Il frutto acerbo: Commedia in tre atti
Part 2
_(togliendole di mano il libro senza bruschezza)_ Non metterti a leggere, Tilde. Non ci vediamo da tanti giorni! Sii un po' graziosa. _(Pausa)_ _(Sedendole accanto)_ Sai che cosa sono io?
TILDE
Più o meno, lo so.
ERNESTO
Tu credi di saperlo, ma mi calunni. Io sono... un nevrastenico. Niente altro. Cioè, rettifico: ora non lo sono più. O, meglio, lo sono e non lo sono. La natura del nevrastenico — mi ha detto il dottore — ci è sempre, e devo stare in guardia. Ma dopo la cura che ho fatta, ho guadagnato il cento per cento. Se io non fossi sicuro d'essere la stessa persona che ero, non mi riconoscerei più. E sai qual'è la cura che ho fatta?
TILDE
_(lievemente)_ No.
ERNESTO
L'elettroterapia! Elettricità, senza risparmio. Correnti elettriche... da per tutto. E non vanno via, no! Restano dentro. Io mi sento pieno di correnti. Suppongo che se di notte mi si applica una lampada, io sono buono ad illuminare un tunnel. Fa miracoli, mia cara Tilde, la scienza moderna.
TILDE
Per i mariti antichi.
ERNESTO
Per i mariti antichi che abbiano delle qualità resistenti come le ho io.
TILDE
Tu hai delle qualità resistenti?!
ERNESTO
Sì che le ho.
TILDE
Dimmene una.
ERNESTO
Te ne dico una che è rarissima: _(con prosopopea)_ la fedeltà!
TILDE
Ah, senti: è il colmo dell'improntitudine!
ERNESTO
Sospetti che io abbia dei capricci fuori di casa?
TILDE
Dei capricci, tu?! Sta tranquillo: so bene che non è verosimile.
ERNESTO
Dunque, non sono infedele.
TILDE
Per la medesima ragione per cui non sei neppure fedele.
ERNESTO
Ecco il solito pessimismo che mi paralizza! Tu sei pessimista. Tu sei... oscurantista. Nelle tue parole non manca mai l'idea che ti sei fitta in mente: cioè che io sono un ferro vecchio, che io sono arrugginito, che io non so amarti più. A via di ripetermelo, ne hai persuaso anche me. Il medico appunto questo mi spiegava: — «Voi siete impressionabile come tutti i nevrastenici. Se vi si ripete, mettiamo, che non potete camminare, ve ne convincete voi più di ogni altro... e non camminate davvero. Dovreste pregare chi vi vuol bene di non impressionarvi a vostro svantaggio. Altrimenti, siete perduto». E tu, al contrario, oggi come sempre, non fai che impressionarmi nel modo più... debilitante. Mi cascano le braccia.
TILDE
Me ne duole assai; ma non per te.
ERNESTO
E per chi?
TILDE
Per le correnti elettriche.
ERNESTO
_(cercando di aver fiducia in sè stesso)_ Verrà, verrà il momento in cui non le piglierai più in canzonella!
TILDE
E la nevrastenia? E le impressioni? E il mio pessimismo? Il mio oscurantismo?
ERNESTO
Quando avrò la ferma volontà d'infischiarmene, me ne infischierò. Non sorgerà il sole di domani se io non ti avrò dimostrato che so amarti freneticamente, furiosamente.
TILDE
Tra gli altri guai, c'è che ne parli troppo di questa cosa.
ERNESTO
Te ne ho parlato per difendermi.
TILDE
Ma continui a parlarmene.
ERNESTO
Soltanto per dirti quello che certamente farò.
TILDE
_(sentenziando argutamente)_ «Chi lo dice, non lo fa.»
ERNESTO
_(alzandosi)_ Santi numi del cielo, sei implacabile!
TILDE
_(riprende il libro e lo riapre.)_
ERNESTO
_(passeggiando nervosamente)_ «Chi lo dice, non lo fa!» Io non intendo che gusto ci trovi a crearmi queste prevenzioni che hanno sempre messo del ghiaccio fra me e te. È una illegalità! _(Poi, a un tratto, assumendo un aspetto orgoglioso)_ Or bene, Tilde, io rompo il ghiaccio e vado avanti! _(Si slancia appassionatamente su lei.)_
TILDE
Ahi!... Mi hai pestato un piede.
ERNESTO
Accidente anche ai piedi! _(Si allontana dicendo quasi tra sè:)_ È bell'e finita: mi sono smontato. _(Le si riavvicina con cortesia affettuosa)_ Ti ho fatto male? Ti ho fatto molto male? Senti dolore?
TILDE
Non ti accorare. Sono dolori che passano. Pensa piuttosto che il mio piede ti ha trattenuto sull'orlo del precipizio. Ma è forse questa l'ora più adatta per rompere il ghiaccio? È incredibile che la tua carriera di uomo non ti ammonisca. E poi, stammi a sentire: Non ti ci fissare. Distraiti. Scegli qualche argomento diverso per discorrere con me. Ciò ti curerà la nevrastenia meglio di tutti gli espedienti a cui sei ricorso fino adesso.
ERNESTO
_(siede lontano, contrariatissimo._ — _Pausa)_ Dimmi tu stessa, in questo momento, per esempio, di che cosa dovrei discorrere.
TILDE
_(alzandosi)_ Avresti dovuto già darmi notizie di casa nostra.
ERNESTO
_(seccamente)_ È piena di polvere.
TILDE
Perchè?
ERNESTO
Perchè i domestici non spolverano.
TILDE
Ma io desidero notizie di mia zia, di mia sorella...
ERNESTO
_(balza in piedi percotendosi la fronte con la mano)_ Bestia che sono! Avevo completamente dimenticata la commissione di tua sorella e di tua zia.
TILDE
Di che si tratta?
ERNESTO
D'una novità importantissima. C'è in campo un matrimonio.
TILDE
Per mia zia?!
ERNESTO
Per tua sorella.
TILDE
_(indignandosi)_ E io non ne so nulla?!
ERNESTO
Sono io appunto incaricato d'informartene.
TILDE
Ma che! Sarà una semplice chiacchiera. Bice è appena uscita di collegio. Non ci mancherebbe altro! E poi, l'averla io affidata per qualche mese alla zia non vuol dire che rinunzio al diritto e al dovere di guidarla in ogni suo passo.
ERNESTO
Una semplice chiacchiera non è. Iersera, Gustavo Franchesi fece la sua brava dichiarazione alla ragazza, e, con molta correttezza, ne parlò subito alla zia, sollecitando un abboccamento con te.
TILDE
_(meravigliata)_ E la piccina?
ERNESTO
La piccina piangeva di gioia e si lasciava asciugare le lagrime da lui con un fazzoletto all'opoponax. Quando vorrai ricevere il pretendente, non avrai che a recarti per un giorno a Napoli o ad invitarlo a venir qui, il che sarebbe più semplice.
TILDE
Io sono intontita.
ERNESTO
Eppure, tua sorella te ne aveva scritto spesso di Gustavo Franchesi.
TILDE
Mi aveva scritto che le era stato presentato dalla zia e in due o tre lettere, con una certa compiacenza bambinesca, aveva accennato alle cortesie di costui. Nulla di saliente. Come mai in meno d'un mese il cuore di questo signore e il cuore di questa ragazza hanno fatto tanto cammino!?
ERNESTO
In automobile.
TILDE
_(austera)_ Ti prego di prendere sul serio il cuore di mia sorella.
ERNESTO
E che devo sposarla io? Del resto, è stato proprio così. La zia ha fatto quasi ogni giorno una gita in automobile con tua sorella ed ha sempre invitato Gustavo Franchesi. In automobile, capirai... si fa presto ad andare avanti.
TILDE
Mi dirai, spero, qualche particolare più preciso su tutta questa faccenda.
ERNESTO
Io non saprei dirti altro. Ma ho per te un'epistola _(frugando nelle tasche)_ che la ragazza mi ha consegnata aperta non senza una certa solennità e in cui essa ti svela tutti i suoi sentimenti.
TILDE
E te la conservavi per te?!
ERNESTO
Se è per causa tua che non ho la testa a posto! _(Porgendole una busta)_ Ecco qua la lettera.
TILDE
_(ansiosamente, cava dalla busta un foglietto, lo apre e legge:)_ «Arseniato di stricnina... » Ma questa è una ricetta!!
ERNESTO
_(irritandosi con sè medesimo)_ Quando il diavolo ci mette la coda!...
TILDE
Prendi, prendi. _(Rendendogli il foglietto, con una smorfia di repugnanza)_ Dio sa che roba!
ERNESTO
_(impappinandosi e riprendendo il foglietto)_ Una ricetta per la tosse.
TILDE
Non hai mai tossito in otto anni di matrimonio!
ERNESTO
_(affrettandosi a tossire)_... Non senti?
TILDE
Ti sbrighi sì o no con questa lettera?
ERNESTO
_(tirando fuori da una saccoccia un'altra busta)_ L'ho trovata. _(Gliela porge.)_
TILDE
_(apre e legge, passando di meraviglia in meraviglia. A un punto esclama:)_ È tutta in fiamma l'educanda! _(Poi, più giù, commenta:)_ E con quale enfasi descrive l'uomo amato! _(Rilegge a voce alta:)_ «Egli ha il sorriso ammaliatore ed irresistibile; e ti assicuro che è veramente una sirena». _(a Ernesto)_ È una sirena?!
ERNESTO
Coi baffi.
TILDE
_(continua a leggere, e, più giù, commenta ancora:)_ Mi dice perfino dove abita! Lei, andando alla passeggiata in via Caracciolo, passava sotto le finestre di lui!
ERNESTO
In questo, non c'è nulla di straordinario. Sono le donne, oramai, che passano sotto le finestre degli uomini.
TILDE
_(leggendogli le ultime parole della lettera:)_ «Tilde mia cara, se tutto ciò che ti ho scritto non ti basta, puoi chiedere di lui a tuo marito, che è il suo amico più intimo». _(A Ernesto)_ Sei il suo amico più intimo?
ERNESTO
Sono per lo meno uno dei suoi più intimi amici.
TILDE
Io non l'ho mai visto, per altro.
ERNESTO
Non potevi vederlo, perchè egli è tornato a Napoli da pochissimo tempo. È vissuto per un pezzo a Roma, a Milano, a Parigi.
TILDE
E dove vi siete conosciuti?
ERNESTO
A scuola.
TILDE
_(spalancando gli occhi)_ Eravate compagni di scuola!!?
ERNESTO
Compagni precisamente, no: ma...
TILDE
Ci sarà tra voi una grande differenza di età.
ERNESTO
Perchè ci dovrebbe essere? Egli avrà cinque o sei anni meno di me.
TILDE
Soltanto?
ERNESTO
Soltanto.
TILDE
_(con uno scatto di furore)_ Ed io dovrei consentire a mia sorella di commettere la stessa sciocchezza madornale che ho commessa io?!
ERNESTO
Grazie per quello che mi riguarda!
TILDE
_(eccitandosi)_ Ah no! No davvero! No, no, e poi no! Io non so quello che farò, ma so che per opera mia lei non sarà vittima del mistificatore numero due.
ERNESTO
Potresti anche chiamarlo il «mistificatore numero uno» e lasciare in pace me.
TILDE
_(eccitatissima)_ È tutta una combriccola di mistificatori e di scrocconi!
ERNESTO
Io però...
TILDE
_(senza dargli retta e senza mai dargli tempo di parlare)_ È la lega degl'invalidi!...
ERNESTO
Io però....
TILDE
Quando sono arrivati al punto di non distinguere una donna da una sedia, si rivolgono alle fanciulle, con la speranza che esse facciano loro riacquistare... la vista....
ERNESTO
Io sostengo invece....
TILDE
Per non essere respinti, si mascherano da mariti, e, dopo che hanno scroccata una luna di miele,... ci vedono meno di prima!
ERNESTO
Senonchè, mi pare....
TILDE
Sono essi che rendono necessaria la ribellione delle donne: sono essi che le spingono a tutto quello che c'è di più triste; sono essi che le spingono all'infedeltà coniugale, che è una cosa ignobile anche quando è una cosa giusta!...
ERNESTO
Senonchè....
TILDE
Ma l'avrà da fare con me questo tuo collega. L'avrà da fare con me. Sinora s'è lavorata la piazza a piacer suo? Iersera ha creduto di aver conseguita la sua vittoria! _(Esce repentinamente a destra.)_
ERNESTO
_(seguendola ed uscendo dietro di lei)_ Senonchè....
_(Si odono le loro voci dalla stanza vicina.)_
TILDE
Ah! Ci sono capitata io, e basta! Basta, sì! Basta!
ERNESTO
_(gridando)_ Una parola me la fai dire?
TILDE
_(gridando più di lui)_ No!
ERNESTO
_(con immediata rassegnazione)_ Allora, non te la dirò.
TILDE
_(rientra, sempre frettolosamente, portando in mano il cappello, l'ombrellino e i guanti.)_
ERNESTO
_(ancora seguendola)_ E dove vai, adesso?
TILDE
_(innanzi allo specchio, mettendosi il cappello in furia)_ Vado a Napoli. Il tuo amico ha sollecitato un abboccamento con me? Io glielo accordo senza por tempo in mezzo. Non più tardi di oggi, gli parlerò. Prima di partire da Sorrento, telegrafo alla zia che giungo tra poche ore. E telegrafo anche a lui. Ho l'onore di sapere dove abita... il _sireno_! Mia sorella mi ha data questa preziosa notizia: ne approfitto. _(In piedi, presso la tavola, scrive velocemente due telegrammi e un biglietto, mentre Ernesto parla.)_
ERNESTO
Ma, Tilde, rifletti a quel che fai. Non prendere delle risoluzioni sotto l'impulso delle tue idee esagerate. Gustavo Franchesi è un gentiluomo perfetto. Ha un bel nome. Dispone d'un patrimonio non disprezzabile. Potresti pentirti d'averlo trattato male. Resta qui, oggi, con me. _(Sottolineando)_ Domani, sarai un po' più calma ed esamineremo freddamente il _pro_ e il _contra_. Il ritardo d'un giorno non aggiunge nè toglie nulla.
TILDE
_(tutta vibrante di collera)_ Con una ragazza che è già così esaltata e con un malfattore che, naturalmente, non ammette dilazione? _(Tocca il bottone del campanello elettrico.)_
ERNESTO
«Malfattore, scroccone, mistificatore, invalido»! Dio degli dei!
TILDE
Anche il ritardo d'un'ora, in questi casi, può essere fatale.
_(Si bussa alla porta.)_
TILDE
Entrate pure. Se ho chiamato, è superfluo bussare....
_(Entra IL CAMERIERE.)_
TILDE
_(al Cameriere)_ Due commissioni, in fretta: questi telegrammi da fare, e questo biglietto al suo indirizzo. _(Glieli dà.)_
ERNESTO
_(con curiosità semplice)_ Che biglietto?
TILDE
Niente, niente. Te lo dirò poi. _(Al Cameriere)_ E immediatamente una carrozza con due buoni cavalli.
IL CAMERIERE
Con due buoni cavalli, non dubiti. E la colazione, eccellenza?
TILDE
_(un po' imbarazzata)_ La colazione....
ERNESTO
_(al Cameriere)_ Se è pronta, servitela subito.
IL CAMERIERE
_(zelante)_ Fra due minuti. _(Esce a sinistra.)_
ERNESTO
Prima di metterti in viaggio, mangerai qualche cosa.
TILDE
_(agitata, inquieta, calzando i guanti)_ Io, no. Impossibile. Ho appena il tempo di giungere a Castellammare per prendere il diretto che va a Napoli.
ERNESTO
A buon conto, dopo la doccia fredda che mi hai regalata, mi condanni per giunta alla delizia di far colazione solo? Ed io ch'ero venuto a godermi la vita!!
SCENA III.
TILDE, ERNESTO, NINO, DUE CAMERIERI.
NINO
_(di fuori, in tono scherzoso e festevole)_ È permesso? Si può... penetrare?
ERNESTO
_(a Tilde)_ Chi è?
TILDE
_(ostentatamente disinvolta)_ Venga, venga, signor Nino.
ERNESTO
_(con semplice curiosità)_ «Signor Nino»?
NINO
_(in corretto costume da mattina, entra vivacemente; e, vedendo Ernesto, si ferma, sconcertato.)_
TILDE
_(a Nino)_ Or ora le ho mandato un biglietto. Si vede che lei non lo ha ricevuto, ed è bene che sia stato così. _(Ad Ernesto)_ Ti lamentavi di dover fare colazione solo? Ti presento un commensale graziosissimo: il signor Nino Lovigiani, il primogenito della mia amica Donna Livia Lovigiani di Roma, che me lo ha raccomandato con tutto il calore con cui una madre può raccomandare un suo figlio. Signor Nino, lei aveva tanto desiderio di conoscere mio marito?... Eccolo qui.
NINO
_(senza fiato)_ È una fortuna!
ERNESTO
_(getta a Tilde un'occhiata di rimprovero.)_
_(Entrano due CAMERIERI, portando un tavolino elegantemente apparecchiato con due coperti. Lo collocano nel mezzo della stanza e vanno via.)_
TILDE
_(a Nino)_ Senta, io sono mortificata di dovermi assentare. Un affare urgente mi obbliga a recarmi a Napoli. Ma mio marito mi sostituirà. Del resto, a tavola, gli uomini preferiscono la compagnia degli uomini. Sarà quindi un piacere per lei e _(indicando Ernesto)_ per lui.
ERNESTO
_(seccatissimo, con svogliata dissimulazione)_ Per me specialmente.
NINO
_(quasi con le lagrime agli occhi, cercando di fingere)_ Per me.
ERNESTO
_(voltandogli il dorso e allontanandosi per non farsi scorgere, tra sè borbotta:)_ Bella rottura di scatole!
TILDE
_(subito, pianissimo e vivamente a Nino)_ Non vi distaccate più da lui. _(Levando la voce e stringendogli la mano)_ Si stia bene, signor Nino, e scusi, scusi tanto....
NINO
Ma le pare....
TILDE
_(accostandosi a Ernesto)_ Addio, Ernesto. _(Pianissimo, con calore)_ Sii molto cortese con questo ragazzo! _(Levando la voce)_ Non mi dài un bacio?
ERNESTO
_(la guarda stupito come per dire: «oh che novità è questa?» e, stringendosi nelle spalle, accondiscende.)_ Te lo do. _(Esegue.)_
TILDE
_(a Nino)_ A rivederla presto, giovanotto.
NINO
A rivederla....
TILDE
_(si avvia per uscire. Presso la porta si volta. Contemplandoli un po', dice con molta grazia:)_ E buon divertimento... a tutti e due. _(Esce a sinistra.)_
NINO _ed_ ERNESTO
_(dopo un silenzio, si accingono, simultaneamente, a dir qualche cosa. Ma non dicono nulla.)_
I DUE CAMERIERI
_(entrando, portano l'uno una bottiglia stappata di vino bianco, l'altro l'antipasto, e si fermano impalati, aspettando.)_
ERNESTO
_(fa un gesto invitante Nino a prender posto.)_
NINO
_(fa un gesto di ringraziamento.)_
_(Accennano le cerimonie d'uso e siedono dirimpetto, presso il tavolino apparecchiato.)_
_(Con sveltezza corretta e con una contemporaneità automatica, a guisa di due macchinette identiche, un CAMERIERE serve l'antipasto, l'ALTRO versa il vino. Quindi, restano, diritti, come due sentinelle, a uguale distanza, l'uno dietro ERNESTO, l'altro dietro NINO.)_
_(ERNESTO e NINO turbati, impacciatissimi, non si decidono a cominciare. A un tratto, simultaneamente, quasi sentissero qualcosa alle spalle, si voltano. Ciascuno guarda il cameriere che gli è dietro. Ambedue i CAMERIERI, vedendosi guardati, senza muoversi dal loro posto, anche simultaneamente, voltano la faccia verso NINO ed ERNESTO e li guardano in attesa di ordini. — Allora NINO ed ERNESTO, come per un dovere, urgentemente cominciano a mangiare.)_
_(Sipario.)_
ATTO SECONDO.
_Un elegante salotto in casa Ricchetti. — Una sola porta a destra, una sola porta a sinistra. Una gran porta alla parete in fondo._
SCENA I.
TILDE, _la_ CAMERIERA, _poi_ BICE.
TILDE
_(giunge allora allora dalla campagna. Seguìta dalla CAMERIERA, che si ferma aspettando gli ordini, entra dal fondo con passo affrettato. Inquieta e pensosa, passeggia in silenzio su e giù per la stanza, agitando l'ombrellino.)_
TILDE
_(dopo di aver passeggiato per un po')_ Andate su dalla marchesa zia e dite a mia sorella che io sono qui.
LA CAMERIERA
E alla signora marchesa, nulla?
BICE
_(nei suoi abiti di educanda — entra festosamente, commossa, correndo ad abbracciare e a baciare Tilde)_ Tilde! Tilde! Tilde mia cara!
_(LA CAMERIERA via.)_
TILDE
_(ricambiando con freddezza l'abbraccio di Bice)_ Mi hai visto giungere?
BICE
Sì, la zia ha ricevuto il tuo telegramma, e io t'aspettavo ansiosa alla finestra. Sarei discesa immediatamente; ma ho creduto che tu andassi su per parlare con lei.
TILDE
Mi preme più di parlare con te.
BICE
Come sei stata buona nel venire così presto!
TILDE
Trovi?
BICE
_(intimorita dal tono di lei)_ O Dio, Tilde!... Non sei ben disposta?
TILDE
Tutt'altro che ben disposta.
BICE
Dio mio!
TILDE
Uscita da poco più d'un mese dal collegio, ti fai pigliare da questa frenesia? Il primo uomo che ti si è messo innanzi t'è parso una divinità! Ed ecco, all'impensata, la bomba del matrimonio!
BICE
_(paurosa)_ Io t'avevo già avvertita che Franchesi era molto gentile con me.
TILDE
Anzitutto, io non sapevo che costui fosse un compagno di scuola di mio marito. E, d'altronde, non potevo immaginare che in quindici giorni riuscisse ad accenderti la fantasia sino a farti scrivere di quelle stupidaggini! Il mago! L'irresistibile!... La sirena!
BICE
_(quasi piangendo)_ Tu mi mortifichi troppo!
TILDE
Ma no, angelo caro. Io non ho l'intenzione di mortificarti. Io ce l'ho con la zia a cui ho avuto il torto di affidarti, e ce l'ho.... ce l'ho con tutta quella mala gente, di cui noi donne non sappiamo fare a meno.
BICE
_(con schietta ingenuità)_ Qual'è la mala gente?
TILDE
Gli uomini.
BICE
Ciò significa che lui... è un uomo eccezionale.
TILDE
Un uomo che è eccezionale non è un uomo! Intanto, quel che ho letto nella tua lettera di stamane non depone certo in suo favore. Questo signore, che alla sua età ti si offre come marito senza pensarci su due volte e che, a quanto mi hai scritto, ti ha amato subito perchè t'ha conosciuta in abito di educanda, è semplicemente un vizioso!
BICE
Perchè? Che vizio ha?
TILDE
... «Vizioso» è una parola generica.
BICE
Non è solo per questo vestito che si è innamorato di me.
TILDE
Ma io indovino che questo vestito non lo hai smesso ancora per secondare la sua mania. E la bambola dov'è? Anche per la bambola che conservi da quando eri bimba pare che costui si sia deciso a sposarti. Tutto ciò è inaudito, piccina mia!
BICE
Ritorci le cose a modo tuo!... Sì, la bambola, l'abito di educanda, i capelli pettinati con semplicità, le trecce sulle spalle, sono delle cose che gli fanno un grande effetto. Non c'era abituato. Ma poi mi ama per altre ragioni.
TILDE
_(sedendo)_ Fuori le altre ragioni.
BICE
Mi ha assicurato che quando mi parla e io arrossisco, gli sembra... _(cercando di ricordarne appuntino le parole)_ gli sembra... di «fare un bagno di verginità»....
TILDE
_(come fra sè)_ Ricostituente!
BICE
... e che gli basta di guardare la punta del mio piede e il neo che ho qui sul collo per capire... per capire... «com'è fatto il paradiso».
TILDE
E, avendolo capito, ti vuole sposare.
BICE
Mi vuole sposare,... «per darmi tutta la sua vita»....
TILDE
... e per pigliarsi la tua.
BICE
S'intende.
TILDE
Senonchè, la tua è ancora intera, e della sua non ne resta a lui che poco o nulla.
BICE
Come se fosse un vecchio!
TILDE
Non ha che pochi anni meno di mio marito. Mio marito è un vecchio per me. Egli sarebbe un vecchione per te.
BICE
Mi ha spiegato che gli uomini maturi sono i mariti migliori, perchè hanno già vissuto molto.
TILDE
È la solita canzone. L'ho ascoltata anch'io. Ma ti persuade che chi ha già fatto cento chilometri di strada possa proseguire con più lena di chi non ne abbia fatti che due?
BICE
E l'esperienza non la conti? Franchesi ripete sempre ch'egli è forte della sua esperienza.
TILDE
Piccina mia, credi a me, l'esperienza non rinforza: indebolisce.
BICE
Trovi a ridire a ogni sua parola, perchè non lo conosci.
TILDE
Senza averlo mai visto, io lo conosco come tu non lo conosceresti che dopo d'averlo sposato. Ah! io vorrei potermi pentire della mia sfiducia. Vorrei che egli non fosse di quelli che all'ultima ora ricorrono al rossore delle fanciulle soltanto... per fare dei «bagni di verginità». Vorrei che, malgrado l'età sua, fosse un uomo in buone condizioni... _(ripigliandosi)_ onesto, sincero, veritiero....
BICE
Allora, tu pensi che egli m'inganni?
TILDE
Prima d'ingannare te, inganna sè stesso. È pronto a sposarti?... Tante grazie! O sposare o rinunziare. Ma, disgraziatamente, gli uomini, per ammogliarsi, non devono presentare un certificato d'idoneità! _(Attirandola a sè e mettendosela sulle ginocchia)_ No, non ti turbare così e non credermi ingiustamente severa. Vuoi comprendermi un po'? Vuoi cercare di comprendermi, angelo caro?
BICE
_(fa cenno di sì.)_
TILDE
Supponiamo che egli, invece d'imbattersi in te, si fosse imbattuto in un'altra fanciulla: e supponiamo che quest'altra fanciulla fosse stata bella come te o anche meno bella, meno intelligente, meno virtuosa, e avesse nondimeno arrossito come te e avesse avuto, come tu hai, la freschezza dei diciotto anni, il profumo dell'innocenza, l'impronta dell'educandato. Non ti pare che, nel vederla, nell'avvicinarla, egli avrebbe avuto le medesime sensazioni?
BICE
No, no, Tilde! Certamente no!
TILDE
Ah! se avessimo il mezzo di metterlo alla prova, come ti convinceresti del contrario!
BICE
Prima di far la corte a me non l'aveva mai fatta a una fanciulla.
TILDE
_(riflettendo, con un lampo negli occhi)_ Dovremmo assicurarci che egli sarebbe incapace di farla adesso a qualcuna.
BICE
Io ne sono più che sicura! Altrimenti, non l'amerei come l'amo.
TILDE
E quali indagini hai potuto compiere, tu, piccina mia? Lascia, lascia a me l'incarico d'indagare un po' seriamente....
BICE
In che modo?
TILDE
_(celando il suo pensiero)_... Interrogherò delle persone....
BICE
Bisogna per altro guardarsi dalle calunnie. È così calunniato!
TILDE
Da chi è calunniato?
BICE
Dalle donne.
TILDE
Poveretto!
BICE
Si vendicano, sai, perchè da un certo tempo in qua egli ha sempre detto di no a _tutte_!
TILDE
_(ironica)_ Buon segno! Ma io non interrogherò nessuna donna.
BICE
Mi permetterai di assistere al colloquio che avrai con lui?
TILDE
Forse, te lo permetterò, ma.... _(risoluta)_ a condizione che tu non gli comparisca davanti in questi abiti ridicoli. Ti devi accertare che egli sia innamorato di te, non della tua veste. Comincia dunque con lo smetterla e col dirle addio per sempre. Poi, vattene su, buona buona, dalla zia, e aspetta che io ti chiami.
BICE