I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 2

Part 11

Chapter 113,475 wordsPublic domain

Da questo paese si ritorna indietro per la terra del Gran Cane, della quale io ò detto di sopra, però non bisogna c'un'altra volta vi discriva, nè di quale si tenga conto. E sapiate, che di tutto quel paese e di tutte quell'isole e diverse gente e diverse legge e fede, ch'egl'ànno, le quali io ò scritto, niuna gente non è lì, la quale, pur che abia ragione e intelletto, che non abia alcuno articolo della nostra fede e alcun buon punto di ciò che noi crediamo, e che eglino non credino in Dio, il qual fece il mondo, el quale egli chiamono Hiretarze, ciò è a dire: Dio di natura, sicondo che dice il profeta: _Et intuentur omnes fines terrae_; e altrove: _Omnes gentes servient ei_ etc. Ma egli non sanno però perfettamente parlare di Dio padre, nè del figliuolo, nè dello Spirito santo; nè sanno parlare della Bibbia, e spezialmente del Genesis e degl'altri libri di Muises, de l'Esodo e degli profeti, però che non ànno chi gl'insegni; sì che non sanno se non di loro intelletto naturale. E' dicon bene, che le criature ch'egliono adorono, non son punto Dio, ma egli le adorono per le gran virtù che sono in quelle, le quali non vi poterebono esser sanza grazia di Dio. Dei simulacri e idoli e' dicono, che non v'è alcuna gente, che non abino idoli; e questo dicono, perchè noi abiamo le immagine e le figure della nostra Donna e di molti altri santi che adoriamo noi; ma e' non sanno, che noi non adoriamo punto le immagine di legnio, nè di pietre, anzi e santi, a memoria de' quali son fatte; perchè, a modo che la lettera dimostra a' litterati che è come si dee credere, così le immagine e le pitture dimostrono alla idiota gente a pensare e adorare e santi, a nome de' quali son fatte; però che 'l pensare umano ispesse volte è invilupato per molte cose, per le quali e' dimenticherebono di pregare Dio e nostra Donna e gl'altri santi, se le figure, fatte a lor nome, non gli rendesson memoria. E dicono, che gli angioli di Dio parlono a loro ne' loro idoli, e che e' fanno di gran miracoli: e di ciò dicono vero, perchè negli idoli loro ve ne sono, ma sono due ragione d'angioli, buoni e cattivi, come dicono e greci; _chalo bono e caccho malo_, cioè: _chalo_ vuol dire _buono_, e _chacho_ vuol dire cattivo; sicchè gli buoni angioli non sono negli idoli loro, anco vi sono i malvagi e cattivi, per mantenergli nel loro errore.

Molti altri paesi diversi, e molte altre maraviglie sono di là, le quali non ò già tutte vedute; e di quelle che io non ò vedute, non saperrei propriamente discrivere; e nelli paesi propii, dove io sono stato, molte cose diverse sono e strane, delle quali io non fo menzione, perchè sarebe cosa lunghissima a ricontare il tutto, perchè, se io iscrivessi tutto ciò che è ne le parte di là, chiunque poi si afaticassi e travagliasse la persona per andare per le parte di là cercando i lontani paesi, volendo racontare, o vero iscrivere delle cose strane, si troverebe impacciato per la mia discrizione; però che non poterebe nè dire nè contare cosa novella, della quale gli auditori si potessino dilettare. E ancora dicesi: _Omnia nova placent_, ciò è a dire, che tutte le cose nuove piacciono; sì che pertanto io farò fine, sanza più ricontare delle cose strane e diverse che si truovono nelle parte di là. E ciò che io ò scritto d'alcun paese, è tanto, che debbe bastare. E sapiate, che quello che io ò scritto, si è la propia verità, come se fussi il santo Evangelio, benchè saranno molti, che non lo crederanno, ma lascio il giudicio ad altrui che voglia andare di là; però che loro molte altre cose troveranno da scrivere, e vederanno se io dico il vero o no[60].

FINITO IL LIBRO BELLISSIMO DI GIOVANNI MADIVILLA, RIDOTTO IN LINGUA TOSCANA. Laus Deo omnipotenti. Amen[61].

Io Giovanni de Mandavilla sopradetto, il quale mi partì di nostro paese, e passai el mare nell'anno di grazia 1322; e dipoi ho ricercato molte terre e molti paesi, e sono stato in molta buona compagnia, et ho veduto molti begli fatti, benchè io nonne faciessi mai alcuno nè altro bene, del quale io debbi parlare, et ora al presente io sono allo stanco riposo ritornato oltre a mia voglia, per cagione delle gotti antiche. E per prendere alcun sollazzo nel mio tristo riposo, ricordandomi del tempo passato, ho compilato e messo in iscritto le sopra dette cose, secondo el meglio che ho potuto ricordarmi, nell'anno di grazia 1357, nell'anno tregesimo quinto che io mi parti' di nostro paese. E priego tutti quegli che qui leggieranno, se a loro piace, voglino pregare Iddio per me, che io pregherrò per loro; e tutti quegli che per me diranno uno Pater nostro, acciò che Iddio mi faccia remissione degli miei peccati, io gli faccio tutti participevoli, e sì gli conciedo parte di tutti gli miei peregrinaggi e di tutti gli buoni fatti, e quali io feci e farò insino alla fine mia. E priego Iddio, dal quale ogni bene discende e ogni grazia, che tutti quegli cristiani che qua leggono o odono leggiere, che gli voglia adempiere tanto della grazia sua negli corpi e anime loro, salve fare (_sic_), alla gloria e laude di lui; il quale è trino et uno sanza cominciamento e sanza fine; senza equalità buono, e senza quantità grande; in ogni luogo presente, e in sè ogni cosa continente; il quale niuno bene può migliorare, il quale è in trinità perfetta [e] vive e regna per ogni seculo e per ogni tempo. Amen.

FINIS: DEO GRATIAS.

INDICE.

Di molti vari e diversi paesi che sono di là, e del monte Atalante, e della città di Trabisonda, dove giace santo Atanagio, e di molti reami di Barbaria Pag. 5 Del castello di Sparveri, dove sta una bella donna de' doni di ventura, la quale dà, a chi fa la veghia VII. dì naturali, quello che 'l sa adomandare » 9 Della montagna di Ararath, dove si fermò l'Arca di Noè, e della città di Laidenge, e della città di Thaurissa, e della abondanzia sua » 12 Della terra di Iob e della abundanzia d'essa, e come si ricoglie la manna, e della proprietà sua » 16 Delli ornamenti de' Caldei, e quali sono begli uomini, e le femmine sono brutte e mal vestite » 17 Del regno delle Amazone e de' lor costumi e usanza, e di Tramegitta, dove Alessandro Magno fece edificare Alessandria » 19 Di Etiopia, e come ivi sono genti di diverse maniere, perchè alcuni non ànno piedi, altri sono fanciulli e ànno canuti e capegli, e quando son vechi gli ànno neri » 22 Come si fa il cristallo, come nascono le perle, e come nascono e diamanti, e come crescono; e della virtù e proprietade sua, e come e' perdono la virtude, e come si conoscono e buoni da' cattivi » 23 Di India e della diversità della gente che vi si truovono; e de l'isola di Oriens; e de l'isola di Canna, dove si fanno diverse adorazione, e la ragione perchè fanno questo; e perchè non sotterrono e loro morti » 29 Come nasce il pepe e come si coglie, e di quante maniere di pepe si truova, e che modo si tiene per li serpenti che ivi stanno » 35 D'una fonte che à sapore d'ogni spezie, e della sua virtù » 37 Come in questo paese fanno sacrificio dei propii figliuoli, e come, morto el marito, la moglie s'abrucia con lui insieme » 39 Degli idoli di questa gente e della grande divozione ch'egli v'ànno » 41 Dell'isola Lamori e della gente che ivi abita, e la ragione perchè vanno nude; e come mangiono carne umana, e quanti gradi è tutto il firmamento » 46 D'uno che andò cercando el mondo e ritrovossi in paese, dove e' si parlava in sua lingua » 52 Della grandeza di tutta la terra » 54 Dell'isola di Simbor, dove gl'uomini e le femine si fanno segniare nella fronte con un ferro caldo per gentileza; e dell'isola di Botegon » 58 Dell'isola di Gianna, e delle cose che ivi nascono, e della possanza di questo Re, e del suo palazo, el quale è una cosa molto stupenda » 59 Dell'isola di Patem, dove sono alberi che fanno farina; altri fanno vino, altri fanno mele, e altri veleno; e d'un certo lago, nel quale nascono canne che ànno nella radice pietre preziose » 61 Dell'isola di Talanoch e del suo Re e della possanza sua, e degli elefanti, i quali lui tiene per sua difesa; e di due altre cose maravigliose che vi sono » 63 Qui si fa menzione d'una gran maraviglia, del pescie che si gitta alla riva di questa isola » 64 Dell'isola di Raffo, ove dànno gl'uomini a mangiare a gl'uccegli » 67 D'una altra isola chiamata Mulca, dove sono cattivissime gente che beono sangue d'uomo; e dell'isola che si chiama Tracondia, dove son gente che non parlono, ma sibillano » 68 Dell'isola Ongamara, dove son gente che ànno teste di cani, che si chiamono Cenofali, e della giustizia del suo Re » 69 Dell'isola di Silla, e di molte strane e diverse nature d'animali che quivi si truovono » 71 Dell'isola di Dondina, dove e' mangiono l'uno l'altro, quando non possono scampare; e della possanza del loro Re, il qual signioregia LIIIIº. isole; e di molte maniere d'uomini, i quali abitono in queste isole » 73 Del reame di Mauri ch'è molto buono e grande, e delle maniere e costumi di quelle gente » 78 Della grande città di Cassaga e delle sue maniere » 81 Della città di Chilafonda, e della terra delli Pigmei e della statura loro » 83 Della città di Iancai, e della città di Menca, e delle loro richeze e usanze » 85 Dell'isola di Catai, e delle città che ivi sono, e del palazo del Gran Cane, e delle sue magnificenzie » 87 Perchè si chiama el Gran Cane e di cui discese, e del nome de' sette linguaggi di Barberia » 96 Del titolo del Gran Cane, e del governo della corte sua quando si fa festa, e delle maniere de' baroni che servono a tavola, e delli savi che vi sono, e di molte altre cose mirabile e stupende » 106 Della maniera del Gran Cane quando lui cavalca, e di coloro che cavalcono seco, e della signioria e gran possanza sua » 118 Del modo che osservono e corrieri sua in portare presto le nuove, e delle cose che si fanno al Gran Cane quando cavalca per lo suo paese » 120 Del modo del sacrificare loro, e de' nomi dei figliuoli del Gran Cane » 125 Delle cose che e' tengono per pecato e della penitenzia che gli conviene fare per questi peccati, e del modo ch'egli tengono a presentare il Gran Cane » 126 Del modo che servono quando muore lo imperadore in sotterrarlo, e del modo che tengono quando ne fanno un altro, e delle parole che lui dice alla eletta » 131 Della città di Corasina, e di molti paesi strani » 134 Dell'imperio di Persia, e delle cittadi che ivi sono » 136 Del reame di Giorgia, e del reame di Abthas, e della provincia di Bonavison, nella quale è una cosa molto maravigliosa, e delle gente che ivi abitono » 138 Della Turchia e delle province che vi sono, e di Caldea, di Mesopotamia, e di molte cose che lì si truovono » 141 Del paese di Cadissa e delle cose che ivi nascono, e delli monti Caspi, nei quali sono rinchiusi e Giudei, e di molte altre cose » 144 Della terra di Bacaria, e di certe arbore che fanno lana; e della grosseza del Grifone, e d'altre cose che lì sono » 149 Della possanza del prete Giovanni, e delle gente e nazioni e reami che gli sono sotto posti, e del camino che si fa per andare ivi, e delle richeze e pietre preziose che sono in quelle parte » 150 Del modo che tiene il prete Giovanni quando cavalca contra' nimici, o vero per la terra; e del palazo suo, e de l'ornamento della sua camera » 155 Delli servidori del prete Giovanni, e del modo che loro tengono in servirlo » 158 D'una isola chiamata Milscorach, nella quale stava uno uomo molto cauto, che aveva fatto uno Paradiso; e delle cose maravigliose ch'erano in questo Paradiso, e come fu distrutto costui » 159 Della valle pericolosa, dove stanno diavoli, e delle cose paurose che si truovono in questa valle pericolosa » 163 Di due isole, nelle quali abitano giganti di grande stature, e femmine terribile come el basilisco » 170 D'un'altra isola, e della usanza che tengono in isposare le lor moglie, e perchè non dormono la prima notte con loro, ma e' vi dorme un altro » 172 D'un'altra isola, e della usanza che ànno quando nasce uno e quando muore, e del Re di costoro, e della buona giustizia che s'osserva in questo paese » 173 Come nasce el cotone, e di molte altre cose maravigliose e stupende che sono in questi paesi » 176 Dell'isola di Bragmani, e de la lor buona vita, e d'una legiadra lettera, la qual mandorono ad Alessandro Magnio » 179 Di due altre isole, cioè Mesidrata e Genosaffa, ne le quali fu profetizato la incarnazione del figliuol di Dio; e d'una gentil risposta qual feciono ad Alessandro Magno » 183 De l'isola di Fracan, dove le gente vivono del solo odore de' pomi salvatichi, e d'una altra isola, ove sono le gente pilose » 187 Degli arbori del sole e della luna, e della cagione perchè si chiama prete Giovanni » 188 Dell'isola Tabrobana, dove sono due state e due verni, dove i lor giardini sempre sono verdi » 191 Dell'isola Orilla, e di Arguta, ne le quali son grandi tesori e ben guardati, e del modo che si tiene a aver del detto tesoro » 192 Del paradiso terreste e de' fiumi che escono di quello » 194 Dell'isola di Caisam, ch'è molto grande e buona, e de la usanza che tiene il figliuol, morto il padre, in questo paese » 199 D'uno uomo molto rico, e de lo stato suo, e della conclusione del libro che fa l'autore » 202

EMENDAZIONI AL SECONDO VOLUME.

Pag. lin.

5. 7 el viaggio el magnifico.[62] 30. 14 mercatanzie In questa mercatanzie. In questa. 59. 3 di genti, e perchè di genti: e perchè. 74. 25 la bocca, per torgli la bocca per torgli.

NOTE:

[1] Qui i codd. leggono invece el _magnifico_.

[2] _e disse che se egli era eretico che ciò credeva; e perchè gli articoli di detto salmo erano buoni, però così credeva_. Così il cod. Ricc. Il Magliab. e le stampe leggono altresì confusamente come sopra.

[3] Qui il cod. Magl. è mancante: mi valgo del Riccardiano e delle due edizz. del 1488 e 1492.

[4] Qui rientra il cod. Magl.

[5] Manca, come altrove.

[6] Così i codd. e le stampe: forse _lingnaggio_.

[7] Qui pur manca, come altrove.

[8] Il cod. Magl. e le stampe leggono: _fu uno Re nel paese e abitarono insieme con uomini maritati, come si fa altrove_. Sembrami che la lez. sia difettosa in tutti e quattro i testi.

[9] Così amendue i codd. Nella stampa del 1488 manca _si imbrodono cioè_.

[10] Il cod. Ricc.; _di mari_: il Magl. e le stampe leggono _di mai_ e _di may_.

[11] _e nissuno è di grandeza d'una fava_: cod. Magl. e ediz. del 1488.

[12] _perle fine, le quali si conceranno e ingrosseranno della rugiada_: cod. Ricc.

[13] _in pace e in guerra_: cod. Magl. e st.

[14] Il cod. Ricc. legge: _a se l'agulia, e sopra di quella pietra si mette il diamante, e poi se gli presenta l'agulia; e se 'l diamante è vero e virtuoso, mentre che 'l diamante è presente, mai la calamita non tirerà l'agulia, se la calamita non fussi troppo grossa._

[15] Così il cod. Magl. e le stampe: la lez. del Ricc. legge come segue: _et è proprietà di via e di camminare per diverse vie e cercare cose strane_.

[16] Cioè _tralci_.

[17] In signif. di _forma_.

[18] Così il cod. Magl. e le stampe: il cod. Ricc.: _et è lo Adabo de' falsi cristiani_.

[19] Qui vien meno per tutto il Capitolo il cod. Riccardiano: noterò più innanzi dove rientra.

[20] Qui rientra il cod. Riccardiano.

[21] così il cod. Magl.: il Ricc. legge _tornature_, e la stampa del 1488 _tornate_.

[22] Così i codd. e le stampe: forse _mare_.

[23] Il cod Ricc. _Machumaram_: il cod. Magl. e le stampe, come sopra.

[24] Così i codd. e le stampe: sinc. di _sanguisughe_.

[25] Così il cod. Magl. e le stampe. Il Ricc. _che pare che venga dagli nuvoli e pare che egli voglia coprire tutta la terra_.

[26] _per la bontà del paese in questo paese_: cod. Magl.: _per la bontà sua. In quello paese_: cod. Ricc.

[27] Il cod. Magl. legge: _e ànno una grossa bocca sopra la testa e sono nove volte_. Anche le antiche stampe recano _una grossa bocca_.

[28] Cod. Ricc. _Utria_: edizz. ant. _Udria_.

[29] Così il cod. Magl. e le stampe. Il cod. Ricc. ha invece. _Passando per quello paese per più giornate è una città_.

[30] Il cod. Magl. legge _compassi_, come altresì hanno le stampe: nel Ricc. manca.

[31] Nota qui usato _piffero_ per suonatore di _piffero_: i vocabolaristi non ne adducono che un solo es. tratto dalla _Vita di Benvenuto Cellini_.

[32] Il cod. Ricc, ha variatamente _Chiamgnus_ e _Chagnus_.

[33] Così il cod. Magl. o le stampe. Nel cod. Ricc. varia la lez. nel modo seguente: _che eglino oservassino a tutto quello che egli aveva detto e ordinato, e che in quell'ora, e dipoi eglino rimanessino contenti di ciò che egli gli farebbe di sua grazia: et eglino dissono, ch'erano, e sarebbono presti a ubbidire e fare tutti e sua comandamenti_.

[34] Il cod. Ricc. qui ed altrove legge sempre _Magno_: forse meglio.

[35] Così il cod. Magl. e le stampe: il Ricc. ha _le terre_.

[36] Da _Intronizzare, Mettere in trono_. Del verbo, niuno es. cita il vocab.; dell'add. un solo, tolto dalle _Rime di Alessandro Allegri_.

[37] Il cod. Ricc. legge: _e gli valletti e' famigli_.

[38] Così i codd.: forse _patirebbe troppo caldo_; o _proverebbe troppo caldo_. L'ediz. del 1488 legge _perebbe_.

[39] Così i codd. e le stampe.

[40] _E dico che sotto il firmamento non è sì gran Signore_: cod. Ricc. _Sotto il firmamento nè in terra_ ec. cod. Magl.

[41] _sanza el suo primogenito, de' quali e nomi loro sono questi: Chadai, Balach, Rabilan, Sare, San, Vrin, Neagu, Vocab, Cadi, Sidan, Turen_. Cod. Ricc.: le stampe: _Cahadai, Vinim, Nengu, Vocab, Cadi, Sidam, Tulem, Soalach, Rabbi, Can, Gare, Gan_.

[42] La stampa del 1488 legge _arectare_.

[43] Il cod. Magl. e le stampe: _salvo che arte di seta e armi_.

[44] Nota _laveggio_ in signif., pare a me, di quello stanzino ove si lavano e si ripongono le pentole, le tegghie, i piatti ed ogni altra sorte di stoviglie: chiamasi oggi da alcuni lo _acquario_, da altri lo _scaffale_ e da altri il _secchiaio_.

[45] Il cod. Magl. legge carriera: le stampe _cadrega_, forse per _carega_.

[46] _ma non è molto largo_: cod. Ricc.

[47] Così i codd.: le stampe _polmetta_: intendi _uno palmite_, cioè _un tralcio_.

[48] Cod. Ricc. _nè rocca d'alto mare_.

[49] Così i codd. e le stampe.

[50] Il cod. Ricc. _da più di 1000 uomini_ ec. Le stampe: _da più di cento millia cavaleri da cavallo_, o _da cento millia homini da pè_.

[51] Questi è il famoso _Veglio della Montagna_, di cui parlarono eziandio Marco Polo e il beato Odorico ne' loro Viaggi, e da cui il Boccaccio trasse argomento della sua Novella 8. Giorn. III.

[52] Ediz. del 1488: _la valle di fontana_.

[53] Nota avver. efficace, detto in sen. fig. per _acutamente, sottilmente, in modo assai penetrante_ e che offende. Registrasi nel Vocab. in signif. prop. soltanto, e senza es.

[54] _Spulzellare_ o _spulcellare_ per _isverginare_ citasi nel Vocabolario, ma senza veruno esempio.

[55] Così i codd. e le stampe.

[56] Ne' testi moderni della Scrittura venner tolte via le parole _nec discernit inter judeos et gentiles, sed omnis_.

[57] Il cod. Ricc.: _un'altra isola grande, chiamata Pichon, la gente_ ec.

[58] Le parole _come cani grandi_ si leggono soltanto ne' due testi a penna. Nell'edizione del 1488, che ho qui sotto gli occhi, dicesi semplicemente _e sono grandi_: onde per verisimiglianza sarà da preferirsi la lezione della stampa a quella de' manuscritti.

[59] Il cod. Riccardiano à il segu. brano per soprappiù: _et etiam per gli luoghi tenebrosi che vi sono molti. E per acqua non vi si potrebbe andare, perchè non vi sono altre acque marine, se non gli sopradetti fiumi per gli quali per modo alcuno non si potrebbe andare nè navicare, perchè corrono e discendono così forte e impetuosamente e con onde sì grandi, che niuna nave vi potrebbe andare: eglino fanno tanto romore e menano tanta tempesta e stridore per gli alti e aspri sassi, onde discendono, che benchè si gridassi forte, niente nelle navi l'uno non potrebbe intendere l'altro_.

[60] Cod. Ricc. _di là in quelle parti, però che molte cose troveranno ancora a scrivere, delle quali io non ò fatto menzione_.

[61] Fin qui il cod. Magl.: quel che seguita appartiene al Riccardiano.

[62] Colla scorta delle stampe prescelsi _el viaggio_ al _el magnifico_ de' codd., che posi in nota. Ora considerato per bene la diversità dalla lez., sembrami si debba anteporre la lez. de' mss., come più consentanea alla mente dello scrittore. Secondo che chiaramente apparisce, _magnifico_ qui è posto sostantiv. e ha forza di _magnificenza_.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni ("Emendazioni") indicate a fine libro sono state riportate nel testo.