Il Comento alla Divina Commedia, e gli altri scritti intorno a Dante, vol. 2

Part 27

Chapter 271,732 wordsPublic domain

E poi séguita: «E giá di qua da lei», cioè da quella prima porta, la qual senza serrame ancor si trova, «discende lʼerta». «Erta» è a chi volesse tornare in suso, ma, discendendo, come far conviene a chi dalla prima porta vuol venire a quella di Dite, si dee dir «china»; ma, come spesse volte fa lʼautore, usa un vocabolo per un altro. «Passando per li cerchi», dello ʼnferno, «senza scorta», cioè senza guida, sí come colui che bisogno alcuno non ha, avendo seco la divina sapienza, alla quale ogni cosa è manifesta; «Tal, che per lui ne fia la terra aperta»;—di tanta potenza sará; sí come appresso appare, dove dice lʼautore che, toccata la porta di quella solamente con una verga, lʼaperse.

II

SENSO ALLEGORICO

«Io dico, seguitando, chʼassai prima», ecc. Nel presente canto non è alcuna ordinaria allegoria come neʼ passati, percioché non ci si discrive alcuna cosa che quasi nel precedente non sia stata allegorizzata; e però alcuna breve cosetta, che ci è, in poche parole si spedirá.

Dicono adunque alcuni le due torri, le quali lʼautore scrive essere in questo quinto cerchio, e le fiamme su fattevi, avere a dimostrare il trascendimento della furia deglʼiracundi, il quale trasvá sopra ogni debito di ragione; e vogliono le tre fiamme fatte soprʼesse avere a dimostrare le tre spezie deglʼiracundi discritte nel canto precedente. Ma questo senso non mi sodisfa, anzi credo e le torri e le fiamme semplicemente essere state discritte dallʼautore a continuazione del suo poema; peroché qui parevʼessere di necessitá porre alcuna cosa, per la quale segno si désse a Flegias che, dove che si fosse, venisse a dovere li due venuti a riva passare allʼaltra riva, si come subitamente venne; e perciò intorno ad esse piú non mi pare da por parole.

Per Flegias, li cui costumi discritti sono poco avanti, assai ben si può comprendere lʼautore intendere il vizio dellʼiracundia, li cui effetti, quanto piú possono, son conformi aʼ costumi del detto Flegias. E bene che la pena datagli da Apolline, secondo Virgilio, non sia corrispondente a questo vizio, non perciò toglie che qui per lo detto vizio attamente porre non si possa; conciosiacosaché Virgilio, dove discrive la pena postagli da Apolline, abbia ad alcuna altra sua operazion rispetto, e non a quella per la quale lʼautore vuol qui che egli significhi lʼiracundia; e, se contro a Virgilio sʼosasse dire, io direi che in questa parte lʼautore avesse avuta assai piú conveniente considerazione di lui.

Il navicar lʼautore con Virgilio nella padule di Stige puote a questo senso adattarsi: essere di necessitá a ciascuno, il quale non vuole nel peccato dellʼira divenire, quanto piú leggiermente può, passare superficialmente le tristizie di questa vita, le quali sono infinite, sempre accompagnato dalla ragione, accioché, non essendosi in quelle oltre al dovere lasciato tirare, possa, senza pervenire nel peccato della ostinazione, del quale nel seguente canto si tratterá, trapassare a conoscer con dolcezza di cuore le colpe che ci posson tirare a perdizione.

Della cittá di Dite, la qual dice lʼautore che avea le mura di ferro, e deʼ demòni, che sopra la porta di quella incontro a Virgilio uscirono, e, oltre a ciò, lʼavergli serrata la porta della detta cittá nel petto: tutto appartiene a dover dire con quelle cose, le quali nel seguente canto della detta cittá dimostra. E però quivi, quanto da Dio conceduto mi fia, ne scriverò.

FINE DEL SECONDO VOLUME.

INDICE

Canto quarto: I. Senso letterale p. 3 II. Senso allegorico » 89

Canto quinto: I. Senso letterale » 105 II. Senso allegorico » 147

Canto sesto: I. Senso letterale » 165 II. Senso allegorico » 184

Canto settimo: I. Senso letterale » 199 II. Senso allegorico » 227

Canto ottavo: I. Senso letterale » 261 II. Senso allegorico » 283

INDICE DEI NOMI VOLUME II

Abacuc, profeta, 262 (_Hab_., II. 6, 9). Abele, 15. Abramo, 17. Achille, 130 sg. Acquasparta (d’) Matteo, cardinale, 173 sg. Adamo, 12; Adimari, vedi Aldobrandi. Agostino (sant’), 10 (_Sermone della nativitá di Cristo_), 61 (_Civ. Dei_, VIII 14), 66 (_Civ. Dei_, IV), 72 (_Civ. Dei_, VIII 2), 113 (_Civ. Dei_, V 8 9), 242; III, 19 (_Civ. Dei_, V 8 9), 23 (_De haeresibus_). Alberigo (_Poètria_), 221. Alberto magno, 21. Aldobrandi Tegghiaio degli Adimari, 179 sg.; Alí, commentatore di Tolomeo (_Comento del Quadripartito_), 140. Alighieri, padre di Dante, 69, 72. --Dante, 262. --Gemma, moglie di Dante, 262. Anassagora, 71. Anassalide, uditore di Platone, 66. Anselmo, arcivescovo di Canterbury (_De imagine mundi_), 41. _Apocalissi_, 202, 233, 235 (XVIII, 21); Apollodoro, grammatico, 29. Apuleio di Madaura, 62 (_De Deo Socratis liber_); Archiloco di Paro, 29. Argenti Filippo de’ Cavicciuli, 276; Aristarco di Samotracia, grammatico, 28. Aristotile, 59 sg. (vita e opere), 66, 86, 186, 212, 241, 244; _Ethica_, 21, 209, 243, 250, 257, 271; _Meteora_, 4, 114; _Politica_, 108; _De anima_, 141; Asclepiade, filosofo, 68. _Aspidopia_, vedi Esiodo. Astiage, 177, 214. Atalante, edificatore di Fiesole, 40· --re di Mauritania, 40. Aulo Gellio, 62 (_Noctes Atticae_, II. 1), 63 (N. A., I. 17), 70 (N. A., II. 18). Averrois, 61, 86. Avicenna, 85.

Bianchi (setta dei), 171. Boezio, 148 (_Cons_., I, pr. 1); 72 (_De musica_), 84 (_De geometria_), 113 (_Cons_., IV, _pr_. 6), 144, 215 (_Cons_., _pr._ 1), 237 (_Cons_., _met._ 5). Bruto Caio Giunio, 54. Bruto Marco Giunio, 7.

Caina, 143. Caino, 15. Calano d’India, 178. Ca1cidio, 62 (_Sopra il primo libro del «Timeo» di Platone_). Callimaco, biografo d’Omero, 24, 25, 27. Cancellieri di Pistoia, 171. Cariddi, 203 sg. Carlo di Valois, 173 sg. Cassio, 7. Cavalcanti Guido, 174. Cerbero, 166 sg., 193 sg., 231 sg., 260. Cerchi (dei) famiglia, 170, 213. --Vieri, 171 sg., 262. --Ricovero, 172. Cesare, 46 sg., 87. Ciacco, 170, 264 sg. Cicerone, vedi Tullio. Clearco, uditore di Platone, 66. Cleopatra, 124 sg. Coppo di Borghese Domenichi, 276. Corito, re di Corito (Corneto), marito di Elettra, 41. Cornelio Nepote, vedi Nepote Cornelio. Corniglia (Cornelia), 58. Creso, 214. Curzio Quinto, 26.

David, 18 e vedi Salmista. Democrito, 67. Diogene, 69 sg. Dioscoride, 74. Donati, famiglia de’, 170, 213. --Corso, 171.

Eaco, 242 (_Ecclesiasticus_, X 9). Elena, 127 sg. Elettra, 40. Empedocles, 72. Enea, 44, 87. Eraclito, 73. Eratostene, 28. Ercole, 97. Ermolao, tiranno di Atene, 27. Ettore, 43. Euclide, 83. Eusebio (_Liber temporum_), 9, 29, 30, 32, 33, 43, 54, 71, 72, 77, 95, 109, 123, 201, 268.

Falacro, filosofo, 25. Faro di Messina, 203. Federico II, imperatore, I, 7, 8, Fiandra, 259. Filocoro, 29. _Filosofia_ (_Della_), opera di Clearco e Anassalide, 66. Firenze, 172 e _passim_. Flegias, 267 sg., 283. Francesca da Rimini, 137 sg.;

Galeotto, 145. _Genesi_, 12 (I. 27), 15 (IV. 2-8), 19 (XXXII. 1-32), 176 (I. 26), 190 (III), 233 (III. 1, 14). Geremia, profeta, 92 (VIII. 7), 192. Giandonati Arrigo, 179. Giovenale, 34, 67 (_Sat_., X. 33-35), 215 (_Sat_., X. 365-6), 219 (_Sat_., X. 365-6), 243 (_Sat_., XIV. 135-7). Giulia, figliuola di Giulio Cesare, 58. Giustiniano, 28. Giustino (_Historia_), 51 (II. 4), 52 (XLIII. 1), 63 (II. 10).

Iacopo (san), 242 (_Epist_., V. 1); III, 254 (barone di Galizia). Iob, 192 (VI. 6; XV. 16). Isaac, 19, 172, 175 (XI. 2-3); II, 96 (XL. 13), 192 (XXIV. 9). Isopo, 243. Israel (Iacob), 18.

Lamberti (de’) Mosca, 179. Lancellotto, 144. Latino, re dei laurenti, 52. Lattanzio, 74, 76 (_Divinarum institutionum_, I. 23), 201 (_Div. inst._, I. 11), 267. Leon tessalo, vedi Pilato. Lavina, figlia di Latino, 54. Leontonio, ateniese, protettore di Omero, 27. Lino, 78. Livio Tito, 45 (_Hist_., XL. 4). Lucano, 25, 33, 57 (_Pharsalia_, II. 326 sg.), Lucrezia, 55, 87.

Macrobio, 124 (_Saturn_., V. 17). Malatesti Gianciotto, 137 sg. Malespina Morruello, 263. Maometto, 277. Marzia, moglie di Catone, 57. Mela Pomponio, 71 (I, 17, § 86. Moisé, 16. Museo, 77.

Nepote Cornelio, 29. Neri (setta dei), 171. Nerone (_Troica_), 133. Nino, 117 sg. Noé, 15. _Numeri_, 233 (XXI. 6-9).

Oderisi da Gobbio, 29 sg., 34, 53 (_Carm_., III. 17, vv. 7-8). Orfeo, 74 sg. Ovidio, 4 (_Metam_., XI. 623-5), 30 (_Tristia_, X. 3-4, 26, 21-22), 31 (opere), 32 (_Tristia_, II. 207, 103, 108), 40 (_Fasti_, IV. 169-78), 75 (_Metam_., X. 78-85), 86, 108 (_Metam._,VIII. 166-75), 134, 229 (_Metam._, V. 346 sg.).

Pantasilea, 50. Paolo (san), II _Tim_., IV. 4; I _Cor_., XIV. 38), 192 (_Ephes_., V. 18), 238 (_Ephes_., V. 5). _Paradiso_ (cantica), 208. Parche, 219. Pasife, 107. Perini Dino, 264. Persio, 34, 242 (_Sat._, III. 66, 69-70). Petrarca Francesco, 61. Pilato Leone (Leonzio Pilato), 24, 77, 232, 201, 227. Plauto, 34. Pleiadi, 40 sg. Plinio, 48 (_Hist. nat_., VII. 25), 85 (_Hist. nat_., XXIX. 2). Po, 139. Poggi Leone, 262. --Andrea, 262 sg. Polenta (da) Francesca, vedi Francesca da Rimini. _Proverbi_, vedi Salomone. _Purgatorio_ (cantica), 169, 200, 208;

Rabano Mauro, 74 (_Liber originum_, XVIII. 4), 76 (_Orig_., XVIII. 4), 84 (_Orig_., XVIII. 5), 85 (_Orig_., XVIII. 5), 232. Rachele, 19. Rusticucci Iacopo, 179.

Saladino, 59. Salmista, 92 (_Ps._ XXXV. 4), 97 (_Ps._, XVIII. 4-5), 99 (_Ps._, LVII. 5-6), 184 (_Ps._, VIII. 8-9), 234 (_Ps._. CXVII, 22), 272 (_Ps._, IV. 5). Santa Lucia di Napoli, 221. _Sapienza_ (_Liber sapientiae_), 192. Semiramis, 117 sg. (III. 813-14), 4 (_Herc. fur_., IV. 1065-77), 33-34, 64 (_Epist. ad Lucilium_, VI), 67 (_Epist. ad Luc_., LXI), 69 (_De beneficiis_, I1 4), 70 (_De ira_, III. 38), 78 sg., 87, 140 (_Hippolytus_, I. 294-301), 192, (_Epist. ad Luc_., XXIV), 223 (_De sacris Aegyptiorum_), 229 (_Herc. fur_., III. 782-8), 239 (_Epist. ad Luc_., IV), 242 (_Epist. ad Luc_., XVII), 274 (_Thyestes_, II. 344 sg.). Simonide poeta, 177. Solino, 76 (_De mirabilibus mundi_, X. 8) 126-27 (_De mir. mundi_, XXVII. 31, 41, non citato nel testo). Speusippo, nipote di Platone, 66. Spurima, giovane romano, 153. Stazio, 76 (_Theb._, V. 344, 435), 228 (_Theb._, VIII. 21-6), 254 (_Theb._, VIII. 739 sg.). Stige, 211, 207 (_Vit_., §§ 1-4), 46 (_Vit_., I, § 13), 48-9 (_Vit_., I, §§ 56, 51, 49, 51, non citato nel testo).

Tacito, Cornelio, 34 (_Annales_, XV. 56, 57; XV. 69, 70), 80 sg. (_Ann_., XII, I. 8; XIII. 2; XII. 67, 68; XIII. 16; XIV. 8, 63, 64, 60, 51; XIII. 2; XIV. 53-56, 65; XV. 60-65). Tale (Talete), 71. Teodonzio, 76, 31, 35, 37, 98. Terenzio, 34, 163; Tertullio, 65. Tolomeo astronomo, 84. Tosinghi, 213. Tristano, 134 sg. Trogo Pompeo, 51. Tullio Cicerone, 28 (_Tusculanae quaestiones_, I. 39), 48 (_Brutus_, § 72), 62, (_Tusc._, II), 64 (_De senectute_, § 5), 68 (_Tusc._, V. 39), 71 (_Tusc._, I. 43), 77 sg., 128 (_De inventione_, II. 1), 132 (_De divinatione_, I. 21), 140 (_De natura deorum_, III. 23), 177 sg. (_Div_., I. 27, 30), 232 (_In Verrem_, IV. 50), 239 (_De officiis_, III. 5), 242 (Off., I. 20).

Valerio Massimo, 58 (IV, 6. § 4, non citato nel testo), 61 (III. 4 _ext._ 1), 62 (VII. 2 _ext._ 1), 69 (IV. 3 _ext._ 4), 73 (III. 3 _ext._ 2, non cit.), 74 (III. 3 _ext._ 3), 83 (VIII. 12 _ext._ 1), 117 (IX. 3 _ext._ 4, non cit.), 153 (IV. 5 _ext._ 1, non cit.), 177 (I. 7 _ext._ 3; I. 5, non cit.). Verona, 262. Villani Giovanni, 173 (_Cron._, VIII. 39 sg.). Virgilio, 37 (I, 378), 39 (VI. 753-5), 46 (IV. 615-21; X. 606 sg.), 52 (VII. 45-8), 53 (XII. 164), 109 (VI. 422-3), 134 (X. 92), 142 (VI. 472-4), 168 (VI. 417-23), 169, 221 (VI. 323-4), 223, 228 (V. 548-9), 230 (VI. 563), 242 (III. 56-7), 268 (VI. 218-20, 412-14), 278 (VI. 552-8).

_Vitis_ (_de_) _philosophorum_ (_Libellus de vita et moribus philosophorum_), 61.

Zenobia, regina di Palmira, 153. Zenone, 73 sg. Zoroaste, re dei batriani, inventore dell’arte magica, 68.