Part 7
Percorrendo la storia delle sepolte generazioni, gemiamo di sdegno per le risse letterarie del Poggio, del Filelfo, di Giorgio da Trebisonda, del Valla e degli altri uomini dotti del quattrocento. Nel sesto secolo vediamo un Castelvetro comprare da un sicario l'anima di Alberigo Longo colpevole di averlo biasimato, e Castelvetro fuggirsi nudo per la notte dalle case che gli aveano incendiato gli offesi dalla sua penna mordace: — prostituire Annibal Caro _i sacri studi, e le onorate scuole, onde è simile a Dio la nostra mente_,[35] in turpi motteggi contro quel _veglio, di cui lo stil, l'inchiostro, e le parole, son la rabbia, il veleno, il ferro e il dente_.[36] Insaniscono vituperati l'uno contro l'altro l'Aretino e il Berni. Sacrilego Bettinelli abate si accosta alla venerata urna di Dante, e ne conturba le ossa; altri ardisce angustiare l'anima grande di Vittorio. — Ma perchè non paia che noi, siccome ne avemmo rampogna, più che non convenga ci dilettiamo a cercare per le colpe umane, ci rimanghiamo dal noverarle più oltre. — Forse vorrà alcuno gittarci sul volto il nostro stesso esempio, e ci dirà: Tu pure trascorresti alla ingiuria vergognosa. — Altri coll'altrui esempio si difenda, non già noi: _peccavi_!.... Ma se alcuna notte vegliammo su i volumi del vero, se di qualche speranza facemmo lieta la patria, ci sia rimesso il peccato. Non si conti quel giorno nei giorni dei nostri anni:[37] noi ne daremmo cento perchè fosse obbliato.
Dunque non saremo migliori mai dei padri defunti? Andrà perduto il tesoro della esperienza, e dalle passate sventure non ritrarremo nè anche il retaggio del sapere? Nello spazio brevissimo in cui viviamo enti pensanti tra polvere e polvere, non ci ameremo mai?
Certo comparvero nel nostro Giornale alcuni scritti immeritevoli di lode: — basti il rifiutargliela; ma si vorranno biasimare gli animi pronti, la voglia amorosa che indusse quei cortesi ad adoperarsi in prò di questo patrio instituto, mentre altri poltriva in ozio neghittoso? — Dovranno incontrar male per bene? — Forse distesero un cattivo scritto, ma fecero una buona azione; e se intendiamo biasimare le buone azioni, noi non vediamo cosa altro ci rimanga ad operare se non che commendare le pessime.
Imitino questi oscuri Scrittori la modestia dell'_Indicatore Livornese_: — quale è il libro che sia stato da noi con parole amare ripreso? — Il tempo vuole le _sue giustizie_ sopra le triste scritture, e noi lasciamo adoperare a questo unico riparatore dei torti la sua potenza. Le discipline gentili non si promuovono con gli esempi del pessimo; la mente e il cuore si scaldano davanti ai simulacri di eterna bellezza, nè Longino e gli altri retori innamorarono le genti del _sublime_ con i falli di Omero.
L'anonimo Scrittore, forse _classico_ abbastanza da aver letto le male arti delle Sirene nella _Odissea_, stimò col suono della lusinga assopir noi onde gli offrissimo mezzo di avvilire la lama di un individuo. — Anonimo, anonimo, rammentati che Ulisse si turò le orecchie, e passò illeso dal canto pericoloso, come noi dalle tue adulazioni. — Ogni uomo rende pur troppo, e più che non crede, strettissimo conto davanti la pubblica opinione delle opere sue; ma te chi fece, anonimo, giudice di morale? — Forse la fama candidissima, forse il retto costume? — Mostrati allora a viso aperto, e vediamo se tu sarai quegli che devi scagliare la prima pietra.
Ora dunque io voglio che sappiano, che per anni e per vicende non mutato in nulla, molto meno avrei saputo o voluto mutarmi in queste norme di onesto vivere civile, e che io respingo da me con disprezzo il sospetto di potermi tanto avvilire da scoccare dalla corda di pelo di volpe dardi velenosi riparato dietro l'anonimo. Io ho detto sempre a viso aperto, a mio rischio e pericolo, quanto mi parve dover dire; e Dio consentendo, la mia giovanezza non avrà a vergognarsi della mia virilità.
NOTE:
[1] Comparisce Bianca.
[2] Una reliquia.
[3] La campana dell'_Ave Maria_.
[4] Dando una pugnalata a Dore.
[5] Dore para il colpo, e ferisce Geri in una mano, che cadendo gli lascia il suo mantello.
[6] Incespica, e cade in ginocchio.
[7] In apprestandosi a fasciargli la piaga.
[8] Si alza turbato, e fattosi al balcone, l'apre, e dopo aver considerato alcun poco il sol nascente, torna là donde si era mosso.
[9] Cassa dalla lista il nome del fratello.
[10] Segna i nomi del fratello e del nipote su la lista dei proscritti.
[11] Mostra il mantello di Geri.
[12] Fermando Geri.
[13] Volgendosi a Gualfredo.
[14] Torna a cassar dalla lista dei proscritti i nomi del fratello e del nipote.
[15] Si adopra in qualche modo a cancellare le tracce del sangue, e rimane meditando in quell'atto.
[16] Lo trae al luogo d'ond'ella rimosse le tracce del sangue.
[17] Accennando la porticella del palazzo.
[18] Facendosi verso un balcone.
[19] A Manente.
[20] A Lemmo.
[21] Lascia cadersi oppresso da grave dolore sopra una sedia.
[22] Levandosi furente
[23] Fa atto di svellersi gli occhi.
[24] Lo rattiene pietoso.
[25] A Geri.
[26] Siede, e pone la testa tra le mani.
[27] Si assopisce a' piè dell'arca.
[28] Lasciano la torcia a un braccio della bara.
[29] Alza il manto della bara.
[30] Cade sulla bara, e rimane coperta dal manto.
[31] Gualfredo a Geri.
[32] A Uberto che il trattiene.
[33] Parini.
[34] Pacchiani.
[35] Sonetti di Annibal Caro contra il Castelvetro.
[36] Idem.
[37] Job III.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's I Bianchi e i Neri, by Francesco Domenico Guerrazzi