Part 9
Non puoi mal fare, a naue rotta.
Nella infirmità, si conosce la sanità.
Non sia superbo, chi il suo arbore vede fiorire.
Non meni un cieco, l'altro.
Non mi curo di pompa, pur ch'io sia ben' vestita.
Non lo intenderebbe il va qua tu.
Nei fiori, chi spera è pazzo.
Non tutti che studiano, imparano.
Non tutti credono, che le lucciole siano lanterne.
Non a tutti, vola il gufo.
Nissun' è Profeta nel suo paese.
Nissun' è più matto, ch'il vecchio matto.
Non è buon pescar' inanzi la rete.
Ne di corte, ne di consiglio.
Non posso io pisciare, senza che tu petti?
Non bisogna zoppegar', inanzi il zoppo.
Non importa, pur che si goda.
Non metter l'armi in man del matto.
Non è tutto butiro, ciò che fa la vacca.
Non puoi metter la spada, se non tieni fermo il fodro.
Non fu mai si gran moria, che non scampasse qualcuno.
Non è ne fallo ne rimando.
Non vorrei che san Chimenti mi facesse la gratia.
Non ti creder d'hauer questa pera monda.
Non andar' al monte del'ossa, se non vuoi ispiritare.
Non si pela la gazza, tanto che la gridi.
Non c'è vuouo che non guazzi.
Ne l'occasioni si conoscon gli huomini.
Non vedi che sei vna cazzuola?
Non si và a dormire, sopra la coltrice.
Non fu mai si gran leone, che non hauesse bisogno d'un sorgio.
Non cosi tosto vedon' acqua che non gridino tempesta.
Non ischerzi l'asino, come il cagnolino.
Non si può trar' acqua da le spugne.
Ne pera, ne donna, ne spada, si douerebbe vdire.
Non bisogna piu gittarci la poluere negli occhij.
Non lo direbbe un gambero, c'ha tante bocche.
Non lo direbbero i gangheri.
Non lo direbbe la bocca d'un forno.
Non l'amerebbe il padre, non che i nimicj.
Non è buon Rè, chi non regge sè.
Non è virtuoso, chi non sa esser rigoroso.
Nissuno dice, ch'il suo granaro è pieno.
Nel conseglio, odi il veglio.
Ne l'aria pura e chiara, si forma il suono chiaro.
Nel donare habbi cura, di tener misura.
Non ami prete e soldato, chi è maritato.
Non c'è inuidia, pari a quella del monaco.
Non è buon murator, chi refiuta pietra alcuna.
Nissun sabato, senza sole.
Nuouo hoste, nuoua nota.
Non fu mai sacco si pieno, che non v'entrasse ancor' un grano.
Non si dee dar tanto a Pietro, che Paolo resti di dietro.
Ne nella canna, ne nel'hamo, ma ne l'esca consiste l'inganno.
Non giudicar l'huomo nel vino, senza gustarne sera e mattino.
Nel saluum me fac, sta l'honor di nos otros.
Non pioue, ma cade acqua.
Non è sterco, ma il cane l'ha cacata.
Non esser otioso, se non vuoi esser diffettoso.
Notari, puttane, e barbieri, tutti passan' un sentiere.
Non può hauer mai cosa buona, chi non lecca la padrona.
Nell'armellino, tosto si vedon le macchie.
Nel leopardo, non si notan le macchie.
Netto come un pollaro.
Non mi piacciono le pere guaste.
Non si può cauar sangue della rapa.
Nascer in pouertà o in richezza, non può ne dar, ne torre gentilezza.
Non si ponga con l'oro fino argento, ne col'armellino porco lutulento.
Non è cosa che si presto chiame, un campo a ribellarsi che la fame.
Non si tosto si fa un tempio a Dio, come il diauolo ci fabrica vna cappella apresso.
Ne le corti la carità è tutta estinta, ne si troua amicitia se non finta.
Ne suono di barbier, ne vezzi d'hoste, ne di puttana dono, hai senza costo.
Non è al mondo, ne mai fu, ne fia, cuor che d'amor legato al fin non sia.
Non c'è si duro cuor che lagrimando, non si muoua talhor, pregando e amando.
Nelle penne, e nelle sacre carte, non ha tempo ragion, ne alcuna parte.
Non potria mai ne gl'huomini il destino, se del futuro ogni un fosse indouino.
Non si crede al bugiardo ancor che giuri, ben si crede al verace, ancor che menta.
Non è fierezza a la fierezza vguale, d'un humil'e vil'huomo quando in alto sale.
Non è minor virtute il conseruar', che l'acquistar richezze.
Non ti disperare per fortuna auuersa, che la sua ruota sempre in giro versa.
Non ti fidar di donna alcuna, che lei si muta come fa la luna.
Non gittar del tuo tanto con le mani, che tu lo vadi poi cercando co' piedi.
Non dir di mè, se di mè non sai, pensa di tè, e poi di mè diraj.
Non può esser guerra in quella casa, doue il marito è cieco, e la moglie sorda.
Non cura crudeltà, sdegno, o rea sorte, un magnanimo cuor, ne affanno o morte.
Non gioua a dire per tale via non passerò, ne di tal'acqua beuerò.
Non è bello quel' che è bello, ma è bello quel che piace.
Non consiste la gloria ne' tesori che hai, ma ne beneficij che fai.
Non è barba al mondo cosi minutamente rasa, ch'un'altro barbier non ci troui da radere.
Non è soma a portar si graue, come la donna quando a noia s'haue.
Non comincia fortuna mai per poco quand'un mortal si piglia a schern'e giuoco.
Non far' oltraggio a chi ti fù cortese, che Dio per lui vendicherà l'offese.
Non aspettar s'esser seruito vuoi, seruitio altrui se tu seruir ti puoi.
Non vi marauigliate che natura è della lepre, hauer sempre paura.
Non conosce la pace e non l'estima, chi prouato non ha la guerra prima.
Non son nel Arno tanti pesciolini, quante sono a Venetia zazzare, e camini.
Non è la via di dominar se vuoi, por l'arme in mano, a chi può più di tè.
Nissun mal'impunito è giamai stato, e nissun bene anco irremunerato.
Nuoue taglie, e gabelle, fan dir triste e spiaceuoli nouelle.
Non hai stile, arte, o bottega, che non habbi qualche malitia.
Non è curato della Verola, chi non sa dir ogni parola.
Non romper l'vuouo tenero, se prima non hai concio il tuo pane.
Nissun' si vanti d'hauer l'amico trouato, se prima piu volte non lo ha prouato.
Nissuna figlia senza amore, e nissun' vecchio senza dolore.
Non viene alla vecchiezza, chi prima non passa la giouanezza.
Non ci sono i miglior trouatori del buon' vino, che gli vbriachi.
Non ha fatto la natura cosa si sublima, che la virtù non ne habbi trouata la cima.
Nissun bene fù mai molto stimato, se prima non è stato publico.
Non dei mai sparagnar, biada di mugnaio, vin di prete, è pan di fornar.
Ne col dormir' ne con l'andar nudo mai puoi far male a nissuno.
Non sempre si ha quello che si caccia, in amor', in corte, o in caccia.
Non può esser vero amore, doue ciascuno vuol'esser signore.
Non fauellate tant'alto, ch'io non possa trarui la beretta, o almeno aggiongerui con la mira.
O.
Ogni bruttezza, a se medesima spiace.
Opri se ancor, chi vuol di Dio l'aiuto.
Ogni opra tua, col tuo poter misura.
Ogni vno suo modo, e gl'asini all'antica.
O ragione o non ragione, non andar' in prigione.
O Cristo o Cesare.
Ogni fiore piace, eccetto quel del vino.
Ogni tempo viene, chi lo può aspettare.
Ogni acqua, estingue fuoco.
Ogni acqua, non laua.
Ogni gran fiume, paga tributo al mare.
Ogni grillo, grilla a sè.
Ogni gallo, ruspa a sè.
Ogni galeotto, voga a sè.
Ogni vno tira l'acqua al suo molino.
Ogni vno se ne becca qualcuna.
Ogni vno, conta della fiera.
Ogni di, non vien Sant'Ermo.
Ogni bello giuoco, rincresce.
Ogni longo ballo, satia.
Ogni vno ha il suo impiccato a l'vscio.
Ogni vno fugge il bue, che cozza.
Ogni promessa è debito.
O che Fhormione.
O che netta farina.
Ogni troppo dispiace.
Ogni bello e gran giorno, ha sera.
Ogni cosa mortale, passa e non dura.
Ochio infermo, mirar non puote il sole.
Orpello che par' oro, nulla vale.
Ogni splendor che vedi, non è sole.
Ogni cosa che senti, non è suono.
O quanto, a chi in Christo crede, lece.
Ogni tristo magnan tien l'arme in punto.
Ogni vno, ha qualche facenda.
Ogni paese, nodrisce l'huomo artificioso.
O che s'hanno a mangiar testuggini, o nò.
Ogni pungente e venenosa spina, talhor si vede fiorita.
Occus boccus, chi nasce matto non guarisce mai.
Ogni male, vuole gionta.
Ogni fetta di mellone, vuol'un bicchier di vino.
O che Potta da Modona.
O che cazzo da Reggio.
Ogni dur rompe & ogni altezza inchina, oro & amore.
Ogni un corre a far legna, a l'arbor che casca in terra.
Ogni nostra gloria, è come neue al sole.
Ogni fresco male, facilmente si leua.
Ogni terreno, nodrisce, l'arte.
Ogni Lorda scuffia, serue di notte.
Ogni vno douerebbe chiamar la gatta gatta.
Ogni vno se la becca.
Ogni santo, vuol la sua candela.
Ouunque vai, fa come vedrai.
Ogni cencio, vuol'entrare in buccato.
O buoni amici, o acerbi nimici.
Ogni cosa è meglio, che moglie.
Ogni virtù vuol premio, oprando bene.
Ogni buon'alma, a libertade aplaude.
O bella castità, giunta con carità.
Ogni forza è ragione, contro il tiranno.
Occasione del peccato, è l'amor proprio.
Otio, lussuria, e vino, fugga il soldato.
Ogni herba, si conosce al seme.
Ogni souerchio, porta pena.
Ogni picciol' ago scioglie stretto nodo.
Ogni regno diuiso, in breue manca.
O ama o odia, ogni donna.
Ogni un per se, e Dio per tutti.
Ogni tristo cane, mena la coda.
Ogni vccello, non conosce il buon grano.
Ogni cosa, viene a proposito.
Ogni cosa, serue a qualche cosa.
Ogni secchia, non attinge acqua.
Ogni scala, non ascende al mio balcone.
Oh che mele in bocca, e rasoio a cintola.
Ogni colomba, non porta l'oliuo.
O passa per arte, o per parte.
Ogni buona cosa male intesa, puo fare mali effetti.
Ogni regola, pate eccettione.
Ogni matutino, ha il suo vespro.
Ogni legna, non fà fuoco.
Ogni vno ha opinione, ma non discrettione.
Ogni vno il freddo sente, second'i suoi vestiti.
Ogni vno è amico, di chi ha buon fico.
Ogni vno c'hà gran cortello, non è boia.
Ogni tristo vccello, ha la lingua per coltello.
Ogni carne, ha la sua schiuma.
Ogni Regina, ha la sua vicina.
Ogni tristo sorgio, ha il suo buco.
Ogni puttana, ha il suo ruffiano.
Ogni terra, ha guerra.
Ogni monte, ha la sua valle.
Ogni farina, ha crusca.
Ogni magione, ha la sua passione.
Ogni noce, ha la sua guscia.
Oro è, chi oro vale.
O Cesare, o nulla.
O Regente, o niente.
Ogni graspo d'uua, non viene al torcolo.
Ogni pesce, è stemma, & ogni giuoco, apostemma.
Ogni tua guisa, non sappia la camiscia.
Ogni drappo fin', in capo a l'anno ha fin.
Ogni huomo di ragione, sia capo in sua magione.
Ogni becco torto, viue di preda.
Ordine, mezzo, e ragion, gouerni ogni magion.
Ogni lauorante ha mestier, de gli ordigni del suo mestier.
Ogni vin', al fin, fa tartaro.
Ogni acqua, non porta barca.
Ogni veneno, ha il suo antidoto.
Ogni fiore, al fin perde l'odore.
Ogni vno fa del suo ferro manaia.
Odio fra gl'amici, è soccorso a nemici.
Ogni dieci anni, l'vno ha bisogno del'altro.
Ogni saldo diamante, al fin si spezza.
Oglio, ferro, e sale, mercantia reale.
Ogni cosa, può il denaro.
Ogni timidità, è vitio.
Ogni vno va al molino col suo sacco.
Ogni parola, non vuol riposta.
Ogni opra è frale, se il fondamento manca.
Ogni vccello, non canta.
Ogni brusca, a molti caua gl'occhij.
Ogni dritto, ha il suo rouescio.
Ogni agio, ha il suo disagio.
Ogni cosa mortale, tempo interrompe.
Ogni estremo, è vitio.
Ogni medico, non sa guarire.
Odi, vedi, e taci, se vuoi viuer' in pace.
Ogni ignorante, è cattiuo.
Ogni vno facci, quel che sa fare.
Ogni buco ha la sua cauicchia.
Ogni vno, ha la sua croce.
Ogni pisciata, è vna posa.
Ogni grano, ha la sua semola.
Ogni arte, vuol'il suo mestiere.
Oncia di stato, libra d'oro.
O serui come seruo, o fugge come ceruo.
O un bel si, o un bel nò.
Ogni bella botta, non amazza vccello.
Ogni furfante, in ogni luoco, troua tre case, hosteria, prigione, et hospitale.
Ogni comparatione, è odiosa.
Ogni cosa si sa comportare, eccetto ch'il buon tempo.
Ogni salmo, torna in gloria.
Ogni cosa, vuol tempo.
Ogni un la brusca d'altri, ma non il traue suo, vede.
Ogni passion lasciate, o voi che giudicate.
Odio ricominciato, è peggior che prima.
Ogni corpo, ha la sua ombra.
Ogni vno non è nato per andar' a Roma.
O con verità, o con bugia, bisogna mantener la massaria.
Ogni cosa comporta la carta.
Ogni pianta ha la sua radice.
Ogni cosa saporisce il sale.
Ogni cosa nel suo esser', è buona a qualche cosa.
O ben' o male che la fama esce, sempre molto cresce.
Osso senza medolla.
Ogni vento, non scuote nogaro.
Ogni nuoua signoria, porta seco gelosia.
Ogniuno faccia come può, ch'io sò bene cio ch'io fò.
Ogni vno aguzzi i suoi ferri.
Ogni buon poeta a mezzo torna.
O stuoia o tapeto bisogna essere.
O che bel monte pregno.
Ogniuno se la becca, od à un modo ad a un'altro.
Ogniuno s'allaccia la giornea.
Ogni fatto ingiusto, porta un danno giusto.
Ogni fin panno è morso dalla tignola.
Ogni un gode, con il beccarsi il ceruello.
Ogni vno affetta, cio che gli diletta.
Ogni domane, porta il suo pane.
Ogni pouer merzaro, loda la sua robba.
Ogni vno non ha il ceruello, grosso come un vitello.
Ogniuno lo fa, chi alla moderna, e chi al'antica.
Ogniuno è parente, del ricco & opulente.
Ogniuno parla e mente, e fa come l'intende.
Ogniuno da la colpa al cattiuo tempo.
Ogni fertile, diuien sterile.
Ogni pazzo è sauio, quando tace.
Ogni cosa, vuol principio.
Ogni vno n'ha un ramo.
O ad un modo o ad un'altro ogniun si becca il ceruello.
Ogni donna e vacca, ha qualche tacca.
Ogni tegnoso fugge il pettine.
Ogni ben ferrato cauallo, taluolta cade.
Ogni amore, è bello.
Ogni cruda fiera, ama la sua specie.
O pasta o farina, pure ch'io l'habbia.
Otioso giouane, vecchio mendico.
Ogni picciol' huomo, può abbatter' vna gran quercia.
Ogni piccola fauilla, luce nelle tenebre.
Ogni formaggio è sano, se vien d'auara mano.
Ogni robba, fa robba.
O arte o sorte, bisogna.
Ogni cosa cara, è difficile ad acquistare.
Ogni vento passa.
Ogni mendico, stima il suo carlino argento.
Ogni cane baia, prima che mordere.
Ogni tristo cane, taluolta troua buon' osso.
O vedi a che hotta sona nona.
O che bel colombo di gesso.
Ogni vno si vuole contentare, con il fabrica.
Ogni specchio, non dimostra il vero.
O merda, o beretta rossa.
O pan perduto.
Ogni cornacchia, ama i suoi cornacchiotti.
O di paglia o di fieno, pur che il sacco sia pieno.
Ogni rio poledro vna cauezza, e quand'è buono, taluolta due ne spezza.
O huomo insano e pieno di sciocchezza, che pensa in donna di trouar fermezza.
Ogni vno s'affattica il pouer' in cercare, il ricco, in conseruare, & il virtuoso in imparare.
Ogni buona cosa si può abusare, come d'un' vento spegnar' & allumare.
P.
Piu sono i minacciati, che gl'ammazzati.
Paragoni fanno conoscer le differentie.
Parla co' più, e sappi con i manchi.
Pensa il ladrone, che tutti sian della sua conditione.
Pensa, e poi fa.
Per molte strade, si và a Roma.
Pezzo di carne, con duo occhij.
Pensa al fine, e non traligna.
Piu presso alla chiesa, più lontan da Dio.
Poche parole, fra gl'huomini sauij.
Piu tosto can viuo, che leon morto.
Poco fa, chi a se non gioua.
Partoriscono i monti, e nasce un topo.
Parente con parente, guai a chi non ha niente.
Penelope venisti, & Helena tornasti.
Peccato vecchio, penitentia nuoua.
Pensa al tuo albergo, quand'arde il vicino.
Peccato celato, è mezzo perdonato.
Peccato confessato, è mezzo perdonato.
Pari con pari, bene stà e dura.
Pesa giusto, e vendi caro.
Pocco senno basta, a chi fortuna aplaude.
Putti o matti, indouinano.
Per l'abbondantia del cuor, la bocca parla.
Per molto leuar' a buon hora, non si mena giorno.
Presto e bene, non si conuiene.
Pian barbier, che l'acqua scotta.
Pouero superbo, odioso a Dio.
Prudenza altrui, ci fa migliori.
Poco sà, chi non sà, se tacer sà.
Parole di sera, il vento le porta.
Promettere, non è dare.
Predicare, al deserto.
Pigliamo prima l'oca, e poi facciamle il sapore.
Pigliamo prima l'orso, e poi vendiamone la pelle.
Pouer huomo, non va in consiglio.
Perder' il trotto, per l'ambiatura.
Poco foco gli scalda il suo camino.
Pape Leone.
Pesci e donne, sotto la pancia.
Piu val'un gran di Pepe, che un stronzo d'asino.
Piu caca un bue, che cento mosche.
Piuma a piuma, si pela l'oca.
Piu spend' il misero, ch'il liberale.
Piscia chiaro, e fa le fiche al medico.
Pietra, calcina, e sabbion, mercantia da coglion.
Poca fatica, e gran sanità.
Poche parole, e buon reggimento.
Poche parole, ma fatti assai.
Poca robba, poco pensier.
Pian pian, si va san.
Poca barba e rio color sotto, nota che sia o tristo o ghiotto.
Piu scende, chi più sale.
Pesa e paga, e va con Dio.
Parla poco, ascolta assai, non fallirai.
Pifari da Mantoa.
Pifari da Luca.
Piu tira un pel di donna, che cento paia di buoi.
Per la via, si concia la soma.
Piu val'un testimonio di veduta, che cento di vdita.
Putto in vino, e donna in latino, non fecer mai buon fine.
Pan' & acqua, vita da gatta, aqua e pan vita da can.
Parere e non essere, non è che filare e non tessere.
Per poco mal s'acquista biasm'e scorno.
Parente d'apresso, compare da longi.
Piu può honore, che amicitia, & amore.
Patti vecchi, e modi vsati.
Pasqua voglia non voglia, non vien mai senza foglia.
Predican' il Vangelo ad altri, e credon nel diauolo.
Per tutto Aprile, non ti scoprire.
Per altri e non per sè, sona la campana.
Per tutto c'è da far, diceua colui, che ferraua l'oche.
Piu vale un tieni, che cento piglia.
Putti, preti, e polli, mai non son satolli.
Preti, polli, & putti, imbrattano per tutto.
Pigliar la lepre con il carro.
Per vna percossa, non cade un buon' arbore.
Pascendo, presi son gl'augei al vischio.
Ponge il villan chi l'onge, onge ch'il ponge.
Piu nel viso ch'altroue, vedonsi le macchie.
Piu ghiotto che l'orso delle pere.
Pur beato che le non furon pesche.
Piu tosto il corpo, che l'anima alle cattene.
Prouedi anzi ch'e' venga, al tuo bisogno.
Pietate è l'esser' empio, a l'huom' ingiusto.
Prima che morte ti colga, esci del vitio.
Più bello è il bello del cuor, ch'il bel del volto.
Prezza colui, che sempre amor ti mostra.
Pelle che non si vende, non si scortica.
Piu graue appar, che la vergogna il danno.
Pregar' un monte, che s'inchini.
Prouerbio ama chi t'ama, è fatto antico.
Per pian' andar, si scendon molte miglia.
Prima si cangia il pelo, ch'il vitio.
Pagare alla Romanesca di faremo.
Porco lento, non mangia sterco caldo.
Per santa, chi la canta.
Prometter non è dare, ma per matti contentare.
Piangerà domani, chi hoggi ride.
Poca barba, e rio color, sott'il ciel non è peggior.
Perder l'acqua, & il sapone.
Pianger al sepolcro della matrigna.
Perdonar' i corui, e punir' le colombe.
Per dimandar, non si perde nulla.
Pensar d'andar' a pascere, & andar' ad arare.
Per nulla serue, chi non è in gratia.
Piu tosto inuidia, che compassione.
Portar vasi a Samo.
Per variar, natura è bella.
Poco vale contra fortuna, scudo.
Piaga antiueduta, assai men duole.
Più sa il matto in casa sua, ch'il sauio nell'altrui.
Più si pente d'hauer parlato, che d'hauer tacciuto.
Piglia il bene, quando viene.
Portar polastri.
Portar pantofole.
Pedocchi, e pulci, abbandonano i morti.
Picciol' vaso suol tener buon vino.
Pensai ben che piouesse, ma non che diluuiasse.
Presto a mangiare, presto a lauorare.
Pigliarsi gl'impacci del Treccia.
Per bella parere, taluolta conuien patire.
Pettine di sette, che tre caua, e quattro mette.
Piu scarco, che la spoglia del serpe.
Pigliar mosche in aria.
Prouocar' il cauallo, a correr per il piano.
Per piu non potere, l'huomo si lascia cadere.
Parola detta, non torna non detta.
Pallidezza del nocchiero, di fortuna segno vero.
Pianger per le noci, & altri per aglio.
Preso per vno, e preso per mille.
Più facilmente che non si caccia, si chiama un spirito.
Pregar Dio, che la coltre sia sul letto.
Parlar del carro, ma non nel carro.
Poche volte si crida al lupo, ch'è non sia nel paese.
Per tacere, fare il gozzo.
Perder' il capitale, & il credito.
Piu con le orecchie, che con gl'occhi impariamo.
Portar nottole ad Atenne.
Portar Cocodrilli in Egritto.
Pigliar' un caluo per i cappelli.
Perdi tre bocconi, per prender' un salmone.
Passar' vna cosa, col piede asciutto.
Per durare, bisogna indurare.
Per troppo dibatter la verità, si perde.
Per troppo spronar, la fuga è tarda.
Per tutto si grida al lupo.
Poca brigata, vita beata.
Piu ved'un'occhio del padron, che quattro de' seruitori.
Poco interuallo, è dalla fiamma al fumo.
Premio al ben seruir, pur vien' al fin, se ben tard'a venir.
Passar sopra l'aspide d'un'ago.
Piglia la caccia, mentre ti caccia.
Per san Cosmo e Giuliano, ogni mal fia lontano.
Piu vale vna guerra giusta, ch'vna pace finta.
Piu muouon gl'essempi, che le parole.
Picciol' vento accende fuoco, grande lo smorza.
Piu dolci sono le ferite del'amico, che i basci del nemico.
Piu vale un bel porco, ch'vna bella tosa.
Pouertà, non è vitio.
Penitentia, non vien mai tardi.
Piccola sponga ritien' acqua.
Picciol nuuola, porta pioggia.
Perdonando troppo a chi falla, si fa ingiuria a chi non falla.
Per ottener' i fauori, è buono meritargli.
Più ch'il mantello, dura l'inchiostro.
Piccola pioggia, fa cessar gran' vento.
Patientia, disse il lupo al'asino.
Piu preme il proprio amor, ch'il commun bene.
Per fame è lecito, alterar le leggi.
Per l'arbor spesso, il frutto si conosce.
Per fittion non cresce, il ver ne scema.
Piu puote l'humiltà, ch'il ferro o il sangue.
Patientia perfetta, è render ben per male.
Pietà vie più che forza, estingue i cuori.
Pace per ellettione, e guerra per necessità farai.
Poco in pace val più, che molto in guerra.
Poco cibo, e nissun' affanno, sanità nel corpo fanno.
Può il nocchiero caualcar ma non serenar' il mare.
Ponge lo stral de la sententia ingiusta.
Piu vale un padre, che cento pedagoghi.
Per lo ben proprio, ogni trauaglio è grato.
Present'essempio, accende a futur' atto.
Proua del buon' amico, è il caso auuerso.
Per nuocer' altri, a se perfidia nuoce.
Peste del commun bene, è la discordia.
Per odio della crudeltà, l'huomo si fa crudele.
Piu huomini la gola, che la spada vccide.
Piccola pietra, un gran carro riuerscia.
Piaga per allentar l'arco, non sana.
Per un buon fin, si ceda a un'atto indegno.
Piu vale opra e valor', che dire, e pazzia.
Pace e vittoria, son giudici in guerra.
Per fuggir' un inganno, ingannar lice.
Perder' è un male, che fa la lingua amara.
Pria che domandi, alla risposta pensa.
Passion propria, è vuota di rispetto.
Per la rosa, spesso il spin si coglie.
Per un dì di gioia, n'habbiam mille di noia.
Piu honesto è il fin del letterato, che quello del soldato.
Poca macchia, guasta vna bellezza.
Podestà da Sondri.
Parole di struzzo.
Pesce di sopra porto.
Per far la corda, si storcie al contrario.
Piu vale in corte un' ponto di fortuna, che cent'anni di studio.
Pouertà si disprezza, ma non guasta gentilezza.
Pazzo chi guarda al futuro, per goder il presente.
Piano a' mali passi.
Pigliar il panno pel verso.
Popolo sciolto, bestia senza freno.
Papa Scimio, che intendeua tutto al contrario.
Parlando del sole s'abbagliano.
Para il criuello, a chi munge il becco.
Pulcino nella stoppa.
Per un ponto, Martin perse la cappa.
Patientia a chi tocca il peggiore.
Promitto, promittis non istà per attendere.
Per picciola cagione, il lupo tuole il mottone.
Pecora mal guardata, dal lupo è acchiappata.
Pecora mansueta, d'ogni agnello è tettata.
Pensate ch'i poueri non habbian pedocchi?
Primo intenditore, & vltimo parlatore.
Pazzo chi marita, donna stordita.
Pazzo quel prete, che biasma le sue reliquie.
Più tosto la pelle, ch'il vitello.
Più val mestier, che sparauier.
Più tosto vinato, che ogliato.
Più vale un presente, che duo futuri.
Più val' fontana, che cisterna.
Più val virtù soprana, che forza humana.
Più vale un ben lontano, che un mal vicino.
Più tosto morso, che morto.
Più tosto in man, che in doman.
Più vale un pan con amor, ch'un capon con dolor.
Più tosto Moro, che Mandorlo.
Patron' imprudente, fa il seruitor negligente.
Pecora cornuta, vacca panciuta, mai non la muta.
Popolo sicuro, non uuole muro.
Pesce al sole, e carne al'ombra.
Porta serrata, testa guardata.
Piu che gela, più si stringe.
Per mal fare, poco tempo basta.
Perdona a tutti, ma niente a te.
Pecunia, non ha repulsa.
Pouera gente, non ha amico ne parente.
Per ben giudicare, conuien ascoltare.
Più la crapula, che la spada n'amazza.
Paesi fecondi, rendon molti vagabondi.
Pioggia di febraio, empie il granaio.