Part 28
All'ansietà che Gertrude provava per l'amica s'aggiungeva ora una crescente inquietudine per il lungo silenzio di Guglielmo. Da quasi tre mesi non le era più giunta una parola da lui. Egli certo non l'aveva dimenticata nè la trascurava volontariamente. Questo era impossibile. Che cosa cagionava dunque una così strana sospensione della loro corrispondenza? Si sforzò tuttavia di non lasciarsi turbare l'animo, e dedicò tutte le sue cure ad Emilia che cominciava ad averne veramente bisogno.
Andarono al mare per alcune settimane; ma quell'aria pura e viva non ridonò vigore all'indebolito organismo della cieca. Ella dovette tralasciare le sue passeggiate; una continua stanchezza le toglieva l'elasticità delle membra, il suo spirito così placido ed eguale andava soggetto a insolite depressioni, i suoi nervi erano divenuti irritabili a segno ch'era necessario preservarla con gran cura da ogni causa d'eccitazione.
Il buon dottore veniva di frequente a visitare la favorita tra le sue pazienti; e la trovava sempre piuttosto peggiorata che non migliorata; infine le ordinò di ritornare a Boston dicendo che la signora Jerry aveva una bella camera sul davanti, altrettanto fresca e più comoda che le stanzette anguste della gremita pensione di Nahant, e insistendo perchè Emilia e Gertrude accettassero d'alloggiarvi durante una quindicina di giorni in capo a cui egli sperava d'esser libero di condurre la signorina Graham a cercar salute altrove se non si fosse ancora rimessa.
Ella lo assicurò che a Nahant non ci stava male: temeva di recare troppo disturbo alla signora Jeremy.
— Non parlate di disturbo! — protestò egli. — Credo che oramai dovreste conoscerci bene, mia moglie e me. Venite domani: v'aspetterò alla stazione. Arrivederci! —
E pigliato il suo cappello se n'andò. Gertrude lo seguì.
— A quanto veggo, dottore, — ella disse — non trovate Emilia molto bene.
— No; e non è da maravigliarsene. Fra il ruggito dell'oceano da un lato e il piagnisteo dei bimbi della signora Fellow dall'altro, ce n'è più che abbastanza per estenuare le sue forze. Non posso permettere che seguiti cotesto strapazzo. Nahant non fa per lei. Portatela domani a casa mia, inteso?
— I bimbi non piangono sempre come oggi, — disse Gertrude sorridendo — e quanto all'oceano, Emilia ama tanto il sussurro delle onde che si frangono sulla spiaggia! Sta ore ed ore ad ascoltarlo.
— Me lo figuravo! Mal fatto. Cosa che l'attrista senza ch'ella sappia il perchè. Portatela a Boston, vi ripeto! —
Passarono buoni venti giorni dopo l'arrivo delle sue ospiti innanzi che il rinomato medico potesse sottrarsi a' suoi pazienti e concedersi qualche settimana di vacanza. Per conto proprio egli non avrebbe mai pensato a intraprendere un viaggio di diporto, e la signora Jeremy anch'essa preferiva tanto la sua casa a qualunque altro luogo, che l'idea di partire alla volta di paesi sconosciuti non la seduceva affatto: ma tutti e due erano pronti a sacrificare, e volentieri, le loro antiche consuetudini al benessere delle care giovani amiche.
Emilia stava positivamente assai meglio, e considerava come un piacere, fino per sè medesima, il visitar West Point, Catskill, e Saratoga; se pensava poi al godimento che avrebbe procurato questo viaggetto a Gertrude, si sentiva animata da nuove forze. Certo, la giovanetta abbisognava quanto lei di un cambiamento, e di distrazione. Il caldo eccessivo delle ultime settimane, la reclusione quasi continua nella camera della cara malata, avevano fatto impallidire le rose delle sue gote; le cure e le angosce avevano pesato sul suo spirito. Il grande miglioramento d'Emilia, l'alacrità con cui partecipava ai disegni del dottore, dissipavano adesso i suoi timori; e mentre ella attendeva ai pochi preparativi necessari per il loro vestiario, il suo passo era leggero, e la sua voce gaia, com'erano agili ed attive le sue dita.
A Nuova York fecero la prima tappa: ma l'afa e la polvere della città rendevano assai sgradevole l'andare in giro per le strade, sicchè durante l'unica giornata che vi si trattennero, il dottore fu il solo della comitiva che s'avventurasse fuor dell'albergo, salvo una breve spedizione della signora Jeremy e di Gertrude in cerca di berrette guarnite non avendone, quella, altre che la gialla e la rosa e lilla famose, e temendo che non fossero abbastanza eleganti per Saratoga.
La temperatura, quasi insoffribile, non isgomentava tuttavia il bravo dottore, il quale appena la sentiva tanto era infervorato nelle visite a parecchi suoi confratelli, di cui alcuni suoi antichi compagni di studi, non riveduti da anni. Dopo ch'egli ebbe impiegato così la giornata intera, riannodando conoscenze, ravvivando amicizie, molti dei cordiali amici ritrovati vennero la sera all'albergo per farsi presentare alla signora Jeremy e alle signorine che l'accompagnavano. Il salottino del loro appartamento fu animato fino ad ora tarda dalla piacevole e allegra conversazione d'uomini anziani che ricordando il passato, riandando le scene della loro vita di studenti, si riaccendevano di giovanile ardore. Ciascuno per turno raccontava i suoi aneddoti, e scoppiavano intorno gioconde risate; era un'eccitazione generale. Il dottor Jeremy, a quel tempo uno dei prediletti del loro circolo, rappresentava onorevolmente la parte dell'eroe in quasi tutte le avventure raccontate (fuorchè da lui); e le tre uditrici, segnatamente Gertrude che teneva in alto concetto il suo vecchio amico, godevano trionfanti di questa probativa testimonianza dei suoi meriti.
La conversazione non era di tal carattere da escluderne le signore nè impedir loro di goderne, e la giovanetta che sapeva trattare con le persone d'età, e che il dottor Jeremy si compiaceva di porre in rilievo, contribuì non poco a divertire la compagnia con le sue argute osservazioni e con la prontezza delle sue risposte alle interrogazioni astute e talvolta un po' astruse ed ironiche, scherzosamente rivoltele da un vecchio medico scapolo il quale fin dal primo momento era rimasto incantato di lei.
Emilia ascoltava con diletto quei discorsi pieni di tante e varie attrattive e divideva con Gertrude l'ammirazione degli amici del dottore in cui la sua sventura destava pietà e simpatia; e la signora Jeremy tutta lieta e ridente s'insuperbiva degli elogi retrospettivi prodigati al suo sposo, e troneggiava nella sua poltrona con un'aria così radiosa che Gertrude quando le diede la buona notte le dichiarò ch'ella stava tanto bene quella sera con la vecchia berretta gialla da farle quasi giudicar superflue le nuove.
Il dottor Gryseworth di Filadelfia, già discepolo di Jeremy molti anni addietro, udendo che i viaggiatori avrebbero preso la mattina seguente il piroscafo che risaliva l'Hudson, manifestò grande sodisfazione perchè si sarebbero ritrovati insieme a bordo, ed egli avrebbe presentato alla signorina Flint le sue due figliuole, le quali andavano a Saratoga per passarvi l'estate con la loro nonna già stabilità all'Albergo del Congresso.
Sonò la mezzanotte prima che l'immaginazione di Gertrude, vivissima sempre ed ora quanto mai eccitata dal piacere che il domani prometteva, potesse calmarsi tanto da permetterle di pensare a ristorar le forze nel sonno. Emilia dovette porre un freno alla sua ilarità e alla sua loquacità ricusandosi deliberatamente di far più eco a una risata o ascoltare una parola. Costretta così al silenzio, cadde in un sonno profondo. Non seppe quindi che la sua compagna aveva procurato questo benefizio a lei sola, perchè ella, contro il solito, non riusciva ad assopirsi, e l'alba la sorprese desta ed incerta se avesse mai avuto in tutta la notte un momento di perfetto riposo.
Gertrude dormì saporitamente finchè non fu svegliata dalla signorina Graham. Al vedere questa ritta presso il suo letto e vestita, ella balzò su, attonita, posto che il caso rovesciava l'ordine consueto delle cose: era suo costume annunziare ogni mattina all'amica cieca, con un bacio, che il giorno incominciava.
— Sono le sei, Gertrudina, e il piroscafo parte alle sette! Il dottore ha già picchiato al nostro uscio.
— Come ho dormito! Sarà una bella giornata?
— Bellissima, però assai calda. Ho dovuto chiudere le persiane a cagione del sole che si faceva sentire. —
La fanciulla si dette fretta a fine di riguadagnare il tempo perduto, ma quando vennero a chiamarle per la colazione non aveva ancora finito di vestirsi e le rimaneva da chiudere le valigie d'Emilia e le proprie; insistette dunque perchè gli altri scendessero intanto senza di lei promettendo di raggiungerli tra pochi minuti.
I viaggiatori radunati alla tavola della prima colazione, a quell'ora mattutina, non erano numerosi: due comitive oltre quella dei Jeremy, e alcuni signori soli, quasi tutti uomini d'affari, i quali, mangiato a scappa e fuggi, se n'andarono solleciti pei fatti loro. Tra i pochi che si trattenevano tuttavia quando giunse Gertrude, uno unico fu da lei particolarmente notato durante i brevi momenti che il dottore le concesse per sdigiunarsi. Era un signore seduto dal lato opposto della tavola, a qualche distanza. Terminato il suo pasto egli s'indugiava, come uno che può fare il proprio comodo, divertendosi a tenere in equilibrio il cucchiaino da tè sull'orlo della tazza; e innanzi ch'ella entrasse aveva suscitato l'animavversione della signora Jeremy manifestando una certa velleità d'osservare il gruppo di cui questa faceva parte con occhio più critico che non le garbasse.
— Ve ne prego, dottor Jerry, — aveva ella detto al marito — mandate il cameriere ad invitare quel signore a prender qualche cosa: m'è insopportabile essere guardata mentre mangio.
— Non guarda voi, signora mia.... È la nostra Emilia quella che gli piace. Emilia cara, c'è qui dirimpetto un signore che v'ammira oltremodo.
— Davvero? — fece la signorina Graham sorridendo. — Gliene sono molto obbligata. E posso contraccambiare il complimento?
— Sicuro, è un bell'uomo, di nobile aspetto, quantunque alla signora Jerry non sia simpatico. —
In quel punto Gertrude venne a prender posto accanto a loro, salutandoli e scusandosi gaiamente del suo ritardo. Le fresche rose delle sue gote, il vivido fulgore de' suoi grandi occhi neri che la facevano contemplare con affettuosa ammirazione dalla coppia de' suoi vecchi amici, furono forse la causa per cui lo sconosciuto distolse lo sguardo dall'amabile e commovente viso d'Emilia, per fissarlo su quello più giovanile e tanto radioso ed espressivo di lei.
Ella s'accòrse subito dell'attenzione che attirava, e si sentì un po' impacciata. Fu lieta pertanto quando quegli, lasciato cadere il suo cucchiaino da tè, si rizzò e uscì dalla sala. Nell'atto che le passava davanti ella potè osservarlo un momento, come non aveva osato fare mentre le sedeva quasi di faccia.
Era di statura notevolmente superiore alla media, snello, ben fatto, di portamento grazioso e dignitoso. I suoi lineamenti erano piuttosto rilevati, ma espressivi e anche belli; gli occhi scuri, vivi, penetranti, avevano uno sguardo scrutatore; la bocca, dalle labbra ferme ed energicamente chiuse, rivelava un animo franco e risoluto ed una gran forza di volontà.
Ma la più singolare particolarità della sua figura consisteva nel contrasto dei suoi capelli molto brizzolati d'argento e sulle tempie d'una bianchezza quasi nivea, col fuoco giovanile di quegli occhi, con la leggerezza del passo e la disinvoltura delle mosse; contrasto così strano che lungi dal parere un effetto dell'età e dargli un'aria venerabile, faceva risaltare le apparenze di gioventù e di vigore.
— Che tipo bizzarro! — esclamò la signora Jeremy appena egli fu passato.
— Ma elegante, non è vero? — disse Gertrude.
— Elegante! — ribattè l'altra, — Con quel capo grigio?
— A me pare bello, — replicò la fanciulla. — Peccato che sembri così malinconico: mi rattrista, guardarlo.
— Quanti anni credete che abbia? — domandò il dottore.
— Circa cinquanta, — rispose sua moglie.
— Circa trenta, — rispose Gertrude ad una voce con lei.
— Il divario è grande, — osservò Emilia. — Dottore, dovete decidere la questione, voi.
— Impossibile! Io non m'attenterei a determinare l'età di quell'uomo entro un limite di dieci anni.... Mia moglie certo l'ha giudicato troppo vecchio, ma non sono sicuro che Gertrude non l'abbia giudicato troppo giovane. Affermo soltanto che i _suoi_ capelli non sono imbiancati per opera del tempo! —
Un cameriere venne ad avvertire i viaggiatori che volevano prendere il piroscafo di tenersi pronti, e tutte le vane discussioni sulla probabile età dello sconosciuto furono troncate.
XXXV.
Ha un figlio altero, ma lo sguardo fiso Tradisce la vagante anima in pena; Strano un baglior talora d'improvviso Nel profondo dei neri occhi balena. E dal mesto suo volto che si vela Spesso dell'ombra cupa d'un mistero Spira un'inquieta fierezza che cela Qualche suo imperscrutabile pensiero.
Mrs. HEMANS.
Oggi, per la maggior parte dei cittadini di Boston, recarsi in qualche posto dello Stato di Nuova York è una giterella comunissima che non merita il nome di viaggio; ma per il dottor Jeremy era un evento importantissimo che lo toglieva dalla consuetudine delle quotidiane sue visite professionali, non più interrotta, durante gli ultimi vent'anni, da una settimana d'assenza dalla sua casa, e lo gettava a un tratto nel turbine di fretta ansiosa e tumultuosa che regna sulle principali strade percorse dai viaggiatori, specie nella stagione estiva in America quando il popolino fa le sue gite di piacere.
Il buon dottore era per natura e per abitudine un uomo socievole; lungi dallo sfuggire il commercio coi suoi simili, lo cercava in ogni occasione e ne godeva. Sapeva piacere ai giovani e ai vecchi, ai ricchi ed ai poveri, e la vita della città gli era familiarissima in tutte le sue forme. Nell'arte del viaggiare però, arte che non s'acquista se non con la pratica, egli non era punto versato. Doveva ancora imparare l'uso di certe molle che, toccate destramente nel momento opportuno da mano esperta, raddolciscono il duro cuore degli albergatori, ottengono il devoto servizio dei camerieri, infondono negl'impiegati ferroviari e negli ufficiali di bordo uno spirito conciliativo, e convertono i chiassosi e prepotenti fiaccherai in quieti, obbedienti ed umili servitori.
Ai tempi della sua gioventù, il veicolo più conveniente e più celere era la diligenza. Il conduttore aveva maniere cortesi, ogni viaggiatore veniva considerato come una persona degna di riguardo, e il suo bagaglio come una cosa non disprezzabile. Adesso invece la gente viaggiava a frotte; un singolo individuo non contava nulla per sè stesso, era una semplice unità nel gran totale, e le sue valigie tanto preziose per lui diventavano, così almeno pareva al dottor Jeremy, un bersaglio di colpi spietati. Davanti a siffatte novità gli cascavano le braccia, e non riusciva ad accordarvi i suoi gusti e il suo temperamento. L'albergatore moderno gli faceva l'effetto d'un direttore d'agenzia di collocamento, che con aria di condiscendenza dà un'occhiata ai suoi registri per vedere se può procurare un posto all'umile supplicante, e spesso lo rimanda deluso e mortificato; i camerieri, cui l'integro e schietto dottore disdegnava dare un'untatina, erano un branco di valletti impudenti e neghittosi; gli addetti ai treni e ai piroscafi, superbi tiranni, e i fiaccherai uno sciame di vespe fameliche, ronzanti, pungenti, lanciato sulle banchine dei porti e nelle stazioni delle strade ferrate per tormento delle loro vittime.
Così tutti questi importanti membri del consorzio civile venivano stigmatizzati e spregiati dall'inesperto viaggiatore il quale al principio e alla fine di ciascun tratto dell'itinerario andava immancabilmente sulle furie, eccitato dalle sopraffazioni e dalle indegnità a cui gli toccava sottostare. Era curioso però vedere come presto sbollivano le sue ire, e si trovava a suo agio e contento non appena accomodato a bordo o nel treno, od ottenute buone camere in un albergo. Allora ritornava subito l'uomo socievole, cordiale, obbligante, ch'era in realtà, faceva conoscenza con quanti lo attorniavano, parlava e si conteneva come una persona senza pensieri, che fa conto d'essere a posto per tutta la vita ed è sodisfattissimo di ciò che la sorte gli ha assegnato.
Non parve dunque vero alle signore che l'accompagnavano di trovarsi al sicuro sul piroscafo, e se ne congratulavano ancora seco stesse e reciprocamente, mentre accatastavano in un angolo del salone gli scialli pesanti e altri indumenti da viaggio, quando la sua voce si fece di nuovo udire dal fondo del salotto lungo:
— Su, su, moglie, Gertrude, Emilia, spicciatevi! Che state a fare qui sotto? Perderete le vedute più belle! —
Entrò, e prese Gertrude a braccetto per condurla via lasciando che le altre due li seguissero appena sarebbero pronte: ma ella non volle affidare a nessuno la cura di guidar la cieca su per la scaletta, e dal canto suo la signora Jeremy impegnò il marito in un'animata discussione sull'opportunità di mettersi il cappello di paglia, ch'ella, consorte amorosa e previdente, aveva portato in mano, da Boston, e che si struggeva pertanto di veder servire al suo uso. Nel tempo ch'essi dibattevano la questione, e che Emilia, persuasa da Gertrude, mutava la sua mantellina con un leggero mantello, precauzione consigliata dalla fresca brezza che spirava sul fiume, il piroscafo aveva già percorso un buon tratto di cammino, e quando la comitiva sbucò di sotto coperta e girò gli occhi intorno cercando dove sedersi, non c'era più sulla tolda nè una panchetta nè una seggiola libera. Il numero dei passeggeri era stragrande, e quasi tutti s'erano radunati a poppa. Il dottor Jeremy fu costretto ad allontanarsi dalle sue signore per andare in traccia di seggiole.
— Non restiamo qui ritte, — disse piano la signora Jeremy alle sue compagne — battiamo in ritirata prima ch'egli torni. Ci sono certe belle poltrone a dondolo nel salottino delle signore, e non un'anima che le occupi.... Nessuno ci aspetta quassù; e io non posso soffrire di vedermi fissata da tutta questa gente che gongola in cuor suo d'aver trovato da sedere così bene.... E voi, Emilia? —
La buona donna era una di coloro che dimenticavano sempre che Emilia non ci vedeva.
Ma Gertrude non lo dimenticava mai; ella cingeva leggermente con un braccio la vita dell'amica cieca per impedire che i moti del bastimento le facessero perdere l'equilibrio, nè era da maravigliarsi se in quell'atto esse attraevano l'attenzione degli astanti: l'una splendente di giovinezza e di salute, alta, forte, invero fatta per proteggere quella che s'appoggiava così fidentemente a lei; l'altra dolce e gentile nella sua debolezza.
— Penso che se troviamo posto all'ombra godremo più fresco qui che da basso, — rispose la signorina Graham alla proposta di fuga in assenza del dottore. — Voi preferite, credo, i luoghi freschi, signora Jeremy....
— Sì, ma ho notato che nel salotto delle signore c'è una deliziosa corrente d'aria, e.... —
L'argomentazione della brava signora fu interrotta dal cordiale saluto del dottor Gryseworth, che sedeva dando loro le spalle e s'era voltato al suono dell'armoniosa voce d'Emilia; quella voce, una volta udita, lasciava nella memoria un'impressione indelebile. Stretta ch'ebbe la mano a tutte e tre, egli insistette perchè la signora Jeremy prendesse la sua seggiola, e nel momento stesso un altro signore, che esse non avevano osservato tra la folla dei passeggeri, si rizzò, e, inchinandosi, offerse urbanamente la propria per Emilia, poi s'allontanò a rapidi passi. Era lo sconosciuto che aveva destato la loro curiosità durante la colazione, all'albergo. Gertrude lo riconobbe al suo sguardo acuto e penetrante, prima ancora che alla strana precoce canizie, e mentre lo ringraziava e faceva sedere la cieca sentì un lieve rossore invaderle il volto, sotto gli occhi ardenti che la fissavano. Ma il dottor Gryseworth distolse immediatamente i pensieri della giovanetta dall'incognito che s'affrettava a ritirarsi, presentandole le sue figliuole.
Le signorine Gryseworth erano ragazze intelligenti; la maggiore, da poco tornata dall'Europa dove aveva fatto un lungo viaggio col padre, veniva tenuta in concetto di persona superiore ed elegante; ambedue piacquero moltissimo a Gertrude per la graziosa cordialità con cui fecero la sua conoscenza, e soprattutto per le delicate attenzioni, piene di simpatia, che prodigarono ad Emilia.
Intanto il dottor Jeremy ritornò con l'unica seggiola che gli fosse riuscito di procacciarsi, e poichè il dottor Gryseworth s'era ingegnato destramente di accomodare Gertrude e sè, egli approfittò della sua conquista per proprio uso, e si riabbandonò subito a quella gaia spensieratezza che conveniva mirabilmente al suo carattere amabile e geniale.
Già assai prima che il piroscafo toccasse West Point dove i Jeremy dovevano sbarcare, era evidente che le tre giovani signorine se l'intendevano a maraviglia, e che un po' di tempo avrebbe agevolmente trasformato la loro conoscenza in amicizia.
Gertrude non era di quelle fanciulle che considerano qualunque loro coetanea come fornita d'un titolo naturale alla loro intimità. Ella aveva le sue preferenze, e sebbene garbata ed obbligante con tutti, di rado propendeva ad ammettere nuovi membri nella sacra cerchia dei suoi amici. Era pronta però a riconoscere uno spirito fraterno; e incontratolo, la sua anima fervida d'entusiasmo, il suo cuore affettuoso, l'avvincevano ad esso con vincoli non meno forti e tenaci di quelli del sangue. Quando ella amava una persona, l'amava costantemente, l'amava bene, perseverava con fedeltà nei suoi sforzi per servirla, per procurare la sua felicità che le era cara quanto la propria.
Forse Elena Gryseworth indovinava questa nobile qualità del suo carattere, ed apprezzava il valore di un'amicizia così salda e profonda, perchè sembrava desiderosa di guadagnarsela; e suo padre, al quale il dottor Jeremy aveva raccontato la storia di Gertrude, sorrideva nel vedere la premura che la signorina allevata in mezzo al lusso e piuttosto aristocratica si dava per piacere a una ragazza la cui condizione sociale non aveva nulla che potesse farle ambire d'acquistarne le grazie, e che si raccomandava soltanto col suo aspetto, la sua intellettualità, le sue maniere.
Da circa un'ora conversavano insieme piacevolmente, e godevano d'una successione di vedute che sono tra le più incantevoli del mondo, quando Netta Gryseworth toccò un braccio della sorella, e disse sottovoce, guardando verso l'altro capo del bastimento:
— Elena, invita il signor Phillips a ritornare qui con noi, e presentalo alla signorina Flint. Vedi come è triste e solo, pover uomo.... —
Gertrude seguì la direzione de' suoi occhi, e vide lo sconosciuto di poc'anzi, il quale passeggiava in su e in giù, a qualche distanza da loro, con aria malinconica e distratta.
— È un'ora buona che se ne sta lì in disparte, — proseguì Netta. — Ha le lune, temo....
— Spero che non l'abbiamo fatto fuggire noialtre il vostro amico, — disse Gertrude.
— Oh, no! — fece Elena. — Benchè la nostra conoscenza col signor Phillips sia molto recente, abbiamo avuto campo d'osservare che è un uomo di carattere indipendente, e, a volte, così fantastico che io non stupisco mai del suo modo di fare, nè mi sento mortificata quando d'improvviso ci pianta.... Vi sono persone, sapete, per le quali è sempre scusa sufficiente il dire: «Sono così.» Eppure vorrei che ci concedesse di nuovo la sua compagnia: sarei lieta di presentarvelo, signorina.
— Ma non le piacerebbe, — osservò la sorella.
Elena esclamò: