Fotografia senza.... - Notte di neve - La chiacchierina
Part 2
_(timidissimamente)_ Tu dici così; ma poi neppure tu ti staccheresti da me. Questo lo so.
SALVATORE
_(fingendo di non aver udito, continua a ragionare, brontolando)_ Ci siamo incocciati a camminare con la testa in giù e le gambe in aria!... Per gli altri è uno spettacolo meglio che a teatro; ma per noi!... Per noi può essere la morte!... Finiamola una buona volta con questa cosa pazza che si chiama l'amore! _(Lontano da lei, si sdraia sulla panchetta, stendendo le gambe.)_
_(Un silenzio.)_
_(poi parlano con lentezza triste. Ogni parola è come un lieve rintocco funebre.)_
GRAZIELLA
_(avvoltolandosi più strettamente nello scialle)_ Bada che il freddo aumenta. Si gela. Se... stanotte... non vuoi metterti a letto..., pìgliati almeno quella coperta....
SALVATORE
E tu?
GRAZIELLA
Io ho il mio scialle.
SALVATORE
Ma tremi tutta.
GRAZIELLA
Che fa?...
SALVATORE
Vacci tu a letto.
GRAZIELLA
No, Salvatore,... non ci vado.
_(Un silenzio.)_
_(Si ode picchiare alla porta.)_
GRAZIELLA
_(balza in piedi.)_
SALVATORE
_(levandosi)_ E chi può essere che bussa a quest'ora?!
GRAZIELLA
_(aggrappandosi a lui, paurosamente)_ Salvatore!
_(Ancora silenzio.)_
SALVATORE
Sarà stato qualche viandante che ha avuto il prurito di scherzare.
_(Si torna a battere.)_
GRAZIELLA
Dunque, è veramente qualcuno che cerca di noi! _(In preda allo spavento)_ Che sieno di nuovo quei farabutti?!
SALVATORE
_(resta colpito, si morde le labbra, si contorce: diventa livido.)_
GRAZIELLA
_(va ad aprire il finestrino, guarda fuori e si calma)_ No, Salvatore. È una donna.
SALVATORE
_(trasalendo)_ Una donna?!
GRAZIELLA
_(richiude il finestrino.)_ Non ne ho potuto distinguere il volto perchè essa porta sulle spalle un sacco che quasi le copre la testa, ma certo è una donna.
SALVATORE
_(intuendo, corre alla porta e interroga con durezza ed urgenza)_ Chi sei? Chi sei? Voglio sentire la tua voce. Dimmi chi sei!
FRANCESCA
_(di fuori debolmente)_ Sono... mamma tua.
SALVATORE
_(furibondo)_ Va via! Va via!
GRAZIELLA
_(con un accento di bontà devota)_ Fallo per Graziella: non la scacciare così.
SALVATORE
Ma, insomma, che pretende da me? Ogni tanto mi segue, per la strada, da lontano. Ogni tanto me la trovo di faccia. Ogni tanto me ne vedo spiato. E viene anche a cercarmi nel mio tugurio, in questa notte orribile?... Ah, è lo spettro del mio destino infame!
FRANCESCA
_(di fuori, con voce tremula)_ Vengo a portarti un sacco pieno di carboni. Cade la neve, stanotte. Non rifiutare per te e per la tua compagna un poco di calore.
_(Un silenzio)_
GRAZIELLA
_(timidamente implorando)_ Salvatore!...
SALVATORE
_(va per aprire, ma, per una repulsione invincibile, indietreggia. Indi, a Graziella, con lo sguardo a terra, sommessamente:)_ Apri tu.
GRAZIELLA
_(apre.)_
SCENA III.
GRAZIELLA, SALVATORE, FRANCESCA.
FRANCESCA
_(passa appena la soglia con gli occhi ricercatori e si ferma, curva sotto il peso del sacco di carboni.)_ _(È sulla sessantina, ma è emaciata, stanca, logora, e sembra più vecchia.)_ _(È coperta di panni laceri.)_ _(Sui suoi capelli scinti, qua e là sulle sue vesti, come sul sacco, biancheggiano i fiocchi di neve.)_
GRAZIELLA
Date a me.
FRANCESCA
È pesante. Faccio io.
GRAZIELLA
Vi aiuto.
FRANCESCA
Grazie.
_(Insieme, trasportano il sacco sin presso il braciere.)_
SALVATORE
_(che è rimasto indietro per schivare gli occhi di Francesca, stretto tra la passione che lo invade e l'avvilimento di sè stesso, quasi per sottrarsi al tormento, non veduto, prende il cappello, e, con la fronte bassa, senza far rumore, esce.)_
GRAZIELLA
_(interrogando Francesca con intimità timida e affettuosa)_ Come lo sapevate che ne avevamo tanto bisogno?
FRANCESCA
Io resto spesso la notte, per due o tre ore, sulla strada, davanti alla vostra porta. Mi ci rannicchio e faccio finta di dormire. E, invece, metto tutto l'orecchio sul legno, e, nel silenzio, se voi due parlate, alcune parole mi giungono chiare. Io ero già al mio solito posto prima che egli arrivasse. Io li ho visti i giovinastri che cantavano. E quando egli è comparso laggiù, in fondo al vicolo, per nascondermi a lui mi sono allontanata nell'ombra, ma non troppo. Mi ero anche accorta che voi avevate aperto un poco il finestrino... ed ero sicura che voi avevate nel cuore gli stessi palpiti che avevo io. Vi benedicevo e pensavo: «in ogni caso, ci saranno quattro braccia a difenderlo». Poi, per fortuna, i giovinastri hanno svoltato per l'arco di Sant'Agnese: egli si avvicinava, si avvicinava, i giovinastri sparivano; tutto era tranquillo; egli è entrato sano e salvo; la porta si è richiusa;... io ho baciato a terra.
GRAZIELLA
_(guardandola con uno stupore misto di tenerezza profonda)_ Anche voi, dunque, state a vigilare sempre?
FRANCESCA
Sempre.
GRAZIELLA
Lo senti, Salvatore? _(Si volta e, non vedendolo, si allarma.)_ Ma dove è andato? _(corre alla porta, lo scorge sulla strada e, con la parola calda e col gesto, lo chiama:)_ Vieni qua, Salvatore! Ti farà male di stare là fuori.
LA VOCE DI SALVATORE
_(aspra e dolorosa)_ Non voglio ascoltare quello che dite.
GRAZIELLA
E che diciamo noi che ti possa dispiacere? Vieni qua! Vieni qua!
FRANCESCA
_(ansiosamente e sommessamente)_ No, Graziella, non lo chiamate, non lo chiamate ancora. È la provvidenza che lo ha allontanato.... _(Affrettandosi a parlare, in tono segreto)_ Io sono venuta a portarvi anche un poco di danaro.
GRAZIELLA
_(con un moto di sorpresa e di giubilo, tutta irradiandosi)_ Possibile?! _(Poi subito, mutando)_ Voi, così poverella?!...
FRANCESCA
Lo conservavo per lui da tanti anni, da tanti anni, e stanotte m'è parso che il conservarlo più a lungo sarebbe stato un peccato mortale.
GRAZIELLA
_(ha una espressione di spavento. Indi balbetta:)_ Ma quello... è un danaro ch'egli rifiuterà.
FRANCESCA
Se gli direte che siete madre, io credo che non vorrà rifiutarlo.
GRAZIELLA
_(in uno scatto di meraviglia come dinanzi a un prodigio)_ E voi sapete che io sono madre?!
FRANCESCA
Sì, io lo so, io l'ho capito. E sono pure certa che a lui non lo avete confessato.
GRAZIELLA
Non glie l'ho confessato per paura che me ne rimproverasse. Ma voi, voi, per quale miracolo avete potuto capire?...
FRANCESCA
Tutto io capisco di voi, come se vivessi accanto a voi....
GRAZIELLA
Mi avete vista forse andare, in questi giorni, da donna Concetta Verrusio?...
FRANCESCA
Sì, che vi ci ho vista andare.... Vi seguo così spesso per la strada....
GRAZIELLA
È una brava levatrice quella.... Io ci andavo perchè non mi sentivo bene.... Temevo tanto per la mia creatura!...
FRANCESCA
E avevate sulla faccia smorta tanta bellezza e tanta bontà! Io avrei voluto acquetarvi almeno per l'avvenire; avrei voluto dirvi: «per il figlio che dovrà nascere, non state in pena, perchè ciò che vi serve per farlo crescere sano e forte ce l'ho io, sì, sì, ce l'ho io...; prendete, prendete!» Ma, come voi, ho avuto paura di Salvatore, e ho ritardato fino a questo momento. Intanto, non speravo di potervi parlare stanotte da sola a sola e perciò ho ficcata la borsa col denaro là dentro, fra i carboni.
GRAZIELLA
(FEBBRILMENTE) Presto! Presto! Ch'egli non la veda! Se ne avrò il coraggio, gliela darò io quando voi sarete uscita. _(Guatando la porta, si curva sul sacco, lo apre e cerca.)_ Fargliela vedere adesso che voi siete qui sarebbe un'imprudenza! un'imprudenza!...
FRANCESCA
_(curva anche lei sul sacco, trova subito la borsa)_ Eccola qua. Nascondetela.... Nascondetela....
GRAZIELLA
_(nascondendo la borsa nella cintola, sotto lo scialle)_ Dio mio, mettetemi nell'anima il coraggio necessario!
FRANCESCA
_(sempre più piano e circospetta)_ Se continuate a vivere in questo squallore, voi farete un figlio di mala salute....
GRAZIELLA
Meglio la morte a me e a lui che questo scrupolo di coscienza!
FRANCESCA
La fame consuma, l'inverno è crudele....
GRAZIELLA
_(sentendo il rumore dei passi di Salvatore che ritorna, fa segno a Francesca di tacere.)_
SALVATORE
_(appena entrato, si ferma diffidente.)_ _(Un breve silenzio.)_ _(Poi, a Francesca)_ Al mio arrivo ti sei ammutolita?
GRAZIELLA
Hai detto di non volere ascoltare.
SALVATORE
_(guardandole tutt'e due)_ Non è per questo che ha taciuto. C'è nell'aria qualche altra cosa.
GRAZIELLA
Niente contro di te. Questo è sicuro.
SALVATORE
Chi lo sa!
GRAZIELLA
Essa ti ha voluto e ti vuole bene come te ne voglio io.
SALVATORE
_(andando rapidamente e minacciosamente verso Graziella)_ Ma io domando a te, e rispondimi netto, o tutto bianco o tutto nero: penseresti tu mai di darmi a campare facendo ciò che facevi una volta?
GRAZIELLA
No! No! Neanche se ti vedessi in agonia!
SALVATORE
E dunque non devi dire che essa mi ha voluto bene come me ne vuoi tu.
FRANCESCA
_(con umiltà)_ Quando tu eri bambino, io non sapevo, non potevo sapere.... Ero così diversa dalle femmine oneste.... Non vedevo che con gli occhi che avevo io.... Da nessuno le avevo potute imparare certe cose.... Tu me le insegnasti disprezzandomi, me le insegnasti maledicendomi.... E da quel giorno volli vivere nella povertà. Avevo trentotto anni, è vero; ma mi dicevano che parevo più bella di prima. Me l'ero sempre tenuta cara la bellezza, e, per quello che m'insegnasti tu, n'ebbi orrore. E mortificai il mio corpo; stetti sotto il sole e sotto la pioggia guardando il cielo; entrai nelle chiese mettendo la bocca dove gli altri mettevano i piedi; mi nudrii col pezzo di pane che mi dava la carità cristiana; e certe volte, come sta digiuna questa pentita per meritare il tuo amore, io stetti digiuna per meritare il tuo perdono.
SALVATORE
_(commosso, suo malgrado)_ Le mortificazioni con cui ti sei punita potranno salvarti l'anima... quando finirai di soffrire sulla terra, e ciò, forse,... sarà giusto; ma, disgraziatamente, non potevano salvare me dal veleno che già mi avevi dato a bere e che doveva rodermi per tutta la vita. _(Avvicinandosi a lei e facendo con tutt'e due le mani l'atto di aprirsi il petto)_ Guardala da vicino questa confusione di odii, di amarezze e di dolori, che si sono ammassati qua dentro.
FRANCESCA
_(quasi nascondendo il viso, si scosta un poco.)_
SALVATORE
_(continuando)_ Guardalo da vicino questo mostro che per metà è un signore e per metà un miserabile, che è mezzo ignorante e mezzo istruito, mezzo indulgente e mezzo crudele, mezzo coraggioso e mezzo vigliacco! Ah, tu non te lo immagini come sia triste vivere così!... Ho ribrezzo del disonore, e intanto giro intorno ad esso continuamente. Non so adattarmi alla straccioneria, e intanto sono l'ultimo degli straccioni. Tolgo dal vizio una donna che si struggeva di passione per me, e intanto bestemmio quel momento di bontà e aspetto che proprio tu venga ad offrirle ciò che io non le posso comprare! Se avessi almeno adesso la forza di perdonarti, Dio Santissimo, non sentirei così grave il peso di questa umiliazione!
FRANCESCA
_(tremando)_ Io non sono venuta per essere perdonata, Salvatore. È da molto tempo che non lo spero più, perchè mi sono capacitata che tu non puoi.
SALVATORE
_(sempre più commosso)_.... Quando ti scorgo, tutta impaurita, con quella faccia macilenta, con quegli occhi infossati che luccicano ancora come due lumi accesi in un sepolcro, io provo uno strazio, uno strazio, e ho la tentazione di gridarti: «mamma mia, mamma mia, vieni qua, accostati a me come una mamma al figlio....» Ma subito il veleno che mi desti a bere mi sale alla testa, mi piglia il cervello.... Io me ne sento ubbriaco, me ne sento bruciato, e lotto con me stesso; e mi pare di avere nel petto due cuori che urtano l'uno nell'altro e si frantumano, e allora questi occhi che non riesco a chiudere vorrei cavarmeli con le unghie per non vedere più i tuoi che mi fanno spasimare!
FRANCESCA
Io ti prometto... che da oggi innanzi... mi ti nasconderò meglio. Ti vedrò, ti vedrò sempre,... senza farti vedere i miei occhi.... Così non ti darò mai più tormenti e tu non penserai mai più che io speri d'essere perdonata. Mi hai permesso di entrare nella tua casa: mi hai permesso di parlare con lei _(indica Graziella)_ e io te ne ringrazio... e me ne vado contenta. Lo avevo tanto desiderato!... _(Si asciuga qualche lagrima)_ E se... una preghiera mia può essere da te accolta insieme... col piccolo regalo che t'ho portato,... io ti prego, Salvatore,... ti prego di non abbandonarla questa giovane buona..., perchè niente conforta l'anima d'un uomo infelice come il difendere dal peccato una povera donna caduta.
GRAZIELLA
_(prorompe in singhiozzi e le getta le braccia al collo.)_
FRANCESCA
_(stringendosela al petto e bagnandola di lacrime, le imprime un bacio in fronte.)_ Questo, per voi. E questo... _(sulla fronte le imprime un altro bacio più lungo)_... per lui. _(L'allontana dolcemente da sè, e, lenta, sogguardando il figlio, esce.)_
SCENA IV.
SALVATORE E GRAZIELLA.
SALVATORE
_(si è seduto presso la tavola, poggiandovi il capo pesantemente.)_
GRAZIELLA
_(si passa il fazzoletto sugli occhi, socchiude la porta, prende in un canto un mucchio di trucioli e di carte lacerate e lo pone nel braciere dopo di averne tolta la cenere.)_
SALVATORE
_(voltandosi come per assicurarsi che Francesca sia uscita, vede la porta semiaperta e domanda perplesso:)_ Perchè non hai chiusa la porta?
GRAZIELLA
E ancora sospetti?! L'ho lasciata un po' aperta per fare del fuoco. _(Accende con un fiammifero la minutaglia che è nel braciere, sulle fiamme getta subito una manata di carbonella e poi un po' di carboni grossi e vi soffia con una ventola di paglia.)_
SALVATORE
_(si alza, diffidente, va a chiudere la porta, ne toglie la chiave, e se la mette in tasca. -- Apre il finestrino. -- Torna a sedere.)_ Be', adesso me lo dirai di che ti parlava mia madre.
GRAZIELLA
_(lasciando il ventaglio, con reticenza)_ Se ti sapessi più ragionevole.... Se tu non sentissi tanto odio per lei....
SALVATORE
_(cupo e chiuso)_ Non l'intenderai mai tu quello che ho sofferto e che soffro per causa sua! Eppure, non è per lei che sento odio. Lo sento per me stesso. _(Poi, cercando di convincerla)_ Se io non fossi nella miseria, penserei prima di tutto... a soccorrerla, senza fargliene accorgere, beninteso, e penserei a toglierla di mezzo la strada. Questo non significa odiare. Io sono più ragionevole di quanto tu credi, e perciò... hai torto di farmi dei misteri.
GRAZIELLA
_(sempre con reticenza)_ Proprio della nostra miseria mi parlava mamma tua. E il soccorso che tu vorresti dare a lei, essa... vorrebbe darlo a noi.
SALVATORE
Dovremmo dividerci i soldi che raccoglie stendendo la mano?!
GRAZIELLA
No, non diceva questo.
SALVATORE
E che diceva?
_(Pausa.)_
GRAZIELLA
Accóstati qua. Vieni a riscaldarti.
SALVATORE
No!
_(Pausa.)_
GRAZIELLA
_(si leva. Va alle spalle di lui. Lo circonda con le braccia, lievemente, amorosamente)_ Salvatore.... _(S'indugia, alzando gli occhi al cielo.)_
SALVATORE
E non continui?
GRAZIELLA
... Se... tua madre....
SALVATORE
_(in un simulato tono d'incoraggiamento)_ Avanti!
GRAZIELLA
Ci avesse portato... anche....
SALVATORE
_(sorgendo in piedi, terribilmente)_ Del danaro?!
GRAZIELLA
No! Non fare così!
SALVATORE
_(con le pupille dilatate)_ Dov'è questo danaro? Dov'è? Lo voglio vedere! Dov'è?
GRAZIELLA
_(tremando dal capo ai piedi)_ Più tardi te lo farò vedere!
SALVATORE
_(ruggendo)_ Dove lo hai messo? Dove lo hai messo?
GRAZIELLA
Non fare così, Salvatore, chè mi spaventi troppo!
SALVATORE
Mostrami subito questo danaro se non vuoi che mi venga un accidente!
GRAZIELLA
Ce l'ho con me, ce l'ho con me, ma lascia che te lo mostri più tardi.
SALVATORE
_(l'afferra, la tiene, la fruga)_
GRAZIELLA
Aspetta! Aspetta! Aspetta un momento!...
SALVATORE
_(tirandole la borsa dalla cintola, sghignazza:)_ Ah, ecco che dopo vent'anni mi comparisce un'altra volta dinanzi il tesoretto vergognoso! La vedi tu questa borsa?... È la stessa con cui lei tentò di trattenermi venti anni fa, quando, entrato appena nella sua casa sfarzosa, fui preso dallo schifo. Quel giorno io ci sputai sopra, e a lei voltai le spalle per sempre. Ma quella sciagurata, che in tutto questo tempo si è martirizzato il corpo e s'è imposto il sacrifizio di chiedere l'elemosina per sè, ha voluto a forza conservare per suo figlio i suoi risparmi d'allora!... A te, naturalmente, tutto ciò sembra sublime!... Io leggo nel tuo cuore l'ammirazione, la compiacenza, la gioia, la gratitudine!... Ah! _(Con una smorfia di nausea e uno scatto brutale sta per buttare nel fuoco la borsa.)_
GRAZIELLA
_(gli prende il braccio gridando:)_ No!
_(Breve pausa.)_
SALVATORE
_(lasciando ricadere la borsa sul sacco)_ È naturale anche questo! Fra voi due, v'intendete perfettamente!
GRAZIELLA
_(risoluta, energica, d'una energia nuova in lei, con la testa alta e la voce vibrante)_ Ebbene, te lo devo dire?... Te lo dirò. Non è nè per me nè per te che io ti domando di non distruggere questo danaro. No, Salvatore! La verità è che avrò un figlio anch'io. Lo avrò, lo avrò, e lo aspetto come i poverelli che passano questa nottata sul lastrico aspettano il sole di domani!
SALVATORE
_(con esasperazione irruenta)_ Ma come?! Tu sei sicura che avrai un figlio e me l'hai fatto ignorare?
GRAZIELLA
_(dolorosamente)_ Te l'ho nascosto sinora perchè mi dici ogni giorno che commettono un delitto le femmine come me se diventano mamme. Ma questo delitto io l'avevo commesso per te, e mi pareva bello, e non volevo rinunciarci, e intanto mi consumavo, mi consumavo al pensiero di dovertelo confessare! _(Mutando tono, quasi solenne)_ La confessione mi è uscita dall'anima per muoverti a pietà della creatura che dovrà nascere; e adesso spetta a te di decidere. Se non ti fa pena che la nostra creatura nasca nella casa della desolazione e degli stenti, gettalo pure questo danaro e prepàrati solamente a dar conto al Signore della tua azione! Quanto a me, lo sai che mi rassegno a tutto!
SALVATORE
_(febbrilmente, tra gli spasimi d'un'angoscia profonda e quelli d'una ferocia compressa)_ Stringimi, stringimi, stringimi in una tanaglia! Per compassione della creatura che dovrà nascere, stritola la mia coscienza, stritola quest'ultimo avanzo del mio onore che volevo salvare e fanne dei cenci per tappezzarne la tua culla. No! No! No!... Non prenderò quel danaro maledetto! Tornerò alla vita del vagabondo, tornerò alle case da giuoco, imparerò l'arte del baro se occorre, diventerò un ladro, finirò in galera, ma riuscirò finalmente a liberarmi da tutti questi amori sviscerati che m'incatenano alle femmine che si sono vendute!...
GRAZIELLA
_(come se in un attimo le si fosse spalancato un abisso sotto i piedi)_ Pensa, Salvatore, che se tu mi lasci io non avrò più ragione di vivere!
SALVATORE
Vivrai per tuo figlio che già ti è più caro di me.
GRAZIELLA
_(gridando)_ Non è vero! Non è vero!
SALVATORE
_(si sente scoppiare il petto, ma continua freneticamente con la voce rotta dai palpiti che gli salgono alla gola)_ È vero ti dico, perchè tu stessa me ne hai dato or ora la prova lampante; e io ti giuro che darò conto a Dio della mia azione con la sicurezza d'aver fatto per te il meglio che potevo fare!
GRAZIELLA
Salvatore, per carità, ascoltami....
SALVATORE
_(senza interrompersi)_ Quel danaro, che per la seconda volta io rifiuto, è tuo, è tuo, perchè tu non puoi averne ribrezzo, e il pericolo che tuo figlio nasca nella casa della desolazione e degli stenti è scongiurato....
GRAZIELLA
Salvatore, ascoltami....
SALVATORE
_(incalzando)_ Con quello che ti dà mia madre, tu non hai più bisogno della mia persona per tenerti lontana dal vizio....
GRAZIELLA
Salvatore, ascoltami.... _(si avvinghia a lui forsennatamente.)_
SALVATORE
_(cercando di svincolarsi)_ E io riacquisterò tutta intera la mia libertà, tutta intera, tutta intera, e se ancora sul mio cammino incontrerò delle donne come lei e come te, ah, per l'inferno io le fuggirò con lo stesso terrore con cui si fuggono gli appestati! Addio!
GRAZIELLA
_(sempre più avviticchiata per impedirgli di uscire)_ Resta con me! Resta con me!
SALVATORE
Lasciami.
GRAZIELLA
Resta con me!
_(Dei forti picchi alla porta troncano il dibattito. -- SALVATORE E GRAZIELLA, intenti ad ascoltare, si distaccano.)_
SALVATORE
Si bussa di nuovo alla porta!... _(Cupo e fremente)_ Ancora lei?!...
UNA VOCE DI UOMO
_(un po' tremola d'ubbriachezza)_ Chi è di casa?
SALVATORE
E voi, che volete?
LA VOCE DELL'UOMO
Niente. Ma, caso mai possa interessarvi, vi avverto che qui, dinanzi alla vostra porta, c'è una vecchia distesa a terra.
SALVATORE
_(subito)_ Se siete un poliziotto, mandatela via!
LA VOCE DELL'UOMO
Non sono un poliziotto; sono solamente un ubbriaco..., credo; ma, tanto, lei non se ne andrebbe, perchè è morta.
SALVATORE
_(diventando pallidissimo, le mani nei capelli)_ Morta!...
GRAZIELLA
_(atterrita, guardandolo)_ Morta!
LA VOCE DELL'UOMO
Ed ha accanto il suo bravo coltello....
SALVATORE
_(cade a sedere sotto l'incubo di un istantaneo rimorso.)_
GRAZIELLA
_(quasi barcollante, si avvicina alla porta per aprirla. -- Poi, si volta verso Salvatore)_ Hai tu la chiave?
SALVATORE
Sì....
GRAZIELLA
Dammela.
SALVATORE
_(cava dalla tasca la chiave. -- Non ha la forza di alzarsi. -- Glie la porge da lontano, stendendo il braccio, che oscilla come un ramo d'albero scosso dal vento.)_ Prendi....
GRAZIELLA
_(attaccata alla porta, si sente mancare.)_ Un momento....
LA VOCE DELL'UOMO
Buona notte!
_(Sipario.)_
[Illustrazione: Canto a dispetto]
LA CHIACCHIERINA
_Monologo infantile_
_(La bimba farà tutto questo discorsone in gran fretta, senza interruzioni, senza pause, senza prender lena.)_