I Drammi De Campi Padre Don Giuseppe La Vendetta Proprietari E
Chapter 24
E una mattina svegliatosi, a mente fresca ebbe una strana idea: Che avesse avuto parte nel sequestro Savarella?
Fu come una pulce nell'orecchio. Poteva darsi; così sì spiegava la fonte di quella galanteria; l'amicone, del resto, era capace di questo ed altro. Nel dubbio poi non c'era da esitare: lo si doveva arrestare, salvo poi a rilasciarlo se fosse innocente. Ma bisognava andare adagino nel tender la rete, e con tutta la massima oculatezza: il malandrino doveva avere de' compagni che prenderebbero il volo senza meno a metterli in sospetto....
E ci studiò tanto che una notte potè ammanettarlo senza farlo strillare, senza che se ne fosse accorto neanche una mosca.
Due ore prima d'aggiornare, un contadino che passava dalla caserma; sentì nel silenzio della notte dei gemiti cupi e cavernosi: «Ahi... Aaahi....» poi come un rantolo: «Ooh.... m'ammazzate.»
Affrettò il passo, con i capelli irti dallo spavento.
XIII.
--_Assira vitti a Fillari!_
Mastro Pasquale, accompagnandosi con la chitarra, cominciò quel recitativo di sua invenzione, mentre lanciava un'occhiata assassina alla bella Carmela.
La grossa ragazza, seduta tra due amiche con le mani nelle mani di essa, comprese, e fece il viso rosso per il piacere d'esser Filari.
La mamma, una grassona ancora appariscente che cuciva seduta vicino al lume, alzò la faccia e sorrise al futuro genero, e dette uno sguardo tenero alla figliola, contenta anch'essa che la sua Carmela fosse Fillari.
Le due amiche guardavano a bocca aperta, ascoltando con grande aspettazione. Desideravano da molto tempo di sentir cantare mastro Pasquale di cui in paese si diceva mirabilia, e la fanciulla, per contentarle, l'aveva pregato di venire quella sera con la chitarra.
--Quant'era bella.... quant'era sciacquata.... quant'era graziosa..... era un fiore di qualità! seguitava Carrarella grottescamente sdolcinato.
A un tratto si fece serio, protese il capo, e fissando sempre la ragazza, scappò fuori con un grande accordo, e con una esplosione di voce appassionata:
Sugno na navi misira....
Cominciava l'aria; e l'accompagnamento si fece d'un fantastico patetico che scosse dolcemente le donne: le dita del maestro pizzicavano le corde con un'agilità straordinaria. Aveva il viso paonazzo, gli occhi che pareva volessero schizzargli dall'orbite, tanta era l'espressione che ci metteva in quell'aria.
Sugno na navi misira, Ridutta senza vili; Vorrei di nuovofragarimi Pri tia donna crodili.
Carmela, benchè la parola fosse stranamente storpiata, comprese che l'amante voleva naufragarsi per lei, e ne provò un sussulto nelle viscere, stavano per spuntarle le lacrime. Via, non si dice a quel modo che uno vuol naufragarsi, per poi non farlo se mai venisse il caso!
Vorrei di nuovofragarimi
aveva ripreso l'amante col ritornello,
Pri tia donna crodili.
In quella s'udì un gran picchio all'uscio.
--Chi è? domandò la moglie del bottaio voltandosi.
--La forza, fu risposto, come ne' melodrammi, da una voce beffarda.
Tutti si guardarono in viso; e il promesso sposo diventò bianco come un panno lavato. I picchi seguitavano.
--Vengo, vengo, gridò la moglie del bottaio: e si alzò, e andò ad aprire.
Era il maresciallo con due carabinieri.
--Bravo!... bravo! disse il burlone entrando: e faceva l'atto di battere le mani, volto al promesso sposo cui eran cadute le braccia e la chitarra.
Voi cantate come un usignuolo! Oh, benedetto! ma io vi voglio alla caserma, voglio che mi facciate un po' divertire i miei carabinieri che s'annoiano maledettamente senza far nulla.... Via, perchè avete lasciato cadere la chitarra!
Mastro Pasquale aveva compreso, e si vide perduto. Cercò di prendere una risoluzione: la porta era guardata da due omaccioni colossali, che avrebbero levata ogni voglia di resistenza al solo vederli con que' baffacci alla Vittorio Emanuele; restava la finestra.... non era tanto alta... un colpo di pistola al maresciallo e profittando dello scompiglio che avrebbe messo la sua morte, si sarebbe potuto.... ma era poi certo che sotto la finestra non ci fosse nessuno?... Nell'incertezza bisognava tentare: perso per perso....
Questi pensieri passarono per la mente del maestro in men che non si dice: egli portò macchinalmente la mano alla tasca interna della _bonaca_. Ma il sor maresciallo, pur motteggiando, non lo lasciava con que' suoi occhiacci da coccodrillo: s'accorse dell'atto, comprese l'intenzione, e in un baleno gli saltò addosso come un gatto tigre, lo ghermì per il colletto, e con l'altra mano l'ebbe presto disarmato.
--Resistenza alla forza.... diceva con i denti stretti, resistenza alla forza! provati brutto muso di rospo.... In nome del re e della legge sei in arresto!
E lo trascinava verso l'uscio.
Le due amiche che avevano guardata questa scena come tante statue, si misero a strillare; la sposa credè giusto di svenire; e la mamma dimenticando che il calzolaio gli aveva fatto gustare il piacere di vedere la sua Carmela mutata in Fillari, lo rinnegava.
--Boia!... boia!... gli urlava dietro: m'ha assassinata una gioia di figliola!... Signor maresciallo, noi non ne sapevamo niente che costui fosse un birbante: Maria santissima! no, davvero....
--Sono un galantuomo! strillava intanto il ghermito, ripreso un poco d'animo. Perchè m'arrestate! lasciatemi andare, certo ci dev'essere sbaglio.... Volete tacere, brutta strega! (e si voltava, a far gli occhiacci alla moglie del bottaio). Lasciatemi andare.... io sono un galantuomo!...
--Cammina, cammina galantuomo.... rispondeva il maresciallo trascinandolo sempre.
E giù per la scala, nell'entrata, fuori nella via, la moglie del bottaio e le due amiche, affaccendate attorno alla grossa ragazza che ora metteva qualche sospiro, intesero ancora questo grido:
Sono un galantuomo.... sono un galantuomo....
XIV.
L'arrestarono tutti quanti, e gli fecero la causa: chi fu condannato a dieci anni, chi a venti, chi ai lavori forzati a vita....
Finisce sempre così a quella gente!
FINE
INDICE
Padre don Giuseppe Pag. 5 La Vendetta » 189 Proprietari e Fittaioli » 233 Sequestro » 317
Nota di trascrizione:
Sono state effettuate le seguenti correzioni
Berlingrieri gli dette a istruire[istrure] la figliola; i Salamaria, di non bere perchè così voleva Dio, e la coscienza! [coscenza] egli [egli egli] aspettava con impazienza la fine delle vacanze la sua compagnia, la sua amicizia [amizia]. hanno il ticchio di mostrarsi[motrarsi] diversi da quel che sono! da vicino, buoni a mostrare i denti, a non lasciar[lasciarr] sole d'agosto[ogosto]. Si bolliva nel latte? Lo zucchero[zucchiero] si metteva prima? vicino l'uno all'altro[all'atro] che sentivano il calore delle loro Quando tornarono alla villa, alla parrocchia [parocchia] sonava del breviario, a cena, a letto nell'insonnia[insionnia]. E di ciò non perdeva mai la bussola[bussula]. Fece cadere il discorso nella foga dell'ammirazione e della riconoscenza[riconoscienza], E il galantuomo[galalantuomo] solleticato dalla lode, facendo --Me lo levai di tasca e glielo detti. Lo lesse guardandomi[guardamdomi] --Perchè.... perchè.... Lei mi disse che a parte dell'affare[delaffare] Mi son sfegatato inutilmente[inutimente] a fargli comprendere che cavallo, armati e incapucciati, i quali pareva andassero[andassessero] ragguagliando di tutto don Castrenze, s'allontanavano[allontavano] dichiarando ch'erano atti a sfracellare porte[parte], a rovinare poteva connetter[connettar] altro. Poterono infilar l'uscio dal dolore. Signori miei.... balbettava[balbatteva], signori miei.... suo famoso negozio di frumento, per via del quale sarebbe[sarebbbe] poco il sopravvento[sapravvento], in quel modo di condursi intravvide avvicinammo, ci[si] parlammo: mi disse che tutte le volte egli era a capo, e mi pregò a trovare il modo di fargliele[fargliela] Morena[Moreno], e mi domandò, se quando fui arrestato in Difatti venne. Io, quando fui interrogato da Scandurra[Scandurre] anche ad alzar gli occhi[occbi] al cielo in un atteggiamento che possedevano[possedevono]: Masi era in galera: Vito a' Ficarazzi; le[le le] sue forze: e balbettando parole di tenerezza rotte dove era scomparsa[scomparso] la fanciulla, ma dacchè tu stai a Rossa c'era il cadavere d'un uomo. In piazza si formavano[forvavano] E facevano voti che si scoprisse il[li] reo, e lo si mandasse svenevoli, pretenzioso[pretenzionoso] colla sua aria di superiorità.... sul panchetto imbottito, ricoperto[icoperto] di velluto cremisi: che stesse[stasse] di più a godere delle delizie della le mani sulle spalle, e guardandolo teneramente[temeramente]; il fantasma[fantasmo] importuno della fanciulla di cui aveva incoraggito persona, con il petto tremolante sotto a' leggieri[legggieri] veli Il povero colonello Verrone, continuò l'Anselmi[Alselmi], dopo --È che lei non li conosce[conosci] que' birboni, non l'ha studiato quattro, e chiusa con midolla[midella] di pane. L'indirizzo fatto --Serafina.... chiamava sottovoce[sottove]. Serafina.... proprio gusto[usto] a svaliggiarlo quel forestiere. Ma.... e i si dettero d'occhio[occio]. presto a' nostri giorni! e dicevate di non sapere....[sapare] veri [vero], e si dettero la posta per i quindici del nella torre c'era un nascondiglio ch'e' [ch'è] sfidava e sin qui[si qui] _transeat_, meglio tardi che mai. Ma eccoti che con un tovagliolo [tovaliolo], due bicchieri, due bottiglie, una di