I pazzi: dramma in quattro atti
Part 7
No, Francesco! Nulla di quanto accadeva in me somigliava alla rievocazione dell'innamorato sparito. Nulla somigliava a un rimorso, a un pentimento, a un rimpianto profferto alla sua memoria. E perciò, anche sotto il martello della tua inquisizione, la mia coscienza permaneva immobile, altera, integra, estranea al lutto inquieto che serbavo. Solamente piú tardi, ti ripeto, solamente piú tardi io potetti accusarmi! Solamente piú tardi, nel mondo irreale, nel mondo della follia che la coscienza mi aveva offuscata lontano da te, lontano dal nido della mia realtà, questo lutto mi parve quasi colpevole! E cominciai da allora a martoriarmi per il martirio di lui, cominciai a compassionare la disperazione che lo aveva travolto, cominciai a trovarmelo dinanzi, in una larva desolata e sommessamente loquace, e le mie stanche veglie e i miei brevi sonni malati si riempivano di panico, di tremore, di lotte...
FRANCESCO
(_con l'aspetto e con l'accento di chi subisca i colpi reiterati d'un ferro aguzzo_) Ah!... chi mi darà la forza di resistere a queste fitte atroci?!
AGNESE
(_mutando_) Se è vero che ti è possibile intendere piú che le mie parole non dicano, queste fitte saranno cessate fra qualche istante. Cerca di intendere, Francesco, affinché ti sia dato di voltare le spalle a questi fatti che sono cosí effimeri, cosí trascurabili al paragone di quello, solenne, che sto per rivelarti. Il voto, che durante tre anni di unione avevamo nascosto, fervido e pertinace, in una tacita attesa, si era virtualmente compiuto, come per un decreto ammonitore venuto dall'alto proprio alla vigilia della nostra separazione.
FRANCESCO
(_in un confuso sbalordimento_) Ma che mi racconti, adesso?!
AGNESE
Le lotte contro la povera larva del suicida, contro la pietà che ne avevo, contro il suo amore susurrato dalla voce sinistra della morte... furono presto e improvvisamente troncate dalla letizia di un giorno che mi parve il piú luminoso della mia vita!
FRANCESCO
Tu eri madre?!
AGNESE
N'ebbi quel giorno la certezza.
FRANCESCO
(_con una incipiente esultanza, mescolata al suo travaglio_) Agnese!...
AGNESE
Cerca di intendere! Cerca di intendere!... Ero madre per te, per te, e dalle viscere materne si diffondeva in tutto il mio essere l'energia sana e trionfante della fedeltà perfetta che l'allucinazione aveva per poco turbata!
FRANCESCO
Sí, questo io lo intendo, lo intendo...
AGNESE
Ebbene, il tuo cuore non mi si riavvicina ancora? Non ancora, non ancora mi promette la pace che merito?
FRANCESCO
Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni in una volta!... Ti chiedo in grazia una sosta!...
AGNESE
Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a recarti l'annunzio in cui tanto speravo, perché lungamente ho temuto di perdere le mie speranze facendoti l'astrusa confessione che Dio mi aveva comandata. Ma poi, a un tratto, sono corsa a rischiare queste speranze presa da una avidità subitanea e sfrenata di vedere la mia sorte, di vedere il mio avvenire, del quale tu sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione e l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli la sincerità tua come ha parlato la mia. Mi assicuri tu che presso la culla della nostra creatura torneranno a congiungerci tutte le ragioni sublimi che un tempo ci congiunsero?
FRANCESCO
(_dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore_) Io vorrei almeno tacere e non me lo concedi!... Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi rende implacabile col suo amore sovrumano ed eterno!
AGNESE
(_sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza e l'ira svaniscono in uno sconforto muto._)
(_Un silenzio._)
FRANCESCO
(_umiliato, balbetta:_) So di offendere l'eroismo della tua confessione degna d'una santa. So di calpestare il dono che la tua virtú mi ha portato. (_China la fronte con l'umiltà d'un peccatore cosciente davanti ad un altare._) So... di essere abominevole!
(SONIA _sguscia di tra gli alberi del giardino; e, nelle pieghe della foschia, resta a origliare_.--ULRICO, _non visto da lei, la segue, sorvegliandola._)
AGNESE
...
(_assorta nella sua disillusione, lentamente scandisce:_) Sicché: questa la mia sorte, questo il mio avvenire! Accanto a te, senza di te!... Mi rassegnerò. (_Scrolla il capo triste._) Ed ecco: entro nella casa «dove ho il diritto di entrare, dove hai il dovere di farmi entrare». (_Esce a destra--ammantata di dignitosa tristezza._)
VI.
FRANCESCO
(_è tuttora seduto, concentrato nella umiliazione, il mento sul petto, lo sguardo a terra._)
ULRICO
(_acquattandosi, sparisce dietro il fogliame._)
SONIA
(_si avanza piano, insicura dei suoi passi, con nella fisonomia una incisa espressione di compatimento soccorrevole. Vicino a lui, s'inginocchia, unendo palma a palma, in un gesto supplice._)
FRANCESCO
(_ne ha un urto e un brivido. Si rizza, scostandosi._) Che fate voi in codesto atteggiamento?!
SONIA
Imploro!
FRANCESCO
Implorate che cosa?
SONIA
Nulla per me.
FRANCESCO
E allora nulla avete da implorare!
SONIA
Non l'hai vista infelice? E non sei tu anche piú infelice di lei?... Da te imploro ciò che ella ha certamente implorato.
FRANCESCO
Smettete! Alzatevi!
SONIA
(_obbediente, si alza._)
FRANCESCO
E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde, è l'ora del riposo. Già forse riposano le vostre compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si incomodasse a cercare di voi. E badate: mai piú implorazioni indiscrete come quella che avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e me, voi non siete nessuna!
SONIA
Non giudicarmi troppo male! Ascoltami!
FRANCESCO
Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi, Sonia! Vi ordino di ritirarvi!
SONIA
Ascoltami! Ascoltami! (_Tutta palpiti nella insistenza_)... Tu mi hai congedata oggi, dicendomi che ero guarita. Non mi pareva che fosse vero, e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera mi pare vero. Mi accorgo che è vero. Mi sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti. Me ne andrò. Me ne andrò domattina all'alba. E anche súbito potrei andarmene. Per questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio di saperti incamminato, insieme con lei, verso la gioia, verso la felicità. Se io ne avessi la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte, e ti saluterei tranquilla, senza piangere, senza soffrire...
FRANCESCO
(_pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende, e reagisce con brutale asprezza._) Basta, Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi per le vostre ansie inopportune! Non voglio, non voglio piú udire il suono della vostra voce!
SONIA
Perché mi tratti cosí?... Perché mi disprezzi tanto?...
(_Un intervallo--doloroso._)
FRANCESCO
(_arrendendosi_) Non vi disprezzo. Vi giuro che non vi disprezzo!... Avrei respinta l'inframmettenza d'una sorella come ho respinta la vostra. Io eccedo nel manifestare i miei ritegni, la mia intolleranza. Le parole che mi vengono alle labbra sono convulse, inconsulte, ingiuste. Me ne rammarico. Me ne pento. E, poiché l'affetto che nudrite per me v'impedirebbe di lasciarmi con tranquillità prima di sapermi conciliato con le speranze legittime che hanno qui ricondotto mia moglie, mi piego a rendervi conto di ciò che, in ogni caso, non potrebbe riguardarvi. Vi garantisco, dunque, che, da questo momento, io mi dedicherò a rinsaldare la mia convivenza con lei. Vi garantisco che la nostra felicità coniugale sarà, comunque, ricostruita. Da voi stessa mi è stato mostrato... che m'incalza la necessità di riaggrapparmi, per la mia salvezza, all'unica donna che io debba amare e che abbia il diritto di amarmi!..... Come vedete, dopo che mi avete tante volte immeritamente circondato della vostra riconoscenza, siete voi che meritate la riconoscenza mia...
(_La commozione sta per vincerlo._) E adesso, una stretta di mano, e addio!
SONIA
(_ebra di sacrificio--in ambo le mani chiude quella che egli le ha stesa._) Addio!
FRANCESCO
(_fisandola con gli occhi gonfi di lagrime_) Senza piangere...
SONIA
(_fisandolo con gli occhi morenti di ebbrezza e di angoscia_) Senza piangere.
FRANCESCO
Senza soffrire...
SONIA
Senza soffrire.
(_Tutti e due tremano. I loro pallidi volti si avvicinano l'uno all'altro._)
FRANCESCO
Povera Sonia!... (_Ma, ghermito da un fulmineo raccapriccio, si stacca da lei._) No! No! Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (_Fugge a destra, guatando indietro._)
VII.
SONIA
(_rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi e cupe, le pupille sono come cristallizzate e il bulbo biancheggia d'un biancore gelido. Indi, ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla cintola in su, boccheggiando, annaspando e sforzandosi di chiamare, col fiato monco:_) Ulrico!... Ulrico!...
ULRICO
(_è già comparso nel fondo, trascinandosi a stenti.--Sembra un uomo crivellato di ferite,--Egli risponde roco, terribile, sibilante, disperato:_) Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo strazio che ti soffoca! Ti ho spiata. È uno strazio che a me non chiede che di essere maledetto!
SONIA
Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi, ora!... Finalmente, mi ritrovi com'ero!
ULRICO
(_nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su lei, l'afferra, la gualcisce, la storce, gridando:_) Non cosí, non cosí ti volevo!... È la piú scellerata delle tue crudeltà questa offerta nefanda!
SONIA
(_mormora:_) Non sono mai stata crudele.
ULRICO
(_seguitando a gualcirla, a storcerla, a inveire_) Nessuno commette maggiori crudeltà di chi non si sente crudele!
SONIA
(_come una moribonda_) Puniscimi... Puniscimi...
ULRICO
(_in uno scroscio di pianto che straripa da tutta la sua persona e che ha qualche cosa di selvaggio_) Con la mia fine ti punirò--vedrai!--dandoti il rimorso che ti spetta!
(_Si spalanca la porta a sinistra._)
SUORA MARTA
Maria Vergine! Che è questo?!
ULRICO
Venite, venite, Suora Marta! Sorreggetela voi! (_Getta tra le braccia amorevoli della Suora il corpo sgretolato di Sonia._) E, soprattutto, sorreggetene l'anima trafitta! Io, vado, invece, a perdere la mia! (_Esce a precipizio._)
SUORA MARTA
Sonia! Sonia!... (_Tenendola, incuorandola_) Mia buona Sonia! Mia buona figliuola!... Preghiamo il Signore!... Preghiamolo insieme!...
SONIA
(_cadendo in deliquio_) No, Suora Marta! Non so piú pregare...
SIPARIO.
FINE.
Avvertenza.--Nella pagina seguente, le note della preghiera corale delle Ricoverate.
[Illustrazione: note della preghiera.
CORO
Ancora ancora serbaci o Signore il tuo favore d'ogni bene quaggiù.... principio e via E così sia. E così sia.]
REMO SANDRON, Editore--Libraio della R. Casa
Milano-Palermo-Napoli-Genova-Bologna-Torino-Firenze
Opere di ROBERTO BRACCO
Edizioni SANDRON
_TEATRO:_
=Volume I.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.
=Non fare ad altri...= Commedia in un atto.--=Lui, lei, lui.= Commedia in un atto.--=Un'avventura di viaggio.= Commedia in un atto.--=Una donna.= Dramma in quattro atti.--=Le disilluse.= Fiaba in un atto.--=Dopo il veglione.= Scenette.
=Volume II.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 364. =Maschere.= Dramma in un atto.--=Infedele.= Commedia in tre atti.--=Il Trionfo.= Dramma in quattro atti.
=Volume III.=--4ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 385.
=Don Pietro Caruso.= Dramma in un atto.--=La fine dell'Amore.= Satira in quattro atti.--=Fiori d'arancio.= Idillio in un atto.--=Tragedie dell'Anima.= Dramma in tre atti.
=Volume IV.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, in-16, pagg. 372.
=Il diritto di vivere.= Dramma in tre atti.--=Uno degli onesti.= Commedia in un atto.--=Sperduti nel buio.= Dramma in tre atti.
=Volume V.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 387.
=Maternità.= Dramma in quattro atti.--=Il frutto acerbo.= Commedia in tre atti.
=Volume VI.=--3ª ediz. riveduta, in-16, pagg. 290.
=La piccola fonte.= Dramma in quattro atti.--=Fotografia senza....= Scherzetto.--=Notte di neve.= Dramma in un atto.--=La chiacchierina.= Monologo.
=Volume VII.=--in-16, pagg. 308.
=I fantasmi.= Dramma in quattro atti.--=Nellina.= Dramma in tre atti.
=Vol. VIII.=--3ª EDIZ. RIVEDUTA, con una nota dell'Autore e con un'appendice, in 16, pagg. 288.
=Il piccolo Santo.= Dramma in cinque atti.--=Ad armi corte.= Commedia in un atto.
=Volume IX.=--in-16, pagg. 340.
=Il perfetto amore.= Dialogo in tre atti.--=Nemmeno un bacio.= Dramma in tre atti e un epilogo.
=Volume X.=--2ª edizione, in-16, pagg. 348.
=L'internazionale.= Commedia in un atto.--=L'amante lontano.= Dramma in tre atti.--=Ll'uocchie cunzacrate.= Dramma napoletano in un atto.--=La culla.= Dramma in un atto.
=I PAZZI. Con un preambolo dell'Autore.=
_VERSI:_
=Vecchi versetti.=--Con prefazione dell'Autore, note dell'editore e glossario.
_NOVELLE:_
SMORFIE GAIE E SMORFIE TRISTI
Volume 1º =SMORFIE TRISTI.= _Un volume in-16, pagg. 334._ » 2º =SMORFIE GAIE.= _Un volume in-16, pagg. 304._ » 3º =LA VITA E LA FAVOLA.= _Un volume in-16, pagg. 316._ » 4º =OMBRE CINESI.= _Un volume in-16, pagg. 320._
_SCRITTI VARII:_
=Tra i due sessi.=--Volume di pagg. 70.--2ª edizione.
Edizioni GIANNINI
=Tra le Arti e gli Artisti.=--Volume di pagg. VIII-390 =Tra gli uomini e le cose.=--Volume di pagg. 362.
Prezzo del presente volume: _Lire NOVE_.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (dubbi/dubbî/dubbii, vizi/vizî/vizii e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
101 - IV. [VI.] 118 - ho lasciate sul pianerottolo [pianerrottolo] 142 - da Lorenzo Gemmi [Gianni]