Part 36
[419] Lett. 27 novembre 1818; 19 febbrajo 1819; 20 marzo 1820; _Epistol._, vol. I, pp. 150, 174-5, 260.
[420] Andrea Chénier s'era contentato di dire:
Sur des pensers nouveaux faisons des vers antiques.
E il Pindemonte raccomandava al Foscolo:
antica l'arte Onde vibri il tuo stral, ma non antico Sia l'oggetto in cui miri.
[421] Lett. al Giordani, 13 luglio 1821; _Epistol._, vol. I, pp. 339-40.
[422] Lett. 21 maggio 1819; _Epistol._, vol. I, p. 201.
[423] Lett. a Venanzio Broglio, 21 agosto 1819, e al Brighenti, 28 maggio 1821; _Epistol._, vol. I, pp. 233, 334.
[424] _Opere inedite_, vol. 11, p. 371.
[425] Lett. al Vieusseux, 21 gennajo 1832; _Epistol._, vol. II, p. 454.
[426] _Opere inedite_, vol. II, pp. 369-70, 374.
[427] Lett. al Giordani, 24 luglio 1828; _Epistol._, vol. II, p. 316.
[428] Lett. al Puccinotti, 5 giugno 1826; _Epistol._, vol. II, p. 142. Il Leopardi stesso disse di amare «per inclinazione di natura con certa parzialità la poesia»; ma ebbe in conto di «bene meschino letterato quegli che non sapesse scrivere altro che versi». Lett. al Giordani, 30 maggio 1817; _Epistol._, vol. I, pp. 73-4.
[429] Il DE SANCTIS (_Studio su Giacomo Leopardi_, 2ª ediz., Napoli. 1894, pagine 182-3) parla di questi disegni leopardiani di letteratura civile e patriottica, ma attinenze col romanticismo non ne rileva. Parmi anzi ch'egli giudichi un po' troppo alla lesta quando dice (p. 244): «Leopardi avea comune con tutti i letterati di quel tempo, massime i classici e i puristi, il disprezzo della moltitudine, l'orrore del volgare e del luogo comune. La poesia dovea essere togata e solenne, sopra alla realtà, e, come diceasi, ideale». Dai luoghi che ho riferiti, quel disprezzo delle moltitudini non appare. Riconosco di buon grado che il Leopardi non addimostra per gli umili quella tenerezza che tanto è notabile in Werther; ma gli umili, in alcune sue poesie, nella _Sera del dì di festa_, nella _Quiete dopo la tempesta_, nel _Sabato del villaggio_, sono ricordati con tutt'altro che con disprezzo.
[430] Lett. al Colletta, marzo 1829; _Epistol._, vol. II, p. 357.
[431] Lett. al Giordani, 8 agosto e 30 maggio 1817; _Epistol._, vol. I, pp. 89, 77. Vedi una breve nota circa i pregi rispettivi dell'una e dell'altra lingua nell'_Appendice all'epistolario_, p. 246.
[432] Lett. al Giordani. 20 novembre 1820; _Epistol._, vol. I, p. 308. Nel 1816 CARLO GIUSEPPE LONDONIO aveva, nella sua _Risposta d'un Italiano ai due Discorsi di madama la baronessa De Staël-Holstein_, contraddetto al consiglio che costei dava agl'Italiani di molto leggere e tradurre gli scrittori stranieri. Invano aveva giudicato il Goethe che chi conosce una lingua sola gli è come se non ne conoscesse nessuna.
[433] Lett. 25 luglio 1826; _Epistol._, vol. II, p. 153.
[434] Lett. al Giordani, 13 luglio 1821; _Epistol._, vol. I. pp. 339-40. Cfr. DE SANCTIS, _Op. cit._, pp. 341-2.
[435] Lett. al Giordani, 20 novembre 1820; _Epistol._, vol. I, p. 308.
[436] _Dai vari pensieri, Appendice all'Epistolario_, p. 248; Lettera al padre, 8 luglio (1831?); _Epistol._, vol. II, p. 427.
[437] Lett. 26 giugno 1832; _Epistol._, vol. II, p. 487.
[438] Nel Num. 61, gennajo 1826.
[439] Lett. al De Sinner, 21 giugno 1832; _Epistol._, vol. II, p. 485.
[440] Per tropp'altre prove è risaputo quanto fosse tenace nelle inimicizie il Tommaseo; ma questa mi sembra davvero una delle più curiose. In quel suo libretto: _Di Giampietro Vieusseux e dell'andamento della civiltà italiana in un quarto di secolo_, Firenze, 1863, del Leopardi non è ricordato neppure il nome. Oh, santa carità dei letterati, anche religiosissimi! e questo aveva scritto, tra l'altro, _Bellezza e civiltà_!
[441] Lett. al Melchiorri, 8 gennajo 1825; _Epistol._, vol. I, p. 523.
[442] L'_Antologia_, t. XXVIII (1827), fasc. III, p. 273. Qui si discorre dei _Versi_ stampati in Bologna nel 1826. Lo stesso Montani lodò poi i _Canti_ pubblicati dal Leopardi in Firenze nel 1831 (t. XLII, fasc. I, pp. 44-53). Vedi intorno al troppo dimenticato critico _Memorie della vita e degli scritti di Giuseppe Montani_, Capolago, 1843.
[443] _Epistol._, vol. II, p. 141.
[444] Lett. al Vieusseux, 15 dicembre 1828; _Epistol._, vol. II, p. 341.
[445] Non dovette conoscere questo passo di lettera lo ZANELLA, il quale s'affaticò a dimostrare che il Leopardi aveva letto il Byron, e anche lo Shelley, del quale, per altro, il Leopardi non fa parola. Vedi _Percy-Bysshe Shelley e Giacomo Leopardi_, nei _Paralleli letterari_, Verona, 1885, pp. 245 segg. In un sunto di lettura fatta dallo ZDZIECHOWSKI all'Accademia delle scienze di Cracovia (_La poésie de Leopardi considérée dans ses rapports avec les principaux courants littéraires en Europe; Bulletin international de l'Accadémie des sciences de Cracovie, Comptes rendus des séances de l'Année_ 1892), si legge che il Leopardi non imitò e non ammirò mai il Byron, ma che, ciò nondimeno, le sue prime poesie sembrano inspirate dallo stesso spirito di quello, e che il Leopardi diede la soluzione più larga dei problemi concernenti la vita posti dal Byron (?!). Questo scritterello, così largo di promesse nel titolo, è pieno d'inesattezze e di avventati giudizii. Ci si afferma, tra l'altro, che l'amor di patria fu nel Leopardi cosa effimera, dovuta ad influsso del Giordani.
[446] Nel 1832 CESARE CANTÙ pubblicava nell'_Indicatore_ di Milano il suo saggio _Di Vittore Hugo e del romanticismo in Francia_, accompagnando molto sensatamente e molto equamente le lodi di qualche biasimo, ma invitando insomma i giovani italiani a prendere esempio dal poeta francese.
[447] L'_Antologia_, t. XXXV (1828), fasc. I, pp. 185-6. Nell'_Antologia_ il Tommaseo si sottoscriveva con le iniziali K, X, Y.
[448] _Dai varii pensieri; Appendice all'Epistolario_, pp. 251-2. Nell'edizione bolognese del 1824 il Leopardi ristampava, rifatta in parte, la dedica al Monti. Mi par ragionevole credere che il severo giudizio sia posteriore a quell'anno.
[449] Lett. al Vieusseux. 31 dicembre 1827; _Epistol_., vol. II. p. 271.
[450] _Epistol_., vol. II. p. 241.
[451] _Ibid_., pp. 234-5.
[452] _Manzoni e Leopardi_; _Nuova Antologia_, vol. XXIII (1873), p. 763.
[453] _Epistol_., vol. II, p. 278.
[454] _Ibid_., p. 304.
[455] _Ibid_., p. 303. Per altri particolari vedi BENEDETTUCCI, _Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni_, scritto ripubblicato nel già citato volume di C. ANTONA TRAVERSI, _Studj su Giacomo Leopardi_. Vedi nello stesso volume un _Saggio cronologico di una bibliografia del Leopardi e del Manzoni_.
[456] Lett. alla sorella Paolina, 12 novembre 1827; _Epistol_., vol. II, p. 247. Quasi le stesse parole scriveva il poeta al Vieusseux quel medesimo giorno, _ibid_., p. 248.
[457] L'Oriente, tanto sfruttato da una generazione intera di romantici, appare soltanto nell'_Inno ai patriarchi_, con l'aranitica valle
Di pastori e di lieti ozi frequente.
[458] Cf. MARC DE MONTIFAUD, _Les romantiques_, Parigi, 1878, p. 3.
[459] _Opere inedite_ cit., vol. II, p. 372.
[460] Il PLUEMACHER scrisse (_Op. cit_., p. 116): «Il Leopardi è poeta perchè ha ragion di dolersi; ma si sente che se le cose sue andassero bene, se egli potesse avere una sequela di giorni lieti, le ragioni del poetare gli verrebbero meno». E il PATRIZI (_Op. cit_., p. 133): «L'erompere dell'anima lirica coincide in Leopardi colle prime minacce del male al suo benessere». Credo avesse piuttosto ragione il BOUCHÈ LECLERQ di scrivere (_Giacomo Leopardi, sa vie et ses œuvres_, Parigi. 1874, p. 168): «La nature avait fait Leopardi poète. Elle lui avait donné la sensibilité délicate et l'imagination vive dont la réunion constitue le tempérament poétique». Era già un poeta il fanciullo che con lunghi immaginosi racconti intratteneva i suoi compagni di giuoco.
[461] _Chateaubriand et son groupe littéraire sous l'empire_, nuova edizione, Parigi, 1872, troisième leçon, p. 114. Cf. quanto nel capitolo II fu detto della fantasia del Leopardi.
[462] A far meglio intendere ciò gioverebbe istituire un raffronto fra le _Ricordanze_ e la _Vigne et la maison_, poesie di affine argomento.
[463] Qui, e il più delle volte altrove, per immagine intendo, non quella dei retori, ma quella degli psicologi, e propriamente quel residuo della percezione che può essere ravvivato nella memoria.
[464] Il PLUEMACHER, _Op. e l. cit._
[465] Com'è noto il Gautier da prima si consacrò alla pittura, poi l'abbandonò per darsi alle lettere.
[466] PATRIZI, _Op. cit._, p. 98. Vedi ivi stesso le osservazioni sulla sensitività cromatica del poeta.
[467] Lett. alla sorella Paolina, 19 dicembre 1825; _Epistol._, vol. II, p. 72.
[468] Vedi addietro a pp. 223-4.
[469] KRANTZ, _Le pessimisme de Leopardi; Revue philosophique_, anno V (1880) vol. II, p. 412 n.
[470] _Epistol._, vol. I, p. 408; vol. II, pp. 149. 246-7. 248. 214.
[471] Dell'Aspasia dice il poeta che appar _circonfusa d'arcana voluttà_. Questa denotazione è assai vaga e generica, ma pure ottiene l'effetto di suscitare il fantasma. E perchè? Perchè, commovendo direttamente in noi il senso erotico e genesiaco, e quel tutto insieme di ricordi e d'immaginazioni che gli suol far compagnia, ci suscita dentro l'immagine della donna più avvenente e più desiderabile di cui sia capace la fantasia di ciascuno di noi. Dante, che fu un visuale poetico forse insuperabile, nel più bel sonetto della _Vita Nuova_ non descrive punto Beatrice, ma accenna soltanto ch'ella fa diventar muta ogni lingua, e dice che,
Benignamente d'umiltà vestuta,
par cosa venuta di cielo in terra, e che dà una dolcezza al core che non la può intendere chi non la prova, e che dal suo volto muove uno spirito soave pien d'amore
Che va dicendo a l'anima: sospira!
eppure, chi dopo aver letto que' quattordici versi, non riesce a vedere l'_angelica forma_, non so qual altro miracolo di penna o di pennello gliela potrebbe mai far vedere. Dove si nota che la pittura non può far vedere le cose se non ritraendole, e la poesia le può far vedere senza ritrarle; e ciò dovrebbero meditare coloro che credono di avvantaggiar la poesia accomodandola dei mezzi che appartengono alla pittura e privandola de' suoi proprii.
[472] La poesia suggestiva, più di quella che chiameremo espositiva o rappresentativa, richiede lettore esperimentato e colto, perchè essa non può suggerire in sostanza se non ciò ch'è già in qualche modo nell'animo nostro.
[473] _Studio_ già citato, p. 231. Perciò ebbe giusta ragione il Mestica d'intitolare _Il verismo nella poesia di Giacomo Leopardi_ un saggio inserito nella _Nuova Antologia_ del 1º luglio 1880.
[474] Intorno alla sensitività termica e dolorifica del Leopardi vedi PATRIZI, _Op. cit._, pp. 100-1.
[475] Cap. II; _Prose_, p. 260.
[476] Vedi PATRIZI, _Op. cit._, p. 100. Quando leggo que' versi:
L'aura di maggio movesi ed olezza, Tutta impregnata dall'erba e dai fiori;
e quegli altri:
Non avea pur natura ivi dipinto, Ma di soavità di mille odori Vi facea un incognito e indistinto;
non posso tenermi dal credere che quel gran naso di Dante fosse dotato di più sottil senso che non quell'altro gran naso del Leopardi.
[477] Com'è felice in quel _fluttuare_ anche l'immagine ottica!
[478] Scrisse il PATRIZI (_Op. cit._, p. 142) che nell'opera artistica del Leopardi «si discerne sempre l'influenza della sua debolezza». Non direi sempre.
[479] Lett. al Melchiorri, 5 marzo 1824; _Epistol._, vol. I, pp. 496-7.
[480] Sul modo di comporre del Byron vedi ELZE, _Lord Byron_, 3ª ediz., Berlino, 1886, pp. 408-11.
[481] Leggasi questo passo del giornale di Maurizio De Guérin (pp. 93-4): «J'ai chômé dans l'inaction la plus complète mes six semaines de vacances..... Mais ce repos, cette _accalmie_ n'avait pas éteint le jeu de mes facultés ni arrêté la circulation mystérieuse de la pensée dans les parties les plus vives de mon âme..... Je goûtais simultanément deux voluptés..... La première consistait dans l'indicible sentiment d'un repos accompli, continu et approchant du sommeil; la seconde me venait du mouvement progressif, harmonique, lentement cadencé des plus intimes facultés de mon âme, qui se dilataient dans un monde de rêves et de pensées, qui, je crois, était une sorte de vision en ombres vagues et fuyantes des beautés les plus secrètes de la nature et de ses forces divines». E leggasi ora questo dell'Amiel (vol. I, p. 52): «Oui, il faut savoir être oisif, ce qui n'est pas de la paresse. Dans l'inaction attentive et recueillie, notre âme efface ses plis, se détend, se déroule, renaît doucement comme l'herbe foulée du chemin, et, comme la feuille meurtrie de la plante, répare ses dommages, redevient neuve, spontanée, vraie, originale. La rêverie, comme la pluie des nuits, fait reverdir les idées fatiguées et pâlies par la chaleur du jour. Douce et fertilisante, elle éveille en nous mille germes endormis. En se jouant, elle accumule les matériaux pour l'avenir et les images pour le talent».
[482] _Epistol._, vol. I, p. 261.
[483] Lett. 5 gennajo 1821; _Epistol._, vol. I. p. 313.
[484] Lett. 10 settembre 1821; _Epistol._, vol. I, p. 242.
[485] Lett. 16 gennajo 1829; _Epistol._, vol. II, p. 347.
[486] Lett.... marzo 1829; _Epistol._, vol. II. pp. 357-8.
[487] _Les confessions_, parte prima, l. III.
[488] Lett. 4 agosto 1823; _Epistol._, vol. I, p. 466.
[489] Lett. al Giordani. 30 aprile 1817; _Epistol._, vol. I. p. 62.
[490] Nella lettera al Melchiorri poc'anzi citata, scriveva: «Gli altri possono poetare sempre che vogliono, ma io non ho questa facoltà in nessun modo, e per quanto mi pregaste, sarebbe inutile, non perchè io non volessi compiacervi, ma perchè non potrei. Molte altre volte sono stato pregato e mi sono trovato in occasioni simili a questa, ma non ho mai fatto un mezzo verso a richiesta di chi che sia, nè per qualunque circostanza si fosse».
[491] Lett. al Giordani, 30 aprile 1817; _Epistol._, vol. I, p. 60.
[492] _Studi filologici_, p. 282.
[493] _Die Welt_ ecc., vol. II, cap. 37. p. 484.
[494] _Alla luna._ La più parte de' suoi canti migliori il Leopardi compose nel detestato soggiorno di Recanati, dove si aggravavano di solito tutti i suoi mali, e dov'egli si sentiva più disperatamente infelice.
[495] La natura e la moda nelle _Operette morali_; il mondo in un dialogo inedito.
[496] Che il contrasto forma, in certo qual modo, l'anima della poesia del Leopardi, fu avvertito già da parecchi, e largamente dimostrato da I. DELLA GIOVANNA, _La ragion poetica dei canti di Giacomo Leopardi_, Verona, 1892.
[497] _Schopenhauer e Leopardi_; _Saggi critici_, 4ª ediz., Napoli, 1881, p. 296. Ma nel già più volte citato _Studio_, a p. 292, il De Sanctis scrisse: «A Giordani e agli altri letterati potè parere quella prosa un deserto inamabile, e più uno scheletro che persona viva».
[498] _Abbozzo dell'opera Storia dello spirito pubblico d'Italia per_ 600 _anni considerato nelle vicende della lingua_; _Opere_, t. IX. p. 109.
[499] _Studio su Giacomo Leopardi_, pp. 289, 292.
[500] Lett. al Giordani, 30 aprile 1817 e 12 maggio 1820; _Epistol._, vol. I, pagine 60, 272.
[501] Lett. al Giordani, 21 giugno 1819; _Epist._, vol. I. p. 207.
[502] Lett. al Giordani, 12 maggio 1820; _Epistol._, vol. I. p. 272.
[503] Vedi addietro, p. 339.
[504] _Appendice all'epistolario e agli scritti giovanili_, pp. 248-9.
[505] Non so se il Giordani si fosse lasciato persuadere dal Vida, il quale prescriveva, a chi volesse divenir poeta, assidua e diligente lettura di Cicerone.
[506] Lett. del 30 aprile 1817; _Epistol._, vol. I, pp. 61-3.
[507] Nè ad essa contraddiceva il Leopardi, quando, col Paciaudi, chiamava la prosa la _nutrice del verso_. _Appendice all'epistolario_, p. 243.
[508] La metrica del Leopardi potrebbe dare argomento a lungo discorso; ma non è qui luogo da ciò. Il tema fu toccato già da parecchi; ma nessuno, ch'io sappia, ne fece trattazione ordinata e compiuta.
[509] Per le questioni cui può dare materia il ritmo, vedi NEUMANN, _Untersuchungen zur Psychologie und Aesthetik des Rhythmus_; _Philosophische Studien_ X (1894).
[510] Veggasi ciò che scriveva al Giordani il 27 di marzo del 1817; _Epistol._, vol. I. p. 41.
[511] Questo saggio fu pubblicato la prima volta nella _Nuova Antologia_, Serie IV, vol. LXVII (1897).
[512] _Die Entartung_, 2ª ediz., Berlino, 1893, vol. I. pp. 201, 203-5.
[513] Ai nuovi spasimanti della natura, epigoni inconsapevoli di Gian Giacomo Rousseau, e, come questo, condannati alle più stridenti contraddizioni, raccomanderei la lettura e la meditazione di quel breve ma succoso saggio cui lo STUART MILL pose titolo _Nature_.
[514] _Lettre à la jeunesse_, nel volume intitolato _Le roman expérimental_, pagina 103. Un officio in tutto simile fu pure assegnato alla poesia dal Nordau.
[515] Debbo avvertire che, discorrendo del simbolismo, io prendo la parola simbolo nel suo significato più largo, intendendo per esso, così il simbolo propriamente detto, come l'allegoria: e ciò faccio, non tanto per amore di semplicità, quanto per attenermi all'uso stesso dei simbolisti.
[516] Lo stesso HUYSMANS, l'autore ultrarealista e pornografo di _Marthe_ e di _les sœurs Vatard_, convertito al cattolicismo, pubblicherà fra breve un romanzo intitolato _Cathédrale_, e si accinge a scrivere la Vita di Santa Lidvina. Peccato che questa santa donna lasci desiderar qualche cosa sotto il rispetto della celebrità! La buona memoria di Pietro Aretino parmi s'avvisasse assai meglio scrivendo la _Vita di Santa Caterina_, la _Vita di San Tommaso d'Aquino_, la _Vita di Maria Vergine_ e la _Umanità di Cristo_.
[517] _The origin and function of music_, nel vol. II degli _Essays_, edizione del 1891, pp. 424-6.
[518] Vedi tra i recentissimi FOUILLÉE, _Le mouvement idéaliste et la réaction contre la science positive_, Parigi, 1896, pp. XXVII-XXVIII. Parmi meriti d'essere ricordato che, sino dal 1707, Giambattista Vico affermava, in una delle sue orazioni inaugurali, la virtù della scienza nel togliere _la varietà delle opinioni_ e conciliare _l'uomo con l'uomo_.
[519] Veggasi il libro del compianto GUYAU, _L'art, au point de vue sociologique_, Parigi, 1889, libro di molto valore, sebbene non iscevro d'errori.
[520] _L'Ermitage_, aprile 1894.
[521] Alcuni simbolisti italiani ostentano di parlare del De Sanctis, non pure con ammirazione, ma con venerazione. Fanno benissimo; ma non dovrebbero dimenticare ch'egli espresse una sua saldissima e costante opinione quando, nel saggio su Francesca da Rimini, scrisse che quello che non si riesce a capire non merita d'essere capito, e che _quello solo è bello che è chiaro_.
[522] _La littérature de tout à l'heure_, Parigi, 1889, p. 324.
[523] _The philosophy of style; Essays_, ediz. cit., vol. II, p. 356.
[524] Sulla potenza suggestiva delle grandi scene di paese, vedi le belle osservazioni dello SPENCER, _The Principles of Psycology_, 3ª ediz., Londra. 1881. vol. I, cap. VIII, p. 485.
[525] Parlo, s'intende, in generale; ma non voglio escludere la possibilità che, _tra persone in cui il fenomeno si produce in modo affatto eguale_, il fenomeno stesso dia occasione e modo di ottenere certi _effetti_ d'arte. V. SUAREZ DE MENDOZA, _L'audition colorée. Étude sur les fausses sensations secondaires physiologiques et particulièrement sur les pseudo-sensations de couleur associées aux perceptions objectives des sons_, Parigi. 1890.
[526] Non mancano in Italia alcuni giovani che sentono altamente dell'arte, ripugnano agli andazzi, e, cercando il nuovo, non credono però necessario di vituperar tutto il vecchio. Se dovessi parlare di loro, parlerei con quella lode che stimo esser loro dovuta.
[527] Qualcuno potrebbe obbiettarmi: E le recenti prose e i recenti versi del D'Annunzio? Riconosco in quelle prose e in que' versi l'influsso del simbolismo; ma non per questo ho in conto di simbolista il D'Annunzio. Anzi le più spiccate e veramente proprie sue virtù d'artista mi pajono contrastare al simbolismo e non potersi conciliare con esso. Chi scrisse, per citare un esempio, l'_Allegoria dell'autunno_, non può non essere un nemico nato della _chanson grise_.
[528] _L'évolution de la poésie lyrique en France au dix-neuvième siècle_, Parigi. 1894. vol. II, pp. 255-56.
[529] Ma non alle macchine tipografiche, con l'ajuto delle quali, fattosi editore di sè stesso, guadagnò molti quattrini!
[530] _Geschichte der Aesthetik in Deutschland_, Monaco, 1868, pp. 74 e segg., 512-14.
[531] Tale appunto è la tesi sostenuta dal FECHNER, _Vorschule der Aesthetik_, Lipsia, 1876, dal GUYAU, _Les problèmes de l'esthétique contemporaine_, Parigi, 1884, e, più recentemente ancora, dal RUTGERS MARSHALL, _Pain, Pleasure and Aesthetics_, Londra, 1894.
[532] Vedi in proposito RIBOT, _La psychologie des sentiments_, Parigi, 1896, pp. 301 e segg.
[533] _Le naturalisme au théâtre_, nel già citato volume _Le roman expérimental_, pp. 141, 147.
[534] Fra le tendenze avverse al naturalismo bisogna pure annoverare quella che si manifesta nello psicologismo, e che ha trasformato, negli ultimi anni, il dramma ed il romanzo. Il naturalismo non conosce quasi altra vita interiore se non quella ch'è determinata da cause esterne: lo psicologismo fa conoscere tutta una vita interiore complicatissima, immediatamente determinata dall'azione e reazione degli elementi e dei fatti psichici gli uni sugli altri. Il naturalismo tende a dissolvere l'uomo nell'ambiente; lo psicologismo a circoscriverlo in mezzo a quello.
[535] Copiosissima sopratutto in Germania, dove la _Deutsche Arbeiter Dichtung_ e il _Socialdemocratisches Liederbuch_ empiono più volumi. Che nel settentrione d'Europa l'idea sociale s'è quasi insignorita del teatro è risaputo da tutti; e che alcuni dei molti drammi suscitati da quell'idea sono opere d'arte di gran valore non fa bisogno di ricordare.
[536] Questo breve scritto comparve la prima volta nella _Nuova Antologia_, Serie III, vol. XXXIII (1891). Lo ripubblico ora, sembrandomi che le congetture espressevi non sieno state contraddette dai fatti.
[537] _Principles of psychology_, 3ª ediz., Londra, 1881, pp. 531. segg.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's Foscolo, Manzoni, Leopardi, by Arturo Graf