noti segni di spossatezza e languore. Tosto, sacrificando senz'esitazione l'intenso piacere ch'ella provava nel mirare i deliziosi paesaggi tra cui passa il piroscafo in quel tratto del fiume, ella propose di scendere sotto coperta dove la signorina Graham sarebbe potuta stare più quieta e più comoda.

Questa ricusò: le rincresceva troppo privare la fanciulla del raro diletto ch'ella gustava.

— La bellezza del panorama non esiste più per me, cara Emilia; io non vedo che il vostro viso stanco. Ve ne prego, scendiamo e coricatevi, non foss'altro che per compiacermi; non avete dormito quasi punto la notte scorsa.

— Parlate di scendere? — domandò la signora Jeremy. — Io davvero non mi fo pregare. Nel salotto delle signore si sta meglio che quassù, e le belle vedute possiamo goderle abbastanza dalle finestre, non vi pare, Emilia?

— Proprio, lo preferite? — disse la cieca.

— Oh, sì! — esclamò ella con un'enfasi che non lasciava dubbi sulla sua sincerità.

— Allora, Gertrude, — riprese la signorina Graham — se mi prometti di rimanere qui, tranquilla, io scenderò con la signora Jeremy. —

Gertrude aderì alla proposta, ma volle accompagnarle da basso a fine di trovare una cuccetta libera per accomodarvi la sua amica ed assicurarsi che ella fosse in condizioni di riposare veramente.

Il dottore era andato a informarsi circa il pranzo, ed esse fecero senza indugio come avevano stabilito. Emilia si sentiva infatti così debole, che il chiasso e la confusione di sopra coperta le davano gran molestia. Fattala coricare nel salotto quasi deserto e silenzioso, Gertrude s'indugiò accanto a lei, lisciandole e rimovendole dalla fronte i capelli, osservando la sua faccia sbiancata, finchè s'udì accusare di violazione dei patti, e venne cacciata dall'ottima e vivace signora Jeremy.

— Sono buona anch'io di badare alla nostra Emilia, sai! Tu ritorna a prendere il tuo posto a poppa, se non vuoi perderlo; e, mi raccomando, Gertrudina, non permettere al dottore di venire da noi; vorrebbe forzarci a tornare di sopra, e non è questa la nostra intenzione. —

Così dicendo sciolse i nastri del suo cappello, poggiò i piedi su una seggiola messa di contro alla sua poltrona, e intimò alla fanciulla d'andarsene battendo le mani per metterla in fuga.

Gertrude scappò ridendo e un sorriso le brillava ancora sulle labbra e negli occhi mentre saliva la scaletta, col suo passo rapido e leggero. Un uomo, d'alta statura, si trasse in disparte per lasciarla passare. Era il signor Phillips. Egli s'inchinò. Ella gli rese il saluto e si diresse verso il posto da lei occupato prima, maravigliandosi tra sè del caso che li faceva un'altra volta compagni di viaggio. Egli non poteva essere stato già a bordo quando ella era scesa nel salotto con Emilia: ne era sicura, perchè altrimenti l'avrebbe veduto e riconosciuto tra mille. Senza dubbio doveva essersi imbarcato a Newburgh dove il piroscafo aveva fatto una breve fermata intanto che ella si tratteneva da basso.

Volgendo in mente queste riflessioni, riprese la sua seggiola, collocata sul davanti della poppa, sicchè dava le spalle alla maggior parte dei passeggeri, e contemplò il fiume. Da cinque minuti i suoi pensieri erano così divisi tra la scena pittoresca e l'attraente figura del singolare gentiluomo, allorchè un'ombra le passò dinanzi. Ella alzò gli occhi preparata a vedere il dottor Jeremy e a rivolgergli la parola, nè potè celare la sua confusione incontrando invece quello sguardo ardente, quasi magnetico, che aveva il potere di turbarla e d'affascinarla. Distolse il suo in modo piuttosto brusco; ma il signor Phillips le disse gentilmente:

— Buon giorno, signorina. Vedo che il vostro itinerario e il mio ci conducono nella medesima direzione. Volete farmi l'onore di servirvi della mia guida? —

Così parlando le offerse un libretto contenente una carta topografica dell'Hudson e delle sue rive. Gertrude lo prese e ringraziò. Mentre ella spiegava la carta, egli s'allontanò di alcuni passi da lei, si chinò sul parapetto con un'aria, in apparenza, molto distratta, e durante alcuni minuti stette in silenzio; poi a un tratto si voltò domandandole:

— Vi piace molto questo panorama?

— Oh moltissimo! — ella rispose.

— Non avete mai visto nulla di così incantevole in vita vostra. —

Pareva che non l'interrogasse, ma affermasse una cosa saputa.

— Per voi invece è uno spettacolo familiare, — disse la giovanetta.

— Che v'induce a crederlo? — fece egli sorridendo.

Di nuovo il suo sguardo la turbò e più ancora il suo sorriso che lo trasfigurava, lo faceva sembrare tanto bello e tanto malinconico. Ella arrossì, e non trovò una risposta. Il signor Phillips le risparmiò la pena di cercarla seguitando:

— La domanda è indiscreta, non è vero? Voi pensate che la vostra supposizione è fondata quanto la mia.... V'ingannate però. Io non sono mai stato in questi luoghi. Ma ad un vecchio viaggiatore non brilla l'entusiasmo negli occhi.... — S'interruppe, fissandola, poi soggiunse: — .... come a voi. —

Quasi s'accorgesse per la prima volta dell'impaccio in cui la metteva scrutando così le sue sembianze, guardò da un'altra parte, e il suo bel viso si oscurò, prese un'espressione amara e insieme patetica, la quale svanì tosto, ma bastò a dissipare il turbamento cagionato alla fanciulla da quell'audace modo di presentarsi da sè e fare curiose osservazioni; ed ella dimenticò tutto, fuorchè la strana simpatia che destava in lei l'uomo singolare.

Egli, approfittando d'una seggiola rimasta libera, sedette accanto a Gertrude, le fece notare una splendida villa sulla riva destra, parlò del suo antico proprietario ch'egli aveva conosciuto all'estero, e raccontò parecchi dilettevoli aneddoti concernenti un venturoso viaggio intrapreso con lui: questo discorso condusse ad altri, principalmente sul soggetto di peregrinazioni in paesi remoti, quasi sconosciuti ancora anche in questo secolo esploratore; e così ricca e varia era la conversazione del signor Phillips, così pittoresche le sue descrizioni, così fervida ed esuberante la sua immaginativa, e potente la sua padronanza della parola nel dar forma e colore ai suoi pensieri, che la giovanetta ascoltava rapita, ammirando e godendo.

L'alta intellettualità di Gertrude armonizzava appieno con l'ardore e la poesia d'una mente sensibile al pari della sua al grande, al bello, al maraviglioso nella natura e nell'arte; e conquistate in tal guisa la sua fantasia e la sua attenzione, il suo interlocutore, che l'osservava senza parere, ebbe presto la sodisfazione d'accertarsi ch'era riuscito a vincere il senso di diffidenza e d'impaccio da lei provato sulle prime, poichè mentre ella stava ad udirlo e perfino quando i loro occhi talvolta s'incontravano, nessun segno di timore o di sospetto appariva più in quel viso animato, raggiante.

Egli non abusò tuttavia del suo confidente abbandono, e continuando ad intrattenerla sui soggetti che naturalmente s'offrivano, ebbe cura di non turbarle l'animo con quell'acuto sguardo scrutatore che tanto la sconcertava. Sicchè il dottor Jeremy, venuto in cerca di lei, li trovò conversando insieme con tanta amenità e libertà, che sgranò due occhi attoniti e scotendo le spalle diede in un'esclamazione:

— Ah, bene, me ne congratulo! —

Gertrude, la quale non l'aveva veduto avvicinarsi, riconobbe il suono della sua voce, e voltandosi a guardarlo arrossì lievemente, conscia della maraviglia che doveva fargli il sorprenderla in familiare colloquio con un estraneo; ma notando che il signor Phillips non era punto sgomentato dalla sua brusca apostrofe, e anzi la riceveva con un sorriso, si sentì anch'ella piuttosto esilarata che confusa: giacchè, strana cosa, il suo primo sentimento di ritrosia era svanito, ed ella aveva oramai la più intera fiducia nel compagno di viaggio. Questi si rizzò, strinse la mano al dottore, cui era stato presentato il giorno innanzi, e disse con perfetta calma:

— Volete, signore, in cortesia presentarmi alla signorina? Abbiamo un po' conversato insieme, ma non sappiamo con che nome rivolgerci la parola. —

Il dottor Jeremy compì la formalità richiesta. Il signor Phillips, inchinandosi, guardò Gertrude con una tale espressione di paterna benevolenza, ch'ella non esitò a porre la sua mano in quella offertale. Egli la trattenne un momento, dicendo:

— Non abbiate paura di me quando mi vedete. —

S'allontanò e continuò a camminare in su e in giù, a passi lenti, finchè i viaggiatori diretti a Catskill furono chiamati per il pranzo; scese allora nella sala anch'egli.

Il dottore motteggiò alquanto Gertrude sul suo canuto ammiratore, affermando che era ancor giovane e bello, e soggiungendo che quanto ai capelli avrebbe potuto farglieli tingere nel colore ch'ella preferiva: ma non riesci a pungerla, perchè la simpatia che sentiva per lui e che non negava, era affatto indipendente dalla sua apparenza personale.

Ma il trambusto del pranzo e dello sbarco bandirono dal capo del buon Jeremy ogni altro pensiero fuor di quello della salvezza propria, delle sue signore, e delle loro valigie: causa d'ansietà, del resto, anche per qualche viaggiatore più esperto di lui, perchè il tempo concesso ai passeggeri per scendere a terra era così breve, e tali eran la confusione e la furia con cui venivano cacciati da bordo scaraventando dietro a loro i bagagli, che quando la macchina ansante e sbuffante rimise in moto il piroscafo, la piccola folla raccolta sulla banchina sembrava piuttosto un branco di pecore spaurite, che creature umane in possesso d'una libera volontà.

Emilia, il cui sistema nervoso era un poco irritato, s'aggrappava, tremante, a Gertrude, e Gertrude si trovava, senza saper come, appoggiata al braccio del signor Phillips, alle cui tacite premure tutte e due dovevano l'essere sbarcate felicemente. La signora Jeremy intanto contava le valigie, e suo marito, con un piede sopra una di queste e una sacca in mano, tempestava ad alta voce contro il piroscafo, il suo equipaggio, e l'intera frettolosa e precipitosa nazione degli _yankee_.

Due diligenze aspettavano sulla banchina di Catskill i passeggeri per la montagna, e prima che il dottor Jeremy avesse voltato le spalle al fiume, Emilia e Gertrude erano bell'e accomodate in una di esse per cura del signor Phillips, il quale senza fare domande, e nemmeno parlare, s'era assunto quest'incarico, e poi ne aveva informato il loro compagno affinchè sapesse dove trovarle. I Jeremy le raggiunsero tosto; gli altri posti della vettura furono occupati da una comitiva di persone che non conoscevano. E incominciò il viaggio.

XXXVI.

Credi, o mortale, in Dio come tu credi Nel sole.... e vedi! Entro l'anima tua risplende ancora La giovinezza d'una nova aurora. Dormi come la terra, o cuor turbato, E dissipato Il nembo che s'aggrava minaccioso Su te, sarà nel placido riposo.

NEW TIMON.

Prima che la diligenza avesse attraversato il polveroso villaggio e guadagnato la strada maestra conducente all'Albergo della Montagna, la grandissima differenza di temperatura tra l'aria infocata delle campagne interne e la fresca brezza che spirava sul fiume, si fece penosamente sentire ai passeggeri. Durante le prime miglia l'attenzione di Gertrude fu occupata nel difendere Emilia e sè medesima dai cocenti raggi del sole, i quali le ferivano in piena faccia; provarono un vero sollievo quando giunsero alfine sulla bella strada, erta ma ben tenuta e deliziosamente ombreggiata che saliva la pendice.

La limpidità dell'atmosfera permetteva di godere in tutta la sua estensione la veduta di più in più vasta, e magnifica tanto che Gertrude incantata, rapita, sopportava a stento il freno imposto dal decoro al suo entusiasmo. E però quando la salita divenne faticosa e i signori furono pregati di scendere per diminuire il peso che i cavalli già stanchi dovevano trascinare, ella accettò con gioia la proposta di fare un paio di miglia a piedi, in compagnia del dottor Jeremy.

La giovanetta era una strenua camminatrice, e il vecchio medico sempre arzillo e bene in gamba, sicchè non tardarono a precedere la vettura d'un buon tratto. Ad una brusca svoltata della strada la scena maravigliosa che si schiuse sotto i loro occhi li fece sostare. Mentre rimanevano assorti in silenziosa ammirazione, godendo la bellezza e la quiete del luogo, una voce molto vicina li scosse d'improvviso.

— Incantevole paesaggio, non è vero? —

Guardarono intorno e videro il signor Phillips che sedeva sopra una roccia rivestita di musco alla quale Gertrude in quel momento s'appoggiava. Il suo atteggiamento era naturale e disinvolto; un cappello di paglia a larga tesa giaceva a terra, presso a lui, e la sua capigliatura cosparsa di neve ma ancora foltissima e ondosa, rigettata indietro, lasciava scoperta la sua fronte alta ed ampia. Si sarebbe detto, vedendolo là con quell'aria di fanciullo in ozio, il capo reclinato sulla mano, ch'egli ci fosse da ore e ci si sentisse a casa propria. Ma prontamente si rizzò e mosse verso i suoi compagni di viaggio.

— Siete smontato prima di noi, — disse il dottore.

— Sì, già al villaggio; è mio costume camminare di preferenza, quando la vettura non fa guadagnar tempo. —

Parlando, egli pose nella destra della giovane, senza guardarla nè quasi parer conscio di ciò che faceva, un bel mazzo di ramicelli d'alloro in fiore, còlti probabilmente durante la sua passeggiata. Ella avrebbe voluto ringraziarlo, ma non ne ebbe l'opportunità, perchè egli con un fare distratto si mise a discorrere col dottor Jeremy come s'ella non fosse presente.

Proseguirono il cammino insieme. I due uomini conversavano con grande animazione, e Gertrude, ben contenta della parte d'uditrice, osservò ch'ella non era l'unica persona a cui il signor Phillips avesse il dono di piacere. Il medico toccò vari soggetti, e su tutti l'interlocutore era versato. La fanciulla sorrideva notando che il suo vecchio amico si stropicciava spesso le mani: suo modo d'esprimere una sodisfazione straordinaria, da lei ben conosciuto.

Ora ella pensava che il loro nuovo conoscente fosse un professore di botanica, tanto si mostrava dotto in questo ramo della scienza; ora propendeva a credere che si fosse del pari dedicato alla geologia, così familiare della madre terra egli appariva; e queste due impressioni si cancellarono quando lo udì, volta a volta, parlare dell'oceano come un marinaro, d'affari come un negoziante, di Parigi come un uomo del bel mondo.

Gli camminava a fianco silenziosa ma non dimenticata nè trascurata: perchè giunti a una salita molto ripida e malagevole, egli le porse il braccio e manifestò la sua tema che si stancasse troppo. Ella gli assicurò che non c'era pericolo; e il dottor Jeremy aggiunse che la Gertrudina sarebbe stata capace di lasciarseli addietro tutti e due. Tranquillato su questo punto, il signor Phillips riprese il filo interrotto della loro conversazione, a cui Gertrude ben tosto partecipò quasi inavvertitamente.

Egli era un uomo che sapeva incutere rispetto e anche timore, quando voleva; ma non gli riusciva meno facile di rincorare gl'intimiditi, d'infondere negli animi fiducia e simpatia, di forzare i caratteri a spiegarsi dinanzi a lui. Gertrude già non lo considerava più come un estraneo: egli era ancora per lei un mistero, ma un mistero attraente. Ella si struggeva di conoscere qualche cosa di più sul conto suo, d'apprendere la storia d'una vita, che come s'indovinava da alcuni singoli casi ch'egli ne aveva narrati doveva esser piena di strane vicissitudini; soprattutto il suo cuore tanto inclinato verso di lui desiderava penetrare la causa della profonda malinconia che gettava un'ombra sulla sua nobile figura, e rendeva triste perfino il suo sorriso.

Il dottor Jeremy, alquanto incuriosito egli pure, tentò certe domande suggestive nella speranza d'indurre il suo nuovo amico a dar qualche cenno sulla propria biografia: ma invano. Le labbra del signor Phillips rimasero suggellate, o non s'apersero che per deludere la curiosità dell'interrogatore.

Alfine il buon vecchio fu costretto a cedere ad una stanchezza che non poteva più dissimulare nè a se stesso nè a' suoi compagni, per quanto gli spiacesse confessarla: e tutti e tre sedettero sul margine della strada, ad aspettare l'arrivo delle diligenze.

Dopo un breve silenzio il dottore osservò, guardando la fanciulla:

— Non avremo nessuna chiesa, qui, domani, Gertrudina.

— Nessuna chiesa? — esclamò ella volgendo intorno lo sguardo reverente. — Come potete dirlo? —

Il signor Phillips la mirò sorridendo in atto benevolo e scrutatore.

— Qui non v'è domenica, — egli fece — non sale a quest'altezza. —

Il tono era singolare, le parole erano leggiere: troppo leggiere, pensò Gertrude.

Ella rispose con una certa serietà e con molta dolcezza:

— Spesso mi rallegro che la domenica sia stata mandata a noi _quaggiù_ su questa _bassa_ terra: più si sale, e più ci si appressa, io mi confido, alla Domenica eterna. —

Il signor Phillips si morse le labbra e non replicò. La sua bocca aveva preso un'espressione che a Gertrude veramente non piaceva; ma ella non trovava in fondo al cuore un rimprovero per l'ironia che appariva nelle sue maniere piuttosto che nel suo viso sul quale, mentre egli rimaneva un momento distratto, con lo sguardo fisso nel vuoto, si dipinse un così cupo dolore, che ella non potè sentire se non pietà e maraviglia.

Le due vetture arrivavano. Quando egli aiutò Gertrude a riprender posto in quella dov'era attesa, sorrideva di nuovo con la sua aria serena e benigna, e la fanciulla restò persuasa che gli rendeva semplicemente giustizia pensando che nulla poteva nascondersi dietro a quell'aperta e franca fisonomia, di men che onorevole per l'uomo.

Un'ora dopo i viaggiatori scendevano all'Albergo della Montagna. Con grande loro sodisfazione il dottor Jeremy e le sue signore furono subito accomodati in due delle camere migliori. Gertrude, stando alla finestra di quella assegnata a lei e ad Emilia, udì parecchi dei compagni di viaggio lamentarsi forte di non aver potuto ottenere un alloggio conveniente, e stupì che al dottore, contro il solito, fosse toccata la fortuna d'essere trattato con sì favorevole parzialità.

Emilia, stanchissima del faticoso tragitto, si fece servire la cena in camera; la giovanetta stette con lei, e tutt'e due si coricarono di buon'ora.

L'ultima cosa che Gertrude intese prima d'addormentarsi, fu la voce del dottor Jeremy il quale gridò passando davanti al loro uscio:

— Badate, Gertrudina, di alzarvi a tempo per vedere la levata del sole. —

Ma ella non s'alzò a tempo, e il dottore nemmeno: nè l'uno nè l'altra avevano creduto che il sole fosse tanto mattiniero. Sebbene Gertrude, memore dell'esortazione, balzasse dal letto prima d'avere aperto gli occhi, un torrente di luce irrompeva già dalla finestra: però la scena che le si presentò allora era tale da dissipare ogni rimpianto; nulla, ella pensava, avrebbe potuto vincerla in bellezza e solennità.

Dal ripiano roccioso su cui la casa era edificata, fino all'estremo orizzonte si estendeva un mare di nuvole candidissime, che coprivano la terra sottostante nascondendola affatto alla vista. Erano immensi cumuli nivei, luminosi, occupanti tutto lo spazio visibile senza lasciar tra loro pur un minimo crepaccio, come una spessa e ininterrotta cortina tesa a dividere la terra dal cielo.